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Zip-line nelle Filippine: la mia esperienza

La tranquillità non fa per me, ormai lo sapete anche voi.
In ogni località che visito – o quasi- cerco sempre un’esperienza alternativa, diciamo pure qualcosa di adrenalinico.
Nelle Filippine è stato la zip-line.
Sapete di cosa sto parlando?
Si tratta di percorrere, imbragati e appesi ad una carrucola, un cavo di acciaio che collega nella maggior parte dei casi due montagne.
A volte può esserci un fiume sotto,altre volte solo alberi….lo scenario cambia in base o dove ci si trova.
Diciamo che per me è stato amore a prima vista, l’ho provato per la prima volta in Costa Rica e poi mi sono cimentata anche nel volo dell’angelo in Basilicata e sono state due esperienze magnifiche.
Detto ciò torniamo nelle Filippine, dove si possono trovare diverse zip-line.
Nell’isola di Bohol per esempio è molto bella e suggestiva quella del Loboc Eco Adventur Park sul fiume Loboc.

Qui la discesa è orizzontale, per intenderci vi troverete sdraiati sulla pancia e avrete le gambe sempre appoggiate all’imbragatura.
Il costo non è affatto alto (circa 7 euro)e si fanno due “lanci”,uno per andare e l’altro per tornare al punto di partenza.
Si “vola” sopra il fiume Loboc che è già una meraviglia di per sè, quindi potrete ammirare tutte le sfumature di verde, sia della vegetazione che del fiume.

L’altra zip-line che ho provato invece si trova nell’isola di Palawan, vicino a El Nido.
Qui lo scenario è differente, volendo si può fare anche un solo lancio perchè poi è possibile tornare indietro via terra ed è possibile lanciarsi sia in orizzontale (come prima ), sia “a sedere”lasciando le gambe libere nel vuoto.
Ma la cosa sorprendente è il luogo, ci si lancia sul mare!
Questa zip-line si trova nella spiaggia di Las Cabanas: dirigetevi nella parte finale della spiaggia e seguite le indicazione per la zip-line,altrimenti se vi fate accompagnare da un tricycle, dovrete affrontare una bella salita per raggiungere il punto di partenza.
Anche qui verrete imbragati, vi verrà spiegato come comportarvi e il gioco è fatto: inizia l’avventura.

Per me è stato bellissimo, il percorso è più lungo dell’altro e trovarsi sopra quell’acqua così cristallina è stato meraviglioso!

Potete ritornare indietro sempre tramite la zip-line o facendo una passeggiata, in quanto arriverete in un isolotto di fronte alla spiaggia principale, collegato ad essa da una lingua di sabbia.
Mi dispiace solo per chi soffre di vertigini perchè è un’esperienza unica,troppo bella!!!!
Direi che i video parlano da soli! 😉
Alla prossima avventura,
Viaggiatrice seriale.

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Itinerario di 10 giorni nelle Filippine

Lo scorso mese ho realizzato uno dei miei più grandi sogni:visitare le Filippine.
Dopo diversi tentennamenti e tante ricerche ci siamo decisi a prenotare per il mese di marzo,che indicativamente insieme a febbraio dovrebbe essere il migliore.
Diciamo che nessuno ha la sfera di cristallo e qualche acquazzone ci ha fatto compagnia.
Volevo però dirvi che si trovano tariffe molto convenienti per raggiungere Manila,probabilmente troverete un volo a/r dall’Italia a meno di 400,00 € e considerando la notevole distanza è davvero ottimo.
Altro consiglio che mi sento di darvi è di lasciare a casa la valigia e di viaggiare con un bello zaino,per tutti gli spostamenti sarà molto più comodo.
Beh,per me è inevitabile spostarsi,considerate che le isole sono più di 7000…non vorrete mica stare tutto il tempo in una sola isola?!
Io sarei voluta rimanere ancora tanto tempo,ma come sempre le mie ferie sono risicate e quindi mi devo accontentare,ma ne è valsa assolutamente la pena.
Come ultima dritta prima di parlare dell’itinerario volevo dirvi che non occorre nessun visto se si visitano per turismo e non è richiesta nessuna vaccinazione particolare; la moneta nazionale è il peso filippino ma fare bancomat sarà davvero impegnativo quindi se non soggiornate in zone turistiche vi consiglio di fare una bella scorta di cash prima di partire all’avventura.
Detto ciò arriviamo alla parte interessante:il mio itinerario di 10 giorni nelle Filippine (vi lascio giusto il racconto del viaggio in breve,poi farò post dettagliati sulle singole località).
Il viaggio con la V maiuscola è iniziato da Milano nel nostro caso a bordo di un volo Oman Air che dopo aver fatto scalo a Muscat ci ha portato a Manila.
Siamo arrivati in tarda serata,giusto il tempo di prenderci un gelato in un piccolo supermercato e distrutti dal volo ci siamo addormentati in un hotel vicino l’aeroporto che avevamo prenotato da casa,appena abbiamo toccato il cuscino!
Il mattino appena svegli siamo subito tornati in aeroporto -uno differente,questa volta quello relativo ai voli interni- e siamo partiti alla volta di El Nido.
Durante il volo di circa 1 ora e 50 minuti sono sempre stata con la faccia letteralmente appiccicata al finestrino perchè lo spettacolo che si mostrava ai miei occhi era davvero meraviglioso: isolette,alternate a isole più grandi emergevano dall’acqua circondate da un azzurro accecante che lasciava il posto ad un bianco/oro della sabbia.
L’aeroporto di arrivo è davvero caratteristico,la pista di atterraggio sembra una nostra strada a due corsie:appena abbiamo messo piede a terra sono arrivate 3 jeepney – delle vecchie grandi jeep adibite a pulmino,molto in voga nelle Filippine- che ci hanno condotto all’edificio principale.
Controlli e ritiro dei bagagli e subito fuori ad attenderci c’era il tricycle mandato dal nostro hotel a prenderci.
Qualche km di strada sterrata prima di arrivare all’asfalto e poco dopo eravamo a destinazione.
Giusto il tempo di fare il check-in e siamo subito ripartiti a bordo di un altro triciclo alla volta di Napcan Beach, il punto più distante dell’isola del nostro itinerario.
L’impatto è stato pazzesco:sole,acqua cristallina,spiaggia bianchissima e pranzo con i piedi direttamente sulla sabbia a metà marzo……quasi un sogno.

Napcan Beach

Diciamo che il viaggio effettivo è iniziato il giorno seguente,quando abbiamo partecipato ad uno dei quattro principali tour che organizzano escursioni alla scoperta dell’arcipelago.

Big Lagoon

Posso dirvi senza ombra di dubbio che per me è stato il giorno più bello in assoluto.
Il tour A prevede l’escursione a bordo di una bangka – tipica imbarcazione filippina- e l’approdo in diverse isole/spiagge che sono :Big Lagoon, Small Lagoon, Secret Lagoon, Shimizu Island e 7 Commando Beach...una più bella dell’altra.
L’esperienza di attraversare a bordo di una canoa la Big Lagoon mi resterà per tutta la vita.
Acqua verde,turchese,trasparentissima in netto contrasto con le rocce spioventi ricoperte di vegetazione che si gettano a capofitto in acqua creano uno scenario difficile da descrivere.
Il ritorno è previsto per le 16:30-17:00 circa, così si ha tempo da dedicare ad altre attività:noi abbiamo deciso di andare ad ammirare il tramonto a Las Cabanas Beach.
Il giorno successivo è stato molto simile,ma questa volta abbiamo optato per il tour C che tocca Helicopter Island, Star Beach, Hidden Beach e Secret Beach…..anche questa volta una più bella dell’altra.

L’unico inconveniente è stato il morso di una medusa che mi ha provocato oltre ad un pò di dolore anche una certa preoccupazione.
Questa volta l’ora del tramonto non l’abbiamo trascorsa in spiaggia ma nella terrazza del nostro resort cullati dalle onde del mare mentre ci gustavamo un meraviglioso massaggio rilassante.
La sera,come le precedenti ci siamo recati in uno dei localini sulla spiaggia,dove prima di sederti scegli il pesce che vuoi oltre a scegliere il tipo di cottura e poi non ti resta che rilassarti e gustarti l’ottima cena con i piedi direttamente sulla sabbia e le onde del mare che si increspano davanti ai tuoi occhi.
E’ arrivata per noi l’ora di lasciare l’isola di Palawan, ma siccome il volo era verso l’ora di pranzo, ne ho approfittato per provare la zipline nella spiaggia di Las Cabanas Beach:se capitate a El Nido è un’esperienza che non potete assolutamente perdervi!
Vi lancerete letteralmente sul mare,infatti il punto di arrivo è nell’isolotto di fronte…….che bellezza ragazzi!!!
E dopo questa botta di adrenalina mi sono concessa un bagno nelle limpide acque della spiaggia ancora semi deserta vista l’ora per poi salutare definitivamente questa bellissima isola e recarmi in aeroporto per prendere il volo per Cebu.
Una volta atterrati su quest’isola ci siamo diretti al porto dove abbiamo preso un aliscafo per Tagbilaran nell’isola di Bohol.
La giornata è praticamente volata a causa dei vari trasferimenti,ma prima dell’orario di cena abbiamo raggiunto il nostro bellissimo resort ad Alona Beach e così è iniziata la seconda parte del viaggio.
Il mattino successivo purtroppo pioveva,così abbiamo iniziato la giornata con un ottimo massaggio e poi appena il sole ha fatto capolino abbiamo sfruttato la meravigliosa piscina a sfioro che dava sulla spiaggia.
Abbiamo deciso di noleggiare uno scooter per essere più autonomi e così siamo andati alla scoperta di Panglao,abbiamo visitato una fattoria biologica,siamo andati alla ricerca delle spiagge più belle per i giorni successivi fin quando non abbiamo visto una distesa di stelle marine,tutto merito della bassa marea.
Anche se non soggiornate in uno dei lussuosi resort sulla spiaggia,è possibile effettuare l’ingresso giornaliero pagando 1000 pesos a testa (meno di 20,0 €) grazie ai quali avrete accesso alla piscina,ai lettini e a tutti i servizi in generale e inoltre avrete un credito di 635 pesos da poter spendere nei ristoranti/bar della struttura.
La giornata è trascorsa all’insegna del relax, ma non sono mancati di sicuro i bagni e lo snorkeling….per poi terminare con un tramonto infuocato di rosa!

L’ottavo giorno del mio itinerario nelle Filippine credo sia stato quello che ho amato di più, pieno di disavventure che però si sono concluse nei migliore dei modi.
A bordo del nostro scooter siamo andati alla scoperta dell’isola di Bohol che offre tantissime attrattive a livello naturalistico.
Abbiamo percorso circa 110 km per ammirare le Chocolate Hills,le risaie, i tarsi -piccolissimi primati locali- il fiume Loboc e una natura rigogliosa che cambiava davanti ai nostri occhi km dopo km.

Loboc River

L’itinerario è bellissimo e ricchissimo, ma noi eravamo presi da altro:abbiamo bucato il motorino ben 2 volte,la carta di credito è stata “mangiata” dalla macchinetta e non avevamo abbastanza soldi da poter fare tutte le attività che avevamo deciso di fare in precedenza…..ma anche con queste disavventure è stata una super giornata perchè abbiamo scoperto l’altruismo e la generosità delle persone,siamo arrivati a destinazione e guaio dopo guaio li abbiamo risolti tutti.

Chocolate Hills

Che avventura ragazzi!
Il giorno successivo sono partita in motorino da sola perchè volevo assolutamente fare la zipline sul fiume Loboc e anche in questo caso ne è valsa la pena.

Zipline sul fiume Loboc

Altra avventura in motorino perchè anche se questa volta non ho bucato,mi sono presa un bel acquazzone che però mi ha abbandonato per fortuna nell’isola di Bohol e arrivata di nuovo a Panglao mi sono recata in spiaggia dove ho trascorso l’intera giornata.
L’ultimo giorno su quest’isola l’abbiamo inaugurato con una visita a Hinagdanan Cave, una grotta simile ad un  cenote messicano, dove abbiamo fatto anche un bel bagno.
Atmosfera davvero suggestiva.
Ultimi bagni in queste acque davvero meravigliose,ultimi giri in tricycle e trasporto in aeroporto da dove abbiamo preso il volo per Manila.
Abbiamo scelto di non dedicare nessun giorno alla visita della capitale perchè avevamo davvero poco tempo a disposizione e volevamo sfruttarlo tutto al mare.
Una volta arrivati a Manila e dopo aver lasciato i bagagli in hotel però, erano ancora le 18:00 così abbiamo deciso di buttarci letteralmente nel traffico caotico della città e a bordo di un taxi abbiamo raggiunto la parte storica della capitale.
Abbiamo fatto una visita notturna accompagnati su una bicicletta da un ragazzetto che ci faceva anche da guida e con questo ricordo abbiamo salutato queste isole meravigliose con la speranza di ritornarci presto perchè sono un vero incanto,hanno tantissimo da offrire e soprattutto ancora non sono state invase dal turismo di massa.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Fare il bagno con le mante alle Maldive

Pur non sapendo nuotare (bene), non  mi tiro indietro di fronte ad un bagno con qualche animale diverso da quelli che incontro di solito.
Dopo avervi raccontato la mia esperienza con gli squali , con le tartarughe e la camminata subacquea, è arrivato il momento di parlarvi dell’escursione che mi ha permesso di fare il bagno con le mante!
Mi trovavo nel paradisiaco mondo delle Maldive e quando mi è stata proposta questa escursione non ci ho pensato un attimo, perchè il mondo sommerso di queste isole è unico al mondo e di conseguenza anche questa esperienza lo sarebbe stata.
La “gita” è iniziata a bordo di una piccola barchetta che ci ha condotto al largo rispetto alla nostra spiaggia di partenza, raggiunto il luogo per il possibile avvistamento, il pilota si è spostato ulteriormente fino ad avvistarne alcune da sopra la barca.
A quel punto si è fermato, ha gettato l’ancora e noi, dopo aver indossato lo stretto necessario come maschera e pinne ci siamo tuffati insieme ad un ragazzo della nostra guest house che fungeva principalmente da guida.
Non è così immediato l’avvistamento, così il pilota della barchetta appena ne intravvedeva una dall’esterno, ci indicava la direzione e noi cercavamo di nuotarle incontro….ad un certo punto ho sentito delle esclamazioni di gioia da parte degli altri, e logicamente io non ho visto nulla! 🙁
Poco dopo per fortuna ne ho vista una, ma molto molto lontana, così non mi sono realmente resa conto di ciò che avevo davanti.
Ed eccola lì per fortuna, poco dopo, una grossa manta era proprio di fronte a me, ho cercato di non lasciarmi impressionare, ma non è stato facile: sono animali mansueti, ma immaginatevi di avere di fronte a voi un paio di ali che arrivano circa a 3 metri di apertura!!!

Superata la meraviglia e lo stupore per il mio primo avvistamento, mi sono messa d’impegno inseme agli altri e per fortuna ne ho avvistate altre.
Girando la testa questa volta sono riuscita a vedere due macchie viola, mentre poco dopo ne ho ammirata un’altra in tutta la sua apertura alare.
Vi garantisco che è qualcosa di unico!Animali così grandi e così vicini!!!

Non a caso ho saputo che sono fra le creature preferite dai subacquei.
Le mante appartengono alla famiglia delle razze, ma sono decisamente più grandi.
Logicamente pur essendo concentrata sull’avvistamento di questi enormi esemplari, non mi sono dimenticata delle meraviglie che offrono i fondali, così nel frattempo ho avvistato diversi pesciolini colorati e ammirato bellissimi coralli.
Che dire??!!Proprio una bella esperienza….se avete modo, vi consiglio proprio di farla!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Maldive: perle nell’oceano

Immaginate una collana di perle rotta, con le singole sfere sparse qua e là.
Immaginate le perle di un colore che varia fra l’azzurro ed il blu….è questo lo spettacolo che vi troverete ad ammirare da un aereo o da un idrovolante sorvolando le Maldive.

Il mare di queste isole è considerato il più bello del mondo, e dopo averlo visto capisco il perchè.
Le Maldive sono più di 1000 isole, molte delle quali disabitate, raggruppate in diversi atolli.
In molti casi una singola isola è occupata da un solo villaggio.

Da circa due anni a questa parte, il turismo ha subito un grandissimo cambiamento.
Il governo locale infatti ha concesso l’entrata dei turisti anche nelle isole abitate dalla popolazione locale e questo aspetto ha creato una fonte di reddito per gli abitanti;  si è notato un forte incremento del numero delle Guest House nelle varie isole.
Prima di questa riforma infatti, se una persona andava in vacanza alle Maldive doveva necessariamente andare in un villaggio.
Ho voluto approfondire questo discorso, e ho chiesto ad un gestore della nostra guest house cosa ne pensassero gli abitanti di questa “invasione” di turisti e lui mi ha detto che è vista di buon occhio in quanto è tutta una questione di business e quindi per loro è lavoro.
Logicamente  rispetto ad un villaggio ci sono delle restrizioni e un buon viaggiatore dovrebbe sempre rispettare gli usi ed i costumi del luogo che visita: qui sono vietati gli alcolici e le donne è bene che abbiano le gambe e le spalle sempre coperte (diciamo che con il caldo si girerebbe molto volentieri abbastanza leggeri, ma basta semplicemente tenersi un pareo in borsa e legarselo in vita nel momento in cui si esce della spiaggia).
Parlando di spiagge dovete sapere che ci sono quelle riservate ai turisti, in cui le donne possono indossare il bikini e poi ci sono quelle destinate alla popolazione.
Pur avendo sempre sentito solo  commenti positivi sulle Maldive, non ne sono mai stata particolarmente attratta in quanto amo il mare, ma devo sempre avere anche un’alternativa, qualcosa da visitare .
Per questo motivo non ho mai preso in considerazione questa meta, ma quando si presenta  una super offerta,  capisci che è l’ occasione “della vita” ed è impossibile non approfittarne.
Prenotato il volo  non restava altro che decidere in quale atollo andare.
Beh, devo dire che se non si vuole andare solo in un villaggio, l’organizzazione del viaggio può risultare un po’ complicata.
Dopo diverse ricerche io ed il mio ragazzo abbiamo deciso di andare  alla scoperta delle isole abitate e di non rinchiuderci in un villaggio.
Una volta arrivati in aeroporto abbiamo raggiunto l’isola di Malè (che è di fronte a quella in cui si trova lì aeroporto) su un traghetto e  da qui abbiamo preso la barca veloce che ci aveva precedentemente prenotato la guest house e dopo circa un’ora e mezza di viaggio abbiamo raggiunto la nostra prima meta: l’isola di Thoddoonell’arcipelago di Ari Nord.
Ad attenderci  al porto c’erano  i ragazzi della guest house che ci hanno accompagnato a destinazione a bordo di 2 scooter.
Ed eccoci arrivati nel nostro primo alloggio dove abbiamo trascorso le prime tre notti.
Devo ammettere che l’accoglienza dei ragazzi della guest house è stata veramente eccellente, hanno cercato in ogni modo di soddisfare ogni nostra richiesta.
Dopo un viaggio lunghissimo  siamo andati finalmente  a salutare questo mare meraviglioso che avevamo solo visto in fotografia e abbiamo subito constatato che dal vivo era ancora più bello.
Le giornate sono trascorse fra lunghi bagni, tintarella ed un’escursione  al largo per fare il bagno con le mante: un’esperienza unica.
Nella tarda mattinata del terzo giorno abbiamo lasciato l’isola e a bordo di un traghetto locale abbiamo raggiunto l’isola di Ukulhas.
Quest’isola è piccolissima , circa 1 km x 2 km e anche questa volta abbiamo optato per un’isola abitata e quindi ci siamo sistemati in un’altra guest house per due notti.
Il giorno del nostro arrivo l’abbiamo trascorso in relax in spiaggia e abbiamo concluso la giornata con un meraviglioso tramonto sul mare..
Il giorno successivo è stato quello più bello in assoluto dell’intera vacanza.
Come da accordi presi il giorno precedente, al mattino siamo partiti a bordo di una barchetta di legno insieme a due ragazzi della guest house che si sono presi cura di noi per tutto la giornata.
L’escursione infatti era in un’ isola deserta, dove i due ragazzi ci hanno piantato l’ombrellone e ci hanno preparato il pranzo a base di pesce cotto alla brace…. Non prima di averci offerto il latte di due belle noci di cocco.
In tutta la giornata abbiamo incontrato circa 8 persone, che come noi erano state accompagnate  sull’isola per godere di tanta bellezza.
Posso affermare che il mare che ho visto in quella giornata non l’ho mai visto in vita mia: il mare delle Maldive è il più bello del mondo ( almeno per me, per il momento).
La sera siamo andati a cena in uno dei due ristoranti dell’isola e il mattino successivo ci siamo spostati di nuovo……direzione villaggio!
Si, avete capito bene, abbiamo deciso di provare anche l’esperienza del villaggio, almeno per una notte!!!
Il trasporto per il villaggio è stato organizzato dalla guest  house in cui  abbiamo pernottato i giorni precedenti, in quanto non esistono collegamenti diretti, così in motoscafo nel giro di una mezzoretta abbiamo raggiunto il resort.
Ecco, da questo momento in poi  la vacanza ha cambiato stile…… la nostra casina vista  mare con i suoi lettini e la sua amaca ci stava aspettando.
Abbiamo trascorso due giorni ed una notte come dei pascià, ombrelloni di paglia, piscina con vista mare, pasti con dei buffet immensi  e puro relax.
L’attrattiva principale e la fonte di emozioni  meravigliose è senza dubbio il mondo sommerso delle Maldive.
Ho visto pesci di ogni genere, dai colori sgargianti, murene, delfini, mante e squali.
Dovevo auto-impormi di uscire dall’acqua dopo un tot di tempo, perché se seguivo il mio istinto ci sarei rimasta per intere ore.
Oltre alle bellezze del mondo marino, l’altra cosa indescrivibile sono i tramonti: ogni sera quella palla rossastra-arancione regalava emozioni uniche.
E’ risaputo che anche le cose belle finiscono, così dal resort abbiamo raggiunto Malè in idrovolante e anche questa è stata un’esperienza che mi porterò sempre nel cuore….sorvolare i vari atolli e le varie isole è a dir poco stupendo.
Avendo l’aereo il mattino presto, abbiamo trascorso l’ultima notte in un hotel vicino l’aeroporto e con circa 12 ore di volo siamo tornati nel nostro pezzettino di mondo….. con il cuore pieno di emozioni e ricordi.
Al prossimo viaggio,

Viaggiatrice seriale.

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Sorvolare le Maldive in idrovolante: un’esperienza unica.

Amate volare o per voi è una vera tortura e non vedete l’ora di appoggiare di nuovo i piedi a terra?!
A me piace molto, ma devo ammettere che il volo più bello in assoluto non è stato con un aereo di linea, ma facendo il giro in elicottero sul Grand Canyon.
Un’emozione indescrivibile!
Oggi però voglio parlarvi del mio secondo più bel volo e logicamente anche questo è avvenuto con un mezzo differente.
Sto parlando del volo in idrovolante…. l’avete mai fatto?

Idrovolante appena atterrato

Mi trovavo alle Maldive e già questo basta per immaginarsi la meraviglia che ho potuto ammirare in quei 15 minuti di volo.
Ma facciamo un passo alla volta.
Noi eravamo nella sala d’attesa – o meglio in una parte del pontile trasformata in sala d’attesa con tanto di divanetti- quando abbiamo sentito un rumore assordante avvicinarsi sempre più; il nostro idrovolante stava arrivando e così tutti curiosi ci siamo messi ad ammirare le varie manovre e in men che non si dica abbiamo visto solo spruzzi d’acqua bianchi crearsi sotto i dispositivi galleggianti del velivolo: era atterrato.
Il velivolo ha circa 12 posti a sedere, così è necessario lasciare ogni genere di bagaglio all’entrata, che gli addetti sistemeranno nella parte posteriore del velivolo.
La “cabina” è visibile a tutti i passeggeri, infatti i due posti riservati al pilota e al suo secondo sono separati dal resto dell’idrovolante da una piccola porticina che resta aperta, così per i più curiosi è possibile vedere tutti i pulsanti e  la strumentazione.
Una volta che tutti i passeggeri hanno preso posto e allacciato le cinture, un membro del personale sgancia la corda con la quale il velivolo era stato “ancorato” al pontile e il pilota inizia le manovre di decollo.
Fondamentalmente la prassi è come quella di un qualsiasi aereo, ma guardando fuori dai finestrini ci si rende conto che ci si sta muovendo sull’acqua, il rumore cresce a dismisura, i dispositivi galleggianti pattinano sull’acqua sempre più velocemente fino a staccarsi e a creare immensi spruzzi bianchi ed è così che si prende il volo.
Ecco che arriva la parte migliore, considerate che gli idrovolanti vengono utilizzati soprattutto per spostamenti fra isole, quindi una volta decollati si ha la fortuna di poter ammirare qualcosa di unico fuori dal finestrino.

Vista durante il volo

La vista delle isole delle Maldive dall’alto è qualcosa di indescrivibile, immaginate delle perle sparse, di un colore che varia dall’azzurro al trasparente: è quello che vedranno i vostri occhi.
Ogni isola è differente da un’altra, si riesce a distinguere l’inizio della barriera corallina, si possono ammirare le svariate forme che assumono i vari resort con le loro case sull’acqua, si  vede il reef e la sabbia sembra borotalco.
Si vedono isole deserte e con poca vegetazione, si sorvolano isole abitate e quindi si distinguono i vari edifici fino ad arrivare all’idroscalo, dove il panorama cambia, infatti si vedono solo tanti altri idrovolanti o parcheggiati o in partenza.

Il pilota inizia le manovre di atterraggio e ancora una volta in men che non si dica ci si ritrova sul”acqua.
Il momento dell’impatto non è affatto brusco, non preoccupatevi.
Motori spenti, idrovolante “ancorato” al pontile con una corda, porte aperte e via che i passeggeri possono scendere.
I bagagli vengono portati dagli addetti direttamente sul pullman che accompagna i passeggeri dall’idroscalo all’aeroporto.
Per raggiungere le varie isole ed i vari resort delle Maldive le soluzioni sono due: o la barca ( o il traghetto a seconda della distanza dell’isola che dovete raggiungere) o l’idrovolante.
Quando fate una prenotazione i resort organizzano già per voi il trasporto, logicamente il costo dell’idrovolante è nettamente superiore al costo della barca, ma vi assicuro che è un’esperienza da provare, ne vale assolutamente la pena (magari potete fare l’andata con un mezzo ed il ritorno con l’altro).
Nella mia classifica personale questo tipo di volo si aggiudica la medaglia d’argento….vedremo quale sarà la prossima esperienza! 🙂
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Nuotare con gli squali alle Maldive

Che sensazione vi evoca la parola “squalo”?

La associate a qualcosa di negativo, pauroso e pericoloso?!
Fino a poco tempo fa era così anche per me, ma oggi posso dire di aver nuotato con gli squali.
Non sto scherzando e non sono nemmeno un sub, stavo semplicemente facendo snorkelling quando ho visto davanti ai miei occhi -anzi alla mia maschera- uno di questi pesci.
Ero alle Maldive e logicamente la specie che si trova in alcune di queste isole non è affatto pericolosa e non attacca l’uomo.
Si tratta infatti di esemplari piccoli, che raggiungono al massimo  1 metro circa  e che si spingono fin quasi a riva, in determinati orari della giornata.
Mi trovavo sul pontile ad ammirare il tramonto la prima volta che ne ho avvistati alcuni nelle acque basse davanti a me e con mio stupore ho realizzato che nello stesso momento c’erano diverse persone in acqua.
Squalo avvistato dal pontile
Pur essendo a conoscenza del fatto che non si trattava di una specie pericolosa, fa sempre un certo effetto l’accoppiata uomo-squalo…… ma il giorno dopo non ho resistito e logicamente mi sono spinta in acqua alla ricerca sfrenata di questi pescioloni.
Il mio ragazzo è stato più fortunato e ne ha avvistati alcuni prima di me, ma io non mi sono persa d’animo e ho continuato ad ammirare il meraviglioso mondo sommerso stupendomi come una bambina davanti ad ogni nuovo pesce che vedevo finchè è successo:eccolo lì, proprio davanti ai miei occhi il soggetto della mia lunga ricerca!
Sono subito riemersa, ho avvisato il mio ragazzo (dovevo condividerlo con qualcuno) e mi sono subito immersa di nuovo e per qualche secondo sono riuscita a guardarlo finchè non si è dileguato!
Si sa che l’acqua inganna un pò e la percezione visiva non è proprio quella effettiva, comunque l’esemplare che ho visto non era proprio piccolissimo!
Super contenta ho continuato il mio snorkelling ma per quella giornata mi sono dovuta accontentare di un unico incontro ravvicinato…. gli altri squali che ho visto infatti erano sempre quelli sotto al pontile.
Il mattino seguente invece ho vissuto un’altra esperienza, stavo passeggiando sul bagnasciuga quando ho notato un squaletto veramente piccino a pochi centimetri dai miei piedi…….. ed è stato così per un pò, infatti abbiamo continuato a muoverci l’una al fianco dell altro.
Squalo avvistato dal pontile
Questo è quello che accade nelle acque basse, spingendosi al largo invece e prendendo parte alle varie escursioni gli incontri sono completamente differenti: squali martello e addirittura squali balena potrebbero passarvi davanti agli occhi!
Beh, diciamo che in quel caso sono sicura che non riuscirei a mantenere una gran calma! 🙂
Anche se si trattava di piccoli esemplari, vi assicuro che è davvero emozionante realizzare di trovarsi in acqua con uno squalo!
Gli incontri sottomarini non sono affatto finiti in queste meravigliose isole, a breve vi parlerò di un altro bellissimo animale che ho avuto la fortuna di vedere……
Viaggiatrice seriale.
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Ultima tappa in Malesia: la foresta di Taman Negara

La Malesia mi è entrata nel cuore e credo che si sia capito dai miei post precedenti.
Per concludere il racconto del viaggio in questo paese dai mille aspetti, è rimasta la parte inerente alla giungla.
Anche se avevamo poco tempo a disposizione non volevamo rinunciare ad una “gita” nel verde pur essendo rientrati a K.L.
Abbiamo cercato un’agenzia che organizzasse escursioni, non è difficile trovarne, il problema era che noi volevamo stare solo due giorni ed una notte e questo era già più complicato.
Non ci siamo arresi e così una mattina alle 07.00 siamo partiti in pullman da K.L. alla volta di Jerantut.

Jerantut

Questa era la tappa intermedia, il luogo in cui si trovava effettivamente la compagnia che organizzava l’escursione (in città trovate solo qualche negozietto e la stazione dell’autobus).
Dopo una lunga attesa in una stanza trasformata in ufficio siamo di nuovo partiti in pullman col quale siamo poi arrivati al punto di imbarco sul fiume.
Avevamo scelto infatti l’attraversata sul fiume…. impossibile esimersi.
Bagaglio piccolo, crema solare e tanto repellente per zanzare e via che è iniziato il nostro viaggio a bordo di una lancia, una barca in legno, tipica della zona, in cui è solamente possibile sedersi sul fondo, sopra una specie di cuscini di fortuna…. ma faceva parte dell’avventura.

La nostra barchetta

Le acque del fiume erano di un marrone chiaro e durante la navigazione (di circa 2 ore) abbiamo incontrato qualche animale e tantissime barche identiche alla nostra, che tornavano indietro a recuperare altre persone.
Diciamo che la comodità è molto differente, ma ne è valsa la pena.
Arrivati a destinazione, la guida ha fatto una piccola spiegazione e ha distribuito delle cartine.
Infatti il punto di arrivo era un bar su una sponda del fiume, ma la foresta ( e il nostro hotel) si trovava sull’altra sponda del fiume, quindi per spostarsi occorreva prendere un taxi (una barchetta che trasportava passeggeri da una sponda all’altra in continuazione).
Ed ecco posato il piede sull’altra sponda del fiume e quindi ufficialmente arrivati al Taman Negara.

Natura allo stato puro

La sera abbiamo cenato nel bar/ristorante galleggiante che era stata la nostra prima tappa e siamo partiti per il safari notturno in un palmeto.
Eravamo a sedere se delle panche ricavate nel cassone di una jeep e da lì abbiamo ammirato la vita notturna degli abitanti del palmeto, scorgendo, aiutati dalla guida, diversi tipi di uccelli che dormivano e qualche rettile.
Pensate che l’avvistamento più significativo è stato fatto lungo la strada principale, sui tralicci della luce, dove ci è apparso una specie di roditore.
La nostra stanza, o meglio la nostra casetta in legno era veramente suggestiva e abbiamo potuto ammirarla meglio il mattino seguente quando siamo usciti e siamo partiti alla “conquista” della foresta!

Il nostro alloggio

All’interno del resort si trova la biglietteria e l’ingresso effettivo al parco, dove consegnano ai turisti oltre al biglietto, anche una mappa per orientarsi.
Il Taman Negara infatti con i suoi 4343 km quadrati è il maggiore parco della Malesia Peninsulare che ospita e difende tantissime specie di animali e vegetali.

Al suo interno sono previste diverse attività, il canopy, il rafting con annesso bagno nelle rapide, la visita alle grotte e la scalata del monte Gunung Tahan; con noi sono partiti tanti escursionisti che avrebbero poi camminato per giorni interi all’interno del parco, dormendo nelle tende che trasportavano nei loro zaini.
Il percorso all’interno della foresta è tutto rialzato, si cammina infatti su delle travi di legno rialzate da terra, ma è bene avere la cartina perchè il paesaggio è quasi sempre lo stesso ed è molto  facile perdersi.
Dopo circa 45  minuti di camminata si raggiunge il punto di partenza dei vari ponti sospesi a diversi metri d’altezza…. se non soffrite di vertigini è un percorso da fare.

Ponte sospeso

All’interno del parco vivono rari mammiferi come la tigre malese, il rinoceronte di Sumatra e l’elefante asiatico.
Logicamente noi eravamo proprio all’inizio della  riserva e gli animali se ne stanno decisamente molto all’interno, ma vi consiglio comunque una visita, poter ammirare una vegetazione del genere non è  da tutti.
Siccome avevamo finito la nostra visita e l’orario del mezzo di trasporto (via terra questa volta) per il ritorno sarebbe stato dopo diverse ore e lì in zona non c’è niente, ci siamo avventurati in città e abbiamo trovato un ragazzo gentilissimo che aveva appena accompagnato un gruppo di turisti e doveva tornare a K.L. che ci ha offerto un passaggio.
Con una spesa poco più alta rispetto al biglietto dell’autobus, ma con una comodità decisamente maggiore abbiamo accettato il passaggio e siamo tornati a K.L. in serata, acquisendo anche delle informazioni dal nostro amico autista.
E’ stata proprio un’ottima esperienza.
Non a tutti piace il Taman Negara… se credete di fare un safari come in Africa ed avvistare grossi mammiferi vi sbagliate di grosso e ne rimarrete delusi…. ma se vi avventurate con le giuste aspettative ne rimarrete di sicuro affascinati: stiamo comunque parlando di una foresta.
Ciao Malesia….spero di rivederti un giorno!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice Seriale.

asia

Batu Caves: un santuario all’interno delle grotte in Malesia

Il mio racconto della Malesia non poteva ritenersi concluso senza prima aver parlato di Batu Caves.
Dopo aver trascorso dei piacevolissimi giorni in un mare stupendo, prima alle Isole Perhentian e poi a Pom Pom Island e dopo aver attraversato un piccolo pezzetto di giungla, il viaggio ha preso un’altra piega.
Abbiamo visitato la città di Kuala Lumpur e una mezza giornata l’abbiamo dedicata alla visita di queste particolarissime grotte.
Batu Caves non è altro che una serie di grotte di origine calcarea all’interno delle quali sorge il più popolare santuario indù al di fuori dell’India.

Raffigurazioni all’interno della grotta

Questo complesso è situato a meno di 15 km a nord di K.L. ed è facilmente raggiungibile con un treno.
Al vostro arrivo la prima cosa che vedrete è un’imponente statua color oro raffigurante Murugan, una divinità hindù che con i suoi 42,7 metri d’altezza sembra voler proteggere l’intero luogo di culto.

Statua di Murugan 

Varcando la soglia invece si entra completamente nel mondo indù, tutte le raffigurazioni e le immagini sono ispirate alle divinità venerate, colori accesi decorano le varie statue.
L’intero santuario è composto da tre grotte principali e per raggiungerle occorre percorrere 272 gradini.

Panoramica dei 272 gradini

Durante la salita verrete avvicinati da parecchi macachi (scimmiette) che a prima vista possono sembrare simpatici e mansueti, ma non fatevi ingannare, anzi prestate attenzione perchè si impossessano molto velocemente di ogni oggetto.
Per fortuna la loro attenzione è catturata dalle varie offerte di frutta che i fedeli portano al santuario.

Macaco intento a mangiare

E’ sicuramente un luogo suggestivo e vale assolutamente la pena vederlo.
E così anche l’aspetto spirituale è stato affrontato in questo viaggio nella meravigliosa Malesia.
Al prossimi viaggio,
Viaggiatrice seriale.

asia

Viaggio alla scoperta della Malesia: Isole Perhentian

Buongiorno amici, torno a parlarvi della  bellissima Malesia, dopo avervi illustrato la capitale Kuala Lumpur e l’incantevolePom Pom Island, oggi vi farò conoscere la destinazione in cui è iniziato il mio viaggio in questa terra, la mia prima tappa è stata alle Perhentian Island.
Si tratta di due maggiori isole, Perhentian Besar e Perhentian Kecil e di piccole isole disabitate localizzate a circa 20 km al largo della costa nord-orientale della Malesia occidentale, nello stato di Terengganu.
Per raggiungerle non è difficile, noi una volta atterrati a KL abbiamo preso un volo interno per Kota Bharu, da qui un taxi per il porto di Kuala Besut e infine abbiamo raggiunto la meta a bordo di una barca che parte diverse volte al giorno.
Non so perchè, forse perchè il viaggio era stato lungo ma impazzivo dalla voglia di tuffarmi in quella meravigliosa acqua, ma già il paesaggio che potevo vedere dalla barca mi sembrava pazzesco e con il senno di poi devo dire che una volta arrivati, quello che ci aspettava era di gran lunga migliore.
Le Perhentian sono diventate un’ottima destinazione per i backpackers (come noi del resto), perchè offrono sistemazioni per tutte le tasche.

Noi eravamo nell’isola di Besar, la più grande,in un resort abbastanza tipico, con delle casette sia vista mare, sia nella zona più alta in mezzo alla vegetazioni ( queste un pò più spartane).
La struttura aveva un ristorante principale con un menù alla carta, dove poter fare colazione, pranzo e cena; oltre a questo però vi erano diversi, come dire, chioschetti molto molto spartani ( in uno vi dico solo che ci gironzolava una gallina come se fosse un cane, che ho badato bene di evitare) in cui poter consumare delle pietanze a prezzi super bassi, come piatti di riso o altre cose tipiche.
Ma veniamo alla cosa principale e cioè il mare.
L’acqua è di un azzurro cristallino e l’incontro con diversi tipi di pesci è inevitabile, fondamentalmente è l’attrattiva maggiore.
Se portate l’attrezzatura da snorkeling da casa tanto meglio, ma in caso c’è il minimarket che noleggia tutto.
Quando si è in acqua, non ci si accorge del passare del tempo, tanto si è rapiti dalla meraviglia dei fondali.
Una cosa molto positiva è il fatto che in entrambe le isole ci sono dei taxi (barchette) per raggiungere le varie calette o per cambiare isola.
Il costo è molto basso e basta solamente dire al pilota l’orario in cui deve tornare a riprendervi ed il gioco è fatto.
Noi in questo modo abbiamo potuto apprezzare la bellezza di differenti spiagge; in una eravamo solo noi, non è per dire, abbiamo solamente visto una persona che stava facendo trekking e devo ammettere che in un certo momento ho avuto veramente paura.
Io e il mio ragazzo stavamo facendo il bagno e non eravamo nemmeno al largo, quando ad un certo punto mi sento dire che aveva appena visto uno squaletto davanti ai suoi occhi.
Vi giuro che ero quasi immobilizzata, la paura si era impossessata di me.
Fortunatamente poi il tutto si è ridimensionato, siamo tornati a riva e anche lui nel ripensarci ha realizzato che si trattava di uno squaletto lungo circa un metro, ma quando te lo trovi poco distante da te non è facile mantenere la calma.
Io ringrazio solo di non averlo visto, mi è bastato già questo spavento!!!
Tutto questo per dirvi che i fondali sono ricchissimi di animali e per uno che fa immersioni o si spinge anche al largo, la scoperta è infinita.
Ho amato molto queste isole, molto discrete e allo stesso tempo fornite di ogni confort…. per non parlare delle rilassanti ore trascorse spiaggiata al sole.
Per non farmi mancare niente mi sono fatta fare un massaggio in una terrazza sul mare al tramonto…. una sensazione indescrivibile.
Questo si, è una cosa che vi consiglio, se potete provate a farvi fare un massaggio dalle esperte mani malesi, non ve ne pentirete.
E così dopo tre giorni in questo bellissimo paradiso siamo ripartiti con il nostro zaino in spalla e abbiamo continuato la nostra avventura malese fino ad arrivare  alla foresta di Taman Negara.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

asia

Nuotare con le tartarughe a Pom Pom Island

E’ quasi passato un mese dal mio ritorno e oggi il mio pensiero vola a quell’isola paradisiaca di Pom Pom Island.
Ci troviamo in Malesia, e durante il mio viaggio in questo bellissimo paese, ho potuto apprezzare sia il mare ( Perhentian Island),sia la giungla, sia la città.
Ne l mio itinerario era prevista una sosta in quest’isola, che definirla tale è già molto, infatti è così piccina che per fare un intero giro intorno ad essa ci si impiegano circa 45 minuti.
Io e il mio ragazzo abbiamo preso un aereo fino a Tawau nel Borneo, da qui siamo saliti su un taxi e dopo circa 1 ora avevamo raggiunto il porto da dove partiva la barca per raggiungere la nostra meta.
Nell’isola ci sono due resort, uno molto costoso e uno leggermente meno costoso, ma che per gli standard della Malesia ha prezzi esagerati. il collegamento con la terra ferma avviene solamente una volta al giorno (nel resort in cui pernottavo io), con una barca che porta le provviste e parte verso le 11:30.
Quest’isola è il paradiso per i sub, tanto che nel resort avevano ogni genere di attrezzatura e molte persone si recano lì per prendere il brevetto…. ma non era il mio caso! 🙂

Una volta sbrigate le formalità burocratiche, ci siamo subito gettati in quest’acqua cristallina, limpida, meravigliosa…. io non sono ancora stata alle Maldive, ma credo che si avvicina tantissimo a quella; la temperatura varia dai 25° ai 29° e la visibilità è sempre ottima.
Il mare era una tavola e immersa la testa sott’acqua si è aperto un nuovo mondo davanti ai miei occhi! Pesci di ogni genere, dai pesci roccia che si mimetizzavano con il colore del fondale ai simpaticissimi pesci pagliaccio, piccoli pesciolini come quello del cartone Nemo che si nascondevano fra le anemoni e altri di un viola fosforescente. Dopo poche bracciate si arriva ad un punto fatidico, una voragine di circa 100 metri si apre e l’acqua cristallina diventa una macchia nera! Inizialmente avevo il terrore anche solo di avvicinarmi, ma facendo “un passettino” alla volta ci sono arrivata e mi sono abituata velocemente, tanto che non facevo più caso alla profondità, ma ero intenta ad ammirare le specie viventi che si nascondevano là sotto. la linea di demarcazione infatti, è il posto preferito dalla tartarughe e io non potevo assolutamente perdermele. L’isola infatti, con la sua spiaggia corallina bianca è un importante sito di nidificazione per le tartarughe marine. Qualche giorno prima ne avevo vista una in un’altra zona, ma era molto in profondità e diciamo che avevo intravisto la sagoma, qui invece sembrava quasi di poterle toccare tanto erano vicine.
Bene, se non si è ancora capito, il mondo sottomarino è la maggiore attrazione dell’isola, ma oltre alle ore passate in acqua, le giornate trascorrevano fra relax e passeggiate. Uno dei momenti più suggestivi era senza dubbio l’ora del tramonto….è davvero difficile spiegare la bellezza di quegli istanti.

La mattina invece si facevano uscite in barca con tutti gli ospiti del resort nelle varie isolette e spiagge vicine, dopo aver scaricato noi, la barca prendeva il largo con i più temerari, i veri sub.
Pom Pom Island è una destinazione ricercata, chi si reca lì non deve aspettarsi nulla al di fuori delle meraviglie che possono offrire il mare e un’isola in mezzo al mare.
Dopo due notti e tre giorni trascorsi qui, siamo ritornati sulla  terra ferma e il nostro tour della Malesia è continuato.
Siete curiosi?! Allora presto vi racconterò un’altra avventura.
Viaggiatrice seriale.