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Escursione in E-bike: la mia esperienza

La voglia di contatto con la natura e di sport all’aria aperta si fa sempre più sentire in ognuno di noi, soprattutto dopo i difficili mesi che abbiamo vissuto. Oggi voglio proporvi il connubio perfetto fra queste due cose, ovvero una bella escursione in e-bike attraversando paesaggi magnifici.

Dove noleggiare una e-bike

Le Marche offrono scenari perfetti per eseguire queste attività. Io mi sono affidata ad Agostinelli E-bike che offre diverse opportunità e differenti sentieri da percorrere su una due ruote. Era la prima volta per me su una e-bike e mi sono divertita così tanto che sto già pensando di cimentarmi in un altro percorso.

In e-bike al lago
In e-bike al lago

Sylvano di Agostinelli E-bike, con la sua pazienza e passione vi seguirà passo passo, spiegandovi da principio il corretto utilizzo della e-bike e lasciandovi poi qualche dritta durante l’escursione sul giusto utilizzo delle marce.

E-bike
E-bike

Perché sarà proprio lui la vostra guida durante la passeggiata.

I diversi tipi di tour

Io ho fatto il giro tra Apiro e Isola fino ad arrivare al lago di Castreccioni, passando per sterrati e strada normale. Vi posso garantire in prima persona che l’e-bike è adatta a tutti, anche a chi non è abituato a percorrere grandi km.

Lago di Castreccioni
Lago di Castreccioni

E’ possibile noleggiare la e-bike da Agostinelli ma è anche possibile partecipare ai tour utilizzando il proprio mezzo. Volete regalare qualcosa di alternativo per un compleanno, un anniversario o un addio al celibato/nubilato?! Contattate Sylvano che saprà proporvi la cosa giusta. Gli itinerari fattibili sono tanti, è possibile addentrarsi nel bosco delle Tassinare o raggiungere il Cristo delle Marche, salire sul Monte Nero o costeggiare il lago di Castreccioni, muoversi per i sentieri del Monte San Vicino o raggiungere il suggestivo Castello di Elcito…. non avrete che l’imbarazzo della scelta.

Il Cristo delle Marche
Il Cristo delle Marche

Poi fatemi sapere, anche se sicura che vi divertirete da matti. Per curiosare o prenotare un’escursione potete contattare Agostinelli E-bike al 3392971314 o consultare il sito. Dato che siete in zona poi approfittatene per visitare Cingoli.

In collaborazione con Agostinelli E-bike.

Alla prossima avventura, viaggiatrice seriale.

emilia romagna, italia

Grotte di Onferno: visita guidata

In questa calde giornate estive, un po’ di frescura non dispiace a nessuno. e quale luogo migliore delle grotte per trovarla? Oggi vi porto alla scoperta delle Grotte di Onferno in provincia di Rimini, all’interno della Riserva Naturale Orientata di Onferno.

Ingresso alle rotte di Onferno
Ingresso alle Grotte di Onferno

So che può sembrare assurdo considerando i loro 100.000 anni, ma sono ancora grotte giovani in continua evoluzione. Si tratta di grotte di gesso scoperte nel 1916.

Visita alle Grotte di Onferno

Che dite, iniziamo la scoperta? Muniti di caschetto e torcia e accompagnati dalla preparatissima guida, si inizia il percorso di discesa.

Escursione alle Grotte di Onferno
Escursione alle Grotte di Onferno

Dovendo scendere per diversi metri, si percepisce subito il cambio di temperatura che influisce ovviamente anche sul tipo di vegetazione presente. Il primo tratto infatti, prima di entrare nella grotta vera e propria non è altro che una bella passeggiata nel bosco fra pungitopo e bucaneve. La mia attenzione è stata però catturata da una pianta che non avevo mai sentito nominare prima: il borsolo.

Il borsolo
Il borsolo

E’ davvero particolare e in passato i suoi semi venivano utilizzati per creare i rosari. Bene, è ora di indossare la felpa perché i 13 gradi all’interno della grotta si fanno sentire! Si procede in fila indiana seguendo i passi della guida che man mano spiega nel complesso tutto ciò che riguarda le grotte. La cosa particolare è che le pareti delle Grotte di Onferno si possono toccare essendo di gesso, al contrario di quelle carsiche come ad esempio quelle di Frasassi dove si provocherebbero gravi danni. Dei cristalli di gesso ne avete mai sentito parlare?

Cristalli di gesso
Cristalli di gesso

Allora scoprirete di cosa si tratta…. vi anticipo solo che in certi punti vedrete luccicare e sembrerà di essere sulla luna.

Gli abitanti delle Grotte di Onferno

Le Grotte di Onferno sono famose soprattutto per gli animali che le abitano: i pipistrelli. Da questa visita ho capito che dobbiamo assolutamente sfatare alcuni luoghi comuni, come ad esempio quello che si attaccano ai capelli. Potete entrare tranquilli! 🙂 Le grotte ospitano circa 8000 esemplari di chirotteri, di 6 specie differenti, che durante la notte escono dalla tana e volano fino a San Marino per recuperare la propria cena. Pensate che fatica enorme volare per così tanto tempo per degli esserini così piccoli. Ad Onferno si trova un’intera sala dove le mamme pipistrello mettono al mondo i cuccioli ed è per questo che in determinati mesi dell’anno non è possibile fare il giro ad anello entrando da una porta ed uscendo dall’altra ma occorre ritornare indietro sullo stesso percorso proprio per non disturbare il ciclo riproduttivo.

Il bosco
Il bosco

Le Grotte di Onferno nella storia

La nostra guida ci ha spiegato inoltre che le grotte sono state il rifugio per abitanti di Gemmano durante la Seconda Guerra Mondiale. Sembra che circa 500 persone entrarono nelle grotte in fretta e furia per sfuggire ai bombardamenti pensando di restarci pochissimo tempo e quindi sprovviste di scorte di ogni genere e invece ci rimasero dal 26 agosto al 18 settembre del 1944. Anche se in condizioni difficili, le grotte furono la loro salvezza.

Info utili per la visita

Che dite, vi ho incuriosito?! Volete andare alla ricerca dei chirotteri?Ecco come dovete fare.

Fino al 13 settembre le grotte saranno aperte tutti i giorni. Fino al 30 agosto gli orari saranno:

  • lunedì- venerdì visite alle 15, 16:30, 17:15
  • sabato e domenica visite alle 10,11:30,13,14:30,16 e 17:30

Dal 31 agosto al 13 settembre:

  • lunedì – vemerdì visite alle 15 e 16:30
  • sabato e domenica visite alle 10,11:30,15 e 16:30

La durata delle visita varia fra i 60 e i 90 minuti.

Il biglietto d’ingresso ha un costo di 10 euro (8 euro fino a 12 anni e over 65)

Consigliato abbigliamento comodo, scarpe da trekking e giacchetto impermeabile.

E’ necessaria la prenotazione:

  • tel. 3891991683
  • mail onferno@nottola.org

Non vi resta che tuffarvi nell’avventura….poi fatemi sapere se avvistate qualche pipistrello.

In collaborazione con la Nottola.

italia, puglia

Borghi dei Monti Dauni: cosa vedere

Quando la Puglia chiama, io rispondo.
Questa volta ho scoperto una zona tutta nuova per me, quella dei Monti Dauni. Ci troviamo in provincia di Foggia., proprio al confine con la Campania, la Basilicata e il Molise.
Grazie al press tour “Orsara di Puglia: sentieri, profumi e sapori dei Monti Dauni” organizzato dalla Coopertaiva Frequenze e dal Comune di Orsara di Puglia, ho scoperto diversi comuni e diversi gioiellini.
Siete pronti per il primo borgo?

Bovino

Il borgo di Bovino in passato era molto conosciuto per il brigantaggio,si diceva infatti che coloro che sapevano di dover attraversare il Vallo di Bovino, facevano testamento prima di partire proprio per il fatto di poter essere attaccati dai briganti.
In questa zona vivevano i Guevara, conti di Bovino e sul ponte romano del borgo venne costruita la stazione di posta, una sorta di albergo per coloro che percorrevano la linea ferroviaria Napoli-Foggia.
Proprio per colmare le richieste di cibo della stazione, venne costruito un mulino.
Oggi è stato trasformato in un museo e merita assolutamente una visita.
Tutto nacque da un palazzo storico del 1810, ovvero la casa del mugnaio, sotto la quale venne ritrovato un vecchio mulino del 1600 con una sola macina. Non essendo sufficiente per la lavorazione dei cereali degli abitanti e per gli ospiti della stazione, venne abbandonato e costruito quello a due palmenti con pietra proveniente dalla Francia, talmente dura che non si scheggiava e non lasciava residui negli sfarinati.

Lo Moleno d’acqua del Ponte 

I due palmenti, ovvero le due macine erano utilizzate distintamente, una per gli sfarinati destinati agli uomini e una per quelli destinati agli animali, così da non contaminare gli elementi.
Il funzionamento è davvero particolare e affascinante, la quantità di acqua per mettere in moto le macine è davvero impressionante, quindi se capitate a Bovino dovete fermarvi a Lo Moleno d’acqua del Ponte.

La potenza dell’acqua per azionare le macine del mulino

Troja

Continuando la scoperta della Daunia, ci siamo fermati a Troja.
Inutile fare giri di parole, la sua Concattedrale è incredibile.
Dovete sapere che Federico II ebbe un rapporto sempre molto conflittuale con questa città che è sempre stata fedele al papato e quindi contro l’imperatore.
L’abside della Cattedrale però è federiciano.
Degno di nota è sicuramente l’enorme rosone romanico a 11 raggi che rappresentano i discepoli di Cristo meno Giuda e che svetta sulla facciata principale.

Facciata della Concattedrale di Troja

La struttura a 3 navate ospita 12 colonne che probabilmente rappresentano gli Apostoli.
Una volta usciti dalla Concattedrale fate una piccola sosta alla Pasticceria Casoli e chiedete di assaggiare la passionata: non vorrete più andarvene.

La passionata della Pasticceria Casoli

Si tratta di un dolcetto locale, rivisitato anche in più varianti….ma la classica è ottima.

Orsara di Puglia

Eccoci arrivati nel borgo che ci ha ospitato e che abbiamo vissuto anche durante la manifestazione Orsara in Fiore.
Orsara è sempre stata “contesa” fra Puglia e Campania, fino a qualche anno fa era infatti in provincia di Avellino.
Nasce come accampamento romano e aveva il compito di controllare il traffico.
L’origine del nome sembra derivi dal fatto che in zona si trovasse una famiglia di orsi, confermato dal fatto che anche sullo stemma del paese è raffigurato questo animale.
Da non perdere la Grotta di San Michele.

Grotta di San Michele

Visitata sin dall’antichità dai pellegrini della Via Francigena; essa è collegata alla Chiesa di San Michele, costruita nel 1527 a navata unica e illuminata da vetrate istoriate.
Lasciando alle spalle il complesso di San Michele, dirigetevi verso il centro storico e ammirate i fantastici scorci che offrono i vicoleti;

Vicoli di Orsara di Puglia

ad un tratto la parte storica lascerà spazio a quella moderna, vi troverete di fronte ai murales realizzati per il progetto Colors.
Se amate la natura, concedetevi una passeggiata al Bosco Acquara, poco distante da Orsara.

Deliceto

Ed eccoci arrivati all’ultimo borgo del nostro tour dei Monti Dauni: Deliceto dove vivono circa 4000 abitanti chiamati delicetani.
Che cosa vedere vi starete chiedendo?
Partiamo dalla Chiesa di Sant’Antonio fondata dai marchesi che trovarono sepoltura proprio al suo interno. Quì non potete non  notare un magnifico e particolarissimo organo a canne datata 1775.

Organo del 1775

Adiacente alla chiesa sorge il vecchio convento, iniziato nel 1521 e terminato del 1660.
Piccola curiosità: lo sapevate che la famosa canzone “Tu scendi dalle stelle” che tutti abbiamo cantato è stata scritta proprio a Deliceto da Sant’Alfonso?!

Convento di Sant’Antonio a Deliceto

Continuiamo la visita del borgo e visitiamo la Chiesa di Sant’Anna e Morti, non gestita da religiosi ma dai confratelli della Confraternita di Sant’Anna e Morti.
Oltre alle diverse chiese, Deliceto vanta anche un castello che negli anni ha variato differenti mansioni.
Il Castello Normanno-Svevo racchiude in sè gran parte della storia del borgo e durante la visita non potete non apprezzare la straordinaria visuale su tutto Deliceto ma ben oltre, fino a scorgere il Gargano.

Veduta del Castello di Deliceto

Anche da qui una bella tappa naturalistica è consigliata: dirigetevi al Bosco Macchione e immergetevi nella natura.

Sapete benissimo che parlando di Puglia è impossibile non dedicare una spazio all’argomento cibo e vino; durante questo tour ho toccato con mano tante realtà e ho assaggiato in prima persona tante prelibatezze che mi sento in dovere di scrivere un articolo a parte.
Devo però presentarvi fin da subito una colonna portante di Orsara di Puglia, Peppe Zullo, conosciuto come lo “Chef contadino”.

Peppe Zullo nel suo orto-giardino

Abbiamo visitato i suoi rinomati locali, abbiamo pernottato in uno di questi e abbiamo assaggiato dei piatti meravigliosi…. per non parlare poi della sua simpatia e ospitalità!
Tranquilli, a breve vi svelerò tutto.
Questa zona di Puglia meno conosciuta e meno turistica mi ha davvero sorpreso e sinceramente vi consiglio di visitarla, ne vale di sicuro la pena.
Un ringraziamento agli organizzatori, alla giunta del comune di Orsara di Puglia e a tutti coloro che ci hanno fatto sentire come a casa.
Alla prossima avventura,
Viaggiatrice Seriale.

italia, umbria

Dormire tra gli alberi non è più un sogno: ecco il Tree Tents Trekking

Dormire all’interno di un bosco in una tenda sospesa tra gli alberi non è più un sogno di grandi e piccini… è diventata una bellissima realtà e per trasformarlo da desiderio a qualcosa di concreto, non vi resta che partecipare ad un Tree Tents Trekking.
La Forestalp è la prima in tutta Italia che propone questo tipo di campeggio;io ho avuto il piacere di prendere parte alla “data zero” e ne sono rimasta completamente affascinata
Praticamente si dorme in particolari tende, un incrocio con delle amache possiamo dire, concepite per essere letteralmente appese agli alberi.

Potenzialmente la tenda potrebbe essere montata a qualsiasi altezza, ma c’è da considerare che poi in qualche modo bisogna salirci! 🙂
Le tende sono sia doppie che triple e il pernottamento è legato ad una escursione di trekking di due giorni.

Immaginatevi un bosco di faggi, nessun rumore oltre al canto degli uccelli e allo scricchiolare delle foglie sotto i piedi che in piena notte si trasformano in completo silenzio.

Si sente solo il vento, ci si sdraia all’interno del proprio alloggio e con gli occhi puntati al cielo, nelle serate limpide, si riescono a scorgere anche le stelle.
Lo scorso fine settimana avevamo anche la compagnia di tante lucciole che si aggiravano indisturbate tra le nostre casette volanti, creando un’atmosfera magica.
Ovviamente il pernottamento in queste speciali tende è davvero accattivante, ma ricordate che anche le attività collaterali non sono da meno; io ho trascorso due giorni bellissimi, a contatto con la natura, ammirando paesaggi meravigliosi, scoprendo piante e fiori a me sconosciuti, grazie all’aiuto degli accompagnatori e gustando ottimo cibo……perchè diciamocelo, dopo diversi km di camminata, una bella mangiata è proprio quello che ci vuole.

Potete prendere parte agli eventi in calendario che prevedono la mia stessa tipologia di weekend ma in luoghi diversi, oppure se siete già un bel gruppetto, potete prenotare un’escursione privata, che sia per festeggiare un compleanno, un addio al celibato o solo per stare in compagnia.
Per tutte le informazioni consultate il sito.
Io riguardo le foto , pensando già al prossimo incontro con le “tende volanti”.
Stavo dimenticando di dirvi una delle cose più importanti a mio avviso e cioè che l’intero progetto è volto a far rivivere i piccoli borghi dell’Appennino e a creare il minor impatto ambientale possibile.
Un grazie agli organizzatori ( e ottime guide) e ai miei compagni di “viaggio” … è stato un piacere!
Alla prossima avventura,
Viaggiatrice seriale.

africa

Cosa vedere a Santo Antao: la perla naturalistica di Capo Verde

Santo Antao è natura alla stato puro.
Santo Antao è un’oasi di pace dove staccare la spina.
Santo Antao è il luogo perfetto per fare trekking.
Se dovessi paragonarla ad un colore, Santo Antao sarebbe il verde.

Quest’isola mi ha davvero conquistato, non faccio altro che ripeterlo da quando l’ho lasciata e pensare che ci sono stata praticamente mezza giornata.
Ecco, questo è sicuramente il motivo giusto per tornarci.
Ma facciamo un passo indietro, ci troviamo nell’arcipelago di Capo Verde e quest’isola, non avendo un aeroporto è raggiungibile con circa un’ora di traghetto dall’isola di Sao Vicente.
Se siete amanti della natura è sicuramente la meta giusta, qui si recano tantissime persone per i suoi meravigliosi sentieri di trekking, ve ne accorgerete già sul volo per Sao Vicente, guardatevi intorno e vedrete che molti vostri compagni di viaggio sono provvisti di scarponcini e zainoni.
Qui il turismo di massa non è arrivato e si vive in armonia con la natura.
Il punto forte dell’isola è senza ombra di dubbio quest’ultima , si trovano tantissime specie sia di flora che di fauna.

Per godere appieno delle bellezze dell’isola occorrerebbe fermarsi qualche giorno, ma oggi vi racconterò cosa vedere in una giornata.
Siamo arrivati a  Porto Novo e lì ad attenderci c’erano un’infinità di  automobili.
Dopo aver contrattato il prezzo per un tour giornaliero fino a Ribeira Grande e ritorno, siamo saliti a bordo del mezzo che avevamo scelto: un vecchio Mercedes blu elettrico e così è iniziata l’avventura alla scoperta dell’isola (diciamo che 50 euro è un buon prezzo per un tour giornaliero).

Lasciato il mare alle spalle, il nostro autista ha imboccato la vecchia strada che conduce fino al punto più alto dell’isola e salendo di quota, già dopo poco tempo si ha una bella visuale sul mare ma soprattutto il paesaggio inizia a colorarsi di verde.
Si passa da vulcani a piantagioni di canna da zucchero, da pareti rocciose a strapiombo sul mare a paesini arroccati e raggiungibili solo attraverso un’unica strada.
Abbiamo fatto qualche sosta per delle foto e il nostro amico ci ha spiegato che gran parte della frutta dell’intero arcipelago viene coltivata qui: banane,manioca, mango e canna da zucchero.
Avvolti da una leggera coltre di nebbia abbiamo ammirato il paesaggio,scorgendo in lontananza alcuni sentieri per trekking molto battuti.

Avete presente la natura rigogliosa dell film Jurassic Park?!Ecco, io ho pensato sempre a quel contesto durante la giornata.
Ad un certo punto ci siamo fermati in un posto carinissimo, eravamo alla ricerca delle cascate (che logicamente non abbiamo trovato e dubito anche che ci siano) e invece ci siamo ritrovati a gustare un ottimo succo di canna da zucchero in un baretto composto da una piccola capanna arredata con ombrelloni in paglia e sedie di canne (Melicia). In realtà il rumore dell’acqua si sentiva molto bene e infatti abbiamo scoperto proprio lì di fronte una sorta di piscina naturale,ovvero una vasca riempita da acqua di sorgente dove le persone si vanno a rinfrescare.

Continuando il tour siamo arrivati fino a Ribeira Grande -che non è niente di particolare-,e una volta qui ci siamo diretti,prima in auto e poi a piedi, verso la strada che costeggia il monte.
Si tratta di una strada a strapiombo sul mare,guardando a destra si vedono le potenti onde dell’oceano infrangersi sulle rocce e guardando a sinistra invece ci si sente piccolissimi essendo sormontati da un’alta parete naturale.
Il panorama è davvero pazzesco,ad un certo punto abbiamo scorto una sorta di spiaggia segreta, protetta da due enormi speroni di roccia viva.

Continuando su quella strada si arrivava fino a famoso villaggio di Fontainhas che prende proprio il nome da una fonte presente in loco.Da lontano sembra quasi un presepe, le sue case colorate si innalzano sull’unica strada che raggiunge questa piccola chicca.

Dopo aver riempito gli occhi di bellezza e di colori, è arrivato il momento di riempire anche il nostro stomaco così siamo tornati verso la capitale e siamo andati a pranzo in un ristorante carino proprio a strapiombo sul mare.
Il viaggio di ritorno è stato per me il momento più bello in assoluto:prima di riprendere la strada (questa volta quella nuova) per il porto, siamo giunti a Ribeira do Paul.
Le parole non descriveranno mai dettagliatamente la bellezza di questo luogo: si tratta di un’intera valle verdeggiante ai piedi del cratere di Cova dove gli abitanti coltivano frutta e verdura.
Dai finestrini del nostro Mercedes vedevamo solo distese sterminate di canna da zucchero, fin quando non abbiamo attraversato uno dei piccoli paesini dalle case color pastello e siamo arrivati al fiume dove le donne facevano il bucato.

Panorami mozzafiato differenti tra loro che si susseguono creando uno scenario indescrivibile.
Avendo a disposizione solo poche ore abbiamo optato per questa parte dell’isola, ma so da fonti certe che anche la zona di Tarrafal merita una visita: qui la natura verdeggiante lascia il posto all’azzurro del  mare e alla spiaggia vulcanica che rende il tutto ancora più particolare.
Arrivederci Santo Antao, alla prossima.
Viaggiatrice seriale.

emilia romagna, italia

Cascata dell’Alferello immersa nella natura

La mia scoperta del territorio continua.
Oggi vi porto a conoscere un luogo incantato, davvero bello e completamente a contatto con la natura.
Ci troviamo nella regione dell‘Emilia Romagna, in provincia di Forli-Cesena per la precisione e andiamo alla Cascata dell’Alferello.
Il perchè del suo nome è molto semplice, infatti questa meraviglia naturale non è altro che il salto che compie il torrente Alferello.

Cascata dell'Alferello

Cascata dell’Alferello

Come punto di riferimento posso darvi la più conosciuta Bagno di Romagna, arrivati qui la strada è davvero semplice fino al paese di Alfero da dove, seguendo le indicazioni arriverete al parcheggio.
Lasciata l’auto vi aspetta una bella passeggiata di circa 20-25 minuti , relativamente  impegnativa prima di arrivare alla cascata; vi consiglio di portare delle scarpe e di non farla in infradito perchè in certi punti è un pò ripida.
Attraverserete in questo modo il bosco,sarà una camminata piacevole in qualsiasi stagione, ma soprattutto in estate godrete di una bella aria fresca.
La cascata dell’Alferello è davvero bellissima, vi ritroverete ad ammirarla a bocca aperta.
La zona è ottima per una gita fuori porta,con annesso pic-nic, molti infatti la prendono come alternativa al mare.
Le sue acque sono fresche, è possibile fare il bagno nelle vasche naturali con l’acqua bassa, è possibile tuffarsi in certi punti dove il livello dell’acqua sale ed è davvero bellissimo passare sotto il getto diretto della cascata.

Cascata dell'Alferello

Cascata dell’Alferello

Noi avevamo il pranzo al sacco,così dopo aver apprezzato la cascata sotto ogni sfumatura, abbiamo divorato i nostri panini adagiati sulle rocce e ci siamo rilassati in un luogo davvero perfetto.
In piena estate è una meta presa un pò d’assalto, quindi a seconda del mese in cui decidete di andare potreste trovare più o meno gente.
La cascata è anche detta cascata delle Trote per via dell’abbondante quantità di pesci presenti nelle sue acque.

Se fate un gita verso Bagno di Romagna allungate un pò la strada per ammirare con i vostri occhi questo angolo di natura con il suo salto di circa 30 metri.
Come ultimo consiglio vi dico di portarvi dei sandali o delle scarpette da scoglio, gli spostamenti in acqua saranno molto più semplici.
Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice Seriale.

italia, marche

Trekking: Lame Rosse e lago di Fiastra

Camminare mi piace, se poi sono immersa nella natura è ancora meglio.
Ultimamente mi sto dedicando alla scoperta di luoghi raggiungibili dopo qualche km a piedi e ogni volta ne rimango sempre più affascinata.
La scorsa domenica è stata la volta del lago di Fiastra e delle Lame Rosse.
Ci troviamo in provincia di Macerata e vi assicuro che in zona potete trovare diversi luoghi molto interessanti, ma torniamo alla nostra camminata.

Raggiungete il paesino di Fiastra,se non vi siete organizzati già da casa fermatevi a fare qualche panino con un ottimo ciauscolo dalla signora dell’alimentari, salite di nuovo in macchina e continuate sulla strada principale; dopo poco troverete un’indicazione sulla sinistra per le Lame Rosse,svoltate lì e fiancheggiate la sponda del lago per un pezzetto fino ad arrivare al punto di partenza del sentiero.

Il lago è abbastanza grande e lungo e per questo regala degli scorci bellissimi che variano a seconda del riflesso della luce.
Pur essendo artificiale la sua bellezza richiama molti turisti – e non solo- :circondato da boschi e monti è un luogo ideale per trascorrere una piacevole giornata di relax sulle sue rive provviste di lettini e ombrelloni.

Si trova a 685 metri sul livello del mare ed è all’interno del Parco Naturale dei Monti Sibillini.
Se siete sportivi e non amate troppo crogiolarvi al sole, il lago offre tantissime possibilità: dalla canoa al parapendio, dal tiro con l’arco ai vari tipi di pesca…avrete l’imbarazzo della scelta.
Inutile dire che la zona offre tantissimi percorsi naturalistici, io mi sono avventurata fino alle Lame Rosse.
Il percorso non è difficile,ho visto tanti bambini quando ci sono andata io e indicativamente in poco più di un’ora di cammino si arriva di fronte al meraviglioso spettacolo delle Lame Rosse.

Si può partire sia dal belvedere della Ruffella  che dalla diga; il percorso è lungo circa 7 km.
Inizialmente è sterrato,poi si passa in un sentiero completamente all’ombra che attraversa il bosco fino ad arrivare all’ultimo tratto di salita sulla ghiaia.
L’ultimo tratto è quello che si accusa forse un pò di più, ma la bellezza del paesaggio invoglia chiunque a raggiungere la “vetta”.

Le Lame Rosse sono formazioni composte di ghiaia e argilla, erose nei secoli dagli agenti atmosferici fino a modellarle a forma di pinnacoli.

Il loro colore rosso risalta tantissimo con l’azzurro del cielo, il bianco della ghiaia e il verde del bosco….vi assicuro che lo spettacolo è davvero unico.

La natura è capace di creare opere meravigliose e noi abbiamo l’obbligo di rispettarla, quindi è buon senso non fermarsi sotto a queste formazioni ma ammirarle dalla parte opposta e soprattutto non erodere maggiormente il suolo smuovendo e facendo precipitare a valle la ghiaia, sia nel rispetto degli altri escursionisti che della natura.

Concedetevi una ricompensa gustando i vostri panini mentre ammirate questa parte dei Monti Sibillini a dir poco fantastica.
Al prossimo trekking,
Viaggiatrice Seriale.

italia, piemonte, piemonte

Il trenino del foliage: da Domodossola a Locarno

Lo sapete che tra le Centovalli passa un trenino davvero speciale?Il trenino delle Alpi.
O meglio, passa la ferrovia Vigezzina-Centovalli, una delle linee ferroviarie panoramiche più suggestive d’Europa, con scorci mozzafiato tra laghi e monti.
In qualsiasi stagione questo percorso regala scenari magnifici, pensate al verde rigoglioso in piena estate, al manto bianco e candido in inverno e ad un tappeto sui toni caldi del rosso/marrone in autunno.

Io ho optato per quest’ultima soluzione e sono salita a bordo del trenino delle Centovalli a inizio novembre e mi sono gustata in tutto e per tutto il viaggio (vi consiglio di anticipare a fine ottobre se volete vedere il foliage in tutto il suo splendore).
Potrete trovarlo anche con il nome “trenino del foliage” …… io quando ho scoperto la sua esistenza sono letteralmente impazzita e ho subito pianificato un weekend.

Vecchio vagone del trenino delle Alpi

Se amate i colori, i paesaggi e il viaggio lento questo è proprio per voi.
L’intero percorso ha una lunghezza di 52 km totali, che si dividono fra Italia (circa 32) e Svizzera (circa 20) e regala degli scorci magnifici immergendosi completamente nella natura: ammirerete  montagne, cascate e corsi d’acqua e attraverserete innumerevoli ponti, uno fra i quali è di una bellezza disarmante.
Oltre ad attraversare le Centovalli e la Val Vigezzo potrete spingervi fino al Lago Maggiore.
Il biglietto di andata e ritorno consente di effettuare una sosta intermedia sia all’andata che al ritorno, così avrete la possibilità di ammirare ancora più cose oltre alla natura rigogliosa.
Io e la mia amica ad esempio siamo partite da Domodossola per arrivare poi fino a Locarno ma all’andata abbiamo deciso di fermarci a Santa Maria Maggiore (ve la consiglio come tappa intermedia perchè è un vero gioiellino), mentre al ritorno abbiamo fatto una sosta a Re dove l’unica attrazione è il santuario in cui è avvenuto un miracolo.
Esistono due tipologie di treno, vi consiglio di prendere quello panoramico che ha un sovrapprezzo di 1,50 € rispetto a quello normale, così dalle grandi vetrate ammirerete ancora meglio la bellezza della natura.

Grandi vetrate del treno panoramico

E’ un’esperienza davvero suggestiva, vi invito con tutto il cuore a salire a bordo di uno dei trenini bianchi e blu per respirare un’aria magica.
Una volta lì poi approfittatene per qualche gita in zona, create un itinerario perfetto seguendo i vostri gusti.
Noi siamo state a Domodossola, abbiamo ammirato il meraviglioso Lago Maggiore e le sue isole, Stresa, il lago d’Orta e l’Isola di San Giulio….insomma abbiamo ottimizzato i tempi! 🙂

Lago Maggiore

Chissà, forse la prossima volta ci tornerò con la neve…..
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice Seriale.

italia, marche

Le Marmitte dei Giganti di Fossombrone

Le domeniche perfette per me sono quelle in cui si sale in macchina e si parte alla scoperta di qualcosa.
Considerando di avere un solo giorno a disposizione la meta sarà vicino a casa…ma non per questo meno bella di altre! 🙂
Proprio la scorsa domenica,percorrendo pochi km mi sono trovata di fronte ad uno spettacolo bellissimo.
Ho raggiunto San Lazzaro di Fossombrone, in provincia di Pesaro-Urbino percorrendo la super-strada e prendendo l’uscita di Fossombrone e dopo aver visitato questa cittadina ho raggiunto la piccola frazione.
Bene, cosa sarò andata a vedere?!
Semplice, le Marmitte dei Giganti!

Si tratta di formazioni rocciose che si sono modellate grazie agli agenti atmosferici, un vero e proprio canyon scavato nel corso dei secoli dal fiume Metauro.

Le marmitte vere e proprie sarebbero delle piccole cavità con un diametro di circa 3 metri che costeggiano il letto del fiume, che, riempendosi  di acqua creano degli specchi naturali.
Hanno questo nome perchè sembrano delle enormi pentole.

Uscendo da Fossombrone, troverete dei cartelli che le indicano, sorpassate il ponte di Diocleziano, parcheggiate e poi tornate sul ponte per ammirare lo spettacolo davvero suggestivo.
La natura crea le più belle opere d’arte in assoluto.
Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice seriale.

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Viaggi & natura: come regalare un albero

Buon pomeriggio viaggiatori, come ben sapete per me i soldi meglio spesi sono quelli in viaggi, non c’è ombra di dubbio!
Oggi però voglio parlarvi di una cosa molto carina, che ho trovato per caso.
Se dovete fare un regalo avete sempre l’idea pronta o come me non sapete da che parte iniziare?
L’idea è davvero alternativa:regalare un albero.
Non sto parlando di un albero da acquistare in un vivai,ma online.
Treedom è un progetto davvero interessante che si occupa di riforestare zone che ne hanno davvero bisogno.
Collegandosi al sito potete dare il vostro contributo.
Oltre ad essere una nobile causa, è divertente perchè potete continuamente tenere monitorato il vostro albero e soprattutto è un regalo insolito.

E’ come un’adozione a distanza di un albero, con  solo un contributo iniziale.
Dovete solo scegliere la specie e un contadino pianterà l’albero con il vostro nome e se ne prenderà cura; l’albero sarà fotografato e potrete vederlo sul vostro profilo tramite google maps.
Io ad esempio ho utilizzato questo meraviglioso progetto per fare un regalo di San Valentino davvero insolito….al posto di fiori un albero!
C’è quindi la possibilità di farlo anche come regalo, il destinatario riceverà una cartolina con il codice relativo all’albero piantato e potrà seguirlo a suo piacimento.
Sono stata davvero affascinata da questo progetto, se dovete fare un regalo prendetelo in considerazione visto che è anche un modo per aiutare il nostro bellissimo pianeta.
Anche questo è un viaggio:sono volata virtualmente in Camerun per controllare il mio albero! 🙂
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.