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Italia, Marche

La Grotta di San Paterniano

La destinazione di oggi è sotterranea, vi porto alla scoperta della Grotta di San Paterniano a pochi km da Fano.

La storia della grotta

San Paterniano fu il primo Vescovo di Fano (oggi Patrono), per ben 42 anni e la storia si intreccia con la leggenda.
Sembra che nel 303 d.C., in epoca di persecuzione ai Cristiani, San Paterniano abbia avuto in apparizione un angelo che lo invitava a lasciare la città per raggiungere Egitto, un luogo non lontano da Fano, a destra del fiume Metauro.
Oggi questa località corrisponde a Monte S. Angelo in Ferriano, località Caminate di Fano e non è dato sapere se il nome Egitto apparteneva alla zona già prima del suo spostamento o venne cambiato in seguito per ricordare la fuga del Santo.

Grotta di San Paterniano
Grotta di San Paterniano

La Grotta di San Paterniano

La grotta è a forma di T, con il corridoio principale lungo circa 18 metri e i due bracci lunghi circa 14 metri. La sua altezza è di circa 3 metri ed è larga 2,5 metri, quindi ci si sposta comodamente in posizione eretta.
Grazie alla sua struttura talmente solida, è arrivata fino ai nostri giorni, conservandosi quindi per 1700 anni.
Ai tempi di San Paterniano l’entrata non era la stessa che utilizziamo noi, essendo un rifugio doveva mimetizzarsi ed essere rintracciabile il meno possibile, per questo i monaci si calavano nella grotta attraverso due lucernai che rimanevano poi sempre chiusi. Accanto ad essi però vi erano delle piccole fessure per illuminare ed arieggiare l’ambiente.

Interno grotta di San Paterniano
Interno grotta di San Paterniano

Alcune tesi considerano la grotta una catacomba, mentre altre la vedono come una vecchia cisterna o un granaio risalente all’epoca dei romani, caduto poi in disuso e riutilizzato come rifugio ai tempi delle persecuzioni.
Molto probabilmente poi, in un secondo momento venne utilizzata anche per la sepoltura dei defunti.
L’unica cosa certa è che dopo il rifugiarsi dei cristiani, questo luogo divenne sacro e oggetto di culto e venerazione.
Quando San Paterniano tornò a Fano, il luogo non venne completamente abbandonato, ma rimasero qui alcuni monaci per continuare una vita austera e meditativa.
Alla loro morte, la memoria collettiva della grotta iniziò a diminuire, fino a perdersi completamente.
Solo secoli dopo, la grotta venne ritrovata da 3 cacciatori di San Costanzo con all’interno 3 oggetti: un crocifisso, un quadro di San Paterniano e i monaci e un dipinto su tavola della Madonna con il Bambino.
Non si hanno fonti scritte dell’intera storia della grotta ma sembra che il racconto orale sia continuato nei secoli, fino a portarlo ai giorni nostri.

Ingresso grotta
Ingresso grotta

La grotta ai giorni nostri

La grotta si trova in una proprietà privata ma è visitabile.
Sulla proprietà sorge il ristorante agriturismo “La Grotta“, dove vi invito a fermarvi per gustare la cucina tipica del territorio e per staccare la spina dalla vita cittadina, considerando che da qui si ha una visuale meravigliosa sulle campagne, fino ad arrivare alla città di Fano e al mare.

Ringrazio Filippo per avermi mostrato la grotta e fornito le informazioni.
Una volta in zona vi consiglio di visitare la Chiesa e Confraternita di Santa Maria del Suffragio a Fano, la Pinacoteca Civica di Fano o di intraprendere il Sentiero della Valle dei Tufi.


Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

Labirinto della Masone: il più grande del mondo

Vi siete mai cimentati ad uscire da un labirinto?
A Fontanellato, in provincia di Parma, sorge il Labirinto della Masone, il labirinto più grande del mondo.

Storia del labirinto della Masone

Il labirinto ha aperto le sue porte nel 2015, voluto e progettato da Franco Maria Ricci insieme agli architetti Bontempi e Dutto.
Interamente realizzato con piante di bambù di differenti altezze (da 30 cm a 15 metri) e differenti specie, circa 200.000 esemplari, copre circa 7 ettari di terreno.
I viali del labirinto sono belli ampi e l’altezza delle canne di bambù occulta la visuale, così da non riuscire a scorgere la giusta via.

Piramide al centro del labirinto
Piramide al centro del labirinto

Lo scopo di questo immenso gioco è quello di raggiungere la piramide posta al centro; lungo il cammino si incontrano diversi pannelli con la storia dei labirinti in tutto il mondo e con delle cartine che aiutano a capire indicativamente come muoversi.

Interno della piramide del labirinto della Masone
Interno della piramide del labirinto della Masone

E’ un luogo perfetto non solo per i bambini ma anche per gli adulti che si impegnano in una gara contro il tempo.
Una volta raggiunta la piramide (simbolo di Fede), ci si può rilassare e contemplare la struttura dai divanetti posti sotto al portico.

Non solo labirinto: mostre ed esposizioni

La Fondazione Franco Maria Ricci, in questa sede di Fontanellato, oltre al meraviglioso labirinto della Masone ospita anche spazi culturali per più di 5000 metri quadrati.

Mostra Fondazione Franco Maria Ricci
Mostra Fondazione Franco Maria Ricci

Prima o dopo aver percorso il labirinto, immergetevi nell’arte e nella storia, fra i pezzi unici, i quadri di notevole importanza, la storica Jaguar di Franco Maria Ricci e le tante mostre temporanee.

Jaguar di Franco Maria Ricci
Jaguar di Franco Maria Ricci

Non perdetevi inoltre la biblioteca che sopita tutti i libri curati da Franco Maria Ricci durante gli anni della sua attività.
Subito dopo il complesso principale e prima di addentrarvi nel labirinto, vi consiglio di salire sulla Torre del Belvedere, così da avere una veduta panoramica di tutta la zona.

Info utili per visitare il labirinto

Il labirinto della Masone è aperto tutto l’anno tranne il martedì, da Aprile a Ottobre dalle 10:30 alle 19, mentre da Novembre a Marzo è aperto dalle 9:30 alle 18:00.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 18 euro (gratuito fino ai 6 anni e 10€ dai 6 ai 12 anni) e con il bracciale che vi verrà consegnato all’ingresso, sarà possibile entrare ed uscire dalla zona illimitate volte nel corso della giornata.
Il biglietto include anche l’ingresso al Museo e alle mostre.

Veduta del Labirinto della Masone dell'alto
Veduta del Labirinto della Masone dell’alto

Per i visitatori sono presenti un ristorante, una caffetteria, un bookshop e due eleganti suits.
Per i bambini vengono organizzati particolari eventi, come anche per le scuole.
L’ingresso è consentito con la prenotazione online, l’acquisto in loco è possibile ma in base alle disponibilità.

L’esperienza al Labirinto della Masone la consiglio veramente a tutti, si tratta di un percorso in cui inoltrarsi e perdersi, per fantasticare e riflettere.
Qualche ora di tempo per staccare la spia da tutto e tutti.

“Se commetti un errore sei costretto a tornare sui tuoi passi e a tentare un altro cammino”.
Questo racchiude il senso del labirinto e della vita stessa.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

In collaborazione con il Labirinto della Masone

Se siete appassionati di labirinti vi lascio l’articolo sul labirinto di mais.

Italia, Lombardia, Piemonte

Escursione in canoa sul Lago Maggiore

La voglia di esperienze all’aria aperta si sente sempre più, avete mai provato la canoa canadese?
Complice l’arrivo imminente della primavera, la voglia di trascorrere del tempo in natura aumenta, quindi oltre ai soliti trekking di cui vi parlo spesso, oggi alzo il livello spostandoci sul lago.

Canoa canadese con Pollo Surf Experience

La canoa canadese è il mezzo perfetto per fare un’escursione al lago, ma anche al fiume o nelle zone costiere perché al contrario del kayak non ci si bagna visto che si pagaia sempre e solo da una parte senza troppi spostamenti.
Qualche giorno fa ho avuto il piacere di approcciarmi a questa attività grazie alla Pollo Surf Experience e a Raccontiamo l’Italia.
Marco, la nostra guida, ci ha dato tutte le dritte del caso, ci ha fatto indossare una sorta di calosce così da evitare di bagnarci al momento della discesa e ci ha accompagnato in questa bellissima esperienza.
Partendo da Angera che si trova in Lombardia, abbiamo prima ammirato l’Isolino Partegora, anzi l’abbiamo proprio circumnavigato, per poi dirigerci verso Arona che si trova in Piemonte.
Senza grandi sforzi, in circa 20-25 minuti siamo passati dalla Lombardia al Piemonte.

In canoa canadese sul Lago Maggiore
In canoa canadese sul Lago Maggiore

Una volta qui, siamo sbarcati, abbiamo fatto un giretto per il borgo e siamo riusciti anche ad infilarci una pausa caffè prima di riprendere a solcare le acque del Lago Maggiore.
L’esperienza dura circa 2 ore ed è adatta a tutti, anche a chi non è troppo sportivo o non si è mai approcciato a questa disciplina.
La Pollo Surf Experience organizza escursioni su tutti i laghi della zona, ma anche rafting, lezioni di windsurf e tante altre attività sportive.
Per tutte le informazioni consultate la pagina.

Cosa vedere ad Angera e Arona

Se come me farete l’esperienza in canoa canadese sul Lago Maggiore tra Arona e Angera, prima o dopo non perdetevi una visita ai borghi sul lago.
Arona è una località molto rinomata, il suo lungolago pullula sempre di gente, fra le sue stradine potete trovare negozi di un certo livello e dulcis in fundo potrete soddisfare anche il alto religioso con una visita al Colosso di San Carlo Borromeo, una statua così immensa che viene chiamata anche il “Sancarlone
Dedicata all’arcivescovo milanese San Carlo Borromeo, per due secoli fu la statua più alta del mondo.
Ad Arona troverete anche i resti di una vecchia rocca.

Lungolago di Arona
Lungolago di Arona

Per quanto riguarda Angera invece, da non perdere assolutamente la magnifica Rocca Borromeo che da uno sperone di roccia domina la sponda meridionale del Lago Maggiore.
La rocca è visitabile e ospita al suo interno il Museo della Bambola e del Giocattolo.

Veduta di Angera
Veduta di Angera

Una gita sul Lgo Maggiore è proprio perfetta per la stagione che sta arrivando, cimentatevi in una delle attività proposte dalla Pollo Surf Experience per poi rilassarvi nei borghi lacustri.

Grazie a Marco, Barbara e Giada per la compagnia.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.

P.S: in zona vi consiglio anche una tappa al Lago d’Orta.

Italia, Marche

Pesaro: scoprire la città con le visite guidate teatralizzate

Pesaro, provincia della regione Marche ha vinto da pochi giorni il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2024, che dite, andiamo a conoscerla in anteprima?

Visite guidate teatralizzate a Pesaro

Il modo migliore per visitare una città è sempre quello di affidarsi ad una guida locale, così da non perdere nessuna attrazione importante ma allo stesso tempo recarsi negli angoli più nascosti e ascoltare storie locali.
La visita che voglio proporvi è molto coinvolgente, non aspettatevi un’infinità di date e rimandi storici, voglio proporvi una visita semiseria della città, grazie alle visite guidate teatralizzate.

Visita teatralizzata con Rossini
Visita teatralizzata a Pesaro con Rossini

Cosa sono le visite teatralizzate?

La formula della visita teatralizzata affianca una guida professionista ad un attore che vestirà i panni dei maggiori personaggi della città per raccontarvi in maniera più leggera gli aneddoti e la storia di Pesaro.
Questa tipologia di visita è rivolta ad un pubblico eterogeneo perché anche i bambini si divertiranno un mondo a seguire i racconti di un personaggio venuto dal passato, mentre gli adulti acquisiranno tutte le informazioni ma in maniera più gioiosa e meno pesante.
Le visite teatralizzate vengono effettuate ogni settimana da maggio a settembre, ed essendo gestite dall’Associazione albergatori di Pesaro, trovate tutte le info sul loro sito.
La loro durata è di circa due ore.

Pesaro: dove alloggiare

Venendo proprio al discorso degli alberghi, la città vanta decine di alberghi per ogni esigenza e per tutte le tasche.
Tutti però sono accomunati da alcuni fattori: si trovano principalmente sul lungomare e questo significa che si trovano a 10 minuti di camminata dal centro storico, vantano tutti un’ottima professionalità e offrono diverse tipologie di servizi.

Parete di libri Musei Civici Pesaro
Parete di libri Musei Civici Pesaro

Pesaro: cosa vedere

Pesaro, città dei motori, della musica, del mobile, della bicicletta e ora anche della cultura, offre tantissime opportunità al turista; ovviamente in estate il mare richiama la maggior parte dell’interesse, ma a pochissimi km di distanza si trovano alcuni dei borghi più belli d’Italia come Gradara, Fiorenzuola di Focara e Montefabbri.
Per quanto riguarda i musei avrete l’imbarazzo della scelta, dalla Casa natale di Gioachino Rossini ai Musei Civici, dal Museo Nazionale Rossini alla Domus romana dell’Abbondanza.
Un consiglio che mi sento di darvi però, è quello di ammirare la città anche all’esterno, passeggiando in centro storico con il naso all’insù: non perdetevi la fontana dei tritoni e il Palazzo Ducale in Piazza del Popolo, il meraviglioso Teatro Rossini e la famosissima Palla di Pomodoro.

Palla di Pomodoro
Palla di Pomodoro

La zona del lungomare e del porto merita una menzione a parte, non perdetevi una passeggiata su Viale Trieste.
Sapete che a Pesaro è possibile vedere sia l’alba che il tramonto sul mare in un particolare periodo dell’anno?
Le attrazioni non sono finite, vi invito a scoprirle in prima persona, ma non dimenticatevi le Officine Benelli per ripercorrere più di 100 anni di storia attraverso le moto.

Visita teatralizzata con Dante
Visita teatralizzata con Dante

Le visite teatralizzate sono veramente un modo perfetto per andare alla scoperta di Pesaro e Urbino, ogni tour tematico ha una partenza differente, per essere subito vicino ai luoghi più significativi di ciascun personaggio che si andrà ad approfondire.
Non vi resta che scegliere fra Rossini, Dante, Benelli, Ruggeri, Raffello o Federico da Montefeltro in base all’argomento che volete approfondire.
Per tutti i dettagli e le informazioni consultate il sito di APAhotels.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Si ringrazia APA Hotels per l’invito all’Educational tour “Ciao ti presento Rossini … e non solo!”

Feste e Sagre in Italia, Italia

Il 26-27 Marzo tornano le giornate Fai di primavera

Come ogni anno, il FAI, Fondo Ambiente Italiano organizza le Giornate FAI di Primavera, in cui sarà possibile ammirare tantissimi giardini, chiese, palazzi, musei e castelli che normalmente sono inaccessibili.
Nel 2022 le giornate saranno sabato 26 e domenica 27 Marzo.
Questa iniziativa è possibile solamente grazie all’aiuto di tantissimi volontari che si cimentano come guide e ciceroni; i luoghi visitabili sono più di 1000 sparsi per tutto lo stivale.
Il nostro paese ha una ricchezza culturale ed architettonica infinita….ricordiamocene più spesso.
Le visite saranno a contributo gratuito.

giornate Fai 2022

giornate Fai 2022

Se amate le due ruote, vi comunico che verranno organizzate anche delle biciclettate.
Segnatevi in agenda queste date, è un’occasione unica….non perdetevela.
Per visualizzare tutti i luoghi visitabili, consultate la pagina delle giornate FAI.
Io vado subito a consultarla…..buon divertimento!
Viaggiatrice seriale.

Italia, Piemonte

Zipline Lago Maggiore: esperienza adrenalinica

Avete mai provato l’esperienza della Zipline? Se siete dei viaggiatori avventurosi, che vogliono cimentarsi in esperienze particolari, non potete esimervi dal farlo.
Oggi vi porto sul Lago Maggiore ad Aurano dove sorge la Lago Maggiore Zipline.

Zipline Lago Maggiore: di cosa di tratta

La Zipline Lago Maggiore è adrenalina pura, se volete provare la sensazione di volare a 120 km/h per quasi 2 Km appesi ad un cavo d’acciaio, siete nel posto giusto.
Potete anche scegliere come volare, distesi simulerete maggiormente il volo, seduti avrete più margine di manovra, potrete ruotare a 360° e osservare il panorama da ogni angolazione.
In entrambi i casi la vista è eccezionale, nelle giornate limpide si vede benissimo il Lago Maggiore.
Inoltre è possibile volare sia singolarmente che in coppia.

In volo sulla zipline Lago Maggiore
In volo sulla zipline

Zipline Lago Maggiore: come funziona

Il punto di accoglienza e la biglietteria coincidono con il punto di arrivo della zipline, quindi recatevi ad Alpe Segletta, lasciate l’auto e andate in biglietteria a fare l’accettazione.

Biglietteria e ristorante Zipline Lago Maggiore
Biglietteria e ristorante Zipline Lago Maggiore

Svolte tutte le procedure burocratiche, verrete accompagnati con una navetta dalla parte opposta della valle dove vi verrà fornita tutta l’attrezzatura, verrete imbragati e spiccherete il volo!
Per circa 1 minuto e mezzo volerete a 350 metri d’altezza, ammirando gli alberi sotto di voi e poi come per magia sarete di nuovo alla biglietteria.

Zipline Lago Maggiore: ristorante

Di fianco alla biglietteria della zipline si trova un bellissimo ristorante, la Batua, con delle vetrate che affacciano su un panorama meraviglioso.
Vi consiglio quindi di fermarvi per mangiare qualcosa o anche solo per un caffè a fine esperienza, così da trasformare l’adrenalina che avrete in corpo in qualcosa di più rilassante.

Zipline: costi e orari

La zipline Lago Maggiore è aperta da Marzo a Novembre (in alcuni mesi solo nel fine settimana), il costo del biglietto per un adulto è di 38 €.
Vi consiglio di acquistare il biglietto online sul loro sito.

Zipline: come arrivare

Per raggiungere la zipline ci sono due strade, una abbastanza piccola (che vi calcolerà il navigatore in automatico) che si immerge completamente nella natura della valle e una un po’ più grande.
Vi consiglio di prendere questa se volete evitare una strada di montagna con tornanti, ovvero la provinciale che da Verbania porta a Piancavallo.
Una volta arrivati al belvedere di Piancavallo manca davvero poco, prendete per Alpe Segletta e seguite la segnaletica.

Vi ho convinto a volare come uccelli? sono sicura che mi ringrazierete perché l’esperienza è davvero bellissima.
Se volete completare la giornata con un’altra esperienza, i ragazzi della zipline noleggiano anche e-bike per esplorare la zona, chiedete in biglietteria.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.

P.S.: se vi piacciono le zipline, leggete anche l’articolo sulla zipline nelle Filippine e il Volo dell’Angelo in Basilicata.

Emilia romagna, Italia

Votigno di Canossa e le terre di Matilde

Ci sono donne che hanno fatto la storia ma purtroppo non vengono ricordate. Matilde di Canossa per fortuna non è rimasta nella penombra, ma la sua forza e la sua storia sono arrivate fino ai giorni nostri.

Borgo di Votigno di Canossa
Borgo di Votigno di Canossa

Matilde di Canossa: la storia

Per ripercorrere la storia di Matilde di Canossa dobbiamo recarci a Mantova dove nacque nel 1046, figlia di Bonifacio III marchese di Toscana e Beatrice di Lorena. Fu il suo bisnonno Adalberto a dare il via alla dinastia dei Canossa che vide il suo massimo splendore proprio sotto la guida di Matilde e che purtroppo però durò solo per 4 generazioni e si interruppe con lei.
Ebbe due matrimoni, combinati e non celebrati per amore e una sola figlia che morì in tenera età.
Matilde passò alla storia come la “contessa guerriera”, infatti non si tirò mai indietro in nessuna circostanza.
In molti dipinti viene raffigurata con una bellissima chioma rossa e la cintura da guerriera.

Terre di Canossa: Castello di Canossa

Il mio itinerario alla scoperta delle terre di Canossa non poteva iniziare che dal Castello di Canossa, quello in cui Matilde si recava quando era fuori città.
Oggi del castello non rimane quasi nulla, solamente una parte del Tempio di Sant’Apollonio, ma nel museo adiacente potrete ripercorrere la storia di Matilde.

Castello di Canossa
Castello di Canossa

Un grande arazzo raffigurante l’imperatore Enrico IV ricorda che proprio al Castello di Canossa si svolse l’episodio del “perdono di Canossa”.
Papa Gregorio VII aveva scomunicato l’imperatore e proprio qui, con Matilde come mediatrice ci fu la revoca della scomunica dopo che Enrico IV rimase tre giorni sulla neve, a piedi nudi, vestito di soli panni di lana.
La storia però non si concluse così, ma la “guerra” fra impero e papato continuò a lungo: l’imperatore riacquisì i suoi poteri, il Papa venne esiliato e fu proclamato un antipapa.
Il costo del biglietto è di 4 euro e il castello è aperto dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 16.00, il sabato e la domenica fio alle 17:00.

Terre di Canossa: Castello di Rossena

A soli 4 km da l castello di Canossa sorge il Castello di Rossena.
Vi anticipo che mi è piaciuto davvero tanto, ma dovete considerare che non è mai diventato un castello nobiliare con funzione abitativa, ma mantenne sempre una funzione bellica.
Grazie alla sua posizione strategica, da dove si riusciva a dominare e controllare un territorio davvero ampio, era uno dei castelli a difesa di quello di Canossa.

Castello di Rossena
Castello di Rossena

In tempi più recenti divenne di proprietà di una donna olandese, infatti visitandolo si ritrovano dei rimandi all’Olanda, come per esempio delle ceramiche.
Oggi ospita un ostello con circa 40 posti letto ed è utilizzato anche come location per matrimoni.
Leggenda narra che le stanze del castello siano abitate dal fantasma di Everelina, figlia di un vassallo di Matilde di Canossa, che per sottrarsi alle nozze con un uomo che non amava, scelse di morire gettandosi nel dirupo.
Il biglietto d’ingresso è di 5 euro, ( 4 se presentate il biglietto del castello di Canossa), le visite sono solo guidate e su prenotazione.

Terre di Canossa: Torre di Rossenella

Proprio di fronte al castello di Rossena, sorge la Torre di Rossenella che svolgeva una funzione segnalatrice.
Potete lasciare l’auto nel parcheggio del cimitero e prendere la stradina sulla destra che in pochi minuti vi condurrà sotto la torre. Visitabile solo esternamente, vanta una posizione strategica, offrendo scenari meravigliosi.

Torre di Rossenella
Torre di Rossenella

Terre di Canossa: Votigno di Canossa

Dopo aver fatto un tuffo nella storia, passiamo al lato più spirituale.
A Votigno di Canossa, famoso borgo medievale, sorge La Casa del Tibet con annesso museo (biglietto museo 3 €).
Nel 1999 il Dalai Lama in persona visitò questo luogo.

La casa del Tibet Votigno di Canossa
La casa del Tibet Votigno di Canossa

Qui si respira un’atmosfera di pace e tranquillità essendo completamente immerso nella natura.
Il borgo nacque sempre ai tempi di Matilde per dare rifugio ai soldati, mentre oggi è un luogo in cui vengono celebrati matrimoni.
Il piccolo agglomerato di case ospita al centro una grande scacchiera, immortalata da tutti i visitatori.
L’ingresso al borgo è limitato da un cancello in ferro, ma non vi è alcun biglietto d’ingresso.

Votigno di Canossa
Votigno di Canossa

Terre di Canossa: sentieri naturalistici

Come detto in precedenza, questi luoghi sono immersi nel verde e la zona offre tantissimi sentieri per trekking.
Lo scorso anno è stato anche inaugurato un nuovo sentiero: la Via Matildica del volto santo che collega Mantova a Lucca.
Sempre in zona una tappa imperdibile è la Pietra di Bismantova.
Se invece amate le città, on vi resta che fare un giro a Reggio Emilia.

Io sono rimasta affascinata dalla storia di Matilde di Canossa e spero di aver incuriosito anche voi.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

Panchina gigante e altre opere vicino Montefabbri

Il piccolo e carinissimo borgo di Montefabbri rientra fra i Borghi più belli d’Italia e offre vedute eccezionali sul Montefeltro. Mi era così piaciuto che ne avevo già parlato in un articolo.
Oggi voglio invece accompagnarvi in un viaggio artistico poco fuori da Montefabbri, fra sculture di animali e panchine giganti.

La panchina gigante di Montefabbri

Dopo aver visitato il borgo, scendete sulla strada principale a piedi e aguzzate la vista: appena intravedete una piccola piazzola di sosta all’altezza di una curva, volgete lo sguardo poco più in basso e vedrete una macchia fucsia, ovvero la panchina gigante posizionata poco dopo.
Essa fa parte del progetto delle Big Bench nato nelle Langhe e dona un fascino diverso alla zona.
E’ facile salirci e dalla sua seduta potrete ammirare un meraviglioso panorama; se siete appassionati di panchine giganti, trovate la lista sul sito.

Panchina gigante di Montefabbri
Panchina gigante di Montefabbri

Opere del Montefeltro: “Il pensiero è più veloce dell’azione”

Ripartendo da Montefabbri con direzione Urbino, dopo pochi km sulla destra incontrerete una bellissima scultura di Gianni Calcagnini intitolata “Il pensiero è più veloce dell’azione”.
L’opera è imponente e davvero molto bella, ma è il suo significato che apprezzo maggiormente.
Ritrae una cavalla araba nata da un vortice di vento, quindi impossibile da fermare e domare che salta il globo e vuole rappresentare la libertà senza confini.
La puledra guarda a nord e non avrà mai il sole negli occhi, perciò non si fermerà mai, guarderà sempre avanti. affinché il pensiero possa spingersi lontano alla ricerca di nuovi orizzonti.
Un inno alla libertà che solo un grande viaggiatore poteva interpretare in questo modo.
La scultura si trova all’interno della tenuta dei Santi Giacomo e Filippo.

Opera "Il pensiero è più veloce dell'azione"
Opera “Il pensiero è più veloce dell’azione”

Opere del Montefeltro: “Verso nuovi lidi”

Proseguendo sempre in direzione Urbino, sempre sul alto destro della strada, dopo pochi km incontrerete un’altra opera di Gianni Calcagnini intitolata “Verso nuovi lidi”.
Si tratta di un’opera realizzata per la maggior parte in ferro, raffigurante un’oca migratrice nel momento in cui apre le ali e raccoglie le energie per prendere il volo.
E’ consapevole che ci saranno difficoltà e ostacoli da superare, ma ha una meta da raggiungere e non si fermerà fino a quando non arriverà a destinazione.
Anche in questo caso il messaggio che lancia è davvero bellissimo.
Inoltre l’oca, come il avallo descritto in precedenza, hanno anche il ruolo di incuriosire il passante e farlo fermare. Una volta sceso dall’auto per ammirare le opere, si renderà conto della bellezza dei territori del Montefeltro.

Opera "Verso nuovi lidi"
Opera “Verso nuovi lidi”

Un breve itinerario da aggiungere alla visita di Urbino o alle zone limitrofe.
Quando l’arte si unisce alla natura, nascono composizioni eccezionali.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

L’Isola dell’Amore di Goro

L’Isola dell’Amore, i viaggiatori più romantici la devono conoscere assolutamente.

Come raggiungere l’Isola dell’Amore di Goro

L’Isola dell’Amore di Goro si trova nel Parco del Delta del Po, proprio al confine fra Emilia Romagna e Veneto ed è raggiungibile con il traghetto partendo dalla località di Bacucco.
Raggiunto il punto di attracco – lo riconoscerete dalle macchine parcheggiate sull’argine del fiume – in 5 minuti di navigazione sarete sull’isola.

Traghetto per raggiungere l'Isola dell'Amore
Traghetto per raggiungere l’Isola dell’Amore

Il traghetto ha un costo di 5 euro andata e ritorno e potete prenotarlo chiamando il numero 0533778608 : effettua la traversata sia per i clienti del ristorante sia per chi vuole solo fare un giro sull’isola.

Il faro dell’Isola dell’Amore

Sull’Isola dell’Amore di Goro è presente anche un faro che rende l’atmosfera ancora più romantica.
Il faro risale al 1950, quando venne sostituita la “vecchia lanterna” del 1800.
Ristrutturato nel 2021, ospita sia un ristorante che un hotel.
Per ogni tipo di prenotazione potete consultare il sito.

Faro sull'Isola dell'Amore
Faro sull’Isola dell’Amore

L’Isola dell’Amore

L’isola prende questo nome grazie alla poesia e alla magia che si respira, infatti è l’ultimo lembo di terra che separa il fiume dal mare.
In questa zona del Parco Naturale del Delta del Po gli scenari sono davvero tutti molto suggestivi.
L’isola nel 2007 è stata inserita da Legambiente fra le 13 migliori spiagge italiane, infatti questo luogo così tranquillo in inverno, in estate si popola di persone.
Un altro aspetto romantico è quello delle minicrociere, infatti delle motonavi percorrono la costa fino ad arrivare all’Isola dell’Amore per poi proseguire in altre zone della laguna.

Tramonto sull'Isola dell'Amore
Tramonto sull’Isola dell’Amore

Se siete in zona e volete fare un’escursione alternativa o trascorrere una serata romantica non vi resta che organizzare il tutto.

P.S: Goro è famosissima per le sue vongole, non dimenticate di mangiarvi uno spaghettino.


Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Feste e Sagre in Italia, Italia, Veneto

Il Carnevale di Venezia

Venezia, Venezia, difficile renderle giustizia con semplici parole, Venezia deve essere vissuta in prima persona per essere compresa.
Oggi però voglio parlarvi di un periodo in particolare, in cui la città risplende particolarmente, in cui è sulla bocca di tutti ed è percorsa da cittadini di tutto il mondo (non che di solito non lo sia, ma molto più del normale), un periodo in cui tutti possono essere diversi dal solito e indossare i panni altrui: Il Carnevale!
Il carnevale ha tradizioni antichissime che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dall’inverno alla primavera anche se documenti scritti ci fanno ricollocare questa meravigliosa, in cui per pochissimi giorni l’anno anche i ceti più umili potevano burlarsi pubblicamente dei ricchi indossando una maschera sul volto al 1094. Ebbene si, sono trascorsi più di 900 anni.
Un tempo i veneziani abbandonavano i propri lavori per dedicarsi totalmente ai divertimenti.
La storia del carnevale veneziano è immensa, trova annate di maggiore risalto e altre di minore, ma senza dubbio il secolo che più di ogni altro rese Venezia un luogo dalle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo fu il settecento; la città era allora il mondo di Giacomo Casanova, un mondo superficiale, festante e galante.
Col passare degli anni poi prevalse il lato romantico della laguna, facendo diventare Venezia meta di artisti, scrittori, musicisti ed avventurieri …

Potrei stare qui per ore a raccontare i vari periodi storici e i cambiamenti legati ad essi ma il carnevale è sempre restato un punto fermo, tanto da arrivare fino ai giorni nostri. In un certo senso lo spirito carnevalesco non abbandona mai la città
Io sono sempre rimasta affascinata da tutto ciò, così ho voluto testare di persona e vedere l’atmosfera che si respira in queste giornate di festa e devo dire che non sono rimasta affatto delusa.
Bisogna mettere in conto che si avrà a che fare con una quantità di persone indescrivibile, un angolo di pace non si riuscirà a trovare in tutta la città, ma è anche questo il bello.
Io ho trascorso due giorni a Venezia, pernottando in un b&b molto vicino a Piazza San Marco, che avendo prenotato per tempo aveva un prezzo più che accessibile.
Scesi dai vaporetti si entra subito nel clima di gran festa, maschere e bellissimi abiti vi circonderanno, non vedrete altro. Sembra quasi di essere tornati indietro nel tempo quando si vedono passeggiare coppie a braccetto che sfoggiano abiti delle migliori sartorie, per non parlare poi delle ingombranti parrucche sia maschili che femminili. In mezzo a tutto ciò però ci sono anche vestiti contemporanei che ci fanno tornare ai nostri giorni.
Solitamente il carnevale dura circa 3 settimane e le giornate di particolare interesse sono senza dubbio le domeniche, giorno in cui vengono organizzate le maggiori manifestazioni, come il volo dell’angelo, il concorso della maschera più bella, varie rappresentazioni teatrali e visite guidate.
Sicuramente non è il momento migliore per visitare la città e godere appieno della sua bellezza, ma non è nemmeno impossibile in quanto il tutto si concentra maggiormente in Piazza San Marco, quindi basta allontanarsi leggermente, magari fare un giro in gondola per i suggestivi canali o ammirare il Ponte di Rialto.
La città è talmente bella ed affascinante che in ogni periodo regala momenti indimenticabili.
Il carnevale sicuramente aiuta a sognare un po’!! Secondo me va vissuto almeno una volta nella vita …
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.