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Italia, Marche

Braccano, il borgo dei murales

Un po’ di colore mette sempre di buon umore, che ne dite di fare un giro nel borgo dei murales marchigiano? Siamo a Braccano, il borgo dei murales in provincia di Macerata alle pendici della Riserva del Monte San Vicino e del Canfaito. Passeggiando per il borgo, si incontrano decine di murales che ravvivano le facciate delle case.

Murales di Braccano
Murales di Braccano

Come nasce il borgo dei murales

Per valorizzare il borgo, nel 2001 l’Amministrazione Comunale ha commissionato all’Accademia di Belle Arti di Urbino, Macerata e Brera e a numerosi artisti internazionali diversi murales che sono poi diventati la vera attrattiva. Infatti durante una visita a Braccano, incontrerete diversi turisti che si aggirano tra le viuzze intenti a scovare qualche macchia di colore.

Il lupo di Braccano
Il lupo di Braccano

Tra case, fienili e muretti si contano circa 60 opere, alcune molto belle e altre di un livello inferiore. I miei preferiti sono il lupo e la donna dagli occhi verdi.

Braccano il borgo dei murales
Braccano il borgo dei murales

Escursioni da Braccano: Gola di Jana

Come già detto in precedenza, Braccano vanta una posizione strategica a livello naturalistico, è infatti considerato un ottimo punto di partenza per camminate nel verde. Una passeggiata davvero semplice e adatta anche ai bambini è quella che conduce alla Gola di Jana.

Gola di Jana
Gola di Jana

Attraversate tutto il paese, oltrepassate il ponte e dopo le ultime case vi ritroverete ad un bivio, prendete a sinistra (troverete già i cartelli con le indicazioni) e dopo pochi metri troverete un piccolo parcheggio. Io ad esempio ho fatto anche questo tratto a piedi, dista circa 15 minuti dal borgo.

Indicazioni per la Gola di Jan
Indicazioni per la Gola di Jana

Una volta qui, prendete il sentiero a sinistra e poi al bivio tenete la strada principale (a destra) e vi ritroverete in un mondo incantato: completamento immersi nel verde. Dovrete guadare tre o quattro volte il ruscello e nel giro di 20 minuti sarete di fronte alla cascata (è piccolina e dipende dalla quantità d’acqua del ruscello, non aspettatevi un salto alto) incorniciata dalle pareti di roccia a strapiombo.

Cascata alla Gola di Jana
Cascata alla Gola di Jana

Io ho avuto la fortuna di non incontrare nessuno e sono sincera nel dirvi che questo posto mi ha rapita. Volendo, con l’aiuto di una corda fissata alla parete destra, si può proseguire per poco e arrivare sopra la cascata dove troverete una piscinetta naturale e una seconda cascatella.

Un altro percorso in zona, ma un po’ più lungo è quello della Forra Bocca De Pecu, oppure potreste dirigervi verso l’Abbazia di Roti. Prima della camminata per immagazzinare energie o al vostro ritorno, vi consiglio una sosta al Bar Murales, il punto di ristoro di Braccano in cui gustare i prodotti tipici. Se siete amanti dei borghi dei murales, non potete perdervi Dozza e Saludecio. Al prossimo viaggio, viaggiatrice seriale.

Italia, Toscana

Il Giardino dei Tarocchi

Perdersi in un mondo parallelo: succede al Giardino dei Tarocchi di Capalbio.

Il Giardino

Il Giardino dei Tarocchi è un parco di sculture, una sorta di museo a cielo aperto in cui passeggiare ed incontrare 22 sculture alte fa i 12 e i 15 metri che rappresentano i 22 arcani maggiori dei tarocchi. Il mix di specchi e piastrelle colorate crea un impatto visivo molto piacevole.

Giardino dei Tarocchi
Giardino dei Tarocchi

Si incontrano quindi la Giustizia, il Mondo, l‘Impiccato, l’Imperatore,il Mago e tutte le altre figure presenti nelle carte. Degna di nota è senza ombra di dubbio l‘Imperatrice, una vera e propria abitazione completa di bagno e camera da letto, interamente rivestita di specchi dove l’artista visse per diversi anni e dove si riuniva con i suoi collaboratori. E’ davvero strabiliante!

"L'Imperatrice"
“L’Imperatrice”

Storia del Giardino dei Tarocchi

Il Giardino dei Tarocchi è stato realizzato in circa 20 anni, dal 1979 al 1998 dall’artista Niki De Saint Phalle. Lei stessa l’ha descritto come un luogo che faccia gioie gli occhi e il cuore, un luogo fuori dagli schemi. L’artista franco-statunitense durante una visita a Barcellona, rimase folgorata dai lavori di Gaudì e decise di voler realizzare un suo giardino.

Interno de "l'Imperatrice"
Interno de “l’Imperatrice”

Traendo ispirazione dall’arte italiana in generale e dopo aver visitato anche il Parco dei Mostri di Bomarzo, iniziò questo enorme progetto che ci lascia ancora oggi a bocca aperta. E’ un luogo particolare, in cui la natura si mescola perfettamente con le opere, un luogo in cui poter lasciare al di fuori lo scorrere del tempo.

Info utili e come arrivarci

Ci troviamo in Maremma Toscana, in provincia di Grosseto e più precisamente a Garavicchio (frazione di Capalbio). Raggiungere il giardino è molto semplice, prendete per Capalbio e poi seguite le indicazioni. Il parco è aperto solamente in determinati periodi dell’anno (dal 1 Aprile al 15 Ottobre), solo il pomeriggio dalle 14:30 alle 19:30 e solo su prenotazione. Il costo del biglietto d’ingresso è di 14 euro (12 + 2) l’intero o di 9 (7+2) per gli over 65 e per la fascia di età 7-22 anni. per i bambini fino a 7 anni è invece gratuito. Per tutte le informazioni aggiornate visitate il sito.

"La Forza" Giardino dei Tarocchi
“La Forza” Giardino dei Tarocchi

Direi che è la scusa buona per organizzare un bel viaggetto in Maremma, al quale poi abbinare tanto altro: visite ai meravigliosi borghi come per esempio Capalbio, rigeneranti passeggiate in natura sull’Argentario o all’Oasi del lago di Burano, relax alle terme a cielo aperto di Saturnia o un bel bagno in qualche spiaggia della Maremma. Al prossimo viaggio, Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

L’Eremo dei Frati Bianchi di Cupramontana

Un luogo immerso nella pace e nella natura nelle Marche è sicuramente il bellissimo Eremo dei Frati Bianchi. Era da tanto che volevo visitare questo luogo speciale e finalmente posso depennare un’altra voce dalla mia lista. Ci troviamo a Cupramontana in provincia di Ancona.

Eremo dei Frati Bianchi
Eremo dei Frati Bianchi

Come raggiungere l’Eremo dei Frati Bianchi

Raggiungere l’Eremo dei Frati Bianchi è davvero semplice: provenendo da nord prendete l’uscita dell’autostrada Ancona (Jesi) e continuate in direzione Cupramontana. Prima di raggiungere il borgo svoltate a destra su via Eremo della Romita e pochi metri dopo troverete il cartello con le indicazioni per l’Eremo. Lasciate l’auto nel piccolo parcheggio o lungo il ciglio della strada e iniziate la vostra camminata in salita all’interno del bosco sacro. La camminata non è lunga e vi condurrà all’Eremo (non è possibile raggiungerlo in auto).

Il bosco dell’eremo

Anche il sentiero per raggiungere l’eremo è davvero bello e suggestivo, si passeggia all’interno del bosco che custodisce un’importante varietà di piante, tanto da poter istituire un’area floristica protetta, la 16° delle Marche. La strada di ghiaia costeggia il Fosso dei Corvi che crea lungo il tragitto delle bellissime cascatelle.

Bosco dei Frati Bianchi
Bosco dei Frati Bianchi

L’Eremo dei Frati Bianchi

Finita la strada immersa nel bosco, si rimane letteralmente senza parole quando alla vista compare l’immagine dell’Eremo dei Frati Bianchi, preceduto da un enorme prato fiorito con al centro una fontana. Sembra di aver raggiunto un tesoro al centro di una foresta. La struttura imponente in mattoncini domina tutta la visuale, le finestrelle azzurre donano un tocco di colore e le grotte laterali riportano indietro nel tempo.

Eremo dei Frati Bianchi
Eremo

Questo è il percorso più breve per raggiungere l’eremo, ma è possibile arrivarci anche dalla parte opposta seguendo il Percorso Blu da Cupramontana. Se si arriva da questo lato, non si ha l’immagine che siamo soliti vedere come prima cosa, ma a mio avviso è ugualmente affascinante perché si esce dal bosco e si attraversa l’antica porta che conduceva al complesso.

Porta d'ingresso al complesso dell'Eremo dei Frati Bianchi
Porta d’ingresso al complesso venendo dal bosco

Oltrepassatela e giratevi, avrete l’impressione di poter chiudere il bosco fuori.

Storia dell’Eremo dei Frati Bianchi

L’Eremo dei Frati Bianchi fu fondato nel XI secolo da San Romualdo e deve il suo nome al candido colore del saio indossato dai Camaldolesi. A San Romualdo venne anche dedicata una delle grotte ricavate nella parete di arenaria, il luogo in cui sorgevano le celle dei monaci.

Grotte dell'Eremo dei Frati Bianchi
Grotte dell’Eremo dei Frati Bianchi

Il suo nome originale sembra essere Eremo delle grotte del Massiccio, proprio perché tutto prese vita da questa parete rocciosa che però essendo friabile e poco solida, nel corso degli anni divenne poco sicura, così i monaci costruirono un nuovo eremo non lontano dalle grotte.

Passeggiata attorno all’eremo

Se amate immergervi nel verde, dopo aver ammirato l’eremo, il chiostro e le grotte, potete fare una passeggiata ad anello che vi ricondurrà sempre all’eremo. Tornate indietro sulla strada di ghiaia e imboccate il sentiero sulla destra che si addentra nel bosco seguendo l’indicazione “S. Giovanni”. Dopo qualche minuto avvolti dal verde, uscirete allo scoperto su un belvedere da dove nelle giornate limpide si scorgono i Sibillini. Continuate la strada in salita fino alla casa, proseguite e raggiungete la strada asfaltata. Una volta qui, svoltate a destra e percorrete qualche metro sull’asfalto, dopo aver oltrepassato il cartello Cupramontana riprendete una strada di ghiaia sulla destra e vi ritroverete sul Percorso Blu che vi condurrà di nuovo all’eremo.

Cosa vedere nei dintorni dell’Eremo dei Frati Bianchi

La zona è ricca di eremi e abbazie, quindi non perdetevi l’Eremo dei Frati Neri e l’Abbazia di S. Elena con i meravigliosi daini al suo fianco. Se invece volete visitare un borgo, fermatevi a Cupramontana e a Serra San Quirico.

Daini dell'Abbazia di S. Elena
Daini dell’Abbazia di S. Elena

Se siete appassionati di eremi non perdetevi l’Eremo di Camaldoli.

Al prossimo viaggio, Viaggiatrice Seriale.

Italia, Sicilia

Due giorni in Sicilia alla scoperta del ragusano

La Sicilia mi ha sempre affascinato tanto e dopo essere stata a Palermo e a Trapani, è arrivata la volta del ragusano. L’autunno è il periodo perfetto per visitare la zona: giornate ancora calde e con tante ore di luce, una lieve brezza che mitiga l’aria e tante meraviglie da scoprire.

Come spostarsi durante un tuor del ragusano

La soluzione perfetta per chi vuole approfittare del poco tempo a disposizione è senza ombra di dubbio l’automobile. dopo un’attenta ricerca ho scelto la compagnia con il miglior prezzo. Io l’ho noleggiata in aeroporto a Catania e come le volte precedenti, mi sono affidata ad Auto Europe e mi sono trovata benissimo.

Belvedere su Modica

Munita della prenotazione che avevo fatto precedentemente online, mi sono recata subito al desk davanti gli arrivi e in pochissimi minuti avevo le chiavi in mano. Ovviamente in base alle vostre esigenze o in base a dove andrete, potrete aggiungere a vostro piacimento le varie garanzie (che l’addetto vi spiegherà con cura). Una volta ritirate le chiavi non vi resta che ritirare l’auto e partire. Nel mio caso ho riconsegnato il mezzo nello stesso ufficio in cui l’ho ritirato, ma se non dovete tornare indietro, potete usufruire della riconsegna in un luogo diverso da quello del ritiro.

Cosa vedere in due giorni nel ragusano

Veniamo a noi e alla scoperta del ragusano. se come me non vi spaventa il poco tempo a disposizione ma cercato di sfruttarlo al meglio, ecco cosa potete fare.

Scicli

Trascorrere qualche ora nella bellissima Scicli….la conoscete già?! Non sarete per caso dei fan del Commissario Montalbano?! Sapete che la serie è stata girata proprio qui e che il commissariato non è altro che il Municipio di Scicli? Appassionati o meno, troverete tutti i luoghi della serie.

Scorcio di Scicli
Scorcio di Scicli

Oltre a questi, da non perdere sono le numerose chiese e i meravigliosi palazzi storici: mi raccomando camminate con il naso all’insù perché le facciate e soprattutto i balconi attireranno la vostra attenzione: Munitevi di pazienza e di fiato e salite fino alla chiesa di San Matteo, luogo perfetto da dove ammirare tutta Scicli dall’alto e volgere lo sguardo fino al mare. Dopo la fatica della camminata non vi resta che recuperare le forze a pranzo, magari con un bel piatto tipico: io ho optato per la pasta con le sarde.

Pasta con le sarde
Pasta con le sarde

Modica

Il pomeriggio lo dedicherei a Modica, famosa nel mondo per il suo cioccolato. Anche qui le chiese non mancano e per rendervi il tutto ancora più difficile, vi dico che ha anche due Santi Patroni e di conseguenza due Duomi.

Duomo di San Pietro a Modica
Duomo di San Pietro a Modica

Raggiungete anche qui il belvedere per avere una visione a 360 gradi della città dall’alto e quando vi sentite stanchi, fate tappa all’Antica Dolceria Bonajuto, gustate le varie tipologie di cioccolato o optate per un bel cannolo. Secondo il mio itinerario, indicativamente dovrebbe scendere la sera, quindi vi consiglio di salire all’altro belvedere per ammirare quello che sembra un vero presepe con l’accendersi ripetuto delle luci all’interno delle case, mentre il cielo diventa sempre più scuro.

Donnafugata

A pochi km di distanza da Modica si trova il Castello di Donnafugata che a mio avviso merita una visita…sicuramente più la parte esterna di quella interna.

Castello di Donnafugata
Castello di Donnafugata

Lo sapete da dove deriva il nome? No, ancora non ve lo svelo ma lo farò nel post che uscirà a breve e che sarà interamente dedicato a questa attrazione.

Ragusa

E ora dove si va? Resta indicativamente una mezza giornata, che io ho trascorso a Ragusa. Questa provincia sicula è divisa fra Ragusa centro. ovvero la parte alta e più recente dove oltre all’imponente chiesa si sviluppa la via commerciale con i vari negozi e Ragusa Ibla, fisicamente collocata più in basso, ovvero la parte più antica.

Ragusa Ibla dall'alto
Ragusa Ibla dall’alto

Senza fare tanti giri di parole vi dico che la seconda è la mia preferita. Piccola, si gira tutta a piedi ma preparatevi ad una quantità infinita di scale!! Ricca, anzi ricchissima di chiese e di palazzi nobiliari, vi lascerà senza parole. Ovviamente dovete arrivare fino alla punta estrema, dove sorgono i giardini iblei: sistemati recentemente, rappresentano perfettamente il concetto di polmone verde di Ragusa.

Questo è l’itinerario generale dei miei due giorni nel ragusano, ma se avete più tempo a disposizione non avrete che l’imbarazzo della scelta. Al prossimo viaggio, Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Passeggiata dal fiume Foglia al lago Penserini

Siete alla ricerca di una bella passeggiata nel verde? Oggi gioco in casa, siamo a Pesaro e più precisamente nel quartiere di Villa Fastiggi.

Percorso fino al lago

Si tratta di un percorso ad anello di circa 6 km totali, ma volendo potete anche ritornare indietro sulla strada già percorsa. Lasciate l’auto nel parcheggio del campo sportivo di Villa Fastiggi, costeggiate il campo da calcio (che avrete sulla sinistra) e proseguite sempre dritto fino alla fine della strada dove incontrerete il Fiume Foglia . Arrivati sull’argine del fiume, prendete il sentiero sulla vostra sinistra. Inizialmente la camminata sarà lungo un sentiero battuto in mezzo all’erba ma completamente all’aperto per poi proseguire all’interno della vegetazione, vi ritroverete quindi riparati dalle piante e ogni tanto dovrete scavalcare qualche tronco (niente di difficile). Troverete un segnale che vi indica il sentiero del tasso e il lago.

Indicazioni sentiero del tasso
Indicazioni sentiero del tasso

Proseguite avendo sempre il letto del fiume sulla vostra destra e se volete avvicinarvi ulteriormente vi confermo che ogni tanto si trova una piccola “deviazione” per raggiungere il fiume. Io per esempio sono scesa su dei gradini scavati nella terra e mi sono ritrovata in una sorta di “spiaggetta” di sassi, con annessa altalena. Proseguendo sul sentiero, troverete ogni tanto un po’ di pendenza, ma potrete aiutarvi con le corde fissate agli alberi.

Corde per aiutarsi durante il sentiero
Corde per aiutarsi durante il sentiero

Continuate ancora un po’ all’interno della vegetazione e sarete finalmente arrivati al ponte!! Si tratta di un ponte di legno che attraversa il fiume, finito di percorrerlo non vi resta che l’ultimo sforzo:una salita sempre con l’aiuto della corda.

Ponte di legno sul Fiume Foglia
Ponte di legno sul Fiume Foglia

Il gioco è fatto, perché proprio dopo il campo che vi ritroverete di fronte, si trova il lago Penserini. Qui non avrete che l’imbarazzo della scelta su dove posizionare la vostra coperta per il picnic o il vostro telo per la pennichella. Il lago è di proprietà privata ma i proprietari consentono l’accesso, quindi l’educazione e il rispetto per il luogo mi sembrano il minimo. Se vi fermate per una sosta, riportate via con voi i rifiuti.

Lago Penserini
Lago Penserini

Se invece siete dei super camminatori potrete percorrere tutto il perimetro del lago. Il luogo è davvero tranquillo e si presta sicuramente per una bella scampagnata e se siete con i vostri bimbi, sono sicura che apprezzeranno. Il sentiero non è difficile ma nemmeno tutto pianeggiante quindi adatto ai bimbi più grandi e non adatto ai passeggini.

Quale strada scegliere per il ritorno

Una volta raggiunto il lago le opzioni sono due: se amate l’avventura potete percorrere la strada al contrario, se invece amate i percorsi ad anello potete proseguire. Dovete superare la balza e portarvi sul sentiero superiore, seguite il percorso battuto e arriverete ad una catena dopo la quale dovrete scendere a sinistra e lasciare il fiume alle vostre spalle. Ora inizia la strada asfaltata, ma sempre immersa nel verde. Proseguite fino alla fine della strada e poi svoltate a sinistra, dopo poco troverete la strada imbrecciata affiancata da alberi che vi condurrà al Campo Base, oltrepassate il gattile e proseguire sempre sulla strada principale fino all’incrocio. Una volta qui svoltate a sinistra e prestate maggiore attenzione perché passano diverse macchine e sarete tornati di nuovo alla vostra auto. Spero di esservi stata utile e ricordate che l’avventura è sempre dietro l’angolo! Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Trekking al Bosco di Tecchie

Se siete alla ricerca di un bel percorso immersi nella natura, nella regione Marche, ho proprio un bel posticino da consigliarvi. Oggigiorno abbiamo bisogno di aria fresca e contatto con la natura, tutto quello che troverete nei sentieri del Bosco di Tecchie.

Indicazioni Bosco di Tecchie
Indicazioni Bosco di Tecchie

Come raggiungere il Bosco di Tecchie

Ci troviamo in provincia di Pesaro-Urbino e più precisamente a Cantiano: prendete l’uscita di Cantiano sulla super strada e subito dopo prestate molta attenzione alla segnaletica, non dovete raggiungere l’abitato, ma sulla sinistra troverete le indicazioni per il Bosco di Tecchie. Percorrete qualche altro km sempre seguendo la segnaletica, oltrepassate un piccolo ponte che ospita le indicazioni e iniziate a salire. Al fianco di una piccola costruzione in mattoni troverete il parcheggio e il punto di partenza del sentiero. Ci troviamo a Ca’ Balbano e da qui parte uno dei sentieri del Bosco di Tecchie.

I sentieri del Bosco di Tecchie

Il Parco Naturale Bosco di Tecchie rappresenta ad oggi uno degli ambienti più intatti della Regione Marche, venne istituito nel 1986 e ospita una biodiversità davvero importante. Pensate che qui gli alberi morti non vengono rasi al suolo, ma continuano ad essere parte integrante del bosco. La zona è davvero meravigliosa, il silenzio ricopre tutto il bosco e gli scorci che si intravedono lungo la camminata lasciano senza fiato. Parlando proprio di camminate, i sentieri principali sono 4: il sentiero del Cerro, il sentiero del Faggio, il sentiero delle Cascatelle e il sentiero Didattico. Io ho percorso quello del Cerro, con partenza da Ca’ Balbano e se siete dei discreti camminatori ve lo consiglio perché non è troppo difficile. Il sentiero del Faggio parte da una intersezione con quello del Cerro e sembra essere il più impegnativo. Il sentiero didattico, come intuibile dal nome è quello più tranquillo e maggiormente apprezzato dalle scolaresche, quindi se siete con dei bambini mi sento di consigliarvi quest’ultimo. E per finire resta quello delle Cascatelle, il mio preferito. Si tratta di una piccola diramazione del sentiero del Cerro, ma vi condurrà fino a sotto le cascate…….è meraviglioso.

Cascate Bosco di Tecchie
Cascate Bosco di Tecchie

Il sentiero del Cerro

Ritornando alla mia camminata, dopo un tratto iniziale in salita, mi sono ritrovata a percorrere diversa strada in pianura fino ad arrivare poi ad un fiumiciattolo. Si oltrepassa tranquillamente camminando sui sassi più alti e si inizia una serie di tornanti, non semplicissimi ma che regalano scenari magnifici sulle vallate circostanti.

Panorama dal sentiero del Cerro
Panorama dal sentiero del Cerro

Ho attraversato un tratto in cui stavano impilando diversa legna (ma credo sia stato momentaneo, quindi non penso possa aiutarvi nel percorso) per raggiungere poi un altro tratto pianeggiante poco prima di incontrare il sentiero delle Cascatelle. Deviazione alle cascate e poi di nuovo in marcia fino all’area di sosta dove ho consumato il mio pranzo. Dovete infatti sapere che lungo i vari sentieri si trovano delle aree di sosta attrezzate con tavoli e panche. Subito dopo l’area di sosta, incontrerete l’incrocio col il sentiero del Faggio.

Segnaletica sentieri Bosco di Tecchie
Segnaletica sentieri Bosco di Tecchie

Proseguendo su quello del Cerro invece, dopo poco incontrerete una sorta di percorso “consigliato” delimitato da staccionate in legno, seguitelo e raggiungerete Ca Tecchie.

Ca Tecchie
Ca Tecchie

Si tratta di un rifugio, la maggiore area di sosta durante queste passeggiate. Diciamo che è un punto strategico e si intersecano un po’ tutti i sentieri.

Flora e Fauna

Come detto in precedenza, quest’area protetta ha una notevole biodiversità anche se le specie vegetali che la popolano maggiormente sono i faggi e i cerri. Per quanto riguarda gli animali invece, oltre ai tipici animali che si incontrano nel bosco, qui vivono anche il picchio rosso e la salamandra dagli occhiali. Se volete trascorrere una giornata a contatto con la natura, questo è il luogo perfetto. poi in zona potete visitare anche Cantiano o spingervi sul Monte Catria.

Alla prossima camminata, Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

Cascata di Val Rea a Pergola

Passeggiata fra le cascate con una brevissima camminata, parlo di circa 200 metri. Siamo nelle Marche e più precisamente a Pergola, in provincia di Pesaro-Urbino . Dopo aver visitato le attrazioni del paese, vi consiglio di concentrarvi sulle bellezze naturali.

Come raggiungere la cascata di Val Rea

Appena fuori da centro storico potrete ammirare la bellissima cascata di Val Rea. Impostate il navigatore su Via F.lli Mazzarino, dopo qualche metro troverete una piccola area di sosta che affaccia proprio sulla cascata; infatti è possibile ammirare il salto di circa 6 metri anche da sopra.

cascata di Val Rea a Pergola
Cascata di Val Rea a Pergola

Posteggiate l’auto e dirigetevi verso i bidoni della spazzatura ( scusate per il punto di riferimento ma è proprio da qui che inizia la stradina).

Punto di accesso alla cascata di Val Rea

Davvero semplicissima, corta e adatta a tutti. Sentirete subito il rumore dell’acqua e dopo pochissimi passi potrete ammirare anche lo spettacolo. La cascata di Val Rea è una delle cascate sul fiume Cesano e cambia il suo aspetto in base alla portata del fiume. Una tappa facilmente raggiungibile e che non richiede troppo tempo ma che vi regalerà attimi nella natura. A pochissima distanza troverete anche un’antica chiesa di pietre e mattoni, proprio sulla strada.

Chiesetta vicino alla cascata di Val Rea a Pergola

Se siete amanti di cascate, in zona ne troverete altre. Alla prossima scoperta, Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

Le mummie di Urbania

Oggi vi porto ad Urbania con me, siete pronti?!
La cittadina è veramente carina, un borgo tenuto benissimo con degli scorci davvero caratteristici.
Ci troviamo nella provincia di Pesaro-Urbino e devo dire che le eccellenze qui presenti sono diverse, dalle famosissime ceramiche alla conosciutissima festa della befana.
Il mio obiettivo della giornata però era un altro: il cimitero della mummie.

La città possiede diverse chiese, ma solamente la Chiesa dei Morti nasconde al suo interno una rarità, ovvero 18 corpi mummificati naturalmente.
In passato  non esistevano i comuni cimiteri, così le persone più abbienti venivano sepolte dietro la chiesa mentre i meno abbienti erano relegati fuori dalle mura della città.
Ad Urbania si formò la Confraternita della Buona Morte con il compito di provvedere al trasporto gratuito e alla sepoltura dei morti, soprattutto degli indigenti.
Questi defunti furono sepolti sotto terra senza nessuna bara, ma avvolti solamente in un lenzuolo e proprio per questo, grazie all’azione di  una particolare muffa presente nel terreno si mummificarono.
I corpi vennero riesumati in seguito all’istituzione dei cimiteri nella prima metà del 1800 ed esposti dietro l’altare della chiesa.

Priore Vincenzo Piccini

Uno dei corpi è del Priore Vincenzo Piccini, medico e farmacista che dopo aver fatto questa sorprendente scoperta, inventò una sostanza per mummificarsi, la quale venne applicata sia sul suo corpo che su quello della moglie e del figlio; rispetto agli altri corpi, questi sono molto più chiari.
Ogni mummia ha la propria storia, dalla ragazza con una malformazione all’anca a quella morta di parto cesareo, dal ragazzo accoltellato a quello sepolto vivo in quanto era in una sorta di morte apparente.

Sopra alle teche che custodiscono i corpi sono collocati decine di teschi, e la stanza è illuminata da un lampadario composto interamente da ossa….a mio avviso la cosa più macabra nel complesso.
Il nome della confraternita era “Della Buona Morte” ed era dedicata a San Giovanni Decollato, raffigurato anche in un’opera presente all’interno della piccola chiesa.

Opera raffigurante San Giovanni Decollato

Se ci pensate è un fenomeno davvero particolare e raro, tanto che anche le più famose trasmissioni che si occupano di misteri hanno trattato il caso.
Io vi consiglio di farci una visita, il custode vi racconterà tutta la storia e i 2 € del biglietto d’ingresso sono spesi più che bene.

Stemma della confraternita

Beh logicamente se siete facilmente impressionabili forse è meglio che aspettiate fuori e facciate un giro nei suggestivi vicoli di Urbania.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Italia, Toscana, Trekking

La Verna: trekking e visita al Santuario

Un bellissimo trekking in Toscana, alla scoperta del Santuario della Verna. Ormai è diventata una necessità quella di trascorrere del tempo all’aria aperta, magari coniugando una bella passeggiata con una visita. Questo è proprio l’itinerario che ho percorso ieri, circa 10 km immersa nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che si estende fra Emilia Romagna e Toscana.

Come raggiungere il Santuario della Verna

Il Santuario della Verna, fondato da San Francesco è comodamente raggiungibile in auto, lasciando il mezzo nei parcheggi (a pagamento) a pochissimi metri dall’ingresso, ma è anche raggiungibile con tanti percorsi a piedi….d’altronde in passato era l’unico modo per spostarsi e per fortuna sono rimasti usufruibili anche da noi.

Faggeta della Verna
Faggeta della Verna

Io ho intrapreso un percorso ad anello che parte dalla curva prima del Santuario e attraversa tutta la faggeta. Si inizia con il sentiero 50 fino a raggiungere Croce della Calla, da qui seguire le indicazione del sentiero 56 “anello basso”. Questa sentiero costeggia gran parte del costone di roccia su cui si erge il monastero.

Bosco della Verna
Bosco della Verna

Ad un certo punto, proprio in mezzo al bosco si trovano indicazioni del sentiero 56 in entrambe le direzioni: una freccia indica di proseguire verso destra (q in questo modo non si arriva al santuario ma si percorse solo il sentiero ad anello), mentre le classiche indicazioni su alberi e rocce indicano di proseguire verso sinistra. Dopo un po’ si arriva al bivio fra il sentiero 56 e 53 e seguendo quest’ultimo si arriva proprio al Santuario della Verna.

Sentiero 53 al bosco della Verna
Sentiero 53 al bosco della Verna

Alla fine si deve oltrepassare un cancello (dalle scalette sulla sinistra) e si arriva proprio alla salita che conduce all’ingresso del luogo di culto.

Santuario della Verna da sotto
Santuario della Verna da sotto

L’ultimo tratto forse è un pochino impegnativo, ma vedendo la meta vicina si percorre bene con un ultimo sforzo.

Santuario della Verna: cosa vedere

Nell’estate del 1224 San Francesco si ritirò sul monte della Verna e proprio qui ricevette le Stimmate dal Signore.

Santuario della Verna
Santuario della Verna

Piano piano nacque il luogo di culto che si trasformò nei secoli fino a diventare il Santuario che troviamo ancora oggi. La storia però iniziò diversi anni prima, quando il monte della Verna venne donato a San Francesco dal Conte Orlando Catani. La leggenda narra che quando Francesco raggiunse la cima, venne accolto da un grande stormo di uccelli i quali mostravano gioia e allegria per il suo arrivo. Il complesso del Santuario è di notevole grandezza, infatti i luoghi visitabili sono differenti. La Basilica di Santa Maria Assunta è la chiesa principale che ospita diverse opere dei della Robbia e diverse reliquie di San Francesco mentre il Sasso Spicco è il luogo di preghiera del santo nelle sue prime visite alla Verna. Il lungo corridoio che ospita diversi affreschi relativi agli episodi di maggiore importanza della vita di Francesco è chiamato il Corridoio delle Stimmate e conduce alla Cappella Delle Stimmate, al cui centro è posizionata la pietra in cui San Francesco ricevette le Stimmate.

Corridoio delle Stimmate La Verna
Corridoio delle Stimmate La Verna

Il Santuario della Verna è un vero e proprio luogo di pace, completamente immerso nella natura dove ritrovare il contatto con se stessi.

Cosa visitare nei dintorni della Verna

La zona offre tantissimi percorsi per passeggiate e trekking come per esempio il Sentiero delle fate che parte dal paese di Chiusi della Verna e arriva al santuario.

Sentiero delle Fate Chiusi della Verna
Sentiero delle Fate

Per i più piccini invece è molto carino il Sentiero Magico, una piccola passeggiata nel bosco accompagnati da statue in legno che si mimetizzano nella natura. Se invece optate per un itinerario religioso, sempre nel Casentino si trova un altro luogo molto suggestivo: l’ Eremo di Camaldoli. Ora non vi resta che scegliere se il trekking alla Verna o le visite ai luoghi di culto.

Al prossimo viaggio,

Viaggiatrice seriale.

Italia

Lo sfogo di una viaggiatrice seriale

“Stai cercando un last minute?”
Era da un po’ che volevo scrivere questo post e la frase appena citata è stata la gocciolina che ha fatto traboccare il vaso.
A volte non mi dicono nemmeno ciao, ma semplicemente: “Per dove parti?! Da dove sei tornata?! Quale sarà la prossima destinazione?!Il prossimo viaggio?!”…. insomma avete capito.
Da un lato mi voglio auto-convincere che sia una bella cosa, ma poi arriva la ragione e l’unica cosa che posso dire è: “Sono stufa”!
Sono stufa di chi mi fa i conti in tasca, non capendo che dietro la scelta di partire ci sono tantissime rinunce, perché diciamocelo, non so voi, ma io non ho un conto corrente illimitato destinato ai viaggi, sono stufa di chi nel 2020 ancora crede che ci sia un’unica tipologia di viaggi e cioè quelli super costosi, aprite gli occhi, ci sono tipologie di viaggio per tutte le tasche.
Sono stufa di chi mi dice: “Ma non lavori mai?!” Certo che lavoro, semplicemente cerco di fare delle partenze intelligenti e se poi il volo del ritorno è per caso il lunedì mattina, vorrà dire che recupererò le ore perse….. non so se è da tutti farsi una notte in bianco, partire il mattino presto, arrivare a casa, avere il tempo di farsi una doccia, pranzare e poi correre subito al lavoro.
Non voglio essere elogiata per questo, anzi, lungi da me, ma vorrei solo che la gente iniziasse ad avere una visione molto più ampia delle cose, un quadro completo prima di “aggredirmi” con le solite frasi.
E soprattutto vorrei vedere meno invidia negli occhi di alcune persone…. e fatevelo un viaggetto ogni tanto!!!

Vado a cercare un’offerta che è meglio!!! ^_^
Viaggiate…. è la cosa migliore del mondo!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.