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La Botte dei Varano e le altre opere idriche di Serravalle di Chienti

Oltre ai musei e ai palazzi nobiliari, cosa si può visitare durante la visita ad una città o ad un borgo? Avete mai pensato alle opere idriche?
Oggi vi porto a Serravalle di Chienti, in provincia di Macerata, a fare un viaggio nel tempo grazie alle opere idriche della zona.
Dopo aver ascoltato la storia dell’Acquedotto Romano di Pesaro, devo ammettere che sono sempre molto curiosa.

La Botte dei Varano

Nella seconda metà del XV secolo, Giulio Cesare Varano signore di Camerino, fece costruire da ingegneri idrici fiorentini, la Botte dei Varano a Serravalle di Chienti.
Si tratta di un emissario artificiale avente lo scopo di bonificare l’altopiano di Colfiorito in modo tale da avere più terreno possibile da destinare all’agricoltura.

La Botte dei Varano
La Botte dei Varano


La lunghezza del condotto è di circa 500 metri e le acque raccolte, ancora oggi, formano il fiume Chienti. Per l’epoca si trattava di un’importantissima opera, pensate che è stata utilizzata per più di 500 anni, fino al 1997, quando a causa del terremoto che colpì la zona, vennero fatte altre scelte.
Il nome “Botte dei Varano” è collegata alla forma a botte del condotto e ovviamente al cognome di colui che la fece costruire.
Dopo alcuni lavori di restauro, questa meravigliosa struttura è stata resa visitabile, ma solo su prenotazione.

Esterno de la Botte dei Varano
Esterno de la Botte dei Varano

Impianto moderno

Come accennato in precedenza, il terremoto del 1997 “mandò in pensione” la Botte dei Varano che venne sostituita da un condotto parallelo, che scorre a pochi metri di distanza avente la stessa funzione.

Nuovo condotto
Nuovo condotto

Ovviamente il fascino e la bellezza non sono gli stessi, ma la cosa principale è la sua funzione, quindi ancora oggi le acque che scorrono al suo interno formano il fiume Chienti.
Durante i lavori per la realizzazione della nuova opera idrica è stata fatta una bellissima scoperta: proprio nello stesso punto, sorge da millenni un antico condotto romano.

Il collettore romano

Come sempre, quando si parla di opere idriche, c’è quasi sempre lo zampino dei romani; furono proprio loro, nel I secolo a.C. a costruire nella medesima zona il primo condotto con la funzione di mantenere costante il livello delle acque del lago della città di Plestia.

Collettore romano di Serravalle di Chienti
Collettore romano di Serravalle di Chienti

Interamente costruito in travertino e lungo circa 800 metri, sembra che operò per circa 700 anni. E’ alto circa 2 metri ed ha un’inclinazione costante dello 0,2%.
Venne scoperto durante i lavori per la realizzazione del nuovo impianto e infatti oltre alla parte d’ingresso, dove venivano convogliate le acque dalla palude, l’unica altra parte visibile è quella che incrocia la nuova opera idrica.

Collettore romano
Collettore romano

Un tuffo nel passato attraverso le opere idriche è un modo alternativo per scoprire una determinata zona.
Per poter ammirare i 3 condotti, è possibile partecipare ad una visita guidata con l’Associazione GMP Gaia.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Lu Vurghe

Se non volete ancora abbandonare la stagione estiva, vi svelo una piccola chicca. C’è un luogo nelle Marche in cui è possibile fare il bagno nelle acque termali calde anche in autunno. Vi porto a fare un giro a Lu Vurghe di Acquasanta Terme.

Le piscine di Lu Vurghe

In provincia di Ascoli Piceno, quasi al confine con l’Abruzzo, si trova un luogo immerso nella natura davvero suggestivo.
Le piscine di acqua termale sono opera dell’uomo, ma pur essendo di origine artificiale, non noterete affatto la differenza. Se siete amanti dei bagni nelle piscine naturali in estate, quando appena ci si immerge il refrigerio è assicurato, potrete vivere la stessa esperienza in autunno, ma al contrario vi scalderete nelle acque sulfuree molto più calde rispetto alla temperatura esterna.

Acquq sulfurea a Lu Vurghe
Acqua sulfurea a Lu Vurghe

Le piscine sono due, una più grande che riesce ad ospitare più persone, alla fine della quale un piccolo sbarramento crea una seconda pozza che può ospitare circa quattro persone.
Alle spalle di quella grande, troverete un’altra piscina più piccola. Il tutto è immerso in un contesto naturale, con il fiume che score poco distante.

Vasca sulfurea di Lu Vurghe
Vasca sulfurea di Lu Vurghe

Per arrivare alle pozze dovrete scendere delle scale che si mimetizzano benissimo con la natura e le rocce, il sentiero è semplice ma non percorribile con passeggini o carrozzine.
Grazie ad un’opera di riqualificazione del territorio, questo sentiero di rilevanza storica è stato ripristinato e reso usufruibile da chiunque, infatti l’ingresso è gratuito.
Sembra che queste acque curative siano conosciute sin dai tempi dei romani, quando consoli, re e legionari si recavano in queste zone per trarne beneficio.

Pozze di Lu Vurghe
Pozze di Lu Vurghe

Come arrivare a Lu Vurghe

Per raggiungere Lu Vurghe, dovete raggiungere Acquasanta Terme e impostare sul navigatore la località di Santa Maria di Maggese.
I parcheggi a ridosso dell’ingresso non sono moltissimi, ma poco distante troverete dei posteggi liberi lungo le vie, lasciate l’auto e incamminatevi verso la sede dello Speleoclub dove troverete anche qualche ambulante che vende cibo.

Inizio del sentiero
Inizio del sentiero

Dopo aver fatto scorta di viveri, prendete il sentiero sulla destra e dopo nemmeno 10 minuti di cammino sarete arrivati alla Spa naturale.
Ora non vi resta che godervi una bella giornata a contatto con la natura.
Prima o dopo; non perdetevi le gole del Rio Garrafo.

Se amate questo genere di luoghi, vi consiglio anche Saturnia e Bagni San Filippo.

Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Trekking alle Gole del Rio Garrafo

Un trekking che vi farà sentire Indiana Jones per un giorno è quello alle Gole del Rio Garrafo ad Acquasanta Terme.
Dopo (o prima) aver fatto una tappa alle piscine di acqua sulfurea di Lu Vurghe, vi consiglio questo bellissimo trekking.

Piscina naturale del Rio Garrafo
Piscina naturale del Rio Garrafo

Come arrivare al sentiero del Rio Garrafo

Come detto precedentemente, questo trekking parte da Acquasanta Terme in provincia di Ascoli Piceno, quindi raggiungete il paese e prima di lasciarlo alle vostre spalle e percorrere il ponte, parcheggiate nel parcheggio di fronte al Municipio o svoltate poco dopo sulla sinistra seguendo i cartelli per Frazione Matera e Frazione Vallecchia.
Poco dopo svoltate di nuovo sulla sinistra in una strada di ghiaia e lasciate l’auto dopo circa 500 m nella piazzola sulla destra.

Inizio del sentiero del Rio Garrafo
Inizio del sentiero del Rio Garrafo

Incamminatevi sul sentiero che indica Vallecchia M.A e dopo poco inizierà il vero e proprio trekking.

Trekking Rio Garrafo: il percorso

A mio avviso si tratta di uno dei trekking più belli che abbia mai fatto.
Il percorso è breve, sono circa 2 km ma dire che è suggestivo non rende abbastanza l’idea.
Vi anticipo che non è adatto a tutti e non è assolutamente percorribile con i passeggini.
Il percorso si snoda fra le pareti di roccia della Gola del Rio Garrafo, separate proprio dallo scorrere di quest’ultimo.
Gran parte del percorso prevede l’aiuto di corde per facilitare il camminatore ed è richiesto salire e scendere dai massi e dalle rocce.

Corde lungo il percorso
Corde lungo il percorso

E’ consigliabile percorrere questo sentiero con una guida; io personalmente ci sono andata in autonomia perché era piena estate e il torrente era completamente secco, così ho potuto camminare direttamente sul letto del fiume.
Ovviamente quando qui è presente dell’acqua, è tutto più complicato ma di sicuro ancora più suggestivo.
Sarà infatti richiesto di guadare il ruscello diverse volte.
Vi assicuro che vi sentirete come Indiana Jones, la natura è rigogliosa e selvaggia, il grado di umidità è abbastanza elevato… tutto fa pensare di essere all’interno di una foresta.

Gole del Rio Garrafo
Gole del Rio Garrafo

Dopo diversi sali e scendi, si arriva alle bellissime piscine, dove in estate la voglia di fare un tuffo è difficile da contenere, mentre nelle altre stagioni la location si presta sicuramente per delle pause e delle meditazioni.

Contemplazione alla fine del percorso
Contemplazione alla fine del percorso

Portatevi il pranzo al sacco e dell’acqua, inutile dire che durante il percorso non incontrerete punti di ristoro.
Incontrerete invece delle grotte, come per esempio la Grotta Fredda ma se siete in autonomia non addentratevi da soli, occorre tutta l’attrezzatura specifica.

Insomma, se avete lo spirito avventuriero e volete sentirvi Indiana Jones per un giorno, le Gole del Rio Garrafo vi attendono.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Trekking sul Monte Strega

Un trekking molto soddisfacente ma allo stesso tempo non troppo impegnativo è quello al Monte Strega.

Dove partire per il trekking al Monte Strega

Il Monte Strega sorge fra le province di Perugia e Ancona, infatti è una montagna dell’Appennino umbro-marchigiano. Potete inserire come indirizzo di partenza Montelago (Parco dei Daini), una frazione di Sassoferrato.
Arrivati qui potete lasciare l’auto nel parcheggio o lungo la strada che costeggia l’area pic nic (utile al ritorno se affrontate la salita al mattino).

Percorso per raggiungere la croce del Monte Strega

Come dicevo in precedenza, la conquista della croce del Monte Strega non è troppo difficile in quanto quasi tutto il percorso è su una strada di ghiaia abbastanza larga, percorribile anche dai fuoristrada. La strada parte proprio dal parcheggio e prosegue sempre dritto (non girate a sinistra), da asfaltata diventa di ghiaia per poi addentrarsi nel bosco.

Strada verso il Monte Strega
Strada verso il Monte Strega


Facendolo in estate vi garantisco che le parti coperte dagli alberi sono molto piacevoli.
Salendo piano piano, oltre ad ammirare il bellissimo panorama e il vicinissimo Monte Catria, si arriva ad una sorta di pianura da dove la vista spazia a 360 gradi.

Verso la croce del Monte Strega
Verso la croce del Monte Strega

Dopo esservi riposati un attimo, continuate a salire, qui i percorsi si fanno molto più stretti, si sale sul alto della montagna fino ad arrivare sulla cresta e conquistare la croce alta 8 metri.

Alla conquista del Monte Strega
Alla conquista della croce

Se non volete percorrere la strada grande, potete prendere il sentiero che parte dal cancelletto e ad un certo punto si ricollega sempre alla stessa strada, passando in mezzo al bosco (seguite i cartelli del CAI).

Croce del Monte Strega
Croce del Monte Strega

Cosa vedere vicino al Monte Strega

La salita al Monte Strega non dovrebbe mettervi k.o, così vi consiglio cosa vedere nelle vicinanze.
Dirigendovi verso Pascelupo, incontrerete tantissimi percorsi che questa volta si snodano lungo il fiume.

Sentieti
Sentieti


Io ho intrapreso quello della Forra del Rio Freddo, anche se non l’ho portato a termine perché l’ambiente circostante era così bello da farmi fermare.
Ne ho approfittato come sempre per rinfrescarmi un po’ al fiume e godermi un momento di puro relax immersa nella natura, ma ho un conto in sospeso con la Forra e quindi tornerò a breve.

Rio Freddo
Rio Freddo

Con un altro percorso potete raggiungere invece l’Eremo di San Girolamo (chiuso però al pubblico).
Che dire, in questa zona è pieno di sentieri, poi fatemi sapere quale scegliete.
Al prossimo trekking,
viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia, Marche

Pic nic per cena fra Marche ed Emilia Romagna

Ultimamente il pic nic sta davvero andando alla grande fra le proposte estive e visto che lo scorso anno avete apprezzato molto l’articolo sui luoghi insoliti in cui fare un aperitivo, quest’anno voglio consigliari due luoghi per un pic nic.

Il convivio di nonno Ciro

Partiamo dalla provincia di Pesaro Urbino e spostiamoci proprio ad Urbino, direzione Montefabbri dove sorge Il Convivio di nonno Ciro.

Tramonto al Convivio di Nonno Ciro
Tramonto al Convivio di Nonno Ciro


Immaginatevi la visuale dalla cima della collinetta , seduti comodi sui divanetti o sui cuscinoni, gustando affettati, focacce, olive ascolane e polpette. Se prenotate per tempo potreste riuscire ad accaparrarvi una tenda (sono solo 5) e godervi il tramonto comodamente seduti sui cuscini.

Tenda al Convivio di Nonno Ciro
Tenda al Convivio di Nonno Ciro

La particolarità di questo luogo è che potete gustare anche la carne alla brace, ma solo se avete voglia di cucinarvela. Sono a disposizione dei clienti infatti delle griglie in cui cuocere la propria cena. Il tutto sarà allietato dalle note del dj posizionato all’interno della bellissima mongolfiera.

Scamporella

Cambiamo regione e dirigiamoci a Cesena per vivere una super serata da Scamporella.
Per me è una vera certezza, il luogo perfetto in cui trascorrere una serata cenando con un pic nic fra gli ulivi, gustando prodotti davvero ottimi.

Scamporella
Scamporella

La parte che preferisco è in assoluto l’allestimento, tutto sulle tonalità del bianco e del rosso, i colori perfetti per un pic nic.

Cesto del pic nic
Cesto del pic nic


Approfittate delle ultime serate estive per concludere questa stagione vivendo un’esperienza diversa.
Al prossimo pic nic,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Cascate di Borgo Pace

Nell’entroterra marchigiano sorge il piccolo paese di Borgo Pace, conosciuto soprattutto dai centauri che si dirigono verso Bocca Trabaria. Io vi porto alla scoperta del lato naturalistico di Borgo Pace.

Sentiero del Carbonaio

Partendo proprio dal centro, lascate piazza de Pino alle vostre spalle, girate a sinistra e poi subito a destra dove troverete diversi segnali del CAI. Prendendo la salita sulla sinistra, intraprenderete il Sentiero del Carbonaio, illustrato strada facendo da diversi pannelli esplicativi sulla raccolta del legno e su tutto il processo fino ad arrivare alla produzione del carbone. Il sentiero non è troppo impegnativo, ma dipende dal periodo in cui decidete di farlo. Io ad inizio estate, in una giornata assolata ho patito parecchio il caldo, ve lo consiglio per la primavera o l’autunno.

Panorami sul sentiero del carbonaio
Panorami sul sentiero del carbonaio

Piccoli tratti sono riparati dal bosco, ma la gran parte del sentiero è aperto. Le salite non mancano, ma i panorami ripagano di tutta la fatica. Dopo qualche km incontrerete anche dei bivi con altri sentieri. Io ho optato per scendere verso Case di Sant’Andrea, avvistando lungo il percorso i ruderi dell’omonima Torre. A fine sentiero si arriva in uno spiazzo dove viene accatastata la legna e finalmente si trasforma in carbone.

carbonaia
Carbonaia

Oltrepassate l’agglomerato di vecchie case e proseguite sulla strada asfaltata alla vostra destra. Dopo poco arriverete di fronte ad un ponte , non oltrepassatelo ma prendete il sentiero sulla destra per arrivare alla cascata e rinfrescarvi un po’.

Le cascate di Borgo Pace

Nei pressi di Borgo Pace, il fiume Auro genera diverse cascate . La mia preferita è proprio quella che si raggiunge dal sentiero di fianco al ponte, la strada è brevissima e costeggia il fiume. Se siete fortunati e trovate poca gente, potete posizionarvi sui sassi sopra alla cascata, grandi e relativamente comodi. Da qui sarà semplice scendere per fare un ottimo bagno nella piscina naturale che crea la cascata.

Cascata di Borgo Pace
Cascata di Borgo Pace

Le piscine naturali più frequentate sono invece poco più avanti nella direzione opposta. Le trovate molto facilmente perché sul ciglio della strada vedrete diverse auto parcheggiate. Qui il fiume Auro, lungo il suo corso crea piscine e piccole cascatelle, ottime per rinfrescarsi in una giornata estiva. Non manca però nemmeno una sorgente termale, indicata da un cartello proprio sul ciglio della strada. Se non siete ancora stanchi di cascate, andando verso Sant’Angelo in Vado troverete quella del Sasso.

Alla prossima scoperta,

Viaggiatrice seriale.

Feste e Sagre in Italia, Italia, Marche

Summer Jamboree di Senigallia

Appassionati, amanti e fanatici degli anni 40 e 50, questo post è tutto per voi!
E’ in arrivo il Summer Jamboree a Senigallia!
Non credo, ma se non ne avete mai sentito parlare, si tratta di un festival incentrato sulla musica Rock e Rockabilly degli anni 40 e 50, il più importante di questo genere musicale.
La cittadina marchigiana in questi giorni pullula di persone, molte delle quali anche straniere.
Ogni giorno si svolgono dei concerti (gratuiti) in varie zone della città, mentre all’interno delle mura della rocca vengono collocati diversi stand, da quelli gastronomici a quelli che vendono cimeli o accessori provenienti proprio dai mitici anni 50!

Summer Jamboree Senigallia
Summer Jamboree Senigallia

Sembra di tornare indietro nel tempo, molte persone infatti si presentano indossando gli abiti tipici di quegli anni, vedrete bretelle, capelli brillantinati, bananoni, maglie a righe, tatuaggi e fasce sui capelli. Logicamente io non potevo sottrarmi al fascino di vivere la festa indossando i “costumi di scena” !

Bancarelle al Summer Jamboree
Bancarelle al Summer Jamboree

Un altro aspetto davvero meraviglioso dal mio punto di vista è quello relativo alle automobili, in una zona precisa della città infatti vedrete esposti dei bellissimi esemplari di auto tenute perfettamente, come dei veri gioiellini.

Auto d'epoca
Auto d’epoca

La festa si sviluppa nel centro storico della città, ma il mercoledì sera (di solito) il tutto si sposta sul lungomare, dove si tiene la festa hawaiiana : “Big hawaiian party on the beach“, una festa con colonna sonora beach boys.

Senigallia durante il Summer Jamboree
Senigallia durante il Summer Jamboree

Se siete dei ballerini o se semplicemente volete provare il brivido, ogni giorno troverete delle lezioni gratuite di ballo.
Gli eventi in calendario sono davvero tanti, se volete arrivare organizzati date pure un’occhiata qui.
Dal mio punto di vista si tratta di un evento davvero suggestivo, vale sicuramente la pena viverlo almeno una volta.
Quest’anno la manifestazione sarà dal 30 luglio al giorno 8 agosto 2021.
Buon divertimento al Summer Jamboree.
Alla prossima festa,
Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Trekking sul Conero: 3 sentieri facili

Il Parco del Conero è conosciuto soprattutto per la bellezza delle sue spiagge ma non sono da dimenticare i numerosi sentieri per il trekking che lo attraversano. Essendo marchigiana, amo molto questa zona della mia regione e questa volta ho voluto vivere il lato sentieristico del Conero. Questi sono 3 sentieri facili che dal centro di Sirolo conducono a 3 spiagge meravigliose. Iniziamo a camminare!

Sentiero 302 “Delle due Sorelle”

Partendo dal Municipio di Sirolo, dove potete lasciare l’auto, dirigetevi verso sinistra, prendendo la 1° uscita della rotonda e percorrendo per poco la strada asfaltata (ci sono delle parti delimitate per i pedoni). Dopo poco incontrerete alla vostra destra una strada percorribile anche in auto, ma in cui vengono segnalati i sentieri CAI. Girate e iniziate la salita, proseguite sempre dritto fino ad arrivare ad uno spiazzo con le auto parcheggiate, oltrepassate il cimitero e proseguite sul sentiero sulla destra. Dopo poco inizierete a scorgere vedute meravigliose sul mare. Questo sentiero si snoda ai bordi della falesia per poi inoltrarsi nel fitto della macchia mediterranea; infatti inizialmente si cammina in una strada grande circondati dalla ginestre in fiore per poi proseguire in sentieri sempre più stretti immersi nel verde fino ad arrivare al Passo del Lupo.

Le Due Sorelle viste dal Passo del Lupo
Le Due Sorelle viste dal Passo del Lupo

Da qui la visuale è eccezionale. si vedono benissimo le Due Sorelle e anche la spiaggetta, mentre sul lato opposto si possono ammirare le spiagge di Numana. Il sentiero è così chiamato perché teoricamente conduce fino alla spiaggia delle Due Sorelle, ma ora è possibile percorrerlo solo fino al Passo del Lupo ( o punta della Croce) come previsto dall’ordinanza sindacale del Comune di Sirolo che stabilisce il divieto assoluto di transito. Quindi potrete arrivare solo fin qui, ammirare il panorama eccezionale per poi tornare indietro. Questo sentiero è percorribile a piedi e il tempo di percorrenza per la sola andata è di circa un’ora.

Sentiero 303 dei Sassi Neri

La parte iniziale è identica al sentiero 302, infatti troverete i cartelli che indicano la stessa direzione, però questa volta prima di arrivare al cimitero, dovete svoltare a destra su una grande strada asfaltata e una volta che vi trovate con il mare di fronte, prendete il sentiero a sinistra. Non potete sbagliare e poi durante il percorso ci sono sempre i cartelloni ad indicare la direzione.

Sentieri del Conero
Sentieri trekking del Conero

La ricompensa a fine sentiero sarà la bellissima spiaggia dei Sassi Neri con area attrezzata e area di spiaggia libera.

Spiaggia del Sassi Neri
Spiaggia del Sassi Neri

Se volete premiarvi per la fatica, prima di scendere in spiaggia trovate un ottimo ristorante in cui recuperare le forze, Il sentiero è considerato facile, i tempi di percorrenza sono di circa 45 minuti per la sola andata.

Sentiero 304 San Michele

Il sentiero 304 è quello che parte ancora più vicino al borgo di Sirolo, la direzione da prendere è la medesima dei precedenti ma a ridosso della rotonda, svoltate a destra su Via Piave. Potrete ammirare subito un ottimo panorama per poi prendere il sentiero sulla destra che con una discreta pendenza vi condurrà fino alla spiaggia di San Michele attraversando il bosco. Da qui potete proseguire sulla destra fino a raggiungere la Spiaggia Urbani e l’omonima grotta.

Grotta Urbani
Grotta Urbani

Dateci un’occhiata perché merita davvero, non è così frequente trovare grotte proprio in riva al mare. Dopo esservi riposati, senza tornare indietro, potete risalire verso il centro di Sirolo dalla strada dietro il ristorante Paranza, che sempre con una discreta pendenza vi condurrà a Sirolo attraverso passaggi pedonali e scalinate che costeggiano la strada. Questo sentiero è considerato facile con un tempo di percorrenza di circa 30 minuti a tratta.

Finalmente sono riuscita a vivermi anche questo lato del Parco del Conero e sono sicura che questi 3 sentieri per il trekking sul Conero saranno i primi di una lunga serie. Prima o dopo la camminata, concedetevi una sosta nella piazzetta di Sirolo che ha una veduta così meravigliosa da togliere il fiato.

Veduta dalla piazza di Sirolo
Veduta dalla piazza di Sirolo

Per le informazioni sui sentieri o sul Parco potete rivolgervi al Centro Visite Parco del Conero, Via Peschiera 30 Sirolo (0719330490 info@parcodelconero.eu).

Al prossimo trekking, viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Monte San Bartolo: il Tetto del Mondo con le ginestre in fiore

Il Monte San Bartolo nella città di Pesaro è una vera meraviglia in ogni stagione dell’anno: si tratta di una Riserva Naturale formata da un falesia che si getta a strapiombo nel mare, tra Pesaro e Fiorenzuola di Focara.

Guardare il tramonto sul Tetto del Mondo

Itinerari naturalistici, sentieri CAI e percorsi per le biciclette, in questo piccolo paradiso non manca proprio nulla. Vi svelo un segreto: è il mio posto del cuore e oggi mi sento altruista, voglio condividere tutte queste bellezze anche con voi. Tra Maggio e Giugno il San Bartolo si dipinge di giallo grazie alla fioritura delle ginestre: inutile dire che è una gioia per gli occhi.

Ginestre in fiore sul Tetto del Mondo
Ginestre in fiore sul Tetto del Mondo

Noi pesaresi lo conosciamo da sempre, ma ultimamente ci sono anche tanti turisti che inseriscono una tappa da queste parti. Mettete in macchina anche un telo o una tovaglia e dopo aver praticato attività sportiva o esservi rilassati con una camminata, fermatevi per un pranzo, una cena o un aperitivo…. rigorosamente fai da te. Il Tetto del Mondo, uno spiazzo pianeggiante dal quale ammirare la costa da Pesaro a Cesenatico – nelle giornate limpide – è il luogo perfetto per riempirsi gli occhi di tanta bellezza. Circondati dal giallo delle ginestre, comodi sui vostri teli, gustatevi un aperitivo ammirando il tramonto in questo luogo speciale.

Tramonto dal Tetto del Mondo
Tramonto dal Tetto del Mondo

Come raggiungere il tetto del mondo

Il Tetto del Mondo si raggiunge sempre attraverso dei sentieri, ma una volta lasciata l’auto, la strada da percorrere è pochissima…. ovviamente è un sentiero sterrato, magari delle calzature chiuse e un abbigliamento comodo sono più indicati. Come punto di riferimento potete prendere il camping Paradiso, venendo da Pesaro, poco dopo sulla destra vedrete uno spiazzo un po’ più grande in cui parcheggiare. Percorrete il sentiero e in men che non si dica sarete circondati dal giallo delle ginestre in fiore.

Tetto del Mondo
Tetto del Mondo

Una volta in zona non perdetevi una visita al borgo di Fiorenzuola di Focara e a quello di Gradara. Se invece volete fare un aperitivo alternativo ecco tre suggerimenti.

Alla prossima scoperta, viaggiatrice seriale

Italia, Marche, Toscana, Trekking

Trekking al Sasso Simone e Simoncello: alla scoperta della città del Sole

Uno dei trekking più belli dell’ultimo anno è senza ombra di dubbio quello alla Riserva Naturale del Sasso Simone e Simoncello. Livello Escursionista, non presenta grandi difficoltà ma regala enormi emozioni.

Il percorso del trekking

Ci troviamo proprio al confine fra Marche e Toscana, infatti considerate che il Sasso Simone è sotto la provincia di Arezzo e il Sasso Simoncello è sotto quella di Pesaro-Urbino. Il mio itinerario ha come partenza il Passo della Cantoniera sul Monte Carpegna. Lasciate l’auto al Carpegna Park, proprio da qui partono diversi sentieri. Prendete il sentiero proprio di fronte al bar e iniziate a scendere in mezzo al bosco; dopo poco vi troverete sulla strada, attraversatela e continuate il sentiero che da questo punto inizia veramente. Le indicazioni sono buone (almeno nella I parte del sentiero), seguite il sentiero 118 e immergetevi completamente nel bosco. Avvolti a 360° dal verde, raggiungete Banditella a 1085 metri e continuate dritto. Giunti alla Sella dei Sassi arriva il momento della scelta. Se volete salire sul Sasso Simoncello dovete prendere il sentiero a destra (che non è segnalato da indicazioni), seguite il percorso e ad un certo punto, fra il verde degli alberi scorgerete il bianco-marroncino della roccia. Proseguite ancora dritto fino a raggiungere una ferrata: in realtà non è niente di spaventoso, diciamo che la corda in ferro è per un maggiore senso di sicurezza.

Sasso Simone visto da Sasso Simoncello
Sasso Simone visto da Sasso Simoncello

Ecco, dopo poco vi ritroverete davanti agli occhi tutta l’imponenza del Sasso Simone (visto dal Sasso Simoncello); una bellezza indescrivibile e come ciliegina sulla torta, quella che si estende fra i due sassi è la cerreta più grande d’Europa.

La cerreta più grande d'Europa
La cerreta più grande d’Europa

Ritornate sui vostri passi fino a raggiungere di nuovo la Sella dei Sassi e questa volta proseguite dritto verso il Sasso Simone. Il paesaggio cambia totalmente e lascerete il bosco alle vostre spalle per ritrovarvi nella zona dei calanchi.

Calanchi
Calanchi

Qui a mio avviso la segnaletica è un po’ carente, aguzzate la vista e cercate le indicazioni del sentiero sulle pietre a terra. In linea di massima comunque seguite la strada fino ad arrivare ad un’antica frana naturale. Come dicevo prima, questo è uno dei trekking più belli dell’ultimo anno, forse proprio per la varietà di paesaggi che si modificano in continuazione. Attraversate tutta la parte della frana fino a raggiungere il grande faggio in cima. A questo punto potreste approfittarne per la pausa pranzo con una vista strepitosa.

Indicazioni sentieri per il Sasso Simone
Indicazioni sentieri per il Sasso Simone

Proseguite poi sul sentiero 118, passate di fronte al faggio e salite seguendo sempre il sentiero: ancora pochi passi e sarete di fronte ad un cancello, apritelo e sarete alle porte del Sasso Simone.

Bosco per arrivare alla cima di Sasso Simone
Bosco per arrivare alla cima di Sasso Simone

Il Sasso Simone è il Sasso Piatto, riconoscibile facilmente da ogni angolazione: non sembra nemmeno di essere sulla cima di un monte, ma piuttosto in un grande prato…..fin quando non raggiungete il bordo ed ammirate il panorama da lì: spazia dalle Marche alla Toscana, dall’Emilia Romagna all’Umbria.

Veduta da Sasso Simone
Veduta da Sasso Simone

Una volta scesi, proseguite sul sentiero alla vostra sinistra, così da attraversare di nuovo il bosco e tornare al punto di partenza facendo un giro ad anello di circa 12 km.

Sasso Simone: il luogo in cui sorgeva la Città del Sole

Il Sasso Simone ha un legame strettissimo con la storia. Nel 1566 Cosimo I De Medici decise di costruirci una città-fortezza per la sua posizione tattica perfetta per controllare Marche, Emilia e Umbria.

Testimonianze della Città del Sole
Testimonianze della Città del Sole

Nacque così la Città del Sole che purtroppo ebbe una vita breve, di solo una decina di anni a causa delle forti difficoltà legate alle temperature invernali. Purtroppo oggigiorno non rimane nulla della Città del Sole, se non la strada per raggiungerla. Per salire sul Sasso Simone infatti, camminerete sulle grosse pietre calpestate dal tempo dei Medici.

Sentieri nel Parco del Sasso Simone e Simoncello

Il seniero 118 è solo uno dei tanti che partono alla scoperta della flora e della fauna del Parco del Sasso Simone e Simoncello e del Monte Carpegna. Partendo dal centro di Carpegna potete raggiungere il Cippo, la zona ricca di tornanti in cui Marco Pantani amava allenarsi. Se volete staccare un po’ dalla natura e visitare qualcosa, poco distante meritano Pennabilli, Urbino, Sassocorvaro e Macerata Feltria.

Al prossimo trekking, viaggiatrice seriale.