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Itinerario di una settimana nel nord del Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia è una regione davvero magnifica, forse un po’ sottovalutata.
Ormai dovreste sapere che amo le mete meno turistiche e così quest’anno ho deciso di dedicare le mie ferie di agosto proprio alla scoperta di questa regione.

Itinerario di una settimana in Friuli Venezia Giulia: cosa fare

A grandi linee, questo è stato il mio itinerario in Friuli Venezia Giulia, ma vi assicuro che le cose da vedere sono molte ma molte di più.

Giorno 1: Portogruaro e Palmanova

Anche se non sono ancora in Friuli Venezia Giulia, Portogruaro è stata la mia pima tappa, proprio per spezzare un po’ il viaggio.
Siamo in Veneto, in provincia di Venezia e devo ammettere che l’influenza veneziana si percepisce tutta. Si respira un’atmosfera quasi fatata con tutti i canali che solcano la città.
Fate un giro panoramico, non perdetevi i Molini di S. Andrea, il Palazzo dei Cento e l’Oratorio Madonna della Peschiera.
Lasciato il Veneto, sono approdata in Friuli Venezia Giulia e come prima tappa ho scelto Palmanova, la città fortezza a forma di stella.
Da una veduta aerea si riesce a distinguere molto bene la sua particolare forma, pensate che uno dei fossati, il terzo, venne fatto costruire per volere di Napoleone.
Vi consiglio di intraprendere uno dei tre sentieri che percorrono il perimetro per ammirare le mura del vecchio fossato. Ovviamente da vedere la Piazza Grande, con le statue dei Provveditori, le varie porte di accesso e l’acquedotto.

Giorno 2: Barcis

Devo ammettere che il mio itinerario è molto incentrato sulla natura e sulle camminate, con qualche tappa in città.
Parlando di natura, il secondo giorno è iniziato con una bella dose di verde al Lago di Barcis.

Lago di Barcis
Lago di Barcis

Colori meravigliosi e camminata davvero piacevole quella del Sentiero del Dint che si immerge completamente nel bosco raggiungendo poi un belvedere da dove si può ammirare tutto il lago dall’alto.
E’ possibile poi percorrere un tratto della vecchia strada della Valcellina e attraversare anche un ponte tibetano.
Nel pomeriggio mi sono spostata poi alla Diga del Vajont dove ho partecipato ad una bellissima visita guidata.
Giretto per Casso, il piccolo borgo sopra la diga e cena a Spilimbergo; vi consiglio di visitarla di giorno perché merita davvero con i suoi palazzi affrescati.

Giorno 3: Valvasone, Polcenigo e Sacile

La giornata è iniziata con una visita a Valvasone, uno tra i borghi più belli d’Italia.
Di origine medievale, oggi è nota per le dimore cinquecentesche e il suo centro molto curato.
Mi sono poi spostata a Polcenigo per ammirare la Sorgente del Gorgazzo.

Sorgene del Gorgazzo
Sorgente del Gorgazzo

Difficile spiegare a parole lo spettacolo che offre la natura. Immaginatevi una sorgente di un azzurro intenso, quasi come un cenote messicano, sul fondo della quale è stata posizionata una statua di Cristo, perfettamente visibile visto la limpidezza dell’acqua.
Pomeriggio completamente dedicato a Sacile. Di sicuro molto più famosa di altre località visitate, è una vera chicca.

Sacile
Sacile

Chiamata “Il giardino della Serenissima” offre degli scorci meravigliosi, dalla Piazza del Popolo al ponte sul Livenza.

Giorno 4: Laghi di Fusine

Giornata completamente dedicata alla natura, in uno degli ambienti più belli che abbia mai visto.

Lago di Fusine
Lago di Fusine

I Laghi di Fusine lasciano davvero senza parole. Passeggiata sui sentieri che collegano quello inferiore a quello superiore, pausa pranzo all’ombra dei grandi alberi e poi di nuovo in cammino per raggiungere il Rifugio Zacchi.

Rifugio Zacchi
Rifugio Zacchi

Preparatevi a faticare un pochino, ma la ricompensa in cima sarà davvero ottima. Oltre alla vista meravigliosa, i piatti del rifugio rimettono in sesto chiunque.

Giorno 5: Venzone e Sauris

Tutti mi dicevano di non perdere assolutamente Venzone e anche io oggi lo dico a voi. E’ assolutamente imperdibile. Rasa al suolo dal terremoto del 1979 è stata completamente ricostruita ed è l’esempio di come con l’impegno l’uomo può fare cose straordinarie. Da non perdere una visita all’imponente Duomo e alle famose Mummie di Venzone.

Venzone
Venzone

Il pomeriggio invece l’ho trascorso a Sauris fra camminate per il paese e al lago. Ho anche fatto una tappa in un’azienda agricola che coltiva mirtilli e frutti rossi, cosa che non non mi era mai capitata prima d’ora.

Lago di Sauris
Lago di Sauris

Per i più coraggiosi, a Sauris è possibile fare la Zip-Line sul lago.

Giorno 6: Paluzza e Trekking delle Trincee

Da amante dei trekking non potevo perdermi questa esperienza davvero toccante a livello umano. Ho raggiunto il confine con l’Austria e lasciato l’auto al Passo di Monte Croce da dove parte il sentiero delle trincee, un percorso della Grande Guerra.
Non è facilissimo, ci sono circa 500 m di dislivello e si arriva a 1800 metri di altezza ma è un’esperienza indimenticabile. Il sentiero è abbastanza stretto ma nulla di esagerato e strada facendo cambiano i panorami. Ad un certo punto si nota un grande masso con delle scritte degli alpini, non si è ancora arrivati ma occorre proseguire. Vi sembrerà di entrare in una sorta di conca dove si allarga a perdita d’occhio un immenso prato fiorito.

Sentiero delle trincee
Sentiero delle trincee

Salite ancora e sarete quasi arrivati alle prime trincee. Occorre arrampicarsi su una scala di legno con i gradini un po’ ripidi per raggiungere proprio le trincee.
Questa prima parte è relativa alle trincee austriache, proseguendo si arriva anche al Trincerone italiano, infatti i due fronti erano distanti solo una decina di metri tra loro. Dire che passeggiare in questi luoghi faccia effetto non rende minimamente giustizia alle emozioni che si possono provare camminando nelle trincee, entrando nelle gallerie di collegamento o rendendosi conto delle condizioni un cui vivevano i soldati.
A me è piaciuto tantissimo e se siete in zona è un trekking da non perdere.

Giorno 7: Chiusaforte, il comune delle cascate

Ultima giornata di ferie dedicata completamente alle cascate. Con la prima è scattato un colpo di fulmine, la Cascata di Repepeit lascia senza fiato pur non avendo un salto moto alto, ma le sue acque limpide che si gettano nel fiume e il ponte che le fa da cornice ne aumentano la bellezza. E’ stata poi la volta del sentiero del Fontanone che mi ha permesso di raggiungere la Cascata di Goriuda.

Cascata di Goriuda
Cascata di Goriuda

Semplicissimo e davvero corto, vi condurrà dinnanzi ad un salto davvero alto, di circa 80 metri che si getta in un laghetto verde dalla forma circolare. La particolarità di questa cascata è che oltre ad ammirarla da diverse angolazioni, è possibile anche passare dietro al rigoglioso salto d’acqua ed ammirarla dalla parte opposta. Il sentiero infatti passa proprio dietro alla cascata ed è imperdibile passare e prendere qualche schizzo per rinfrescarsi.
Ottima pausa pranzo a ridosso dell’ingresso del sentiero del fontanone a base di prodotti tipici e poi di nuovo in cammino alla scoperta di un’altra cascata.
Qui abbiamo raggiunto livelli di bellezza indescrivibili, più difficile da trovare (prendetevi la cartina delle cascate al ristorante o scaricatela) la Cascata Cjalderon è un vero capolavoro della natura. Due cascate gemelle che si gettano in una piscina dai colori cristallini.

Cascata del Cjalderon
Cascata del Cjalderon

Chiusaforte è il comune delle cascate, ne troverete 13, una più bella dell’altra.

E così, con negli occhi la bellezza di questa meraviglia della natura e nel cuore tutti i ricordi dei giorni precedenti e i nuovi incontri fatti lungo il cammino, è terminata la mia vacanza alla scoperta del Friuli Venezia Giulia che mi ha davvero fatto innamorare. Sono sicura che ci tornerò presto per andare alla scoperta di un’altra zona di questa bellissima regione.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

emilia romagna, italia, toscana, Trekking

Cascata di Moraduccio: trekking e bagno

Sull’Appennino Tosco-Emiliano si trova la Cascata di Moraduccio, che ovviamente non mi sono fatta sfuggire e ho visitato per poi aggiungerla alla lista di cascate viste che si sta allungando sempre più. Siamo già in Toscana, in provincia di Firenze anche se solo per pochi km rispetto all’Emilia Romagna.
La cascata di trova a Moraduccio, se venite da sud dovete prendere l’uscita di Imola per poi proseguire proprio per Moraduccio. Lasciate l’auto sulla strada e prendete via Castiglioncello che scende alla cascata, dopo circa 300 m sarete già arrivati a destinazione.
La zona sul fiume Santerno è molto ampia, dopo aver attraversato un ponte vi troverete in una spiaggetta di sassi proprio di fronte alla cascata, scegliete il vostro posto e rilassatevi in questo ambiente naturale. Il salto della cascata è di circa 20-30 metri e si getta sulle acque del fiume creando innumerevoli piscine naturali.

Cascata di Moraduccio
Cascata di Moraduccio


La zona è perfetta per rinfrescarsi in una giornata estiva, le acque del fiume sono basse e calme e consentono di spostarsi facilmente. La cascata Rio dei Briganti o meglio conosciuta come la Cascata di Moraduccio è davvero scenografica e merita una visita. Ho scoperto poi che questa zona è famosa per le grigliate, infatti arrivando ho sentito nell’aria un buon odore di carne … anche poco sotto la cascata troverete una zona adibita a barbecue. Immergetevi, stendetevi al sole e godetevi la giornata.

Passeggiata al borgo fantasma di Castiglioncello

Per gi amanti delle passeggiate di borghi fantasma, c’è una tappa obbligatoria: il paese abbandonato di Castiglioncello.
Proseguite sulla strada che vi ha condotto alla cascata, oltrepassate il ponte e continuate dritto su una grande strada di ghiaia.

Ponte che porta alla cascata di Moraduccio
Ponte che porta alla cascata di Moraduccio

Ad un certo punto vedrete la strada che continua con una curva sulla destra o un sentiero sulla sinistra, entrambi portano al borgo abbandonato.
Devo ammettere che è davvero affascinante questo luogo in cui la natura ha ripreso possesso di tutti gli spazi invadendo gli interni delle case abbandonate. Gli edifici sono conservati abbastanza bene ma vi sconsiglio di entrare al loro interno, non si sa mai.

Resti del borgo fantasma
Resti del borgo fantasma


Alla fine della strada che attraversa l’agglomerato di case sorge ancora la chiesa co il suo campanile completamente ricoperto di verde.
Castiglioncello ha origini lontane e sembra che sia stato abbandonato quando venne variata la viabilità e costruita una nuova strada molto più comoda della mulattiera che lo ha isolato. Dopo la Seconda Guerra Mondiale venne proprio abbandonato.
Da lassù si gode di un panorama meraviglioso, vi consiglio di andare alla scoperta di qualche bello scorcio prima di prendere la strada del ritorno.

Castel del Rio: visita al borgo

Se vi recata alla Cascata di Moraduccio una tappa d’obbligo è sicuramente il borgo medievale di Castel del Rio.
Piccolino e curato nei minimi dettagli vi piacerà sicuramente.
La sua rocca ospita il Museo della Guerra e il Ponte degli Alidosi, a schiena d’asino è davvero meraviglioso.

Ponte degli Alidosi
Ponte degli Alidosi

Fate un giretto per le vie della parte storica e poi scendete verso il ponte e il fiume dove potrete terminare la giornata con un aperitivo o una cena al chiosco sul fiume.

Castel del Rio
Castel del Rio


Ottimo itinerario per una gita fuori porta sull’Appennino Tosco-Emiliano.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

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Cascate di Borgo Pace

Nell’entroterra marchigiano sorge il piccolo paese di Borgo Pace, conosciuto soprattutto dai centauri che si dirigono verso Bocca Trabaria. Io vi porto alla scoperta del lato naturalistico di Borgo Pace.

Sentiero del Carbonaio

Partendo proprio dal centro, lascate piazza de Pino alle vostre spalle, girate a sinistra e poi subito a destra dove troverete diversi segnali del CAI. Prendendo la salita sulla sinistra, intraprenderete il Sentiero del Carbonaio, illustrato strada facendo da diversi pannelli esplicativi sulla raccolta del legno e su tutto il processo fino ad arrivare alla produzione del carbone. Il sentiero non è troppo impegnativo, ma dipende dal periodo in cui decidete di farlo. Io ad inizio estate, in una giornata assolata ho patito parecchio il caldo, ve lo consiglio per la primavera o l’autunno.

Panorami sul sentiero del carbonaio
Panorami sul sentiero del carbonaio

Piccoli tratti sono riparati dal bosco, ma la gran parte del sentiero è aperto. Le salite non mancano, ma i panorami ripagano di tutta la fatica. Dopo qualche km incontrerete anche dei bivi con altri sentieri. Io ho optato per scendere verso Case di Sant’Andrea, avvistando lungo il percorso i ruderi dell’omonima Torre. A fine sentiero si arriva in uno spiazzo dove viene accatastata la legna e finalmente si trasforma in carbone.

carbonaia
Carbonaia

Oltrepassate l’agglomerato di vecchie case e proseguite sulla strada asfaltata alla vostra destra. Dopo poco arriverete di fronte ad un ponte , non oltrepassatelo ma prendete il sentiero sulla destra per arrivare alla cascata e rinfrescarvi un po’.

Le cascate di Borgo Pace

Nei pressi di Borgo Pace, il fiume Auro genera diverse cascate . La mia preferita è proprio quella che si raggiunge dal sentiero di fianco al ponte, la strada è brevissima e costeggia il fiume. Se siete fortunati e trovate poca gente, potete posizionarvi sui sassi sopra alla cascata, grandi e relativamente comodi. Da qui sarà semplice scendere per fare un ottimo bagno nella piscina naturale che crea la cascata.

Cascata di Borgo Pace
Cascata di Borgo Pace

Le piscine naturali più frequentate sono invece poco più avanti nella direzione opposta. Le trovate molto facilmente perché sul ciglio della strada vedrete diverse auto parcheggiate. Qui il fiume Auro, lungo il suo corso crea piscine e piccole cascatelle, ottime per rinfrescarsi in una giornata estiva. Non manca però nemmeno una sorgente termale, indicata da un cartello proprio sul ciglio della strada. Se non siete ancora stanchi di cascate, andando verso Sant’Angelo in Vado troverete quella del Sasso.

Alla prossima scoperta,

Viaggiatrice seriale.

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Passeggiata dal fiume Foglia al lago Penserini

Siete alla ricerca di una bella passeggiata nel verde? Oggi gioco in casa, siamo a Pesaro e più precisamente nel quartiere di Villa Fastiggi.

Percorso fino al lago

Si tratta di un percorso ad anello di circa 6 km totali, ma volendo potete anche ritornare indietro sulla strada già percorsa. Lasciate l’auto nel parcheggio del campo sportivo di Villa Fastiggi, costeggiate il campo da calcio (che avrete sulla sinistra) e proseguite sempre dritto fino alla fine della strada dove incontrerete il Fiume Foglia . Arrivati sull’argine del fiume, prendete il sentiero sulla vostra sinistra. Inizialmente la camminata sarà lungo un sentiero battuto in mezzo all’erba ma completamente all’aperto per poi proseguire all’interno della vegetazione, vi ritroverete quindi riparati dalle piante e ogni tanto dovrete scavalcare qualche tronco (niente di difficile). Troverete un segnale che vi indica il sentiero del tasso e il lago.

Indicazioni sentiero del tasso
Indicazioni sentiero del tasso

Proseguite avendo sempre il letto del fiume sulla vostra destra e se volete avvicinarvi ulteriormente vi confermo che ogni tanto si trova una piccola “deviazione” per raggiungere il fiume. Io per esempio sono scesa su dei gradini scavati nella terra e mi sono ritrovata in una sorta di “spiaggetta” di sassi, con annessa altalena. Proseguendo sul sentiero, troverete ogni tanto un po’ di pendenza, ma potrete aiutarvi con le corde fissate agli alberi.

Corde per aiutarsi durante il sentiero
Corde per aiutarsi durante il sentiero

Continuate ancora un po’ all’interno della vegetazione e sarete finalmente arrivati al ponte!! Si tratta di un ponte di legno che attraversa il fiume, finito di percorrerlo non vi resta che l’ultimo sforzo:una salita sempre con l’aiuto della corda.

Ponte di legno sul Fiume Foglia
Ponte di legno sul Fiume Foglia

Il gioco è fatto, perché proprio dopo il campo che vi ritroverete di fronte, si trova il lago Penserini. Qui non avrete che l’imbarazzo della scelta su dove posizionare la vostra coperta per il picnic o il vostro telo per la pennichella. Il lago è di proprietà privata ma i proprietari consentono l’accesso, quindi l’educazione e il rispetto per il luogo mi sembrano il minimo. Se vi fermate per una sosta, riportate via con voi i rifiuti.

Lago Penserini
Lago Penserini

Se invece siete dei super camminatori potrete percorrere tutto il perimetro del lago. Il luogo è davvero tranquillo e si presta sicuramente per una bella scampagnata e se siete con i vostri bimbi, sono sicura che apprezzeranno. Il sentiero non è difficile ma nemmeno tutto pianeggiante quindi adatto ai bimbi più grandi e non adatto ai passeggini.

Quale strada scegliere per il ritorno

Una volta raggiunto il lago le opzioni sono due: se amate l’avventura potete percorrere la strada al contrario, se invece amate i percorsi ad anello potete proseguire. Dovete superare la balza e portarvi sul sentiero superiore, seguite il percorso battuto e arriverete ad una catena dopo la quale dovrete scendere a sinistra e lasciare il fiume alle vostre spalle. Ora inizia la strada asfaltata, ma sempre immersa nel verde. Proseguite fino alla fine della strada e poi svoltate a sinistra, dopo poco troverete la strada imbrecciata affiancata da alberi che vi condurrà al Campo Base, oltrepassate il gattile e proseguire sempre sulla strada principale fino all’incrocio. Una volta qui svoltate a sinistra e prestate maggiore attenzione perché passano diverse macchine e sarete tornati di nuovo alla vostra auto. Spero di esservi stata utile e ricordate che l’avventura è sempre dietro l’angolo! Viaggiatrice seriale.

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Trekking al Bosco di Tecchie

Se siete alla ricerca di un bel percorso immersi nella natura, nella regione Marche, ho proprio un bel posticino da consigliarvi. Oggigiorno abbiamo bisogno di aria fresca e contatto con la natura, tutto quello che troverete nei sentieri del Bosco di Tecchie.

Indicazioni Bosco di Tecchie
Indicazioni Bosco di Tecchie

Come raggiungere il Bosco di Tecchie

Ci troviamo in provincia di Pesaro-Urbino e più precisamente a Cantiano: prendete l’uscita di Cantiano sulla super strada e subito dopo prestate molta attenzione alla segnaletica, non dovete raggiungere l’abitato, ma sulla sinistra troverete le indicazioni per il Bosco di Tecchie. Percorrete qualche altro km sempre seguendo la segnaletica, oltrepassate un piccolo ponte che ospita le indicazioni e iniziate a salire. Al fianco di una piccola costruzione in mattoni troverete il parcheggio e il punto di partenza del sentiero. Ci troviamo a Ca’ Balbano e da qui parte uno dei sentieri del Bosco di Tecchie.

I sentieri del Bosco di Tecchie

Il Parco Naturale Bosco di Tecchie rappresenta ad oggi uno degli ambienti più intatti della Regione Marche, venne istituito nel 1986 e ospita una biodiversità davvero importante. Pensate che qui gli alberi morti non vengono rasi al suolo, ma continuano ad essere parte integrante del bosco. La zona è davvero meravigliosa, il silenzio ricopre tutto il bosco e gli scorci che si intravedono lungo la camminata lasciano senza fiato. Parlando proprio di camminate, i sentieri principali sono 4: il sentiero del Cerro, il sentiero del Faggio, il sentiero delle Cascatelle e il sentiero Didattico. Io ho percorso quello del Cerro, con partenza da Ca’ Balbano e se siete dei discreti camminatori ve lo consiglio perché non è troppo difficile. Il sentiero del Faggio parte da una intersezione con quello del Cerro e sembra essere il più impegnativo. Il sentiero didattico, come intuibile dal nome è quello più tranquillo e maggiormente apprezzato dalle scolaresche, quindi se siete con dei bambini mi sento di consigliarvi quest’ultimo. E per finire resta quello delle Cascatelle, il mio preferito. Si tratta di una piccola diramazione del sentiero del Cerro, ma vi condurrà fino a sotto le cascate…….è meraviglioso.

Cascate Bosco di Tecchie
Cascate Bosco di Tecchie

Il sentiero del Cerro

Ritornando alla mia camminata, dopo un tratto iniziale in salita, mi sono ritrovata a percorrere diversa strada in pianura fino ad arrivare poi ad un fiumiciattolo. Si oltrepassa tranquillamente camminando sui sassi più alti e si inizia una serie di tornanti, non semplicissimi ma che regalano scenari magnifici sulle vallate circostanti.

Panorama dal sentiero del Cerro
Panorama dal sentiero del Cerro

Ho attraversato un tratto in cui stavano impilando diversa legna (ma credo sia stato momentaneo, quindi non penso possa aiutarvi nel percorso) per raggiungere poi un altro tratto pianeggiante poco prima di incontrare il sentiero delle Cascatelle. Deviazione alle cascate e poi di nuovo in marcia fino all’area di sosta dove ho consumato il mio pranzo. Dovete infatti sapere che lungo i vari sentieri si trovano delle aree di sosta attrezzate con tavoli e panche. Subito dopo l’area di sosta, incontrerete l’incrocio col il sentiero del Faggio.

Segnaletica sentieri Bosco di Tecchie
Segnaletica sentieri Bosco di Tecchie

Proseguendo su quello del Cerro invece, dopo poco incontrerete una sorta di percorso “consigliato” delimitato da staccionate in legno, seguitelo e raggiungerete Ca Tecchie.

Ca Tecchie
Ca Tecchie

Si tratta di un rifugio, la maggiore area di sosta durante queste passeggiate. Diciamo che è un punto strategico e si intersecano un po’ tutti i sentieri.

Flora e Fauna

Come detto in precedenza, quest’area protetta ha una notevole biodiversità anche se le specie vegetali che la popolano maggiormente sono i faggi e i cerri. Per quanto riguarda gli animali invece, oltre ai tipici animali che si incontrano nel bosco, qui vivono anche il picchio rosso e la salamandra dagli occhiali. Se volete trascorrere una giornata a contatto con la natura, questo è il luogo perfetto. poi in zona potete visitare anche Cantiano o spingervi sul Monte Catria.

Alla prossima camminata, Viaggiatrice seriale.

italia, marche

Cascata di Val Rea a Pergola

Passeggiata fra le cascate con una brevissima camminata, parlo di circa 200 metri. Siamo nelle Marche e più precisamente a Pergola, in provincia di Pesaro-Urbino . Dopo aver visitato le attrazioni del paese, vi consiglio di concentrarvi sulle bellezze naturali.

Come raggiungere la cascata di Val Rea

Appena fuori da centro storico potrete ammirare la bellissima cascata di Val Rea. Impostate il navigatore su Via F.lli Mazzarino, dopo qualche metro troverete una piccola area di sosta che affaccia proprio sulla cascata; infatti è possibile ammirare il salto di circa 6 metri anche da sopra.

cascata di Val Rea a Pergola
Cascata di Val Rea a Pergola

Posteggiate l’auto e dirigetevi verso i bidoni della spazzatura ( scusate per il punto di riferimento ma è proprio da qui che inizia la stradina).

Punto di accesso alla cascata di Val Rea

Davvero semplicissima, corta e adatta a tutti. Sentirete subito il rumore dell’acqua e dopo pochissimi passi potrete ammirare anche lo spettacolo. La cascata di Val Rea è una delle cascate sul fiume Cesano e cambia il suo aspetto in base alla portata del fiume. Una tappa facilmente raggiungibile e che non richiede troppo tempo ma che vi regalerà attimi nella natura. A pochissima distanza troverete anche un’antica chiesa di pietre e mattoni, proprio sulla strada.

Chiesetta vicino alla cascata di Val Rea a Pergola

Se siete amanti di cascate, in zona ne troverete altre. Alla prossima scoperta, Viaggiatrice seriale.

italia, marche

Escursione in E-bike: la mia esperienza

La voglia di contatto con la natura e di sport all’aria aperta si fa sempre più sentire in ognuno di noi, soprattutto dopo i difficili mesi che abbiamo vissuto. Oggi voglio proporvi il connubio perfetto fra queste due cose, ovvero una bella escursione in e-bike attraversando paesaggi magnifici.

Dove noleggiare una e-bike

Le Marche offrono scenari perfetti per eseguire queste attività. Io mi sono affidata ad Agostinelli E-bike che offre diverse opportunità e differenti sentieri da percorrere su una due ruote. Era la prima volta per me su una e-bike e mi sono divertita così tanto che sto già pensando di cimentarmi in un altro percorso.

In e-bike al lago
In e-bike al lago

Sylvano di Agostinelli E-bike, con la sua pazienza e passione vi seguirà passo passo, spiegandovi da principio il corretto utilizzo della e-bike e lasciandovi poi qualche dritta durante l’escursione sul giusto utilizzo delle marce.

E-bike
E-bike

Perché sarà proprio lui la vostra guida durante la passeggiata.

I diversi tipi di tour

Io ho fatto il giro tra Apiro e Isola fino ad arrivare al lago di Castreccioni, passando per sterrati e strada normale. Vi posso garantire in prima persona che l’e-bike è adatta a tutti, anche a chi non è abituato a percorrere grandi km.

Lago di Castreccioni
Lago di Castreccioni

E’ possibile noleggiare la e-bike da Agostinelli ma è anche possibile partecipare ai tour utilizzando il proprio mezzo. Volete regalare qualcosa di alternativo per un compleanno, un anniversario o un addio al celibato/nubilato?! Contattate Sylvano che saprà proporvi la cosa giusta. Gli itinerari fattibili sono tanti, è possibile addentrarsi nel bosco delle Tassinare o raggiungere il Cristo delle Marche, salire sul Monte Nero o costeggiare il lago di Castreccioni, muoversi per i sentieri del Monte San Vicino o raggiungere il suggestivo Castello di Elcito…. non avrete che l’imbarazzo della scelta.

Il Cristo delle Marche
Il Cristo delle Marche

Poi fatemi sapere, anche se sicura che vi divertirete da matti. Per curiosare o prenotare un’escursione potete contattare Agostinelli E-bike al 3392971314 o consultare il sito. Dato che siete in zona poi approfittatene per visitare Cingoli.

In collaborazione con Agostinelli E-bike.

Alla prossima avventura, viaggiatrice seriale.

emilia romagna, italia

Grotte di Onferno: visita guidata

In questa calde giornate estive, un po’ di frescura non dispiace a nessuno. e quale luogo migliore delle grotte per trovarla? Oggi vi porto alla scoperta delle Grotte di Onferno in provincia di Rimini, all’interno della Riserva Naturale Orientata di Onferno.

Ingresso alle rotte di Onferno
Ingresso alle Grotte di Onferno

So che può sembrare assurdo considerando i loro 100.000 anni, ma sono ancora grotte giovani in continua evoluzione. Si tratta di grotte di gesso scoperte nel 1916.

Visita alle Grotte di Onferno

Che dite, iniziamo la scoperta? Muniti di caschetto e torcia e accompagnati dalla preparatissima guida, si inizia il percorso di discesa.

Escursione alle Grotte di Onferno
Escursione alle Grotte di Onferno

Dovendo scendere per diversi metri, si percepisce subito il cambio di temperatura che influisce ovviamente anche sul tipo di vegetazione presente. Il primo tratto infatti, prima di entrare nella grotta vera e propria non è altro che una bella passeggiata nel bosco fra pungitopo e bucaneve. La mia attenzione è stata però catturata da una pianta che non avevo mai sentito nominare prima: il borsolo.

Il borsolo
Il borsolo

E’ davvero particolare e in passato i suoi semi venivano utilizzati per creare i rosari. Bene, è ora di indossare la felpa perché i 13 gradi all’interno della grotta si fanno sentire! Si procede in fila indiana seguendo i passi della guida che man mano spiega nel complesso tutto ciò che riguarda le grotte. La cosa particolare è che le pareti delle Grotte di Onferno si possono toccare essendo di gesso, al contrario di quelle carsiche come ad esempio quelle di Frasassi dove si provocherebbero gravi danni. Dei cristalli di gesso ne avete mai sentito parlare?

Cristalli di gesso
Cristalli di gesso

Allora scoprirete di cosa si tratta…. vi anticipo solo che in certi punti vedrete luccicare e sembrerà di essere sulla luna.

Gli abitanti delle Grotte di Onferno

Le Grotte di Onferno sono famose soprattutto per gli animali che le abitano: i pipistrelli. Da questa visita ho capito che dobbiamo assolutamente sfatare alcuni luoghi comuni, come ad esempio quello che si attaccano ai capelli. Potete entrare tranquilli! 🙂 Le grotte ospitano circa 8000 esemplari di chirotteri, di 6 specie differenti, che durante la notte escono dalla tana e volano fino a San Marino per recuperare la propria cena. Pensate che fatica enorme volare per così tanto tempo per degli esserini così piccoli. Ad Onferno si trova un’intera sala dove le mamme pipistrello mettono al mondo i cuccioli ed è per questo che in determinati mesi dell’anno non è possibile fare il giro ad anello entrando da una porta ed uscendo dall’altra ma occorre ritornare indietro sullo stesso percorso proprio per non disturbare il ciclo riproduttivo.

Il bosco
Il bosco

Le Grotte di Onferno nella storia

La nostra guida ci ha spiegato inoltre che le grotte sono state il rifugio per abitanti di Gemmano durante la Seconda Guerra Mondiale. Sembra che circa 500 persone entrarono nelle grotte in fretta e furia per sfuggire ai bombardamenti pensando di restarci pochissimo tempo e quindi sprovviste di scorte di ogni genere e invece ci rimasero dal 26 agosto al 18 settembre del 1944. Anche se in condizioni difficili, le grotte furono la loro salvezza.

Info utili per la visita

Che dite, vi ho incuriosito?! Volete andare alla ricerca dei chirotteri?Ecco come dovete fare.

Fino al 13 settembre le grotte saranno aperte tutti i giorni. Fino al 30 agosto gli orari saranno:

  • lunedì- venerdì visite alle 15, 16:30, 17:15
  • sabato e domenica visite alle 10,11:30,13,14:30,16 e 17:30

Dal 31 agosto al 13 settembre:

  • lunedì – vemerdì visite alle 15 e 16:30
  • sabato e domenica visite alle 10,11:30,15 e 16:30

La durata delle visita varia fra i 60 e i 90 minuti.

Il biglietto d’ingresso ha un costo di 10 euro (8 euro fino a 12 anni e over 65)

Consigliato abbigliamento comodo, scarpe da trekking e giacchetto impermeabile.

E’ necessaria la prenotazione:

  • tel. 3891991683
  • mail onferno@nottola.org

Non vi resta che tuffarvi nell’avventura….poi fatemi sapere se avvistate qualche pipistrello.

In collaborazione con la Nottola.

italia, puglia

Borghi dei Monti Dauni: cosa vedere

Quando la Puglia chiama, io rispondo.
Questa volta ho scoperto una zona tutta nuova per me, quella dei Monti Dauni. Ci troviamo in provincia di Foggia., proprio al confine con la Campania, la Basilicata e il Molise.
Grazie al press tour “Orsara di Puglia: sentieri, profumi e sapori dei Monti Dauni” organizzato dalla Coopertaiva Frequenze e dal Comune di Orsara di Puglia, ho scoperto diversi comuni e diversi gioiellini.
Siete pronti per il primo borgo?

Bovino

Il borgo di Bovino in passato era molto conosciuto per il brigantaggio,si diceva infatti che coloro che sapevano di dover attraversare il Vallo di Bovino, facevano testamento prima di partire proprio per il fatto di poter essere attaccati dai briganti.
In questa zona vivevano i Guevara, conti di Bovino e sul ponte romano del borgo venne costruita la stazione di posta, una sorta di albergo per coloro che percorrevano la linea ferroviaria Napoli-Foggia.
Proprio per colmare le richieste di cibo della stazione, venne costruito un mulino.
Oggi è stato trasformato in un museo e merita assolutamente una visita.
Tutto nacque da un palazzo storico del 1810, ovvero la casa del mugnaio, sotto la quale venne ritrovato un vecchio mulino del 1600 con una sola macina. Non essendo sufficiente per la lavorazione dei cereali degli abitanti e per gli ospiti della stazione, venne abbandonato e costruito quello a due palmenti con pietra proveniente dalla Francia, talmente dura che non si scheggiava e non lasciava residui negli sfarinati.

Lo Moleno d’acqua del Ponte 

I due palmenti, ovvero le due macine erano utilizzate distintamente, una per gli sfarinati destinati agli uomini e una per quelli destinati agli animali, così da non contaminare gli elementi.
Il funzionamento è davvero particolare e affascinante, la quantità di acqua per mettere in moto le macine è davvero impressionante, quindi se capitate a Bovino dovete fermarvi a Lo Moleno d’acqua del Ponte.

La potenza dell’acqua per azionare le macine del mulino

Troja

Continuando la scoperta della Daunia, ci siamo fermati a Troja.
Inutile fare giri di parole, la sua Concattedrale è incredibile.
Dovete sapere che Federico II ebbe un rapporto sempre molto conflittuale con questa città che è sempre stata fedele al papato e quindi contro l’imperatore.
L’abside della Cattedrale però è federiciano.
Degno di nota è sicuramente l’enorme rosone romanico a 11 raggi che rappresentano i discepoli di Cristo meno Giuda e che svetta sulla facciata principale.

Facciata della Concattedrale di Troja

La struttura a 3 navate ospita 12 colonne che probabilmente rappresentano gli Apostoli.
Una volta usciti dalla Concattedrale fate una piccola sosta alla Pasticceria Casoli e chiedete di assaggiare la passionata: non vorrete più andarvene.

La passionata della Pasticceria Casoli

Si tratta di un dolcetto locale, rivisitato anche in più varianti….ma la classica è ottima.

Orsara di Puglia

Eccoci arrivati nel borgo che ci ha ospitato e che abbiamo vissuto anche durante la manifestazione Orsara in Fiore.
Orsara è sempre stata “contesa” fra Puglia e Campania, fino a qualche anno fa era infatti in provincia di Avellino.
Nasce come accampamento romano e aveva il compito di controllare il traffico.
L’origine del nome sembra derivi dal fatto che in zona si trovasse una famiglia di orsi, confermato dal fatto che anche sullo stemma del paese è raffigurato questo animale.
Da non perdere la Grotta di San Michele.

Grotta di San Michele

Visitata sin dall’antichità dai pellegrini della Via Francigena; essa è collegata alla Chiesa di San Michele, costruita nel 1527 a navata unica e illuminata da vetrate istoriate.
Lasciando alle spalle il complesso di San Michele, dirigetevi verso il centro storico e ammirate i fantastici scorci che offrono i vicoleti;

Vicoli di Orsara di Puglia

ad un tratto la parte storica lascerà spazio a quella moderna, vi troverete di fronte ai murales realizzati per il progetto Colors.
Se amate la natura, concedetevi una passeggiata al Bosco Acquara, poco distante da Orsara.

Deliceto

Ed eccoci arrivati all’ultimo borgo del nostro tour dei Monti Dauni: Deliceto dove vivono circa 4000 abitanti chiamati delicetani.
Che cosa vedere vi starete chiedendo?
Partiamo dalla Chiesa di Sant’Antonio fondata dai marchesi che trovarono sepoltura proprio al suo interno. Quì non potete non  notare un magnifico e particolarissimo organo a canne datata 1775.

Organo del 1775

Adiacente alla chiesa sorge il vecchio convento, iniziato nel 1521 e terminato del 1660.
Piccola curiosità: lo sapevate che la famosa canzone “Tu scendi dalle stelle” che tutti abbiamo cantato è stata scritta proprio a Deliceto da Sant’Alfonso?!

Convento di Sant’Antonio a Deliceto

Continuiamo la visita del borgo e visitiamo la Chiesa di Sant’Anna e Morti, non gestita da religiosi ma dai confratelli della Confraternita di Sant’Anna e Morti.
Oltre alle diverse chiese, Deliceto vanta anche un castello che negli anni ha variato differenti mansioni.
Il Castello Normanno-Svevo racchiude in sè gran parte della storia del borgo e durante la visita non potete non apprezzare la straordinaria visuale su tutto Deliceto ma ben oltre, fino a scorgere il Gargano.

Veduta del Castello di Deliceto

Anche da qui una bella tappa naturalistica è consigliata: dirigetevi al Bosco Macchione e immergetevi nella natura.

Sapete benissimo che parlando di Puglia è impossibile non dedicare una spazio all’argomento cibo e vino; durante questo tour ho toccato con mano tante realtà e ho assaggiato in prima persona tante prelibatezze che mi sento in dovere di scrivere un articolo a parte.
Devo però presentarvi fin da subito una colonna portante di Orsara di Puglia, Peppe Zullo, conosciuto come lo “Chef contadino”.

Peppe Zullo nel suo orto-giardino

Abbiamo visitato i suoi rinomati locali, abbiamo pernottato in uno di questi e abbiamo assaggiato dei piatti meravigliosi…. per non parlare poi della sua simpatia e ospitalità!
Tranquilli, a breve vi svelerò tutto.
Questa zona di Puglia meno conosciuta e meno turistica mi ha davvero sorpreso e sinceramente vi consiglio di visitarla, ne vale di sicuro la pena.
Un ringraziamento agli organizzatori, alla giunta del comune di Orsara di Puglia e a tutti coloro che ci hanno fatto sentire come a casa.
Alla prossima avventura,
Viaggiatrice Seriale.

italia, Trekking, umbria

Dormire tra gli alberi non è più un sogno: ecco il Tree Tents Trekking

Dormire all’interno di un bosco in una tenda sospesa tra gli alberi non è più un sogno di grandi e piccini… è diventata una bellissima realtà e per trasformarlo da desiderio a qualcosa di concreto, non vi resta che partecipare ad un Tree Tents Trekking.
La Forestalp è la prima in tutta Italia che propone questo tipo di campeggio;io ho avuto il piacere di prendere parte alla “data zero” e ne sono rimasta completamente affascinata
Praticamente si dorme in particolari tende, un incrocio con delle amache possiamo dire, concepite per essere letteralmente appese agli alberi.

Potenzialmente la tenda potrebbe essere montata a qualsiasi altezza, ma c’è da considerare che poi in qualche modo bisogna salirci! 🙂
Le tende sono sia doppie che triple e il pernottamento è legato ad una escursione di trekking di due giorni.

Immaginatevi un bosco di faggi, nessun rumore oltre al canto degli uccelli e allo scricchiolare delle foglie sotto i piedi che in piena notte si trasformano in completo silenzio.

Si sente solo il vento, ci si sdraia all’interno del proprio alloggio e con gli occhi puntati al cielo, nelle serate limpide, si riescono a scorgere anche le stelle.
Lo scorso fine settimana avevamo anche la compagnia di tante lucciole che si aggiravano indisturbate tra le nostre casette volanti, creando un’atmosfera magica.
Ovviamente il pernottamento in queste speciali tende è davvero accattivante, ma ricordate che anche le attività collaterali non sono da meno; io ho trascorso due giorni bellissimi, a contatto con la natura, ammirando paesaggi meravigliosi, scoprendo piante e fiori a me sconosciuti, grazie all’aiuto degli accompagnatori e gustando ottimo cibo……perchè diciamocelo, dopo diversi km di camminata, una bella mangiata è proprio quello che ci vuole.

Potete prendere parte agli eventi in calendario che prevedono la mia stessa tipologia di weekend ma in luoghi diversi, oppure se siete già un bel gruppetto, potete prenotare un’escursione privata, che sia per festeggiare un compleanno, un addio al celibato o solo per stare in compagnia.
Per tutte le informazioni consultate il sito.
Io riguardo le foto , pensando già al prossimo incontro con le “tende volanti”.
Stavo dimenticando di dirvi una delle cose più importanti a mio avviso e cioè che l’intero progetto è volto a far rivivere i piccoli borghi dell’Appennino e a creare il minor impatto ambientale possibile.
Un grazie agli organizzatori ( e ottime guide) e ai miei compagni di “viaggio” … è stato un piacere!
Alla prossima avventura,
Viaggiatrice seriale.