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Montagnana: cosa fare in uno dei borghi più belli d’Italia

Uno dei borghi più belli d’Italia: Montagnana…. e non fatico affatto a crederlo.
Immaginatevi di essere teletrasportati nel Medioevo, di vivere in un borgo circondato da maestose mura e di essere contemporanei di illustri combattenti e personaggi storici.
Ecco, state immaginando la vita a Montagnana.
Grazie ad un blog tour organizzato da Visit Montagnana, ho avuto la possibilità di scoprire questo territorio.
Ma cosa non perdersi?!
Fiore all’occhiello senza ombra di dubbio sono le mura, ben 1950 metri di mura intatte che fanno di Montagnana una delle città con la cinta muraria meglio conservata a livello europeo…..la vera caratteristica della cittadina.

Le mura di Montagnana

Pensate che ha addirittura la forma di un pentagono irregolare, la cui punta è proprio una delle 24 torri.
Il colpo d’occhio appena si arriva è veramente straordinario e una passeggiata lungo il perimetro è il modo perfetto per coglierne l’essenza.
Per avere invece una veduta più ampia e spaziare fino ai colli Euganei, vi consiglio di salire sul Mastio Ezzelino, una torre di circa 40 metri d’altezza.
Ritornando con i piedi per terra, ma mantenendo sempre lo sguardo rivolto verso l’alto, gli occhi si riempono della bellezza dei palazzi storici, uno più affascinante dell’altro.
Noi siamo entrati all’interno del Palazzo Pomello- Chinaglia e abbiamo fatto un altro viaggio nel tempo.
Risalente al 1300, sembra essere stato di proprietà del famoso capitano di ventura Gattamelata, fino ad arrivare al Presidente della Camera Luigi Chinaglia.
Personalmente ho apprezzato una meravigliosa porta in legno intarsiata, dietro la quale si apre un piccolo salotto, molto probabilmente il luogo in cui in passato gli ospiti attendevano il proprietario della villa al loro arrivo.

Porta a Palazzo Pomello-Chinaglia

Dopo aver attraversato la grande sala illuminata da un gigantesco lampadario e adornata con quadri e busti di personaggi importanti, si raggiunge il cortile interno, anch’esso degno di nota.
Impossibile visitare un centro storico e non ammirare il suo Duomo, vero?!

Il Duomo di Montagnana

Quello di Montagnana, risalente alla metà del 1400 circa,  si affaccia sulla Piazza Vittorio Emanuele II e viene definito anche come la nave che entra nel porto, in quanto non segue la direttrice.
Al centro della piazza sorge la statua di Vittorio Emanuele, dove precedentemente svettava il Leone di Venezia, ma stranamente rivolge le spalle alla chiesa, simbolo della rivalità tra le due parti.
Da non perdere al suo interno sono i due affreschi di Giorgione che emersero solo dopo un restauro.
Le mura di Montagnana furono fatte costruire da Francesco il Vecchio, amico di Francesco Petrarca, al quale diede in dono una residenza sui colli Euganei.
Un altro punto importante della città è la Rocca degli Alberi, che venne edificata nel punto preciso in cui gli Scaligeri riuscirono ad abbattere le mura; il suo nome deriva dal fatto che la zona era la più verde di tutte.
Gli scorci irresistibili sono davvero tanti, facendo una passeggiata per il borgo scommetto che vi fermerete innumerevoli volte per immortalare qualche angolino.

Scorci delle mura

Montagnana ha sempre vantato una posizione strategica e ancora oggi è un ottimo punto di partenza per visitare le maggiori città venete come Venezia, Padova e Verona.
La gastronomia è un altro punto forte di questa piccola parte del Veneto, soprattutto il Prosciutto Crudo Berico Euganeo…. se volete gustarlo in un modo alternativo recatevi alla Gastronomia Zannini e uscirete con un bel cono di prosciutto.

Cono di prosciutto della gastronomia Zannini

Per concludere la giornata in modo fiabesco e romantico, ci siamo diretti al Relais Castello Bevilacqua, una location da sogno anche per i matrimoni.
La storia del castello è molto antica e anche parecchio travagliata, ma la sua bellezza è arrivata fino ai nostri giorni.

Relais Castello Bevilacqua

Che dite, vi ho fatto venire voglia di visitare Montagnana?!
Al prossimo borgo,
Viaggiatrice Seriale.

PS: se dovete alloggiare in zona vi consiglio Villa Fava, una bellissima villa settecentesca.
Per quanto riguarda il cibo invece vi consiglio l’ Hostaria San Benedetto, il Ristorante Le Mura e la Pasticceria Cuccato.
Se invece cercate una guida, rivolgetevi a Murabilia, Silvia ci ha guidato egregiamente nella nostra scoperta.

Feste e Sagre in Italia, italia, veneto

Il Carnevale di Venezia

Venezia, Venezia, difficile renderle giustizia con semplici parole, Venezia deve essere vissuta in prima persona per essere compresa.
Oggi però voglio parlarvi di un periodo in particolare, in cui la città risplende particolarmente, in cui è sulla bocca di tutti ed è percorsa da cittadini di tutto il mondo (non che di solito non lo sia, ma molto più del normale), un periodo in cui tutti possono essere diversi dal solito e indossare i panni altrui: Il Carnevale!
Il carnevale ha tradizioni antichissime che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dall’inverno alla primavera anche se documenti scritti ci fanno ricollocare questa meravigliosa, in cui per pochissimi giorni l’anno anche i ceti più umili potevano burlarsi pubblicamente dei ricchi indossando una maschera sul volto al 1094. Ebbene si, sono trascorsi più di 900 anni.
Un tempo i veneziani abbandonavano i propri lavori per dedicarsi totalmente ai divertimenti.
La storia del carnevale veneziano è immensa, trova annate di maggiore risalto e altre di minore, ma senza dubbio il secolo che più di ogni altro rese Venezia un luogo dalle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo fu il settecento; la città era allora il mondo di Giacomo Casanova, un mondo superficiale, festante e galante.
Col passare degli anni poi prevalse il lato romantico della laguna, facendo diventare Venezia meta di artisti, scrittori, musicisti ed avventurieri….

Potrei stare qui per ore a raccontare i vari periodi storici e i cambiamenti legati ad essi ma il carnevale è sempre restato un punto fermo, tanto da arrivare fino ai giorni nostri. In un certo senso lo spirito carnevalesco non abbandona mai la città
Io sono sempre rimasta affascinata da tutto ciò, così ho voluto testare di persona e vedere l’atmosfera che si respira in queste giornate di festa e devo dire che non sono rimasta affatto delusa.
Bisogna mettere in conto che si avrà a che fare con una quantità di persone indescrivibile, un angolo di pace non si riuscirà a trovare in tutta la città, ma è anche questo il bello.
Io ho trascorso due giorni a Venezia, pernottando in un b&b molto vicino a Piazza San Marco, che avendo prenotato per tempo aveva un prezzo più che accessibile.
Scesi dai vaporetti si entra subito nel clima di gran festa, maschere e bellissimi abiti vi circonderanno, non vedrete altro. Sembra quasi di essere tornati indietro nel tempo quando si vedono passeggiare coppie a braccetto che sfoggiano abiti delle migliori sartorie, per non parlare poi delle ingombranti parrucche sia maschili che femminili. In mezzo a tutto ciò però ci sono anche vestiti contemporanei che ci fanno tornare ai nostri giorni.
Solitamente il carnevale dura circa 3 settimane e le giornate di particolare interesse sono senza dubbio le domeniche, giorno in cui vengono organizzate le maggiori manifestazioni, come il volo dell’angelo, il concorso della maschera più bella, varie rappresentazioni teatrali e visite guidate.
Sicuramente non è il momento migliore per visitare la città e godere appieno della sua bellezza, ma non è nemmeno impossibile in quanto il tutto si concentra maggiormente in Piazza San Marco, quindi basta allontanarsi leggermente, magari fare un giro in gondola per i suggestivi canali o ammirare il Ponte di Rialto.
La città è talmente bella ed affascinante che in ogni periodo regala momenti indimenticabili.
Il carnevale sicuramente aiuta a sognare un pò!! Secondo me va vissuto almeno una volta nella vita…
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Padova in un giorno: cosa vedere.

Padova per me è stata una vera scoperta.
Ecco cosa fare a Padova in un giorno.
Potreste decidere di fare una gita fuori porta come me, oppure potrebbe capitare di dover attendere una coincidenza ed avere poco tempo a disposizione….quindi vi indico a mio avviso le cose da non perdere assolutamente.

 La Cappella degli Scrovegni

Inutile girarci intorno, è un vero capolavoro artistico.L’ingresso non è fra i più economici (13 €) ,ma li vale tutti, considerando poi che con lo stesso biglietto potete visitare anche I Musei Civici Eremitani e il Palazzo Zuckermann.

Non è possibile entrare autonomamente e rimanere tutto il tempo che si vuole, si entra in gruppi e si ha un lasso di tempo di circa 15/20 minuti. L’interno è strepitoso, anche chi non si intende d’arte rimarrà a bocca aperta di fronte agli affreschi di Giotto.
Ricordatevi però di prenotare la visita i giorni prima.


Palazzo del Bo

Questo meraviglioso palazzo è la sede storica dell’Università della città di Padova. Non perdetevi la visita guidata al suo interno durante la quale potrete vedere la cattedra originale dalla quale teneva le sue lezioni Galileo Galilei.

Altro aspetto molto affascinante, oltre alle sale decorate con innumerevoli stemmi è sicuramente il Teatro Anatomico più antico del mondo: si tratta di una struttura in legno a forma di cono rovesciato, da dove tutti gli studenti potevano assistere attraverso le balconate alle autopsie. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 7 euro. (Purtroppo non si possono fare foto all’interno).

Basilica di Sant’Antonio da Padova

Simbolo della città per eccellenza, è obbligatoria una visita.La Basilica (chiamata anche solo Il Santo) è imponente,infatti è una delle più grandi chiese al mondo.

 Al suo interno riposa il corpo del Santo dal quale ogni anno si recano milioni di pellegrini.

Palazzo della Ragione

Altro capolavoro della città, si tratta dell’antica sede dei tribunali di Padova. E’ possibile entrare ed ammirare il Salone. Vi confesso però che anche solo dall’esterno dice la sua, i portici e la forma della copertura regalano un senso di imponenza rispetto alla sottostante Piazza delle Erbe.



Torre dell’Orologio

Dato che vi trovate in zona, passate ad ammirare la bellissima Torre dell’Orologio. L’orologio, appunto, è straordinario, non segna solo le ore e i minuti, ma è la rappresentazione della teoria astronomica tolemaica che vedeva la Terra al centro dell’Universo.

Prato della Valle

Fate una passeggiata nella piazza più grande della città ed ammirate le statue che adornano il canale e si specchiano in esso.Al tramonto è ancora più suggestivo. In questo luogo si svolge il mercato cittadino, quindi in quelle occasioni perde un pò il suo fascino, ma rimane sempre un must.

Centro storico

Passeggiate liberamente per il centro storico, andate a caccia di murales e della casa dove visse Galileo Galilei. Gustate un tramezzino caldo al Bar Nazionale e non perdetevi un caffè al Caffè Pedrocchi, locale storico della città frequentato anche da Stendhal (l’edificio è meraviglioso e i prezzi sono più alti della media, ma io 3,50 €  li ho spesi volentieri per bermi un caffè in un luogo così importante della città).

Padova è stata veramente una grandissima scoperta, sono consapevole di non aver visto tutto ma sono molto contenta di essere venuta a conoscenza di queste bellezze.

Il mio è solo un arrivederci perchè questa città mi è entrata nel cuore e a voi che non ci siete ancora stati dico solo una cosa: organizzatevi il prima possibile!!!

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale

P.S.: un ringraziamento doveroso i miei genitori, perchè era partito tutto come un mio regalo a loro,la visita di una città che non conoscevamo e del tempo da trascorrere insieme….alla fine è stato un mezzo tour de force, abbiamo camminato per km e km e loro sono stati ai miei ritmi,alla faccia della domenica rilassante!!! 🙂

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San Valentino: Verona si trasforma nella città dell’amore

La festa degli innamorati sta per arrivare, che fate di bello?
Io non amo molto le feste consumistiche, preferisco trasformarle in un pretesto per partire, insomma preferisco un bel viaggetto (anche solo una notte fuori) a dei beni materiali.
Se la pensate come me o se volete stupire la vostra dolce metà, vi consiglio di recarvi nella città italiana dell’amore per eccellenza: Verona.
Qui infatti dal 14 al 18 febbraio si svolgerà Verona in Love, un evento super romantico che prevede differenti attività come il Messaggio del Cuore (cortile Mercato Vecchio),la possibilità di lasciare dei messaggi  sulla bacheca di Verona in Love, o il Sigillo d’Amore (Piazza dei Signori), una pergamena che racchiuda il vostro amore (simbolicamente sigillata con della ceralacca).

Vari appuntamenti si tengono fra le piazze e le vie della città, dove l’atmosfera sarà riscaldata dalle Luminarie d’Amore.
In Piazza dei Signori vi attenderà un cuore gigante creato da tantissime bancarelle dove potrete trovare bellissime idee regalo.
Potrete degustare cioccolato nel Loggiato in Love e partecipare a vari tour guidati della città.
Da non perdere la Torre dei Lamberti illuminata di rosso, dalla sommità potrete ammirare l’enorme cuore rosso della Piazza.
Se non siete così sdolcinati, concentratevi sulle specialità culinarie locali o sulla bellezza architettonica di Verona.
Buon San Valentino.
Viaggiatrice seriale.

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Curiosità,segreti e luoghi comuni su Venezia

Venezia l’ho sempre amata, ma ogni volta che ci torno è come se fosse la prima….i miei occhi si trasformano a cuoricino.
Dopo qualche anno di assenza, ho trascorso ben due fine settimana consecutivi in questa bellissima città e ho cercato di scorgere particolari meno vistosi,percorrere calle meno trafficate e soprattutto camminare con gli occhi e il naso all’insù.
Ho avuto la fortuna di partecipare ad una visita guidata e mi si è aperto davvero un mondo,la mia visione di Venezia è stata totalmente stravolta e io adoro scoprire lati nascosti e storie andate perdute.
Proprio perché questa esperienza mi ha stravolto positivamente, mi sembra giusto condividere alcune informazioni con voi,siete pronti?

La ricchezza della Repubblica di Venezia
La Repubblica di Venezia resistette per più di mille anni e il segreto è molto semplice: i nobili (che di solito non si sporcavano le mani nemmeno per riscuotere denaro) a Venezia lavoravano in prima persona aumentando la ricchezza della città;per lo più erano commercianti.
Se devo farvi un esempio per farvi capire la ricchezza della città,paragonata ai giorni nostri,vi dico che equivaleva (indicativamente) a quella della Città del Vaticano.

Gli austriaci cambiarono completamente la struttura di Venezia
Venezia venne venduta agli austriaci da Napoleone.Essi apportarono moltissimi cambiamenti alla città.
In precedenza vi erano circa 100 canali, gli austriaci ne interrarono circa la metà modificando completamente la struttura di Venezia.Le “strade”  erano i canali e di conseguenza le entrate principali dei meravigliosi palazzi si affacciavano tutte sull’acqua;apportando queste modifiche, queste entrate non vennero (quasi) più utilizzate e le porte che prima erano di servizio e davano sulla parte posteriore del palazzo diventarono quelle principali (da dove entriamo oggi).
I canali interrati divennero delle vie a tutti gli effetti e tutt’oggi si distinguono dalle vie originali (calle) perché molto più grandi (e anche con un nome differente).
Originariamente i ponti servivano per accedere ai palazzi, dopo questo cambiamento acquisirono la funzione di attraversare il canale collegando più strade;originariamente non erano provvisti di una sorta di parapetto laterale,cosa che invece venne aggiunta in seguito e tramandata fino ai nostri giorni.

Ultimo ponte veneziano

In tutta la città di Venezia è rimasto un solo ponte veneziano,gli altri sono tutti ponti austriaci.

Venezia non è costruita sull’acqua
Sfatiamo una volta per tutte questa idea che Venezia sia stata costruita sull’acqua: non è così.
La laguna rappresentava un grande vantaggio per chi la conosceva,i popoli invasori non sapevano come muoversi in un terreno così difficile e di conseguenza non riuscivano a conquistarla.Fu per questo motivo che la laguna venne popolata, ma essendo un luogo paludoso e inadatto allo sviluppo di una comunità,vennero fatte diverse e grandissime opere di bonifica.
Una volta capito il metodo migliore, vennero costruite le prime abitazioni…..sempre con mattoni perché molto più leggeri rispetto ad altri materiali,ma sulla terraferma (bonificata) e non sull’acqua,quindi le case di Venezia non sono palafitte,ma sono case a tutti gli effetti.
Il metodo di costruzione poi però è particolare,come detto in precedenza si cercava di creare una struttura più leggera possibile…avete mai notato che le case non hanno i balconi?Perché?Sempre per questione di peso.In alcuni casi si vedono dei mini balconcini,ma non i soliti che siamo abituati a vedere.

L’acqua è stagnante?
Assolutamente no.L’acqua dei canali di Venezia risente del fenomeno delle maree e di conseguenza si alza e si abbassa volte al giorno e quindi è in continuo movimento.

Uno dei canali di Venezia

Chiese di Venezia
Fateci caso,spesso non riuscirete a trovare l’ingresso delle chiese!Perché?!Semplicemente perché sempre per questioni di spazio non potevano essere edifici isolati, ma vennero costruite abitazioni tutt’intorno e quando dico tutt’intorno intendo dire anche sui 4 lati.

Chiesa completamente inglobata dalle case

Esistono chiese che si intravedono solo da lontano, per via del campanile,poi avvicinandosi si rimane un po’ spaesati fin quando non si realizza di dover entrare da una porta normalissima,attraversare “uno strato” di case e finalmente si arriva a destinazione.Addirittura anche la chiesa di San Marco non ha tutti i lati liberi…fateci caso!

Il Carnevale
Sapete che inizialmente il carnevale durava 5 mesi?Non dovete pensare ad un periodo di festa ma piuttosto ad un periodo in cui era consentito mascherarsi. Perché vi starete chiedendo?Semplicemente perché vivere su un’isola non era facile, il concetto di privacy era praticamente inesistente e per ovviare a questo problema è stato escogitato questo stratagemma.

I Casinò
Sapete come si dice casa in veneziano?La risposta è Ca’. E piccola casa? La risposta è Casin. I casin erano generalmente strutturati su tre piani,il primo era il magazzino con i grandi archi dove le imbarcazioni riuscivano ad arrivare senza problemi e scaricavano le merci, il terzo era dedicato al reparto notte con le camere e il piano centrale era quello in cui si svolgeva la vita sociale.Piano piano a Venezia si sviluppò il gioco d’azzardo e al contrario del resto d’Europa divenne legale ed in città arrivarono anche tanti stranieri spinti da questa possibilità.I piani centrali delle case quindi,di giorno accoglievano la vita famigliare/commerciale, la sera si trasformavano in stanze da gioco dove vi erano collacati tavolini illuminati solo da candele e dove si accomodavano uomini dal volto coperto da una maschera e costretti e rimanere in silenzio:ecco come e dove nacquero i casinò.
Questo fu un altro aspetto che contribuì all’incremento della ricchezza della città.

Giacomo Casanova
Anche qui il mito che si è creato intorno a questo personaggio non è proprio veritiero,anzi.
Oggi usiamo il termine casanova per indicare un dongiovanni,che prova piacere nella conquista e una volta raggiunto l’obiettivo cambia bersaglio.Giacomo ebbe un sacco di donne,ma sembra che si innamorasse realmente di tutte, è che semplicemente poi non andava a buon fine.Sembra che intrattenesse relazioni epistolari con molte di esse e che addirittura cercò di sposarsi per ben 5 volte.
Era una persona molto intelligente,scrittore,poeta e filosofo al contrario di quello che si pensa.

Avrei tanti altri racconti e segreti da svelarvi, ma al momento mi fermo qui!:-)
Logicamente si tratta di riassunti,su riassunti su riassunti della storia…le vicende si sono verificate in un lasso di tempo molto ampio,ma mi sembrava giusto darvi almeno un’idea.
Io sono rimasta completamente affascinata,non vedo l’ora di partecipare ad un’altra visita così interessante e scoprire qualche altro segreto!

Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice seriale.

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Libreria Acqua Alta di Venezia

Piano piano sto trasformando i miei sogni nel cassetto in realtà.
La scorsa settimana ne ho realizzato un altro in una città meravigliosa,ineguagliabile e che mi emoziona ogni volta: Venezia.
Premetto che ogni angolo,ogni scorcio ha davvero qualcosa di unico e tornarci per la seconda,terza volta ti permette di guardare tutto con occhi diversi,di avere un atteggiamento molto più rilassato e come dice una mia amica,di camminare con lo sguardo verso l’alto e non verso il basso alla ricerca della via giusta da seguire.
Detto ciò vi voglio accompagnare in un luogo davvero unico nel suo genere, la prima volta che ne ho sentito parlare ho subito detto:prima o poi ci andrò.
Siete appassionati di libri?Amate le librerie?
Allora non potete assolutamente perdervi questa chicca.
Si tratta della Libreria Acqua Alta, situata in Calle Lunga Santa Maria Formosa,facile da raggiungere.

Dovete abbandonare la vostra idea di libreria,aprite la mente e immaginatevi libri,riviste,vecchie enciclopedie,mappe e chi più ne ha più ne metta collocate non nei classici scaffali ma all’interno di una gondola, vasche da bagno, canoe e cose simili.

La quantità di volumi è davvero impressionante,non credo sia molto facile cercare qualcosa di specifico.
Lasciatevi ammaliare dall’atmosfera, spingetevi fino in fondo alla stanza di destra e sedetevi su una vecchia poltrona ad ammirare l’acqua del canale che passa proprio lì,

uscite nel giardino e salite i gradini della scala fatta di libri o rifugiatevi nell’altro angolino romantico con un tavolino in ferro e una parete composta interamente da libri.

E’ un luogo davvero unico e meraviglioso nella sua particolarità, è infatti considerata una delle 10 librerie più belle del mondo.
Avrete anche la compagnia dei gatti del proprietario che si aggirano fra i tanti volumi.
Io fossi in voi la inserirei nella lista delle cose da vedere!
Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice Seriale.

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Venezia e non solo: alla scoperta della laguna veneta

Se vi parlo di laguna veneta, a cosa pensate?!
A Venezia,vero?!
Beh, fino a poche settimane fà commettevo anche io questo errore e oggi vi spiego il perchè.
Logicamente è giusto pensare anche a Venezia, ma non solo a Venezia.
La laguna infatti è davvero grande, si parla di circa 550 chilometri quadrati e per questo interessa varie zone.
Ho avuto la possibilità di partecipare a Lagoon Sunsets, una bellissima giornata alla scoperta dei lati più nascosti della laguna organizzata dall’Assessorato al Turismo del Comune di Jesolo in collaborazione con l’agenzia Phil Fresh e mi si è aperto un mondo.
Azzerate la mente riguardo a questo argomento e preparatevi a viaggiare con me.
Siamo partiti dallo storico Hotel Bellevue di Jesolo, situato all’interno della pineta dove l’evento ha preso vita con un concerto di fisarmonica del bravissimo Paolo Forte per poi avvicinarci alla laguna a bordo di un pulmino.
Percorrendo per pochi chilometri una strada in mezzo al verde, ammirando il paesaggio circostante e attraversando campi di soia, abbiamo raggiunto in men che non si dica l’Agriturismo La Barena, situato in una posizione meravigliosa, proprio a ridosso della laguna dove
un graditissimo buffet ricco di prodotti tipici della zona ci attendeva.

Il luogo è davvero suggestivo, un ottimo soggetto per delle bellissime fotografie: prendendo un piccolo sentiero ci si ritrovava praticamente in mezzo all’acqua, completamente circondati dalla laguna e da una pace disarmante.

L’ecosistema della laguna rimane impresso negli occhi e nello spirito.
Pensate che nella Laguna Nord si trovano valli da pesca,soggiorni di fenicotteri e distese di salicornia.

Per scoprire le bellezze della laguna non c’è posto migliore che all’interno della laguna stessa, così ci siamo imbarcati su un’imbarcazione storica, costruita completamente in legno e abbiamo iniziato la navigazione in direzione dell’isola di Torcello.
Durante il tragitto si possono ammirare diverse barene, ovvero terre periodicamente sommerse,fondali, canali e le coloratissime casette dell’isola di Burano famose in tutto il mondo insieme alla lavorazione artigianale dei merletti.

Anche la navigazione è stata all’insegna del buon cibo e del buon vino (bhe in Veneto non poteva essere altrimenti), infatti abbiamo gustato anche qui prodotti della cucina locale, dai panini al cacao ripieni di formaggio fino ad arrivare ad alcuni dolci irresistibili: sento ancora il profumo di una pallina di cioccolato bianco accompagnata da una delicatissima resina….il tutto fornito dall’ agriturismo Bon Tajer.

Come detto in precedenza, la nostra meta era un’altra isola della laguna-nord, quindi dopo aver oltrepassato la casa della madre di Giacomo Casanova abbiamo messo piede sull’isola di Torcello.
Si tratta  di una delle più importanti isole della laguna di Venezia che in passato ricoprì un ruolo davvero strategico:fu uno dei più antichi insediamenti che  diedero vita alla Serenissima e anche dopo più di 1000 si respira il fascino indescrivibile.
Punto di forza dell’isola è senza ombra di dubbio la Basilica di Santa Maria Assunta che custodisce al suo interno un mosaico di notevole bellezza; è difficile spiegare a parole la maestosità di quell’opera. La spiegazione impeccabile della nostra guida mi ha portato indietro nel tempo, fino a condurmi ad una celebrazione con la compagnia di migliaia di persone che abitavano l’sola e lavoravano la lana.

Usciti dalla chiesa abbiamo visitato il Museo di Torcello ubicato proprio lì a fianco, che racchiude diverse testimonianze del passato.

L’isola è davvero carina, i suoi ponti sui canali che l’attraversano sono delle vere chicche….non perdetevi il “Ponte del Diavolo”, al quale inevitabilmente è legata una leggenda.

Come degna conclusione di un’ottima giornata ci siamo recati al Ristorante Villa ‘600, ricavato da un antico casolare del 1600 dove abbiamo gustato piatti della tradizione come il baccalà mantecato e il crosticcio di polenta da dove è possibile ammirare un meraviglioso tramonto.

Ma le sorprese non sono finite qui,infatti il calare del sole è stato  accompagnato da un concerto della pianista Rita Marcotulli e del sassofonista britannico Andy Sheppard.
E’ stata una giornata davvero interessante che mi ha permesso di conoscere meglio la laguna: da oggi in poi non la collegherò solamente a Venezia.
Vi consiglio di organizzare un tour alla scoperta delle bellezze nascoste di queste terre, cercando di vedere sotto un’altra ottica sia Venezia che Jesolo.
Le zone si prestano anche a itinerari in bicicletta,così da essere ancora più a contatto con la natura.
Io invece credo che ci tornerò a breve, devo assolutamente approfondire tutta la storia legata al fiume Piave,che cambiò il suo corso negli anni e che fu di vitale importanza per la nascita della Serenissima in quanto tutto il legname utilizzato per creare la città passò lungo il suo corso…..ma questo è un altro discorso.
Ah,come ultima cosa (ma non meno importante,anzi) volevo ricordavi che la Valle del Piave è candidata a Paesaggio Culturale Patrimonio dell’Umanità per l’UNESCO, a dimostrazione del fatto che è ricca di bellezze!
Fateci un pensierino.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Dove parcheggiare all’aeroporto di Treviso

Viaggiando in aereo, spesso capita di dover partire da aeroporti differenti e a volte anche “sconosciuti”.
Di sicuro quelli “di casa” avranno i propri posti segreti per parcheggiare, ma per chi viene da fuori le scelte sono obbligate.
Proprio per questo volevo dirvi 2 parole sul parcheggio all’aeroporto di Treviso.

L’aeroporto si trova proprio sulla strada, vicinissimo all’uscita dell’autostrada.
I parcheggi attigui all’entrata sono il parcheggio A e B e hanno un costo più elevato.
Superata l’entrata dell’aeroporto, se svoltate a sinistra vi troverete delle indicazioni per i parcheggi C e D molto più economici.
Dovrete percorrere solamente poche centinaia di metri e sarete arrivati a destinazione.
Nella stessa zona si trovano anche gli autonoleggi.

Una volta parcheggiata l’auto non avrete bisogno di nessuna navetta, il terminal dista pochissimo e seguendo un passaggio pedonale, prima attiguo alla strada per poi trasformarsi in una specie di tunnel in 5 minuti sarete all’interno dell’aeroporto.

Molto molto comodo.
I parcheggi A e B vi chiedono più di 20,00€ al giorno, nei parcheggi   C e D ve la caverete con circa 8 o addirittura 6 € al giorno.
Direi che vale davvero la pena farsi una piccola camminata!
E ora non mi resta che auguravi buon volo! 🙂
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.