Italia, Umbria

La Città del Cioccolato: il museo di Perugia

La città di Perugia è ormai conosciuta a livello internazionale per il cioccolato: poteva forse mancare un museo dedicato al “cibo degli dei”? Naturalmente no.
Proprio per questo, il 1° 2025 è stata inaugurata La Città del Cioccolato, il più grande museo esperienziale al mondo interamente dedicato al cacao e al cioccolato.

Il profondo legame tra la città umbra e il cioccolato nasce nei primi anni del Novecento grazie a Luisa e Annibale Spagnoli, quando i coniugi avviano in via Alessi un laboratorio che, da confetteria, si trasforma presto in cioccolateria.
E’ proprio qui che prende forma il celebre “cazzotto”, primo nome scelto per la forma dell’iconica pralina che riprendeva la nocca di una mano, ma ben presto destinato a diventare il prodotto iconico conosciuto da tutti come Bacio Perugina.
Da quel momento, il rapporto tra la città e il cioccolato si consolida sempre di più, fino al 1994, anno della prima edizione di Eurochocolate, il primo festival internazionale del cioccolato ideato dall’architetto Eugenio Guarducci.
Arrivando ai giorni nostri, sempre da una sua intuizione nasce nel 2025, dopo anni di progettazione e lavori, La Città del Cioccolato: un museo immersivo, ampio e articolato, pensato per raccontare il cioccolato a 360 gradi e destinato a diventare uno dei nuovi poli culturali e turistici di Perugia.

Città del Cioccolato di Perugia
Città del Cioccolato di Perugia

La Città del Cioccolato non è semplicemente un museo, è un universo narrativo ed esperienziale in cui il visitatore intraprende un viaggio.
Il percorso si sviluppa attraverso diverse aree tematiche: parte dalla storia del cacao, dalla civiltà dei Maya e degli Aztechi fino all’arrivo in Europa, passando per le grandi tappe della sua diffusione e trasformazione nei vari Paesi. Naturalmente, un’intera sezione è dedicata all’Italia e culmina con il ruolo decisivo che Perugia ha avuto in questa storia con l’imprenditoria audace di Luisa Spagnoli e successivamente quella della kermesse tanto amata dai più golosi: Eurochocolate.
Ancora prima di iniziare il percorso, però, basta varcare la soglia per rendersi conto del grande lavoro di recupero architettonico e della bellezza dello spazio che ospita il museo. La struttura si sviluppa su più livelli e, dalla parte superiore si può subito ammirare la scenografica riproduzione di un cielo interattivo composto da 450mq di videomapping che sovrasta la riproduzione in scala reale di una foresta di cacao al piano inferiore, alla quale ci si avvicina progressivamente seguendo il percorso. Per chi ama un’esperienza più dinamica, c’è anche la possibilità di scendere attraverso un grande scivolo… lasciatevi andare!!!

I due livelli del Museo del Cioccolato
I due livelli del Museo del Cioccolato

Il museo è fortemente interattivo: accanto ai pannelli narrativi, si trovano schermi, video, installazioni e riproduzioni in scala reale di ambienti e figure legati alla coltivazione e alla lavorazione del cacao.
Tutto è costruito con equilibrio e intelligenza, al punto da far percepire davvero al visitatore di essersi spostato, almeno per un momento, in un altro luogo del mondo.
Una parte molto interessante e curiosa è quella dedicata alla collazione di Roberto Caraceni che racconta il cioccolato in tutte le sue sfumature attraverso gli oggetti più disparati, dalle scatole in latta ad antichi documenti, dalle campagne pubblicitarie agli strumenti di lavorazione. Diciamo che qui intraprenderete un altro viaggio, grazie agli oggetti che il Chocolate Taster ha collezionato in più di 25 anni.
L’esperienza coinvolge anche i sensi infatti durante il percorso ci saranno anche dei punti di assaggio, così da soddisfare anche il palato e non solo la vista… ma anche l’olfatto è tirato in ballo, essendo un museo interattivo troverete una zona in cui mettere alla prova le vostre abilità annusando il profumo di diversi tipi di cacao.
All’interno della Città del Cioccolato trova posto anche una vera fabbrica Bean to Bar, dove si possono osservare le principali fasi della lavorazione, dalla fava di cacao fino alla tavoletta finita.
E non solo: chi lo desidera può mettersi in gioco in prima persona e trasformarsi, per un’ora, in mastro cioccolataio, con muniti grembiule e cappello, affiancato passo dopo passo da un professionista per creare la propria tavoletta di cioccolate Bean to Bar.
Che dire, io ho adorato questa esperienza!!!

Esperienza Bean to Bar Factory
Esperienza Bean to Bar Factory

A concludere la visita non poteva che esserci uno shop, all’altezza del percorso: ampio, ricco e sorprendente, con una selezione vastissima di prodotti provenienti da diverse parti del mondo.
Si tratta di uno dei più grandi negozi dedicati al cioccolato, non solo in Italia, ma in Europa! E la scelta è tale da mettere seriamente in difficoltà chiunque debba decidere cosa acquistare.

Tra gli elementi più interessanti del complesso Città del Cioccolato c’è anche il LAB – Luisa Annibale Base, un hub esperienziale adiacente al museo e dedicato ad incontri, degustazioni, attività e momenti di approfondimento: uno spazio pensato per far accadere il cioccolato, non solo per raccontarlo, ospitando appuntamenti con professionisti, percorsi guidati e iniziative che mettono al centro il gusto, la conoscenza e la dimensione conviviale.
Un altro aspetto particolarmente emozionante è che all’interno di questo progetto è stato restaurato anche il primo laboratorio della Perugina, un luogo di straordinario valore storico situato in Via Alessi, strettamente legato agli inizi dell’avventura imprenditoriale di Luisa e Annibale Spagnoli.

Primo laboratorio della Perugina
Primo laboratorio della Perugina

Ritrovare e valorizzare questo spazio significa restituire concretezza alle origini di una storia che ha segnato l’identità di Perugia e che ancora oggi continua a renderla riconoscibile nel mondo.
E’ proprio questo uno dei punti di forza della Città del Cioccolato: non limitarsi a raccontare il cacao e il cioccolato in modo spettacolare, ma riuscire anche a conservare, interpretare e mettere in scena i luoghi reali da cui questa tradizione ha reso forma
Insieme, museo, LAB e spazi storici costruiscono un ecosistema coerente: un itinerario che unisce racconto e pratica, memoria e contemporaneità, città e filiera, rendendo Perugia leggibile attraverso un filo conduttore immediato e universale come il cacao.

Il museo si trova nel cuore del centro storico di Perugia, all’interno dell‘ex Mercato Coperto, edificio costruito tra il 1931 e il 1932 per volontà di Giovanni Buitoni.
All’epoca rappresentava una struttura all’avanguardia, tra i primi esempi di edificio in cemento armato in Italia.
La sua riqualificazione in chiave culturale e museale ha un valore che va ben oltre il semplice recupero architettonico; restituisce infatti alla città un luogo storico che per decenni è stato uno dei fulcri della vita commerciale, artigianale e sociale di Perugia, trasformandolo in un nuovo attrattore turistico e culturale.

La Città del Cioccolato è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00, mentre il sabato l’orario si prolunga fino alle 20:00.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 14 € nei giorni feriali e di 16€ nel fine settimana; per i bambini il prezzo è rispettivamente di 8€ e 10€.
Per partecipare alle esperienze speciali, come ad esempio le attività della fabbrica Bean to Bar, chiedete direttamente in biglietteria o consultate i canali ufficiali.

Io personalmente l’ho apprezzato davvero tanto, non lo definirei solamente un museo, ma un viaggio esperienziale nel mondo del cioccolato!
I bambini impazziranno, ma anche gli adulti rimarranno senza parole, fidatevi!

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale

Mondo

Assicurazione di viaggio: quale scegliere e perché

Un aspetto fondamentale nell’organizzazione di un viaggio è la scelta della giusta assicurazione di viaggio perché anche se non è il nostro primo pensiero, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

Viaggiando spesso mi sono ritrovata diverse volte a dover fare questa scelta. Oggi vi parlo di un ottimo prodotto: l’assicurazione viaggio Heymondo.
Vediamo insieme le principali caratteristiche di una polizza viaggio.

Sconto 15% polizza Heymondo
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Copertura sanitaria all’estero

E’ risaputo che la sanità all’estero abbia dei prezzi esorbitanti; speriamo sempre di non averne bisogno, ma basta una volta per rimanere davvero scottati.
Per esempio, partire per gli Stati Uniti dove le spese sanitarie arrivano alle stelle senza assicurazione è impensabile.
Heymondo propone una copertura sanitaria molto ampia così da farvi partire tranquilli.

Assistenza

Un requisito fondamentale di un’assicurazione di viaggio è quello di essere reperibile H24 tutti i giorni, perché gli imprevisti non hanno orario.

Lingua

Nei momenti di panico, anche chi conosce bene l’inglese o la lingua del paese in cui si trova, potrebbe avere diverse difficoltà. Per questo avere una compagnia che parli italiano è fondamentale. L‘assistenza con Heymondo è completamente in italiano.

Messico
Messico

Copertura covid-19

Negli ultimi due anni ci troviamo di fronte ad un ulteriore problema che potrebbe causare la necessità di rientrare a casa quanto prima: il covid-19. Il mio consiglio quindi è quello di scegliere una polizza che preveda anche la copertura in caso di infezione da covid-19.

Anticipo spese

Avendo provato in prima persona l’esperienza di recarmi in una clinica in Canada, ritengo che una delle prerogative principali di un’ottima assicurazione viaggio sia quella di non far anticipare al cliente nessuna spesa.
La procedura è semplice, ci si mette in contatto con l’assistenza e la compagnia assicurativa penserà a tutto.

Peru

App Heymondo

Heymondo facilita anche i contatti con l’assistenza grazie alla sua App.
Attraverso l’app Heymondo infatti, ci si collega in un clic con l’assistenza per essere seguiti e consigliati in ogni fase, senza dover ricorrere a lunghe e costose telefonate.

Problemi con i bagagli

Quante volte abbiamo sentito racconti di viaggiatori che non hanno ricevuto il bagaglio all’arrivo?
A me è successo più di una volta, forse la peggiore è stata in Perù dove il viaggio era itinerante e il bagaglio praticamente mi inseguiva senza mai raggiungermi.
La polizza Heymondo rimborsa al viaggiatore ogni giorno di ritardo della consegna, fornisce una copertura per acquistare gli articoli essenziali e risarcisce il valore degli oggetti mancanti in caso di furto o danneggiamento.

Oasi in Peru

Annullamento viaggio

Clausola sempre molto importante in un’assicurazione viaggio, ma soprattutto in questo ultimo periodo pieno di incertezze e di cambio delle procedure è quella dell’annullamento viaggio.

Assicurazioni viaggio Heymondo e sconto

Il mio consiglio è quello di stipulare una polizza viaggio prima di ogni partenza o stipulare una polizza annuale se siete dei viaggiatori con la valigia sempre pronta.
Io vi consiglio Heymondo e vi lascio anche uno sconto del 15% sulla vostra prossima polizza.

Sconto 15% polizza viaggio
Sconto 15% polizza viaggio

Buon viaggio,
viaggiatrice seriale

Europa

Keukenhof: visita al più grande parco di fiori a bulbo del mondo

Cari amici viaggiatori, sono rientrata da pochi giorni da un weekend al di sopra delle mie aspettative, non credevo assolutamente di poter restare così affascinata e soddisfatta dopo la mia visita in Olanda.
La prima cosa essenziale da dire è che l’Olanda non è solo Amsterdam, magari non lo facciamo volontariamente ma credo che questo accostamento avvenga nella maggior parte delle nostre menti.
Avevo visitato Amsterdam qualche anno fa e mi era piaciuta, ma questo weekend è stato una vera riscoperta.
Sono partita il venerdì pomeriggio e il lunedì all’ora di pranzo avevo di nuovo appoggiato i piedi sul suolo italiano, ma vi assicuro che sono bastati.
Ho ricevuto la proposta da una mia amica che vive in Belgio e dato che per me ogni meta che non ho già visto vale un viaggio, ho subito accettato! 🙂
Il motivo  fondamentale della nostra visita era la fioritura dei tulipani e la visita al Keukenhof, un giardino botanico situato nei pressi di Lissa, considerato il più grande parco di fiori a bulbo del mondo. Ci aspettavamo tanta gente, ma una volta arrivati nel parcheggio siamo rimasti di stucco, non potete immaginare la quantità di macchine presenti. Un po’ spaventati per la troppa confusione ci siamo diretti alle casse e dopo aver pagato il biglietto siamo finalmente entrati in questo mondo fantastico.
Il parco è talmente grande – 32 ettari – e ben organizzato che non ci si rende conto realmente della gente presente, il tutto fila liscio, non troverete code o ingorghi.
Uno dei motivi di tanta affluenza è anche il fatto che il parco è aperto al pubblico solamente per due mesi all’anno, quest’anno dal 19 Marzo al 10 Maggio 2026.
I dati parlano della fioritura di 7 milioni di bulbi piantati a mano, 4 milioni e mezzo dei quali sono tulipani di oltre 100 varietà, mentre i restanti sono giacinti e narcisi.
Presi dall’euforia iniziale non si fa altro che scattare fotografie, ma ben presto ci si rende conto che non vi è “gruppo” di fiori più bello dell’altro, tutto il parco è una meraviglia. All’interno ci sono inoltre diverse zone espositive con esposizioni temporanee di fiori, che valgono assolutamente una visita… io sono rimasta sconcertata dal padiglione delle orchidee: indescrivibile!!
Oltre fiori a perdita d’occhio, troverete un lago “attraversabile” a  piedi su lastre circolari, un mulino a vento, statue e canali. Diciamo che almeno tre ore vi serviranno per fare un giro abbastanza completo, ma tranquilli, se siete stanchi o affamati ci sono diversi punti di ristoro.
E’ un qualcosa di veramente unico, assolutamente da vedere anche per chi non ama alla follia i fiori.
Appena usciti da lì poi, facendo solo qualche centinaio di metri lungo la strada, ci siamo ritrovati davanti a interminabili campi in fiore, quelli propri autentici e non all’interno di un parco, forse una visione ancora più bella  di questo periodo dell’anno, file di diversi colori che si affiancavano creando una tipica immagine da cartolina.

Meravigliosa distesa di tulipani in fiore

Una volta lasciato questo ambiente fiabesco, siamo ripartiti in macchina e abbiamo raggiunto Zandvoort, la città in cui avremmo pernottato. La scelta della località è stata fatta semplicemente perché comoda in relazione alla distanza dal parco e dalla città che volevamo visitare il giorno successivo. E come capita spesso, la casualità aiuta…. senza saperlo abbiamo raggiunto una località balneare sul Mare del Nord, ricchissima di locali sulla spiaggia, uno più bello dell’altro, che fanno assolutamente presumere che in estate sia completamente presa d’assalto. Essa è infatti l’unica località balneare dei Paesi Bassi a possedere una stazione ferroviaria e per fare un salto nel passato è stata anche la sede del circuito automobilistico dove si è corso il Gran premio d’Olanda di F1 in passato.
Locali che cucinano un pesce ottimo e case magnifiche che danno proprio sul mare, tutte provviste di una grande finestra sulla facciata principale dalla quale ammirare il mare; sempre dalla stessa poi abbiamo potuto ammirare gli interni e gli arredamenti di queste villette: magnifici. Sicuramente un agglomerato di seconde case, le case estive”… beati i proprietari.
Dopo aver fatto una passeggiata rilassante sulle coste del Mare del Nord, abbiamo deciso si cenare al De Haven, uno dei locali sopracitati: ottimo filetto di merluzzo e uno splendido piatto di cozze e capesante, per non parlare del pazzesco tris di dolci, ve lo consiglio vivamente.

Le case affacciate sul Mare del Nord

Per il giorno successivo avevamo un programma abbastanza dettagliato da rispettare, così siamo partiti di buonora e poco dopo abbiamo raggiunto la città di Haarlem.
Purtroppo il tempo non è stato clemente, così abbiamo fatto un giretto sotto la pioggia,; la cittadina è molto carina, ma comunque i luoghi di maggiore interesse sono collocati tutti intorno alla piazza del Mercato Grande, nonché centro della città.
Su di essa si affaccia un capolavoro dell’architettura gotica, la Chiesa Grande di san Bavone che possiede due primati: è la più grande chiesa d’Olanda e la più alta dei Paesi Bassi; al suo interno da non perdere assolutamente il grande organo.
Da qui ci siamo sposati poi a Leiden, in italiano Leida è una città universitaria e si trova sul vecchio Reno. Tipica città olandese attraversata da diversi canali che rendono anche una semplice passeggiata qualcosa di unico: Ovunque mi girassi vedevo un simbolo di due chiavi incrociate e non capivo cosa fosse, così per evitarvi la medesima cosa vi dico già che è chiamata anche la “città della chiave”. Qui nacquero Rembrandt e Jan Steen e logicamente in molti musei e pinacoteche sono conservate le loro opere.

Uno dei canali di Leida

Dopo aver curiosato e passeggiato fra i piccoli vicoli ci siamo messi di nuovo in marcia e abbiamo raggiunto Breda.
Diciamo che qui si respira tutta un’altra atmosfera, lo stile della città è molto simile alle precedenti ma qui c’era gente, gente, gente e ancora gente, forse perché era domenica pomeriggio, non so.
Tutti i baretti e le caffetterie della piazza con tavolini all’aperto erano occupati, forse era complice anche il bel tempo (per fortuna il mal tempo era rimasto alle spalle).
In passato era una  città fortificata, infatti appena si arriva si possono ammirare le mura a ridosso del fiume; il centro e la piazza sono luoghi carini, ma vi è anche un castello, un grande parco e il Begijnhof.
In città ci sono anche diversi musei, ma dipende sempre dal vostro tempo, noi abbiamo fatto una toccata e fuga, se voi pernottate lì o comunque decidete di trascorrerci diverso tempo, vedrete che le  attrazioni non mancheranno.
Con la terza città visitata in un solo giorno la nostra visita in Olanda è terminata, ma sono rientrata a casa molto ma molto soddisfatta, forse è proprio vero che quando non ti aspetti niente rimani sempre maggiormente sorpreso.
Sicuramente rimarranno nella mia memoria i piccoli paesini che abbiamo attraversato in macchina, sembrano oasi di pace e tranquillità, circondati da verde e organizzati al meglio.
Beh del Keukenhof che dire, è veramente difficile spiegarlo a parole….dovete assolutamente assistere alla fioritura dei tulipani olandesi e vi renderete conto di che cosa sto parlando.
Olanda, un paese da scoprire!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Visto che la fioritura ha un tempo limitato, non vi resta che cercare voli economici e partire!!!

Feste e Sagre in Italia, Italia

Il 21-22 Marzo tornano le giornate Fai di primavera

Come ogni anno, il FAI, Fondo Ambiente Italiano organizza le Giornate FAI di Primavera, in cui sarà possibile ammirare tantissimi giardini, chiese, palazzi, musei e castelli che normalmente sono inaccessibili.
Nel 2025 le giornate saranno sabato 21 e domenica 22 Marzo.
Questa iniziativa è possibile solamente grazie all’aiuto di tantissimi volontari che si cimentano come guide e ciceroni; i luoghi visitabili sono più di 1000 sparsi per tutto lo stivale.
Il nostro paese ha una ricchezza culturale ed architettonica infinita….ricordiamocene più spesso.
Le visite saranno a contributo gratuito.

giornate Fai 2022

giornate Fai 2026

Se amate le due ruote, vi comunico che verranno organizzate anche delle biciclettate.
Segnatevi in agenda queste date, è un’occasione unica….non perdetevela.
Per visualizzare tutti i luoghi visitabili, consultate la pagina delle giornate FAI.
Io vado subito a consultarla…..buon divertimento!
Viaggiatrice seriale.

Basilicata, Italia, Trekking

Rotonda e il Parco Nazionale del Pollino

Al confine tra Basilicata e Calabria si estende il bellissimo Parco Nazionale del Pollino che oltre alle bellezze naturalistiche, comprende anche diversi borghi, fra cui Rotonda.
Rotonda può essere considerato il comune più a sud della Basilicata ed è proprio lui che ci ha ospitato durante l’educational tour “Lucania da Vivere” organizzato da “Marmo Melandro Viaggi” in collaborazione con “I Viaggi del Milione”.
Un paese di circa 3000 anime che ha mantenuto le tradizioni e il folklore tipici della Lucania, ma che accoglie con gioia i turisti curiosi di scoprire queste zone.

Scorci di Rotonda (PZ)
Scorci di Rotonda (PZ)

Il racconto di Rotonda non può che iniziare dalla Festa dell’Abete, un rito arboreo che rappresenta il matrimonio tra un abete bianco e un faggio, che si svolge nel mese di giugno e che richiama in paese tutti coloro che sono andati a vivere altrove e tantissimi turisti, perché è così sentita che è un orgoglio sentirsi parte di questa festa.
Un enorme palo svetta in centro ed è proprio qui che si svolgerà l’unione tra la parte maschile e quella femminile che vengono raccolte in zone differenti, distanti anche un centinaio di km per non creare incesti.
Vengono poi trasportati a Rotonda con l’ausilio di diverse coppie di buoi e una volta arrivati a destinazione, si continua a fare festa.

Come in ogni comune che si rispetti, anche a Rotonda si possono visitare diversi musei: il MUGEPA – Museo Geopaleontologico merita sicuramente una visita, qui infatti potrete conoscere Mario, un enorme elefante di 4 metri che visse in queste zone un centinaio di migliaia di anni fa.
La cosa particolare è che venne alla luce solo nel 1982 quando il Sig. Mario Calderelli, un paesano di Rotonda scoprì i resti durante dei lavori nella sua proprietà… e quindi l’enorme pachiderma prese il suo nome. In zona non fu l’unico ritrovamento perché poco distante vennero ritrovati i resti di un ippopotamo, sempre conservati al museo.
Si tratta del luogo perfetto in cui fare un viaggio nella storia e comprendere la conformazione della zona.

MUGEPA Museo Geopaleontologico di Rotonda
MUGEPA Museo Geopaleontologico di Rotonda

Essendo all’interno del Parco Nazionale del Pollino, poteva forse mancare un museo a lui dedicato?
Poco fuori dal cuore del paese si trova il l’Ecomuseo del Pollino che attraverso cartellonistica, riproduzioni e giochi interattivi racconta perfettamente la conformazione, la flora e la fauna del Parco Nazionale più esteso d’Italia.
Nella parte alta di Rotonda invece si trova il Museo del Borgo dove scoprire qualche segreto di Rotonda, fra cui la storia delle sue due eccellenze: la melanzana rossa e il fagiolo bianco di Rotonda.

Non potete andarvene da Rotonda senza aver visto alcune delle iconiche fontane in pietra che testimoniano l’antica tradizione degli scalpellini, i portali dei palazzi antichi, le chiese e il panorama che si può ammirare dalla parte alta del borgo; dato che ci siete potreste anche raggiungere la croce per una veduta privilegiata.
Ultimo ma non per importanza è il grande palo che ospita i due alberi della Festa dell’Abete.

Fontane di Rotonda
Fontane di Rotonda

Trovandosi proprio all’interno del Parco Nazionale del Pollino, Rotonda rappresenta il punto perfetto da dove partire per effettuare diverse escursioni in zona.
Se cercate un’escursione facile e adatta anche ai meno allenati, non vi resta che partire dal centro e seguire il cartello che indica il Sentiero Paraturo.
Appena usciti dal centro abitato vi immergerete nel verde, costeggiando il torrente Paraturo prima e scendendo diverse scale poi, raggiungerete la Cascata del Demonio, davvero molto suggestiva.

Cascata del Demonio (o del Paraturo)
Cascata del Demonio (o del Paraturo)


Nel periodo invernale invece, una ciaspolata a Piano Ruggio è imperdibile.
Raggiungete il parcheggio di Piano Ruggio e da qui iniziate la scoperta del meraviglioso territorio ricoperto da una coltre bianca.
Questi sono solo degli spunti, se siete amanti della natura avrete solo l’imbarazzo della scelta.

Dopo aver riempito gli occhi di bellezza, è arrivato il momento di mettere le mani in pasta!
Proprio così, abbiamo partecipato ad un laboratorio di cucina, dove la simpaticissima signora Maria ci ha insegnato a fare le laganeddre (tagliolini), la pasta tipica della zona che abbiamo poi condito con il famoso fagiolo bianco di Rotonda.

Laganeddre di Rotonda
Laganeddre di Rotonda


Dopo la pasta è venuto il momento di fare la pizza, così sempre dietro alle indicazioni di Maria ci siamo improvvisati pizzaioli e devo dire che siamo stati davvero bravi.
Per vivere appieno il territorio, i laboratori esperienziali sono perfetti e anche voi potrete provarli, vengono infatti organizzati per gli ospiti.

A Rotonda si respira un grande senso di ospitalità, dai paesani che ti fermano in piazza per fare due parole alla strutture ricettive.
Io vi consiglio di alloggiare presso l’albergo diffuso Borgo Ospitale, dove la gentilezza regna sovrana. La struttura ha un nucleo centrale che affaccia sulla piazza e poi ha diverse camere anche nella parte alta del borgo, da dove godere di una vista spettacolare.

Albergo diffuso "Borgo Ospitale"
Albergo diffuso “Borgo Ospitale”

Se volete rilassarvi, vi consiglio il centro benessere con spa e massaggi.
Altro aspetto importantissimo è quello legato al cibo e qui mi sento di consigliarvi “Pollino Divino” , un’enoteca davvero rifornita e curata nei minimi dettagli, il ristorante “La Rimissa” dove gustare prodotti tipici della tradizione lucana e la pizzeria “Zio Franklin” con delle ottime pizze e una proposta di pesce.
Prima di lasciare Rotonda però, un pranzo in agriturismo non può mancare, quindi fate una tappa all’ “Agriturismo Campolerose” mentre quando andate a fare la ciaspolata, fermatevi al “Rifugio Fasanelli“.

Se amate le zone autentiche e non invase dal turismo di massa, Rotonda e il Parco Nazionale del Pollino fanno al caso vostro.


Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale

Basilicata, Italia, Trekking

Trekking alla cascata del Demonio

Il Parco Nazionale del Pollino custodisce bellezze uniche, oggi andiamo alla scoperta della Cascata del Demonio.
Durante l’Educational “Lucania da Vivere” organizzato da “Marmo Melandro Viaggi” in collaborazione con “I Viaggi del Milione” ho avuto la possibilità di scoprire diverse zone e diverse attrazioni limitrofe al borgo di Rotonda ed essendo io un’amante delle cascate, non potevo non innamorarmene.

Cascata del Demonio (o del Paraturo)
Cascata del Demonio (o del Paraturo)

L’escursione per raggiungere la Cascata del Demonio è davvero semplice e piacevole.
Il sentiero che conduce di fronte al suo salto è il Sentiero Paraturo e parte direttamente dal centro del borgo di Rotonda.
Vi consiglio quindi di lasciare l’auto qui e di seguire le indicazione sui cartelli.
Dopo una piccola discesa iniziale avrete tutta una parte pianeggiante che costeggia il torrente Paraturo, attraversate poi il ponte e percorrete la piccola salita.
In base al periodo in cui farete questo trekking, troverete sul percorso zone più fangose piuttosto che piccoli rami da scavalcare, ma non vi creeranno nessun tipo di problema.
L’ultimo tratto invece prevede di scendere una scalinata e in men che non si dica vi ritroverete di fronte alla Cascata del Demonio con il suo salto di circa 15 metri.

Paesaggi lungo il sentiero Paraturo
Paesaggi lungo il sentiero Paraturo

Immersa in una natura rigogliosa e in una gola calcarea, come un piccolo tesoro si svela al camminatore la cascata del Paraturo, conosciuta anche come Cascata del Demonio.
Ma da dove viene questo nome?
Una leggenda popolare narra la storia di un demonio che scelse proprio queste zone impervie e selvagge come proprio rifugio.
Al contrario del nome, si tratta di un’escursione davvero piacevole e molto semplice, di circa 4 km, adatta per una gita domenicale immersa nella natura.

Ruderi di antichi mulini
Ruderi di antichi mulini

Se ami le cascate e sei in Basilicata, non perderti quelle di San Fele.

Al prossimo viaggio,
viaggiatrice seriale

Basilicata, Italia

Ciaspolata nel Parco Nazionale del Pollino

La Basilicata è la meta perfetta per una vacanza non contaminata dal turismo di massa, una vacanza autentica.
Questa regione custodisce un’infinità di tesori e mi ha completamente stupito quando ho fatto una ciaspolata nel Parco Nazionale del Pollino: meraviglia pura.

Neve sul Pollino
Neve nel Pollino

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di partecipare ad un Educational Tour organizzato da “Marmo Melandro Viaggi” in collaborazione con ” I Viaggi del Milione” e con il patrocinio dell’APT Basilicata, volto a farci conoscere un territorio ancora incontaminato e a tratti selvaggio, ricco di tradizioni, cultura e natura.
Parlando proprio di quest’ultimo argomento, sapete che il Parco Nazionale del Pollino, che si estende tra Basilicata e Calabria è il Parco Nazionale più esteso d’Italia?
Il suo patrimonio naturale è ritenuto dagli esperti uno dei più interessanti e unici del Pianeta tanto da essere inserito dall’UNESCO nella rete Mondiale dei Geoparchi e delle Faggete Vetuste.

Gruppo Educational Tour durante la ciaspolata sul Pollino
Gruppo Educational Tour durante la ciaspolata nel Pollino

Fiore all’occhiello di queste zone è il pino loricato che cresce in modo sparso e non in boschi fitti, ad altezze più elevate rispetto al faggio.
Immaginatevi la bellezza di poter fare una ciaspolata immersi in un paesaggio del genere, completamente ricoperto da un manto bianco.

Abbiamo raggiunto in auto Piano Ruggio a 1530 m slm dove le nostre guide super esperte del parco ci hanno fornito le ciaspole e ci hanno guidato in una passeggiate a dir poco meravigliosa.
In fila indiana seguivamo il nostro accompagnatore che faceva da apripista battendo la neve con le sue ciaspole visto che il paesaggio sembrava cristallizzato, c’eravamo solo noi e la natura.

Ciaspolando del Parco Nazionale del Pollino
Ciaspolando nel Parco Nazionale del Pollino


Ad un certo punto ci siamo fermati e restando in silenzio per un minuto abbiamo ascoltato solamente i rumori della natura, può sembrare banale ma è stato un momento davvero forte.
Volgendo lo sguardo verso la cima potevamo scorgere il profilo dei pini loricati mentre voltandolo a valle si scorgevano i resti di una piccola costruzione e poco dopo un enorme abbeveratoio per gli animali
Effettivamente il parco ospita diverse specie, dai lupi alle lepri, dalle volpi alle faine anche se l’immagine di un branco di cavalli selvaggi che pascolavano leggermente più in basso rispetto a noi rimarrà impressa nella mia memoria.

Parco Nazionale del Pollino innevato
Parco Nazionale del Pollino innevato

Se siete amanti delle attività outdoor vi consiglio di prendere in considerazione il Parco Nazionale del Pollino, ve ne innamorerete.
Con qualche km nelle gambe e gli occhi pieni di bellezza abbiamo terminato il nostro giro ad anello e siamo tornati alle auto… giusto in tempo per la pausa pranzo.

Amiche di ciaspolata sul Pollino
Amiche di ciaspolata nel Pollino

Seguendo la strada fatta all’andata, dopo cica un paio di km si trova il Rifugio Fasanelli, il luogo perfetto in cui gustare un ottimo pranzo a base di piatti tipici.
Dopo la fatica fisica ci siamo meritati la giusta ricompensa, apparsa nei nostri piatti sotto forma di peperone crusco e melanzana rossa… ovviamente le portate erano molte di più, ma ricordatevi queste due pietanze perché non potete assolutamente ripartire da queste zone senza averle prima assaggiate.

Il Parco Nazionale del Pollino è perfetto in ogni stagione, non vi resta che decidere quando visitarlo.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale

Europa

Itinerario di 3 giorni a Copenaghen

Siete mai stati nella città definita la più romantica d’Europa ovvero Copenaghen?
Di seguito un mini itinerario per visitarla in 3 giorni.
La città è di una bellezza indescrivibile dal mio punto di vista, il suo design si respira proprio nell’aria ma è anche tanto cara, quindi occorrono un po’ di accortezze.

Nyahvn a Copenaghen
Nyahvn a Copenaghen

Io ho acquistato la Copenaghen Card che comprende l’ingressi a più di 80 attrazioni e i trasporti urbani illimitati, compresa la tratta da/per l’aeroporto.
Potrete decidere per quanti giorni attivarla, a vostra discrezione. Per me è stata molto utile perché durante il mio soggiorno il meteo ha fatto un po’ i capricci e grazie alla card sono entrata in diversi musei che altrimenti avrei dovuto pagare.
Per avere un’idea generale della città invece vi consiglio di prendere parte ad un free walking tour, così da avere un quadro generale che vi permetterà di andare poi ad approfondire le cose che vi interessano maggiormente.
Il mercoledì alcuni musei (anche non compresi nella card) sono gratuiti, quindi organizzate le visite in tal senso.
Se nel vostro alloggio non è compresa la colazione, potete tranquillamente acquistare dell’ottima pasticceria anche nei vari supermercati in quanto sarà molto più economica ed ugualmente buona, altrimenti mettete in conto di spendere almeno 15€ per un caffè e un croissant.
Fatta questa premessa è ora di andare alla scoperta della città.

Il simbolo per eccellenza della capitale danese è la Sirenetta, quindi iniziamo il tour proprio da lei, essendo anche un po’ fuori rispetto al centro.

La Sirenetta di Copenaghen
La Sirenetta di Copenaghen


Non aspettatevi una statua enorme, è davvero piccina, ma a mio avviso deve essere vista.
Da qui iniziate la passeggiate nel parco che costeggia il Kastellet fino a raggiungere la meravigliosa Frederiks Kirke che vi conquisterà con la sua imponenza.
Dopo averla visitata, lasciandovela alle spalle proseguite dritto e così raggiungerete Amalienborg Palace, un complesso di 4 austeri palazzi disposti attorno ad un’unica piazza, i palazzo destinati al re, alla regina madre, al fratello del re e l’ultimo è destinato ad accogliere ospiti illustri.
Qui tutti i giorni alle 12:00 si svolge il cambio della guardia, da non perdere.
Continuando la passeggiata raggiungerete Nyhavn, il polo più iconico della Danimarca con le sue casette colorate.
Questo fu per tanto tempo il luogo preferito di Hans Christian Andersen che abitò per un periodo in un edificio sul lato destro del canale e poi anche sul lato sinistro.
Considerate un po’ di tempo da dedicare a questa zona perché non finirete più di scattare fotografie. Da qui partono anche i tour in battello sui canali (compreso nella Copenaghen Card), perfetti per ammirare l’architettura della città da un altro punto di vista.
Il centro è molto vicino, quindi potete approfittarne per mangiare, fare shopping o curiosare in qualche museo.

Il secondo giorno inizia con la visita al Municipio della città che svetta su una grande piazza. L’ingresso è gratuito come la possibilità di salire sulla sua torre per ammirare la città dall’alto, mentre nella sala all’ingresso potete ammirare l’enorme meccanismo dell’orologio di Jens Olsen.

Municipio di Copenaghen
Municipio di Copenaghen

Una volta usciti dirigete lo sguardo dalla parte opposta della strada, dove noterete un grande termometro alla cima del quale si scorgono 2 figure: una ragazza in bici che esce quando c’è il bel tempo e una ragazza con l’ombrello che esce quando piove.
Passeggiate nelle vie del centro e poi dirigetevi versoil castello di Rosenborg al quale dovrete dedicare circa un paio di ore.

Castello di Rosenborg
Castello di Rosenborg


L’esterno è bellissimo di suo in quanto la costruzione è circondata da un immenso parco; all’interno invece potrete ammirare le varie sale, fra cui spicca la Sala del Tesoro, davvero impressionante.
Usciti da qui, se vi va, attraversando la strada potrete visitare l’Orto Botanico.
Dopo un paio di visite, vi consiglio di proseguire la giornata ammirando il design favoloso degli edifici della città: non perdetevi il Black Diamond e l’indescrivibile Old University Library (questa non rientra nella card ma la sua bellezza vale il costo del biglietto).

Old University Library Copenaghen
Old University Library Copenaghen

Nell’ultima giornata vi consiglio di spaziare dalle attrazioni storiche a quelle alternative.
Inizierei con una visita al Palazzo di Christiansborg, sede del potere della Danimarca.
Non perdetevi le sale reali, le scuderie reali e le rovine.

Palazzo di Christiansborg
Palazzo di Christiansborg


La vera chicca secondo me è la torre del palazzo che con i suoi 106 metri svetta su tutta la città.
Se non volete o non riuscite a visitare il palazzo, l’ingresso alla torre è autonomo e gratuito.
Sognate ad occhi aperti durante una passeggiata a Christianshavn, il quartiere fondato da Cristiano IV all’inizio del XVII secolo che con i suoi canali fa pensare ad Amsterdam, fino ad arrivare a Christiania, la città libera fondata dagli hippy negli anni 70.
Luogo alternativo e particolare, sicuramente da vedere.
Se volete proseguire la camminata, in una mezzoretta raggiungerete il Copenhill, l’inceneritore di Copenaghen. Qui niente è come sembra e grazie alla veduta avanguardistica, proprio qui potrete noleggiare gli sci e scendere per 450 m o arrampicarvi nella parete di arrampicata più alta del mondo.
Come ultima tappa vi consiglio di raggiungere un’altra zona molto alternativa e particolare, quella di Norrebro.

Sapete che qui è normale fare pic-nic nei cimiteri? Ebbene sì, sono visti come dei comuni parchi in cui svagarsi, quindi fare una tappa all’Assistens Kirkegard e cercate la tomba di Hans Christian Andersen.
Passeggiate poi tra i laboratori artigianali, i ristoranti e le boutique prima di dedicarvi ad un itinerario sulla street art.

Street art nel quartiere di Norrebro
Street art nel quartiere di Norrebro


Iniziate dalla Piazza Rossa con le sue insegne provenienti da tutto il mondo per poi passare al colore bianco e nero del parco Superkilen. Guardatevi intorno alla ricerca dei murales e poi cercate un’enorme parete per arrampicata alta 14 metri che funge da porta d’ingresso di un parco giochi che un tempo era una raffineria.
Questo quartiere riserva sorprese continue, vivetelo a 360 gradi.

Cucina e locali

Copenaghen è famosa per la sua pasticceria, in particolare per le sue girelle alla cannella, mentre per pranzo dovete assaggiare i famosi smorrebrod, dei panini aperti farci in diversi modi (quello con il salmone è davvero super). Altro piatto della zona sono le frikadeller, polpette di carne macinata.
Per quanto riguarda i locali, ve ne consiglio solo uno molto particolare, il Gasoline Grill dove gustare hamburger davvero ottimi. Ora i punti vendita sono tanti, cercate quello storico in una stazione di servizio.

Copenaghen è questo ma anche tanto altro, se però come me avete solo 3 giorni per il primo incontro, sfruttateli al massimo con la promessa di ritornarci poi una seconda volta per una visita più approfondita.

Al prossimo viaggio,
viaggiatrice seriale.

Feste e Sagre in Italia

Sabato 7 marzo è il B&B day: si dorme gratis in tantissimi b&b

Che ne dite di pernottare gratuitamente per una notte in un B&B?!
Il 7 marzo è il B&B day, giornata nazionale dei bed & breakfast.
Siamo arrivati alla 19esima edizione.
Proprio per questo sarà possibile pernottare gratuitamente in una delle migliaia di strutture in Italia.
L’unica clausola è quella di pernottare almeno un’altra notte (a pagamento).
Le scelte sono molteplici, si può pernottare in dimore di charme e design, ville antiche, casali di campagna o b&b in pieno centro città o all’interno di qualche borgo antico.

 

Lasciatevi coccolare dall’ospitalità italiana e approfittatene per trascorrere un weekend alla scoperta di una delle nostre bellissime regioni.
Visitate il sito ufficiale dei B&B e cercate quello che fa al caso vostro!!
Alla prossima offerta,
Viaggiatrice seriale.

Feste e Sagre in Italia, Italia, Marche

Festa della Befana di Urbania

Arriva l’Epifania…. che tutte le feste porta via!

Questo è un antico detto, ma logicamente ha ragione quindi bisogna approfittarne fino all’ultimo, occorre festeggiare e per farlo in modo esagerato dobbiamo recarci ad Urbania per incontrare una vecchina molto famosa.
Urbania è un comune in provincia di Pesaro-Urbino, nell’entroterra marchigiano, divenuto molto famoso negli ultimi anni a causa della sua più illustre cittadina, la Befana.
Urbania è ormai considerata la città della Befana, quella dove la nonnina con la scopa in mano ed il fazzoletto in testa ha la sua dimora e dove il sindaco, secondo tradizione le consegna le chiavi facendone la vera prima cittadina per 3 giorni.
Da quel momento in poi, ogni giorno, la Befana attenderà tutti i visitatori nella sua casa di legno dove regalerà dolcetti e sorprese e soprattutto un’emozione unica.
Lei non è sola, ma ha al suo fianco tutte le aiutanti befane che si mostrano al pubblico dai balconi del centro storico, mentre le befane artigiane mostrano i segreti della filiera della lana, dalla cardatura alla tintura e della stampa su tela, antichi mestieri più attuali che mai.

Tutto il centro storico si trasforma in un grande luogo di festa, ricco di eventi, spettacoli e anche bancarelle dove poter acquistare qualche regalo, magari facendolo recapitare proprio dalla Befana di Urbania che, nella notte del 5 gennaio arriverà direttamente a casa vostra con calze stracolme di dolci per i più buoni, carbone per i più cattivelli e regali per tutti.
I più piccoli sono i maggiori protagonisti con tanti laboratori pronti per essere scoperti.
La Befana di Urbania è una vecchina molto atletica, tanto che è solita scendere dalla torre tra giochi pirotecnici e spettacoli di danza verticale su parete. Ogni giorno inoltre si può assistere alla sfilata della grande calza da record che le befane hanno cucito  per tutto l’anno e che per l’occasione diventa tappeto magico per giocolieri, mangiafuoco e artisti di strada..
I bambini potranno incontrare i personaggi più famosi delle loro favole preferite e gli adulti, se stanchi di tutto questa dolcezza, potranno visitare gli angoli più nascosti di Urbania, il suo bellissimo Duomo dedicato a San Cristoforo e la Chiesa dei Morti che conserva al suo interno il cimitero delle Mummie, noto per il curioso fenomeno della mummificazione naturale, dovuta ad una particolare muffa che ha essiccato i cadaveri succhiandone gli umori.
Per concludere questo periodo di feste non potreste scegliere manifestazione migliore!!
La Befana vi aspetta ad Urbania nei giorni 4,5 e 6 Gennaio, l’ingresso per gli adulti ha un costo di 8 euro mentre i bambini fino a 10 anni non pagano.
Tanti dolcissimi saluti, al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.