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Summer Jamboree di Senigallia

Appassionati, amanti e fanatici degli anni 40 e 50, questo post è tutto per voi!
E’ in arrivo il Summer Jamboree a Senigallia!
Non credo, ma se non ne avete mai sentito parlare, si tratta di un festival incentrato sulla musica Rock e Rockabilly degli anni 40 e 50, il più importante di questo genere musicale.
La cittadina marchigiana in questi giorni pullula di persone, molte delle quali anche straniere.
Ogni giorno si svolgono dei concerti (gratuiti) in varie zone della città, mentre all’interno delle mura della rocca vengono collocati diversi stand, da quelli gastronomici a quelli che vendono cimeli o accessori provenienti proprio dai mitici anni 50!

Summer Jamboree Senigallia
Summer Jamboree Senigallia

Sembra di tornare indietro nel tempo, molte persone infatti si presentano indossando gli abiti tipici di quegli anni, vedrete bretelle, capelli brillantinati, bananoni, maglie a righe, tatuaggi e fasce sui capelli. Logicamente io non potevo sottrarmi al fascino di vivere la festa indossando i “costumi di scena” !

Bancarelle al Summer Jamboree
Bancarelle al Summer Jamboree

Un altro aspetto davvero meraviglioso dal mio punto di vista è quello relativo alle automobili, in una zona precisa della città infatti vedrete esposti dei bellissimi esemplari di auto tenute perfettamente, come dei veri gioiellini.

Auto d'epoca
Auto d’epoca

La festa si sviluppa nel centro storico della città, ma il mercoledì sera (di solito) il tutto si sposta sul lungomare, dove si tiene la festa hawaiiana : “Big hawaiian party on the beach“, una festa con colonna sonora beach boys.

Senigallia durante il Summer Jamboree
Senigallia durante il Summer Jamboree

Se siete dei ballerini o se semplicemente volete provare il brivido, ogni giorno troverete delle lezioni gratuite di ballo.
Gli eventi in calendario sono davvero tanti, se volete arrivare organizzati date pure un’occhiata qui.
Dal mio punto di vista si tratta di un evento davvero suggestivo, vale sicuramente la pena viverlo almeno una volta.
Quest’anno la manifestazione sarà dal 30 luglio al giorno 8 agosto 2021.
Buon divertimento al Summer Jamboree.
Alla prossima festa,
Viaggiatrice seriale.

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Trekking al Sasso Simone e Simoncello: alla scoperta della città del Sole

Uno dei trekking più belli dell’ultimo anno è senza ombra di dubbio quello alla Riserva Naturale del Sasso Simone e Simoncello. Livello Escursionista, non presenta grandi difficoltà ma regala enormi emozioni.

Il percorso del trekking

Ci troviamo proprio al confine fra Marche e Toscana, infatti considerate che il Sasso Simone è sotto la provincia di Arezzo e il Sasso Simoncello è sotto quella di Pesaro-Urbino. Il mio itinerario ha come partenza il Passo della Cantoniera sul Monte Carpegna. Lasciate l’auto al Carpegna Park, proprio da qui partono diversi sentieri. Prendete il sentiero proprio di fronte al bar e iniziate a scendere in mezzo al bosco; dopo poco vi troverete sulla strada, attraversatela e continuate il sentiero che da questo punto inizia veramente. Le indicazioni sono buone (almeno nella I parte del sentiero), seguite il sentiero 118 e immergetevi completamente nel bosco. Avvolti a 360° dal verde, raggiungete Banditella a 1085 metri e continuate dritto. Giunti alla Sella dei Sassi arriva il momento della scelta. Se volete salire sul Sasso Simoncello dovete prendere il sentiero a destra (che non è segnalato da indicazioni), seguite il percorso e ad un certo punto, fra il verde degli alberi scorgerete il bianco-marroncino della roccia. Proseguite ancora dritto fino a raggiungere una ferrata: in realtà non è niente di spaventoso, diciamo che la corda in ferro è per un maggiore senso di sicurezza.

Sasso Simone visto da Sasso Simoncello
Sasso Simone visto da Sasso Simoncello

Ecco, dopo poco vi ritroverete davanti agli occhi tutta l’imponenza del Sasso Simone (visto dal Sasso Simoncello); una bellezza indescrivibile e come ciliegina sulla torta, quella che si estende fra i due sassi è la cerreta più grande d’Europa.

La cerreta più grande d'Europa
La cerreta più grande d’Europa

Ritornate sui vostri passi fino a raggiungere di nuovo la Sella dei Sassi e questa volta proseguite dritto verso il Sasso Simone. Il paesaggio cambia totalmente e lascerete il bosco alle vostre spalle per ritrovarvi nella zona dei calanchi.

Calanchi
Calanchi

Qui a mio avviso la segnaletica è un po’ carente, aguzzate la vista e cercate le indicazioni del sentiero sulle pietre a terra. In linea di massima comunque seguite la strada fino ad arrivare ad un’antica frana naturale. Come dicevo prima, questo è uno dei trekking più belli dell’ultimo anno, forse proprio per la varietà di paesaggi che si modificano in continuazione. Attraversate tutta la parte della frana fino a raggiungere il grande faggio in cima. A questo punto potreste approfittarne per la pausa pranzo con una vista strepitosa.

Indicazioni sentieri per il Sasso Simone
Indicazioni sentieri per il Sasso Simone

Proseguite poi sul sentiero 118, passate di fronte al faggio e salite seguendo sempre il sentiero: ancora pochi passi e sarete di fronte ad un cancello, apritelo e sarete alle porte del Sasso Simone.

Bosco per arrivare alla cima di Sasso Simone
Bosco per arrivare alla cima di Sasso Simone

Il Sasso Simone è il Sasso Piatto, riconoscibile facilmente da ogni angolazione: non sembra nemmeno di essere sulla cima di un monte, ma piuttosto in un grande prato…..fin quando non raggiungete il bordo ed ammirate il panorama da lì: spazia dalle Marche alla Toscana, dall’Emilia Romagna all’Umbria.

Veduta da Sasso Simone
Veduta da Sasso Simone

Una volta scesi, proseguite sul sentiero alla vostra sinistra, così da attraversare di nuovo il bosco e tornare al punto di partenza facendo un giro ad anello di circa 12 km.

Sasso Simone: il luogo in cui sorgeva la Città del Sole

Il Sasso Simone ha un legame strettissimo con la storia. Nel 1566 Cosimo I De Medici decise di costruirci una città-fortezza per la sua posizione tattica perfetta per controllare Marche, Emilia e Umbria.

Testimonianze della Città del Sole
Testimonianze della Città del Sole

Nacque così la Città del Sole che purtroppo ebbe una vita breve, di solo una decina di anni a causa delle forti difficoltà legate alle temperature invernali. Purtroppo oggigiorno non rimane nulla della Città del Sole, se non la strada per raggiungerla. Per salire sul Sasso Simone infatti, camminerete sulle grosse pietre calpestate dal tempo dei Medici.

Sentieri nel Parco del Sasso Simone e Simoncello

Il seniero 118 è solo uno dei tanti che partono alla scoperta della flora e della fauna del Parco del Sasso Simone e Simoncello e del Monte Carpegna. Partendo dal centro di Carpegna potete raggiungere il Cippo, la zona ricca di tornanti in cui Marco Pantani amava allenarsi. Se volete staccare un po’ dalla natura e visitare qualcosa, poco distante meritano Pennabilli, Urbino, Sassocorvaro e Macerata Feltria.

Al prossimo trekking, viaggiatrice seriale.

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Braccano, il borgo dei murales

Un po’ di colore mette sempre di buon umore, che ne dite di fare un giro nel borgo dei murales marchigiano? Siamo a Braccano, il borgo dei murales in provincia di Macerata alle pendici della Riserva del Monte San Vicino e del Canfaito. Passeggiando per il borgo, si incontrano decine di murales che ravvivano le facciate delle case.

Murales di Braccano
Murales di Braccano

Come nasce il borgo dei murales

Per valorizzare il borgo, nel 2001 l’Amministrazione Comunale ha commissionato all’Accademia di Belle Arti di Urbino, Macerata e Brera e a numerosi artisti internazionali diversi murales che sono poi diventati la vera attrattiva. Infatti durante una visita a Braccano, incontrerete diversi turisti che si aggirano tra le viuzze intenti a scovare qualche macchia di colore.

Il lupo di Braccano
Il lupo di Braccano

Tra case, fienili e muretti si contano circa 60 opere, alcune molto belle e altre di un livello inferiore. I miei preferiti sono il lupo e la donna dagli occhi verdi.

Braccano il borgo dei murales
Braccano il borgo dei murales

Escursioni da Braccano: Gola di Jana

Come già detto in precedenza, Braccano vanta una posizione strategica a livello naturalistico, è infatti considerato un ottimo punto di partenza per camminate nel verde. Una passeggiata davvero semplice e adatta anche ai bambini è quella che conduce alla Gola di Jana.

Gola di Jana
Gola di Jana

Attraversate tutto il paese, oltrepassate il ponte e dopo le ultime case vi ritroverete ad un bivio, prendete a sinistra (troverete già i cartelli con le indicazioni) e dopo pochi metri troverete un piccolo parcheggio. Io ad esempio ho fatto anche questo tratto a piedi, dista circa 15 minuti dal borgo.

Indicazioni per la Gola di Jan
Indicazioni per la Gola di Jana

Una volta qui, prendete il sentiero a sinistra e poi al bivio tenete la strada principale (a destra) e vi ritroverete in un mondo incantato: completamento immersi nel verde. Dovrete guadare tre o quattro volte il ruscello e nel giro di 20 minuti sarete di fronte alla cascata (è piccolina e dipende dalla quantità d’acqua del ruscello, non aspettatevi un salto alto) incorniciata dalle pareti di roccia a strapiombo.

Cascata alla Gola di Jana
Cascata alla Gola di Jana

Io ho avuto la fortuna di non incontrare nessuno e sono sincera nel dirvi che questo posto mi ha rapita. Volendo, con l’aiuto di una corda fissata alla parete destra, si può proseguire per poco e arrivare sopra la cascata dove troverete una piscinetta naturale e una seconda cascatella.

Un altro percorso in zona, ma un po’ più lungo è quello della Forra Bocca De Pecu, oppure potreste dirigervi verso l’Abbazia di Roti. Prima della camminata per immagazzinare energie o al vostro ritorno, vi consiglio una sosta al Bar Murales, il punto di ristoro di Braccano in cui gustare i prodotti tipici. Se siete amanti dei borghi dei murales, non potete perdervi Dozza e Saludecio. Al prossimo viaggio, viaggiatrice seriale.

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L’Eremo dei Frati Bianchi di Cupramontana

Un luogo immerso nella pace e nella natura nelle Marche è sicuramente il bellissimo Eremo dei Frati Bianchi. Era da tanto che volevo visitare questo luogo speciale e finalmente posso depennare un’altra voce dalla mia lista. Ci troviamo a Cupramontana in provincia di Ancona.

Eremo dei Frati Bianchi
Eremo dei Frati Bianchi

Come raggiungere l’Eremo dei Frati Bianchi

Raggiungere l’Eremo dei Frati Bianchi è davvero semplice: provenendo da nord prendete l’uscita dell’autostrada Ancona (Jesi) e continuate in direzione Cupramontana. Prima di raggiungere il borgo svoltate a destra su via Eremo della Romita e pochi metri dopo troverete il cartello con le indicazioni per l’Eremo. Lasciate l’auto nel piccolo parcheggio o lungo il ciglio della strada e iniziate la vostra camminata in salita all’interno del bosco sacro. La camminata non è lunga e vi condurrà all’Eremo (non è possibile raggiungerlo in auto).

Il bosco dell’eremo

Anche il sentiero per raggiungere l’eremo è davvero bello e suggestivo, si passeggia all’interno del bosco che custodisce un’importante varietà di piante, tanto da poter istituire un’area floristica protetta, la 16° delle Marche. La strada di ghiaia costeggia il Fosso dei Corvi che crea lungo il tragitto delle bellissime cascatelle.

Bosco dei Frati Bianchi
Bosco dei Frati Bianchi

L’Eremo dei Frati Bianchi

Finita la strada immersa nel bosco, si rimane letteralmente senza parole quando alla vista compare l’immagine dell’Eremo dei Frati Bianchi, preceduto da un enorme prato fiorito con al centro una fontana. Sembra di aver raggiunto un tesoro al centro di una foresta. La struttura imponente in mattoncini domina tutta la visuale, le finestrelle azzurre donano un tocco di colore e le grotte laterali riportano indietro nel tempo.

Eremo dei Frati Bianchi
Eremo

Questo è il percorso più breve per raggiungere l’eremo, ma è possibile arrivarci anche dalla parte opposta seguendo il Percorso Blu da Cupramontana. Se si arriva da questo lato, non si ha l’immagine che siamo soliti vedere come prima cosa, ma a mio avviso è ugualmente affascinante perché si esce dal bosco e si attraversa l’antica porta che conduceva al complesso.

Porta d'ingresso al complesso dell'Eremo dei Frati Bianchi
Porta d’ingresso al complesso venendo dal bosco

Oltrepassatela e giratevi, avrete l’impressione di poter chiudere il bosco fuori.

Storia dell’Eremo dei Frati Bianchi

L’Eremo dei Frati Bianchi fu fondato nel XI secolo da San Romualdo e deve il suo nome al candido colore del saio indossato dai Camaldolesi. A San Romualdo venne anche dedicata una delle grotte ricavate nella parete di arenaria, il luogo in cui sorgevano le celle dei monaci.

Grotte dell'Eremo dei Frati Bianchi
Grotte dell’Eremo dei Frati Bianchi

Il suo nome originale sembra essere Eremo delle grotte del Massiccio, proprio perché tutto prese vita da questa parete rocciosa che però essendo friabile e poco solida, nel corso degli anni divenne poco sicura, così i monaci costruirono un nuovo eremo non lontano dalle grotte.

Passeggiata attorno all’eremo

Se amate immergervi nel verde, dopo aver ammirato l’eremo, il chiostro e le grotte, potete fare una passeggiata ad anello che vi ricondurrà sempre all’eremo. Tornate indietro sulla strada di ghiaia e imboccate il sentiero sulla destra che si addentra nel bosco seguendo l’indicazione “S. Giovanni”. Dopo qualche minuto avvolti dal verde, uscirete allo scoperto su un belvedere da dove nelle giornate limpide si scorgono i Sibillini. Continuate la strada in salita fino alla casa, proseguite e raggiungete la strada asfaltata. Una volta qui, svoltate a destra e percorrete qualche metro sull’asfalto, dopo aver oltrepassato il cartello Cupramontana riprendete una strada di ghiaia sulla destra e vi ritroverete sul Percorso Blu che vi condurrà di nuovo all’eremo.

Cosa vedere nei dintorni dell’Eremo dei Frati Bianchi

La zona è ricca di eremi e abbazie, quindi non perdetevi l’Eremo dei Frati Neri e l’Abbazia di S. Elena con i meravigliosi daini al suo fianco. Se invece volete visitare un borgo, fermatevi a Cupramontana e a Serra San Quirico.

Daini dell'Abbazia di S. Elena
Daini dell’Abbazia di S. Elena

Se siete appassionati di eremi non perdetevi l’Eremo di Camaldoli.

Al prossimo viaggio, Viaggiatrice Seriale.

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Passeggiata dal fiume Foglia al lago Penserini

Siete alla ricerca di una bella passeggiata nel verde? Oggi gioco in casa, siamo a Pesaro e più precisamente nel quartiere di Villa Fastiggi.

Percorso fino al lago

Si tratta di un percorso ad anello di circa 6 km totali, ma volendo potete anche ritornare indietro sulla strada già percorsa. Lasciate l’auto nel parcheggio del campo sportivo di Villa Fastiggi, costeggiate il campo da calcio (che avrete sulla sinistra) e proseguite sempre dritto fino alla fine della strada dove incontrerete il Fiume Foglia . Arrivati sull’argine del fiume, prendete il sentiero sulla vostra sinistra. Inizialmente la camminata sarà lungo un sentiero battuto in mezzo all’erba ma completamente all’aperto per poi proseguire all’interno della vegetazione, vi ritroverete quindi riparati dalle piante e ogni tanto dovrete scavalcare qualche tronco (niente di difficile). Troverete un segnale che vi indica il sentiero del tasso e il lago.

Indicazioni sentiero del tasso
Indicazioni sentiero del tasso

Proseguite avendo sempre il letto del fiume sulla vostra destra e se volete avvicinarvi ulteriormente vi confermo che ogni tanto si trova una piccola “deviazione” per raggiungere il fiume. Io per esempio sono scesa su dei gradini scavati nella terra e mi sono ritrovata in una sorta di “spiaggetta” di sassi, con annessa altalena. Proseguendo sul sentiero, troverete ogni tanto un po’ di pendenza, ma potrete aiutarvi con le corde fissate agli alberi.

Corde per aiutarsi durante il sentiero
Corde per aiutarsi durante il sentiero

Continuate ancora un po’ all’interno della vegetazione e sarete finalmente arrivati al ponte!! Si tratta di un ponte di legno che attraversa il fiume, finito di percorrerlo non vi resta che l’ultimo sforzo:una salita sempre con l’aiuto della corda.

Ponte di legno sul Fiume Foglia
Ponte di legno sul Fiume Foglia

Il gioco è fatto, perché proprio dopo il campo che vi ritroverete di fronte, si trova il lago Penserini. Qui non avrete che l’imbarazzo della scelta su dove posizionare la vostra coperta per il picnic o il vostro telo per la pennichella. Il lago è di proprietà privata ma i proprietari consentono l’accesso, quindi l’educazione e il rispetto per il luogo mi sembrano il minimo. Se vi fermate per una sosta, riportate via con voi i rifiuti.

Lago Penserini
Lago Penserini

Se invece siete dei super camminatori potrete percorrere tutto il perimetro del lago. Il luogo è davvero tranquillo e si presta sicuramente per una bella scampagnata e se siete con i vostri bimbi, sono sicura che apprezzeranno. Il sentiero non è difficile ma nemmeno tutto pianeggiante quindi adatto ai bimbi più grandi e non adatto ai passeggini.

Quale strada scegliere per il ritorno

Una volta raggiunto il lago le opzioni sono due: se amate l’avventura potete percorrere la strada al contrario, se invece amate i percorsi ad anello potete proseguire. Dovete superare la balza e portarvi sul sentiero superiore, seguite il percorso battuto e arriverete ad una catena dopo la quale dovrete scendere a sinistra e lasciare il fiume alle vostre spalle. Ora inizia la strada asfaltata, ma sempre immersa nel verde. Proseguite fino alla fine della strada e poi svoltate a sinistra, dopo poco troverete la strada imbrecciata affiancata da alberi che vi condurrà al Campo Base, oltrepassate il gattile e proseguire sempre sulla strada principale fino all’incrocio. Una volta qui svoltate a sinistra e prestate maggiore attenzione perché passano diverse macchine e sarete tornati di nuovo alla vostra auto. Spero di esservi stata utile e ricordate che l’avventura è sempre dietro l’angolo! Viaggiatrice seriale.

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Trekking al Bosco di Tecchie

Se siete alla ricerca di un bel percorso immersi nella natura, nella regione Marche, ho proprio un bel posticino da consigliarvi. Oggigiorno abbiamo bisogno di aria fresca e contatto con la natura, tutto quello che troverete nei sentieri del Bosco di Tecchie.

Indicazioni Bosco di Tecchie
Indicazioni Bosco di Tecchie

Come raggiungere il Bosco di Tecchie

Ci troviamo in provincia di Pesaro-Urbino e più precisamente a Cantiano: prendete l’uscita di Cantiano sulla super strada e subito dopo prestate molta attenzione alla segnaletica, non dovete raggiungere l’abitato, ma sulla sinistra troverete le indicazioni per il Bosco di Tecchie. Percorrete qualche altro km sempre seguendo la segnaletica, oltrepassate un piccolo ponte che ospita le indicazioni e iniziate a salire. Al fianco di una piccola costruzione in mattoni troverete il parcheggio e il punto di partenza del sentiero. Ci troviamo a Ca’ Balbano e da qui parte uno dei sentieri del Bosco di Tecchie.

I sentieri del Bosco di Tecchie

Il Parco Naturale Bosco di Tecchie rappresenta ad oggi uno degli ambienti più intatti della Regione Marche, venne istituito nel 1986 e ospita una biodiversità davvero importante. Pensate che qui gli alberi morti non vengono rasi al suolo, ma continuano ad essere parte integrante del bosco. La zona è davvero meravigliosa, il silenzio ricopre tutto il bosco e gli scorci che si intravedono lungo la camminata lasciano senza fiato. Parlando proprio di camminate, i sentieri principali sono 4: il sentiero del Cerro, il sentiero del Faggio, il sentiero delle Cascatelle e il sentiero Didattico. Io ho percorso quello del Cerro, con partenza da Ca’ Balbano e se siete dei discreti camminatori ve lo consiglio perché non è troppo difficile. Il sentiero del Faggio parte da una intersezione con quello del Cerro e sembra essere il più impegnativo. Il sentiero didattico, come intuibile dal nome è quello più tranquillo e maggiormente apprezzato dalle scolaresche, quindi se siete con dei bambini mi sento di consigliarvi quest’ultimo. E per finire resta quello delle Cascatelle, il mio preferito. Si tratta di una piccola diramazione del sentiero del Cerro, ma vi condurrà fino a sotto le cascate…….è meraviglioso.

Cascate Bosco di Tecchie
Cascate Bosco di Tecchie

Il sentiero del Cerro

Ritornando alla mia camminata, dopo un tratto iniziale in salita, mi sono ritrovata a percorrere diversa strada in pianura fino ad arrivare poi ad un fiumiciattolo. Si oltrepassa tranquillamente camminando sui sassi più alti e si inizia una serie di tornanti, non semplicissimi ma che regalano scenari magnifici sulle vallate circostanti.

Panorama dal sentiero del Cerro
Panorama dal sentiero del Cerro

Ho attraversato un tratto in cui stavano impilando diversa legna (ma credo sia stato momentaneo, quindi non penso possa aiutarvi nel percorso) per raggiungere poi un altro tratto pianeggiante poco prima di incontrare il sentiero delle Cascatelle. Deviazione alle cascate e poi di nuovo in marcia fino all’area di sosta dove ho consumato il mio pranzo. Dovete infatti sapere che lungo i vari sentieri si trovano delle aree di sosta attrezzate con tavoli e panche. Subito dopo l’area di sosta, incontrerete l’incrocio col il sentiero del Faggio.

Segnaletica sentieri Bosco di Tecchie
Segnaletica sentieri Bosco di Tecchie

Proseguendo su quello del Cerro invece, dopo poco incontrerete una sorta di percorso “consigliato” delimitato da staccionate in legno, seguitelo e raggiungerete Ca Tecchie.

Ca Tecchie
Ca Tecchie

Si tratta di un rifugio, la maggiore area di sosta durante queste passeggiate. Diciamo che è un punto strategico e si intersecano un po’ tutti i sentieri.

Flora e Fauna

Come detto in precedenza, quest’area protetta ha una notevole biodiversità anche se le specie vegetali che la popolano maggiormente sono i faggi e i cerri. Per quanto riguarda gli animali invece, oltre ai tipici animali che si incontrano nel bosco, qui vivono anche il picchio rosso e la salamandra dagli occhiali. Se volete trascorrere una giornata a contatto con la natura, questo è il luogo perfetto. poi in zona potete visitare anche Cantiano o spingervi sul Monte Catria.

Alla prossima camminata, Viaggiatrice seriale.

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Festa della Befana di Urbania

Arriva l’Epifania…. che tutte le feste porta via!

Questo è un antico detto, ma logicamente ha ragione quindi bisogna approfittarne fino all’ultimo, occorre festeggiare e per farlo in modo esagerato dobbiamo recarci ad Urbania per incontrare una vecchina molto famosa.
Urbania è un comune in provincia di Pesaro-Urbino, nell’entroterra marchigiano, divenuto molto famoso negli ultimi anni a causa della sua più illustre cittadina, la Befana.
Urbania è ormai considerata la città della Befana, quella dove la nonnina con la scopa in mano ed il fazzoletto in testa ha la sua dimora e dove il sindaco, secondo tradizione le consegna le chiavi facendone la vera prima cittadina per 3 giorni.
Da quel momento in poi, ogni giorno, la Befana attenderà tutti i visitatori nella sua casa di legno dove regalerà dolcetti e sorprese e soprattutto un’emozione unica.
Lei non è sola, ma ha al suo fianco tutte le aiutanti befane che si mostrano al pubblico dai balconi del centro storico, mentre le befane artigiane mostrano i segreti della filiera della lana, dalla cardatura alla tintura e della stampa su tela, antichi mestieri più attuali che mai.

Tutto il centro storico si trasforma in un grande luogo di festa, ricco di eventi, spettacoli e anche bancarelle dove poter acquistare qualche regalo, magari facendolo recapitare proprio dalla Befana di Urbania che, nella notte del 5 gennaio arriverà direttamente a casa vostra con calze stracolme di dolci per i più buoni, carbone per i più cattivelli e regali per tutti.
I più piccoli sono i maggiori protagonisti con tanti laboratori pronti per essere scoperti.
La Befana di Urbania è una vecchina molto atletica, tanto che è solita scendere dalla torre tra giochi pirotecnici e spettacoli di danza verticale su parete. Ogni giorno inoltre si può assistere alla sfilata della grande calza da record che le befane hanno cucito  per tutto l’anno e che per l’occasione diventa tappeto magico per giocolieri, mangiafuoco e artisti di strada..
I bambini potranno incontrare i personaggi più famosi delle loro favole preferite e gli adulti, se stanchi di tutto questa dolcezza, potranno visitare gli angoli più nascosti di Urbania, il suo bellissimo Duomo dedicato a San Cristoforo e la Chiesa dei Morti che conserva al suo interno il cimitero delle Mummie, noto per il curioso fenomeno della mummificazione naturale, dovuta ad una particolare muffa che ha essiccato i cadaveri succhiandone gli umori.
Per concludere questo periodo di feste non potreste scegliere manifestazione migliore!!
Tanti dolcissimi saluti, al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Parco del Trabocco di Montecarotto: passeggiata nelle Marche

Il bisogno di natura si sta facendo sempre più importante dentro di me, così sono andata alla scoperta di un’altra oasi verde: il Parco del Trabocco di Montecarotto.

Cascata al Parco del Trabocco

Come raggiungerlo

Il Parco del Trabocco è un’oasi naturale nella provincia di Ancona e precisamente al confine fra i paesi di Montecarotto e di Poggio San Marcello. Una volta arrivati a Montecarotto troverete delle indicazioni che segnalano la strada, poi lasciate l’auto davanti al caseificio e iniziate il vostro percorso.

Cosa fare al parco del Trabocco

Il parco ha un ingresso libero e dispone di diverse aree pic-nic e relax proprio all’inizio del percorso. Teoricamente se non avete scelto questa destinazione per fare una bella pennica all’ombra o per gustarvi il vostro pranzo sotto gli imponenti alberi, siete pronti a camminare. I sentieri completamente immersi nel verde sono 3: Le cascatelle, le selvettine e il bacucco.

sentieri del parco del Trabocco
Sentieri del Parco del Trabocco

Come prima cosa vedrete i resti di un antico mulino diroccato e già da lì sentirete il rumore dell’acqua, infatti l’intero parco è disseminato di cascate.

Resti del mulino del parco del Trabocco
Resti del mulino al Parco del Trabocco

I percorsi sono tutti segnalati e si posso anche imboccare da differenti punti. Staccate la spina e gustatevi quella meravigliosa sensazione di benessere che solo la natura sa infondere. Preparatevi psicologicamente a passare sotto tronchi caduti o in alcuni casi anche sopra, a mo di ponte o a guadare il fiume per raggiungere l’altra sponda.

Sentieri del parco del Trabocco
Sentieri al Parco del Trabocco

Cosa vedere nei dintorni

Se al percorso naturale volete abbinare anche qualche visita storico-culturale, avrete solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda i borghi circostanti. Io mi sono fermata a Maiolati Spontini, ovviamente a Montecarotto, a Poggio San Marcello e a Castelbellino; tutti davvero caratteristici.

Borgo di Maiolati Spontini

Al prossimo trekking, Viaggiatrice seriale.

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Cingoli: cosa fare per apprezzarla al meglio

Le Marche, l’unica regione italiana ad avere il nome al plurale…..forse perché racchiude in sé un’infinità di bellezze.La recente classifica della famosissima Lonely Planet include Le Marche nella guida Best in Travel 2020.

Cosa vi farò scoprire oggi?!

Se vi dico Balcone delle Marche, cosa vi viene in mente? Siamo a Cingoli, in provincia di Macerata a 631 m sul livello del mare. Questa località rientra fra i “Borghi più belli d’Italia” ed è chiamata Balcone delle Marche perchè dal suo belvedere è possibile godere di una vista che spazia dai Sibillini al Conero.

Veduta da Cingoli
Veduta da Cingoli

Tutta la zona è poi circondata da boschi e macchia, quindi le escursioni in natura non mancano.

Cosa vedere durante una visita a Cingoli?

Arte e chiese

Le chiese a Cingoli sono molteplici, io vi consiglio di non perdere quella di Sant Esuperanzio, poco fuori dal centro storico; non a caso si tratta dell’edificio religioso più importante della città. In stile romanico-gotico, apparteneva al Monastero di Fonte Avellana, al suo interno infatti è possibile osservare il primo sigillo di Fonte Avellana. Degno di nota il portale esterno. Parlando di opere d’arte, Cingoli ospita la meravigliosa pala della Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto, datata 1539.

Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto
Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto

Diverse opere del Lotto si trovano fra Cingoli e le zone limitrofe, a dimostrazione del fatto che l’artista amasse molto questa zona.

Architettura

Per quanto riguarda l’architettura, la città vanta tantissimi palazzi rinascimentali fra cui quello appartenuto alla famiglia di Papa Pio VIII. Si tratta di una proprietà privata, ma in alcune occasioni e accompagnati da una guida è possibile visitare le stanze, dal grande salone alla camera da letto di Pio VIII, anche se dopo essere stato eletto pontefice non ritorno più a Cingoli.

Natura

Amanti della natura non temete, come accennato in precedenza la zona è ricca di boschi e si presta benissimo a delle passeggiate a piedi, in mountain bike o a cavallo. Per questioni di tempo ho percorso solamente il tratto finale del sentiero e ho raggiunto il Cristo delle Marche, alle sui spalle si apre un panorama meraviglioso.

Il Cristo delle Marche
Il Cristo delle Marche

Di notevole interesse turistico è il lago di Cingoli, il più grande bacino artificiale dell’Italia centrale. E’ possibile attraversarlo in pedalò, ammirarlo percorrendo i sentieri che lo circondano o semplicemente concedendosi un po’ di relax sulla sua piccola spiaggia o nei baretti che sorgono sulle sue sponde.

Lago di Cingoli
Lago di Cingoli

I più avventurosi possono invece cimentarsi nei vari percorsi del parco “Cingoliavventura” e questo vale sia per gli adulti che per i bambini. Dopo l’arte, la natura e l’architettura cos’altro posso proporvi di fare a Cingoli?! Che ne dite di immergervi per un po’ di tempo nella storia del sidecar? proprio vicino al lago sorge il Museo del Sidecar dove oltre ad ammirare i vari esemplari che si sono succeduti nel corso del tempo, è possibile immedesimarsi anche in qualche attore perchè sono esposte riproduzioni e anche qualche esemplare originale di mezzi utilizzati in famosi film.

Museo del Sidecar
Museo del Sidecar

Dopo una giornata ricca di attrazioni, non vi resta che sedervi a tavola e gustarvi i prodotti tipici della zona. Li ho testati in prima persona e vi assicuro che sono uno più buono dell’altro…. ma non potete non assaggiare i vincisgrassi, il ciauscolo e come dolci i cavallucci di Cingoli.

ciauscolo
Il buonissimo Ciauscolo

Questa è solo una piccola parte di quello che vi può offrire Cingoli e soprattutto essendo in una posizione strategica, è il punto di partenza perfetto per andare alla scoperta delle zone limitrofe.

Al prossimo viaggio,

Viaggiatrice seriale.

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Cupramontana e la Sagra dell’Uva

Conoscete la capitale del Verdicchio?!
La risposta è Cupramontana! Ci troviamo nelle Marche, in provincia di Ancona e l’intera zona circostante è dedicata alla produzione del prelibato vino.
Si tratta di una vera e propria eccellenza, pensate che lo si omaggia anche con la bellissima Sagra dell’Uva.

81° Sagra dell'Uva di Cupramontana

81° Sagra dell’Uva di Cupramontana

Questa festa ha origini antiche, si è appena conclusa la 81° edizione e io ho avuto il privilegio di partecipare.

Carri allegorici 

Non trovo parole migliori per descrivere il tutto che tradizione e amore per le proprie radici.
La Sagra ha una durata di 4 giorni, dal giovedì alla domenica ed è stato sempre così,sin dalla prima edizione durante la quale sfilavano i carri trainati dai buoi addobbati con grappoli d’uva, alcuni dei quali venivano poi lanciati alla folla.
Questa tradizione è sopravvissuta con il passare degli anni, ovviamente si è adeguata ai nostri giorni e si è trasformata nella sfilata dei carri allegorici della domenica pomeriggio.
Per i cuprensi è forse il momento più atteso dell’intera manifestazione in quanto le 5 contrade di Cupramontana si sfidano andando in scena ognuna sul proprio carro, rigorosamente a tema Verdicchio, creato dal nulla dalle sapienti mani dei cittadini.

Dettaglio di un carro allegorico

Dettaglio di un carro allegorico

Ho potuto ammirare insieme ad altri blogger i carri in anteprima e oltre alla bellezza e all’imponenza, la cosa che ho percepito maggiormente è stata la passione e la dedizione dei cuprensi. Sono tutti volontari che dedicano gran parte del proprio tempo libero (da fine agosto circa fino a poche ore prima della sfilata) alla realizzazione della propria opera, coinvolgendo anche i ragazzi più giovani e trasmettendo loro questa tradizione.

Palio della pigiatura

Il sabato invece si svolge la gara della pigiatura dell’uva tra i borghi limitrofi ed è un momento davvero particolare a cui assistere:immaginatevi uomini all’interno di grosse vasche contenenti quintali d’uva che fanno del loro meglio per pigiarne il più possibile nel tempo prestabilito.

Degustazioni e stand 

Essendo il Verdicchio il re della festa, in tutte le giornate è stra-presente, potrete acquistarlo nei vari stand o partecipare alle Degustazioni in Piazzetta dove diverse cantine propongono i propri prodotti….insomma vi assicuro che c’è l’imbarazzo della scelta.

Degustazioni in Piazzetta

Degustazioni in Piazzetta

MIG -Musei in Grotta

Vi consiglio di non perdere una visita al Mig – Musei in Grotta che personalmente ho trovato davvero interessante. La location è bellissima e ospita al suo interno il Museo dell’Etichetta, con esposizione di circa 1000 etichette di vino provenienti da tutto il mondo (l’intera collezione ne vanta circa 10000); pensate che in Europa sono solo due i musei di questo tipo.

Interno del MIG

Interno del MIG

Finita l’esposizione delle etichette, si passa alla zona che racconta la storia della Sagra dell’Uva attraverso i manifesti pubblicitari di ogni singola edizione: un tuffo nel passato meraviglioso.

Vecchio manifesto della sagra dell'uva di Cupramontana

Vecchio manifesto della sagra dell’uva di Cupramontana

Le sale adiacenti ospitano La strada del gusto, illustrando un percorso fra eccellenze,prodotti, sapori e trazioni. Infine troverete l’Infopoint dove poter richiedere materiale informativo o acquistare prodotti locali. Subito fuori è stato allestito l’Horto dei Semplici, uno spazio in cui vengono coltivate le vecchie erbe medicinali….proprio nel punto in cui sorgeva l’orto monastico. Vi ho solo detto che la location è fantastica, ma non vi ho detto che era un antico monastero…..non vi resta che visitarlo di persona.
Un ringraziamento ad Erik per tutte le informazioni dettagliate.

Concerti

La Sagra dell’Uva negli anni ha acquisito molta popolarità, arrivano infatti tantissimi pullman da tutta Italia per partecipare ad una festa con radici antiche ma nettamente attuale e uno dei motivi sono anche i concerti. In tutte le edizioni infatti si esibiscono cantanti di fama nazionale ,per allietare con il canto una serata già abbondantemente piacevole grazie al Verdicchio e a tutta l’atmosfera che si respira.

L’81° edizione si è conclusa, ora non resta che pensare alla 82°…fatelo anche voi, segnatevi questo appuntamento in agenda perché ne vale assolutamente la pena.
Un grazie di cuore a Sara e a Giorgia per averci accompagnato in questa scoperta.

Alla prossima sagra,
Viaggiatrice seriale.

P.S.: la zona è perfetta per staccare la spina, per una vacanza a contatto con la natura e per un turismo enogastronomico e sportivo, se cercate un alloggio vi consiglio Cupramontana Accoglie.