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Saltara

Italia, Marche

Cosa vedere a Saltara fra storia e arte

Uno dei comuni di Colli al Metauro è Saltara, un carinissimo borgo situato a 160 m slm.
Ci troviamo nelle Marche, in provincia di Pesaro-Urbino e a pochi km da Fano.

Veduta di Saltara
Veduta di Saltara

Come ogni borgo marchigiano, anche Saltara ha tanto da offrire.

Storia di Saltara

La storia di Saltara risale all’epoca dei Romani, a pochi km dal borgo venne infatti combattuta la Battaglia del Metauro nel 207 a.C. tra Romani e Cartaginesi.
Ebbe però il periodo di massimo splendore durante il Medioevo, quando divenne comune e si fortificò contro le invasioni degli abitanti di Cagli e Fossombrone.
Fu sotto il dominio dei Montefeltro per poi passare sotto i Malatesta quando venne controllata da Fano.
Novello Malatesta, nel 1449 diede alla collettività la possibilità di fare il mercato un giorno alla settimana e fu così che Saltara divenne un importane centro di mercati e fiere.

Mercato coperto di Saltara
Mercato coperto di Saltara

Possiamo ammirare ancora oggi parte del mercato coperto.
Insieme al mercato nacquero anche due principali mestieri: quello del fabbro e quello del cappellaio.

Saltara: storia dei cappellai

Saltara divenne famosa per i suoi cappelli; il cappellaio era il mestiere più diffuso nel borgo.
Principalmente si producevano cappelli da uomo in feltro.

Mostra sui cappelli di Saltara
Mostra sui cappelli di Saltara

La prima fabbrica risale al 1600 circa, ma fu nel 1800 che questo mestiere si diffuse maggiormente infatti 1/3 della popolazione di Saltara lavorava in questo settore. Nel periodo di maggior splendore ci furono 53 fabbriche di cappellai, considerando il concetto di fabbrica di quei tempi ovvero una stanza e un’attività a conduzione famigliare che poteva impiegare circa 5 o 6 persone.
Alla fine del 1800, inizi 1900 nacque un’importante fabbrica, vera e propria, con le prime macchine: la fabbrica dei Curina.
L’importante concorrenza delle fabbriche di cappelli di Monza portò ad un netto calo della produzione di cappelli a Saltara, fino alla cessazione verso il 1930.
Da questo momento in poi i saltaresi passarono ad occuparsi di ripulitura e vendita dei cappelli.

Cosa vedere a Saltara

Durante una visita a Saltara non potete perdervi l’antico mercato coperto, luogo davvero importante e molto frequentato nei secoli scorsi. Ristrutturato benissimo, regala una piacevole passeggiata (in Italia sono davvero pochi i mercati di questo genere, uno molto famoso è quello di Brisighella).
Fate poi tappa alla Chiesa del Gonfalone che ospita meravigliosi mosaici appartenuti ad una villa romana e ritrovati nel 1927 circa durante i lavori in una vigna della zona e un bellissimo affresco del Giudizio Universale.

Mosaici di una villa romana
Mosaici di una villa romana

Purtroppo non è intero in quanto negli anni è stato intonacato, ma grazie all’ultimo restauro della chiesa si è venuti a conoscenza di questa meraviglia.
Vi anticipo però che la vostra attenzione verrà catturata dal meraviglioso soffitto a cassettoni.

Chiesa del Gonfalone
Chiesa del Gonfalone

La Chiesa della Fonte ospita invece un affresco dedicato alla Madonna della Misericordia attribuito al pittore pesarese Bellinzoni e una tela raffigurante l’Ultima Cena di scuola baroccesca.

Vi invito a fare una passeggiata nel borgo seguendo la cinta muraria, fermandovi ad ammirare i panorami circostanti.
A pochi km dal centro sorge il Museo del Balì, il primo ed unico science centre della Regione Marche con una mostra permanente di 35 postazioni che permettono al visitatore di scoprire nuovi metodi per osservare il mondo e per divertirsi con la scienza.

Villa del Balì
Villa del Balì

Pur essendo piccolo, il borgo di Saltara riserva grandi sorprese.
Una volta in zona, non vi resta che scoprire anche altri comuni di Colli al Metauro come Montemaggiore, Serrungarina o Pozzuolo.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Feste e Sagre in Italia

Processione del “Cristo Morto” a Saltara

Ciao amici, a volte ci sono viaggi che devono essere fatti in determinati periodi dell’anno, ma ci sono anche semplici giornate che si ripetono annualmente.
Ormai per quest’anno non fate più in tempo, ma vi racconto la mia esperienza per il prossimo anno.
Ieri sera ho assistito alla Processione del “Cristo Morto” a Saltara, un bellissimo borgo nella provincia di Pesaro-Urbino, collocato su un colle da dove domina la bassa Val Metauro.
Saltara sfoggia delle bellissime mura del castello, con un’imponente scalinata d’accesso al centro storico, dove erano state allestite le scene della passione di Cristo.
Seguendo un percorso obbligato si poteva ripercorrere il calvario di Gesù attraverso queste scene collocate all’interno di giardini, garage o semplicemente all’interno di una spazio di fortuna ricavato lungo le mura ed ognuna era accompagnata da una voce narrante che spiegava il momento preciso.
Ma la vera attrazione del Venerdì Santo è la processione che sfila per le vie del paese.
La storica processione del “Cristo Morto” comprende un corteo di personaggi in vestiti d’epoca, tra di loro i componenti delle Confraternite, pie associazioni di laici che avevano la comune finalità dell’espletamento del culto e della carità cristiana.
Contribuivano a sollevare le indigenze dei poveri e abbellivano di dipinti e sacre suppellettili le chiese.
Ogni Confraternita aveva una fisionomia particolare, i “fratelli” indossavano la “cappa” nelle processioni, nei riti stabiliti e nei funerali dei confratelli.
Le confraternite presenti a Saltara erano quattro, la “Confraternita del Santissimo Sacramento” che vestiva la cappa bianca con mantellina turchina, la “Confraternita di Maria Santissima Addolorata” che vestiva “il sacco di tela negra con mostrine color rosa e cingolo bianco”, la “Confraternita del Santi Rosario” che vestiva “cappa bianca e mantellino giallo” e la “Confraternita del Gonfalone” con cappa bianca con mostrine e mantellina rossa”.

Ancora oggi sono portati in Processione gli antichi oggetti originali che caratterizzavano le Confraternite, gli stendardi dei Misteri ed i lampioncini illuminati da candele.
La processione del Cristo Morto parte dal Santuario della Villa situato sulla parte più alta del paese e si snoda per le vie caratteristiche del borgo; aprono il corteo i soldati romani a piedi e a cavallo, guidati dal centurione, che scortano un uomo in tunica scarlatta, con la Croce sulle spalle, che, scalzo e incappucciato, deve rimanere sconosciuto, perché il suo è un gesto penitenziale.
Seguono poi gli apostoli, le pie donne, i popolani, rappresentanti delle arti e dei mestieri del paese e alcuni bambini recanti i simboli della Crocefissione.
Poi il Cataletto su cui giace il corpo del Cristo Morto appoggiato sulle ginocchia della Madonna Addolorata, affiancati da due bambini sempre in costume.
La luce fioca delle fiaccole rende ancora più suggestiva la rievocazione, alimentando di mistero e di timore l’avvenimento.
Il sottofondo musicale, alternato dalla lettura di brani, completa il tutto.
E’ una rappresentazione molto suggestiva, segnatevelo per il prossimo anno!!! 🙂

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

Museo de Balì di Saltara

Il bello di viaggiare è conoscere e scoprire nuovi posti, nuove culture e nuove persone….oggi però faremo un altro tipo di scoperta, vi porto in un luogo che è tutta una scoperta che potrete fare in prima persona.
Il motto di questo posto è: Scienza da toccare, vedere, ascoltare. Scienza per pensare, capire, partecipare.
Siamo al Museo del Balì, a Saltara, in provincia di Pesaro-Urbino.
Il Museo del Balì è un  museo della scienza interattivo che nasce nel 2004 con l’esigenza di favorire la diffusione della cultura scientifica nel centro Italia. realizzato all’interno della settecentesca villa del Balì, il museo sorge su un territorio già ricco di cultura e di storia, in una cornice mozzafiato.
primo e unico esempio del suo genere della ragione Marche, è distribuito su uno spazio espositivo di 2 mila metri quadrati che ne fa il secondo science center in Italia per dimensioni e qualità delle attrezzature.
Possiede 40 postazioni interattive da provare in prima persona, che vi faranno vedere con occhi diversi i soliti concetti; è un percorso conoscitivo che dai principi della percezione porta ad indagare la natura della luce per approdare ai concetti chiave della scienza.
Ognuno qui dentro può riscoprirsi scienziato, a qualsiasi età.

il complesso è suddiviso in più sale in più piani, passerete dalla sale delle illusioni a quella degli inganni, da quella delle forze a quella delle onde….provate e provate più volte tutte le postazioni.
E’ un luogo eccezionale per i bambini perché proprio così iniziano a porsi delle domande o addirittura a trovare delle risposte sul “mondo” , ma anche per gli adulti è un luogo incantato….si torna bambini!
Appena entrate vi troverete davanti il Pendolo di Foucault, un enorme pendolo posizionato lì all’apertura del museo e mai più toccato…esso non si è mai fermato, ma disegna continuamente linee su un piano di sabbia e serve a dimostrare che la Terra si muove in continuazione.
Nella prima sala troverete postazioni inerenti alla percezione visiva, poi la creazione delle onde, la velocità e il ruolo della luce e i suoi cambiamenti.
Il museo possiede anche un planetario che permette l’osservazione del cielo sotto una cupola di 8 metri. Suggestivi spettacoli guidati permettono di assaporare le meraviglie di una notte stellata in un viaggio tra le stelle, costellazioni e pianeti. Spettacoli tematici permettono inoltre di approfondire concetti della moderna astronomia e astrofisica e di spaziare nel campo della storia e letteratura.
Il meraviglioso parco della villa invece ospita l’Osservatorio, che permette di osservare il cielo notturno mettendo l’occhio al telescopio; in determinate occasioni il parco si riempe di persone, tutte con il naso all’insù ad ammirare il meraviglioso spettacolo offertoci dal cielo, come per esempio nel periodo delle stelle cadenti, durante un’eclissi o durante il passaggio di una cometa.
Il Museo del Balì è un luogo perfetto dove porvi tantissime domande relative all’universo….vale davvero la pena visitarlo (Il biglietto costa solo 5 €) All’interno della struttura troverete un piccolo bar, mentre adiacente ad essa è collocata un’ottima trattoria.
Nei dintorni potete poi visitare il comune di Saltara, il suo castello, le chiese e il convento di san Francesco in Rovereto.
Alla prossima meta,
Viaggiatrice seriale