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Trekking alla Gola dell’Infernaccio e all’Eremo di San Leonardo

Siete pronti per partire per uno dei trekking più belli del centro Italia? Andiamo alla Gola dell’Infernaccio.

Monti Sibillini
Monti Sibillini

Dove si trova laGola dell’Infernaccio

La Gola dell’Infernaccio si trova nel Parco Nazionale dei Sibillini, in provincia di Fermo. Si tratta di un paesaggio meraviglioso, unico nel suo genere, che regala sensazioni uniche.
Per arrivare al punto di partenza, dal paese di Montefortino seguite i cartelli marroni che indicano proprio la Gola dell’Infernaccio e dopo aver percorso un tratto di strada sterrata, arriverete alla vostra destinazione, ovvero al punto informazioni dove potrete lasciare l’auto.

Punto informazioni Gola dell'Infernaccio
Punto informazioni Gola dell’Infernaccio

Il percorso trekking all’Infernaccio

Il percorso inizia proprio dal punto informazione, da qui prendete il sentiero E9. Il percorso attraversa la Gola dell’Infernaccio, la faggeta di San Leonardo fino ad arrivare all’Eremo di San Leonardo (da qui si torna indietro perché il sentiero è chiuso); ha una lunghezza totale di circa 7 km con un dislivello totale di 300 mt circa, percorribile in circa 4 ore.

La gola e l’eremo

La Gola dell’Infernaccio è una suggestiva gola scavata dall’azione del fiume Tenna e il suo nome abbastanza sinistro corrisponde ad uno degli ambienti selvaggi e particolari del parco.
Il percorso risale il fiume attraversando in un primo momento delle cascate per poi addentrarsi completamente nella gola.
In questo tratto, guardatevi attorno perché potreste incontrare delle mucche al pascolo.
Lasciata la meravigliosa gola, si incontra un ambiente eccezionale, la faggeta di San Leonardo.
In autunno è qualcosa di stupendo, sembra di essere in un altro mondo.

Faggeta di San Leonardo
Faggeta di San Leonardo

Vi consiglio di fermarvi qui per qualche minuto e rigenerarvi a contatto con la natura.
Di nuovo in cammino, si prosegue sul sentiero fino ad arrivare alla meta finale dell’escursione: l’Eremo di San Leonardo.

Storia dell’Eremo di San Leonardo

L’Eremo di San Leonardo è davvero suggestivo, soprattutto dopo essersi documentati sulla sua storia. E’ stato infatti ricostruito sui preesistenti resti di un’antica costruzione, dal frate cappuccino Armando Lavini, conosciuto come padre Pietro che a partire dagli anni 70 intraprese l’opera di ristrutturazione da solo, cercando di mantenere l’originalità della struttura precedente.
Oggi purtroppo l’edificio è puntellato in seguito al terremoto del 2016 ma vi assicuro che è ugualmente suggestivo.

Eremo di San Leonardo
Eremo di San Leonardo

Storie e leggende

La Gola dell’Infernaccio si trova nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, fra il monte Priora e il monte Sibilla.
Questa zona è sempre stata profondamente legata a leggende e riti negromantici risalenti al Medioevo, soprattutto relativamente alle Sibille, bellissime donne dai piedi caprini che abitavano la montagna.

Info generali

Il percorso sopra descritto non è difficile e nemmeno esposto, presenta solo dei piccoli tratti più impegnativi su roccia, ma niente di particolare. E’ consigliato l’utilizzo di un caschetto di protezione.

Cosa vedere in zona

Se alla visita naturalistica volete aggiungere altro, a pochi km di distanza non perdetevi il Santuario della Madonna dell’Ambro, chiamata anche la Lourdes dei Sibillini.

Santuario della Madonna dell'Ambro
Santuario della Madonna dell’Ambro

Se siete appassionati di trekking e foliage, non perdetevi la Faggeta di Canfaito.
Alla prossima camminata,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Cartoceto: una passeggiata fra i suoi lavatoi

Cartoceto, il comune in provincia di Pesaro – Urbino famoso per l’olio; ancora prima di arrivarci, noterete tutti i meravigliosi ulivi che lo circondano.
Molto famosa è anche la festa dell’oliva che si tiene indicativamente nella prima metà del mese di Novembre, dove oltre ai vari stand sarà possibile visitare i principali frantoi per capire più da vicino questo mondo.

Veduta di Cartoceto
Veduta di Cartoceto

Passeggiata alla scoperta dei lavatoi di Cartoceto

Oggi però voglio parlarvi di una bella passeggiata che porta il camminatore a visitare quattro lavatoi del paese, luoghi molto importanti in passato.
Il percorso inizia proprio dal centro storico e il primo lavatoio che si incontra si trova in Via della Fonte ed è il più grande di tutti, quello che garantì l’acqua a tutti gli abitanti in passato.
Si chiama “Lavatoio della Vecchia Fonte” perché al suo fianco è presente una fonte ancora utilizzata per l’irrigazione dei campi; molto grande, con due vasche e una copertura superiore, devo ammettere che è proprio d’impatto.

Lavatoio della Vecchia Fonte
Lavatoio della Vecchia Fonte

A questo punto si lascia il centro storico girando a sinistra, si passa di fronte al Monumento ai Caduti e si gira di nuovo a sinistra imboccando via Pieve.
Si percorre il primo tratto sull’asfalto per poi proseguire in mezzo agli ulivi fino ad arrivare al secondo lavatoio, chiamato “Lavatoio di Montefiore“.
La particolarità di questo lavatoio sta nel fatto che l’acqua non è a cascata ma arriva solamente azionando una pompa, quindi se non viene utilizzato, le vasche saranno vuote (come lo abbiamo visto noi), a meno che non si siano riempite con l’acqua piovana.
Si trova letteralmente in mezzo alla natura, anzi state attenti in base al periodo in cui vi recate perché è zona di caccia e poco sopra ci sono gli appostamenti dei cacciatori.

Lavatoio di Montefiore
Lavatoio di Montefiore

La camminata prosegue sempre tra i meravigliosi ulivi per poi ritornare sulla strada asfaltata, incontrando uno scorcio dal quale ammirare tutta Cartoceto dall’alto.
Una strada secondaria di campagna vi condurrà al terzo lavatoio, molto più piccolo e sommerso dalla vegetazione: questo è il Lavatoio del Trebbio“.

Lavatoio del Trebbio
Lavatoio del Trebbio

Passando per i campi si arriva alla frazione di Molinaccio di Cartoceto, da dove si riprende la strada Provinciale 26 che conduce al quarto lavatoio, il “Lavatoio di Noceto”, così chiamato perché in passato nella parte superiore vi erano noci al posto di ulivi.
Questo lavatoio si trova proprio sulla strada ed era utilizzato dalle persone soprattutto per prendere l’acqua per far abbeverare i cavalli.

Lavatoio di Noceto
Lavatoio di Noceto

Continuando nella stessa direzione, vi ritroverete di nuovo a pochissima distanza dal centro di Cartoceto.
Io personalmente ho apprezzato molto la camminata, l’ho trovata perfetta per ammirare il territorio da un altro punto di vista, scoprire pezzi di storia locale e per fare attività sportiva a contatto con la natura.
Tutti i lavatoi sono stati riportati alla luce da alcuni volontari, alcuni erano completamente sommersi da metri di terra o sotto una fitta vegetazione.
Per avere maggiori informazioni e indicazioni dettagliate, consultate questa pagina.

Ulivi di Cartoceto
Ulivi di Cartoceto

Cosa vedere a Cartoceto

Ultimata la passeggiata non potete perdervi un giretto in centro, ammirare il panorama dalla bellissima terrazza e visitare il particolare Teatro del Trionfo.
Curiosate fra i vicoli e non perdetevi le maggiori chiese.
Se volete visitare qualche altro borgo in zona, non perdetevi Saltara, Fossombrone e la bellissima città di Fano.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia, Trekking

Le Grotte e la cascata di Labante

Le Grotte di Labante rappresentano una di quelle bellezze naturalistiche che volevo visitare da anni e finalmente ci sono riuscita.
Si tratta di grotte di travertino, affiancate da una cascata particolare.

Cascata di Labante
Cascata di Labante

Come raggiungere le grotte

Per raggiungere le Grotte di Labante dovete considerare circa un’ora abbondante da Bologna, lasciata la città prendete per Sasso Marconi, poi per Marzabotto e infine per Vergato.
La strada è ricca di curve e vi condurrà fino a San Cristoforo di Labante, comune in sui sorgono le grotte.

Lago Grotte di Labante
Lago Grotte di Labante

Arrivati qui, avete più opzioni: potete lasciare l’auto nel parcheggio della chiesa e prendere il sentiero che scende ( niente di impegnativo, le grotte sono proprio lì sotto), oppure potete proseguire ancora in auto e dopo pochi metri parcheggiare nello spazio al lato della strada principale e scendere a piedi.
L’ultima opzione è quella di scendere nella via di fronte alle grotte e lasciare l’auto nel campo proprio davanti all’attrazione che volete visitare, dipende tutto dalla vostra voglia di camminare.

Le Grotte di travertino di Labante

Le Grotte di Labante sono di travertino, materiale molto poroso che ha permesso la creazione di questo fenomeno carsico unico nel suo genere; esse infatti sono tra le più grandi grotte di travertino in Italia.
Il travertino venne utilizzato per la costruzione di tombe etrusche presenti ai Giardini Margherita di Bologna e per la costruzione della chiesa di San Cristoforo, infatti intorno alle grotte nacque una cava per l’estrazione del materiale, ormai dismessa da circa 20 anni.

Grotte di Labante
Grotte di Labante

Grotte di Labante: cosa vedere

Le Grotte di Labante si sono formate grazie al fiume della sorgente di San San Cristoforo.
Una volta arrivati in prossimità di queste costruzioni, vi ritroverete di fronte ad una montagna con un profilo sporgente (quasi di un animale, per me assomiglia d un drago), dal quale scende acqua creando una particolarissima cascata.
Sul alto destro di questa formazione, trovate un bellissimo laghetto formatosi sempre con l’acqua della sorgente di San Cristoforo e un piccolo ponte di legno che vi condurrà verso il centro della montagna.
Purtroppo il passaggio è chiuso da una grata e non è possibile accedere da qui alle grotte, ma raggiungete questo punto, nel quale di sicuro vi rinfrescherete nelle torride giornate estive dato che si passa sotto al getto d’acqua.

Grotta dei Tedeschi
Grotta dei Tedeschi

Sulla destra trovate anche la grotta dei Tedeschi, chiusa anch’essa da una grata, ma potete accendere l’illuminazione con il pulsante esterno ed ammirare la grotta in tutta la sua bellezza.
Per i più avventurosi invece, arriva il momento di entrare in grotta.
Scendete verso la cascata e dirigetevi dall’altro lato della montagna ( o del drago), da qui potrete ammirare già la roccia scavata e i vari cunicoli.
Seguite le indicazioni ed addentratevi fin quando è possibile verso il centro della montagna; corde e scalette in ferro vi aiuteranno durante il percorso
.

Grotte
Grotte

Sentieri trekking in zona

Essendo una zona naturalistica, potete approfittarne per ammirare alla vista delle Grotte di Labante un bel trekking; ad esempio il sentiero CAI 166 ci passa proprio di fronte ed è un percorso ad anello di circa 11 km.
Molti altri sentieri, più o meno impegnativi circondano la zona.

Cosa fare nei dintorni

La visita alle Grotte di Labante non richiede più di una mezz’oretta di tempo, quindi a mio avviso non vale la pena partire solo per raggiungere le grotte.
Potete abbinarci un trekking come suggerito prima o una visita a Rocchetta Mattei, al Borgo La Scola o al Lago di Suviana.

Info generali

Le grotte sono sempre accessibili e non hanno nessun costo per l’ingresso.
Anche il parcheggio, sia davanti che a lato della strada è gratuito.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Passeggiata al Cascatone di Pianello di Cagli

Amanti del trekking e delle cascate, oggi vi porto al Cascatone di Pianello di Cagli.
Se cercate di realizzare il detto “minimo sforzo, massima resa” , questa passeggiata fa proprio per voi perché in pochissimo tempo raggiungerete l’obiettivo.

Piscina naturale del Cascatone
Piscina naturale del Cascatone

Come raggiungere il Cascatone

Non esagero quando dico che si tratta più di una passeggiata che di un trekking, la lunghezza è di circa 1,5 km.
Lasciate l’auto nel parcheggio i centro a Pianello di Cagli, davanti ai principali bar e dirigetevi verso l’area pic-nic “La Chiusa”.

Area pic-nic La Chiusa
Area pic-nic La Chiusa

Quest’ultima è un’area davvero ben attrezzata, molto apprezzata dagli amanti del barbecue.
Punto d’incontro anche dei giovani di Pianello che amano recarsi alla “Chiusa “per qualche ora di relax, trovandosi proprio sul torrente.
Oltrepassate “La Chiusa” e proseguite sul sentiero che si immerge nel bosco, costeggiando il fiume e in 10-15 minuti vi troverete di fronte al Cascatone.

Il Cascatone

Ci troviamo ai piedi del Monte Nerone e la cascata di Pianello di Cagli viene chiamata “Il Cascatone” perché genera un salto di ben 6 metri d’altezza.
Non si tratta di una cascata naturale, ma di uno sbarramento realizzato negli anni 20 circa, per impedire alle pietre di scendere a valle.

Fiume a ridosso della cascata
Fiume a ridosso della cascata

A livello paesaggistico è bellissima e sotto il grande salto, si crea una pozza naturale dai colori cristallini.
L’acqua, come in tutte le cascate e ruscelli è davvero gelata, ma se cercate refrigerio nelle giornate afose, riuscirete anche ad azzardare un bagno.

Se avete voglia di camminare ancora e non volete dedicare la giornata totalmente al relax, vi consiglio di recarvi all’ Arco di Fondarca, raggiungibile anche da questa zona.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Trekking alle sorgenti del fiume Esino

Esistono molti trekking che raggiungono le sorgenti dei fiumi, oggi vi porto alle sorgenti del fiume Esino.

Trekking sorgenti dell'Esino
Trekking sorgenti dell’Esino

Sorgenti del fiume Esino: dove sono

Il fiume Esino scorre nella provincia di Macerata e le sue sorgenti si trovano nel territorio del borgo di Esanatoglia.
All’origine del toponimo del fiume Esino, sulle cui rive in epoca romana è sorto il primo insediamento Aesa, sembra esserci Esus, il dio celtico della guerra
.

Fiume Esino
Fiume Esino

Il sentiero del trekking delle sorgenti

Dal centro di Esanatoglia partono diversi percorsi trekking, tutti ben segnalati; inoltre lungo la strada incontrerete dei pannelli illustrativi con la mappa dei vari sentieri, sotto ai quali è posta una cassettina che contiene le mappe cartacee che potrete prendere.
Il sentiero per le sorgenti è il sentiero blu e parte dal centro di Esanatoglia.
Percorrete tutto il Corso che attraversa completamente il borgo, una volta oltrepassata l’ultima porta, svoltate a sinistra e seguite la strada asfaltata, mantenendo sempre la direzione principale.
Incontrerete vari spazi per le auto, in quanto è possibile arrivare con i mezzi anche molto vicino alla sorgente, a circa 30 minuti di camminata e diverse aree pic-nic attrezzate.
Ad un certo punto la strada asfaltata si trasforma in una carrareccia bianca, proseguite sempre dritto.
Volendo potreste anche attraversare una delle tante passerelle sull’Esino e passeggiare sull’altra sponda, attraversando prati e boschi.
Il sentiero è abbastanza coperto dagli alberi, solo pochi tratti sono completamente esposti al sole ed è molto comodo e facile.

Sentiero sorgenti dell'Esino
Sentiero sorgenti dell’Esino

L’ultimo tratto è leggermente in salita, qui il fiume sul lato sinistro della strada diventa più pieno creando dei piccoli saltelli.
Sulla destra incontrerete i ruderi della chiesa di San Pietro, al momento transennata perché pericolante; volendo potete fare una deviazione perché la struttura è davvero vicinissima al percorso per le sorgenti.

Ruderi chiesa di San Pietro
Ruderi chiesa di San Pietro

Ripresa la via principale, continuate sempre dritto fin quando la strada non sarà più così netta ma si trasformerà in un sentiero immersi nel bosco.
La segnaletica è ottima, quindi non avrete problemi a trovare la direzione.
Dopo l’ultimo tratto in salita fra vegetazione e roccia, troverete un’indicazione sulla sinistra per un faggio secolare, voi proseguite sulla destra e vi ritroverete di fronte alla bellissima forra, una spaccatura fra le rocce.

Forra sorgenti fiume Esino
Forra sorgenti fiume Esino

Dopo aver ammirato la natura incontaminata, sta a voi decidere se proseguire la camminata fino alle sorgenti dell’Esino o meno.
L’ultimo tratto è più impegnativo, adatto solamente ai camminatori esperti in quanto più esposto e con l’ausilio delle corde per salire.
La camminata fino alla forra è adatta anche ai bambini e dal centro di Esanatoglia è di circa 5 -5,5 km a tratta.

Sulla strada del ritorno potete fermarvi a sorseggiare una bibita fresca al bar del laghetto, rilassandovi nella pace del luogo, magari sotto ad un albero, cullati dal canto delle cicale (cosa che ho fatto io).
Se avete ancora energie, una visita più approfondita di Esanatoglia non può mancare.

Alla prossima camminata,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

La Valle dei Tufi di Modolfo

La Valle dei Tufi, fra Mondolfo, San Costanzo e Stacciola rappresenta la destinazione perfetta per una passeggiata diversa dal solito.
Come anticipa il nome, infatti, lungo il percorso si incontrano zone tufacee.

La Valle dei Tufi: il percorso

Se volete fare una bella camminata, vi consiglio di partire dalla chiesa della Madonna delle Grotte, dove potete lasciare ance l’auto.

Chiesa della Madonna delle Grotte
Chiesa della Madonna delle Grotte


Prendete la stradina alla sinistra della chiesetta e iniziate il percorso.
Dopo poco, sulla destra, troverete la prima parete di tufo che ospita ancora delle grotte scavate in questo materiale.
Camminate lungo la strada principale fino ad arrivare al lago della Grottaccia, dove incontrerete diverse persone che si dilettano nella pesca, al posto dei briganti che un tempo si rifugiavano qui.

Grotte nel tufo
Grotte nel tufo


Costeggiate il lago e salite per il sentiero.
Il percorso non è complicato, ma le salite non mancano.
A fine salita arriverete al piccolo abitato di Stacciola, feudo dei Mauruzi da Tolentino dal 1412.
Fermatevi qualche minuto per una breve sosta e per ammirare la bianca chiesa attorno alla quale è sorto tutto l’abitato.
Lungo il percorso della Valle dei Tufi, si incontrano panorami mozzafiato, case coloniche e natura a 360° .
Pensate che siamo a soli 4 km dal mare, che ovviamente è visibile nelle giornate terse.

Panorami
Panorami


Nella zona sorgono anche diverse aree pic nic in cui fermarsi per pranzo o solo per ammirare i panorami circostanti.
Ci sono anche due fonti, quella piccola di Stacciola e quella più grande di Mondolfo.
Proseguendo sul percorso, a volte segnalato da frecce, si incontra una grossa parete di tufo con iscrizioni e disegni, fra cui di sicuro un cavallo, un cuore e un alieno.

Parete di tufo
Parete di tufo


Ancora qualche centinaio di metri e si raggiunge il bellissimo borgo di San Costanzo, con il suo Teatro della Concordia.

San Costanzo
San Costanzo


Questo è uno degli itinerari che potete fare, di sicuro il più completo, ma volendo c’è la possibilità di fare un anello senza raggiungere San Costanzo o di raggiungerlo da un’altra strada.
Io ho deciso di ritornare indietro per la stessa strada dopo aver fatto un giretto a San Costanzo.

Il sentiero “La Valle dei Tufi” vi catapulterà a stretto contatto con la natura, i più esperti potranno scorgere anche diverse specie vegetali e animali, come il famoso gruccione.
Ci troviamo nelle Marche, in provincia di Pesaro-Urbino e la camminata totale è lunga circa 12 km.
Alla prossima camminata,
viaggiatrice seriale.

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Trekking alle cascate di Sarnano

Amanti delle cascate, anche secondo voi hanno molto fascino non solo in estate ma anche nelle altre stagioni?
Oggi vi propongo un trekking autunnale alle cascate di Sarnano.

Come arrivare alle cascate di Sarnano

Per raggiungere le cascate di Sarnano, occorre arrivare proprio al borgo di Sarnano in provincia di Macerata, una volta qui vi consiglio di lasciare l’auto o nel parcheggio di fronte al liceo scientifico o nel parcheggio di Largo Bozzoni.
Le cascate infatti sono vicinissime al centro e la camminata può partire comodamente da qui.

Trekking alle cascate di Sarnano: Cascata dell’Antico Molino

Grazie ad un’azione di riqualifica del territorio, sono stati sistemati i sentieri delle cascate perdute.
Tutte le cascate sono facilmente raggiungibili, ma non con passeggini o carrozzine.
Vi consiglio di iniziare da quella dell’Antico Molino che é la più vicina.

Cascata dell'Antico Molino
Cascata dell’Antico Molino

Seguite la segnaletica e prendete il sentiero sulla destra. Camminate su un tappeto di foglie cadute di vari colori, passando davanti ai resti del vecchio mulino da cui prende il nome la cascata.
Seguendo sempre il percorso indicato, in 5 minuti sarete al cospetto della cascata dell’Antico Molino. Il suo salto é di circa 12 metri e l’ambiente è davvero meraviglioso. Se ci andate in estate approfittatene per rinfrescarvi un po’.

Trekking alle cascate di Sarnano: Cascata de Lu Vagnatò

Continuando la Via delle Cascate Perdute, così chiamato perché due delle tre cascate furono per diverso tempo irraggiungibili, completamente immerse nella natura ci si dirige verso la seconda cascata.
Tornate indietro sulla strada percorsa in precedenza fino ad arrivare all’incrocio con la Strada Provinciale, dirigetevi verso sinistra, attraversate la strada e poco dopo troverete le indicazioni per la cascata di fianco ad una casa rosa. Prendete la strada che costeggia la casa e seguite la segnaletica.

Cascata de Lu Vagnatò
Cascata de Lu Vagnatò

Incontrerete una piccola chiesetta molto suggestiva, dovete sapere infatti che qui si incrociano la Via Lauretana e il Cammino Francescano della Marca. Dopo poco incontrerete il sentiero che conduce alla seconda cascata, quella de Lu Vagnatò, così chiamata per la piscina naturale che una volta arricchiva maggiormente questo angolo immerso nella natura. Scendete le scale e arrivate proprio a toccare l’acqua della cascata.

Trekking alle cascate di Sarnano: Cascatelle dei Romani

Un’altra mezzoretta di cammino e avrete raggiunto la terza cascata.
Dalla seconda cascata, seguite il piccolo sentiero indicato, immerso nel verde e una volta arrivati alla chiesetta della Madonna dei Quattro Occhi, svoltate a destra fino alla fine della strada e poi a sinistra. Poco dopo troverete la solita segnaletica che vi indicherà la direzione per le Cascatelle Dei Romani, seguite il sentiero, superate la casa e sulla sinistra troverete un pannello informativo e subito dietro la terza cascata della Via delle Cascate Perdute.

Cascatelle dei Romani
Cascatelle dei Romani

Scenari davvero meravigliosi per gli amanti della natura e delle camminate.
Una volta arrivati a questo punto avrete due possibili alternative fra cui scegliere: dirigervi verso il centro di Sarnano e ammirare il borgo o proseguire in mezzo alla natura e raggiungere le Pozze dell’ Acquasanta e la Cascata del Pellegrino.

Se amate le cascate non perdetevi quelle di Borgo Pace.

Alla prossima escursione,
viaggiatrice seriale.

Trekking

Sacello del Santo Marino

Cercate una passeggiata davvero corta, giusto per respirare un po’ di aria buona?
Allora oggi vi porto al Sacello del Santo a San Marino.

Storia del Sacello del Santo

L’antica Repubblica di San Marino, terra della libertà, venne fondata dal Santo Marino nel 301 d.C.
Il luogo in cui si trova il Sacello, è il luogo consacrato dalla tradizione come il primo rifugio del dalmata Marino, dopo aver lasciato Rimini dove lavorava come scalpellino.
Sembra che fu la Matrona Romana Felicissima a donare a Marino questa terra come ringraziamento per la guarigione del figlio.

Sacello del Santo
Sacello del Santo


Il luogo che conserva una grotta venerata dai sammarinesi come il Sacello del Santo è detto Baldasserona e fu proprio qui che Marino visse come eremita, temprando lo spirito fino a renderlo convincente annunciatore del Vangelo.
Fu sulla cima del Monte Titano che si trasferì poi con un piccolo gruppo di fedeli fondando così la Repubblica di San Marino.

Come arrivare al Sacello del Santo

E’ possibile arrivare al Sacello del Santo anche in auto, è infatti presente un grande parcheggio in cui posteggiare l’auto prima di iniziare a salire le scale che portano fino alla grotta.

Indicazioni per il Sacello del Santo
Indicazioni per il Sacello del Santo


L’indicazione per il Sacello del Santo è visibile anche dalla superstrada che collega San Marino a Rimini, all’altezza di Borgo Maggiore.
Seguite le indicazioni e dopo circa 1 km arriverete al parcheggio.
Volendo, da qui trovate anche qualche sentiero che vi condurrà fino al centro di San Marino.

Veduta dal Sacello del Santo
Veduta dal Sacello del Santo

Che dite, vi sembra una buona idea per una piccola passeggiata?
Al prossimo cammino,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Lu Vurghe

Se non volete ancora abbandonare la stagione estiva, vi svelo una piccola chicca. C’è un luogo nelle Marche in cui è possibile fare il bagno nelle acque termali calde anche in autunno. Vi porto a fare un giro a Lu Vurghe di Acquasanta Terme.

Le piscine di Lu Vurghe

In provincia di Ascoli Piceno, quasi al confine con l’Abruzzo, si trova un luogo immerso nella natura davvero suggestivo.
Le piscine di acqua termale sono opera dell’uomo, ma pur essendo di origine artificiale, non noterete affatto la differenza. Se siete amanti dei bagni nelle piscine naturali in estate, quando appena ci si immerge il refrigerio è assicurato, potrete vivere la stessa esperienza in autunno, ma al contrario vi scalderete nelle acque sulfuree molto più calde rispetto alla temperatura esterna.

Acquq sulfurea a Lu Vurghe
Acqua sulfurea a Lu Vurghe

Le piscine sono due, una più grande che riesce ad ospitare più persone, alla fine della quale un piccolo sbarramento crea una seconda pozza che può ospitare circa quattro persone.
Alle spalle di quella grande, troverete un’altra piscina più piccola. Il tutto è immerso in un contesto naturale, con il fiume che score poco distante.

Vasca sulfurea di Lu Vurghe
Vasca sulfurea di Lu Vurghe

Per arrivare alle pozze dovrete scendere delle scale che si mimetizzano benissimo con la natura e le rocce, il sentiero è semplice ma non percorribile con passeggini o carrozzine.
Grazie ad un’opera di riqualificazione del territorio, questo sentiero di rilevanza storica è stato ripristinato e reso usufruibile da chiunque, infatti l’ingresso è gratuito.
Sembra che queste acque curative siano conosciute sin dai tempi dei romani, quando consoli, re e legionari si recavano in queste zone per trarne beneficio.

Pozze di Lu Vurghe
Pozze di Lu Vurghe

Come arrivare a Lu Vurghe

Per raggiungere Lu Vurghe, dovete raggiungere Acquasanta Terme e impostare sul navigatore la località di Santa Maria di Maggese.
I parcheggi a ridosso dell’ingresso non sono moltissimi, ma poco distante troverete dei posteggi liberi lungo le vie, lasciate l’auto e incamminatevi verso la sede dello Speleoclub dove troverete anche qualche ambulante che vende cibo.

Inizio del sentiero
Inizio del sentiero

Dopo aver fatto scorta di viveri, prendete il sentiero sulla destra e dopo nemmeno 10 minuti di cammino sarete arrivati alla Spa naturale.
Ora non vi resta che godervi una bella giornata a contatto con la natura.
Prima o dopo; non perdetevi le gole del Rio Garrafo.

Se amate questo genere di luoghi, vi consiglio anche Saturnia e Bagni San Filippo.

Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Trekking alle Gole del Rio Garrafo

Un trekking che vi farà sentire Indiana Jones per un giorno è quello alle Gole del Rio Garrafo ad Acquasanta Terme.
Dopo (o prima) aver fatto una tappa alle piscine di acqua sulfurea di Lu Vurghe, vi consiglio questo bellissimo trekking.

Piscina naturale del Rio Garrafo
Piscina naturale del Rio Garrafo

Come arrivare al sentiero del Rio Garrafo

Come detto precedentemente, questo trekking parte da Acquasanta Terme in provincia di Ascoli Piceno, quindi raggiungete il paese e prima di lasciarlo alle vostre spalle e percorrere il ponte, parcheggiate nel parcheggio di fronte al Municipio o svoltate poco dopo sulla sinistra seguendo i cartelli per Frazione Matera e Frazione Vallecchia.
Poco dopo svoltate di nuovo sulla sinistra in una strada di ghiaia e lasciate l’auto dopo circa 500 m nella piazzola sulla destra.

Inizio del sentiero del Rio Garrafo
Inizio del sentiero del Rio Garrafo

Incamminatevi sul sentiero che indica Vallecchia M.A e dopo poco inizierà il vero e proprio trekking.

Trekking Rio Garrafo: il percorso

A mio avviso si tratta di uno dei trekking più belli che abbia mai fatto.
Il percorso è breve, sono circa 2 km ma dire che è suggestivo non rende abbastanza l’idea.
Vi anticipo che non è adatto a tutti e non è assolutamente percorribile con i passeggini.
Il percorso si snoda fra le pareti di roccia della Gola del Rio Garrafo, separate proprio dallo scorrere di quest’ultimo.
Gran parte del percorso prevede l’aiuto di corde per facilitare il camminatore ed è richiesto salire e scendere dai massi e dalle rocce.

Corde lungo il percorso
Corde lungo il percorso

E’ consigliabile percorrere questo sentiero con una guida; io personalmente ci sono andata in autonomia perché era piena estate e il torrente era completamente secco, così ho potuto camminare direttamente sul letto del fiume.
Ovviamente quando qui è presente dell’acqua, è tutto più complicato ma di sicuro ancora più suggestivo.
Sarà infatti richiesto di guadare il ruscello diverse volte.
Vi assicuro che vi sentirete come Indiana Jones, la natura è rigogliosa e selvaggia, il grado di umidità è abbastanza elevato… tutto fa pensare di essere all’interno di una foresta.

Gole del Rio Garrafo
Gole del Rio Garrafo

Dopo diversi sali e scendi, si arriva alle bellissime piscine, dove in estate la voglia di fare un tuffo è difficile da contenere, mentre nelle altre stagioni la location si presta sicuramente per delle pause e delle meditazioni.

Contemplazione alla fine del percorso
Contemplazione alla fine del percorso

Portatevi il pranzo al sacco e dell’acqua, inutile dire che durante il percorso non incontrerete punti di ristoro.
Incontrerete invece delle grotte, come per esempio la Grotta Fredda ma se siete in autonomia non addentratevi da soli, occorre tutta l’attrezzatura specifica.

Insomma, se avete lo spirito avventuriero e volete sentirvi Indiana Jones per un giorno, le Gole del Rio Garrafo vi attendono.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.