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Rotonda e il Parco Nazionale del Pollino

Al confine tra Basilicata e Calabria si estende il bellissimo Parco Nazionale del Pollino che oltre alle bellezze naturalistiche, comprende anche diversi borghi, fra cui Rotonda.
Rotonda può essere considerato il comune più a sud della Basilicata ed è proprio lui che ci ha ospitato durante l’educational tour “Lucania da Vivere” organizzato da “Marmo Melandro Viaggi” in collaborazione con “I Viaggi del Milione”.
Un paese di circa 3000 anime che ha mantenuto le tradizioni e il folklore tipici della Lucania, ma che accoglie con gioia i turisti curiosi di scoprire queste zone.

Scorci di Rotonda (PZ)
Scorci di Rotonda (PZ)

Il racconto di Rotonda non può che iniziare dalla Festa dell’Abete, un rito arboreo che rappresenta il matrimonio tra un abete bianco e un faggio, che si svolge nel mese di giugno e che richiama in paese tutti coloro che sono andati a vivere altrove e tantissimi turisti, perché è così sentita che è un orgoglio sentirsi parte di questa festa.
Un enorme palo svetta in centro ed è proprio qui che si svolgerà l’unione tra la parte maschile e quella femminile che vengono raccolte in zone differenti, distanti anche un centinaio di km per non creare incesti.
Vengono poi trasportati a Rotonda con l’ausilio di diverse coppie di buoi e una volta arrivati a destinazione, si continua a fare festa.

Come in ogni comune che si rispetti, anche a Rotonda si possono visitare diversi musei: il MUGEPA – Museo Geopaleontologico merita sicuramente una visita, qui infatti potrete conoscere Mario, un enorme elefante di 4 metri che visse in queste zone un centinaio di migliaia di anni fa.
La cosa particolare è che venne alla luce solo nel 1982 quando il Sig. Mario Calderelli, un paesano di Rotonda scoprì i resti durante dei lavori nella sua proprietà… e quindi l’enorme pachiderma prese il suo nome. In zona non fu l’unico ritrovamento perché poco distante vennero ritrovati i resti di un ippopotamo, sempre conservati al museo.
Si tratta del luogo perfetto in cui fare un viaggio nella storia e comprendere la conformazione della zona.

MUGEPA Museo Geopaleontologico di Rotonda
MUGEPA Museo Geopaleontologico di Rotonda

Essendo all’interno del Parco Nazionale del Pollino, poteva forse mancare un museo a lui dedicato?
Poco fuori dal cuore del paese si trova il l’Ecomuseo del Pollino che attraverso cartellonistica, riproduzioni e giochi interattivi racconta perfettamente la conformazione, la flora e la fauna del Parco Nazionale più esteso d’Italia.
Nella parte alta di Rotonda invece si trova il Museo del Borgo dove scoprire qualche segreto di Rotonda, fra cui la storia delle sue due eccellenze: la melanzana rossa e il fagiolo bianco di Rotonda.

Non potete andarvene da Rotonda senza aver visto alcune delle iconiche fontane in pietra che testimoniano l’antica tradizione degli scalpellini, i portali dei palazzi antichi, le chiese e il panorama che si può ammirare dalla parte alta del borgo; dato che ci siete potreste anche raggiungere la croce per una veduta privilegiata.
Ultimo ma non per importanza è il grande palo che ospita i due alberi della Festa dell’Abete.

Fontane di Rotonda
Fontane di Rotonda

Trovandosi proprio all’interno del Parco Nazionale del Pollino, Rotonda rappresenta il punto perfetto da dove partire per effettuare diverse escursioni in zona.
Se cercate un’escursione facile e adatta anche ai meno allenati, non vi resta che partire dal centro e seguire il cartello che indica il Sentiero Paraturo.
Appena usciti dal centro abitato vi immergerete nel verde, costeggiando il torrente Paraturo prima e scendendo diverse scale poi, raggiungerete la Cascata del Demonio, davvero molto suggestiva.

Cascata del Demonio (o del Paraturo)
Cascata del Demonio (o del Paraturo)


Nel periodo invernale invece, una ciaspolata a Piano Ruggio è imperdibile.
Raggiungete il parcheggio di Piano Ruggio e da qui iniziate la scoperta del meraviglioso territorio ricoperto da una coltre bianca.
Questi sono solo degli spunti, se siete amanti della natura avrete solo l’imbarazzo della scelta.

Dopo aver riempito gli occhi di bellezza, è arrivato il momento di mettere le mani in pasta!
Proprio così, abbiamo partecipato ad un laboratorio di cucina, dove la simpaticissima signora Maria ci ha insegnato a fare le laganeddre (tagliolini), la pasta tipica della zona che abbiamo poi condito con il famoso fagiolo bianco di Rotonda.

Laganeddre di Rotonda
Laganeddre di Rotonda


Dopo la pasta è venuto il momento di fare la pizza, così sempre dietro alle indicazioni di Maria ci siamo improvvisati pizzaioli e devo dire che siamo stati davvero bravi.
Per vivere appieno il territorio, i laboratori esperienziali sono perfetti e anche voi potrete provarli, vengono infatti organizzati per gli ospiti.

A Rotonda si respira un grande senso di ospitalità, dai paesani che ti fermano in piazza per fare due parole alla strutture ricettive.
Io vi consiglio di alloggiare presso l’albergo diffuso Borgo Ospitale, dove la gentilezza regna sovrana. La struttura ha un nucleo centrale che affaccia sulla piazza e poi ha diverse camere anche nella parte alta del borgo, da dove godere di una vista spettacolare.

Albergo diffuso "Borgo Ospitale"
Albergo diffuso “Borgo Ospitale”

Se volete rilassarvi, vi consiglio il centro benessere con spa e massaggi.
Altro aspetto importantissimo è quello legato al cibo e qui mi sento di consigliarvi “Pollino Divino” , un’enoteca davvero rifornita e curata nei minimi dettagli, il ristorante “La Rimissa” dove gustare prodotti tipici della tradizione lucana e la pizzeria “Zio Franklin” con delle ottime pizze e una proposta di pesce.
Prima di lasciare Rotonda però, un pranzo in agriturismo non può mancare, quindi fate una tappa all’ “Agriturismo Campolerose” mentre quando andate a fare la ciaspolata, fermatevi al “Rifugio Fasanelli“.

Se amate le zone autentiche e non invase dal turismo di massa, Rotonda e il Parco Nazionale del Pollino fanno al caso vostro.


Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale

Basilicata, Italia, Trekking

Trekking alla cascata del Demonio

Il Parco Nazionale del Pollino custodisce bellezze uniche, oggi andiamo alla scoperta della Cascata del Demonio.
Durante l’Educational “Lucania da Vivere” organizzato da “Marmo Melandro Viaggi” in collaborazione con “I Viaggi del Milione” ho avuto la possibilità di scoprire diverse zone e diverse attrazioni limitrofe al borgo di Rotonda ed essendo io un’amante delle cascate, non potevo non innamorarmene.

Cascata del Demonio (o del Paraturo)
Cascata del Demonio (o del Paraturo)

L’escursione per raggiungere la Cascata del Demonio è davvero semplice e piacevole.
Il sentiero che conduce di fronte al suo salto è il Sentiero Paraturo e parte direttamente dal centro del borgo di Rotonda.
Vi consiglio quindi di lasciare l’auto qui e di seguire le indicazione sui cartelli.
Dopo una piccola discesa iniziale avrete tutta una parte pianeggiante che costeggia il torrente Paraturo, attraversate poi il ponte e percorrete la piccola salita.
In base al periodo in cui farete questo trekking, troverete sul percorso zone più fangose piuttosto che piccoli rami da scavalcare, ma non vi creeranno nessun tipo di problema.
L’ultimo tratto invece prevede di scendere una scalinata e in men che non si dica vi ritroverete di fronte alla Cascata del Demonio con il suo salto di circa 15 metri.

Paesaggi lungo il sentiero Paraturo
Paesaggi lungo il sentiero Paraturo

Immersa in una natura rigogliosa e in una gola calcarea, come un piccolo tesoro si svela al camminatore la cascata del Paraturo, conosciuta anche come Cascata del Demonio.
Ma da dove viene questo nome?
Una leggenda popolare narra la storia di un demonio che scelse proprio queste zone impervie e selvagge come proprio rifugio.
Al contrario del nome, si tratta di un’escursione davvero piacevole e molto semplice, di circa 4 km, adatta per una gita domenicale immersa nella natura.

Ruderi di antichi mulini
Ruderi di antichi mulini

Se ami le cascate e sei in Basilicata, non perderti quelle di San Fele.

Al prossimo viaggio,
viaggiatrice seriale

Basilicata, Italia

Ciaspolata nel Parco Nazionale del Pollino

La Basilicata è la meta perfetta per una vacanza non contaminata dal turismo di massa, una vacanza autentica.
Questa regione custodisce un’infinità di tesori e mi ha completamente stupito quando ho fatto una ciaspolata nel Parco Nazionale del Pollino: meraviglia pura.

Neve sul Pollino
Neve nel Pollino

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di partecipare ad un Educational Tour organizzato da “Marmo Melandro Viaggi” in collaborazione con ” I Viaggi del Milione” e con il patrocinio dell’APT Basilicata, volto a farci conoscere un territorio ancora incontaminato e a tratti selvaggio, ricco di tradizioni, cultura e natura.
Parlando proprio di quest’ultimo argomento, sapete che il Parco Nazionale del Pollino, che si estende tra Basilicata e Calabria è il Parco Nazionale più esteso d’Italia?
Il suo patrimonio naturale è ritenuto dagli esperti uno dei più interessanti e unici del Pianeta tanto da essere inserito dall’UNESCO nella rete Mondiale dei Geoparchi e delle Faggete Vetuste.

Gruppo Educational Tour durante la ciaspolata sul Pollino
Gruppo Educational Tour durante la ciaspolata nel Pollino

Fiore all’occhiello di queste zone è il pino loricato che cresce in modo sparso e non in boschi fitti, ad altezze più elevate rispetto al faggio.
Immaginatevi la bellezza di poter fare una ciaspolata immersi in un paesaggio del genere, completamente ricoperto da un manto bianco.

Abbiamo raggiunto in auto Piano Ruggio a 1530 m slm dove le nostre guide super esperte del parco ci hanno fornito le ciaspole e ci hanno guidato in una passeggiate a dir poco meravigliosa.
In fila indiana seguivamo il nostro accompagnatore che faceva da apripista battendo la neve con le sue ciaspole visto che il paesaggio sembrava cristallizzato, c’eravamo solo noi e la natura.

Ciaspolando del Parco Nazionale del Pollino
Ciaspolando nel Parco Nazionale del Pollino


Ad un certo punto ci siamo fermati e restando in silenzio per un minuto abbiamo ascoltato solamente i rumori della natura, può sembrare banale ma è stato un momento davvero forte.
Volgendo lo sguardo verso la cima potevamo scorgere il profilo dei pini loricati mentre voltandolo a valle si scorgevano i resti di una piccola costruzione e poco dopo un enorme abbeveratoio per gli animali
Effettivamente il parco ospita diverse specie, dai lupi alle lepri, dalle volpi alle faine anche se l’immagine di un branco di cavalli selvaggi che pascolavano leggermente più in basso rispetto a noi rimarrà impressa nella mia memoria.

Parco Nazionale del Pollino innevato
Parco Nazionale del Pollino innevato

Se siete amanti delle attività outdoor vi consiglio di prendere in considerazione il Parco Nazionale del Pollino, ve ne innamorerete.
Con qualche km nelle gambe e gli occhi pieni di bellezza abbiamo terminato il nostro giro ad anello e siamo tornati alle auto… giusto in tempo per la pausa pranzo.

Amiche di ciaspolata sul Pollino
Amiche di ciaspolata nel Pollino

Seguendo la strada fatta all’andata, dopo cica un paio di km si trova il Rifugio Fasanelli, il luogo perfetto in cui gustare un ottimo pranzo a base di piatti tipici.
Dopo la fatica fisica ci siamo meritati la giusta ricompensa, apparsa nei nostri piatti sotto forma di peperone crusco e melanzana rossa… ovviamente le portate erano molte di più, ma ricordatevi queste due pietanze perché non potete assolutamente ripartire da queste zone senza averle prima assaggiate.

Il Parco Nazionale del Pollino è perfetto in ogni stagione, non vi resta che decidere quando visitarlo.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale

Basilicata, Italia

Satriano di Lucania: la capitale dei murales del Mezzogiorno

Amanti dei borghi dipinti, avete mai sentito parlare di Satriano di Lucania?!
Se la risposta è negativa, leggete con attenzione l’articolo, sono sicura che poi l’aggiungerete alla lista dei luoghi da visitare.

Satriano di Lucania
Satriano di Lucania

I murales di Satriano di Lucania

Il progetto di abbellire il borgo di Satriano di Lucania con dei murales nacque come opera di riqualificazione del centro storico dopo il terremoto del 1980.
Il borgo conta circa 500 murales e viene definito “La capitale dei murales del Mezzogiorno”.
Sulle facciate degli edifici si possono ammirare murales raffiguranti i mestieri popolari, la vita agreste, la devozione religiosa e al contempo le credenze del luogo. Non possono ovviamente mancare poi i personaggi famosi della zona, tra cui il pittore Giovanni De Gregorio -Il Pietrafesa- nato qui alla fine del 1500.

Murale dedicato Giulia Solomita
Murale dedicato Giulia Solomita

Al mio arrivo, una delle opere che ha attirato subito la mia attenzione raffigurava un immenso peperoncino, non a caso Satriano di Lucania ospita un museo del peperoncino lucano.
Ogni anno il numero dei murales aumenta perché nei mesi di luglio e agosto diversi pittori della zona si riuniscono per realizzare tra i 5 e i 10 nuovi dipinti, previa approvazione del progetto.
Il mio consiglio è quello di passeggiare per il borgo guidati solamente dal vostro istinto, così da ritrovarvi di fronte ai più disparati murales.

Satriano di Lucania: cosa vedere oltre ai murales

Sicuramente l’attrazione principale del borgo è il suo lato artistico ma durante una visita, dopo aver ammirato i vari murales, dedicate del tempo anche alle sue principali attrazioni come per esempio la Rocca che ospita il museo dedicato al pittore Giovanni de Gregorio e l’anfiteatro con la sua scacchiera a grandezza umana.
Potete approfondire la vostra conoscenza al Museo del Peperoncino e fare un salto indietro nel tempo di diversi secoli attraverso la torre e le rovine di Satrianum, poco fuori dal borgo.
Concludo svelandovi due particolarità di Satriano di Lucania: una leggenda legata al Moccio degli Abbamonte e il Carnevale di Satriano con le sue tipiche maschere dell’orso, della quaresima e dell’eremita.

Vicoli di Satriano di Lucania
Vicoli di Satriano di Lucania

Ovviamente non poteva mancare la giusta dose di natura, quindi se siete interessati a questo aspetto non perdetevi una passeggiata al Bosco di Ralle dove troverete diversi laghetti artificiali per la pesca sportiva e un’ampia area pic-nic.

Come raggiungere Satriano di Lucania

Già dal nome della località scorgiamo un indizio sulla sua collocazione geografica, infatti ci troviamo in Basilicata, in provincia di Potenza; esso fa parte dei Borghi autentici d’Italia.
Se per esempio siete in zona per fare il Ponte della Luna, il ponte tibetano a due campate più lungo del mondo, aggiungete al vostro itinerario Satriano di Lucania perché dista davvero pochi km.

Uno dei murales di Satriano di Lucania
Uno dei murales di Satriano di Lucania

Se amate i borghi con i murales, vi consiglio Sant’Angelo di Roccalvecce, Saludecio, Dozza, Braccano, Calcio e Covo; se invece cercate cosa visitare vicino Satriano, vi lascio un bellissimo itinerario in provincia di Potenza.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.

Basilicata, Italia

Basilicata: viaggio alla scoperta delle tradizioni

In un viaggio, la componente che non può mancare a mio avviso è quella legata alle tradizioni; è solo così che si inizia la vera e propria scoperta di un territorio.
Ovviamente anche durante il mio viaggio in Basilicata non è mancato un incontro ravvicinato con la tradizione.

Museo del Ricamo di Avigliano
Museo del Ricamo di Avigliano

La Balestra di Avigliano

Avigliano, in provincia di Potenza è conosciuto come il paese degli artigiani e parlando proprio di artigianato, non possiamo non parlare della Balestra di Avigliano o “coltello dell’amore”.
Tutto nasce da un’antica storia, quella del matrimonio tra un fabbro e una ragazza del paese.
A quel tempo il paese era governato da un feudatario che pretendeva che la ragazza trascorresse la prima notte di nozze al castello con lui; usanza purtroppo popolare al tempo.
Il fabbro non avrebbe mai potuto accettare una cosa del genere, così realizzò un coltello dalla lama sottile, con il quale la sua donna si sarebbe difesa dal feudatario.

Balestra di Avigliano
Balestra di Avigliano

Lo nascose tra le pieghe del tipico vestito aviglianese e quando l’uomo cercò di approfittare di lei, la donna lo colpì e il signorotto ferito si trascinò per strada fino ad arrivare all’odierno Cavalcavia del Riscatto, chiamato così proprio per testimoniare il coraggio e il riscatto della ragazza.
Dopo questo evento, piano piano il fatto di regalare una balestra alla futura sposa divenne un’usanza aviglianese, arrivata fino ai giorni nostri.
Il coltello dell’amore, così chiamato proprio a causa del suo utilizzo, è una vera opera di artigianato locale, non se ne trova uno uguale ad un altro.

Il Ricamo di Avigliano

Come vi ho anticipato prima, Avigliano è il paese dell’artigianato, quindi non mi resta che parlarvi di un’altra figura aviglianese: Annangela Lovallo.
Annangela acquisisce la passione per il ricamo da sua madre e negli anni l’amore per quest’arte cresce sempre più fino a portare Annangela a creare a sue spese un piccolo Museo del Ricamo.
Questo posto è una vera e propria chicca, racchiude tutte le riproduzioni degli abiti tradizionali aviglianesi che Annangela ha riprodotto fedelmente e totalmente a mano.
Guardando con attenzione e da vicino i vari capi, rimane quasi impossibile credere che siano stati confezionati a mano, tanto sono precisi, bellissimi, direi perfetti.
All’interno del piccolo locale la padrona di casa vi farà uno spaccato di storia del vestito tradizionale, fornendovi diverse informazioni.
Per esempio le donne portavano la balestra ( il coltello dell’amore di cui vi ho parlato prima) nascosto tra le pieghe del vestito, gli abiti da sposa potevano essere di qualsiasi colore, il copricapo veniva fissato con una spilla e le donne sposate portavano un fazzoletto rosso in vita.
Queste sono solo alcune delle informazioni che riceverete dalla Sig.ra Annangela durante una visita al suo museo.

Costume tradizionale aviglianese
Costume tradizionale aviglianese

Oltre a questo, la Sig.ra Lovallo lavora nella sua bottega “Il filo di Arianna“, dove dà vita a creazioni davvero meravigliose e molto differenti tra loro. Se per caso aveste bisogno di qualche ricamo, vi invito a consultare il suo sito.
Grazie a persone come lei, l’antica arte del ricamo non finirà nel dimenticatoio, ma continuerà a vivere e a far sognare tantissime donne.

Biscottificio Tre Spighe di Marsico Nuovo

Quando si parla di tradizione, può forse mancare il lato enogastronomico?! Ovviamente no!
Per fare questa esperienza e tuffarci nei gusti della tradizione, dobbiamo spostarci a Marsico Nuovo e più precisamente al Pastificio e Biscottificio Tre Spighe.
La padrona di casa, la Sig.ra Angela da più di 30 anni produce quotidianamente pasta e prodotti da forno fatti in casa utilizzando le materie prime lucane come le farine tradizionali, il finocchietto selvatico, il peperone crusco e la curcuma.
L’esperienza e la tradizione danno vita a prodotti davvero imperdibili
.
Noi abbiamo assistito alla preparazione del tarallo lucano o tarallo biscottato, così chiamato perché cotto due volte, prima in acqua bollente e poi al forno.
Ogni tarallo è lavorato a mano, quindi non ne troverete mai uno uguale ad un altro anche se la forma è sempre la stessa, allungata.

Taralli lucani del biscottificio Tre Spighe
Taralli lucani del biscottificio Tre Spighe

Poter vedere il “dietro le quinte” di un laboratorio è stato davvero interessante ed è stato impossibile andarsene a mani vuote: una bella scorta di taralli e di grissini è venuta a casa con me.
Sul sito del Pastificio e Biscottificio Tre Spighe trovate anche la parte dello shop, quindi se volete assaggiare questi fantastici prodotti, potrete riceverli comodamente a casa vostra.

Arpa di Viggiano

Dopo avervi parlato di artigianato e di gastronomia, ora passiamo alla musica.
Viggiano è famosa per la sua Arpa Viggianese, utilizzata dai musicanti che si recavano a suonare presso le edicole votive sin dalla fine del 1700.
Al Museo della Musica di Viggiano potrete fare un “viaggio immersivo” nella storia di questo strumento che ha fatto conoscere la città di Viggiano anche molto lontano.

Arpa Viggianese
Arpa Viggianese

Con questo ultimo racconto della tradizione lucana vi invito a visitare questa parte di Basilicata, davvero ricca di storia e di tradizioni.
Se anche voi come me amate conoscere più da vicino le tradizioni del luogo che visitate, segnatevi queste tappe imperdibili.
Se state programmando un viaggio in Basilicata, vi lascio il mio itinerario completo fra natura e borghi dal quale prendere spunto.

Educational Tour in collaborazione con Marmo Melandro Viaggi, Basilicata Turistica, Francesca Milione, Caterina Corleto e Nicola Masi.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.

Basilicata, Italia

2 percorsi naturalistici in provincia di Potenza

Gli appassionati di natura ormai sanno che inserisco sempre una tappa naturalistica nei miei tour e dopo avervi raccontato l’intero itinerario del mio Educational Tour in Basilicata, voglio soffermarmi proprio sulla parte di passeggiate e trekking.
Andiamo a scoprire più nel dettaglio le Cascate di San Fele e la zona dei Monti li Foj e del Piano della Nevena.

Cascate di San Fele
Cascate di San Fele

Cascate di San Fele

Se c’è una cosa che non posso perdermi durante un viaggio è proprio una cascata. Non so spiegarvi il motivo, ma è uno di quegli elementi naturali che ha davvero effetto su di me.
E in zona non c’è una sola cascata, ma ben 10.
Le Cascate di San Fele si sono create per via di alcuni salti e dislivelli che ha dovuto compiere il fiume Bradano, il quale si unisce poi al fiume Ofanto.

Cascate di San Fele
Cascate di San Fele

Le cascate sono collocate in una zona abbastanza ristretta e sono raggiungibili grazie ad una rete di sentieri che alcuni anni fa, i volontari della zona hanno ripulito, facendo godere di questo meraviglioso paesaggio anche tutte le persone che non conoscevano la zona.
I percorsi sono svariati e di differenti difficoltà, adatti quindi più o meno a tutti.
Si trovano sentieri di poco più di 1 km e sentieri che richiedono più ore di cammino, dipende solamente dalle vostre capacità e dalla vostra voglia di camminare.
La Cascata degli Innamorati è davvero suggestiva, quella della Gualchiera è visibile da più lontano, mentre quella del Paradiso cambia a seconda della stagione; in estate infatti quasi si prosciuga, dando vita solo ad un piccolo laghetto profondo circa 6 metri.
La visuale poi sul paese di San Fele è davvero strepitosa.
Proprio dal paese di San Fele partono alcuni dei percorsi trekking.
La zona offre parti ombreggiate, perfette per un pic nic, quindi anche per trascorrere l’intera giornata a contatto cn la natura.

Cascata degli Innamorati San Fele
Cascata degli Innamorati San Fele

L’acqua da queste parti è un elemento fondamentale, lungo il corso del fiume sorgevano diversi mulini, utilizzati per la lavorazione della lana, oggi è possibile avvistare resti di alcuni di essi.
La zona è talmente bella che sono sicura vi fermerete a scattare fotografie già alle briglie di contenimento, prima di raggiungere le cascate vere e proprie.

Monti Li Foj e Piano della Nevena

Un’altra zona naturalistica, in provincia di Potenza è quella dei Monti Li Foj; qui lo scenario è differente perché ci troviamo in una grande faggeta, dove gli alberi sembrano toccare il cielo e tra il manto di foglie a terra spuntano dei bellissimi ciclamini selvatici, gli unici fiori che riescono a crescere con queste condizioni.
Passeggiate tra i faggi e salite il piccolo promontorio, fino ad arrivare al belvedere dal quale ammirare un panorama eccezionale, soprattutto nell’ora del tramonto.
In passato questi territori erano di proprietà dei Borboni e in queste zone era possibile raccogliere la legna che necessitava alle singole famiglie.

Monti Li Foj
Monti Li Foj

Oggi al cospetto dei faggi, si trova un ampio prato, dove sono stati posizionati dei barbecue e dove le persone amano trascorrere le giornate estive per rigenerarsi.
A mio avviso si tratta di un ottimo posto in cui trascorrere una giornata in relax a contatto con la natura.
Partendo sempre dal Piano della Nevena è possibile raggiungere il Lago Scuro di Ruoti, dalla forma quasi a cuore, in cui vivono rane e carpe.
Con un percorso ad anello di circa 2 km sarete di nuovo al punto di partenza
.

Lago Scuro Ruoti
Lago Scuro Ruoti

Queste sono solo due delle tantissime zone naturali che offre questa parte di Basilicata e che io ho potuto visitare con l’aiuto delle guide naturalistiche Caterina e Nicola.
Si tratta solamente di una piccola parte dell’Educational Tour organizzato da Marmo Melando Viaggi, Basilicata Turistica in collaborazione con Maria Francesca Milione.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.

Basilicata, Italia

Itinerario di 4 giorni in Basilicata tra borghi e natura

Ogni regione italiana custodisce delle meraviglie, oggi vi porto alla scoperta di quelle della Basilicata con un itinerario di 4 giorni alla scoperta di borghi, tradizioni e natura in provincia di Potenza.
Ho avuto il piacere di partecipare all’Educational Tour “Viaggio Esperienziale in Basilicata” organizzato da Marmo Melandro Viaggi e Basilicata Turistica, in collaborazione con Maria Francesca Milione e le guide Caterina e Nicola.
Siete pronti a scoprire questa parte della Lucania? Andiamo!

Veduta di San Fele
Veduta di San Fele

Monti Li Foj e il Piano della Nevena

Il nostro punto di appoggio era a Picerno, al bellissimo Hotel Bouganville da dove siamo partiti il primo giorno per la nostra tappa naturalistica verso i Monti Li Foj e il Piano della Nevena. Si tratta di una meravigliosa faggeta in cui gli alberi sembrano toccare il cielo mentre sul manto di foglie a terra si vedono spuntare tantissimi ciclamini selvatici, gli unici fiori che riescono a crescere con queste condizioni.

Monti li Foj
Monti li Foj

Vi consiglio di passeggiare nella faggeta e di arrivare fino alla cima e godere del meraviglioso panorama.
A poca distanza si trova anche il Lago Scuro di Ruoti, un’altra tappa da fare prima di riposarsi nel grande prato in cui sono predisposti diversi barbecue dove cucinare e poter così trascorrere una piacevole giornata a contatto con la natura. Se vi trattenete fino a tardi poi, non perdetevi il tramonto sull’intera vallata.

Lago Scuro Ruoti
Lago Scuro Ruoti

In autunno sarà ancora più suggestivo con lo spettacolo del foliage.
Dopo la tappa naturalistica è arrivato il momento di quella culturale con una visita al paese di Picerno: da non perdere la torre e la chiesa.

Marsico Nuovo e Viggiano

Il secondo giorno è stato dedicato alla scoperta di Marsico Nuovo con le sue 13 chiese e la visita a due attività davvero imperdibili: il Pastificio e Biscottificio “Tre Spighe” e la “Farmacia Corleto”.
Fate una tappa al biscottificio e assaggiate i taralli biscottati, così chiamati perché subiscono una doppia cottura e dato che ci siete assaggiate anche i grissini e le altre prelibatezze.
Di tutt’altro genere la seconda visita, quella ad un’antica farmacia che la nipote dello storico farmacista ha trasformato in un museo… davvero meravigliosa.
Se siete amanti delle cose insolite, chiamate per prenotare una visita.
Per quanto riguarda le chiese invece, non perdetevi il Museo di Arte Sacra che ospita l’Ultima Cena di Giovanni Todisco, in una versione davvero interessante.
Degna di nota per quanto riguarda la facciata esterna e le colonne interne, la chiesa di San Gianuario Vescovo e Martire (Patrono di Marsico Nuovo).

Chiesa san Gianuario Marsico Nuovo
Chiesa san Gianuario Marsico Nuovo

Dopo un’ottima pausa pranzo abbiamo ripreso il nostro giro facendo una tappa a Viggiano.
Viggiano è il paese di Maria e della musica; da non perdere la Piazza San Giovanni con delle bellissime statue raffiguranti le Muse della Musica intente a suonare strumenti differenti, circondate dagli zampilli della fontana.

Proprio di fronte alla piazza, un’altra statua che no passa inosservata e che rappresenta il momento della processione con cui una volta l’anno la statua della Madonna Nera (protettrice della Basilicata e delle genti lucane) viene trasportata sul sacro Monte dove resterà per quattro mesi prima di rientrare in chiesa.
Ci siamo poi spostati nel centro vero e proprio del paese per visitare il bellissimo teatro “Francesco Miggiano” che inizialmente svolgeva la funzione di chiesa e di ospedale. Poco più avanti si trova la chiesa di Santa Maria alle Mura che ospita la statua della Madonna di cui vi ho parlato poco fa.
Di fronte all’ingresso si apre una meravigliosa piazza con un panorama spettacolare e sulla ringhiera di protezione si possono ammirare gli stemmi dei 131 comuni della Basilicata.

Veduta panoramica Viggiano
Veduta panoramica Viggiano

Inizialmente vi avevo parlato anche di musica, vi ricordate?
Già da qui si scorgono diversi indizi che rimandano al legame fra Viggiano e la musica, infatti sempre sulla ringhiera troverete la raffigurazione ripetuta di un suonatore di arpa, mentre sul portale antico posto davanti al belvedere, guardando con attenzione scorgerete raffigurata una piccola arpa.
Dopo tutti questi indizi, non abbiamo potuto fare altro che recarci al Museo della Musica di Viggiano.
In realtà si tratta del distaccamento del Conservatorio di Potenza dedicato solamente all’arpa.
L’arpa viggianese è una vera e propria eccellenza e unicità del luogo, pensate che tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 i musicanti viggianesi si recavano presso le edicole votive a suonare l’arpa; dovendola quindi trasportare non poteva essere troppo ingombrante ed è per questo che l’arpa viggianese ha dimensioni ridotte rispetto all’arpa classica ed è priva di pedali.

Cascate di San Fele e Palmenti di Pietragalla

Nella terza giornata abbiamo esplorato un’altra zona naturalistica, ovvero quella delle Cascate di San Fele.
Le cascate sono 10 e sono collocate a poca distanza l’una dall’altra, così da poter ammirarne diverse durante un trekking da queste parti.
In passato la zona era disseminata di mulini utilizzati per la cardatura della lana; lungo il sentiero infatti si possono notare i resti di alcuni di essi
.
Per quanto riguarda le cascate invece, noi abbiamo ammirato quella degli Innamorati, quella della Gualchiera e quella del Paradiso, il tutto in poche ore.

Cascate di San Fele - Cascata degli Innamorati
Cascate di San Fele – Cascata degli Innamorati

Se amate la natura vi consiglio di recuperare la mappa e di organizzare l’intera giornata alla scoperta di questo angolo di Basilicata davvero magnifico.
Nel pomeriggio abbiamo visitato Pietragalla famosa per i suoi palmenti.
Sapete cosa sono e per cosa venivano utilizzati? Si tratta di costruzioni scavate nel tufo utilizzate per la pigiatura e la fermentazione del vino. Ogni famiglia ne possedeva uno e faceva il proprio vino.
All’interno della costruzione ci sono tre vasche: una di pigiatura, una per la fermentazione e una per la tiratura.
I palmenti sono stati abbandonati dalle famiglie ed acquistati dal Comune e oggi è possibile visitare il Parco Urbano dei Palmenti.

Palmenti di Pietragalla
Palmenti di Pietragalla

Finita la visita al parco siamo saliti in paese dove abbiamo visitato le Rutt ( le grotte nel centro cittadino) utilizzate per la conservazione del vino.
Tappa alla chiesa Madre dedicata a San Nicola di Bari, al Palazzo Ducale e al Museo della Civiltà Contadina.

Avigliano e la Grancia

L’ultima giornata di questo itinerario alla scoperta della Basilicata l’abbiamo dedicato alla visita di Avigliano, il paese dell’artigianato.
Abbiamo potuto ascoltare la storia della Balestra o coltello dell’amore e vedere da vicino qualche pezzo realizzato dagli artigiani della zona, per poi catapultarci indietro nel tempo grazie alle creazioni di Annangela , una bravissima ricamatrice che a mano ricrea abiti del passato.
Oltre alla sua merceria, ha aperto un piccolo museo del ricamo in cui espone delle vere e proprie opere d’arte.
Sapete che la Basilicata è stata terra di briganti?! Per affrontare questo argomento abbiamo assistito ad uno spettacolo davvero meraviglioso e unico nel suo genere; nel Parco della Grancia, il primo parco storico rurale e ambientale d’Italia, abbiamo assistito alla “Storia Bandita” , una kermesse di teatro popolare e multimediale unico in Italia con più di 100 comparse.

Rappresentazione Storia Bandita al Parco della Grancia
Rappresentazione Storia Bandita al Parco della Grancia

Vi dico solamente che mi sono emozionata guardandolo e vi consiglio di cuore di vederlo; lo spettacolo viene ripetuto durante tutto il periodo estivo, se siete in zona è una di quelle cose che non potete assolutamente perdervi.
Con questa chicca finisce il nostro tour alla scoperta di questa bellissima regione che personalmente spero di conoscere in modo più approfondito perché ha tanto da offrire.

Dove dormire e dove mangiare

Se indicativamente decidete di fare il mio stesso giro, vi consiglio di pernottare all’Hotel Bouganville di Picerno, ottimo punto di partenza per visitare le zone limitrofe.
Per quanto riguarda il cibo, preparatevi ad assaporare tutti i piatti della tradizione da:
Agriturismo il Cerro 1848 – Picerno
Agriturismo Vignola – Marsico Nuovo
La locanda del Re – Filiano

Un ringraziamento a Marmo Melandro Viaggi e Basilicata Turistica, organizzatori di questo Educational Tour in collaborazione con Maria Francesca Milione e con le bravissime guide Caterina e Nicola.
Grazie anche a tutte le persone che ho incontrato e che mi hanno trasmesso l’amore per questa terra e a tutti i miei compagni di avventura senza i quali non sarebbe stata la stessa cosa.

Se siete amanti delle esperienze adrenaliniche, potete provare il Volo dell’Angelo.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.


Basilicata, Italia

Weekend avventura tra Basilicata e Puglia

Ciao amici, oggi vi propongo un week end all’insegna dell’avventura e di uno “sport” davvero adrenalinico, accompagnato da una visita ad una splendida città che rievoca tempi lontani.
Andiamo in Basilicata ad assaporare l’odore della terra lucana. La decisione di questa meta è stata presa esclusivamente per poter fare il VOLO DELL’ANGELO. Questa bellissima esperienza si può praticare solamente nella provincia di Potenza e precisamente a Castelmezzano e a Pietrapertosa, nel cuore delle dolomiti lucane. E’ un’avventura a contatto con la natura, legati in tutta sicurezza da un’apposita imbragatura e agganciati ad un cavo d’acciaio vi si getta letteralmente nel vuoto provando per circa poco più di un minuto l’ebrezza del volo arrivando a fino a 120 km/h.

Arrivati ” a destinazione” verrete fatti salire su una navetta che vi porterà all’altro punto di partenza da dove inizierà il vostro volo di ritorno. Come vi dicevo inizialmente ho scelto questa destinazione proprio per questo motivo e lo rifarei sicuramente….è stata un’esperienza magnifica ed indimenticabile che consiglio a tutti quelli che non soffrono di vertigini; vi sembrerà di essere degli uccelli. Finita questa fase adrenalinica potrete perdervi per le vie dei paesini e gustare dell’ottimo cibo lucano.
La mia destinazione successiva è stata Matera con i suoi meravigliosi Sassi. Ho pernottato in un hotel costruito proprio nei sassi, sembrava quasi di dormire in una caverna ma con tutti i confort necessari. Il mio primo impatto con la città dei sassi è stato al tramonto e vi assicuro che è stato davvero suggestivo scrutare il profilo delle “abitazioni” illuminato di arancio/rosa, ma anche la visita notturna non è da meno, sembra quasi di essere dentro ad un presepe; ma la vera visita l’ho riservata per il giorno successivo, alla luce del sole.

E’ un posto veramente affascinante e ricco di storia, che meriterebbe più tempo per essere visitato….. ma voi ormai conoscete la mia filosofia, quindi di nuovo in macchina i viaggio verso la Puglia, con una sosta in una bellissima spiaggia giusto per rigenerarci un po’. La seconda notte l’abbiamo trascorsa in un hotel in Puglia e l’ultimo giorno – o meglio, la parte dell’ultimo giorno che avevamo a disposizione- l’abbiamo dedicato al mare e alla scoperta di un delizioso paesino : Polignano a Mare che diede i natali al grandissimo Domenico Modugno e reso famoso recentemente anche da Checco  Zalone nel film ” Cado dalle nubi”.

E come sempre è arrivato il momento di tornare a prendere l’aereo; in effetti non vi avevo specificato che siamo arrivati in aereo fino a Bari dove poi abbiamo ritirato la nostra macchina a noleggio (prenotata da casa)…logicamente dipende sempre dal vostro punto di partenza.
In tre giorni pieni comunque ho vissuto un’esperienza super adrenalinica, ho visitato Matera che è un vero e proprio gioiellino, mi sono concessa  un po’ di mare e ho ” toccato” tre regioni, perché per poco ho percorso anche le strade della Calabria…non male insomma!!!Voi che dite??!!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.
P.S. : la cucina lucana è veramente fantastica, approfittatene in quei giorni, non pensate alla dieta!