Italia, Marche

Visita di Ancona particolare: alla scoperta di Ancona sotterranea

L’escursione che vi sto per raccontare unisce la storia allo spirito d’avventura. Avete ma i fatto una visita ai sotterranei di una città? Andiamo alla scoperta di Ancona sotterranea.

Escursione: Ancona sotterranea

Questa suggestiva escursione si effettua solo accompagnati dalle guide e previa prenotazione, ha un costo di 10 euro e dura circa due ore. La visita si divide in due parti: la prima è introduttiva e spiega tutta la storia degli acquedotti e dei sotterranei con l’aiuto di pannelli esplicativi mentre la seconda parte è quella più avventurosa: muniti di caschetto, pila frontale e stivali, si scende ad un livello sotterraneo, percorrendo a piedi la zona sotto Piazza Stamira.

Cunicoli di Ancona sotterranea
Cunicoli di Ancona sotterranea

E’ davvero tutto molto affascinante e suggestivo, gli stivali servono perché l’acqua è sempre presente, può solo variare il livello a seconda delle piogge.
Seguendo la guida si possono osservare cisterne, pozzi, cunicoli e persino una cascata.

Cascata sotterranea di Ancona
Cascata sotterranea di Ancona

Storia dell’acquedotto di Ancona

La visita con l’associazione Ancona Sotterranea si effettua in alcune parti dell’acquedotto che è stato – dove possibile – esplorato e mappato dagli speleologi.
Oggi purtroppo non è possibile percorrere l’intera rete originale perché in alcuni tratti è crollata.
L’acquedotto di Ancona è interamente scavato nella roccia e il suo fine principale era quello di portare acqua al porto della città, molto utilizzato sin dal passato.
Una figura importantissima dell’acquedotto era il fontaniere, anzi i fontanieri, perché erano due, uno per la parte alta e uno per la parte bassa. Essi erano i manutentori dell’acquedotto, gli unici a conoscere ogni cosa di questa opera, infatti tenevano proprio il segreto. Non esistevano documenti scritti e l’uno non conosceva i segreti dell’altro. Le informazioni si tramandavano solo di padre in figlio, come si tramandava allo stesso modo il mestiere.
L’ultimo fontaniere, il Sig. Ugo Menghini, negli anni ’80 dietro autorizzazione del sindaco della città, svelò i segreti che custodiva sull’acquedotto e grazie ad alcune ricerche scoprì la “Chioccia “, una grossa cisterna nella quale arrivano più rami e dalla quale ne ripartono altri, uno smistatore praticamente. Il nome che venne dato alla cisterna, venne preso da un’antica leggenda locale.
Studi più recenti ipotizzano che possano esserci tre “Chiocce”, considerando la differente capienza d’acqua dal punto di partenza a quello di arrivo. L’acquedotto rispecchia la forma del 1870 circa, tranne l’ultima parte che è stata ricostruita dopo la guerra, mentre la cisterna potrebbe risalire al periodo romano o addirittura a quello precedente.
La città di Ancona ha sempre utilizzato un’importante quantità di acqua, in passato infatti veniva svolta qui la lavorazione della porpora, processo che richiedeva persino diverse vasche di decantazione.

Punto di ritrovo per la visita di Ancona sotterranea
Punto di ritrovo per la visita di Ancona sotterranea

Non voglio svelarvi altre curiosità, le scoprirete durante la visita ad Ancona Sotterranea.
Dopo aver partecipato a questa bellissima escursione, potete dare un’occhiata a qualche altro scorcio di Ancona.
Se invece siete appassionati di opere idriche, vi consiglio una visita alla Botte dei Varano o all’acquedotto romano di Pesaro.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

La Botte dei Varano e le altre opere idriche di Serravalle di Chienti

Oltre ai musei e ai palazzi nobiliari, cosa si può visitare durante la visita ad una città o ad un borgo? Avete mai pensato alle opere idriche?
Oggi vi porto a Serravalle di Chienti, in provincia di Macerata, a fare un viaggio nel tempo grazie alle opere idriche della zona.
Dopo aver ascoltato la storia dell’Acquedotto Romano di Pesaro, devo ammettere che sono sempre molto curiosa.

La Botte dei Varano

Nella seconda metà del XV secolo, Giulio Cesare Varano signore di Camerino, fece costruire da ingegneri idrici fiorentini, la Botte dei Varano a Serravalle di Chienti.
Si tratta di un emissario artificiale avente lo scopo di bonificare l’altopiano di Colfiorito in modo tale da avere più terreno possibile da destinare all’agricoltura.

La Botte dei Varano
La Botte dei Varano


La lunghezza del condotto è di circa 500 metri e le acque raccolte, ancora oggi, formano il fiume Chienti. Per l’epoca si trattava di un’importantissima opera, pensate che è stata utilizzata per più di 500 anni, fino al 1997, quando a causa del terremoto che colpì la zona, vennero fatte altre scelte.
Il nome “Botte dei Varano” è collegata alla forma a botte del condotto e ovviamente al cognome di colui che la fece costruire.
Dopo alcuni lavori di restauro, questa meravigliosa struttura è stata resa visitabile, ma solo su prenotazione.

Esterno de la Botte dei Varano
Esterno de la Botte dei Varano

Impianto moderno

Come accennato in precedenza, il terremoto del 1997 “mandò in pensione” la Botte dei Varano che venne sostituita da un condotto parallelo, che scorre a pochi metri di distanza avente la stessa funzione.

Nuovo condotto
Nuovo condotto

Ovviamente il fascino e la bellezza non sono gli stessi, ma la cosa principale è la sua funzione, quindi ancora oggi le acque che scorrono al suo interno formano il fiume Chienti.
Durante i lavori per la realizzazione della nuova opera idrica è stata fatta una bellissima scoperta: proprio nello stesso punto, sorge da millenni un antico condotto romano.

Il collettore romano

Come sempre, quando si parla di opere idriche, c’è quasi sempre lo zampino dei romani; furono proprio loro, nel I secolo a.C. a costruire nella medesima zona il primo condotto con la funzione di mantenere costante il livello delle acque del lago della città di Plestia.

Collettore romano di Serravalle di Chienti
Collettore romano di Serravalle di Chienti

Interamente costruito in travertino e lungo circa 800 metri, sembra che operò per circa 700 anni. E’ alto circa 2 metri ed ha un’inclinazione costante dello 0,2%.
Venne scoperto durante i lavori per la realizzazione del nuovo impianto e infatti oltre alla parte d’ingresso, dove venivano convogliate le acque dalla palude, l’unica altra parte visibile è quella che incrocia la nuova opera idrica.

Collettore romano
Collettore romano

Un tuffo nel passato attraverso le opere idriche è un modo alternativo per scoprire una determinata zona.
Per poter ammirare i 3 condotti, è possibile partecipare ad una visita guidata con l’Associazione GMP Gaia.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Umbria

La Calamita Cosmica di Foligno

Amate i luoghi e le attrazioni insoliti e fuori dal comune? Io sono alla ricerca continua di nuove chicche e oggi vi consiglio la Calamita Cosmica.

Calamita Cosmica Foligno
Calamita Cosmica Foligno

La Calamita Cosmica: di cosa si tratta

La Calamita Cosmica dell’artista Gino De Dominicis è considerata una delle più importanti testimonianze della scultura italiana del XX secolo.
Dal titolo dell’opera, il visitatore se non si documenta, non sa esattamente cosa aspettarsi.
Beh, vi dico che anche chi ha una vaga idea di cosa ritrovarsi davanti, rimarrà senza parole.

Opera Calamita Cosmica
Opera Calamita Cosmica


La Calamita Cosmica è un’opera realizzata nel più assoluto segreto intorno al 1988 e rappresenta uno scheletro umano con un lungo naso a becco di uccello, uno dei temi ricorrenti delle opere di De Dominicis.
E’ lunga 24 metri, larga 9 metri e alta quasi 4 metri e si può ammirare sia dal piano terra che dall’alto, così da avere la visuale completa,
Ma da dove prende il nome?
La Calamita Cosmica è un’asta dorata che parte da una delle falangi della mano, una sorta di magnete indirizzato all’universo.
E’ stato rappresentato il profondo collegamento tra terra e cielo.

Calamita Cosmica
Calamita Cosmica


Dopo essere stata esposta nei principali musei italiani ed europei, dal 2011 l’opera è esposta permanentemente a Foligno presso la ex chiesa della Santissima Trinità dell’Annunziata.
Se siete in zona non perdetevela perché vi garantisco che è davvero insolita e molto affascinante.

Dove vedere la Calamita Cosmica

Ci troviamo a Foligno e l’opera è custodita all’interno della ex chiesa della Santissima Trinità in Annunziata. Gli orari di apertura variano fra estate ed inverno, per ogni informazione contattare i numeri 0742-621022 o 3408678214.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

La Valle dei Tufi di Modolfo

La Valle dei Tufi, fra Mondolfo, San Costanzo e Stacciola rappresenta la destinazione perfetta per una passeggiata diversa dal solito.
Come anticipa il nome, infatti, lungo il percorso si incontrano zone tufacee.

La Valle dei Tufi: il percorso

Se volete fare una bella camminata, vi consiglio di partire dalla chiesa della Madonna delle Grotte, dove potete lasciare ance l’auto.

Chiesa della Madonna delle Grotte
Chiesa della Madonna delle Grotte


Prendete la stradina alla sinistra della chiesetta e iniziate il percorso.
Dopo poco, sulla destra, troverete la prima parete di tufo che ospita ancora delle grotte scavate in questo materiale.
Camminate lungo la strada principale fino ad arrivare al lago della Grottaccia, dove incontrerete diverse persone che si dilettano nella pesca, al posto dei briganti che un tempo si rifugiavano qui.

Grotte nel tufo
Grotte nel tufo


Costeggiate il lago e salite per il sentiero.
Il percorso non è complicato, ma le salite non mancano.
A fine salita arriverete al piccolo abitato di Stacciola, feudo dei Mauruzi da Tolentino dal 1412.
Fermatevi qualche minuto per una breve sosta e per ammirare la bianca chiesa attorno alla quale è sorto tutto l’abitato.
Lungo il percorso della Valle dei Tufi, si incontrano panorami mozzafiato, case coloniche e natura a 360° .
Pensate che siamo a soli 4 km dal mare, che ovviamente è visibile nelle giornate terse.

Panorami
Panorami


Nella zona sorgono anche diverse aree pic nic in cui fermarsi per pranzo o solo per ammirare i panorami circostanti.
Ci sono anche due fonti, quella piccola di Stacciola e quella più grande di Mondolfo.
Proseguendo sul percorso, a volte segnalato da frecce, si incontra una grossa parete di tufo con iscrizioni e disegni, fra cui di sicuro un cavallo, un cuore e un alieno.

Parete di tufo
Parete di tufo


Ancora qualche centinaio di metri e si raggiunge il bellissimo borgo di San Costanzo, con il suo Teatro della Concordia.

San Costanzo
San Costanzo


Questo è uno degli itinerari che potete fare, di sicuro il più completo, ma volendo c’è la possibilità di fare un anello senza raggiungere San Costanzo o di raggiungerlo da un’altra strada.
Io ho deciso di ritornare indietro per la stessa strada dopo aver fatto un giretto a San Costanzo.

Il sentiero “La Valle dei Tufi” vi catapulterà a stretto contatto con la natura, i più esperti potranno scorgere anche diverse specie vegetali e animali, come il famoso gruccione.
Ci troviamo nelle Marche, in provincia di Pesaro-Urbino e la camminata totale è lunga circa 12 km.
Alla prossima camminata,
viaggiatrice seriale.

Italia, Puglia

Valle d’Itria: Locorotondo

Nel cuore della Puglia, più precisamente in Valle d’Itria, sorge un borgo da mille e una notte.
Sto parlando di Locorotondo, dove ho lasciato un pezzetto di cuore.

Scorci di Locorotondo
Scorci di Locorotondo


La Valle d’Itria comprende i comuni di Locorotondo, Martina Franca e Cisternino, anche se negli ultimi anni, citandola, si comprendono anche altre località limitrofe come Alberobello ad esempio, ma le tre località originarie sono quelle sopra citate. Il nome Valle d’Itria deriva dalla Madonna Odigitria, protettrice dei viandanti.

Locorotondo: cosa vedere

Locorotondo ha origini medievali e il primo documento storico ritrovato risale al 1195.
Inizialmente era chiamato Casale San Giorgio e sorgeva in un “luogo rotondo”, da qui il nome Locorotondo.
La prima cosa che noterete durante una visita qui, è il bianco quasi accecante delle case dato dal latte di calce. In passato, nel 1600, questa operazione di allattamento veniva effettuata soprattutto per disinfettare, negli ultimi tempi la funzione è quella di rinfrescare il colore.
Come prima cosa vi consiglio di fare un giro per i vicoli senza seguire un itinerario preciso, ma ammirando solamente tutta la bellezza di Locorotondo.
Fatto questo giro, è arrivato il momento di ammirare le principali attrazioni.

Le chiese di Locorotondo

La chiesetta di San Nicola di Myra, risalente al 1600 ha catturato la mia attenzione. Si tratta di un vero e proprio gioiellino che a volte non viene notato perché la chiesetta è inglobata da altre case.
Il suo interno racchiude i due simboli della Valle d’Itria: la volta a botte e il timpano del trullo; nasceva come cappella privata e i suoi dipinti a secco risalgono al 1700. Ancora oggi è consacrata e fino ad un paio di anni fa era frequentata da una comunità ortodossa.

Interno della chiesetta di San Nicola di Myra
Interno della chiesetta di San Nicola di Myra


Poco distante troviamo il Palazzo Morelli in stile barocco con un enorme stemma raffigurante un elefante che testimonia le origini catanesi del primo proprietario.
Oggi non è visitabile essendo di privati, ma vale comunque la pena ammirarlo d fuori.

Palazzo Morelli
Palazzo Morelli


La chiesa madre di Locorotondo è la Chiesa di San Giorgio, patrono del paese.
Già dalle dimensioni si percepisce l’importanza di questa chiesa che ospita al suo interno un bel dipinto di San Giorgio che rappresenta la vittoria del bene contro il male.

Chiesa Madre di San Giorgio
Chiesa Madre di San Giorgio


Di fianco alla chiesa di San Giorgio sorge la chiesa dell’Annunziata che nasce nel 1560 come ospedale. fino a diventare la chiesa di supporto di San Giorgio.
Al suo interno vengono conservate le statue della processione dei misteri, fra cui quella di San Rocco, venerato per aver salvato il paese dalla peste nel 1600. La grande devozione fece in modo che divenne compatrono della città insieme alla Madonna della Greca.
Anche quest’ultima ha una chiesa tutta sua, nel cui timpano sono raffigurati i simboli dei pellegrinaggi. Il magnifico rosone invece è molto recente, è del 1981 ed è opera di un artista locale.
All’interno della chiesa della Madonna della Greca è degno di nota un dipinto della Madonna anche se non è in ottime condizioni.
Come avrete potuto notare, le chiese non mancano, ma durante una visita a Locorotondo vi invio a scovare le case cummerse, abitazioni tipiche della zona con il tetto molto spiovente che avevano la funzione di raccogliere l’acqua piovana.

Tipica casa cummersa
Tipica casa cummersa


Vi consiglio anche ma passeggiata su via Nardelli, chiamata il lungomare di Locorotondo anche se ovviamente Locorotondo non affaccia sul mare.

Via Nardelli, detta il Lungomare di Locorotondo
Via Nardelli, detta il Lungomare di Locorotondo


Tale appellativo venne dato perché dalla lunga camminata affiancata dalla tipica ringhiera del lungomare, si può ammirare un panorama eccezionale che spazia su tutta la Valle d’Itria.

Escursioni da Locorotondo

Le distanze sono davvero minime, quindi una volta visitato questo gioiellino della Valle d’Itria, non perdetevi Cisternino, Martina Franca e Alberobello.
Negli ultimi anni Locorotondo è diventato famosissimo per le sue luminarie natalizie e avendole viste in prima persona vi assicuro che sono un vero e proprio spettacolo.
Appuntatevi questa meta, perfetta in ogni stagione.
Un grazie particolare a Franca dell’Info Point Locorotondo che mi ha accompagnata durante la visita.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Media kit

Media kit

Informazioni sulla Viaggiatrice seriale

Sono Elisa, 36enne di Pesaro e sono una viaggiatrice “inside”.
Viaggiare per me non è solo un hobby ma un vero bisogno.
Quando posso parto, che sia per il viaggione dell’anno o per un semplice fine settimana.
Questa passione fa parte di me sin da quando ero bambina e gli unici viaggi erano quelli in macchina con i miei. Nel corso degli anni poi le tipologie di viaggio sono cambiate, passando dai viaggi di gruppo con gli amici fino ad arrivare a qualche partenza in solitaria.
La prima grande avventura è stata alla scoperta della Florida, partendo da Miami in macchina, raggiungendo Key West e risalendo l’altra costa fino ad arrivare a Orlando.
Non dico mai di no ad una partenza, che sia un luogo di relax o un viaggio zaino in spalla, anche se i miei preferiti sono quelli che uniscono mare e cultura. Sì, essendo nata in una città di mare non posso farne a meno!
L’Africa mi ha completamente rapita, il mio viaggio più bello è stato quello in Tanzania (con safari) conclusosi poi nel meraviglioso mare di Zanzibar. Ma anche l’Irlanda mi è entrata nel cuore.
Ultimamente mi sto focalizzando sulle bellezze italiane, soprattutto quelle della mia regione.
Amo la natura e le giornate all’aria aperta e non mi tiro indietro di fronte ad attività quasi “estreme”, nelle quali al momento rientrano un lancio in parapendio, una camminata subacquea,il volo dell’angelo, un volo in mongolfiera e una visita speleologica alle grotte.
Alcuni mi dicono di non essere obiettiva perché trovo il bello in qualsiasi posto.
Avere la fortuna di scoprire un luogo nuovo per me è sempre una vittoria.

Il blog

Nel 2013 ho creato il mio blog “Diario di una viaggiatrice seriale” per condividere informazioni utili con altre persone ma in primis l’ho fatto per me, per darmi la possibilità di appuntare e di non dimenticare niente di ogni singolo viaggio.
Tutti gli articoli sono scritti da me e trattano solo di esperienze vissute in prima persona e non attraverso racconti altrui.
Si spazia dal piccolo borgo a pochi km da casa fino ad arrivare dall’altra parte dell’oceano: quando si parla di viaggi e scoperte niente è escluso.
Sono un acquario e quindi il viaggio è parte di me!

Sono disponibile a collaborare con enti del turismo e a partecipare a iniziative per promuovere e far conoscere luoghi incantevoli a quante più persone possibile.

Numeri (aggiornamento Dicembre 2021)

589.000 visualizzazioni totali
401 articoli scritti

Social Media

Facebook : 2324  like
Twitter  : 1848 followers
Instagram : 1515 followers


Blog tour e collaborazioni

Veneto (Lagoon Sunset)
Città della Pieve (L’Umbria che non ti aspetti)
Noicàttaro – Puglia (I Riti della Settimana Santa di Noicàttaro – Puglia meno conosciuta)
Cupramontana – Marche ( La Sagra dell’Uva)
Adelfia – Puglia (San Trifone, tra devozione, luci e colori)
Vieste – Puglia ( Vieste e la Fanoja di San Giuseppe – Cosa vedere a Vieste)
Montagnana – Veneto ( Montagnana: cosa fare in uno dei borghi più belli d’Italia)
Sardegna ( Museo del Sughero di Calangianus – Cosa vedere a La Maddalena e Caprera – Gallura: la parte interna della Costa Smeralda)
Conversano – Puglia ( Cosa vedere a Conversano: fra ciliegie e bellezze storiche)
Orsara – Puglia ( Borghi dei Monti Dauni: cosa vedere – Lo chef Peppe Zullo e la sua cucina)
Lago d’Iseo –  Lombardia ( Giornata sul Treno dei sapori)
Grotte di Onferno – Emilia Romagna (Grotte di Onferno)
Cingoli – Marche ( Escursione in e-bike
Cingoli – Marche ( Cosa visitare a Cingoli)
Pietramontecorvino – Puglia ( Pietramontecorvino e i borghi limitrofi)
Treia – Marche ( Cosa visitare a Treia)


Contatti 

Per qualsiasi richiesta o proposta di collaborazione scrivimi all’indirizzo aroundtheworldnew@gmail.com

Italia, Marche

Treia: cosa vedere nella cittadina marchigiana

Treia, in provincia di Macerata rientra fra i “Borghi più belli d’Italia” ed è un ottimo punto di partenza per visitare anche le attrazioni limitrofe.

Veduta di Treia
Veduta di Treia

Treia: cosa vedere

Sicuramente in una visita a Treia, vi consiglierei di iniziare dalla Piazza della Repubblica, una delle poche piazze pensili delle Marche, a forma di ferro di cavallo si affaccia su un panorama eccezionale.
Su di essa sorgono poi i principali monumenti della città come la chiesa di San Filippo, il Palazzo Comunale e l’Accademia Georgiana.
Dopo aver ammirato questi edifici e il monumento al centro della piazza dedicato a Papa Pio VI, vi consiglio di addentrarvi per le viuzze alla ricerca di qualche scorcio magico.

Treia: il gioco del pallone

Treia è famosissima per il gioco del pallone con il bracciale, tanto che esiste il Museo del Bracciale; al suo interno tante curiosità, cimeli, trofei e documenti che raccontano la storia di questo gioco praticato in speciali arene fin dai primi anni dell’Ottocento.

Museo del bracciale di Treia
Museo del bracciale di Treia

I “campi” di gioco sono detti Sferisteri e quello di Treia è dedicato a Carlo Donnini, originario proprio della città, definito il più grande campione dell’epoca.
Vi svelo una curiosità: i bracciali con cui giocano le donne sono diversi da quelli degli uomini, sono più leggeri.

Museo archeologico e Teatro Comunale

Altra tappa da inserire durante una visita a Treia è il Museo Archeologico ospitato all’interno dell’Ex Convento di San Francesco edificato nel 1300.

Museo Archeologico di Treia
Museo Archeologico di Treia

Inaugurato nel 2004 racchiude al suo interno reperti che spaziano dal Paleolitico all’epoca picena e romana; da non perdere una testa del dio Serapide.

Teatro di Treia
Teatro di Treia

Il Teatro Comunale è un fiore all’occhiello della città di Treia, nato inizialmente nel 1794 grazie alla “Congregazione Teatrale” è arrivato fino ai giorni nostri in tutto il suo splendore. Piccino ma di una bellezza unica.

Villa Spada o Villa La Quiete

Subito fuori dalle mura della città, sorgeva una bellissima villa signorile: Villa La Quiete meglio conosciuta come Villa Spada Lavini.

Villa La Quiete
Villa La Quiete

Edificata su progetto del Valadier, rappresenta l’armonia perfetta fra la natura e l’opera dell’uomo. Circondata da giardini all’italiana, orti, zone boschive e alcune opere, affaccia su un panorama mozzafiato sulla vallata del fiume Potenza. Negli anni è stata impiegata per differenti mansioni, pensate che fino a qualche decennio fa era l’asilo per i bambini di Treia… niente male direi.

Cosa e dove mangiare a Treia

Dopo essere andati alla scoperta delle bellezze di questa cittadina marchigiana, mi sembra giusto sedersi a tavola e assaggiare i piatti tipici della zona. All’appello non possono mancare i vincisgrassi, il ciauscolo e il vino . Vi consiglio di provare l’Antica Fornace proprio in centro a Treia e il Villino poco fuori dal centro.

Questo itinerario è perfetto per una giornata nella cittadina marchigiana, se invece restate in zona più a lungo ho una lista di attrazioni da consigliarvi che vi svelerò i prossimi giorni.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Feste e Sagre in Italia, Italia, Marche

Mercatini di Natale di Pergola

La lista dei mercatini di Natale si allunga e oggi vi porto a quelli di Pergola.

Le luminarie del Corso

Siamo in provincia di Pesaro-Urbino e abbinerete sicuramente questo nome al vino di visciole e ai Bronzi di Pergola.

I mercatini di Natale

I giorni 4-5-8 dicembre si svolgerà la CioccoVisciola di Natale, una festa in cui si incontrano il cioccolato e i migliori visciolati della zona.

La visciolata o vino di visciole, si ottiene dal frutto della visciola abbinato al vino rosso.
Per l’occasione il centro storico di Pergola si riempie di bancarelle, stand che vendono i migliori cioccolati e i migliori vini di visciole, luminarie e tante altre attrazioni.

Vino di visciola in bicchierino di cialda e cioccolato

Un grande albero illumina il Presepe artistico, mentre i portici del Palazzo del Municipio ospitano i mercatini di Natale.

Il grande albero

Mentre i più grandi si gustano il cioccovì o dell’ottimo tartufo bianco pregiato, i più piccini non staranno più nella pelle quando vedranno il Villaggio di Babbo Natale in cui potranno divertirsi, incontrare l’omone dalla lunga barba bianca, scrivergli la letterina o semplicemente divertirsi sui gonfiabili.

Villaggio di Babbo Natale

Alla fine di Via Don Minzoni non perdetevi il Christmas Village store, un’area interamente dedicata al Natale in cui poter acquistare giochi, decorazioni e oggetti di artigianato.
Sempre qui non dimenticate di farvi scattare una foto con Babbo Natale a bordo della sua slitta!

Io & Babbo Natale

Pergola è chiamata anche la “Città delle 100 chiese” e la maggior parte di esse è visitabile; consacrate o sconsacrate che siano, custodiranno di sicuro un piccolo tesoro da mostrarvi.
Tappa immancabile durante un tour di Pergola è la visita al Museo dei Bronzi….. ma di questo ve ne parlerò a parte.
Al prossimo mercatino,
Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Trekking alle cascate di Sarnano

Amanti delle cascate, anche secondo voi hanno molto fascino non solo in estate ma anche nelle altre stagioni?
Oggi vi propongo un trekking autunnale alle cascate di Sarnano.

Come arrivare alle cascate di Sarnano

Per raggiungere le cascate di Sarnano, occorre arrivare proprio al borgo di Sarnano in provincia di Macerata, una volta qui vi consiglio di lasciare l’auto o nel parcheggio di fronte al liceo scientifico o nel parcheggio di Largo Bozzoni.
Le cascate infatti sono vicinissime al centro e la camminata può partire comodamente da qui.

Trekking alle cascate di Sarnano: Cascata dell’Antico Molino

Grazie ad un’azione di riqualifica del territorio, sono stati sistemati i sentieri delle cascate perdute.
Tutte le cascate sono facilmente raggiungibili, ma non con passeggini o carrozzine.
Vi consiglio di iniziare da quella dell’Antico Molino che é la più vicina.

Cascata dell'Antico Molino
Cascata dell’Antico Molino

Seguite la segnaletica e prendete il sentiero sulla destra. Camminate su un tappeto di foglie cadute di vari colori, passando davanti ai resti del vecchio mulino da cui prende il nome la cascata.
Seguendo sempre il percorso indicato, in 5 minuti sarete al cospetto della cascata dell’Antico Molino. Il suo salto é di circa 12 metri e l’ambiente è davvero meraviglioso. Se ci andate in estate approfittatene per rinfrescarvi un po’.

Trekking alle cascate di Sarnano: Cascata de Lu Vagnatò

Continuando la Via delle Cascate Perdute, così chiamato perché due delle tre cascate furono per diverso tempo irraggiungibili, completamente immerse nella natura ci si dirige verso la seconda cascata.
Tornate indietro sulla strada percorsa in precedenza fino ad arrivare all’incrocio con la Strada Provinciale, dirigetevi verso sinistra, attraversate la strada e poco dopo troverete le indicazioni per la cascata di fianco ad una casa rosa. Prendete la strada che costeggia la casa e seguite la segnaletica.

Cascata de Lu Vagnatò
Cascata de Lu Vagnatò

Incontrerete una piccola chiesetta molto suggestiva, dovete sapere infatti che qui si incrociano la Via Lauretana e il Cammino Francescano della Marca. Dopo poco incontrerete il sentiero che conduce alla seconda cascata, quella de Lu Vagnatò, così chiamata per la piscina naturale che una volta arricchiva maggiormente questo angolo immerso nella natura. Scendete le scale e arrivate proprio a toccare l’acqua della cascata.

Trekking alle cascate di Sarnano: Cascatelle dei Romani

Un’altra mezzoretta di cammino e avrete raggiunto la terza cascata.
Dalla seconda cascata, seguite il piccolo sentiero indicato, immerso nel verde e una volta arrivati alla chiesetta della Madonna dei Quattro Occhi, svoltate a destra fino alla fine della strada e poi a sinistra. Poco dopo troverete la solita segnaletica che vi indicherà la direzione per le Cascatelle Dei Romani, seguite il sentiero, superate la casa e sulla sinistra troverete un pannello informativo e subito dietro la terza cascata della Via delle Cascate Perdute.

Cascatelle dei Romani
Cascatelle dei Romani

Scenari davvero meravigliosi per gli amanti della natura e delle camminate.
Una volta arrivati a questo punto avrete due possibili alternative fra cui scegliere: dirigervi verso il centro di Sarnano e ammirare il borgo o proseguire in mezzo alla natura e raggiungere le Pozze dell’ Acquasanta e la Cascata del Pellegrino.

Se amate le cascate non perdetevi quelle di Borgo Pace.

Alla prossima escursione,
viaggiatrice seriale.

Italia, Umbria

L’Albero di Natale più grande del mondo si trova a Gubbio

In questi giorni vi sto aggiornando solamente sul Natale, forse sono un pò monotematica, ma credo di fare la cosa giusta! 🙂
Vi lascio una vasta scelta di opportunità per le feste.
Conoscete l’Albero di Natale più grande del mondo?!
Per poterlo ammirare dovrete andare in Umbria, più precisamente a Gubbio.
Sulle pendici del monte Igino, vengono posizionati più di 750 corpi luminosi che compongono circa una lunghezza di 8,5 Km di cavi; essi sono collocati in modo tale da dare una forma di grande albero all’insieme di luci.

Quest’opera viene composta ogni anno da dei volontari chiamati “Alberaioli” e nel 1991 è entrata anche a far parte del Guinness dei primati come albero di Natale più grande del mondo.
Viene acceso il 7 dicembre e resta a dominare il monte fino al 6 gennaio.
Potrete ammirarlo illuminato dal tramonto (19)a notte inoltrata (24) di ogni giorno.
E’ così grande che la sua base di 450 m parte dalle mura della città medievale di Gubbio e si estende per oltre 750 m fino a raggiungere, con la sua stella cometa, la Basilica del patrono, Sant’Ubaldo sulla cima del monte.
E’ una creazione che vi farà sentire maggiormente il Natale…. dedicate un giorno di queste feste per ammirarlo insieme al carinissimo paese sottostante di Gubbio.
Buon Natale amici viaggiatori.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.