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Cascate del Niagara :come visitarle

Tutti abbiamo desiderato almeno una volta, vedere dal vivo le Cascate del Niagara, ne sono convinta e sapete perché? Perché rappresentano le cascate per eccellenza. Divise tra due stati – Stati Uniti e Canada-, richiamano ogni anno un’infinità di turisti.

Come raggiungere le Cascate del Niagara

E’ possibile visitarle da entrambi gli stati, sia sul lato statunitense che su quello canadese; da entrambe le parti, la cittadina da cui partono le visite ha lo stesso nome, ovvero Niagara Falls ( Niagara Falls Ontario e Niagara Fallo New York). Le due città più vicine sono Buffalo e Toronto, anche se è possibile fare escursioni anche da New York…anche se i km sono davvero tanti.

Natura delle Cascate del Niagara

Come detto in precedenza, probabilmente le Cascate del Niagara sono le più famose al mondo e vantano anche un altro primato: sono le più grandi cascate dell’America settentrionale e fra le più grandi del mondo intero. La cosa particolare però è che il loro salto è di “soli” 52 metri. Prendono il nome dal fiume Niagara che collega il lago Ontario con il lago Eire. Le cascate sono praticamente 3:

  • Le Horseshoe Falls sul lato canadese
  • Le American Falls sul alto americano
  • Le Bridal Veil Falls (cascate a velo nuziale) che toccano entrambi gli stati.
Cascate del Niagara
Cascate del Niagara

Versante canadese delle cascate

Io ho inserito questa visita all’interno di un tuor canadese e ho pernottato proprio sul suolo canadese, senza oltrepassare il confine. Da quello che so, la parte canadese è molto più attrezzata a livello di strutture ricettive e luoghi d’interesse…a mio avviso si tratta di una sorta di Las Vegas. Mi avevano avvisato, ma se devo essere sincera l’impatto è stato davvero forte: il lato consumistico e commerciale è davvero predominante e proprio a ridosso di questa meraviglia naturale. Non avrete che l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda ristoranti e locali.

Come ammirare le Cascate del Niagara

Dopo aver fatto una passeggiata e scattato un’infinità di fotografie, il modo migliore per ammirare questo luogo è un giro in barca. L’Hornblower Niagara, ovvero il tuor in battello fra le cascate è di sicuro un’attività imperdibile a mio avviso. Ci si avvicina prima all’American Falls e alla cascata a velo nuziale, per arrivare poi sotto, anzi dentro all’enorme ferro di cavallo delle Horseshoe Falls. Mamma mia che emozione!!! Ci si sente davvero minuscoli di fronte alla potenza della natura! E’ uno spettacolo davvero emozionante e di sicuro divertente…. tornerete bagnati fradici nonostante l’immancabile impermeabile che vi forniranno ad inizio visita.

Sul battello delle cascate del Niagara
Sul battello delle cascate del Niagara

La notte poi tutto si trasforma, le cascate vengono illuminate con colori differenti e tutto assume un’atmosfera magica. In alcuni giorni della settimana (venerdì e domenica quando ci sono andata io) si aggiunge un ulteriore evento: alle 10 di sera inizia lo spettacolo dei fuochi d’artificio sulle cascate….imperdibili se pernottate in zona.

Cascate del Niagara di notte
Cascate del Niagara di notte

Se poi volete vivere un’esperienza davvero indimenticabile, ci sono anche voli in elicottero sulle cascate, ma non so dirvi di più perché ho optato per la versione terrestre e acquatica. Per ammirare questo spettacolo naturale dall’alto, potete salire sulla Skylon Tower e riempire gli occhi di bellezza. Al prossimo viaggio, Viaggiatrice seriale.

Se siete amanti di cascate, le Cascate Vittoria sono una vera meraviglia.

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Cosa fare in una settimana in Repubblica Dominicana

Spiaggia bianca, mare cristallino e sole cocente…..di solito cerco questi elementi in inverno, quando voglio fuggire dal nostro freddo pungente e invece ho replicato anche in estate questa volta!
Ebbene sì, ho trovato una super offerta con la Level per raggiungere la Repubblica Dominicana e non ci ho pensato due volte.
Durata totale del soggiorno una settimana, con arrivo e partenza dall’aeroporto di Punta Cana.
I taxi hanno dei prezzi davvero molto alti, ma essendo arrivati di notte non avevamo altra scelta.
Abbiamo suddiviso il soggiorno in due parti, la prima metà l’abbiamo trascorsa a Bayahibe e la seconda a Punta Cana.
In entrambe le parti ci sono una miriade di villaggi, non avrete che l’imbarazzo della scelta.
Sono partita un po’ spaventata, di solito sono molto tranquilla ma parlando in generale di questa destinazione con chi ci era già stato, non riscuotevo pareri troppo positivi, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza.
Devo dire che i primi due giorni mi guardavo abbastanza sospettosa in giro, poi per fortuna ho capito la realtà che mi circondava e mi sono sciolta, godendomela alla grande.
Per farla breve vi sconsigliano assolutamente di girare al di fuori dei villaggi e per due come noi, che non amano particolarmente la vita da villaggio era abbastanza problematica la cosa….vi dico solo che ci siamo ritrovati a girare in motorino!
Andiamo in ordine,arrivo in serata a Punta Cana e trasferimento a Bayahibe.
Il secondo giorno ci siamo goduti la vita da villaggio, in effetti ci eravamo fatti un bel viaggetto e per ammortizzare il fuso abbiamo trascorso la giornata fra bagni, tintarella,relax, tuffi in piscina, foto e cocktail.

Playa Dominicus

Il terzo giorno è stato a dir poco spettacolare, abbiamo fatto l’escursione all’isola di Saona, un vero paradiso naturale.
Tutti i resort organizzano vari tipi di escursione, quindi non dovete fare altro che prenotare quella che preferite al massimo un giorno prima e loro si occuperanno di tutto.
A bordo di un catamarano abbiamo raggiunto quest’isola  cosparsa di palme, con la sabbia come borotalco e un’acqua a dir poco cristallina.L’escursione comprendeva anche il pranzo, quindi dopo un po’ di bagni ci siamo avvicinati tutti al buffet preparato dall’equipaggio per gustare un pranzo a base di pollo, pesce, verdura e frutta. Al ritorno invece eravamo con una lancia, abbiamo fatto una sosta alle piscine naturali e poi ritorno al resort verso le 17:00.

Isla Saona

Devo essere sincera nel dirvi che essendo l’escursione più gettonata, l’isola è piuttosto popolata,ma non potete perdervela per nulla al mondo.
Il terzo giorno dovevamo spostarci verso Punta Cana, così abbiamo optato per un’escursione che si effettuava là, usufruendo del transfer dell’escursione per raggiungere la nostra meta successiva.
L’escursione comprendeva 3 attività in una: siamo stati divisi in 3 macro gruppi e a turno ogni gruppo ne effettuava una, fino a praticarle tutte.
Noi abbiamo iniziato con un bel giro in lancia.
Avete presente quelle barchette tipiche dei film di 007, sulle quali lui fugge o insegue il nemico?!Ecco, eravamo proprio noi a guidarle,seguendo una sorta di pista in acqua. Ad un certo punto le guide ci hanno dato l’ok per cambiare il pilota e siamo ripartiti.Inizialmente me la facevo un po’ sotto per essere sinceri, poi mi sono proprio divertita.Quando si è alla guida l’adrenalina sale di brutto.
La seconda attività è stato lo scuba, con una cintura con i pesi e una maschera collegata a delle bombole di ossigeno, ci siamo calati a circa 4 metri di profondità per ammirare il mondo sommerso. Fa sempre un certo effetto a chi non pratica sub, ma è un’attività sicura, adatta anche ai bambini.
Per finire poi abbiamo fatto del semplice snorkeling, ammirando il tutto dal pelo dell’acqua.
Non volendo il nostro nuovo alloggio era proprio dietro al luogo dell’attività, così in men che non si dica avevamo già fatto il nuovo check in.
Questa volta non eravamo in un resort all inclusive, ma in un villaggetto con la sola colazione, per questo a cena siamo usciti e ci siamo gustati della buonissima carne alla brace.
Quarto giorno in un luogo diverso, dopo aver fatto un giro di perlustrazione sulla spiaggia e aver consumato la colazione a bordo piscina – una piscina carinissima, me ne sono innamorata- siamo usciti e abbiamo noleggiato un motorino.

Con tutte le accortezze del caso e muovendosi sempre rispettando le regole del posto, vi consiglio di fare come noi e muovervi autonomamente, restando nella zona abbastanza turistica.
A bordo del nostro bolidino, dopo circa 30 km in direzione nord, abbiamo raggiunto Playa Macao.
Completamente diversa dalle precedenti, questa spiaggia ha la sabbia color oro, un sacco di palme e il mare agitato, non a caso abbiamo trovato anche una scuola di surf.

Scuola di surf a Playa Macao

Non è un luogo troppo turistico, ma frequentato molto dai locali che amano posizionarsi all’ombra degli alberi e consumare dell’ottimo pesce ordinandolo dai chioschi e ristorantini al di là della strada.

Playa Macao

Logicamente ci siamo adeguati anche noi e dopo una bella passeggiata e qualche foto abbiamo deciso di pranzare, con del pesce logicamente.
Il giorno successivo il tempo non era bellissimo, così abbiamo deciso di optare per l’escursione in buggy: esperienza davvero divertente.

Escursione in buggy

Si tratta di una macchinina dalle grandi ruote, praticamente senza carrozzeria, adatta per i percorsi sterrati. Sempre con un’escursione organizzata abbiamo raggiunto il punto di partenza e l’avventura è iniziata. Ci siamo subito ricoperti di fango, ma è anche questo parte del divertimento. Il giro prevede delle soste fra cui la visita ad un cenote dove è possibile fare un bel bagno nelle acque gelide. Anche qui si effettua il cambio pilota e vi posso garantire che mi sono divertita come una pazza.
Il penultimo giorno è stato davvero bello,sempre a bordo del nostro motorino e in seguito a bordo di un taxi (perché non è consentito entrare in motorino)abbiamo raggiunto Playa Juanillo.
E’ considerata una delle spiagge più belle al mondo e non stento a crederci.

Playa Juanillo

Sabbia bianca e soffice come il borotalco,acqua azzurro-verde e le immancabili palme.Purtroppo in estate l’acqua è più calda e per questo motivo si depositano sulla battigia le alghe, ma non è una situazione invivibile, basta andare un po’ più al largo e il problema è risolto.
La spiaggia ha diverse aree attrezzate con lettini e ombrelloni (non economiche purtroppo), zone di spiaggia libera e baretti.
A questo luogo è legata una carinissima leggenda.
I giorni sono davvero volati, così siamo arrivati all’ultimo giorno, ma avendo il volo alla sera dopo cena, ce lo siamo goduto tutto.
Come il primo giorno, abbiamo concluso la vacanza gustandoci una giornata di relax in villaggio fra spiaggia, lettino e piscina.
La Repubblica Dominicana non mi aveva mai attratto particolarmente, la collegavo esclusivamente ad una vacanza da villaggio e invece mi ha sorpreso e mi è piaciuta davvero tanto, così tanto che ci tornerei volentieri per andare alla scoperta della parte nord dell’isola.
Un piccolo neo negativo invece sono i prezzi, è molto più cara rispetto ad altri paesi caraibici:una  cena fuori costa praticamente come in Italia.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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La leggenda sulla nascita di Playa Juanillo

Una leggenda direttamente dai Caraibi la volete ?!?
Bene, allora vi racconterò come nacque Playa Juanillo……
Si narra che, molti anni fa, dopo una forte tempesta, una sirena incontrò una nave senza direzione, occupata da un solo marinaio : Little John, un uomo duro, alto,forte e bello con barba e capelli rossi.
La sirena con le sue canzoni lo guidò fino a questa spiaggia dove incontrò un villaggio Taino; gli abitanti del villaggio lo accolsero a braccia aperte.

L’amore che Little Jonh provava per la sirena era così forte che decise di non ripartire e di stabilirsi in questa spiaggia.
La gente del villaggio non parlava inglese, ma Little John era così grato a tutti gli abitanti che sentiva il bisogno di comunicare con loro, così propose: “Potete chiamarmi Juanillo“.
Juanillo divenne molto famoso nel villaggio, aprì un ristorante dove tutti andavano a mangiare e soprattutto a far festa.
Dopo questo enorme successo, il capo del villaggio battezzò l’intera spiaggia Juanillo.
Detto questo vi garantisco che Playa Juanillo è una vera meraviglia,assolutamente da visitare.

Alla prossima leggenda,
Viaggiatrice seriale.

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Cosa vedere ad Atlanta

L’abbiamo tutti sentita nominare Atlanta,non perché sia una città imperdibile, ma perché vanta un altissimo numero di scali aerei e il suo aeroporto è il più trafficato del mondo per numero di passeggeri!
Si si, avete proprio capito bene!
Io personalmente non vi consiglierei di andare in vacanza ad Atlanta, per intenderci, ma in alcuni casi invece vi consigliere di sceglierla come meta.

Ad esempio io l’ho scelta quando per altri motivi mi è saltato un viaggio, mi trovavo a Miami ed il tempo era brutto da no poter andare al mare, così cercando un volo economico per visitare qualcosa di nuovo, Atlanta si è rivelata la soluzione migliore.
I voli interni infatti costano davvero poco,così ho deciso di dedicare a questa città due giorni e una notte, giusto il tempo di varcare personalmente il suo aeroporto e visitare le attrazioni principali.
Un’altra occasione per visitarla è in concomitanza di un lungo scalo, approfittatene! 🙂
Bene,torniamo alle indicazioni utili:  cosa visitare ad Atlanta?


Il World of Coca Cola

Chi non conosce la Coca Cola?Nessuno praticamente! Quindi un po’ di curiosità c’è sicuramente.
Dovete sapere infatti che la famosissima bevanda è stata creata proprio in questa città da un farmacista di nome Pemberton nel 1892.

Questa struttura è letteralmente presa d’assalto dai turisti, nel mio turno ci saranno state almeno 15 nazionalità diverse…e non esagero.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 16 dollari.
La visita è guidata e sarete sempre seguiti dal personale, all’entrata vi verrà regalata una bottiglietta di Coca Cola che vi accompagnerà per tutto il tempo.Si parte dalla sala con tutto il materiale pubblicitario utilizzato nei vari decenni, dagli orsetti ai camion con Babbo Natale,dalle biciclette alle pompe della benzina.
Poi potrete fare una foto ricordo con il famoso orso bianco,visitare la mostra d’arte,ma soprattutto potrete degustare le varie bevande suddivise per continente prodotte dal marchio (dovete sapere infatti che i gusti delle varie popolazioni sono diversi, quindi le bevande si differenziano).
Una cosa davvero molto ma molto carina è la spiegazione storica dell’invenzione della bevanda, potrete mettervi alla prova e cercare di indovinare le quantità esatte degli ingredienti che compongono la Coca Cola!!!!
Mettetevi alla prova con i giochi interattivi.

Prima di uscire vi verrà regalata un’altra bottiglietta sempre come regalo.


Centennial Olympic Park

Nel 1996 le Olimpiadi si tennero proprio nella città di Atlanta e venne pensata una parte come punto di incontro per i visitatori e gli spettatori dei giochi,destinato poi a rimanere parte integrante della città.
Oggi troverete un bellissimo parco pubblico,dove rilassarvi e staccare un po’ la spina.
Da non perdere la Fontana degli Anelli  con getti d’acqua e luci interattive che raffigura i 5 cerchi olimpici e dove nelle giornate più calde i bambini si divertono a sguazzare.

Tutto intorno troverete una moltitudine di bandiere di tante nazioni diverse e disseminate nel parco noterete diverse sculture sempre inerenti al tema dei giochi.
Io mi sono divertita a cercare i nomi degli atleti italiani che vinsero qualche medaglia!

Questa visita ve la consiglio davvero,merita.
Di fronte al parco è stata posizionata un’enorme ruota panoramica.


Martin Luter King Jr. National Historic Site

Ad Atlanta nacque Martin Luter King nel 1929.
A mio avviso non si può non fare  una visita a tutta la zona dove il leader contro la segregazione razziale mosse i suoi primi passi.
Si tratta di un percorso pedonale che vi farà toccare le maggiori tappe, partite dal museo (con ingresso ad offerta) che riassume con pannelli e fotografie tutta la sua storia, visitate la sua casa natale, la chiesa dove fece il suo famosissimo discorso “I have a dream” fino ad arrivare alla sua tomba posizionata insieme a quella della moglie al centro di una piscina.

CNN Studio Tours

In città potrete sentirvi dei veri e propri giornalisti della CNN, agli studios infatti potrete fare un tour guidato sentendovi per qualche ora un vero collaboratore.

Io non l’ho fatto personalmente,mi sono limitata ad una foto davanti alla gigantesca scritta!


Casa di Margaret Mitchell

Chi non conosce il romanzo “Via col Vento” ? Impossibile anche in questo caso.
Non so se lo sapete,ma venne scritto da Margaret Mitchell, cittadina di Atlanta, che lascio’ la sua attività da giornalista per dedicarsi alla letteratura,scrivendo uno dei romanzi più conosciuti di sempre, dal quale venne tratto anche un film.
Ad Atlanta potrete visitare la sua casa, ammirando la sua macchina da scrivere e l’intero ambiente in cui prese forma tutta la storia.

Acquario della Georgia

Nella stessa area del museo della Coca Cola troverete altre strutture,una delle quali ospita l’acquario della Georgia, il più grande della nazione.
Viene indicato come una delle attrazioni immancabili della città, con più di 100.000 creature, lo spettacolo dei delfini e la vasca più capiente del mondo.


The Center for Civil and Human Rights 

Questo museo è il primo luogo al mondo in cui i visitatori possono conoscere la storia del movimento americano per i  diritti civili, i movimenti contemporanei dei diritti umani e il loro collegamento.

Dove mangiare?

Essendoci stata davvero poco tempo, ho solo un posto che mi sento di consigliarvi assolutamente: si chiama Max Lager’s Wood-Fired e si tratta di una birreria-ristorante che offre delle birre artigianali ottime e una carne super! Buon rapporto qualità/prezzo.

Ecco secondo me come trascorrere delle ottime ore ad Atlanta! 🙂
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Cayo Largo: un paradiso

Una vacanza a Cuba senza mare è praticamente impossibile!
Dopo aver visitato la coloratissima Avana e aver ammirato le bellissime coltivazioni di tabacco a Vinales, è arrivato l’attesissimo momento: goderci il mare.
Come sempre le cose semplici non ci piacciono, così al posto di rilassarci a Varadero, abbiamo deciso di prendere un volo interno per raggiungere la località di Cayo Largo.
Questo cayo credo sia l’unico (o uno fra i pochi) raggiungibile solamente via aerea, quindi non vi dico il mio panico quando  a 4 giorni dalla partenza mi hanno cancellato il volo!
Va beh, non sto a dilungarmi troppo, ma voglio solo dirvi che questi voli interni sono organizzati solamente dalle compagnie cubane, a meno che non facciate il volo diretto sull’isola.
Detto ciò, non consiglio questa avventura a chi ha paura dell’aereo perchè la flotta non è molto ben assortita, o meglio aerei grossi non ci sono.
Ma non fatevi fermare da questo particolare.
Quest’isola è prettamente turistica, non c’è un vero e proprio centro e nemmeno una comunità, ma semplicemente resort e personale che ci lavora.
Non spaventatevi subito, non era questa la mia intenzione.
Sapete benissimo che non amo le vacanze turistiche da pecoroni, ma se volete vedere un mare davvero meraviglioso dovete scendere a dei compromessi.
L’ideale secondo me è fermarsi 2 notti e 3 giorni (noi siamo stati 3 notti), il tempo giusto per non stancarsi della vita del resort e del cibo e per godere appieno delle bellezze del cayo.
Le due spiagge più belle in assoluto sono Playa Paraiso e Playa Sirena e in qualsiasi villaggio passano ininterrottamente taxi per portarvi lì,la corsa costa 2 cup a testa a tratta indicativamente e potete scegliere l’ora in cui farvi ritornare a prendere.
La mia preferita in assoluto è stata Playa Paraiso, acqua limpidissima e in alcuni tratti anche molto bassa, spiaggia abbastanza spaziosa con vegetazione per ripararsi dal troppo sole e per fare una bella pennica! 🙂

Acqua cristallina a Playa Paraiso

Troverete un chioschetto, se volete pranzare lì però dovete comunicarglielo al mattino appena arrivate altrimenti rischiate di rimanere a digiuno.
La sabbia è bianca e non scotta affatto, quindi perfetta per  fare delle belle camminate e scoprire qualche scorcio pittoresco.
Stranamente in una mia vacanza ci sono stati giorni di puro relax se non addirittura ozio! 🙂
Ho trascorso le giornate fra il mare, la piscina e i ristoranti!
E ho anche trascorso un meraviglioso compleanno al mare, il primo della mia vita considerando che cade a febbraio!
E’ stata una giornata davvero bellissima, la prima parte simile alle altre fino a quando non mi sono rilassata con un bel massaggio.
A metà pomeriggio poi siamo partiti in pullman e abbiamo raggiunto la Marina (andate al bar e prendete un bel mojito) da dove salpava il nostro catamarano.

Mojto alla Marina

Sì sì, avete capito bene, abbiamo fatto un’escursione al tramonto in catamarano (le diverse escursioni si possono acquistare direttamente all’interno del resort) ed è stato magnifico.
La gita prevedeva una sosta per fare snorkelin (abbiamo visto un po’ di pesci ma niente di particolare), un’altra sosta in una piscina naturale dove abbiamo avuto la fortuna di vedere oltre alle bellissime stelle marine anche delle razze e una visita all’isola delle iguane.
Si tratta di un vero e proprio isolotto popolato solamente da iguane….vi assicuro che non è proprio uno spasso camminare scalzi con quelle bestiole vicino ai pieni!

Isola delle iguane

Però ne vale la pena, è davvero particolare.
Come ciliegina sulla torna abbiamo ammirato un tramonto favoloso e una volta che il sole è sparito sott’acqua abbiamo deliziato il nostro palato con una cenetta con i fiocchi a base di aragosta.
Se ci ripenso mi viene l’acquolina in bocca.

Tramonto dal catamarano

Una super escursione…..ve la consiglio proprio (il costo è di circa 80 € a testa compresa la cena e il bere illimitato, so che non è poco, soprattutto rapportato al costo della vita a Cuba, ma una volta che siete lì fate uno strappo alla regola).
Un giorno abbiamo noleggiato un motorino,pensando di essere autonomi e viverci il cayo in lungo e in largo, ma ve lo sconsiglio proprio perché non c’è nulla da vedere sull’isola, al massimo andate a sbirciare gli altri resort o raggiungete la Marina, nient’altro.
Questa è stata la mia esperienza a Cayo Largo, che sinceramente ripeterei.
Vi saluto con l’immagine che mi viene in mente se ripenso a quei giorni: due stelle marine che brillano in un’acqua cristallina.

Cayo Largo racchiuso in una foto

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Escursione da L’Avana: alla scoperta di Vinales e delle sue piantagioni di tabacco

Se avete scelto Cuba come vostra meta, ricordatevi che non è solo L’Avana e mare ma ci sono tantissimi altri luoghi interessanti da visitare.
Partendo proprio da L’Avana un’escursione che vi consiglio perché è abbastanza vicina e fattibile in giornata è Vinales.
Avendo testato di persona le auto cubane vi consiglio o di prendere un taxi o di affidarvi ad un’escursione organizzata.
Scegliendo la seconda opzione, noi siamo partiti alle 7:30 del mattino a bordo di un pulmino con altre 10 persone più l’autista e la guida proprio dalla capitale.
Vinales è la patria delle piantagioni di tabacco, dove vengono preparati alcuni dei sigari più buoni di Cuba e del mondo intero.
Il percorso per raggiungere la nostra destinazione era abbastanza lungo, così abbiamo fatto una sosta intermedia visitando una fabbrica di rhum.
Non aspettatevi assolutamente macchinari industriali e grandi spazi, ma delle vecchie botti e un’imbottigliatrice…tutto più che sufficiente per produrre un’ottima bevanda.

Ripresa la marcia abbiamo finalmente raggiunto la nostra meta prima dell’orario di pranzo e siamo subito andati a visitare una hacienda, con la tipica capanna dal grande tetto dove vengono essiccate le grandi foglie di tabacco.
Ai nostri occhi si è presentata una scena davvero suggestiva: un unico edificio in mezzo ad una distesa sconfinata di verde!

All’interno della capanna c’era un uomo ad attenderci , ovvero il contadino responsabile della coltivazione che per una mezzoretta si è trasformato per noi in una guida.
Ogni pianta di tabacco fornisce 3 o 4 raccolti e una volta che lasciano lo stelo, le foglie vengono posizionate nella grande capanna ad essiccare su diversi piani.

Per fare un sigaro invece servono 3 foglie che vengono lavorate dalle sapienti mani,che non devono essere ne troppo secche ne troppo umide altrimenti si spezzerebbero.
Una volta data la forma, si tagliano le estremità in eccesso e si lascia in una piccola pressa per non molto tempo ed il gioco è fatto.

Noi abbiamo assistito alla trasformazione da foglie a sigaro e vi assicuro che avviene tutto manualmente e rapportandolo ai giorni nostri è davvero sorprendente.
La cosa scioccante per me invece è stata scoprire che il 90% del raccolto è destinato allo stato, mentre il rimanente 10% resta alla famiglia ed è l’unica parte con la quale può guadagnare qualcosa.
Dopo pranzo abbiamo potuto ammirare il Murales della Preistoria, una tappa obbligata per chi si reca a Vinales.

Si tratta di un immenso murales realizzato  sulla parete di una montagna, che raffigura l’evoluzione, partendo dai dinosauri fino ad arrivare all’uomo.
Il tutto è molto suggestivo, forse perché i colori usati sono molto splendenti e creano un bel contrasto con la natura circostante; anche le dimensioni sono impressionanti, al suo cospetto ci si sente una formichina…credo sia 120 m X 80 m.
I più temerari possono anche arrampicarsi attraverso un piccolo sentiero ed ammirare l’opera da un’altra prospettiva.
Scattate le solite foto di rito siamo ripartiti e dopo poco abbiamo fatto un’altra sosta per ammirare la Cueva del Indio.
Si tratta di una grotta naturale, al cui interno è possibile ammirare bellissime stalattiti e stalagmiti, ma non finisce qui…dopo una piccola passeggiata si arriva ad un piccolo molo interno dove si prende una piccola barca per proseguire la visita in modo diverso.
La grotta infatti è attraversata da un fiume che vi condurrà fino all’esterno.

Durante la breve navigazione potrete ammirare della particolari formazioni, tipo un coccodrillo o le tre caravelle di Colombo.
Vinales si trova nella provincia di Pinar del Rio ed è una zona completamente naturalistica, per chi si ferma più tempo consiglio di fare un’escursione a cavallo fra le piantagioni di tabacco.

La giornata è stata intensa, ma per chi ha poco tempo a disposizione mi sembra un’ottima soluzione,un’escursione  poco distante da L’Avana che consente di ammirare qualcosa di diverso.
Risaliti sul nostro pulmino, dopo qualche ora di viaggio siamo tornati al nostro punto di partenza, giusto in tempo per una succulenta cena a base di aragosta!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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La mia vacanza a Cuba in breve

E’ febbraio e il mio primo “viaggione” dell’anno l’ho già fatto.
Dove sono stata??!!! A Cuba!
Devo ammettere che questa volta la scelta della destinazione non è stata mia, ma sono tornata a casa davvero soddisfatta.
Forse è proprio vero che è il momento giusto per visitarla, prima che cambi troppo.
Noi abbiamo avuto poco tempo a disposizione, una sola settimana ma abbiamo cercato di sfruttarla al meglio.
In aeroporto ci attendeva la proprietaria dell’appartamento in cui soggiornavamo a L’Avana e in taxi, dopo circa 20-25 minuti abbiamo raggiunto la nostra meta: Malecon, la zona sul mare.
Premetto che io sono astemia:appena entrati in casa abbiamo avuto giusto il tempo di appoggiare i bagagli che ci sono stati offerti rum e sigaro.
Accoglienza perfetta se non fossero state le 23 circa,provati da un viaggio di più di 9 ore,praticamente a digiuno!!!
L’inizio è stato promettente.
La mattina successiva a bordo di un coco-taxi (un specie di apetto,dove al posto del cassone c’è una specie di grossa palla da bouling che ospita i passeggeri) abbiamo raggiunto il centro de L’Avana e abbiamo iniziato la nostra visita,subito rapiti dalle meravigliose auto anni 50 che invadevano la strada.

Giornata intera alla scoperta della città e sosta in uno dei grandi hotel per prenotare l’escursione per il giorno successivo.
L’indomani infatti a bordo di un pulmino con altre 11 persone siamo partiti alla volta di Vinales per ammirare le meravigliose piantagioni di tabacco,vedere con i nostri occhi come prende forma un sigaro e fare un’escursione – prima a piedi e poi in barca – nelle grotte della zona.

Giusto il tempo di ritornare in città e scoprire che il nostro volo per Cayo Largo sarebbe partito alle 4 del mattino successivo.
Senza perderci d’animo non siamo tornati a casa per niente,siamo rimasti in centro per cena e siamo finiti dentro casa – o meglio nel terrazzo – di una famiglia locale.
Mi sono gustata un’aragosta strepitosa!
Ah giusto, non vi avevo ancora detto che l’aragosta è il piatto tipico e si trova ovunque a prezzi davvero buoni.
Come previsto da programma la sveglia per farci fare l’alzataccia è suonata all’ora prevista  e il nostro passaggio è arrivato puntuale per accompagnarci all’aeroporto  dei voli domestici.
Fortunatamente non abbiamo paura di volare e nemmeno degli aerei piccoli, ma alcuni dei passeggeri del volo non si sono fatti 35 minuti tranquilli: tutt’altro!

Toccata terra di nuovo a Cayo Largo era già tutto organizzato,dopo averci divisi in gruppi in base ai nostri resort ci hanno accompagnato in pullman e da qui è iniziata la vacanza di mare.
Quattro giorni di puro relax nel mare caraibico, con un tempo bellissimo – per fortuna, considerando che le previsioni prima di partire davano sempre brutto tempo -.
Il mio primo compleanno al mare!!!!Che bellezza! 🙂
Un giorno abbiamo fatto un’escursione in catamarano, giusto per spezzare un po’: snorkeling, bagni magnifici, visita all’isola delle iguane e cena a base di aragosta al tramonto…..ve lo consiglio davvero.

Come tutte le cose belle, anche questa pace è finita,così in un giorno abbiamo preso sia il volo interno per tornare a L’Avana sia il volo per tornare a casa, intervallati però da un giro in centro con bagagli annessi.
Questo è veramente un brevissimo riassunto,giusto per invogliarvi un po’ a scoprire Cuba….presto vi svelerò anche tutti i dettagli.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

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Cosa evitare a L’Avana

Due settimane fa ero ancora in territorio cubano, oggi invece mi ritrovo qui a scrivere qualche consiglio per non farvi commettere errori in un eventuale viaggio alla scoperta di questa bellissima isola.

Diciamo che i miei consigli non sono proprio dei must (solo uno), ma vi agevolerebbero il viaggio.
Come prima cosa parliamo del bagaglio.
In Italia (purtroppo) siamo abituati a delle attese per il ritiro dei bagagli, ma vi assicuro che io non ho mai aspettato tutto quel tempo.
Dopo un volo lungo e stancante si ha solamente voglia di uscire all’aria aperta e invece io sono stata circa un’ora (non sto esagerando) ad attendere il mio bagaglio.
Non so dirvi se sono stata sfortunata io oppure funziona sempre così.
Il colmo è che avevo come bagaglio uno zainone che potevo tranquillamente imbarcare come bagaglio a mano, ma per via dei liquidi ho deciso di mettere in stiva; stessa cosa per il mio compagno di viaggio che viaggiava con un trolley a mano.
Il mio consiglio quindi è di viaggiare con il bagaglio a mano se non vi trattenete per più di una settimana, tanto gli indumenti richiesti sono estivi e non vi richiederanno una super valigia! 🙂
Il secondo consiglio riguarda la scoperta de L’Avana.
In linea generale sono contraria ai tour organizzati, ma spesso (soprattutto quando ho davvero poco tempo) cedo al tour in bus della città con l’audioguida.
Quando i tempi sono davvero serrati cerco sempre di “prendere” il più possibile e questa è una soluzione.
Per quanto riguarda L’Avana però secondo me non ne vale la pena, la bellezza della città si trova nella parte vecchia, mentre il bus fa praticamente il giro dei maggiori hotel e arriva fino ad un circo: mi sembra un po’ fuori tema.
Il mio consiglio quindi è di evitare il giro in bus.
L’ultimo accorgimento l’avrete già sentito da tantissime persone, ma una volta in più non fa mai male.
Parlando di Cuba inevitabilmente si parla di sigari.
Non comprate mai (soprattutto dai venditori in strada) scatole di sigari già chiuse, potreste pagare una fortuna e ritrovarvi all’interno delle vere e proprie cianfrusaglie.
Decidete che marca comprare,guardate i sigari con i vostri occhi e indicate la scatola che volete, il venditore la chiuderà e vi apporrà il sigillo di garanzia: solo in questo modo potete stare tranquilli.
Ecco tre piccoli accorgimenti che potranno esservi d’aiuto.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.
america, I miei viaggi

Cosa sapere prima di partire per Cuba

Cuba è una meta molto ambita e forse adesso lo è ancora di più, per il semplice fatto che la sua autenticità svanirà a poco a poco, per questo sarebbe giusto visitarla il prima possibile.
Per recarsi sull’isola del Che dovete prima conoscere la documentazione richiesta.
Se vi affidate ad un’agenzia viaggi siete liberi da ogni pensiero, se invece siete dei “fai da te” dei viaggi, proprio come me, dovrete muovervi autonomamente.
E’ necessaria un’assicurazione sanitaria che potrete stipulare con il vostro assicuratore di fiducia o anche su internet (io vi consiglio quella di Axa online, da questo sito risparmierete il 10%).
E’ necessario avere l’indirizzo dell’hotel o casa particular in cui soggiornerete (almeno la prima notte).
E fin qui nulla di troppo complicato direi.
La cosa particolare di Cuba è il visto,ovvero la TARJETA DEL TURISTA (O VISA).
Potete procurarvela tramite un’agenzia viaggi o come ho fato io affidarvi ad un’agenzia online che con un piccolo sovrapprezzo ve la spedirà a casa.
Il visto ha un costo di 25 € ed è necessario, ve lo chiederanno già al momento dell’imbarco, poi una volta arrivati a Cuba ai controlli tratterranno una parte, mentre l’ultima parte dovrà essere consegnata al momento del check-in per il rientro, quindi state attenti a non perderla.

Io sono tornata ieri da Cuba e questa è stata la prassi, poi c’è anche chi dice che si può fare in aeroporto, ma io per non rischiare vi consiglio di muovervi per tempo.
La moneta cubana è il CUC ed è molto difficile prelevare dagli sportelli ATM, quindi dovete portarvi tutti i soldi che ritenete necessari in contanti e cambiarli una volta arrivati sull’isola, o subito in aeroporto o nei vari change.Non potete fare affidamento sulle carte di credito, se non esclusivamente all’interno dei resort.
Fate attenzione perché i CUC si dividono a loro volta in quelli turistici (1 CUC vale quasi 1 €) e in quelli locali che valgono molto meno;occhio ai resti!
Fatte tutte queste cose siete pronti per partire!!!
Viaggiatrice seriale.

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Come utilizzare internet a Cuba

Sono tornata solo ieri da un bellissimo viaggio a Cuba e le cose da raccontarvi sono veramente tante, così ho deciso di iniziare con calma e con un argomento caro a molti:la connessione internet.
Avevo sentito dire che sull’isola era un po’ complicato trovare il wi-fi, ma fin quando non ti ci ritrovi in prima persona non riesci a comprendere bene la situazione.
Allora, internet è presente, ma è un po’ più complicato connettersi che altrove.
Praticamente nessun edificio possiede un wi-fi gratuito al quale collegarsi, se una persona ha bisogno di internet la deve pagare.
In commercio si acquistano delle specie di schede/ricariche  telefoniche, chiamate TARJETE DE NAVEGACION sulle quali trovate due codici da grattare: uno è per il login e l’altro è la password.
Andate a ricercare la rete wi-fi ed inserite i due codici ed il gioco è fatto.

Le tarjete possono essere da 30 o da 60 minuti (1 e 2 CUP) e non dovete per forza consumare tutto il traffico in un’unica volta.
Se avete intenzione di interrompere la connessione, basta andare su safari e digitare 1.1.1.1, vi uscirà la stessa schermata dell’inizio che vi indicherà quanti minuti avete utilizzato.

A L’avana è facilmente intuibile dove si trovano le aree predisposte, vedrete una moltitudine di persone fuori da un edificio con tablet, cellulari e portatili; nei resort invece molto spesso la zona dedicata è quella della hall.
Devo ammettere che con la scusa della difficile connessione ho diminuito notevolmente l’utilizzo di dispositivi elettronici e mi sono goduta appieno la vacanza, ma è logico che per svariate esigenze in qualche modo è bene potersi connettere.
Adesso che ho rotto il ghiaccio, non mi resta che raccontarvi l’intero viaggio….
Viaggiatrice seriale.