Come ogni anno, il FAI, Fondo Ambiente Italiano organizza le Giornate FAI di Primavera, in cui sarà possibile ammirare tantissimi giardini, chiese, palazzi, musei e castelli che normalmente sono inaccessibili.
Nel 2025 le giornate saranno sabato 21 e domenica 22 Marzo.
Questa iniziativa è possibile solamente grazie all’aiuto di tantissimi volontari che si cimentano come guide e ciceroni; i luoghi visitabili sono più di 1000 sparsi per tutto lo stivale.
Il nostro paese ha una ricchezza culturale ed architettonica infinita….ricordiamocene più spesso.
Le visite saranno a contributo gratuito.
giornate Fai 2026
Se amate le due ruote, vi comunico che verranno organizzate anche delle biciclettate.
Segnatevi in agenda queste date, è un’occasione unica….non perdetevela.
Per visualizzare tutti i luoghi visitabili, consultate la pagina delle giornate FAI.
Io vado subito a consultarla…..buon divertimento!
Viaggiatrice seriale.
Al confine tra Basilicata e Calabria si estende il bellissimo Parco Nazionale del Pollino che oltre alle bellezze naturalistiche, comprende anche diversi borghi, fra cui Rotonda. Rotonda può essere considerato il comune più a sud della Basilicata ed è proprio lui che ci ha ospitato durante l’educational tour “Lucania da Vivere” organizzato da “Marmo Melandro Viaggi” in collaborazione con “I Viaggi del Milione”. Un paese di circa 3000 anime che ha mantenuto le tradizioni e il folklore tipici della Lucania, ma che accoglie con gioia i turisti curiosi di scoprire queste zone.
Scorci di Rotonda (PZ)
Feste e tradizioni
Il racconto di Rotonda non può che iniziare dalla Festa dell’Abete, un rito arboreo che rappresenta il matrimonio tra un abete bianco e un faggio, che si svolge nel mese di giugno e che richiama in paese tutti coloro che sono andati a vivere altrove e tantissimi turisti, perché è così sentita che è un orgoglio sentirsi parte di questa festa. Un enorme palo svetta in centro ed è proprio qui che si svolgerà l’unione tra la parte maschile e quella femminile che vengono raccolte in zone differenti, distanti anche un centinaio di km per non creare incesti. Vengono poi trasportati a Rotonda con l’ausilio di diverse coppie di buoi e una volta arrivati a destinazione, si continua a fare festa.
I musei di Rotonda
Come in ogni comune che si rispetti, anche a Rotonda si possono visitare diversi musei: il MUGEPA – Museo Geopaleontologico merita sicuramente una visita, qui infatti potrete conoscere Mario, un enorme elefante di 4 metri che visse in queste zone un centinaio di migliaia di anni fa. La cosa particolare è che venne alla luce solo nel 1982 quando il Sig. Mario Calderelli, un paesano di Rotonda scoprì i resti durante dei lavori nella sua proprietà… e quindi l’enorme pachiderma prese il suo nome. In zona non fu l’unico ritrovamento perché poco distante vennero ritrovati i resti di un ippopotamo, sempre conservati al museo. Si tratta del luogo perfetto in cui fare un viaggio nella storia e comprendere la conformazione della zona.
MUGEPA Museo Geopaleontologico di Rotonda
Essendo all’interno del Parco Nazionale del Pollino, poteva forse mancare un museo a lui dedicato? Poco fuori dal cuore del paese si trova il l’Ecomuseo del Pollino che attraverso cartellonistica, riproduzioni e giochi interattivi racconta perfettamente la conformazione, la flora e la fauna del Parco Nazionale più esteso d’Italia. Nella parte alta di Rotonda invece si trova il Museo del Borgo dove scoprire qualche segreto di Rotonda, fra cui la storia delle sue due eccellenze: la melanzana rossa e il fagiolo bianco di Rotonda.
Cosa vedere nel paese di Rotonda
Non potete andarvene da Rotonda senza aver visto alcune delle iconiche fontane in pietra che testimoniano l’antica tradizione degli scalpellini, i portali dei palazzi antichi, le chiese e il panorama che si può ammirare dalla parte alta del borgo; dato che ci siete potreste anche raggiungere la croce per una veduta privilegiata. Ultimo ma non per importanza è il grande palo che ospita i due alberi della Festa dell’Abete.
Fontane di Rotonda
Escursioni partendo da Rotonda
Trovandosi proprio all’interno del Parco Nazionale del Pollino, Rotonda rappresenta il punto perfetto da dove partire per effettuare diverse escursioni in zona. Se cercate un’escursione facile e adatta anche ai meno allenati, non vi resta che partire dal centro e seguire il cartello che indica il Sentiero Paraturo. Appena usciti dal centro abitato vi immergerete nel verde, costeggiando il torrente Paraturo prima e scendendo diverse scale poi, raggiungerete laCascata del Demonio, davvero molto suggestiva.
Cascata del Demonio (o del Paraturo)
Nel periodo invernale invece, una ciaspolata a Piano Ruggio è imperdibile. Raggiungete il parcheggio di Piano Ruggio e da qui iniziate la scoperta del meraviglioso territorio ricoperto da una coltre bianca. Questi sono solo degli spunti, se siete amanti della natura avrete solo l’imbarazzo della scelta.
Laboratori esperienziali e tradizioni
Dopo aver riempito gli occhi di bellezza, è arrivato il momento di mettere le mani in pasta! Proprio così, abbiamo partecipato ad un laboratorio di cucina, dove la simpaticissima signora Maria ci ha insegnato a fare le laganeddre (tagliolini), la pasta tipica della zona che abbiamo poi condito con il famoso fagiolo bianco di Rotonda.
Laganeddre di Rotonda
Dopo la pasta è venuto il momento di fare la pizza, così sempre dietro alle indicazioni di Maria ci siamo improvvisati pizzaioli e devo dire che siamo stati davvero bravi. Per vivere appieno il territorio, i laboratori esperienziali sono perfetti e anche voi potrete provarli, vengono infatti organizzati per gli ospiti.
Dove dormire e mangiare
A Rotonda si respira un grande senso di ospitalità, dai paesani che ti fermano in piazza per fare due parole alla strutture ricettive. Io vi consiglio di alloggiare presso l’albergo diffuso Borgo Ospitale, dove la gentilezza regna sovrana. La struttura ha un nucleo centrale che affaccia sulla piazza e poi ha diverse camere anche nella parte alta del borgo, da dove godere di una vista spettacolare.
Albergo diffuso “Borgo Ospitale”
Se volete rilassarvi, vi consiglio il centro benessere con spa e massaggi. Altro aspetto importantissimo è quello legato al cibo e qui mi sento di consigliarvi “Pollino Divino” , un’enoteca davvero rifornita e curata nei minimi dettagli, il ristorante “La Rimissa” dove gustare prodotti tipici della tradizione lucana e la pizzeria “Zio Franklin” con delle ottime pizze e una proposta di pesce. Prima di lasciare Rotonda però, un pranzo in agriturismo non può mancare, quindi fate una tappa all’ “Agriturismo Campolerose” mentre quando andate a fare la ciaspolata, fermatevi al “Rifugio Fasanelli“.
Se amate le zone autentiche e non invase dal turismo di massa, Rotonda e il Parco Nazionale del Pollino fanno al caso vostro.
Il Parco Nazionale del Pollino custodisce bellezze uniche, oggi andiamo alla scoperta della Cascata del Demonio. Durante l’Educational “Lucania da Vivere” organizzato da “Marmo Melandro Viaggi” in collaborazione con “I Viaggi del Milione” ho avuto la possibilità di scoprire diverse zone e diverse attrazioni limitrofe al borgo di Rotonda ed essendo io un’amante delle cascate, non potevo non innamorarmene.
Cascata del Demonio (o del Paraturo)
Come raggiungere la cascata
L’escursione per raggiungere la Cascata del Demonio è davvero semplice e piacevole. Il sentiero che conduce di fronte al suo salto è il Sentiero Paraturo e parte direttamente dal centro del borgo di Rotonda. Vi consiglio quindi di lasciare l’auto qui e di seguire le indicazione sui cartelli. Dopo una piccola discesa iniziale avrete tutta una parte pianeggiante che costeggia il torrente Paraturo, attraversate poi il ponte e percorrete la piccola salita. In base al periodo in cui farete questo trekking, troverete sul percorso zone più fangose piuttosto che piccoli rami da scavalcare, ma non vi creeranno nessun tipo di problema. L’ultimo tratto invece prevede di scendere una scalinata e in men che non si dica vi ritroverete di fronte alla Cascata del Demonio con il suo salto di circa 15 metri.
Paesaggi lungo il sentiero Paraturo
La cascata
Immersa in una natura rigogliosa e in una gola calcarea, come un piccolo tesoro si svela al camminatore la cascata del Paraturo, conosciuta anche come Cascata del Demonio. Ma da dove viene questo nome? Una leggenda popolare narra la storia di un demonio che scelse proprio queste zone impervie e selvagge come proprio rifugio. Al contrario del nome, si tratta di un’escursione davvero piacevole e molto semplice, di circa 4 km, adatta per una gita domenicale immersa nella natura.
Ruderi di antichi mulini
Se ami le cascate e sei in Basilicata, non perderti quelle di San Fele.
La Basilicata è la meta perfetta per una vacanza non contaminata dal turismo di massa, una vacanza autentica. Questa regione custodisce un’infinità di tesori e mi ha completamente stupito quando ho fatto una ciaspolata nel Parco Nazionale del Pollino: meraviglia pura.
Neve nel Pollino
Parco Nazionale del Pollino
Qualche giorno fa ho avuto il piacere di partecipare ad un Educational Tour organizzato da “Marmo Melandro Viaggi” in collaborazione con ” I Viaggi del Milione” e con il patrocinio dell’APT Basilicata, volto a farci conoscere un territorio ancora incontaminato e a tratti selvaggio, ricco di tradizioni, cultura e natura. Parlando proprio di quest’ultimo argomento, sapete che il Parco Nazionale del Pollino, che si estende tra Basilicata e Calabria è il Parco Nazionale più esteso d’Italia? Il suo patrimonio naturale è ritenuto dagli esperti uno dei più interessanti e unici del Pianeta tanto da essere inserito dall’UNESCO nella rete Mondiale dei Geoparchi e delle Faggete Vetuste.
Gruppo Educational Tour durante la ciaspolata nel Pollino
Fiore all’occhiello di queste zone è il pino loricato che cresce in modo sparso e non in boschi fitti, ad altezze più elevate rispetto al faggio. Immaginatevi la bellezza di poter fare una ciaspolata immersi in un paesaggio del genere, completamente ricoperto da un manto bianco.
Ciaspolata nel Pollino
Abbiamo raggiunto in auto Piano Ruggio a 1530 m slm dove le nostre guide super esperte del parco ci hanno fornito le ciaspole e ci hanno guidato in una passeggiate a dir poco meravigliosa. In fila indiana seguivamo il nostro accompagnatore che faceva da apripista battendo la neve con le sue ciaspole visto che il paesaggio sembrava cristallizzato, c’eravamo solo noi e la natura.
Ciaspolando nel Parco Nazionale del Pollino
Ad un certo punto ci siamo fermati e restando in silenzio per un minuto abbiamo ascoltato solamente i rumori della natura, può sembrare banale ma è stato un momento davvero forte. Volgendo lo sguardo verso la cima potevamo scorgere il profilo dei pini loricati mentre voltandolo a valle si scorgevano i resti di una piccola costruzione e poco dopo un enorme abbeveratoio per gli animali Effettivamente il parco ospita diverse specie, dai lupi alle lepri, dalle volpi alle faine anche se l’immagine di un branco di cavalli selvaggi che pascolavano leggermente più in basso rispetto a noi rimarrà impressa nella mia memoria.
Parco Nazionale del Pollino innevato
Se siete amanti delle attività outdoor vi consiglio di prendere in considerazione il Parco Nazionale del Pollino, ve ne innamorerete. Con qualche km nelle gambe e gli occhi pieni di bellezza abbiamo terminato il nostro giro ad anello e siamo tornati alle auto… giusto in tempo per la pausa pranzo.
Amiche di ciaspolata nel Pollino
Dove mangiare
Seguendo la strada fatta all’andata, dopo cica un paio di km si trova il Rifugio Fasanelli, il luogo perfetto in cui gustare un ottimo pranzo a base di piatti tipici. Dopo la fatica fisica ci siamo meritati la giusta ricompensa, apparsa nei nostri piatti sotto forma di peperone crusco e melanzana rossa… ovviamente le portate erano molte di più, ma ricordatevi queste due pietanze perché non potete assolutamente ripartire da queste zone senza averle prima assaggiate.
Il Parco Nazionale del Pollino è perfetto in ogni stagione, non vi resta che decidere quando visitarlo.
Questo è un antico detto, ma logicamente ha ragione quindi bisogna approfittarne fino all’ultimo, occorre festeggiare e per farlo in modo esagerato dobbiamo recarci ad Urbania per incontrare una vecchina molto famosa.
Urbania è un comune in provincia di Pesaro-Urbino, nell’entroterra marchigiano, divenuto molto famoso negli ultimi anni a causa della sua più illustre cittadina, la Befana.
Urbania è ormai considerata la città della Befana, quella dove la nonnina con la scopa in mano ed il fazzoletto in testa ha la sua dimora e dove il sindaco, secondo tradizione le consegna le chiavi facendone la vera prima cittadina per 3 giorni.
Da quel momento in poi, ogni giorno, la Befana attenderà tutti i visitatori nella sua casa di legno dove regalerà dolcetti e sorprese e soprattutto un’emozione unica.
Lei non è sola, ma ha al suo fianco tutte le aiutanti befane che si mostrano al pubblico dai balconi del centro storico, mentre le befane artigiane mostrano i segreti della filiera della lana, dalla cardatura alla tintura e della stampa su tela, antichi mestieri più attuali che mai.
Tutto il centro storico si trasforma in un grande luogo di festa, ricco di eventi, spettacoli e anche bancarelle dove poter acquistare qualche regalo, magari facendolo recapitare proprio dalla Befana di Urbania che, nella notte del 5 gennaio arriverà direttamente a casa vostra con calze stracolme di dolci per i più buoni, carbone per i più cattivelli e regali per tutti.
I più piccoli sono i maggiori protagonisti con tanti laboratori pronti per essere scoperti.
La Befana di Urbania è una vecchina molto atletica, tanto che è solita scendere dalla torre tra giochi pirotecnici e spettacoli di danza verticale su parete. Ogni giorno inoltre si può assistere alla sfilata della grande calza da record che le befane hanno cucito per tutto l’anno e che per l’occasione diventa tappeto magico per giocolieri, mangiafuoco e artisti di strada..
I bambini potranno incontrare i personaggi più famosi delle loro favole preferite e gli adulti, se stanchi di tutto questa dolcezza, potranno visitare gli angoli più nascosti di Urbania, il suo bellissimo Duomo dedicato a San Cristoforo e la Chiesa dei Morti che conserva al suo interno il cimitero delle Mummie, noto per il curioso fenomeno della mummificazione naturale, dovuta ad una particolare muffa che ha essiccato i cadaveri succhiandone gli umori.
Per concludere questo periodo di feste non potreste scegliere manifestazione migliore!! La Befana vi aspetta ad Urbania nei giorni 4,5 e 6 Gennaio, l’ingresso per gli adulti ha un costo di 8 euro mentre i bambini fino a 10 anni non pagano.
Il centro storico di Arezzo ospita alcuni dei mercatini di Natale più belli d’Italia. Se nel mese di dicembre vi trovate in Toscana, vi suggerisco di farci una sosta. La magia del Natale scende su tutta la città.
I mercatini di Natale in Piazza Grande
Ok, siamo ad Arezzo, ma dove trovare i mercatini? Una volta raggiunto il centro storico, potrete tranquillamente spostarvi a piedi per raggiungere le diverse zone dei mercatini. In Piazza Grande sono state allestite tante casette in legno dalle quali si capta un ottimo odore di cibo, ma oltre al mangiare troverete anche oggettistica e vestiario. Lo scenario è molto suggestivo anche di giorno, ma di notte regala il suo meglio.
Gioco di luci in Piazza Grande ad Arezzo
La zona è stata ribattezzata Villaggio Tirolese e a mio avviso il nome rende proprio l’idea. Dopo aver assaporato l’aria natalizia fra le casette, vi consiglio di recarvi alla Casa di Babbo Natale. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 5 euro per gli adulti e 3 euro per i più piccini, ma se siete con bambini non potete non andarci. Varcata la tenda rossa, vi si aprirà un mondo.
Interno della Casa di Babbo Natale
Un immenso Babbo Natale di lucine vi darà il benvenuto, mentre i suoi aiutanti elfi truccheranno i più piccini; nella sala adiacente invece si scrive la lettera a Santa Claus e si recuperano la busta perfetta per poi imbucarla….ed eccoci arrivati al momento tanto atteso, l’incontro con Babbo Natale! Foto di rito e spedizione della letterina.
Parco il Prato
Un’altra zona adibita ai mercatini di Natale è quella del Parco il Prato. In questa area verde sono state posizionate altre casette in legno, al centro del parco invece svetta la torre di 40 metri che porta i più temerari ad ammirare il tutto dall’alto.
Mercatini di Natale al parco il Prato
Poco distante si trova la pista di pattinaggio sul ghiaccio, lo scivolone per i bambini, il planetario, il Christmas Store, il Lego Village e per finire si arriva all’albero parlante, quasi davanti all’ingresso della Fortezza Medicea. Diciamo che in questa zona mentre i bimbi si divertono a giocare, gli adulti possono rinfocillarsi con vin brulè, cioccolata calda e una grande quantità di donats. Il parco è di fronte alla Cattedrale, quindi una visita è d’obbligo.
Piazza del Comune
Usciti dal duomo, o addirittura fermandosi anche sulle sue scale, quando cala la sera si possono ammirare le proiezioni che vengono effettuate nella Piazza del Comune e sulla torre.
Piazza del Comune di Arezzo
Sarò ripetitiva ma di notte il tutto assume un altro aspetto, sembra quasi di trovarsi in un altro luogo. Quindi dovete assolutamente ritornare in Piazza Grande per ammirare lo spettacolo di luci e proiezioni sui palazzi storici. Avevo sentito parlare molto bene dei mercatini di Natale di Arezzo, ma non mi aspettavo tanta bellezza.
Gioco di luci in Piazza Grande
Se vi ho incuriosito avete tempo dal 15 novembre al 6 gennaio per immergervi nell’atmosfera natalizia di Arezzo.
Se siete in cerca di altri mercatini natalizi, date un’occhiata qui.
Il Natale è nell’aria, non possiamo più negarlo.
Quindi è arrivato il momento di organizzare le molteplici gite alla scoperta dei mercatini natalizi più suggestivi.
Oggi vi porto a Mombaroccio, in provincia di Pesaro-Urbino, dove nei fine settimana dal 29 novembre al 14 dicembre prenderà vita “Natale a Mombaroccio“, l’evento natalizio che prevede presepi, sapori, tantissime bancarelle di artigiani che vendono i propri manufatti, aree dedicate ai più piccini come la casa di Babbo Natale, il Paesaggio Invernale e la Casa delle Lanterne e tanti spettacoli, il tutto all’interno del meraviglioso borgo medievale.
Saranno 32 le casette in legno poste lungo la via principale e la piazza a rendere ancora più magica l’atmosfera.
L’evento tanto atteso è senza ombra di dubbio la grande nevicata in piazza e per le vie principali che si verifica per ben tre volte al giorno verso l’ora del tramonto.
Ci sono stata lo scorso anno e ripeterò di sicuro l’esperienza perché è una manifestazione davvero carina, vi consiglio di farci un salto.
Il biglietto d’ingresso ì di 5 euro per gli adulti e gratuito per i bambini fino ai 12 anni di età.
Se amate i mercatini, non perdetevi quelli di Candelara.
Al prossimo mercatino,
viaggiatrice seriale.
Volete respirare l’atmosfera natalizia?
Allora recatevi a Sant’Agata Feltria, in provincia di Rimini per ammirare il Paese del Natale.
Dal 30 novembre al 14 dicembre il borgo si trasformerà in un vero e proprio luogo magico dove poter trovare idee regalo alternative e vivere una giornata diversa dal solito.
I turisti percorreranno le strade e le piazze a suon di zampogna, ammirando i suggestivi presepi artigianali.
I bambini vorranno subito andare alla Casa di Babbo Natale e degli Elfi allestita nella Piazza del Mercato, dove potranno consegnare la propria letterina al segretario di Babbo Natale ed ammirare due renne che trainano una meravigliosa slitta.
I più grandi potranno gustarsi delle prelibatezze gastronomiche, come i “Piatti dell’Avvento” preparati seguendo le ricette tradizionali.
Il tutto sarà allietato da musiche, zampogne e spettacoli.
Segnatevi in agenda questo evento!
Se amate i mercatini non perdetevi quelli di Arezzo e Mombaroccio.
Al prossimo mercatino,
Viaggiatrice seriale.
I mercatini di Natale sono veramente suggestivi e ci fanno catapultare nell’atmosfera natalizia, anche se spesso sono molto simili fra loro.
A Candelara, un borgo in provincia di Pesaro-Urbino si tiene da più di 20 anni un mercatino molto particolare, dedicato interamente alle candele.
Questo oggetto non è stato scelto a caso, ma è profondamente legato con il paese stesso – ed anche il suo nome- infatti una leggenda racconta che un signore di Pesaro, volendo costruire un castello in questa zona, fece accendere tre candele in tre posti diversi del borgo. Nel luogo in cui non si fosse spenta, egli avrebbe costruito il suo castello e così fu.
Il luogo infatti era proprio quello in cui oggi sorge il castello e la borgata intorno.
Da più di due secoli le candele fanno parte del borgo, tanto che sono state inserite nello stemma del paese.
Tornando al mercatino, è veramente differente dagli altri, infatti prevede due spegnimenti al giorno dell’energia elettrica ed in questo lasso di tempo tutto il borgo viene illuminato solamente dalle fiamme delle candele: un momento unico ed imperdibile.
Candelara offre poi ai suoi visitatori autentici oggetti artigianali, intrattenimenti e specialità gastronomiche della zona.
Ci saranno spettacoli e animazioni per bambini, preparazioni dal vivo di candele con cera d’api ed esposizioni di sculture in ferro battuto che illuminandosi diventano personaggi del presepe.
La manifestazione si svolgerà il 22-23-29-30 novembre, il 6-7-8-13-14 dicembre.
Candelara ha dimostrato di essere una meta molto amata dai camperisti, è proprio per questo che sono state allestite delle aree di sosta ad essi dedicate, con collegamento con bus navetta.
E’ stata anche la prima in Italia a dedicare un mercatino a questo oggetto che da sempre evoca i colori e le emozioni della festa.
Se volete provare queste sensazioni, mettete in programma una gita a “Candele a Candelara”.
Se amate i mercatini di Natale, segnatevi anche quelli di Mombaroccio.
Alla prossima festa,
Viaggiatrice seriale.
A pochi km da Ferrara si trova il Villaggio del Cinema, ne avete mai sentito parlare? Si tratta di Gherardi, un piccolo paese con meno di 100 abitanti.
King Kong a Gherardi
La storia di Gherardi
Gherardi, l’ultimo borgo giardino è nato all’inizio del 1900 ed è figlio dei grandi lavori di bonifica del basso ferrarese. Un paese rurale fatto di cascine, di tradizioni contadine e di lavori agricoli, lontano dalle grandi città come Ferrara e Ravenna, dove la vita scorreva lenta. Negli anni ’50, periodo di massimo splendore di Gherardi, il paese contava circa 2500 abitanti ma a partire dagli anni ’70 ha conosciuto lo spopolamento ed oggi gli abitanti sono poco più di 60.
Murale a Gherardi
Il progetto “Gherardi Villaggio del Cinema”
Dall’esigenza di combattere questo spopolamento, nasce il progetto” Gherardi Villaggio dl Cinema” che riporta in queste zone la magnificenza del cinema ferrarese ed emiliano/romagnolo sotto forma di murales. Si tratta di un luogo fermo el tempo in cui poter fare un viaggio a ritroso attraverso i mostri sacri del cinema come Luchino Visconti, Pupi Avati, Roberto Rossellini, Michelangelo Antonioni, Carlo Rambaldi e tanti altri. Dal 2022 le facciate degli edifici corrose dal tempo, hanno ripreso vita grazie alla pittura urbana e grazie a giovani artisti italiani. Al momento ci sono poco meno di 20 opere, ma ogni anno il numero cresce. Potrete ammirare murales relativi ai film Riso Amaro, Il Giardino dei Finzi Contini, Le Avventure di Pinocchio, La Casa dalle finestre che ridono, King Kong, E.T. L’Extra Terrestre e tanti altri. E’ possibile visitare Gherardi in autonomia o partecipando a visite guidate e per i più affamati è possibile mangiare “come una volta” alla trattoria “Ciak, si mangia!” dove gustare i piatti della tradizione ferrarese.
Trattoria “Ciak, si mangia!”
Per gli amanti del cinema e della street art questa è una tappa imperdibile, facilmente raggiungibile da Ferrera e da Ravenna. Perfetto per una gita fuori porta.
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