Italia, Umbria

Stifone e le Mole di Narni: piscine naturali umbre

L’Umbria, regione verde d’Italia custodisce tantissimi tesori.
Oggi voglio parlarvi dei meravigliosi borghi arricchiti da piscine naturali, fiumi e laghi.

Stifone

Stifone sorge sulla riva sinistra del fiume Nera ed è una vera e propria chicca.
Il mio itinerario alla scoperta dei borghi umbri è iniziata qui; poco dopo aver oltrepassato il cartello del paese, troverete una piccola rientranza in cui lasciare l’auto ( i posti sono pochi).
Attraversate la strada e in pochissimi minuti sarete nel centro abitato, a pochi passi dal ponte che attraversa il fiume Nera.

Stifone
Stifone

Quest’ultimo è di un azzurro acceso e il colore è dato da una forte presenza di minerali nell’acqua.
Vi garantisco che il contrasto con il verde della natura circostante è davvero meraviglioso.
Oltrepassando il ponte si giunge sull’altro lato del fiume, affiancato da una pista ciclabile.
Il mio consiglio è di ritornare dall’altra parte del ponte e proseguire la camminata sulla strada che attraversa il paese; ad un certo punto scorgerete una centralina elettrica che vi farà capire di aver raggiunto il luogo immortalato in tutte le fotografie che ritraggono Stifone: l’antico porto romano.
La trasparenza delle acque del fiume Nera permette di scorgere sul fondo i resti dell’antico edificio e la voglia di tuffarsi è sempre tanta ma purtroppo la zona non è balneabile e dovrete accontentarvi di ammirarla da fuori.

Antico porto romano di Stifone
Antico porto romano di Stifone

Le Mole di Narni

A poca distanza da Stifone non perdetevi le Mole di Narni.
Si tratta di un lago dal colore cristallino e anche qui la tentazione di tuffarsi si fa sempre più grande ma anche qui la zona non è balneabile a causa delle possibili inondazioni causate dall’apertura improvvisa delle paratie della diga che dovrebbero comunque essere anticipate dal suono di alcune sirene per avvertire le persone a ridosso del lago.
La zona è davvero bellissima e c’è chi dice anche che questo lago ispirò C.S. Lewis per il suo racconto “Le cronache di Narnia”, mentre c’è chi afferma che lo scrittore non si recò mai in Umbria ma si ispirò al racconto di un suo collaboratore che visitò questi luoghi.
In un caso o nell’altro, le Mole di Narni meritano assolutamente una visita.

Le Mole di Narni
Le Mole di Narni

Nei mesi estivi troverete anche un piccolo food truck dove acquistare panini e bibite fresche da gustare con la vista sul lago.
Se volete trascorrere in zona un’intera giornata, troverete diversi sentieri e percorsi sia per fare trekking che per un giro in bicicletta.
Potreste prendere in considerazione il lago per la pausa pranzo.
Ovviamente a pochissimi chilometri di distanza troverete Narni che merita assolutamente una visita (e un racconto a parte).

Rasiglia

Se apprezzate i borghi umbri con fiumi e piscine naturali non potete perdervi Rasiglia.
Divenuta molto famosa negli ultimi anni per al sua bellezza, attira sempre molti turisti.
Questa volta però siamo in provincia di Perugia.

Al prossimo viaggio,
viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

La Casa delle Farfalle di Milano Marittima

Sapete che a Milano Marittima c’è una Casa delle Farfalle?
Si tratta di un originale e innovativo centro di educazione ambientale che copre uno spazio di oltre 500 mq.

La Casa delle Farfalle: di cosa si tratta?

Il centro di educazione ambientale vanta anche altri ambienti oltre alla Casa delle Farfalle, ma ve ne parlerò dopo: ora siete pronti ad essere circondati da questi magnifici esseri colorati?
La Casa delle Farfalle è forse l’ambiente più amato dell’intero spazio, di sicuro è il mio preferito.

Casa delle Farfalle
Casa delle Farfalle


Alla cassa vi verrà consegnato un gettone con il quale poter accedere alla grande serra climatizzata, oltrepassate le due porte vi ritroverete in questo paradiso.
Il clima al suo interno è differente dalle nostre solite temperature, per riprodurre il clima delle foreste pluviali infatti la temperatura è compresa fra i 26° e i 30° e il grado di umidità è abbastanza alto.
Avete varcato la porta e di fronte ai vostri occhi si stagliano differenti tipologie di piante, sulle quali volano magnifiche farfalle.

Esemplare di farfalla alla Casa delle Farfalle
Esemplare di farfalla alla Casa delle Farfalle


Ad un primo colpo d’occhio non ci farete caso, dovete un momento abituare la vista e ricordarvi che troverete anche molte farfalle appoggiate e non solo in volo.
Inizia la “caccia” a chi ne scova di più! Controllate nelle zone in cui ci sono i fiori, sono le loro preferite, come anche le zone in cui è stata posta della frutta.
Passeggiate liberamente sulle passerelle, leggete i pannelli esplicativi così da avere un quadro completo della serra.
Due bei ponti consentono di ammirare dall’alto il laghetto abitato da carpe koi e pesci rossi, mentre una specie di teca funge da nursery, dove le crisalidi si trasformeranno poi in vere e proprie farfalle.
Si tratta di un’esperienza davvero particolare, apprezzata da grandi e piccini.

Farfalla alla Casa delle Farfalle di Milano Marittima
Farfalla alla Casa delle Farfalle di Milano Marittima

La Casa degli Insetti: di cosa si tratta?

Parallela alla serra delle farfalle, troverete un altro grande spazio che sopita differenti specie di insetti e offre anche tante informazioni sul loro mondo.
Sono presenti insetti che vivono nel suolo, in acqua e in aria, le teche che li contengono sono alternate a plastici, postazioni interattive e ricostruzioni che favoriscono una totale immersione nel mondo degli insetti.
Il percorso inizia con la storia degli insetti, dove alcuni pannelli illustrano la loro evoluzione.

La Casa degli Insetti
La Casa degli Insetti

Il Bruco

Fra la Casa delle Farfalle e la Casa degli Insetti, in giardino si trova un’altra serra chiamata “Il Bruco” che ospita specie di piante e di farfalle delle nostre zone e segna anche l’inizio del percorso botanico.

Il Bruco
Il Bruco

Info utili

Il biglietto di ingresso ha un costo di 12€, il ridotto di 10€ invece è per i bambini da un metro di altezza fino ai 12 anni e per gli over 65, mentre per i bambini di altezza inferiore ad un metro l’ingresso è gratuito.
Orari

Dal 1 Giugno all’11 Settembre la Casa delle Farfalle è aperta tutti i giorni dalle 9:30 alle 19:00, dal 12 al 30 settembre l’orario è 9:30-18:00 con chiusura il lunedì e dal 1 Ottobre al 1 Novembre sarà aperta solo dal venerdì alla domenica dalle 9:30 alle 17:00.

Spero di avervi dato uno spunto per la vostra vacanza in Riviera Romagnola, presto ve ne darò altri.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Media kit

Media kit

Informazioni sulla Viaggiatrice seriale

Sono Elisa, 37enne di Pesaro e sono una viaggiatrice “inside”.
Viaggiare per me non è solo un hobby ma un vero bisogno.
Quando posso parto, che sia per il viaggione dell’anno o per un semplice fine settimana.
Questa passione fa parte di me sin da quando ero bambina e gli unici viaggi erano quelli in macchina con i miei. Nel corso degli anni poi le tipologie di viaggio sono cambiate, passando dai viaggi di gruppo con gli amici fino ad arrivare a qualche partenza in solitaria.
La prima grande avventura è stata alla scoperta della Florida, partendo da Miami in macchina, raggiungendo Key West e risalendo l’altra costa fino ad arrivare a Orlando.
Non dico mai di no ad una partenza, che sia un luogo di relax o un viaggio zaino in spalla, anche se i miei preferiti sono quelli che uniscono mare e cultura. Sì, essendo nata in una città di mare non posso farne a meno!
L’Africa mi ha completamente rapita, il mio viaggio più bello è stato quello in Tanzania (con safari) conclusosi poi nel meraviglioso mare di Zanzibar. Ma anche l’Irlanda mi è entrata nel cuore.
Ultimamente mi sto focalizzando sulle bellezze italiane, soprattutto quelle della mia regione.
Amo la natura e le giornate all’aria aperta e non mi tiro indietro di fronte ad attività quasi “estreme”, nelle quali al momento rientrano un lancio in parapendio, una camminata subacquea,il volo dell’angelo, un volo in mongolfiera e una visita speleologica alle grotte.
Alcuni mi dicono di non essere obiettiva perché trovo il bello in qualsiasi posto.
Avere la fortuna di scoprire un luogo nuovo per me è sempre una vittoria.

Il blog

Nel 2013 ho creato il mio blog “Diario di una viaggiatrice seriale” per condividere informazioni utili con altre persone ma in primis l’ho fatto per me, per darmi la possibilità di appuntare e di non dimenticare niente di ogni singolo viaggio.
Tutti gli articoli sono scritti da me e trattano solo di esperienze vissute in prima persona e non attraverso racconti altrui.
Si spazia dal piccolo borgo a pochi km da casa fino ad arrivare dall’altra parte dell’oceano: quando si parla di viaggi e scoperte niente è escluso.
Sono un acquario e quindi il viaggio è parte di me!

Sono disponibile a collaborare con enti del turismo e a partecipare a iniziative per promuovere e far conoscere luoghi incantevoli a quante più persone possibile.

Numeri (aggiornamento Maggio 2022)

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Blog tour e collaborazioni

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Noicàttaro – Puglia (I Riti della Settimana Santa di Noicàttaro – Puglia meno conosciuta)
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Conversano – Puglia ( Cosa vedere a Conversano: fra ciliegie e bellezze storiche)
Orsara – Puglia ( Borghi dei Monti Dauni: cosa vedere – Lo chef Peppe Zullo e la sua cucina)
Lago d’Iseo –  Lombardia ( Giornata sul Treno dei sapori)
Grotte di Onferno – Emilia Romagna (Grotte di Onferno)
Cingoli – Marche ( Escursione in e-bike
Cingoli – Marche ( Cosa visitare a Cingoli)
Pietramontecorvino – Puglia ( Pietramontecorvino e i borghi limitrofi)
Treia – Marche ( Cosa visitare a Treia)
Locorotondo – Puglia (Cosa vedere a Locorotondo
Lago Maggiore – Piemonte ( Zipline Lago Maggiore)
Pesaro – Marche ( “Ciao ti presento Rossini … e non solo”)
Lago Maggiore – Lombardia ( In canoa sul Lago Maggiore)
Labirinto della Masone – Emilia Romagna ( Il Labirinto più grande del mondo)
Visite guidate – Italia ( Visite guidate Arte e Musei


Contatti 

Per qualsiasi richiesta o proposta di collaborazione scrivimi all’indirizzo aroundtheworldnew@gmail.com

Italia, Liguria

3 borghi medievali liguri: itinerario nel Ponente

Avete mai pensato ad un tour alla scoperta dei borghi liguri del Ponente? La Liguria regala panorami mozzafiato, spiagge cristalline ma anche bellissimi borghi.
Oggi voglio proprio proporvi un itinerario alla scoperta dei borghi del ponente.

Borghi liguri: Dolceacqua

Siamo in provincia di Imperia e il borgo di Dolceacqua è una vera chicca. Borgo tipicamente medievale, conservato davvero benissimo.
Camminando per i vicoli, mi sono chiesta più di una volta se avessi utilizzato la macchina del tempo e fossi tornata indietro nel Medioevo.
Da non perdere il castello dei Doria dal quale ammirare il panorama circostante.

Ponte a schiena d'asino di Dolceacqua
Ponte a schiena d’asino di Dolceacqua


Un tocco di colore è creato dalle molteplici botteghe artistiche e dalle installazioni di ombrelli colorati (e bianchi) con proverbi e aforismi.
Per i camminatori ricordo che a Dolceacqua passa il “Sentiero Liguria”, magari potreste prenderla in considerazione come tappa.
Dolceacqua è stata apprezzata tantissimo anche da Claude Monet che ci tornò più di una volta e definì il suo ponte “Un gioiello di leggerezza” e lo ritrasse anche nei suoi dipinti.
Proprio il ponte a schiena d’asino che venne costruito per collegare le due parti di Dolceacqua è la mia parte preferita.
Un borgo davvero caratteristico da inserire in un itinerario.

Chiesa di Dolceacqua
Chiesa di Dolceacqua

Borghi liguri: Bussana vecchia

Rimanendo sempre in provincia di Imperia, nel comune di Sanremo, un borgo da non perdere assolutamente è quello di Bussana Vecchia.
Risalente all’epoca romana ha subito tanti cambiamenti; quello di maggiore impatto fu senza dubbio il violento terremoto alla fine del 1800 che provocò ingenti danni e portò piano piano all’abbandono di Bussana.

Bussana Vecchia
Bussana Vecchia

Per diversi anni rimase disabitato e chiamato “borgo fantasma”.
Fu negli anno ’50 circa che il borgo si ripopolò gradualmente grazie ad un gruppo di artisti che decisero di stabilirsi proprio qui.
Nacquero quindi le prime mostre e i primi atelier che diedero vita all’attuale villaggio degli artisti.
La visita di Bussana Vecchia è davvero suggestiva, vi ritroverete a passeggiare fra rovine di chiese e abitazioni, trasformate dal tocco degli artisti.
Lasciatevi guidare dall’istinto e passeggiate liberamente nel borgo, facendo caso alla chiesa di Sant’Egidio davvero particolare priva del tetto.
Ammirate il panorama davvero meraviglioso e poi fermatevi per pranzo o anche solo per un caffè in uno dei coloratissimi ristorantini e prima di ripartire acquistate un souvenir in una bottega di qualche artista.

Chiesa di Sant'Egidio a Bussana Vecchia
Chiesa di Sant’Egidio a Bussana Vecchia

Borghi liguri: Triora

Ho lasciato per ultimo in questo itinerario fra borghi medievali, il borgo di Triora, conosciuto come “Il Paese delle Streghe”.
Questo soprannome deriva purtroppo da un evento molto spiacevole avvenuto alla fine del 1500, quando diverse donne furono accusate di stregoneria e qui si verificò uno dei più grandi processi del nostro paese.
Fu addirittura ribattezzata “la Salem d’Italia”.

Ingresso di Triora
Ingresso di Triora

Chiudiamo la parentesi più spiacevole e andiamo alla scoperta di questo borgo, sempre in provincia di Imperia, ma molto più arroccato rispetto ai precedenti che deve la sua fama agli eventi accaduti.
Infatti proprio per ricordare quanto successo, nacque a Triora una vera e propria festa legata alle streghe e al loro mondo, chiamata “Strigòra” che si svolge normalmente a metà agosto.
Triora sembra essersi fermata nel tempo, passeggiando per i suoi vicoli vi sentirete nel Medioevo.

Borgo di Triora
Borgo di Triora


Tutti gli edifici sono in pietra e conferiscono all’abitato un’aria davvero misteriosa.
Di tanto in tanto vedrete raffigurate delle streghe o qualcosa legato al loro mondo, segno dell’ultima edizione di Strigòra.
Arrivate fino in cima ai ruderi del vecchio castello ed ammirate il panorama.
La parte più affascinante però è la Cabotina, l’antico luogo di incontro delle streghe; qui troverete dei pannelli esplicativi e una “riproduzione” di una strega.
All’inizio del paese invece potrete visitate il Museo etnografico e della stregoneria.
Non perdetevi la statua della strega, mi raccomando.

La Cabotina a Triora
La Cabotina a Triora

Con Triora termina il mio itinerario alla scoperta dei borghi medievali del Ponente, ma si tratta solo di un arrivederci perché la Liguria vanta tantissime eccellenze.

Alla prossima scoperta.
viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

Brescello: il paese di Don Camillo e Peppone

Brescello, il paesino emiliano portato alla ribalta grazie alle simpatiche vicende di Don Camillo e Peppone.
L’avete mai sentito nominare? Avete mai visto un fil di Don Camillo e l’onorevole Peppone?

Legame fra Brescello e Guareschi

Giovannino Guareschi, noto scrittore e giornalista italiano, divenne molto famoso per la sua opera “Don Camillo”, che racconta le vicende di un parroco di un piccolo paese e del suo sindaco.
Brescello rappresentava perfettamente il clima di “Una mondo piccolo” fatto di gente genuina, buon cibo e paesaggi suggestivi e per questo venne scelto come luogo delle riprese della saga ventennale di Don Camillo e Peppone.

Don Camillo e Peppone
Don Camillo e Peppone

L’aria che si respira passeggiando per Brescello è proprio quella di una realtà raccolta, una piccola comunità “divisa” tra la politica e la chiesa.
Oggi Brescello è conosciuto come “Il paese di Don Camillo” ed è meta di tantissimi turisti che vogliono visitare i luoghi delle riprese.

Cosa vedere a Brescello: i luoghi delle riprese

Il paese è davvero piccino e si sviluppa tutto su una piazza che ospita da una parte la chiesa e dall’altra parte il municipio.
Troverete due belle statue ai lati opposti che raffigurano Don Camillo e Peppone.
Anche i bar ormai hanno preso le “parti” dei due protagonisti e si chiamano come loro.

Locomotiva del film Don Camillo e Peppone
Locomotiva del film Don Camillo e Peppone

Passeggiando per Brescello incontrerete la casa di Peppone, la locomotiva con la quale Don Camillo partì in esilio, la campana del popolo e il famoso crocifisso con cui parlava Don Camillo che è custodito nella chiesa del paese.

Musei di Brescello

Brescello, pur essendo piccino, vanta ben tre musei, tutti accessibili con un unico biglietto di ingresso dal costo di 6 euro.

Museo Peppone e Don Camillo

Ovviamente non posso che partire dal Museo Peppone e Don Camillo, una raccolta di fotografie, locandine e oggetti del set cinematografico.

Museo Peppone e Don Camillo Brescello
Museo Peppone e Don Camillo Brescello

Troverete per esempio l’abito di Don Camillo, le biciclette di entrambi i protagonisti e la scrivania di Peppone.
Prendetevi del tempo per approfondire ed entrare nel vivo della storia… a mio avviso ci sono delle fotografie di una bellezza unica.

Museo Archeologico

Per accedere al Museo di Peppone e Don Camillo, passerete prima (attraverso un percorso obbligato) nel Museo Archeologico di Brescello.

Anfore al Museo Archeologico di Brescello
Anfore al Museo Archeologico di Brescello

Sembra infatti che la sua storia sia molto più antica e risalga a ben 26 secoli fa.
Trovandosi lungo una delle vie commerciali più importanti della Pianura Padana, controllava i traffici lungo il fiume Po.
Tra i reperti ritrovati, molto interessanti sono le anfore.

Museo Brescello e Guareschi, il territorio e il cinema

L’ex Casa della Musica ospita il Museo Brescello e Guareschi, suddiviso in più piani.
Al piano terra si trovano mostre temporanee mentre al primo piano si può ammirare la ricostruzione di un set cinematografico dei film di Don Camillo e Peppone circondato da numerose fotografie scattate nei momenti di pausa dalle riprese.
Il secondo piano invece ospita un piccolo museo della civiltà contadina.

Museo Brescello e Guareschi
Museo Brescello e Guareschi

Curiosità

Visitando il museo ho scoperto che i film di “Don Camillo e Peppone” sarebbero 6, ma il sesto è rimasto incompiuto per la morte di Fernandel, ovvero Don Camillo.
Pensate quanto successo ebbero questi film per far si che la saga durasse per ben 20 anni.

Cibo

Questa parte di Emilia è fortemente legata alle tradizioni gastronomiche, quindi prima o dopo la visita ai musei, vi consiglio una sosta per gustare le eccellenze del territorio.
Io mi sono fermata a “La locomotiva” e ho gustato gnocco fritto con affettati locali … una squisitezza. Se fossi in voi ci abbinerei anche un calice di Lambrusco.

Orari musei

I musei seguono tutti il medesimo orari: dal lunedì al venerdì 10-13 15-18, il sabato, la domenica e i festivi 10-13 15-19.

Spero di avervi incuriosito almeno un po’ con il racconto dei luoghi di Don Camillo e Peppone, io ho deciso che mi riguarderò almeno un film per godermelo con più consapevolezza.
Inserite Brescello in un tour in Emilia Romagna, non ve ne pentirete.
Una volta in zona potreste andare anche al Labirinto della Masone, a Votigno di Canossa o a San Giovanni in Persiceto.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.


Feste e Sagre in Italia, Marche

L’infiorata artistica di Fermignano

Sessanta  giorni dopo la Pasqua ricade la festa religiosa del Corpus Domini e in tale occasione si svolgono delle bellissime infiorate artistiche.
Si tratta di feste popolari arrivate ai nostri giorni dal passato.
Quest’anno la domenica ricca di colori e odori sarà quella del 19 giugno.
Sono tantissime le feste famose, una fra tante quella di Spello (da vedere una volta nella vita…forse il prossimo anno sarà quello giusto per me).
Io invece ho assistito personalmente lo scorso anno all‘infiorata di Fermignano in provincia di Pesaro Urbino e ne sono rimasta davvero colpita.

Come si svolge questa festa vi starete chiedendo.
Praticamente il sabato che precede il giorno del Corpus Domini vengono preparati i fiori e tutto il materiale necessario.

La mattina all’alba – o forse anche prima- i maestri infioratori iniziano il loro lavoro disponendo fiori, petali, foglie e semi, precedentemente scelti con cura, sui teli disegnati fino a realizzare magnifici tappeti floreali con diversi soggetti.

A Fermignano l’infiorata si svolge nelle vie del centro e domenica mattina, finita la messa, la processione del Corpus Domini passerà sui tappeti floreali.

Si tratta di una giornata unica nel suo genere, le raffigurazioni create sono delle vere e proprie opere d’arte curate nei minimi dettagli.

Per me è stata davvero una bellissima esperienza poter partecipare lo scorso anno, quindi se siete in zona approfittatene e poi fate un giro per il borgo che è davvero molto carino.
Non perdetevi il suo famoso ponte.
Come detto in precedenza le infiorate sono davvero tantissime, in ogni parte d’Italia, quindi se siete curiosi cercate quella più vicina a voi e non ve ne pentirete.
Più che le parole sono le foto a parlare…..non credete?
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Italia, Lombardia

Botteghe di Tokyo sui Navigli di Milano

Conoscete le Botteghe di Tokyo sui Navigli di Milano?
Se vorreste essere in Giappone ma per infiniti motivi non vi trovate lì, potete teletrasportarvi in un secondo nel paese del Sol Levante.

Botteghe di Tokyo: cosa sono

Si tratta di una mostra immersiva sul Giappone e più precisamente su alcune antiche botteghe di Tokyo realmente esistenti.
L’artista polacco Mateusz Urbanowicz ha ricreato le facciate delle principali botteghe, così da farci fare un vero viaggio in Giappone.
Passeggiando nello spazio che ospita la mostra, vi ritroverete tra biciclette e muletti, piatti tipici e angoli dove bere il tè.
Sono davvero molto suggestive.

Botteghe di Tokyo Tenoha Milano
Botteghe di Tokyo Tenoha Milano

Info utili sulle Botteghe di Tokyo

La mostra “Le Botteghe di Tokyo” è ospitata presso gli spazi i Tenoha Milano, sui Navigli.
L’ingresso è gratuito ma occorre la prenotazione.
Avete tempo fino al 22 Maggio per visitarle.
Non aggiungo altro, se non “Buon viaggio in Giappone”.

Botteghe di Tokyo
Botteghe di Tokyo

Alla prossima mostra,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

10 cose da fare a Pesaro

In questo ultimo periodo abbiamo sentito spesso parlare di Pesaro, la città marchigiana affacciata sul mare.
Ha vinto infatti il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2024 e tra le altre tantissime riconoscenze pochi giorni fa è stata scelta come città che ospiterà l’UlisseFest, la festa del viaggio.
Il fatto di ricevere tutti questi riconoscimenti ha un solo motivo: è meritevole custodendo diversi tesori da scoprire.

Cosa vedere a Pesaro

Iniziamo quindi subito con le tappe imperdibili durante una visita alla città marchigiana.
lo sapete che è chiamata la città delle 5M?
“Mare, Mobili, Musica, Maioliche e Motori”
.
Già questo è uno spunto per i vari approfondimenti, ma entriamo più nello specifico.

1. Palla di Pomodoro

La Sfera grande di Pomodoro, chiamata da tutti i pesaresi più comunemente la “Palla” è il luogo d’incontro per eccellenza della città.

Palla di Pomodoro
Palla di Pomodoro

Posta sul lungomare, è il terzo ed ultimo esemplare di Pomodoro della Sfera grande dopo quella della Farnesina e quella di New York.
La città di Pesaro ha avuto per tantissimi anni il calco in gesso, fin quando l’autore nel 1998 decise di concedere alla città una vera e propria opera in bronzo, posizionandola sulla fontana.

2. Casa natale di Gioachino Rossini

Pesaro diede i natali al grande compositore Gioachino Rossini e ancora oggi è possibile visitare la casa dove nacque.
Va precisato però che non tutto lo stabile era di proprietà della famiglia Rossini, ma semplicemente un bilocale.
Durante una visita a Casa Rossini potrete ammirare le stanze e varie esposizioni.

Casa natale di Gioachino Rossini
Casa natale di Gioachino Rossini

3. Villino Ruggeri

Proprio di fronte alla fontana svetta un edificio che non passa assolutamente inosservato, in perfetto stile Liberty.
Si tratta del Villino Ruggeri appartenuto all’eccentrico farmacista Oreste Ruggeri divenuto famoso per i suoi glomeruli.

Villino Ruggeri
Villino Ruggeri

Essendo di proprietà privata non è visitabile, ma vale comunque la pena soffermarsi ad ammirarla dall’esterno.

4. Officine Benelli

Come anticipato in precedenza, Pesaro è la città dei motori ed ospita un bellissimo museo con centinaia di moto che vi faranno ripercorrere un secolo di storia.
Il museo sorge nell’unico stabilimento superstite dell’antica fabbrica Benelli che diede lavoro a gran parte della popolazione pesarese.

Officine Benelli Pesaro
Officine Benelli Pesaro

Nacque dal sogno dei fratelli Benelli grazie all’aiuto della madre che rimasta vedova, vendette i possedimenti terrieri per appoggiare i propri figli in questo progetto.
Il più famoso di tutti fu sicuramente il più piccolo, Tonino Benelli, 4 volte campione d’Italia
.

5. Cattedrale di Santa Maria Assunta o Duomo di Pesaro

Il Duomo di Pesaro, dedicato anche al patrono S. Terenzio, ospita al suo interno dei meravigliosi mosaici di differenti epoche.
Il più famoso è senza dubbio quello della sirena.

Duomo di Pesaro
Duomo di Pesaro

6. Domus dell’Abbondanza

In città è possibile visitare anche una bellissima Domus romana; al suo interno grazie ai ritrovamenti e al video interattivo, vi sembrerà di fare un salto nel passato e ritrovarvi nel patio di una villa romana.

7. Musei Civici

I Musei Civici, ubicati all’interno di Palazzo Mosca ospitano un’importante collezione di ceramiche, quadri e tele di prestigio e diverse opere preziose donate da Vittoria Mosca.

Medusa all'ingresso dei Musei Civici di Pesaro
Medusa all’ingresso dei Musei Civici di Pesaro

Da non perdere prima di entrare l’enorme Medusa di Mengaroni e l’ormai famosa parete di libri ( parte della scenografia di un’opera del Rossini Opera Festival).

8. Teatro e Conservatorio Rossini

Gioachino Rossini in punto di morte lasciò la sua eredità al comune di Pesaro e quindi grazie a questo la città vanta un importante conservatorio in cui si formano dei veri e propri talenti.

Conservatorio Gioachino Rossini
Conservatorio Gioachino Rossini

Il teatro invece ha origini molto più antiche, risale al 1637 e si chiamava Teatro del Sole; secoli dopo, fu Rossini in persona a dirigere la sua opera “La Gazza Ladra” in questo teatro e il successo fu davvero grande sia per l’opera che per lo stabile.
Fu così che nel 1855 venne intitolato al compositore.
Il teatro è davvero una vera chicca ed è possibile visitarlo.

9. La Bicipolitana

Pesaro è anche città della bicicletta (trovate proprio i cartelli ad indicarlo appena arrivate in zona), grazie soprattutto ai numerosi km di pista ciclabile che la percorrono.
E’ nata quindi la Bicipolitana, un insieme di piste ciclabili che si incrociano e grazie alle quali è possibile raggiungere ogni parte della città e arrivare anche a Fano.
I pesaresi amano molto spostarsi in bicicletta e i turisti imparano subito a farlo, per la grande comodità e grazie alle numerose possibilità di noleggio.

10. Pizza Rossini

Oltre al teatro, al conservatorio e al museo, Pesaro ha dedicato al compositore anche un’altra cosa: una pizza (di sicuro ne sarà felice visto il suo amore per la cucina).

Pizza Rossini
Pizza Rossini

Non potete andare a Pesaro e non assaggiarla: si tratta di una pizza margherita con uova sode e maionese… non giudicate prima di averla assaggiata, la amerete!

Pesaro è questo e tanto altro, di sicuro queste sono le tappe imperdibili, come anche Piazza del Popolo con la sua fontana e il Palazzo Ducale.

Piazza del Popolo di Pesaro
Piazza del Popolo di Pesaro

Da non dimenticare il bellissimo lungomare e il fatto che in un determinato periodo dell’anno a Pesaro è possibile vedere sia l’alba che il tramonto sul mare.
Ha circa 10 km di spiaggia che si sviluppano dal Monte San Bartolo al Monte Ardizio, quindi la possibilità di godervi il mare non mancherà.

Nelle immediate vicinanze poi sorgono tantissimi borghi da visitare come Gradara con il suo castello, Fiorenzuola di Focara, Montefabbri, Candelara, Novilara e tanti altri.
Da non perdere una visita a Villa Imperiale.

Testate in prima persona le attrazioni di Pesaro, sono sicura che le amerete così tanto che deciderete di ritornarci ancora.
Se amate visitare la città in un modo particolare, provate le visite guidate teatralizzate.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Veneto

Escursione a Burano, Murano e Torcello

Le isole veneziane di Burano, Murano e Torcello meritano un’escursione durate un viaggio a Venezia.
Dopo aver ammirato i tesori di una delle città più belle del mondo, arriva il momento di visitare le isole veneziane, altrettanto famose.

Come visitare le isole veneziane

Il mio consiglio è quello di affidarci ad un tour organizzato per riuscire a visitarle tutte in un’unica escursione.
Io mi sono affidata a Get Your Guide per un’escursione di una giornata con guida annessa sia durante la navigazione che durante il tour delle isole.
Grazie alla guida si riesce ad avere un’idea generale di ogni singola isola, da approfondire poi singolarmente durante i momenti di tempo libero.
Nel prezzo di 20 euro era incluso anche l’ingresso ad uno storico laboratorio di lavorazione del vetro soffiato di Murano.

Casette colorate di Burano
Casette colorate di Burano

Isole veneziane: cosa vedere a Murano

L’isola di Murano è famosa in tutto il mondo per il vetro soffiato.
Qui infatti sorgono ancora i laboratori storici di soffiatori del vetro.
Io ho assistito ad una dimostrazione e ne sono rimasta completamente colpita.
Per diventare maestro vetraio occorrono tanti anni di pratica e avendone visto uno al lavoro ne capisco il motivo: riuscire a creare oggetti precisissimi da un unico blocco iniziale e tutto completamente a mano è davvero un’arte.
Ovviamente camminando per le calli si trovano tanti negozi che vendono oggetti in vetro soffiato, ma state attenti ad acquistare pezzi originali.
L’isola di Murano è una piccola Venezia, infatti è attraversata anch’essa dal Canal Grande.
Il collegamento con la lavorazione del vetro avvenne perché tutte le fabbriche presenti a Venezia furono spostate su un’isola a causa dei frequenti incendi: nacque così a Murano uno dei più antichi poli industriali. Dopo aver approfondito il discorso legato al vetro soffiato ed acquistato qualche oggetto, potreste visitare il Museo del vetro se siete appassionati di quest’arte.

Duomo di Murano
Duomo di Murano

Passeggiando per l’isola non perdetevi la Basilica di Santa Maria e Donato, ovvero il Duomo di Murano.
La vostra attenzione verrà catturata dalla sua imponenza, mentre al suo interno verrà catturata dai mosaici presenti sul pavimento.

Isole veneziane: cosa vedere a Torcello

La seconda isola veneziana di cui vi parlo è quella di Torcello.
Essendo stato uno degli antichi insediamenti che diedero vita alla Serenissima, rappresenta una delle più importanti isole della laguna veneta.
Qui non troverete casette colorate come nelle altre isole, ma tanta storia.
L’attrazione principale è senza ombra di dubbio la Basilica di Santa Maria Assunta, una delle più antiche costruzioni veneto-bizantine della zona. Al suo interno custodisce un meraviglioso mosaico, di notevole grandezza, realizzato come monito per i fedeli.

Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello
Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello

Al fianco della Cattedrale sorgono la Chiesa di Santa Fosca e il Museo di Torcello. Non da ultimo il “Ponte del Diavolo” che costeggerete recandovi alla Cattedrale. Come ogni ponte con questo nome che si rispetti, anche quello sull’isola di Torcello ha la sua leggenda.

Isole veneziane: cosa vedere a Burano

L’isola di Burano è sicuramente a più conosciuta e la più fotografata in assoluto grazie alle sue meravigliose casette colorate. Vi consiglio di fare un giro senza un itinerario preciso, ma con il gusto di perdervi fra le viuzze piene di colori.
Sembra che le tonalità venissero scelte dai pescatori per riconoscere la propria abitazione da lontano, quando rientravano a casa dopo lunghi periodi di assenza.

Isola di Burano
Isola di Burano

Altra tipicità dell’isola sono i merletti: vedrete diversi negozietti con esposte queste piccole opere d’arte e se siete appassionati potete anche visitare il Museo del Merletto.
Durante la vostra passeggiata ricordatevi di arrivare alla Chiesa di San Martino Vescovo con il suo campanile pendente e alla caratteristica piazzetta (Piazza Galuppi).
Se come me amate assaggiare i prodotti tipici, non potete lasciare l’isola senza aver provato i Bussolà o buranelli, i tipici biscotti di Burano.

Un’intera giornata alla scoperta delle isole della laguna veneta è d’obbligo una volta che siete in zona.


Al prossimo viaggio,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

Cosa vedere a Saltara fra storia e arte

Uno dei comuni di Colli al Metauro è Saltara, un carinissimo borgo situato a 160 m slm.
Ci troviamo nelle Marche, in provincia di Pesaro-Urbino e a pochi km da Fano.

Veduta di Saltara
Veduta di Saltara

Come ogni borgo marchigiano, anche Saltara ha tanto da offrire.

Storia di Saltara

La storia di Saltara risale all’epoca dei Romani, a pochi km dal borgo venne infatti combattuta la Battaglia del Metauro nel 207 a.C. tra Romani e Cartaginesi.
Ebbe però il periodo di massimo splendore durante il Medioevo, quando divenne comune e si fortificò contro le invasioni degli abitanti di Cagli e Fossombrone.
Fu sotto il dominio dei Montefeltro per poi passare sotto i Malatesta quando venne controllata da Fano.
Novello Malatesta, nel 1449 diede alla collettività la possibilità di fare il mercato un giorno alla settimana e fu così che Saltara divenne un importane centro di mercati e fiere.

Mercato coperto di Saltara
Mercato coperto di Saltara

Possiamo ammirare ancora oggi parte del mercato coperto.
Insieme al mercato nacquero anche due principali mestieri: quello del fabbro e quello del cappellaio.

Saltara: storia dei cappellai

Saltara divenne famosa per i suoi cappelli; il cappellaio era il mestiere più diffuso nel borgo.
Principalmente si producevano cappelli da uomo in feltro.

Mostra sui cappelli di Saltara
Mostra sui cappelli di Saltara

La prima fabbrica risale al 1600 circa, ma fu nel 1800 che questo mestiere si diffuse maggiormente infatti 1/3 della popolazione di Saltara lavorava in questo settore. Nel periodo di maggior splendore ci furono 53 fabbriche di cappellai, considerando il concetto di fabbrica di quei tempi ovvero una stanza e un’attività a conduzione famigliare che poteva impiegare circa 5 o 6 persone.
Alla fine del 1800, inizi 1900 nacque un’importante fabbrica, vera e propria, con le prime macchine: la fabbrica dei Curina.
L’importante concorrenza delle fabbriche di cappelli di Monza portò ad un netto calo della produzione di cappelli a Saltara, fino alla cessazione verso il 1930.
Da questo momento in poi i saltaresi passarono ad occuparsi di ripulitura e vendita dei cappelli.

Cosa vedere a Saltara

Durante una visita a Saltara non potete perdervi l’antico mercato coperto, luogo davvero importante e molto frequentato nei secoli scorsi. Ristrutturato benissimo, regala una piacevole passeggiata (in Italia sono davvero pochi i mercati di questo genere, uno molto famoso è quello di Brisighella).
Fate poi tappa alla Chiesa del Gonfalone che ospita meravigliosi mosaici appartenuti ad una villa romana e ritrovati nel 1927 circa durante i lavori in una vigna della zona e un bellissimo affresco del Giudizio Universale.

Mosaici di una villa romana
Mosaici di una villa romana

Purtroppo non è intero in quanto negli anni è stato intonacato, ma grazie all’ultimo restauro della chiesa si è venuti a conoscenza di questa meraviglia.
Vi anticipo però che la vostra attenzione verrà catturata dal meraviglioso soffitto a cassettoni.

Chiesa del Gonfalone
Chiesa del Gonfalone

La Chiesa della Fonte ospita invece un affresco dedicato alla Madonna della Misericordia attribuito al pittore pesarese Bellinzoni e una tela raffigurante l’Ultima Cena di scuola baroccesca.

Vi invito a fare una passeggiata nel borgo seguendo la cinta muraria, fermandovi ad ammirare i panorami circostanti.
A pochi km dal centro sorge il Museo del Balì, il primo ed unico science centre della Regione Marche con una mostra permanente di 35 postazioni che permettono al visitatore di scoprire nuovi metodi per osservare il mondo e per divertirsi con la scienza.

Villa del Balì
Villa del Balì

Pur essendo piccolo, il borgo di Saltara riserva grandi sorprese.
Una volta in zona, non vi resta che scoprire anche altri comuni di Colli al Metauro come Montemaggiore, Serrungarina o Pozzuolo.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.