Trekking

Sacello del Santo Marino

Cercate una passeggiata davvero corta, giusto per respirare un po’ di aria buona?
Allora oggi vi porto al Sacello del Santo a San Marino.

Storia del Sacello del Santo

L’antica Repubblica di San Marino, terra della libertà, venne fondata dal Santo Marino nel 301 d.C.
Il luogo in cui si trova il Sacello, è il luogo consacrato dalla tradizione come il primo rifugio del dalmata Marino, dopo aver lasciato Rimini dove lavorava come scalpellino.
Sembra che fu la Matrona Romana Felicissima a donare a Marino questa terra come ringraziamento per la guarigione del figlio.

Sacello del Santo
Sacello del Santo


Il luogo che conserva una grotta venerata dai sammarinesi come il Sacello del Santo è detto Baldasserona e fu proprio qui che Marino visse come eremita, temprando lo spirito fino a renderlo convincente annunciatore del Vangelo.
Fu sulla cima del Monte Titano che si trasferì poi con un piccolo gruppo di fedeli fondando così la Repubblica di San Marino.

Come arrivare al Sacello del Santo

E’ possibile arrivare al Sacello del Santo anche in auto, è infatti presente un grande parcheggio in cui posteggiare l’auto prima di iniziare a salire le scale che portano fino alla grotta.

Indicazioni per il Sacello del Santo
Indicazioni per il Sacello del Santo


L’indicazione per il Sacello del Santo è visibile anche dalla superstrada che collega San Marino a Rimini, all’altezza di Borgo Maggiore.
Seguite le indicazioni e dopo circa 1 km arriverete al parcheggio.
Volendo, da qui trovate anche qualche sentiero che vi condurrà fino al centro di San Marino.

Veduta dal Sacello del Santo
Veduta dal Sacello del Santo

Che dite, vi sembra una buona idea per una piccola passeggiata?
Al prossimo cammino,
viaggiatrice seriale.

Feste e Sagre in Italia, Italia, Marche

Candele a Candelara: il primo mercatino natalizio in Italia dedicato alle candele

I mercatini di Natale sono veramente suggestivi e ci fanno catapultare nell’atmosfera natalizia, anche se spesso sono molto simili fra loro.
A Candelara, un borgo in provincia di Pesaro-Urbino si tiene da 15 anni un mercatino molto particolare, dedicato interamente alle candele.

Questo oggetto non è stato scelto a caso, ma è profondamente legato con il paese stesso – ed anche il suo nome- infatti una leggenda racconta che un signore di Pesaro, volendo costruire un castello in questa zona, fece accendere tre candele in tre posti diversi del borgo. Nel luogo in cui non si fosse spenta, egli avrebbe costruito il suo castello e così fu.
Il luogo infatti era proprio quello in cui oggi sorge il castello e la borgata intorno.
Da più di due secoli le candele fanno parte del borgo, tanto che sono state inserite nello stemma del paese.
Tornando al mercatino, è veramente differente dagli altri, infatti prevede due spegnimenti al giorno dell’energia elettrica ed in questo lasso di tempo tutto il borgo viene illuminato solamente dalle fiamme delle candele: un momento unico  ed imperdibile.

Candelara offre poi ai suoi visitatori autentici oggetti artigianali, intrattenimenti e specialità gastronomiche della zona.
Ci saranno spettacoli e animazioni per bambini, preparazioni dal vivo di candele con cera d’api ed esposizioni di sculture in ferro battuto che illuminandosi diventano personaggi del presepe.
La manifestazione si svolgerà  il 27-28 novembre, il 4-5-8-11-12 dicembre.
Candelara ha dimostrato di essere una meta molto amata dai camperisti, è proprio per questo che sono state allestite delle aree di sosta ad essi dedicate, con collegamento con bus navetta.
E’ stata anche la prima in Italia a dedicare un mercatino a questo oggetto che da sempre evoca i colori e le emozioni della festa.
Se volete provare queste sensazioni, mettete in programma una gita a “Candele a Candelara”.
Se amate i mercatini di  Natale, segnatevi anche quelli di  Mombaroccio.
Ingresso consentito con mascherina e Green Pass.
Alla prossima festa,
Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Lu Vurghe

Se non volete ancora abbandonare la stagione estiva, vi svelo una piccola chicca. C’è un luogo nelle Marche in cui è possibile fare il bagno nelle acque termali calde anche in autunno. Vi porto a fare un giro a Lu Vurghe di Acquasanta Terme.

Le piscine di Lu Vurghe

In provincia di Ascoli Piceno, quasi al confine con l’Abruzzo, si trova un luogo immerso nella natura davvero suggestivo.
Le piscine di acqua termale sono opera dell’uomo, ma pur essendo di origine artificiale, non noterete affatto la differenza. Se siete amanti dei bagni nelle piscine naturali in estate, quando appena ci si immerge il refrigerio è assicurato, potrete vivere la stessa esperienza in autunno, ma al contrario vi scalderete nelle acque sulfuree molto più calde rispetto alla temperatura esterna.

Acquq sulfurea a Lu Vurghe
Acqua sulfurea a Lu Vurghe

Le piscine sono due, una più grande che riesce ad ospitare più persone, alla fine della quale un piccolo sbarramento crea una seconda pozza che può ospitare circa quattro persone.
Alle spalle di quella grande, troverete un’altra piscina più piccola. Il tutto è immerso in un contesto naturale, con il fiume che score poco distante.

Vasca sulfurea di Lu Vurghe
Vasca sulfurea di Lu Vurghe

Per arrivare alle pozze dovrete scendere delle scale che si mimetizzano benissimo con la natura e le rocce, il sentiero è semplice ma non percorribile con passeggini o carrozzine.
Grazie ad un’opera di riqualificazione del territorio, questo sentiero di rilevanza storica è stato ripristinato e reso usufruibile da chiunque, infatti l’ingresso è gratuito.
Sembra che queste acque curative siano conosciute sin dai tempi dei romani, quando consoli, re e legionari si recavano in queste zone per trarne beneficio.

Pozze di Lu Vurghe
Pozze di Lu Vurghe

Come arrivare a Lu Vurghe

Per raggiungere Lu Vurghe, dovete raggiungere Acquasanta Terme e impostare sul navigatore la località di Santa Maria di Maggese.
I parcheggi a ridosso dell’ingresso non sono moltissimi, ma poco distante troverete dei posteggi liberi lungo le vie, lasciate l’auto e incamminatevi verso la sede dello Speleoclub dove troverete anche qualche ambulante che vende cibo.

Inizio del sentiero
Inizio del sentiero

Dopo aver fatto scorta di viveri, prendete il sentiero sulla destra e dopo nemmeno 10 minuti di cammino sarete arrivati alla Spa naturale.
Ora non vi resta che godervi una bella giornata a contatto con la natura.
Prima o dopo; non perdetevi le gole del Rio Garrafo.

Se amate questo genere di luoghi, vi consiglio anche Saturnia e Bagni San Filippo.

Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice seriale.

Feste e Sagre in Italia, Italia, Marche

Mercatini di Natale a Mombaroccio

Il Natale è nell’aria, non possiamo più negarlo.
Quindi è arrivato il momento di organizzare le molteplici gite alla scoperta dei mercatini natalizi più suggestivi.
Oggi vi porto a Mombaroccio, in provincia di Pesaro-Urbino, dove il 27- 28 novembre e 4-5-8-11-12 dicembre prenderà vita “E’ Natale a Mombaroccio“, l’evento natalizio che prevede presepi, sapori, tantissime bancarelle di artigiani che vendono i propri manufatti, aree dedicate ai più piccini come la casa di Babbo Natale, il Paesaggio Invernale e la Casa delle Lanterne e tanti spettacoli, il tutto all’interno del meraviglioso borgo medievale.
Saranno 32 le casette in legno poste lungo la via principale e la piazza a rendere ancora più magica l’atmosfera.

L’evento tanto atteso è senza ombra di dubbio la grande nevicata in piazza e per le vie principali che si verifica per ben tre volte al giorno verso l’ora del tramonto.

Ci sono stata lo scorso anno e ripeterò di sicuro l’esperienza perchè è una manifestazione davvero carina, vi consiglio di farci un salto.
Se amate i mercatini, non perdetevi quelli di Candelara.
Al prossimo mercatino,
Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Trekking alle Gole del Rio Garrafo

Un trekking che vi farà sentire Indiana Jones per un giorno è quello alle Gole del Rio Garrafo ad Acquasanta Terme.
Dopo (o prima) aver fatto una tappa alle piscine di acqua sulfurea di Lu Vurghe, vi consiglio questo bellissimo trekking.

Piscina naturale del Rio Garrafo
Piscina naturale del Rio Garrafo

Come arrivare al sentiero del Rio Garrafo

Come detto precedentemente, questo trekking parte da Acquasanta Terme in provincia di Ascoli Piceno, quindi raggiungete il paese e prima di lasciarlo alle vostre spalle e percorrere il ponte, parcheggiate nel parcheggio di fronte al Municipio o svoltate poco dopo sulla sinistra seguendo i cartelli per Frazione Matera e Frazione Vallecchia.
Poco dopo svoltate di nuovo sulla sinistra in una strada di ghiaia e lasciate l’auto dopo circa 500 m nella piazzola sulla destra.

Inizio del sentiero del Rio Garrafo
Inizio del sentiero del Rio Garrafo

Incamminatevi sul sentiero che indica Vallecchia M.A e dopo poco inizierà il vero e proprio trekking.

Trekking Rio Garrafo: il percorso

A mio avviso si tratta di uno dei trekking più belli che abbia mai fatto.
Il percorso è breve, sono circa 2 km ma dire che è suggestivo non rende abbastanza l’idea.
Vi anticipo che non è adatto a tutti e non è assolutamente percorribile con i passeggini.
Il percorso si snoda fra le pareti di roccia della Gola del Rio Garrafo, separate proprio dallo scorrere di quest’ultimo.
Gran parte del percorso prevede l’aiuto di corde per facilitare il camminatore ed è richiesto salire e scendere dai massi e dalle rocce.

Corde lungo il percorso
Corde lungo il percorso

E’ consigliabile percorrere questo sentiero con una guida; io personalmente ci sono andata in autonomia perché era piena estate e il torrente era completamente secco, così ho potuto camminare direttamente sul letto del fiume.
Ovviamente quando qui è presente dell’acqua, è tutto più complicato ma di sicuro ancora più suggestivo.
Sarà infatti richiesto di guadare il ruscello diverse volte.
Vi assicuro che vi sentirete come Indiana Jones, la natura è rigogliosa e selvaggia, il grado di umidità è abbastanza elevato… tutto fa pensare di essere all’interno di una foresta.

Gole del Rio Garrafo
Gole del Rio Garrafo

Dopo diversi sali e scendi, si arriva alle bellissime piscine, dove in estate la voglia di fare un tuffo è difficile da contenere, mentre nelle altre stagioni la location si presta sicuramente per delle pause e delle meditazioni.

Contemplazione alla fine del percorso
Contemplazione alla fine del percorso

Portatevi il pranzo al sacco e dell’acqua, inutile dire che durante il percorso non incontrerete punti di ristoro.
Incontrerete invece delle grotte, come per esempio la Grotta Fredda ma se siete in autonomia non addentratevi da soli, occorre tutta l’attrezzatura specifica.

Insomma, se avete lo spirito avventuriero e volete sentirvi Indiana Jones per un giorno, le Gole del Rio Garrafo vi attendono.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

San Giovanni in Persiceto: alla scoperta dei murales

La street art sta prendendo sempre più piede, ci sono addirittura dei percorsi incentrati solamente sull’arte di strada.
Oggi vi porto a scoprire quella di San Giovanni in Persiceto.

I murales di San Giovanni in Persiceto

In provincia di Bologna e più precisamente a San Giovanni in Persiceto, un’intera piazzetta è stata riqualificata e portata al suo massimo splendore grazie al lavoro di Gino Pellegrino.
All’inizio degli anni ’80, venne scelta questa location per ospitare una manifestazione, ma doveva essere assolutamente risistemata per l’occasione.

Piazzetta Betlemme San Giovanni in Persiceto
Piazzetta Betlemme San Giovanni in Persiceto

Fu per questo che l’artista iniziò a dipingere sulle facciate delle case scene di vita agreste, con ortaggi e animali da cortile dalle dimensioni decisamente ingombranti.
Piazzetta Betlemme
divenne così famosa e ancora oggi attira turisti curiosi di scattare fotografie vicino a cavoli, oche e maialini giganti.

Murales di San Giovanni in Persiceto
Murales di San Giovanni in Persiceto

I colori sono tenui e l’atmosfera è davvero piacevole.
Fondamentalmente i murales non sono sparsi per il centro storico ma si trovano solo qui.

Ultimamente ha preso forma una nuova opera sul muro del piazzale della stazione del treno.
Il titolo è “Mille Papaveri Rossi” ed è dedicato alle donne della resistenza, partigiane e non solo, raffigurate come staffette in bicicletta, operaie in tuta da lavoro o braccianti agricole con il cappello di paglia.

Mille Papaveri Rossi
Mille Papaveri Rossi

Una volontà quella della street artist Alice Pasquini di ricordare come il contributo femminile abbia fatto rifiorire gli ideali di libertà e democrazia, come sono rifioriti i papaveri rossi.

Se siete appassionati di murales, non perdetevi Dozza e Saludecio.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Puglia

Cosa visitare a Pietramontecorvino e nei borghi limitrofi

La scoperta di zone meno turistiche e meno conosciute mi appassiona sempre tanto, quindi oggi vi parlo di una parte dei Monti Dauni che ho avuto il piacere di visitare da poco.
Andiamo alla scoperta di Pietramontecorvino e dei borghi limitrofi.

Pietramontecorvino: cosa visitare

A circa 37 km da Foggia sorge Pietramontecorvino, un borgo della Daunia davvero carino che non dovete assolutamente perdervi durate una vacanza nel capoluogo pugliese.
Vanta diversi riconoscimenti come il marchio dei “Borghi più belli d’Italia“, la Bandiera Arancione del Touring Club ed è inserito anche nella rete dei Borghi Autentici.
Di origine medievale, Pietramontecorvino si sviluppò soprattutto attorno al 1500, fino ad arrivare ad un secondo periodo di crescita verso la metà del 1800.

Torre di Pietramontecorvino
Torre di Pietramontecorvino

Durante una visita a Pietramontecorvino da visitare assolutamente la Torre Normanna, forse il suo simbolo per eccellenza. Alta circa 30 metri è visitabile anche internamente e salendo la meravigliosa e originale scala a chiocciola in legno, di 116 gradini si arriverà alla sommità da dove avrete una visuale strepitosa fino al Tavoliere delle Puglie.

Vista dalla torre di Pietramontecorvino
Vista dalla torre di Pietramontecorvino


Il centro di Pietramontecorvino, in cui sorgono la torre e il Palazzo Ducale è chiamato Terravecchia.
Edificata direttamente su uno sperone di roccia tufacea, ha resistito al passare dei secoli arrivando fino ai nostri giorni in tutto il suo splendore.
Un tempo si accedeva alla Terravecchia da ben tre porte, l’unica ad esistere ancora è Port’Alta.
Da non perdere il giardino pensile e la chiesa Madre; quest’ultima è dedicata a Santa Maria Assunta ed è la più antica di Pietramontecorvino essendo stata costruita alla fine del XV secolo circa.
Vi consiglio di girare senza una meta precisa per la Terravecchia ammirando le case che emergono dalla roccia con le grotte oggi adibite a cantine o magazzini e i vicoli che vi condurranno a scoprire scorci unici.
Alzate lo sguardo ed ammirate lo stemma della famiglia Montalto che rimase a Pietra dal 1525 al 1806, esso recita: ” Attenzione, ho passato di peggio”.
Ancora due piccole curiosità su questo borgo della Daunia: inizialmente era presente anche una seconda torre che venne abbattuta nel 1525 e i feudatari con lo stesso materiale costruirono il Palazzo Ducale.
Inoltre in Terravecchia venivano intonati gli sciàmbule.

Intonazione di uno sciàmbule
Intonazione di uno sciàmbule

Sapete cosa sono? Si tratta di un canto tradizionale diffuso in alcuni paesi dei Monti Dauni, praticato su un’altalena improvvisata con un ceppo da ardere, sospeso tramite una fune alla porta d’ingresso delle abitazioni.
Secondo voi potevo forse esimermi dal farlo? Proprio di fronte al mio alloggio c’era un’altalena e sulla porta principale d’ingresso il titolo dello sciàmbule: Temmatemenetè la cui traduzione plausibile è:” Ti ucciderei, ma non ne ho voglia”.
Che dite, mi sarò calata abbastanza nella parte?

Suoni, Sapori e Colori di Terravecchia

Nel mese di settembre, a Pietramontecorvino si svolge questa bellissima festa alla quale ho avuto la fortuna di partecipare, quindi appuntatevela per il prossimo anno.
Suoni, Sapori e Colori di Terravecchia è una manifestazione che valorizza tutti gli aspetti del quartiere medievale del paese.
Pietramontecorvino compie un viaggio indietro nel tempo grazie ad attori e figuranti, cavalieri, armature e bandiere che roteano nel cielo a tempo di musica (anche qui non mi sono tirata indietro e ho vestito i panni di una dama del Medioevo).

Cosa visitare vicino Pietramontecorvino: Motta Montecorvino

Pietramontecorvino è forse il borgo più grande, ma dopo averlo visitato nel migliore dei modi vi consiglio di recarvi a Motta Montecorvino.
Paese di 600 anime dove dovete visitare la Torre Campanaria da dove ammirare in panorama a 360°, la Chiesa Madre San Giovanni Battista dedicata al patrono del paese e la Chiesa della Madonna dell’arco.

Torre Campanaria di Motta
Torre Campanaria di Motta

Fate tappa anche alla piazzetta del sole e non perdetevi la plurisecolare quercia di San Luca.
Motta Montecorvino dista davvero pochissimo dal Monte Sambuco, una delle vette più importanti della Puglia.
Se volete trascorrere qualche ora immersi nella natura, dopo aver visitato Motta, questa è la soluzione perfetta, sia per delle camminate che per dei giri in bicicletta.

Cosa visitare vicino Pietramontecorvino: Volturino

Un altro borgo dei Monti Dauni che dovete inserire in questo itinerario è Volturino, il paese del vento.
Qui in effetti è sempre molto ventilato, tanto che le vie sono state costruite sfalsate, proprio per non far incanalare troppo il vento.
Fate un giro per il paese ed ammirate il panorama dal grande belvedere. Poco distante vi consiglio una visita al Santuario di Santa Maria della Serritella.

Santuario di Santa Maria di Serritella
Santuario di Santa Maria della Serritella

Cosa visitare vicino Pietramontecorvino: la Torre di Montecorvino

Per concludere questo itinerario, vi parlo di un luogo che ho apprezzato tanto e che collega tutti i precedenti.
Il sito di Montecorvino sorge su una collina posta al centro di un triangolo panoramico tra i borghi di Pietra, Motta e Volturino.
L’area archeologica è dominata dai resti di una torre che doveva essere alta 24 metri, conosciuta più comunemente come la “Sedia del Diavolo” per la particolare forma che ha assunto nel tempo in seguito ai crolli che l’hanno divisa e aperta.

Torre di Montecorvino (Sedia del Diavolo )
Torre di Montecorvino (Sedia del Diavolo )

La torre è di sicuro molto suggestiva, vi consiglio di partecipare ad una visita guidata così da poter apprezzare tutta la zona nel migliore dei modi.
Recenti scavi hanno infatti fatto emergere resti di un’antica cattedrale, delle torri e una chiesa signorile.
Montecorvino è un luogo che mi ha affascinato tanto, non perdetevelo mi raccomando.

Prodotti tipici e dove trovarli

Durante il mio viaggio ho deliziato il mio palato con i prodotti tipici della zona, tra cui ovviamente delle ottime mozzarelle, la pizza jaiame, le immancabili orecchiette alle cime di rapa e tanto altro.
Vi lascio giusto qualche indirizzo dove cenare o acquistare prodotti:

  • Salumificio Carpinelli: da non perdere la noglia
  • Birrificio Montalto: birre artigianali
  • Caseificio Il Corvino Bianco: i nodini
  • Peccati di gola: ristorante in cui gustare piatti tipici della tradizione

Al prossimo viaggio,
viaggiatrice seriale

In collaborazione con Daunia Press Tour

Feste e Sagre in Italia

Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna

L’autunno porta con sé i propri frutti, primo fra tutti il tartufo.
Vi ho già illustrato più di una sagra, oggi vi parlerò di un altro evento dedicato ad esso.
Ad Acqualagna dal 24 ottobre 2021 inizia la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco.
Acqualagna è sede di raccolta di 2/3 dell’intera produzione nazionale del prezioso tubero con circa 600 quintali di tartufo di tutti i tipi.
Quindi non parlo di una sagra qualsiasi, ma del top; la secolare tradizione di ricerca, produzione e vendita fa si che il mercato sia il luogo di incontro privilegiato per la promozione e la commercializzazione sia a livello nazionale che internazionale.

 

La cittadina mette a disposizione i propri spazi, la piazza ospiterà gli stand dei commercianti mentre il Palatartufo con la sua imponenza accoglierà tutti i visitatori che potranno assaggiare ed acquistare il meglio della tradizione.
Tutto il contesto sarà arricchito da mostre, convegni e presentazioni di prodotti e gare di cucina.
La fiera si svolgerà poi anche nei giorni 1-6-7-13-14 novembre.
Ecco un’ottima idea per un week-end, dove abbinare una visita turistica ad un’eccellenza della cucina italiana.


Alla prossima sagra,
una viaggiatrice seriale.

Friuli Venezia Giulia, Italia, Trekking

Itinerario di una settimana nel nord del Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia è una regione davvero magnifica, forse un po’ sottovalutata.
Ormai dovreste sapere che amo le mete meno turistiche e così quest’anno ho deciso di dedicare le mie ferie di agosto proprio alla scoperta di questa regione.

Itinerario di una settimana in Friuli Venezia Giulia: cosa fare

A grandi linee, questo è stato il mio itinerario in Friuli Venezia Giulia, ma vi assicuro che le cose da vedere sono molte ma molte di più.

Giorno 1: Portogruaro e Palmanova

Anche se non sono ancora in Friuli Venezia Giulia, Portogruaro è stata la mia pima tappa, proprio per spezzare un po’ il viaggio.
Siamo in Veneto, in provincia di Venezia e devo ammettere che l’influenza veneziana si percepisce tutta. Si respira un’atmosfera quasi fatata con tutti i canali che solcano la città.
Fate un giro panoramico, non perdetevi i Molini di S. Andrea, il Palazzo dei Cento e l’Oratorio Madonna della Peschiera.
Lasciato il Veneto, sono approdata in Friuli Venezia Giulia e come prima tappa ho scelto Palmanova, la città fortezza a forma di stella.
Da una veduta aerea si riesce a distinguere molto bene la sua particolare forma, pensate che uno dei fossati, il terzo, venne fatto costruire per volere di Napoleone.
Vi consiglio di intraprendere uno dei tre sentieri che percorrono il perimetro per ammirare le mura del vecchio fossato. Ovviamente da vedere la Piazza Grande, con le statue dei Provveditori, le varie porte di accesso e l’acquedotto.

Giorno 2: Barcis

Devo ammettere che il mio itinerario è molto incentrato sulla natura e sulle camminate, con qualche tappa in città.
Parlando di natura, il secondo giorno è iniziato con una bella dose di verde al Lago di Barcis.

Lago di Barcis
Lago di Barcis

Colori meravigliosi e camminata davvero piacevole quella del Sentiero del Dint che si immerge completamente nel bosco raggiungendo poi un belvedere da dove si può ammirare tutto il lago dall’alto.
E’ possibile poi percorrere un tratto della vecchia strada della Valcellina e attraversare anche un ponte tibetano.
Nel pomeriggio mi sono spostata poi alla Diga del Vajont dove ho partecipato ad una bellissima visita guidata.
Giretto per Casso, il piccolo borgo sopra la diga e cena a Spilimbergo; vi consiglio di visitarla di giorno perché merita davvero con i suoi palazzi affrescati.

Giorno 3: Valvasone, Polcenigo e Sacile

La giornata è iniziata con una visita a Valvasone, uno tra i borghi più belli d’Italia.
Di origine medievale, oggi è nota per le dimore cinquecentesche e il suo centro molto curato.
Mi sono poi spostata a Polcenigo per ammirare la Sorgente del Gorgazzo.

Sorgene del Gorgazzo
Sorgente del Gorgazzo

Difficile spiegare a parole lo spettacolo che offre la natura. Immaginatevi una sorgente di un azzurro intenso, quasi come un cenote messicano, sul fondo della quale è stata posizionata una statua di Cristo, perfettamente visibile visto la limpidezza dell’acqua.
Pomeriggio completamente dedicato a Sacile. Di sicuro molto più famosa di altre località visitate, è una vera chicca.

Sacile
Sacile

Chiamata “Il giardino della Serenissima” offre degli scorci meravigliosi, dalla Piazza del Popolo al ponte sul Livenza.

Giorno 4: Laghi di Fusine

Giornata completamente dedicata alla natura, in uno degli ambienti più belli che abbia mai visto.

Lago di Fusine
Lago di Fusine

I Laghi di Fusine lasciano davvero senza parole. Passeggiata sui sentieri che collegano quello inferiore a quello superiore, pausa pranzo all’ombra dei grandi alberi e poi di nuovo in cammino per raggiungere il Rifugio Zacchi.

Rifugio Zacchi
Rifugio Zacchi

Preparatevi a faticare un pochino, ma la ricompensa in cima sarà davvero ottima. Oltre alla vista meravigliosa, i piatti del rifugio rimettono in sesto chiunque.

Giorno 5: Venzone e Sauris

Tutti mi dicevano di non perdere assolutamente Venzone e anche io oggi lo dico a voi. E’ assolutamente imperdibile. Rasa al suolo dal terremoto del 1979 è stata completamente ricostruita ed è l’esempio di come con l’impegno l’uomo può fare cose straordinarie. Da non perdere una visita all’imponente Duomo e alle famose Mummie di Venzone.

Venzone
Venzone

Il pomeriggio invece l’ho trascorso a Sauris fra camminate per il paese e al lago. Ho anche fatto una tappa in un’azienda agricola che coltiva mirtilli e frutti rossi, cosa che non non mi era mai capitata prima d’ora.

Lago di Sauris
Lago di Sauris

Per i più coraggiosi, a Sauris è possibile fare la Zip-Line sul lago.

Giorno 6: Paluzza e Trekking delle Trincee

Da amante dei trekking non potevo perdermi questa esperienza davvero toccante a livello umano. Ho raggiunto il confine con l’Austria e lasciato l’auto al Passo di Monte Croce da dove parte il sentiero delle trincee, un percorso della Grande Guerra.
Non è facilissimo, ci sono circa 500 m di dislivello e si arriva a 1800 metri di altezza ma è un’esperienza indimenticabile. Il sentiero è abbastanza stretto ma nulla di esagerato e strada facendo cambiano i panorami. Ad un certo punto si nota un grande masso con delle scritte degli alpini, non si è ancora arrivati ma occorre proseguire. Vi sembrerà di entrare in una sorta di conca dove si allarga a perdita d’occhio un immenso prato fiorito.

Sentiero delle trincee
Sentiero delle trincee

Salite ancora e sarete quasi arrivati alle prime trincee. Occorre arrampicarsi su una scala di legno con i gradini un po’ ripidi per raggiungere proprio le trincee.
Questa prima parte è relativa alle trincee austriache, proseguendo si arriva anche al Trincerone italiano, infatti i due fronti erano distanti solo una decina di metri tra loro. Dire che passeggiare in questi luoghi faccia effetto non rende minimamente giustizia alle emozioni che si possono provare camminando nelle trincee, entrando nelle gallerie di collegamento o rendendosi conto delle condizioni un cui vivevano i soldati.
A me è piaciuto tantissimo e se siete in zona è un trekking da non perdere.

Giorno 7: Chiusaforte, il comune delle cascate

Ultima giornata di ferie dedicata completamente alle cascate. Con la prima è scattato un colpo di fulmine, la Cascata di Repepeit lascia senza fiato pur non avendo un salto moto alto, ma le sue acque limpide che si gettano nel fiume e il ponte che le fa da cornice ne aumentano la bellezza. E’ stata poi la volta del sentiero del Fontanone che mi ha permesso di raggiungere la Cascata di Goriuda.

Cascata di Goriuda
Cascata di Goriuda

Semplicissimo e davvero corto, vi condurrà dinnanzi ad un salto davvero alto, di circa 80 metri che si getta in un laghetto verde dalla forma circolare. La particolarità di questa cascata è che oltre ad ammirarla da diverse angolazioni, è possibile anche passare dietro al rigoglioso salto d’acqua ed ammirarla dalla parte opposta. Il sentiero infatti passa proprio dietro alla cascata ed è imperdibile passare e prendere qualche schizzo per rinfrescarsi.
Ottima pausa pranzo a ridosso dell’ingresso del sentiero del fontanone a base di prodotti tipici e poi di nuovo in cammino alla scoperta di un’altra cascata.
Qui abbiamo raggiunto livelli di bellezza indescrivibili, più difficile da trovare (prendetevi la cartina delle cascate al ristorante o scaricatela) la Cascata Cjalderon è un vero capolavoro della natura. Due cascate gemelle che si gettano in una piscina dai colori cristallini.

Cascata del Cjalderon
Cascata del Cjalderon

Chiusaforte è il comune delle cascate, ne troverete 13, una più bella dell’altra.

E così, con negli occhi la bellezza di questa meraviglia della natura e nel cuore tutti i ricordi dei giorni precedenti e i nuovi incontri fatti lungo il cammino, è terminata la mia vacanza alla scoperta del Friuli Venezia Giulia che mi ha davvero fatto innamorare. Sono sicura che ci tornerò presto per andare alla scoperta di un’altra zona di questa bellissima regione.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Feste e Sagre in Italia

La Fiera di Bec a Santarcangelo di Romagna

Festeggiate il giorno di San Martino??!!
A Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini negli anni si è consolidata una bella festa, la “Fira di becc” ossia la festa dei cornuti.
In prossimità dell’11 novembre (giorno di San Martino) si svolge questa sagra di paese nel centro storico.
Le due attrazioni principali sono i cantastorie e le “corna” appese sotto l’arco della Piazza Garganelli che dovrebbero segnalare, oscillando, se la persona che vi passa sotto in quel momento è stata vittima del tradimento dell’amato/a.

E’ inoltre la festa del cibo con i tanti prodotti tipici romagnoli e di tante altre regioni italiane esposti in diversi stand, per non parlare dei locali tipicamente romagnoli in cui poter  gustare la buonissima piadina o la polenta.
Oltre al cibo non mancano però esposizioni di antiquariato, macchine agricole e bancarelle in genere.
La romagna e i romagnoli sono talmente di cuore ed accoglienti che non ci si può trovare male in questa festa.
Brindate con del sangiovese mi raccomando.
Quest’anno la festa inizierà il giorno 11 novembre e terminerà domenica 14 novembre 2021.
Alla prossima sagra,
Viaggiatrice seriale.