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Parco del Trabocco di Montecarotto: passeggiata nelle Marche

Il bisogno di natura si sta facendo sempre più importante dentro di me, così sono andata alla scoperta di un’altra oasi verde: il Parco del Trabocco di Montecarotto.

Cascata al Parco del Trabocco

Come raggiungerlo

Il Parco del Trabocco è un’oasi naturale nella provincia di Ancona e precisamente al confine fra i paesi di Montecarotto e di Poggio San Marcello. Una volta arrivati a Montecarotto troverete delle indicazioni che segnalano la strada, poi lasciate l’auto davanti al caseificio e iniziate il vostro percorso.

Cosa fare al parco del Trabocco

Il parco ha un ingresso libero e dispone di diverse aree pic-nic e relax proprio all’inizio del percorso. Teoricamente se non avete scelto questa destinazione per fare una bella pennica all’ombra o per gustarvi il vostro pranzo sotto gli imponenti alberi, siete pronti a camminare. I sentieri completamente immersi nel verde sono 3: Le cascatelle, le selvettine e il bacucco.

sentieri del parco del Trabocco
Sentieri del Parco del Trabocco

Come prima cosa vedrete i resti di un antico mulino diroccato e già da lì sentirete il rumore dell’acqua, infatti l’intero parco è disseminato di cascate.

Resti del mulino del parco del Trabocco
Resti del mulino al Parco del Trabocco

I percorsi sono tutti segnalati e si posso anche imboccare da differenti punti. Staccate la spina e gustatevi quella meravigliosa sensazione di benessere che solo la natura sa infondere. Preparatevi psicologicamente a passare sotto tronchi caduti o in alcuni casi anche sopra, a mo di ponte o a guadare il fiume per raggiungere l’altra sponda.

Sentieri del parco del Trabocco
Sentieri al Parco del Trabocco

Cosa vedere nei dintorni

Se al percorso naturale volete abbinare anche qualche visita storico-culturale, avrete solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda i borghi circostanti. Io mi sono fermata a Maiolati Spontini, ovviamente a Montecarotto, a Poggio San Marcello e a Castelbellino; tutti davvero caratteristici.

Borgo di Maiolati Spontini

Al prossimo trekking, Viaggiatrice seriale.

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Cingoli: cosa fare per apprezzarla al meglio

Le Marche, l’unica regione italiana ad avere il nome al plurale…..forse perché racchiude in sé un’infinità di bellezze.La recente classifica della famosissima Lonely Planet include Le Marche nella guida Best in Travel 2020.

Cosa vi farò scoprire oggi?!

Se vi dico Balcone delle Marche, cosa vi viene in mente? Siamo a Cingoli, in provincia di Macerata a 631 m sul livello del mare. Questa località rientra fra i “Borghi più belli d’Italia” ed è chiamata Balcone delle Marche perchè dal suo belvedere è possibile godere di una vista che spazia dai Sibillini al Conero.

Veduta da Cingoli
Veduta da Cingoli

Tutta la zona è poi circondata da boschi e macchia, quindi le escursioni in natura non mancano.

Cosa vedere durante una visita a Cingoli?

Arte e chiese

Le chiese a Cingoli sono molteplici, io vi consiglio di non perdere quella di Sant Esuperanzio, poco fuori dal centro storico; non a caso si tratta dell’edificio religioso più importante della città. In stile romanico-gotico, apparteneva al Monastero di Fonte Avellana, al suo interno infatti è possibile osservare il primo sigillo di Fonte Avellana. Degno di nota il portale esterno. Parlando di opere d’arte, Cingoli ospita la meravigliosa pala della Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto, datata 1539.

Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto
Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto

Diverse opere del Lotto si trovano fra Cingoli e le zone limitrofe, a dimostrazione del fatto che l’artista amasse molto questa zona.

Architettura

Per quanto riguarda l’architettura, la città vanta tantissimi palazzi rinascimentali fra cui quello appartenuto alla famiglia di Papa Pio VIII. Si tratta di una proprietà privata, ma in alcune occasioni e accompagnati da una guida è possibile visitare le stanze, dal grande salone alla camera da letto di Pio VIII, anche se dopo essere stato eletto pontefice non ritorno più a Cingoli.

Natura

Amanti della natura non temete, come accennato in precedenza la zona è ricca di boschi e si presta benissimo a delle passeggiate a piedi, in mountain bike o a cavallo. Per questioni di tempo ho percorso solamente il tratto finale del sentiero e ho raggiunto il Cristo delle Marche, alle sui spalle si apre un panorama meraviglioso.

Il Cristo delle Marche
Il Cristo delle Marche

Di notevole interesse turistico è il lago di Cingoli, il più grande bacino artificiale dell’Italia centrale. E’ possibile attraversarlo in pedalò, ammirarlo percorrendo i sentieri che lo circondano o semplicemente concedendosi un po’ di relax sulla sua piccola spiaggia o nei baretti che sorgono sulle sue sponde.

Lago di Cingoli
Lago di Cingoli

I più avventurosi possono invece cimentarsi nei vari percorsi del parco “Cingoliavventura” e questo vale sia per gli adulti che per i bambini. Dopo l’arte, la natura e l’architettura cos’altro posso proporvi di fare a Cingoli?! Che ne dite di immergervi per un po’ di tempo nella storia del sidecar? proprio vicino al lago sorge il Museo del Sidecar dove oltre ad ammirare i vari esemplari che si sono succeduti nel corso del tempo, è possibile immedesimarsi anche in qualche attore perchè sono esposte riproduzioni e anche qualche esemplare originale di mezzi utilizzati in famosi film.

Museo del Sidecar
Museo del Sidecar

Dopo una giornata ricca di attrazioni, non vi resta che sedervi a tavola e gustarvi i prodotti tipici della zona. Li ho testati in prima persona e vi assicuro che sono uno più buono dell’altro…. ma non potete non assaggiare i vincisgrassi, il ciauscolo e come dolci i cavallucci di Cingoli.

ciauscolo
Il buonissimo Ciauscolo

Questa è solo una piccola parte di quello che vi può offrire Cingoli e soprattutto essendo in una posizione strategica, è il punto di partenza perfetto per andare alla scoperta delle zone limitrofe.

Al prossimo viaggio,

Viaggiatrice seriale.

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Cupramontana e la Sagra dell’Uva

Conoscete la capitale del Verdicchio?!
La risposta è Cupramontana! Ci troviamo nelle Marche, in provincia di Ancona e l’intera zona circostante è dedicata alla produzione del prelibato vino.
Si tratta di una vera e propria eccellenza, pensate che lo si omaggia anche con la bellissima Sagra dell’Uva.

81° Sagra dell'Uva di Cupramontana

81° Sagra dell’Uva di Cupramontana

Questa festa ha origini antiche, si è appena conclusa la 81° edizione e io ho avuto il privilegio di partecipare.

Carri allegorici 

Non trovo parole migliori per descrivere il tutto che tradizione e amore per le proprie radici.
La Sagra ha una durata di 4 giorni, dal giovedì alla domenica ed è stato sempre così,sin dalla prima edizione durante la quale sfilavano i carri trainati dai buoi addobbati con grappoli d’uva, alcuni dei quali venivano poi lanciati alla folla.
Questa tradizione è sopravvissuta con il passare degli anni, ovviamente si è adeguata ai nostri giorni e si è trasformata nella sfilata dei carri allegorici della domenica pomeriggio.
Per i cuprensi è forse il momento più atteso dell’intera manifestazione in quanto le 5 contrade di Cupramontana si sfidano andando in scena ognuna sul proprio carro, rigorosamente a tema Verdicchio, creato dal nulla dalle sapienti mani dei cittadini.

Dettaglio di un carro allegorico

Dettaglio di un carro allegorico

Ho potuto ammirare insieme ad altri blogger i carri in anteprima e oltre alla bellezza e all’imponenza, la cosa che ho percepito maggiormente è stata la passione e la dedizione dei cuprensi. Sono tutti volontari che dedicano gran parte del proprio tempo libero (da fine agosto circa fino a poche ore prima della sfilata) alla realizzazione della propria opera, coinvolgendo anche i ragazzi più giovani e trasmettendo loro questa tradizione.

Palio della pigiatura

Il sabato invece si svolge la gara della pigiatura dell’uva tra i borghi limitrofi ed è un momento davvero particolare a cui assistere:immaginatevi uomini all’interno di grosse vasche contenenti quintali d’uva che fanno del loro meglio per pigiarne il più possibile nel tempo prestabilito.

Degustazioni e stand 

Essendo il Verdicchio il re della festa, in tutte le giornate è stra-presente, potrete acquistarlo nei vari stand o partecipare alle Degustazioni in Piazzetta dove diverse cantine propongono i propri prodotti….insomma vi assicuro che c’è l’imbarazzo della scelta.

Degustazioni in Piazzetta

Degustazioni in Piazzetta

MIG -Musei in Grotta

Vi consiglio di non perdere una visita al Mig – Musei in Grotta che personalmente ho trovato davvero interessante. La location è bellissima e ospita al suo interno il Museo dell’Etichetta, con esposizione di circa 1000 etichette di vino provenienti da tutto il mondo (l’intera collezione ne vanta circa 10000); pensate che in Europa sono solo due i musei di questo tipo.

Interno del MIG

Interno del MIG

Finita l’esposizione delle etichette, si passa alla zona che racconta la storia della Sagra dell’Uva attraverso i manifesti pubblicitari di ogni singola edizione: un tuffo nel passato meraviglioso.

Vecchio manifesto della sagra dell'uva di Cupramontana

Vecchio manifesto della sagra dell’uva di Cupramontana

Le sale adiacenti ospitano La strada del gusto, illustrando un percorso fra eccellenze,prodotti, sapori e trazioni. Infine troverete l’Infopoint dove poter richiedere materiale informativo o acquistare prodotti locali. Subito fuori è stato allestito l’Horto dei Semplici, uno spazio in cui vengono coltivate le vecchie erbe medicinali….proprio nel punto in cui sorgeva l’orto monastico. Vi ho solo detto che la location è fantastica, ma non vi ho detto che era un antico monastero…..non vi resta che visitarlo di persona.
Un ringraziamento ad Erik per tutte le informazioni dettagliate.

Concerti

La Sagra dell’Uva negli anni ha acquisito molta popolarità, arrivano infatti tantissimi pullman da tutta Italia per partecipare ad una festa con radici antiche ma nettamente attuale e uno dei motivi sono anche i concerti. In tutte le edizioni infatti si esibiscono cantanti di fama nazionale ,per allietare con il canto una serata già abbondantemente piacevole grazie al Verdicchio e a tutta l’atmosfera che si respira.

L’81° edizione si è conclusa, ora non resta che pensare alla 82°…fatelo anche voi, segnatevi questo appuntamento in agenda perchè ne vale assolutamente la pena.
Un grazie di cuore a Sara e a Giorgia per averci accompagnato in questa scopeta.

Alla prossima sagra,
Viaggiatrice seriale.

PS: la zona è pefetta per staccare la spina, per una vacanza a contatto con la natura e per un turismo enogastronomico e sportivo, se cercate un alloggio vi consiglio Cupramontana Accoglie.

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Il Club dei Brutti di Piobbico

Sapete che in Italia esiste un paese dei brutti?!
Non perchè tutti i suoi abitanti siano privi di bellezza, ma perchè da diversi anni è stato fondato il Club dei Brutti.
Pensate, risale addirittura al 1879.

Per questo Piobbico, in provincia di Pesaro-Urbino  è davvero famoso e più di una volta se ne è parlato anche in televisione e sui giornali.
Il club nacque con lo scopo di far maritare le zitelle del paese,ma con il passare degli anni la motivazione principale è quella di sminuire il culto della bellezza, perchè vuoi o non vuoi una persona di bella presenza è più avvantaggiata in tanti ambiti rispetto ai più bruttini.
Nel centro di Piobbico troverete la sede,e potrete iscrivervi versando una piccola offerta.

Vi verrà rilasciata la tessera di socio (siamo arrivati a più di 31000) e verrà valutata la vostra bruttezza! 🙂
Gli iscritti poi potranno votare per eleggere il presidente e l’elezione si terrà la prima domenica di settembre.
Io ci sono stata venerdì, durante i comizi dei candidati presidenti, dove ognuno illustrava i propri punti forti!
E logicamente mi sono iscritta ricevendo la mia tesserina!!!!

Il Festival del brutto si tiene in concomitanza con la Sagra della Polenta alla carbonara, quindi state tranquilli che non accuserete la fame.
Vi consiglio una visita a tutto il paese, davvero carino con il suo Castello dei Brancaleoni che domina il tutto dalla sua altezza.
Se volete trascorrere una giornata diversa andate a Piobbico e magari iscrivetevi anche.
Ah,ci sono iscritti diversi personaggi famosi come Maurizio Costanzo e Pippo Franco.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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The Magic Castle Gradara

Gradara, il “borgo dei borghi” d’Italia , si trasforma per quattro giorni in un luogo incantato.
Si svolgerà infatti da domenica 4 a mercoledì 7 agosto 2019 The Magic Castle Gradara, una bellissima iniziativa dedicata ai bambini ma anche agli adulti; un mix di arte, fiabe, fantasia e spettacoli.
Tutto il borgo cambia completamente faccia, ogni angolino ospita uno spettacolo.
Potrete trovare farfalle, uccelli, draghi, burattini, fatine, elfi, il Cappellaio Matto e il Bianconiglio…..insomma non vi sentirete soli.

Gli artisti che si esibiscono sono bravissimi e arrivano persino dall’estero, gli spettacoli si ripetono durante la giornata, così da dare ai partecipanti la possibilità di assistere al maggior numero possibile.
Considerate che iniziano alle 18:30 e terminano alle 23:30.
E’ un’ottima occasione per far felici i vostri bambini e allo stesso tempo anche voi stessi perchè vi assicuro che il livello è davvero alto e si rimane letteralmente a bocca aperta.

Il castello di Gradara poi è meraviglioso di suo, con la sua imponenza domina tutte le vie brulicanti di eventi dall’alto.
Per quanto riguarda il cibo, troverete tantissimi bar e ristoranti che propongono un menù dedicato all’evento e soprattutto a prova di bambino.
Vi parlo in prima persona perchè ieri sera mi sono letteralmente persa in quanto luogo incantato e vi dico che ne vale la pena.

Il biglietto ha un costo di 11,50 € per gli adulti, 3,50 € dai 5 ai 12 anni e gratuito fino a 4 anni.
I miei preferiti sono i Blue Birds alti tre metri e tutti gli amici di Alice nel Paese delle Meraviglie……
Non vi resta che organizzarvi e vivere di persona questo magico evento.
Al prossimo evento,
Viaggiatrice seriale.

 

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Summer Jamboree a Senigallia: il festival della musica rock e rockabilly anni 40 e 50

Appassionati,amanti e fanatici degli anni 40 e 50, questo post è tutto per voi!
E’ in arrivo il Summer Jamboree 2019 a Senigallia!
Non credo, ma se non ne avete mai sentito parlare, si tratta di un festival incentrato sulla musica Rock e Rockabilly degli anni 40 e 50, il più importante di questo genere musicale.
La cittadina marchigiana in questi giorni pullula di persone, molte delle quali anche straniere.
Ogni giorno si svolgono dei concerti (gratuiti) in varie zone della città, mentre all’interno delle mura della rocca vengono collocati diversi stand, da quelli gastronomici a quelli che vendono cimeli o accessori provenienti proprio dai mitici anni 50!

Sembra di tornare indietro nel tempo, molte persone infatti si presentano indossando gli abiti tipici di quegli anni, vedrete bretelle, capelli brillantinati, bananoni, maglie a righe, tatuaggi e fasce sui capelli.

Logicamente io non potevo sottrarmi al fascino di vivere la festa indossando i “costumi di scena” ! 🙂
Un altro aspetto davvero meraviglioso dal mio punto di vista è quello relativo alle automobili, in una zona precisa della città infatti vedrete esposti dei bellissimi esemplari di auto tenute perfettamente, come dei veri gioiellini.

La festa si sviluppa nel centro storico della città, ma il mercoledì sera (di solito) il tutto si sposta sul lungomare, dove si tiene la festa hawaiiana : “Big hawaiian party on the beach“, una festa con colonna sonora beach boys.

Se siete dei ballerini o se semplicemente volete provare il brivido, ogni giorno troverete delle lezioni gratuite di ballo.
Gli eventi in calendario sono davvero tanti, se volete arrivare organizzati date pure un’occhiata qui.
Dal mio punto di vista si tratta di un evento davvero suggestivo, vale sicuramente la pena viverlo almeno una volta.
Quest’anno la manifestazione sarà dal 31 luglio al 11 agosto 2019.
Buon divertimento al Summer Jamboree.
Alla prossima festa,
Viaggiatrice seriale.

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Mondolfo e Marotta, due gioielli in uno

Siete amanti dei borghi ma avete il pallino fisso per il mare?! Allora la soluzione perfetta per voi è Mondolfo, sorto su tre colli ma che si spinge fino al mare arrivando a Marotta.
E’ davvero un bel connubio, infatti rientra fra i “Borghi più belli d’Italia“.
Iniziando con un po’ di storia, dovete sapere che possiede ben due cinte murarie costruite in epoche differenti e un bel castello.
La sua bandiera sfoggia due colori ben precisi: l’oro colore del grano e il blu del mare.
Intorno all’anno 1000 si sviluppò il centro abitato grazie alla sua posizione strategica dalla quale è possibile controllare sia il mare che le colline; dal belvedere del castello infatti è possibile avvistare tutte le navi in navigazione sia verso nord che verso sud.
Proprio legato a questo fatto vi racconto una piccola leggenda: sembra che i mondolfesi nella notte videro avvicinarsi alla costa una nave di Saraceni, allora decisero di legare al collo dei loro animali delle fiaccole e poi li lasciarono liberi.
Questi ultimi dirigendosi verso valle, apparvero come un vero e proprio esercito munito di fiaccole che intimorì i saraceni i quali decisero di proseguire e non fermarsi.

Cosa vedere a Mondolfo

Al centro dell’abitato non potete non notare il Palazzo Comunale costruito nel 1930 e la sua Torre Civica che domina tutta la piazza, sulla quale sventola la bandiera oro e blu.

Palazzo Comunale

Il Bastione di Sant’Anna merita sicuramente una visita, costruito da Lorenzino de Medici veniva utilizzato per raffreddare i cannoni che dopo tre spari si surriscaldavano, infatti vi era un pozzo da cui attingere acqua.
Al termine della sua funzione militare, divenne il Giardino del Monastero di Sant’Anna, ospitando anche una limonaia in muratura.

Giardini del Monastero di Sant’Anna

Pochi lo sanno, ma Mondolfo vanta anche uno Sferisterio dove veniva praticato il gioco del Pallone col Bracciale.
Abbiamo avuto la fortuna di osservare dei veri bracciali i quali vengono confezionati su misura per il giocatore e sono differenti tra uomo e donna.

I bracciali con cui si gioca il Pallone col bracciale 

Ora vi faccio fare un viaggio attraverso i sensi.
Entriamo nell’Atelier di Filippo Sorcinelli e lasciamoci inebriare dai vari profumi.
La sua prima attività riguarda i paramenti sacri, poi successivamente nasce il mondo dei profumi.
Le fragranze create sono cinque e sono davvero particolarissime….ma voi lo sapete che odore ha la nebbia?! Se venite a trovarlo a Mondolfo potete scoprirlo.

Atelier di Filippo Sorcinelli

Spostiamoci ora a Marotta e passiamo a parlare di tatto.
Grazie all’associazione Chiaro Scuro, ho potuto contribuire in minima parte alla creazione di un mosaico sui muretti del lungomare.
Queste signore utilizzando solo materiali di recupero stanno abbellendo tutto il lungomare di Marotta con dei meravigliosi mosaici.

Creazione del mosaico in atto

Concludiamo in bellezza e con la pancia piena?
E’ ora di sedersi a tavola e se sei a Marotta non puoi non assaggiare i garagoi, molluschi tipici del tratto compreso tra Fano e Senigallia.
Diciamo che sia la preparazione che proprio il modo di mangiarli non sono semplicissimi ma vi garantisco che ne vale la pena…..il sughetto poi è qualcosa di unico.
Che dite, sarà il caso di farsi un giro tra Mondolfo e Marotta?
Un ringraziamento per questa bella esperienza di photowalk a Fondazione Marche Cultura, al Comune di Mondolfo, Associazione Archeoclub di Mondolfo, Pro Loco di Marotta, Associazione Chiaro Scuro, Associazione Amici del Pallone col bracciale di Mondolfo, Filippo Sorcinelli.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice Seriale.

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Chiesa e Confraternita di Santa Maria del Suffragio a Fano

Non fermiamoci alle apparenze, me lo ripeto in continuazione quando viaggio e anche lo scorso sabato ho fatto una scoperta strepitosa.
In occasione del Grand Tour dei Musei 2019, promosso dall’Assessorato alla Cultura della  Regione Marche , con il supporto organizzativo della Fondazione Marche Cultura, ho deciso di approfondire la mia conoscenza della città di Fano e mi sono recata alla chiesa di Santa Maria del Suffragio.
Ecco, dietro ad una comune chiesa, mi si è aperto un mondo.
Fondata su suolo lateranense si chiamava inizialmente Chiesa della SS. Trinità, poi del Crocifisso ed infine cambiò nome proprio con la nascita della Confraternita.
Esatto, questa chiesa è la sede della Venerabile Confraternita di S. Maria del Suffragio, ovvero un’associazione pubblica di fedeli che ha come scopo principale quello di promuovere fra i confratelli il suffragio ai defunti.
La chiesa ospita diverse opere, tra le più importanti senza dubbio il dipinto “La Crocifissione” di scuola riminese, databile al secolo XIV collocato sopra l’altare maggiore all’interno di una composizione in stucco del 1700 raffigurante la Gloria…. quando viene illuminata dall’interno assume un fascino indescrivibile.

Dipinto “La Crocifissione” all’interno della scultura della Gloria 

Altra opera degna di nota è un altare dedicato a S. Ignazio di Loyola, collocato sul lato sinistro della chiesa che sta a testimoniare i rapporti con i Gesuiti.
Sono presenti ovviamente altre opere, tra cui molti quadri devozionali.
Ma veniamo all’aspetto a mio avviso più affascinante: la Confraternita.
Nelle stanze adiacenti la chiesa, si custodisce tutta la storia: immaginate di entrare in una biblioteca con volumi originali del 1500, 1600 e 1700 e ora dopo essere rimasti letteralmente a bocca aperta, arriva il momento di ritrovarsi faccia a faccia con la pergamena originale che dichiara la nascita della confraternita nel 1618.
Ora pescate un numero da una cassettina di legno e andate a leggere il corrispettivo nell’elenco affisso al muro; ecco dovete pregare anche per quelle anime.
I tesori però non sono finiti: spartiti musicali antichi, atti di cessione delle reliquie, fino ad arrivare al libretto del canone versato datato 1825.

Libretto dei versamenti del canone

Mi credete quando vi dico che mi si è aperto un mondo?
Non è ancora tutto, perchè questo edificio ha salvaguardato l’antica spezieria, dove oggi uno dei confratelli continua a produrre e creare olii essenziali

Erboristeria

E se vi dicessi che viene prodotto un vino chiamato SUFFRAGIUM che viene fatto seguendo la vecchia ricetta della confraternita?
Non vi resta che andare ad ammirare la chiesa e farvi raccontare la storia dal Priore perchè purtroppo non tutti gli ambienti di cui vi ho parlato sono aperti al pubblico.
La spezieria per fortuna lo è, e tutte le domeniche potete andare ad ammirare di persona questo luogo impresso nel tempo e cercare le risposte alle vostre curiosità ponendo i quesiti direttamente al confratello che la gestisce.
Il Concilio si riunisce una volta all’anno per eleggere il Priore e ciò avviene in una stanza particolare con le sedute in legno per tutti i confratelli, sormontate dai ritratti dei vari priori che si sono succeduti nella storia.

Sala dover si riunisce il Concilio

All’interno della confraternita sono ammesse anche le donne, l’ingresso avviene tramite una particolare cerimonia accompagnata dai canti gregoriani, durante la quale l’individuo si stende su un drappo funebre.
Prima di entrare occorre ovviamente fare domanda e praticare un anno di noviziato.
La confraternita ha diverse attività collaterali, come il coro gregoriano, l’orchestra da camera, il corso di fotografia, l’erboristeria e il servizio di assistenza verso il prossimo in stato di necessità.
Le storie, gli aneddoti e le scoperte all’interno della chiesa di S. Maria del Suffragio sono sicuramente tanti altri, intanto iniziamo con questi.
Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice Seriale.

Per ogni altra info visitate il blog ufficiale del turismo della Regione Marche.

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L’Acquedotto Romano di Pesaro

A trent’anni suonati, ieri ho fatto una bella scoperta riguardo alla mia città: a Pesaro abbiamo un Acquedotto Romano di più di 2000 anni ancora funzionante.
Non è bellissimo?
Diciamo che da una parte mi vergogno un po’ per la mia ignoranza ma non lo sapevo,che ci posso fare? Proprio per questo ho deciso di scrivere un articolo, per dare una dritta agli ignari come me.
Grazie alle giornate FAI di Primavera ho preso parte ad una camminata con la guida di una bravissima archeologa che in qualche ora ci ha fatto ripercorrere la storia.
La nostra avventura è iniziata quasi da Novilara, da dove prendendo il Sentiero Santa Croce,siamo scesi fino a Muraglia.

Inizio del Sentiero Santa Croce

Lo sapete che Pesaro prima di essere colonia romana era già abitata dai Piceni?!
Il sentiero che ho citato poco fa, attraversa proprio la zona in cui sorgeva una Necropoli Picena e dove sono state ritrovate più di 400 tombe.
Anni fa era stato creato il Museo Diffuso e diversi pannelli spiegavano tutta la storia, oggi purtroppo credo che il pannello leggibile sia solo uno, ma la storia è davvero interessante.
Ma torniamo alla scoperta maggiore: l’ Acquedotto Romano.
La cosa che personalmente mi sconvolge in senso positivo è che nel 2019 sia ancora funzionante, infatti rifornisce l’acqua alla fontana di Piazza del Popolo e a vari stabilimenti balneari.
Senza entrare nel dettaglio perché non ne ho le competenze, vediamo come ci si presenta l’acquedotto.
La maggior parte dell’impianto è sotterranea, l’unica parte sopraelevata era quella dei quattro archi creati per oltrepassare la Flaminia,ma di tutto ciò oggi è rimasta solo una porzione di muro….. dal quale sembra prendere il nome il quartiere di Muraglia.

Unici resti della parte esterne dell’acquedotto

Proprio nelle campagne di Muraglia sono visibili le uniche parti esterne dell’acquedotto.
Non attinge acqua da una fonte naturale,fu costruito in modo da assorbire acqua dal terreno e incanalarla nella conduttura.
Si identifica facilmente il percorso della conduttura perché ogni 35 metri circa, sorgeva un pozzetto avente la funzione di ingresso per la manutenzione.

Esempio di pozzetto

Se vi recate nella zona degli orti di Muraglia,dirigendovi verso il poligono, in mezzo ai campi vedrete innalzarsi diversi paletti, ognuno dei quali è stato affisso su un singolo pozzetto.

Linea di pozzetti

Questi cartelli indicano che l’impianto è ancora funzionante e sotto la supervisione di Marche Multiservizi.
Pensate come cambia la prospettiva: da un semplice cartello di cui probabilmente non avevo mai letto la scritta ad indicatore di un’opera storica.

Cartelli sui pozzetti

I pozzetti hanno diverse altezze e diverse forme, alcuni sono circolari mentre altri sono rettangolari è proprio grazie al FAI, siamo riusciti a vederne uno scoperto, attraverso una grata di protezione si percepiva l’altezza e la struttura interna.

Interno di un pozzetto

Non mi dilungo ulteriormente perché come detto in precedenza non ne ho le competenze, ma mi sembrava opportuno condividere questa bella scoperta con tutti voi, fosse anche solo per un’unica persona che come me non conosceva l’Acquedotto Romano di Pesaro.
Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice Seriale.

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Fossombrone: nido d’amore di Guidobaldo ed Elisabetta

Nel mese dell’amore vi parlo di una località marchigiana legata ad una bella storia d’amore: andiamo a Fossombrone.
Ci troviamo in provincia di Pesaro-Urbino e i protagonisti della storia sono Guidobaldo da Montefeltro ed Elisabetta Gonzaga.
Facciamo un salto indietro alla seconda metà del 1400,quando Fossombrone era la terza realtà del ducato in ordine di grandezza, dopo Urbino e Gubbio.

Veduta dall’ultimo piano della Corte Alta

A quei tempi i matrimoni erano delle vere e proprie alleanze, decise a tavolino dalle famiglie dei futuri sposi e spesso i diretti interessati si vedevano per la prima volta direttamente il giorno della celebrazione.
Molto spesso accadeva quindi che i novelli sposi non si piacessero affatto,ma non fu così per Guidobaldo ed Elisabetta che ebbero un vero e proprio colpo di fulmine e si amarono tantissimo.
Entrambi di bell’aspetto e dalle stesse passioni, amavano andare a caccia e si ritrovaro a sposarsi all’età di 17 anni lui e 18 lei, il 9 di febbraio e i festeggiamenti si protrassero fino al giorno 20.
In seguito all’invasione del ducato da parte del duca Valentino, Guidobaldo fu costretto a fuggire per salvarsi la pelle e raggiunse Elisabetta a Mantova,per poi trasferirsi a Venezia dove vissero fin quando non riuscirono ad impossessarsi di nuovo del ducato.

Facciata di un’ala aggiuntiva della Corte Alta

Non ebbero figli e girava anche voce che non avessero consumato il matrimonio, così il pontefice per cercare di salvarli dalla rovina propose loro di rendere nullo il matrimonio proprio perchè non consumato, in modo tale che Guidobaldo poi potesse diventare cardinale ed Elisabetta potesse essere presa in moglie da un benestante.
Entrambi si opposero fortemente in nome del loro vero amore.
Ritornati a Fossombrone però non ebbero tanti giorni felici in quanto Guidobaldo all’età di soli 35 anni venne a mancare ed Elisabetta non volle mai più risposarsi, restando così fedele per sempre al suo grande amore.
Fu proprio nella Corte Alta di Fossombrone che il duca passò a miglior vita; si dice che decise di trasferirsi in questa residenza perchè respirava un’aria migliore.
Gli appartamenti reali oggi sono occupati dal Museo Archeologico che ospita tanti reperti recuperati nella zona circostante a Fossombrone e dalla Pinacoteca ma durante la visita vi suggerisco di porre la vostra attenzione sul particolare scenario teatrale dipinto direttamente sulla parete.

Scenario Teatrale 

Pare che negli ultimi mesi di vita di Guidobaldo furono organizzati addirittura due spettacoli teatrali, nella speranza di distrarre il duca dalla malattia.
Con la morte di Guidobaldo terminò la discendenza dei da Montefeltro.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.