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Itinerario di 15 giorni in Perù

Il Perù era un mio sogno da diversi anni e dopo aver rinunciato ad un viaggio organizzato nei minimi dettagli nel 2016, a Maggio di quest’anno sono finalemnte riuscita a raggiungere la terra di Pachamama.

Si tratta di una nazione ricchissima di microclimi, ci vorrebbe davvero molto tempo per visitarla nel modo migliore, ma noi abbiamo fatto delle scelte per vedere il più possibile in 15 giorni.
Il costo del volo è già il primo scoglio da dover affrontare; noi abbiamo trovato un’ottima offerta con Air Canada partendo da Venezia con scalo a Toronto.
Una volta arrivati a Lima, abbiamo trascorso nella capitale solo la notte (vi consiglio l’hotel proprio di fronte all’aeroporto, giusto il tempo di attraversare la strada) e la mattina successiva abbiamo preso un altro volo per raggiungere Cusco.
Ecco arrivare il problema temuto da molti: il mal di montagna (soroche).
Non lasciatevi scoraggiare da questo, gran parte delle persone ne soffre e vi troverete in buona compagnia! 🙂
Sto scherzando ovviamente, ma non è un buon motivo per rinunciare; basta prendere i giusti accorgimenti, ovvero dare al proprio corpo il tempo per acclimatarsi, rilassarsi almeno il primo giorno che si raggiungono altezze elevate e bere tanto.
Tutti gli alloggi vi offriranno il mate de coca o le foglie di coca da masticare, non siate scettici e ricorrete a queste soluzioni.
Nel nostro caso ad esempio io non sono stata male, mentre l’altra persona è stata parecchio male, tanto che abbiamo addirittura deciso di cambiare il nostro itinerario iniziale, ma nonostante questo vi dico di non rinunciare al Perù per paura.
Ci sono medicine che si possono prendere in caso di bisogno e se dopo circa 3 giorni non vi passa il mal di testa, allora scendete di quota.
Archiviato il discorso salute, passiamo al nostro itinerario.

Lima – Cusco

Abbiamo trascorso a Cusco 5 giorni pieni.
Il 1° giorno ci è servito per acclimatarci e non abbiamo fatto granchè, giusto una passeggiata in centro e in qualche negozietto visto che non ci sono arrivati i bagagli (!!!!) più una visita al Qorikancha.
Il 2° giorno l’abbiamo dedicato alla scoperta della Valle Sacra, abbiamo noleggiato un taxi per l’intera giornata che ci ha condotto a Chinchero, Maras, Moray e finalmente ho ralizzato di essere in Perù.
Una rovina più bella dell’altra,una meraviglia unica.

Il 3° giorno era quello tanto atteso, direzione Machu Picchu.
Al mattino presto abbiamo raggiunto la stazione di Poroy e siamo saliti sul Peru Rail che ci ha poi condotto ad Aguas Calientes, punto di partenza per raggiungere le rovine più famose del Perù.
Il viaggio in treno è stato meraviglioso, sembrava di essere tornati indietro nel tempo.

Dalla stazione abbiamo poi raggiunto la fermata degli autobus e con uno di questi siamo finalmente arrivati all’ingresso di Machu Picchu. Vi dico solo che ho realizzato un sogno, poi approfondirò questa visita con un articolo dedicato. Vi consiglio di prendere una guida locale per la visita, sono soldi spesi bene in quanto da soli non potrete cogliere tutti gli aspetti dell’intero sito.
Pernottamento ad Aguas Calientes.
Il 4° giorno abbiamo raggiunto Ollantaytambo sempre in treno e abbiamo dedicato qualche ora alla visita di questa caratteristica cittadina, includendo anche un piccolo trekking fino alle rovine.
Con un taxi abbiamo poi fatto tappa a Pisac (famosa per il suo mercato) e siamo tornati di nuovo a Cusco.
Il 5° giorno, nel programma iniziale, doveva essere dedicato alle montagne arcobaleno ma la persona che mi accompagnava non stava bene ed era impensabile salire fino a 5000 m (però se volete andarci trovate un sacco di agenzie che organizzano le escursioni) così l’abbiamo dedicato alla scoperta della città di Cusco.
Pensate che era la capitale dell’intero Impero Inca ed aveva un’importanza grandissima.
Abbiamo fatto un tour in pullman che ci ha permesso di vedere anche delle zone fuori dal centro, pranzo in un locale che affacciava su Plaza de Armas e nel pomeriggio tour a piedi del centro storico con guida (i walking tour sono gratuiti, vi basta lasciare una mancia alla fine del giro). Al ritorno in hotel abbiamo ricevuto una bella sorpresa, dopo 6 giorni ci hanno recapitato i bagagli!!!!

Cusco – Lago Titicaca

Altra tappa imperdibile in un tour del Perù è il Lago Titicaca, il lago navigabile più alto al mondo che raggiunge quasi i 4000 m di quota.
Noi abbiamo preso un volo interno da Cusco a Juliaca e poi in pullman fino a Puno e abbiamo dedicato la seconda parte della giornata al relax e al reperimento del materiale per la visita alle Isole galleggianti degli Uros del giorno seguente.

Come si suol dire, i piani sono fatti per essere stravolti e così è stato.
Il secondo giorno a Puno non ve lo racconto nemmeno, ho solo discusso in tutte le lingue che conosco con quelli della reception dell’hotel perchè il mio accompagnatore stava male: avevo bisogno di un medico.
Praticamente mentre lui stava attaccato alla bombola dell’ossigeno, io sono andata alla stazione degli autobus, mi sono fatta cambiare il biglietto che avevamo per il giorno successivo, sono tornata a recuperarlo e siamo saliti su un pullman che dopo 5 ore circa ci ha scaricato ad Arequipa.
Vi consiglio la compagnia La Cruz De Sur, i loro pullman sono comodi ( sedile reclinabile di 140°) , servono il pasto e raggiungono ogni zona del Perù.

Arequipa

Arequipa è la seconda città per grandezza del Perù ed è la capitale gastronomica dell’intera nazione.
Ho mangiato divinamente: io un filetto di alpaca e lui il piatto tipico ovvero il cuy.
L’attrazione principale è il Monastero de Santa Catalina, costruito in pietra sillar che con il suo colore rosso , crea dei contrasti meravigliosi con l’azzurro del cielo.

Da non perdere una visita alla maestosa cattedrale e un giro nella parte alta della città dalla quale ammirare più da vicino i due vulcani che la sovrastano.

Arequipa – Lima

Sempre a bordo dei bus Cruz Del Sur siamo tornati a Lima, base di appoggio per la parte finale del tour.
Il traffico di Lima è difficile da immaginare, lo si può vivere solo di persona per rendersi conto di cosa si tratta e durante l’oretta che abbiamo trascorso in taxi per raggiungere il nostro hotel, siamo stati ancora più convinti della scelta che avevamo fatto:  non visitare la capitale.
Di sicuro merita una visita,non ve lo so dire, ma avendo poco tempo non potevamo perderne nemmeno pochissimo restando imbottigliati nel traffico.

Lima  – Paracas

 Avendo scelto un hotel attaccato alla stazione degli autobus, la mattina ci siamo recati in pochi minuti al nostro punto di partenza e a bordo dell’ennesimo bus abbiamo raggiunto Paracas e quindi il deserto!!
Eravamo operativi subito dopo pranzo e come a Cusco, anche quì ci siamo fatti prenotare un taxi che ci ha condotto fino a Ica.
Paesaggio lunare e davvero tanto suggestivo.
All’Oasi di Huacachina c’era ad attenderci il pilota della buggy che ci ha fatto salite sulle altissime dune di sabbia senza tralasciare manovre da urlo!!! Che adrenalina ragazzi!
Ci siamo fermati e ci siamo lanciati giù dalle dune sdraiati su una tavola da snow! Che figata!!

Il secondo giorno nel deserto l’abbiamo utilizzato per la visita alle Isole Ballestas e quindi dal nostro resort siamo partiti in barca per avventurarci tra questi scogli abitati da differenti specie di uccelli, leoni marini e pinguini.
Durante l’attraversata poi si può ammirare anche l’enorme Candelabro sulla parete della montagna.

Pomeriggio sempre in taxi, alla scoperta della Riserva di Paracas e cenetta in un localino sul mare.

Paracas – Lima

Ultimo trasferimento in bus per tornate a Lima in tempo per prendere il nostro aereo che ci avrebbe ricondotti a Venezia dopo uno scalo a Montreal.
E’ stato un viaggio impegnativo, pieno di problematiche , che però abbiamo risolto egregiamente e che quindi non hanno compromesso nulla.
La realizzazione di un sogno.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Cosa vedere ad Atlanta

L’abbiamo tutti sentita nominare Atlanta,non perchè sia una città imperdibile, ma perchè vanta un altissimo numero di scali aerei e il suo aeroporto è il più trafficato del mondo per numero di passeggeri!
Si si, avete proprio capito bene!
Io personalmente non vi consiglierei di andare in vacanza ad Atlanta, per intenderci, ma in alcuni casi invece vi consigliere di sceglierla come meta.

Ad esempio io l’ho scelta quando per altri motivi mi è saltato un viaggio, mi trovavo a Miami ed il tempo era brutto da no poter andare al mare, così cercando un volo economico per visitare qualcosa di nuovo, Atlanta si è rivelata la soluzione migliore.
I voli interni infatti costano davvero poco,così io e il mio ragazzo abbiamo deciso di dedicare a questa città due giorni e una notte, giusto il tempo di varcare personalmente il suo aeroporto e visitare le attrazioni principali.
Un’altra occasione per visitarla è in concomitanza di un lungo scalo, approfittatene! 🙂
Bene,torniamo alle indicazioni utili:  cosa visitare ad Atlanta?


Il World of Coca Cola

Chi non conosce la Coca Cola?Nessuno praticamente! Quindi un pò di curiosità c’è seriamente.
Dovete sapere infatti che la famosissima bevanda è stata creata proprio in questa città da un farmacista di nome Pemberton nel 1892.

Questa struttura è letteralmente presa d’assalto dai turisti, nel mio turno ci saranno state almeno 15 nazionalità diverse…e non esagero.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 16 dollari.
La visita è guidata e sarete sempre seguiti dal personale, all’entrata vi verrà regalata una bottiglietta di Coca Cola che vi accompagnerà per tutto il tempo.Si parte dalla sala con tutto il materiale pubblicitario utilizzato nei vari decenni, dagli orsetti ai camion con Babbo Natale,dalle biciclette alle pompe della benzina.
Poi potrete fare una foto ricordo con il famoso orso bianco,visitare la mostra d’arte,ma soprattutto potrete degustare le varie bevande suddivise per continente prodotte dal marchio (dovete sapere infatti che i gusti delle varie popolazioni sono diversi, quindi le bevande si differenziano).
Una cosa davvero molto ma molto carina è la spiegazione storica dell’invenzione della bevanda, potrete mettervi alla prova e cercare di indovinare le quantità esatte degli ingredienti che compongono la Coca Cola!!!!
Mettetevi alla prova con i giochi interattivi.

Prima di uscire vi verrà regalata un’altra bottiglietta sempre come regalo.


Centennial Olympic Park

Nel 1996 le Olimpiadi si tennero proprio nella città di Atlanta e venne pensata una parte come punto di incontro per i visitatori e gli spettatori dei giochi,destinato poi a rimanere parte integrante della città.
Oggi troverete un bellissimo parco pubblico,dove rilassarvi e staccare un pò la spina.
Da non perdere la Fontana degli Anelli  con getti d’acqua e luci interattive che raffigura i 5 cerchi olimpici e dove nelle giornate più calde i bambini si divertono a sguazzare.

Tutto intorno troverete una moltitudine di bandiere di tante nazioni diverse e disseminate nel parco noterete diverse sculture sempre inerenti al tema dei giochi.
Io mi sono divertita a cercare i nomi degli atleti italiani che vinsero qualche medaglia!

Questa visita ve la consiglio davvero,merita.
Di fronte al parco è stata posizionata un’enorme ruota panoramica.


Martin Luter King Jr. National Historic Site

Ad Atlanta nacque Martin Luter King nel 1929.
A mio avviso non si può non fare  una visita a tutta la zona dove il leader contro la segregazione razziale mosse i suoi primi passi.
Si tratta di un percorso pedonale che vi farà toccare le maggiori tappe, partite dal museo (con ingresso ad offerta) che riassume con pannelli e fotografie tutta la sua storia, visitate la sua casa natale, la chiesa dove fece il suo famosissimo discorso “I have a dream” fino ad arrivare alla sua tomba posizionata insieme a quella della moglie al centro di una piscina.

CNN Studio Tours

In città potrete sentirvi dei veri e propri giornalisti della CNN, agli studios infatti potrete fare un tour guidato sentendovi per qualche ora un vero collaboratore.

Io non l’ho fatto personalmente,mi sono limitata ad una foto davanti alla gigantesca scritta! 🙂


Casa di Margaret Mitchell

Chi non conosce il romanzo “Via col Vento” ? Impossibile anche in questo caso.
Non so se lo sapete,ma venne scritto da Margaret Mitchell, cittadina di Atlanta, che lascio’ la sua attività da giornalista per dedicarsi alla letteratura,scrivendo uno dei romanzi più conosciuti di sempre, dal quale venne tratto anche un film.
Ad Atlanta potrete visitare la sua casa, ammirando la sua macchina da scrivere e l’intero ambiente in cui prese forma tutta la storia.

Acquario della Georgia

Nella stessa area del museo della Coca Cola troverete altre strutture,una delle quali ospita l’acquario della Georgia, il più grande della nazione.
Viene indicato come una delle attrazioni immancabili della città, con più di 100.000 creature, lo spettacolo dei delfini e la vasca più capiente del mondo.


The Center for Civil and Human Rights 

Questo museo è il primo luogo al mondo in cui i visitatori possono conoscere la storia del movimento americano per i  diritti civili, i movimenti contemporanei dei diritti umani e il loro collegamento.

Dove mangiare?

Essendoci stata davvero poco tempo, ho solo un posto che mi sento di consigliarvi assolutamente: si chiama Max Lager’s Wood-Fired e si tratta di una birreria-ristorante che offre delle birre artigianali ottime e una carne super! Buon rapporto qualità/prezzo.

Ecco secondo me come trascorrere delle ottime ore ad Atlanta! 🙂
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Wynwood: la galleria a cielo aperto di Miami

Era la mia terza volta a Miami e quindi dovevo assolutamente scoprire qualcosa di nuovo,avventurarmi in un quartiere alternativo e fuori dai soliti circuiti turistici.
E così è stato.
A bordo di Uber ho raggiunto il quartiere di Wynwood e qui mi si è aperto un mondo.
Si tratta di una galleria d’arte a cielo aperto, in qualunque direzione punti gli occhi si vede arte, si respira arte.
Si tratta della rinascita di un quartiere industriale,partendo dall’arte di strada e murales nel giro di pochi anni si è creata una realtà unica nel suo genere.
E’ nato il più grande street artist museum del  mondo.
Troverete – soprattutto nella via principale- tutte le facciate degli edifici abbellite da magnifici “disegni” ma oltre a questo l’attrattiva principale è  Wynwood Walls, un’area distinta all’interno della quale potrete ammirare opere d’arte di fama mondiale.

Muri altissimi e privi di finestre fanno da tela ad artisti internazionali.
L’ingresso è gratuito e varcata la soglia sembra di entrare in un mondo parallelo, dove potrete volare con la fantasia da Miami all’Asia, passando per qualche capitale europea fino ad atterrare su un tappeto di fiori.
Troverete poi anche una vera e propria galleria con un’interessantissima esposizione.
Se amate l’arte di strada è una tappa imperdibile, se non l’apprezzate più di tanto è ugualmente una tappa imperdibile perchè è un luogo unico e farci una passeggiata è una vera esperienza.
Uscendo da Wynwood Walls le sorprese non sono finite, ogni negozio si vende con l’immagine ancora prima che con il nome, tutto è dipinto,colorato e allegro.
Essendo una realtà nuova, in contemporanea sono nati anche un sacco di localini,bar,negozi e ristoranti dove pranzare o fare una sosta sempre circondati da arte….non avrete che l’imbarazzo della scelta.

L’intero quartiere poi pullula di gallerie di ogni genere,con esposizioni anche temporanee quindi vi consiglio di gironzolare un pò e andare alla scoperta di qualche tesoro nascosto!
Ah dimenticavo di dirmi che un pò di tempo lo utilizzerete per scattare fotografie, è impossibile non rimanere folgorati da questo quartiere!
Questa è una delle mie immagini preferite! 😉

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Spostarsi a Miami con UBER: un trasporto automobilistico privato più economico del taxi

Questi giorni sono per le notizie super utili! 🙂
Sono tornata da 4 giorni da Miami e dopo avervi parlato del noleggio bicicletta per percorrere le piccole distanze, oggi passiamo a tratti più lunghi.
Di sicuro qualcuno di voi già lo conosceva, ma per me è una novità e mi sono completamente innamorata!
Mi ha sicuramente migliorato la vacanza (in termini economici intendo).
Sto parlando di UBER ovvero un servizio di trasporto automobilistico privato.
Praticamente è cose se fosse un taxi ma con prezzi nettamente inferiori.
Il tutto avviene solamente tramite una APP da scaricare, in questo modo inserendo la propria posizione sullo schermo compaiono tutti gli Uber in zona e viene assegnato un autista.
Mette in contatto diretto passeggeri e autisti.
Confermando la corsa l’autista si dirigerà verso la vostra posizione e voi potrete tenere monitorati i suoi spostamenti in quanto sul display del vostro smartphone la macchinina si sposterà verso di voi,indicando i minuti rimanenti.
Comparirà anche il nome dell’autista, la foto con il modello della macchina e il colore,così da poterla riconoscere al volo.

La corsa può essere privata (e avrà un costo maggiore) o può anche essere condivisa con altre persone e in questo modo il prezzo scende ulteriormente.
Uber aspetterà nel punto da voi indicato per 2 minuti,se entro questo lasso di tempo non vi presenterete ripartirà addebitandovi la corsa.
Non vi ho ancora detto infatti che per registrarsi serve la carta di credito e tutti gli addebiti arriveranno direttamente lì,evitando quindi il passaggio di denaro e comunque la perdita di tempo relativa al pagamento.
Esistono varie tipologie di auto,tutte comunque sono nuovissime e tenute in ottime condizioni.
Se l’autista non vi trova vi chiamerà o vi invierà un sms per riconoscervi.
E’ un metodo molto utilizzato, e da come mi hanno detto sono già alcuni anni che esiste.Io come vi ho detto in precedenza non lo conoscevo e mi ha sicuramente migliorato la vacanza diminuendo il costo dei taxi.
Facile ed economico,ve lo consiglio al 100%.
Buon viaggio! 🙂
Alla prossima news,
Viaggiatrice seriale.

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Come spostarsi comodamente a Miami: in bici!

Miami è nell’immaginario di tutti una città ricca di divertimento e di sole!
Risposta esatta,ma ha anche tanto altro.
Per vedere tutto e spostarsi come,dove e quando si vuole senza spendere una fortuna, io vi consiglio di noleggiare una bicicletta.
Il meccanismo non è lo stesso della macchina,non avrete la bici sempre con voi,adesso vi spiego  come fare.
Per tutta la città ci sono disseminate delle stazioni di bici,dove vedrete parcheggiati diversi mezzi.

Stazioni sparse per tutta la città

Prima di poterne usare una dovrete sottoscrivere un abbonamento, basta andare sulla Washington Avenue al numero 723 al Citi Bike (aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18) e delle ragazze vi faranno subito registrare consegnandovi poi una piccola tesserina da utilizzare in ogni movimento relativo al mezzo a due ruote.

Tesserina 

A seconda di quanto tempo resterete in città ci sono diversi abbonamenti, se ci state anche solo una settimana vi conviene fare quello da un mese che costa 35 dollari e potrete utilizzare la bici per 60 minuti consecutivi.
Se non ricordo male infatti il prezzo per mezz’ora o per una giornata è molto alto rispetto a quello che vi ho appena spiegato.
Beh, poi valuterete voi!
Occorre pagare con carta di credito e il gioco è fatto.
Ricevuta la tesserina recatevi nella stazione più vicina,spingete il bottone, avvicinate la tesserina, aspettate di vedere 3 volte la lucina verde,spingete in avanti e poi togliete dalla postazione la bici e…… pronti a pedalare!

Dove prendere e restituire la bici

In questo modo potrete spostarvi continuamente in città,cambiare spiaggia o anche solo allontanarvi di qualche via senza perdere troppo tempo a piedi.
Potrete arrivare anche a Downtown….le piste ciclabili sono ovunque,è davvero progettato bene!

Ciclabili ovunque

Allora buona pedalata e buon mare!!!!

Io sono arrivata anche alle isole dove vivono i vip! 😉

Viaggiatrice seriale.

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Cayo Largo: un paradiso

Una vacanza a Cuba senza mare è praticamente impossibile!
Dopo aver visitato la coloratissima Avana e aver ammirato le bellissime coltivazioni di tabacco a Vinales, è arrivato l’attesissimo momento: goderci il mare.
Come sempre le cose semplici non ci piacciono, così al posto di rilassarci a Varadero, abbiamo deciso di prendere un volo interno per raggiungere la località di Cayo Largo.
Questo cayo credo sia l’unico (o uno fra i pochi) raggiungibile solamente via aerea, quindi non vi dico il mio panico quando  a 4 giorni dalla partenza mi hanno cancellato il volo!
Va beh, non sto a dilungarmi troppo, ma voglio solo dirvi che questi voli interni sono organizzati solamente dalle compagnie cubane, a meno che non facciate il volo diretto sull’isola.
Detto ciò, non consiglio questa avventura a chi ha paura dell’aereo perchè la flotta non è molto ben assortita, o meglio aerei grossi non ci sono.
Ma non fatevi fermare da questo particolare.
Quest’isola è prettamente turistica, non c’è un vero e proprio centro e nemmeno una comunità, ma semplicemente resort e personale che ci lavora.
Non spaventatevi subito, non era questa la mia intenzione.
Sapete benissimo che non amo le vacanze turistiche da pecoroni, ma se volete vedere un mare davvero meraviglioso dovete scendere a dei compromessi,
L’ideale secondo me è fermarsi 2 notti e 3 giorni (noi siamo stati 3 notti), il tempo giusto per non stancarsi della vita del resort e del cibo e per godere appieno delle bellezze del cayo.
Le due spiagge più belle in assoluto sono Playa Paraiso e Playa Sirena e in qualsiasi villaggio passano ininterrottamente taxi per portarvi lì,la corsa costa 2 cup a testa a tratta indicativamente e potete scegliere l’ora in cui farvi ritornare a prendere.
La mia preferita in assoluto è stata Playa Paraiso, acqua limpidissima e in alcuni tratti anche molto bassa, spiaggia abbastanza spaziosa con vegetazione per ripararsi dal troppo sole e per fare una bella pennica! 🙂

Acqua cristallina a Playa Paraiso

Troverete un chioschetto, se volete pranzare lì però dovete comunicarglielo al mattino appena arrivate altrimenti rischiate di rimanere a digiuno.
La sabbia è bianca e non scotta affatto, quindi perfetta per  fare delle belle camminate e scoprire qualche scorcio pittoresco.
Stranamente in una mia vacanza ci sono stati giorni di puro relax se non addirittura ozio! 🙂
Ho trascorso le giornate fra il mare, la piscina e i ristoranti!
E ho anche trascorso un meraviglioso compleanno al mare, il primo della mia vita considerando che cade a febbraio!
E’ stata una giornata davvero bellissima, la prima parte simile alle altre fino a quando non mi sono rilassata con un bel massaggio.
A metà pomeriggio poi siamo partiti in pullman e abbiamo raggiunto la Marina (andate al bar e prendete un bel mojito) da dove salpava il nostro catamarano.

Mojto alla Marina

Si si, avete capito bene, abbiamo fatto un’escursione al tramonto in catamarano (le diverse escursioni si possono acquistare direttamente all’interno del resort) ed è stato magnifico.
La gita prevedeva una sosta per fare snorkelin (abbiamo visto un pò di pesci ma niente di particolare), un’altra sosta in una piscina naturale dove abbiamo avuto la fortuna di vedere oltre alle bellissime stelle marine anche delle razze e una visita all’isola delle iguane.
Si tratta di un vero e proprio isolotto popolato solamente da iguane….vi assicuro che non è proprio uno spasso camminare scalzi con quelle bestiole vicino ai pieni!

Isola delle iguane

Però ne vale la pena, è davvero particolare.
Come ciliegina sulla torna abbiamo ammirato un tramonto favoloso e una volta che il sole è sparito sott’acqua abbiamo deliziato il nostro palato con una cenetta con i fiocchi a base di aragosta.
Se ci ripenso mi viene l’acquolina in bocca.

Tramonto dal catamarano

Una super escursione…..ve la consiglio proprio (il costo è di circa 80 € a testa compresa la cena e il bere illimitato, so che non è poco, soprattutto rapportato al costo della vita a Cuba, ma una volta che siete lì fate uno strappo alla regola).
Un giorno abbiamo noleggiato un motorino,pensando di essere autonomi e viverci il cayo in lungo e in largo, ma ve lo sconsiglio proprio perchè non cè nulla da vedere sull’isola, al massimo andate a sbirciare gli altri resort o raggiungete la Marina, nient’altro.
Questa è stata la mia esperienza a Cayo Largo, che sinceramente ripeterei.
Vi saluto con l’immagine che mi viene in mente se ripenso a quei giorni: due stelle marine che brillano in un’acqua cristallina.

Cayo Largo racchiuso in una foto

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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La mia vacanza a Cuba in breve

E’ febbraio e il mio primo “viaggione” dell’anno l’ho già fatto.
Dove sono stata??!!! A Cuba!
Devo ammettere che questa volta la scelta della destinazione è stata del mio ragazzo, ma lo ringrazio perchè sono tornata a casa davvero soddisfatta.
Forse è proprio vero che è il momento giusto per visitarla, prima che cambi troppo.
Noi abbiamo avuto poco tempo a disposizione, una sola settimana ma abbiamo cercato di sfruttarla al meglio.
In aeroporto ci attendeva la proprietaria dell’appartamento in cui soggiornavamo a L’Avana e in taxi, dopo circa 20-25 minuti abbiamo raggiunto la nostra meta: Malecon, la zona sul mare.
Premetto che io sono astemia:appena entrati in casa abbiamo avuto giusto il tempo di appoggiare i bagagli che ci sono stati offerti rum e sigaro.
Accoglienza perfetta se non fossero state le 23 circa,provati da un viaggio di più di 9 ore,praticamente a digiuno!!!
L’inizio è stato promettente.
La mattina successiva a bordo di un coco-taxi (un specie di apetto,dove al posto del cassone c’è una specie di grossa palla da bouling che ospita i passeggeri) abbiamo raggiunto il centro de L’Avana e abbiamo iniziato la nostra visita,subito rapiti dalle meravigliose auto anni 50 che invadevano la strada.

Giornata intera alla scoperta della città e sosta in uno dei grandi hotel per prenotare l’escursione per il giorno successivo.
L’indomani infatti a bordo di un pulmino con altre 11 persone siamo partiti alla volta di Vinales per ammirare le meravigliose piantagioni di tabacco,vedere con i nostri occhi come prende forma un sigaro e fare un’escursione – prima a piedi e poi in barca – nelle grotte della zona.

Giusto il tempo di ritornare in città e scoprire che il nostro volo per Cayo Largo sarebbe partito alle 4 del mattino successivo.
Senza perderci d’animo non siamo tornati a casa per niente,siamo rimasti in centro per cena e siamo finiti dentro casa – o meglio nel terrazzo – di una famiglia locale.
Mi sono gustata un’aragosta strepitosa!
Ah giusto, non vi avevo ancora detto che l’aragosta è il piatto tipico e si trova ovunque a prezzi davvero buoni.
Come previsto da programma la sveglia per farci fare l’alzataccia è suonata all’ora prevista  e il nostro passaggio è arrivato puntuale per accompagnarci all’aeroporto  dei voli domestici.
Fortunatamente non abbiamo paura di volare e nemmeno degli aerei piccoli, ma alcuni dei passeggeri del volo non si sono fatti 35 minuti tranquilli: tutt’altro!

Toccata terra di nuovo a Cayo Largo era già tutto organizzato,dopo averci divisi in gruppi in base ai nostri resort ci hanno accompagnato in pullman e da qui è iniziata la vacanza di mare.
Quattro giorni di puro relax nel mare caraibico, con un tempo bellissimo – per fortuna, considerando che le previsioni prima di partire davano sempre brutto tempo -.
Il mio primo compleanno al mare!!!!Che bellezza! 🙂
Un giorno abbiamo fatto un’escursione in catamarano, giusto per spezzare un pò: snorkeling, bagni magnifici, visita all’isola delle iguane e cena a base di aragosta al tramonto…..ve lo consiglio davvero.

Come tutte le cose belle, anche questa pace è finita,così in un giorno abbiamo preso sia il volo interno per tornare a L’Avana sia il volo per tornare a casa, intervallati però da un giro in centro con bagagli annessi.
Questo è veramente un brevissimo riassunto,giusto per invogliarvi un pò a scoprire Cuba….presto vi svelerò anche tutti i dettagli.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Cosa evitare a L’Avana

Due settimane fa ero ancora in territorio cubano, oggi invece mi ritrovo qui a scrivere qualche consiglio per non farvi commettere errori in un eventuale viaggio alla scoperta di questa bellissima isola.

Diciamo che i miei consigli non sono proprio dei must (solo uno), ma vi agevolerebbero il viaggio.
Come prima cosa parliamo del bagaglio.
In Italia (purtroppo) siamo abituati a delle attese per il ritiro dei bagagli, ma vi assicuro che io non ho mai aspettato tutto quel tempo.
Dopo un volo lungo e stancante si ha solamente voglia di uscire all’aria aperta e invece io sono stata circa un’ora (non sto esagerando) ad attendere il mio bagaglio.
Non so dirvi se sono stata sfortunata io oppure funziona sempre così.
Il colmo è che avevo come bagaglio uno zainone che potevo tranquillamente imbarcare come bagaglio a mano, ma per via dei liquidi ho deciso di mettere in stiva; stessa cosa per il mio ragazzo che viaggiava con un trolley a mano.
Il mio consiglio quindi è di viaggiare con il bagaglio a mano se non vi trattenete per più di una settimana, tanto gli indumenti richiesti sono estivi e non vi richiederanno una super valigia! 🙂
Il secondo consiglio riguarda la scoperta de L’Avana.
In linea generale sono contraria ai tour organizzati, ma spesso (soprattutto quando ho davvero poco tempo) cedo al tour in bus della città con l’audioguida.
Quando i tempi sono davvero serrati cerco sempre di “prendere” il più possibile e questa è una soluzione.
Per quanto riguarda L’Avana però secondo me non ne vale la pena, la bellezza della città si trova nella parte vecchia, mentre il bus fa praticamente il giro dei maggiori hotel e arriva fino ad un circo: mi sembra un pò fuori tema.
Il mio consiglio quindi è di evitare il giro in bus.
L’ultimo accorgimento l’avrete già sentito da tantissime persone, ma una volta in più non fa mai male.
Parlando di Cuba inevitabilmente si parla di sigari.
Non comprate mai (soprattutto dai venditori in strada) scatole di sigari già chiuse, potreste pagare una fortuna e ritrovarvi all’interno delle vere e proprie cianfrusaglie.
Decidete che marca comprare,guardate i sigari con i vostri occhi e indicate la scatola che volete, il venditore la chiuderà e vi apporrà il sigillo di garanzia: solo in questo modo potete stare tranquilli.
Ecco tre piccoli accorgimenti che potranno esservi d’aiuto.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.
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Fuga ad Alcatraz

Siete mai stati ad Alcatraz?!
Io per fortuna si e ne sono davvero contenta.
Durante il mio tour in California, dopo aver ammirato la città di San Francisco in tutto il suo splendore, mi sono presa una giornata per visitare il famosissimo carcere di sicurezza.
L’isola è raggiungibile solo a bordo di un battello, così ne ho preso uno dal molo 39 del Fisherman’s Wharf.
E’ famoso a livello mondiale proprio perchè ritenuto il carcere di sicurezza assoluto, da dove nessuno sarebbe mai evaso.
Inizialmente era solo una piccola isola su cui venne costruito un faro per l’aumento del traffico marittimo, poi solo nel 1934 divenne il carcere di massima sicurezza,sfruttando la posizione e la conformità geologica.

Venne soprannominato anche The Rock (la roccia), proprio perchè quasi interamente composto di questo materiale.
Ne abbiamo sempre sentito parlare e tutti abbiamo visto il film, ne sono sicura….ma trovarsi lì è totalmente diverso.
L’audioguida vi accompagna in tutto il percorso, dai lunghi e freddi corridoi, alla mensa, passando per il campetto per “l’ora d’aria” fino ad arrivare alle celle standard e a quelle di massimo isolamento.

Qui venivano mandati i criminali peggiori o coloro che avevano tentato di evadere dagli altri istituti; le celle erano singole e di ridotte dimensioni.
Ve ne sono alcune con ancora degli oggetti personali che i detenuti potevano tenere, tipo quadri, poster o strumenti musicali.

Il non rispetto delle regole veniva punito con l’isolamento,al freddo e al buio per diversi giorni.
Criminali e gangster famosi furono imprigionati qui, primo fra tutti Al Capone.
Inutile girarci intorno, il momento più interessante è il racconto nei minimi particolari dell’evasione di 3 detenuti che con un semplice cucchiaio riuscirono a scavare un tunnel dalle proprie celle e crearono dei manichini che lasciarono sui letti per ingannare le guardie.

Pensare di arrivare fino alla spiaggia di San Francisco a nuoto, gettandosi in quelle acque gelide è quasi impossibile…ma evidentemente qualcuno c’è riuscito.
Alcuni ritengono che oggigiorno Alcatraz sia diventato solamente un luogo prettamente turistico,senza un’anima….io credo invece che una visita al carcere di massima sicurezza valga la pena.
Vedrete l’ufficio delle guardie e vi renderete conto che non erano tanto tutelate e al sicuro,se la situazione si fosse messa in un certo modo sarebbe state spacciate.
La prigione fu chiusa definitivamente il 21 marzo del 1963, dopo essere stata controllata da ben 4 direttori.

Oggi è un museo,ma è anche la casa di tanti gabbiani e di meravigliosi fiori…..il rovescio della medaglia.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

america

Natura allo stato puro: Everglades National Park

“In America lo sai che i coccodrilli vengon fuori dalla doccia?!….”
Non sono impazzita, è solamente il testo di una canzone di Samuele Bersani che stavo ascoltando e come un’illuminazione ho capito che era giunto il momento di parlarvi dei veri coccodrilli (alligatori) che ho incontrato nel Nuovo Mondo.
Dobbiamo spostarci in Florida e più precisamente dobbiamo fare una gita fuori porta partendo da Miami.
Percorrendo un pò di km in direzione sud, ecco l’ Everglades National Park, un vero paradiso naturale:pensate che “il fiume d’erba” è l’ultima zona subtropicale incontaminata degli Stati Uniti.

Il parco nazionale è davvero immenso,quindi vi consiglio di fare come me e scegliere un accesso al centro visitatori ed immergervi totalmente nella natura.
La profondità del fiume varia da diversi metri a pochi centimetri, mentre la misura più importante è la larghezza del suo letto,parliamo di diversi km.
Le possibilità per vivere il parco sono molteplici, da un giro in bicicletta ad un giro in autobus per ammirare la flora e la fauna, ma la cosa più bella a mio avviso è senza ombra di dubbio il giro sulla barca a fondo piatto lungo il fiume.

Una volta fatti i biglietti abbiamo atteso il nostro turno e nel giro di pochi minuti siamo saliti a bordo dell’imbarcazione insieme al nostro gruppo, non prima però di aver indossato un paio di tappi per le orecchie.
Ah si, sono fondamentali perchè il rumore della grande elica dell’imbarcazione è fortissimo ed è impossibile stare senza; tranquilli, vi verranno forniti dalla struttura.
Eravamo praticamente solo noi e altre imbarcazioni come la nostra a percorrere il letto del fiume, completamente circondati da una natura imponente.
Diciamo che le mangrovie si sono aggiudicate una bella fetta di territorio, ma si possono ammirare tantissime specie di alberi.
Inutile dire che la nostra attenzione era completamente rivolta verso gli alligatori e devo ammettere che fa un certo senso guardare giù e scorgerli proprio a filo d’acqua e a filo della nostra imbarcazione!!!

Però che meraviglia!
Ad un certo punto ci siamo addentrati in una zona maggiormente ricca di vegetazione e piacevolmente sorpresi abbiamo notato altri animali non acquatici:una specie di orsetti lavatori!
Stavano lì affatto intimoriti e ci guadavano con i loro musetti dolci!Che esperienza.

Lungo il percorso abbiamo incontrato altri animali e diversi specie di uccelli.
Lasciatemelo dire:che figata!
Tornati con i piedi a terra abbiamo fatto un giro della struttura che ospita anche tartarughe,pappagalli e logicamente alligatori.
Se non ricordo male, le Everglades sono l’unico posto in cui convivono pacificamente coccodrilli ed alligatori.
La nostra esperienza naturalistica è durata solamente una giornata perchè eravamo in viaggio e a malincuore abbiamo dovuto riprendere il cammino.

Le tipologie di escursioni all’interno del parco sono tante, quindi è possibile dedicargli più giorni, ma allo stesso tempo è una tappa consigliata anche solo per una gita giornaliera da Miami.
Lasciate per un giorno la spiaggia e dedicatevi al verde, vi assicuro che ne vale la pena.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.