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Come organizzare un viaggio a Guadalupa in autonomia

Che ne dite di andare alle Piccole Antille Francesi?!
Vi porto a Guadalupa!!!
Iniziamo subito con l’organizzazione del viaggio che è molto più semplice di quello che sembra.

Documenti
Poter andare ai Caraibi anche senza passaporto non mi pare una cosa da poco.
Per tutti coloro che non hanno fatto questo documento o per tutti quelli che al momento è scaduto, ecco il viaggio perfetto.
Essendo una regione della Francia oltreoceano infatti, potrete tranquillamente partire con la sola carta d’identità.

Volo
Come prima cosa direi di trovare il volo e in questo periodo trovate delle ottime offerte con la compagnia LEVEL con partenza da Parigi Orly….

basta aggiungere un low cost per raggiungere la capitale francese e il gioco è fatto.

Alloggi
Oltre ai resort, la formula più utilizzata è quella dell’appartamento, quindi già da casa prenotatelo o da booking o da Air B&B,

così poi potrete scegliere se sfruttare la cucina e mangiare a casa o optare comunque per lo stile vacanziero e andare al ristorante.

Visto
Come detto in precedenza, facendo parte della Francia non occorre nessun visto particolare.

Vaccini
Nemmeno le vaccinazioni sono richieste…portatevi però un buon repellente per gli insetti in quanto è diffusa la Dengue.

Trasporti
L’isola ha la forma di una farfalla ed è parecchio grande, quindi consiglierei di noleggiare l’auto.

Moneta
Essendo praticamente in Francia la moneta è anche quì l’euro.

Elettricità
Non occorono adattatori in quanto le prese della corrente sono come le nostre.

Lingua
Ah, come ultima cosa vi direi che qualche nozione di francese sarebbe meglio averla…..qualcuno parla anche inglese ma la maggior parte delle persone no.

Ora non vi resta che attendere la partenza e godervi un viaggio ai Caraibi ma con la comodità dell’Europa.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice Seriale.

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Olanda, dalla fioritura dei tulipani al Mare del Nord

Cari amici viaggiatori, sono rientrata da pochi giorni da un weekend al di sopra delle mie aspettative, non credevo assolutamente di poter restare così affascinata e soddisfatta dopo la mia visita in Olanda.
La prima cosa essenziale da dire è che l’Olanda non è solo Amsterdam, magari non lo facciamo volontariamente ma credo che questo accostamento avvenga nella maggior parte delle nostre menti.
Avevo visitato Amsterdam qualche anno fa e mi era piaciuta, ma questo weekend è stato una vera riscoperta.
Sono partita il venerdì pomeriggio e il lunedì all’ora di pranzo avevo di nuovo appoggiato i piedi sul suolo italiano, ma vi assicuro che sono bastati.
Ho ricevuto la proposta da una mia amica che vive in Belgio e dato che per me ogni meta che non ho già visto vale un viaggio, ho subito accettato! 🙂
Il motivo  fondamentale della nostra visita era la fioritura dei tulipani e la visita al Keukenhof, un giardino botanico situato nei pressi di Lissa, considerato il più grande parco di fiori a bulbo del mondo. Ci aspettavamo tanta gente, ma una volta arrivati nel parcheggio siamo rimasti di stucco, non potete immaginare la quantità di macchine presenti. Un pò spaventati per la troppa confusione ci siamo diretti alle casse e dopo aver pagato 15 euro di biglietto siamo finalmente entrati in questo mondo fantastico.
Il parco è talmente grande – 32 ettari – e ben organizzato che non ci si rende conto realmente della gente presente, il tutto fila liscio, non troverete code o ingorghi.
Uno dei motivi di tanta affluenza è anche il fatto che il parco è aperto al pubblico solamente per due mesi all’anno, quest’anno dal 21 Marzo al 19 Maggio 2019.
I dati parlano della fioritura di 7 milioni di bulbi piantati a man, 4 milioni e mezzo dei quali sono tulipani di oltre 100 varietà, mentre i restanti sono giacinti e narcisi.
Presi dall’euforia iniziale non si fa altro che scattare fotografie, ma ben presto ci si rende conto che non vi è “gruppo” di fiori più bello dell’altro, tutto il parco è una meraviglia. All’interno ci sono inoltre diverse zone espositive con esposizioni temporanee di fiori, che valgono assolutamente una visita… io sono rimasta sconcertata dal padiglione delle orchidee: indescrivibile!!
Oltre fiori a perdita d’occhio, troverete un lago “attraversabile” a  piedi su lastre circolari, un mulino a vento, statue e canali. Diciamo che almeno tre ore vi serviranno per fare un giro abbastanza completo, ma tranquilli, se siete stanchi o affamati ci sono diversi punti di ristoro.
E’ un qualcosa di veramente unico, assolutamente da vedere anche per chi non ama alla follia i fiori.
Appena usciti da lì poi, facendo solo qualche centinaio di metri lungo la strada, ci siamo ritrovati davanti a interminabili campi in fiore, quelli propri autentici e non all’interno di un parco, forse una visione ancora più bella  di questo periodo dell’anno, file di diversi colori che si affiancavano creando una tipica immagine da cartolina.

Meravigliosa distesa di tulipani in fiore

Una volta lasciato questo ambiente fiabesco, siamo ripartiti in macchina e abbiamo raggiunto Zandvoort, la città in cui avremmo pernottato. La scelta della località è stata fatta semplicemente perchè comoda in relazione alla distanza dal parco e dalla città che volevamo visitare il giorno successivo. E come capita spesso, la casualità aiuta…. senza saperlo abbiamo raggiunto una località balneare sul Mare del Nord, ricchissima di locali sulla spiaggia, uno più bello dell’altro, che fanno assolutamente presumere che in estate sia completamente presa d’assalto. Essa è infatti l’unica località balneare dei Paesi Bassi a possedere una stazione ferroviaria e per fare un salto nel passato è stata anche la sede del circuito automobilistico dove si è corso il Gran premio d’Olanda di F1 in passato.
Locali che cucinano un pesce ottimo e case magnifiche che danno proprio sul mare, tutte provviste di una grande finestra sulla facciata principale dalla quale ammirare il mare; sempre dalla stessa poi abbiamo potuto ammirare gli interni e gli arredamenti di queste villette: magnifici. Sicuramente un agglomerato di seconde case, le case estive”… beati i proprietari.
Dopo aver fatto una passeggiata rilassante sulle coste del Mare del Nord, abbiamo deciso si cenare al De Haven, uno dei locali sopracitati: ottimo filetto di merluzzo e uno splendido piatto di cozze e capesante, per non parlare del pazzesco tris di dolci, ve lo consiglio vivamente.

Le case affacciate sul Mare del Nord

Per il giorno successivo avevamo un programma abbastanza dettagliato da rispettare, così siamo partiti di buonora e poco dopo abbiamo raggiunto la città di Haarlem.
Purtroppo il tempo non è stato clemente, così abbiamo fatto un giretto sotto la pioggia,; la cittadina è molto carina, ma comunque i luoghi di maggiore interesse sono collocati tutti intorno alla piazza del Mercato Grande, nonchè centro della città.
Su di essa si affaccia un capolavoro dell’architettura gotica, la Chiesa Grande di san Bavone che possiede due primati: è la più grande chiesa d’Olanda e la più alta dei Paesi Bassi; al suo interno da non perdere assolutamente il grande organo.
Da qui ci siamo sposati poi a Leiden, in italiano Leida è una città universitaria e si trova sul vecchio Reno. Tipica città olandese attraversata da diversi canali che rendono anche una semplice passeggiata qualcosa di unico: Ovunque mi girassi vedevo un simbolo di due chiavi incrociate e non capivo cosa fosse, così per evitarvi la medesima cosa vi dico già che è chiamata anche la “città della chiave”. Qui nacquero Rembrandt e Jan Steen e logicamente in molti musei e pinacoteche sono conservate le loro opere.

Uno dei canali di Leida

Dopo aver curiosato e passeggiato fra i piccoli vicoli ci siamo messi di nuovo in marcia e abbiamo raggiunto Breda.
Diciamo che qui si respira tutta un’altra atmosfera, lo stile della città è molto simile alle precedenti ma qui c’era gente, gente, gente e ancora gente, forse perchè era domenica pomeriggio, non so.
Tutti i baretti e le caffetterie della piazza con tavolini all’aperto erano occupati, forse era complice anche il bel tempo (per fortuna il mal tempo era rimasto alle spalle).
In passato era una  città fortificata, infatti appena si arriva si possono ammirare le mura a ridosso del fiume; il centro e la piazza sono luoghi carini, ma vi è anche un castello, un grande parco e il Begijnhof.
In città ci sono anche diversi musei, ma dipende sempre dal vostro tempo, noi abbiamo fatto una toccata e fuga, se voi pernottate lì o comunque decidete di trascorrerci diverso tempo, vedrete che le  attrazioni non mancheranno.
Con la terza città visitata in un solo giorno la nostra visita in Olanda è terminata, ma sono rientrata a casa molto ma molto soddisfatta, forse è proprio vero che quando non ti aspetti niente rimani sempre maggiormente sorpreso.
Sicuramente rimarranno nella mia memoria i piccoli paesini che abbiamo attraversato in macchina, sembrano oasi di pace e tranquillità, circondati da verde e organizzati al meglio.
Beh del Keukenhof che dire, è veramente difficile spiegarlo a parole….dovete assolutamente assistere alla fioritura dei tulipani olandesi e vi renderete conto di che cosa sto parlando.
Olanda, un paese da scoprire!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Visto che la fioritura ha un tempo limitato, non vi resta che cercare voli economici e partire!!!

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5 cose gratuite da fare a Basilea

Quando sento parlare di Svizzera le sensazioni che provo d’impatto sono due: estrema curiosità in quanto è una nazione bellissima,che offre un sacco di attrattive e ha una natura rigogliosa e timore per il mio portafogli. Inutile girarci intorno, tutti abbiamo questo pensiero che ci frulla in testa.
Considerando che sono stata da poco a Basilea, vi dirò 5 cose da fare gratuitamente (o quasi).
Facciamo un piccolo passo indietro, ci troviamo al nord della Svizzera, proprio al confine con Francia e Germania; pensate che l’aeroporto è letteralmente diviso in due, ci sono sia la dogana svizzera che quella francese.
Una volta raggiunto il centro di Basile a bordo dell’autobus 50 che vi farà scendere proprio di fronte alla stazione del treno,inizierà la vostra avventura.

Cosa vedere 

Cattedrale e Pfalz

Il simbolo per eccellenza di Basilea è la Cattedrale.Un tempo sede vescovile, venne costruita tra il XII e il XV secolo il stile romanico e gotico.

Dalla terrazza panoramica chiamata Pfalz, potrete godervi la splendida vista sul Reno, sulla Foresta Nera e sulla piazza sottostante, luogo d’incontro e sede di varie manifestazioni.

Il Palazzo del Municipio

La vostra attenzione sarà catturata da un meraviglioso edificio di colore rosso, ovvero il Palazzo del Municipio e sede del governo di Basilea e del Parlamento che si trova in pieno centro.
Fermatevi ad ammirarlo con attenzione perchè è davvero meraviglioso con le sue decorazioni trompe l’oeil. La parte più antica venne costruita fra il 1504 e il 1514.

Nel cortile interno si trova una statua di Munazio Planco, il fondatore della prima colonia romana sul territorio di Basilea.
A volte organizzano visite guidate (informatevi all’ufficio del turismo).

Attraversare il Reno a bordo di un traghetto

Esperienza da non perdere considerando il costo irrisorio.
Dovete sapere che si tratta di traghetti particolari, vengono spinti solamente dalla corrente del Reno e vi condurranno da una sponda all’altra.

Sono attaccati ad un cavo d’acciaio che collega le due estremità sulla terra, non farete nemmeno in tempo a salire che la forte corrente vi avrà già trasportato sull’altro lato.
Per chiamare il traghettatore o Fahrimaa, dovrete suonare , come da tradizione, il campanello sul pontile.

Fontana d Tinguely

Si tratta di uno dei punti d’incontro maggiormente frequentati.
Questa originalissima fontana ospita diverse opere d’arte dell’artista svizzero Jean Tinguely, tutte in movimento e collocate al suo interno.

In estate mette allegria con i suoi incessanti spruzzi d’acqua, mentre in inverno si gela diventando una bellissima scultura di ghiaccio. Molti locali amano trascorrerci la pausa pranzo.

Il Reno

Il Reno unisce le due parti di Basilea ed è il luogo dove poter fare una passeggiata rilassante, bersi una birra a fine giornata , fare una grigliata, ammirare il tramonto o addirittura concedersi una nuotata nelle serate estive.

Vi ho fatto risparmiare qualche soldino perchè Basilea è ricchissima di attrazioni -pensate che solamente i musei sono più di quaranta e le fontane più di 100 – e avrete l’imbarazzo della scelta!

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

europa, Spagna

Perchè andare a Vigo: alla scoperta della Galizia

Vigo è mare,
Vigo è buon cibo,
Vigo è un centro storico curato,
Vigo è un’uscita con amici a mangiare tapas,
Vigo è Spagna.
Sono partita col dire cosa ha rappresentato per me questa città perchè prima di partire mi sono documentata un pò e le impressioni generali non erano troppo buone.
Bisogna essere sinceri nel dire che a Vigo non si respira quella spensieratezza nell’aria che si può trovare in altre città spagnole ma non per questo la scarterei a priori.
La scelta è ricaduta quì per un motivo molto semplice: ho trovato un volo low cost molto economico e no me lo sono fatto scappare.
Avevo a disposizione tre giorni pieni che ho sfruttato veramente al massimo.
Al mattino del primo giorno abbiamo preso un traghetto dal porto – vicinissimo al centro – per raggiungere le Isole Cies.
Dopo circa 50 minuti di navigazione abbiamo raggiunto questo parco naturale che è apparso ai nostri occhi quasi incantato.
Erano circa le 10 del mattino ed eravamo i primi ad arrivare, l’atmosfera era ancora ovattata, come se l’isola si dovesse ancora svegliare.

La grande spiaggia che accoglie chi arriva era ancora deserta e il vento soffiava forte.
In effetti non siamo stati molto fortunati, per essere fine giugno faceva parecchio freddo, così al posto di crogiolarci al sole, ne abbiamo approfittato per visitare l’isola e i suoi angoli nascosti.

Di ritorno nel pomeriggio a Vigo, ne abbiamo approfittato per fare un giretto in centro e infilarci anche un pò di shopping. In generale non mi dedico a questa attività quando sono via, ma mettetevi nei miei panni: in Spagna nel periodo dei saldi, impossibile resistere!
Sabato sera la città si è popolata, il centro con tutte le sue taperie pullulava di gente ed è stato un vero piacere sia per gli occhi che per il palato saltare da un locale all’altro, da una piazzetta all’altra.
Domenica mattina a bordo di un treno in 50 minuti abbiamo raggiunto la famosa città di Santiago de Compostela.

Rimango dell’avviso che percorrere il cammino ed arrivare al cospetto della Cattedrale contando solo su sè stessi è tutta un’altra esperienza, molto più forte,molto più bella e molto più viva.
Ma era troppo vicino a Vigo per non approfittarne, così mi sono persa fra i suoi vicoletti e prima di entrare a visitare la Cattedrale, mi sono seduta sotto i portici ad ammirare i pellegrini che arrivavano e quindi concludevano in quel momento un’esperienza unica.

 

Vi giuro che mi è venuta la pelle d’oca e mi sono emozionata facendo solo da spettatrice….la prossima volta sarò dall’altra parte.
Conoscete la storia di Santiago de Compostela?!
Praticamente ne l punto in cui è stata trovata la tomba di San Giacomo è stato costruito un piccolo tempio che nel corso degli anni  stato ampliato fino a diventare la Cattedrale che vediamo noi.
Dopo San Pietro sembra essere il 2° luogo di culto per i pellegrini cristiani.

Visita interna della Cattedrale, visita a qualche museo, pranzo e in men che non si dica siamo saliti di nuovo su un comodo e pulito treno per ritornare a Vigo.
La seconda sera abbiamo optato per un ristorante di buon livello, arredato in modo eccentrico e con dei piatti super.
Se vi capita prenotate un tavolo a La Trastienda del Cuatro.
Ultimo giorno di vacanza per noi e fortunatamente è tornato il caldo.
Stessa tratta del primo giorno per raggiungere le Isole Cies dove ci siamo concessi una bellissima giornata di mare.

 

Il sole picchiava ma essendo oceano l’acqua è sempre stata freddissima.
Ma che acqua ragazzi!Impossibile non tuffarsi.
Le spiagge belle sono tante e noi ne abbiamo visitate più di una; pensate che Praia das Rodas è stata considerata dal The Guardian la spiaggia più bella del mondo…..vi lascio sognare ad occhi aperti.
Da non perdere anche Figueiras (spiaggia nudista) e quella di Nosa Senora.

L’isola non offre solo mare, così prima di ritornare sulla terra ferma ne abbiamo approfittato per fare una bella camminata, raggiungere uno dei suoi fari e un belvedere davvero suggestivo.

 
L’ultima notte  abbiamo pernottato in un hotel 4 stelle, così di ritorno dalle isole ci siamo goduti la spa nell’attico…..che meraviglia ragazzi.
 

Sono stati 3 giorni intensi che ci hanno fatto scoprire un’altra parte di Spagna che mi è piaciuta molto: la Galizia.
Se siete in cerca di bei luoghi e buon cibo, ma non avete voglia di una meta troppo turistica, ecco la soluzione per voi.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

 

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Il villaggio medievale di Saint-Cirq Lapopie

Vi ho già parlato della mia esperienza nella regione francese di Midi-Pirenei, precisamente nella valle del fiume Lot, ma vorrei soffermarmi su Saint-Cirq Lapopie perchè è un vero gioiellino e mi ha completamente rapita.
Si tratta di uno dei più bei paesi di Francia ed è stato anche premiato come “villaggio favorito dei francesi” e non fatico a crederlo.

Case in pietra su Place du Sombral

Immaginatevi un villaggio medievale abbarbicato su un dirupo che si getta a strapiombo sul fiume Lot.
Prima ancora di arrivaci lo scorgerete in tutta la sua maestosità dalla strada sottostante e piano piano avvicinandovi, vi renderete subito conto della sua bellezza.

Vista del villaggio dalla strada

Ha una storia antica, che parte addirittura dal neolitico;farete poi un salto nel medioevo fino a raggiungere l’epoca dei surrealisti.

Resti della fortezza

Lasciatevi guidare dal vostro istinto nella scoperta di questa meraviglia, perdetevi fra le sue viette strette, visitate i resti della fortezza medievale, ammirate la facciata della chiesa e percorrete la strada principale fino ad arrivare alla porta della Pelissaria nella parte opposta del villaggio.

Chiesa del villaggio

Ammirate le case in pietra curate nei minimi particolari, fotografate i fiori che rendono l’atmosfera ancora più piacevole,andate alla ricerca della Casa Daura, residenza internazionale per artisti che ospitò diverse persone illustri e se ne avete bisogno chiedete informazioni all’ufficio turistico in Place du Sombral.

Il mio consiglio è quello di visitare il villaggio senza fretta, consultando la cartina giusto per non perdersi nessuna attrazione, ma girando liberamente e teletrasportandovi con la mente nel Medioevo.
Saint-Cirq Lapopie fu sede di pellai e soprattutto di tornitori di legno, infatti troverete proprio le vie dedicate a questi due mestieri.

Vietta tipica

Se avete parecchio tempo a disposizione potete raggiungere il villaggio anche a piedi con una bella passeggiata che parte dalle sponde del fiume Lot e risale fino in cima, altrimenti potete andare alla scoperta delle zone limitrofe come la Grotta del Pech Merle che custodisce autentici dipinti preistorici o fare una crociera sul fiume Lot…..non avete che l’imbarazzo della scelta.
Il poeta francese André Breton disse a proposito di Saint-Cirq Lapopie: “Ho smesso di desiderarmi altrove” …… quindi direi che una visita è più che consigliata!
Se siete a Cahors dista solo 35 minuti di auto.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Francia: natura e borghi nella Valle del Lot

La voglia di partire non manca mai, ma avere amici sparsi per il mondo è sempre un ulteriore motivo per fare le valigie e scoprire luoghi nuovi.
Lo scorso fine settimana ho raggiunto mia cugina che vive in Francia, precisamente nella regione di Midi-Pirenei…se non fosse stato per lei molto probabilmente non avrei mai scoperto questo pezzetto di mondo.
Per semplificarvi le cose e farvi fare mente locale ci troviamo nei pressi di Tolosa.
Questa volta non ho visitato la città rosa, ma mi sono dedicata a piccole cittadine e paesini.
Io sono innamorata della Provenza e dei suoi colori, ma vi assicuro che a livello di borghi questa zona non ha nulla da invidiarle.
Dovete sapere che le attrattive in zona sono diverse.
Ai primi posti troviamo sicuramente un turismo legato ai vini, vigne e vitigni si espandono a vista d’occhio.

Davvero interessante è la conversione di antichi castelli in vere e proprie cantine,dove è possibile effettuare degustazioni o acquistare direttamente il vino.
La zona è ricca di chateaux che rendono il tutto ancora più suggestivo: le costruzioni medievali circondate da vigneti sono davvero un bello spettacolo da ammirare.

Chateaux tra le vigne

La natura la fa da padrona, io sono stata principalmente nella Valle del Lot, un fiume dal corso molto tortuoso che bagna diverse località.
Ho visitato Cahors sabato mattina,giorno di mercato, e mi sono calata nei panni di una vera francese.
La piazza ospita la varie bancarelle degli agricoltori locali, ogni persona porta al braccio la grande borsa di paglia da riempire di prelibatezze, dalla verdura fresca al pane casereccio (non la baguette), dalle grandi fragole ai diversi formaggi.
Di fianco alle bancarelle poi si estende il mercato coperto, entrando si è colpiti da un’infinità di colori e odori.
Prima di fare compere però la mia guida personale mi ha mostrato la cittadina: prima tappa le Pont Valentrè che attraversa il fiume Lot con la sua struttura imponente,le torri gli archi e una curiosa leggenda.
E’ il simbolo della città,è patrimonio dell’Unesco ed è il ponte medievale fortificato più rappresentativo di Francia.

Pont Valentrè

Ammirato il ponte abbiamo percorso i sentieri pedonali che costeggiano il letto del fiume, curati nei minimi dettagli e arricchiti sia da rose che da piccoli vitigni.
Arrivate nella parte antica è stata la volta della Cattedrale con il suo giardino di piante officinali, della piazza brulicante di vita con il suo mercato e dei vari giardini segreti nascosti nelle piccole corti delle abitazioni.

Giardino della cattedrale

Con mia grande sorpresa ho constatato che a Cahors passa uno dei tanti sentieri del cammino di Santiago de Compostela, quindi se siete amanti dei trekking e percorrete km come se non ci fosse un domani, potete partire anche dalla Francia.

Pur essendo fine maggio, le temperature erano davvero alte aggirandosi intorno ai 35 gradi, così nelle ore centrali era abbastanza dura andare in avanscoperta e allora ci siamo rinfrescati al lago.
Non essendo una zona costiera, è abitudine trascorrere i fine settimana o al lago o al fiume, molto diffusi sono i pic-nic e le aree barbecue non mancano affatto.

Come detto in precedenza i piccoli borghi sono una vera chicca, uno più carino dell’altro: le case in pietra con le persiane azzurre ti trasportano quasi in un’altra epoca.

Casetta tipica del borgo

Pensate che nel borgo di Nuzejouls il fornaio in determinate giornate si mette a cuocere il pane nel grande forno all’aperto di fianco alla fontana pubblica….meraviglioso!
Una tappa davvero imperdibile è senza ombra di dubbio Saint-Cirq Lapopie.
E’ un villaggio medievale di una bellezza disarmante, difficile da spiegare a parole.
Si raggiunge dopo aver percorso una strada immersa nella natura, al di sotto delle pareti di roccia che si gettano a strapiombo nel verde.

Chiesa di Saint-Cirq Lapopie

Perdetevi fra le sue viette, ammirate il panorama sul fiume, raggiungete il belvedere e lasciatevi contagiare dall’inevitabile senso di pace che si respira quì.

Il fine settimana è letteralmente volato e con un volo da Tolosa sono rientrata pronta per ricominciare la settimana, ma con dei ricordi bellissimi:chiacchiere fra cugine, passeggiate nel verde, bagni al fiume e borghi incantevoli.
E’ stata una di quelle esperienze che preferisco, alla scoperta di luoghi poco conosciuti e non invasi dal turismo di massa e sicuramente approfondirò la conoscenza: devo pur sempre tornare a fare visita a mia cugina e alla sua famiglia e ci sono voli comodi ed economici su Tolosa….quindi arrivederci!
Grazie Michi per l’ospitalità! 🙂
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Cosa fare a Rovaniemi oltre ad avvistare l’aurora boreale

Il 2017 è iniziato con la realizzazione (a metà) di un mio travel dream: vedere l’aurora boreale in Lapponia.
Si, mi sono spinta fino a Rovaniemi – il mio punto più a nord del globo per ora – per cercare di avvistare queste famosissime luci.
Come sempre il tempo a mia disposizione è stato poco, quindi vi dirò cosa poter fare in un weekend.

Santa Claus Village
E’ impensabile andare a Rovaniemi e non visitare il villaggio di Babbo Natale.
Essenzialmente la città non offre grossissime attrattive, quindi il fulcro è proprio questo luogo.
Prendete il tram nr. 8 e in circa 15 minuti arriverete a destinazione.

Gli edifici sono diversi, da una galleria con negozi e  ristoranti alla Casa di Babbo Natale dove potrete fare una foto proprio con lui…gli elfi vi accompagneranno. Suggestivo,davvero carino e piacevole,sembra di tornare bambini ma i prezzi sono davvero proibitivi:una fotografia 35,00 €!!!! Per me è una vera follia, così ho fatto tutto il percorso, ho salutato l’anziano barbuto, ho fatto la foto ma alla fine non l’ho acquistata. Quindi se andate con bambini fate bene i conti! 🙂

Passate per l’ufficio della posta e inviatevi una cartolina….vi arriverà con un timbro speciale!
Una foto d’obbligo è sulla linea del Circolo Polare Artico (in realtà si trova a 7 km da lì), mentre all’esterno potete cimentarvi in un giro con le renne.

Si respira veramente un’atmosfera magica e unica,il manto candido della neve ricopre tutti gli edifici e quando scende la notte (molto presto) si trasforma in un vero luogo delle favole.


Snowman world – Villaggio di ghiaccio
Una volta lì vi consiglio di spendere 20€ per entrare al villaggio di ghiaccio (considerando che l’ingresso ai vari edifici del Santa Cause Village è gratuito), a mio avviso ne vale la pena.

Troverete sculture di ghiaccio, un Ice Bar davvero stupendo, un ristorante che definire elegante non rende l’idea e potrete sbirciare nelle camere dell’Ice Hotel dove i più temerari potrebbero trascorrere la notte (a prezzi sempre poco economici).

Sempre qui troverete un mini parco giochi con uno svicolo interno e uno esterno dove si scende con le ciambelle!Un pò di moto non guasta mai.

Arktikum Museum
Tappa d’obbligo è l’Arktikum Museum se volete entrare in sintonia e soprattutto conoscere un pò di storia della popolazione Lappone. Si tratta di un museo interattivo, con pannelli e riproduzioni di individui e animali tipici della Lapponia.

A mio avviso però il punto forte dell’intero museo è la sua architettura, ha una meravigliosa e grandissima vetrata dalla quale ammirare il paesaggio circostante completamente coperto da un manto bianco.

Ounasvaara
A circa 3 o 4 km dal centro di Rovaniemi si trova una collina che ospita un trampolino e un centro polisportivo con diverse piste, soprattutto da sci di fondo.

Se volete fare due discese o se avete molto tempo a disposizione e non sapete come utilizzarlo, questo è un ottimo spunto. Altrimenti fate una bella passeggiata tutt’intorno, tra alberi e casette rosse dal tetto innevato.




Centro e piazza di Rovaniemi 
Come detto in precedenza, non aspettatevi una città immensa con tante attrazioni, diciamo che il centro è costituito praticamente da una lunga via pedonale, al centro della quale sorge una torre con l’orologio e il termometro, affiancata da un grande albero di Natale.

Noi in realtà l’abbiamo vista un pò più movimentata perchè siamo capitati duranti le giornate del Rally dell’Artico e la gara partiva da lì.

Husky safari
Le attività fra cui scegliere sono davvero tantissime e anche molto belle, ma hanno sempre dei prezzi proibitivi (si aggirano tutte sui 130,00 € circa) quindi è necessario sceglierne alcune.

Da non perdere secondo me è l’Husky Safari perchè crea veramente il contatto con la natura. Sarete proprio voi a guidare la slitta trainata dai cani e il vostro accompagnatore se ne starà comodamente seduto sulla parte anteriore della slitta (e poi si invertiranno i ruoli).

Logicamente l’escursione si fa in gruppo e c’è sempre del personale che vi segue, ma vi assicuro che si respira un profondo senso di libertà a passare all’interno di un bosco o ad attraversare un lago ghiacciato senza sentire mai nessun rumore se non quelli del proprio gruppo.

E’ bello ma anche adrenalinico, perchè i cani vanno ad una certa velocità….per me questo è imperdibile.

Reindeer safari
Cosa analoga alla precedente, ma al posto dei cani la slitta sarà trainata dalle renne e quindi la velocità sarà molto più bassa.Sempre molto suggestivo, si ammira il paesaggio lappone con tutta la tranquillità possibile.



Pesca e bagno nel mare ghiacciato
Mi sarebbe tanto piaciuto provare queste due esperienze, ma sarà per la prossima volta! 🙂 Sono sempre attività molto proposte.Per la pesca da come ho capito è necessario fare un buco nel ghiaccio con una specie di trivella mentre per il bagno le cose si complicano un pò. In realtà è tutto molto semplice, vengono fornite delle speciali tute/mute completamente impermeabili con le quali potrete letteralmente fare il bagno in acque molto al di sotto dello zero.

Aurora boreale
Il nostro viaggio aveva un unico fine in realtà e cioè avvistare questo fenomeno così particolare e così stupefacente.
Beh, diciamo che è letteralmente fortuna in quanto le luci del nord si vedono solo con determinate condizioni atmosferiche.
Anche per l‘aurora boreale organizzano delle escursioni, anche se è possibile spostarsi autonomamente in zone poco illuminate.
Noi siamo andati lungo il corso del fiume ghiacciato, poco dopo la vetrata dell’Arktikum e siamo riusciti a vedere qualcosina.Si, purtroppo non abbiamo avuto la fortuna di vedere il cielo completamente verde perchè in quei giorni era nuvoloso, ma almeno una parvenza, una sorta di “nuvola” verde l’abbiamo scovata! Ma avendo così poco tempo a disposizione è davvero rischioso…vorrà dire che sarà la scusa buona per ritornarci! 🙂
Oltre alla fortuna ci vuole anche tantissima pazienza:può durare pochissimi minuti o può illuminare tutto per decine di minuti….occorre cogliere l’attimo.

Cucina finlandese
Un aspetto interessante della Finlandia è la sua cucina, devo ammettere di aver mangiato davvero bene.Indubbiamente non potete perdervi il salmone

( al Lappish tepee  cafè al Santa Claus village lo fanno delizioso), provate la renna e tutte le varie buonissime salsine (spesso a base di mirtilli).

E’ stato un (mini)viaggio davvero interessante, la natura regna sovrana!

Coprendosi in modo adeguato si combatte il freddo tranquillamente, quindi non fatevi fermare da questa paura.
La Lapponia mi ha conquistata, è un’esperienza che vi consiglio di fare…..poi se sarete anche fortunati da vedere l’aurora boreale al massimo splendore sarebbe il top.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

belgio, europa

10 cose da fare ad Anversa

Viaggio parecchio, questo è vero ma non torno spesso in un luogo già visitato eppure mi sto girando il Belgio in luongo e in largo! 🙂
La scusa è molto semplice.avere un’amica che vive lì e trovare voli a prezzi davvero stracciati!
Dopo aver visitato Bruxelles e Bruges la prima volta, Mons la seconda volta, aver assistito ad un meraviglioso concerto a Courtrai ed essere arrivata anche a Gand….questa volta è toccato ad Anversa.
Anversa o Antwerpen è la capitale delle Fiandre ed è davvero meritevole di una visita.
A mio avviso le città belghe si assomigliano un pò tutte, poi però in ognuna trovi quella particolarità che te la rende unica.

Cosa fare ad Anversa?

Il mio tour è iniziato con una passeggiata lungo la via dei negozi, ammirando (solo dall’esterno) i negozi delle grandi firme, fino ad arrivare alla stazione centrale. Essendo in macchina non sono arrivata direttamente qui,ma dato che vale una visita l’ho inserita nell’itinerario. Costruita in stile liberty nord europeo, si presta molto bene a belle fotografie.

Subito dietro la stazione si trova il vecchio zoo.Premetto che non sono un’amante del genere- infatti non sono entrata- ma ammiratelo dall’esterno perchè è uno zoo storico,che nasceva proprio a ridosso del centro storico e ha un’atmosfera davvero particolare.

La passeggiata è continuata raggiungendo il punto cardine della nostra giornata e cioè la casa-museo di Rubens. Dovete infatti sapere che il famosissimo pittore visse in questa città per diverso tempo e tutt’oggi si possono trovare molti suoi capolavori.Come sapete non sono un’amante nemmeno dei musei ma questo merita.

Pranzo fast rigorosamente a base di patatine belghe e salsiccia belga (molto simile al wurstel), tipico, economico e molto gustoso! 🙂
Andare in Belgio e non mangiare le patatine è un sacrilegio!

Il pomeriggio è proseguito con una tappa alla Piazza del Mercato Grote Markt-,davvero elegante, raffinata, suggestiva e molto bella.

I palazzi sono meravigliosi (anche se non sono originali, ma molte copie a causa del grande incendio) e al centro potrete ammirare la fontana che raffigura il legionario romano che riuscì ad uccidere il terribile gigante. Vi consiglio di leggere la leggenda davvero carina.

La tappa successiva è stato il lungo fiume e soprattutto il vecchio castello medievale che si affaccia sulle acque.Prima della grande entrata potrete ammirare  un’altra statua del gigante e leggere le diverse leggende sui pannelli laterali.
Essendo pianeggiante la zona si presta molto bene ad un bel giro in bicicletta.

Dando le spalle al fiume siamo ritornati verso il centro e per un soffio siamo riusciti ad entrare nella bellissima cattedrale della città in stile gotico, che ospita al suo interno anche opere di Rubens prima che iniziasse al funzione e chiudessero le porte.

La luce iniziava ad affievolirsi, così dopo aver ammirato qualche negozietto, ci siamo concessi una piccola pausa con annesso assaggio in una delle tante cioccolaterie: tappa immancabile!
Dovete sapere che solo qui potrete trovare sia i cioccolatini sia i biscottini a forma di mano,tutto legato alla leggenda della città che narra dell’amputazione della mano del gigante.

E così in qualche ora sono riuscita a conquistarmi un altro piccolo pezzetto di Belgio! 🙂
E mi sono fatta anche una bella foto sulla mano gigante che funge da panchina.

Se avete diverso tempo e volete visitare altro oltre a Bruxelles questa è un’ottima scelta. E’ una città davvero bella.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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La Grecia che amo: Paxos

Dimmi Grecia e io sarò felice!
E si, è  proprio così! Questa nazione e soprattutto le sue meravigliose isolette mi riempiono il cuore.
Ogni volta che ci sono stata non ne sono mai rimasta delusa.
Questa volta non mi sono documentata affatto, ho semplicemente accettato con entusiasmo la proposta che mi è stata fatta di andare a Paxos!
Il volo più comodo per raggiungere quest’isola è quello su Corfù da dove poi si prende l’aliscafo (o il traghetto) che in un’oretta circa vi porterà a destinazione.
Il nostro viaggio è iniziato parecchio prima, infatti siamo partiti dall’aeroporto di Treviso.
Bene, al porto di Paxos c’era ad attenderci il proprietario del B&B che avevamo precedentemente prenotato su booking, ci ha prima accompagnati a noleggiare uno scooter e poi ci ha mostrato la strada per raggiungere l’alloggio.
Appartamento molto carino, spazioso e con cucina…..ma il pezzo forte era il terrazzino che dava proprio sul mare!
Che panorama mozzafiato ragazzi!

Vista dal nostro terrazzo

Partiti in motorino abbiamo raggiunto la piazzetta, abbiamo fatto un primo giro esplorativo e poi abbiamo preso la barca per raggiungere Antipaxos.
Antipaxos è un’isola più piccola, raggiungibile in 15 minuti circa, abitata da poche persone e frequentata durante le ore diurne dai turisti e dei proprietari delle taverne.
Acqua strepitosa, grazie anche alla presenza di sassi che fanno risaltare il fondale.

Spiaggia di Antipaxos

Abbiamo noleggiato ombrellone e due lettini per un prezzo più che passabile e abbiamo trascorso le successive ore godendoci quel mare da favola.
La barchetta per il rientro passa o alle 14.30 o alle 17:30….è indifferente quella che prendete: il costo del biglietto andata e ritorno è di 12:00 €.
Noi pernottavamo a Gaios, capitale e porto dell’isola di Paxos, così una volta rientrati dal mare siamo andati alla scoperta dei pittoreschi vicoli della cittadina, ammirando le abitazioni dall’architettura tradizionale e dai colori che variano dall’ocra al rosa.

Ho amato particolarmente il lungomare con tutti i suoi localini che offrono una vista meravigliosa sulle bellissime barche ormeggiate.
L’isola non è piccola (29 kmq) e quindi non offre solo mare.
Sempre a bordo del nostro scooter ci siamo avventurati nella parte sud di Paxos ammirando lungo la strada ulivi e cipressi a perdita d’occhio!
Il nostro obiettivo era quello di raggiungere via terra il famoso arco di Tripitos  che si può ammirare benissimo con un giro in barca, ma non siamo proprio riusciti nel nostro intento: l’abbiamo intravisto ma non siamo riusciti a raggiungere un buon punto panoramico da dove osservarlo pur seguendo le indicazioni ( con annessa avventura in mezzo ad un gruppo di oche 🙂 ).

Scorcio dell’arco di Tripitos

Per consolarci dal nostro piccolo fallimento siamo andati a fare un aperitivo super.
Il locale si chiama Eremitis  e la vista da lì è davvero impagabile.
Sorseggiare un drink (vi consiglio solo un aperitivo perchè non è un locale molto economico) ammirando il sole che scende fra le pareti di roccia bianca,illuminandole di arancione è un vero spettacolo della natura.

Tramonto da Eremitis

Cena tipica in un ristorantino sul mare,gustando il loro antipasto tipico: un mix di frittura partendo dalle verdure fino ad arrivare ai formaggi.
Secondo giorno sempre trasferimento ad Antipaxos, ma questa volta nell’altra bellissima spiaggia con pranzo annesso in una taverna deliziosa: ho mangiato dell’ottimo polipo che fino a pochi minuti prima di essere sul mio piatto stava appeso ad un filo per essiccarsi al sole.

Il mio pranzo ad Antipaxos

Scene tipicamente greche! 🙂
Di ritorno dal mare, siamo andati alla scoperta di un’altra parte dell’isola; questa volta ci siamo diretti verso nord fino a raggiungere Lakka.
Sembra quasi di trovarsi davanti ad un lago, la baia  sulla quale è nato questo paesino infatti è chiusa.
Le acque limpidissime ospitano le più differenti imbarcazioni, creando come la sensazione di farle volare a pelo dell’acqua tanto è limpida.

Veduta della baia di Lakka

Abbiamo scelto una spiaggia raggiungibile solo con un piccolo sentiero a piedi e ci siamo gustati questo mare meraviglioso.
Prima di lasciare Lakka definitivamente abbiamo fatto un giretto sul piccolo porticciolo e ci siamo accorti di una miriade di localini proprio sull’acqua: se avete voglia di staccare la spina e cercate calma e serenità,questo è il posto per voi.
Sono da sempre una sostenitrice delle bellezze scoperte per caso, e anche a Paxos è stato così.
A bordo del nostro scooter, dalla parte più a nord dell’isola abbiamo deciso di raggiungere Loggos, un paesino a metà strada prima di ritornare a Gaios e durante la strada, percorrendo la strada panoramica abbiamo incontrato delle calette strepitose,l’acqua era di un azzurro/verde quasi inspiegabile.
La voglia di fare un tuffo era troppa,così siamo scesi alla spiaggia di Marmàri: ragazzi non potete capire che meraviglia.

Spiaggia di Marmàri

Questa volta il fondale non era sabbioso, ma c’erano dei sassi di media grandezza grazie ai quali l’acqua assumeva delle tonalità che definire cristalline non renderebbe l’idea.
Una buona mezzoretta a sguazzare in questa baia dove regna la pace, non c’è nessuna costruzione e gli unici rumori sono le voci delle persone e il rumore dell’acqua che si infrange sotto ad un tuffo.
Segnatevi questo nome, perchè ne vale davvero la pena.

Essendo l’ultimo giorno ci siamo fermati in un baretto che dava proprio sull’entrata del canale gustandoci un aperitivo mentre guardavamo le barche fare il loro arrivo lentamente fino a prendere posizione e gettare l’ancora.
Cena in una taverna in centro,rigorosamente a base di pita questa volta e ultimo giretto notturno fra i carinissimi vicoli pieni di negozi.
L’isola è piccola,ma offre tante possibilità quindi da me è stata promossa a pieni voti e ve la consiglio senza ombra di dubbio.
La nostra mini vacanzina è volata come sempre, ma siamo tornati a casa con dei ricordi bellissimi.
La Grecia mi riempie sempre il cuore.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Come risparmiare durante un soggiorno a Budapest

Buona domenica viaggiatori!!!!
Una settimana fa mi trovavo a Budapest e oggi mi trovo davanti al mio pc ad indicarvi un modo per risparmiare qualche cosa durante un soggiorno in questa città.
Prima di partire mi sono documentata un pò insieme alle mie amiche e alla fine abbiamo scartato l’idea di acquistare la Budapest card in quanto non ci sembrava un grande affare, l’ingresso ai musei era solo scontato e non gratuito e sicuramente non avremmo utilizzato i trasporti così tanto da coprire la spesa iniziale.
Una volta arrivate a destinazione, ci siamo fatte consigliare dal ragazzo alla reception del nostro hotel e abbiamo optato per la Budapest Sightseeing HOP-ON HOP-OF….. il solito bus che fa il giro della città con l’audio guida e si è liberi di scendere e salire tutte le volte che si vuole.
La durata minima è di 48h ed ha un costo di circa 20 euro.

Ma oltre al fatto di utilizzarlo per spostarsi nella città e di usufruire della spiegazione dei vari monumenti, si è rivelato un vero affare.
La prima volta che si sale a bordo di uno degli autobus, viene attivato il biglietto e si riceve un piccolo carnet di “biglietti” ed è proprio questo “l’affare”.
Al suo interno ci sono tanti sconti per quanti fogli presenti e si spazia da birre completamente gratuite a sconti per alcuni musei.
Noi in due giorni abbiamo sfruttato lo sconto di 500 HUF per l’ingresso alle terme di Gellert, abbiamo noleggiato gratuitamente una bicicletta all’isola Margherita, abbiamo raggiunto proprio questa meta grazie ad un giro in battello sul Danubio, abbiamo fatto merenda con un Kurtoskalacs (tipico dolce ungherese) scontato del 20%, abbiamo consumato un piatto di gulasch gratuito a pranzo e ci siamo gustate una buona birra (sempre gratuita) una sera dopo cena.

Ma i vantaggi e gli sconti sono tanti altri: massaggi, tour guidati della città, ingressi scontati ad alcuni musei e allo zoo, sconto per le terme di Szechenyi, sconti in diversi ristoranti e 2X1 sui cocktail.
Il risparmio è garantito…..vi consiglio proprio di scegliere questa soluzione!
A breve vi racconterò anche la mia esperienza!! 🙂
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.