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Emilia romagna

Emilia romagna, Italia

Il Sentiero degli Gnomi

Credete agli gnomi?!
Se la risposta è no, è arrivato il momento di ricredervi.
Venite con me a Bagno di Romagna, dove potrete conoscerli da vicino.

La cittadina romagnola ha infatti dedicato un intero sentiero a questi simpatici amici,dove potrete ammirare le loro casette, la biblioteca,la scuola ed addirittura la discoteca.
Il percorso è lungo circa 2 km ed inizia dal ponte sul fiume Savio,dove delle gigantografie dei piccoli abitanti vi daranno il benvenuto, vicinissimo ai giardini cittadini.

In meno di un’ora si riesce a fare l’intero percorso,durante il quale incontrerete tantissime persone,dalle famiglie con i bimbi, a coloro che vogliano avvicinarsi alla natura o a chi intende solamente farsi una passeggiata rilassante.
Durante il percorso attraverserete ponticelli e incontrerete sia salite che discese,ma niente di troppo impegnativo.
I vostri bambini impazziranno dalla gioia e anche voi adulti apprezzerete il tempo trascorso in questo mondo incantato.
Lungo tutto il sentiero ci saranno diversi cartelloni illustrati, dove lo Gnomo Bagnolo vi illustrerà tutta la storia del suo villaggio e sagome degli animali del bosco.

Ci troviamo all’interno del Bosco dell’Armina.
Se siete in zona è una tappa da non perdere…e poi l’ingresso è gratuito,meglio di così! 🙂
Buona scoperta.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia, Toscana

Una domenica alla scoperta dell’appennino tosco-romagnolo

Una domenica di inizio settembre,una macchina,voglia di partire e in men che non si dica si sono macinati 377 km totali.
Sono partita da Pesaro verso il punto d’incontro di quattro regioni: Marche, Umbria,Toscana ed Emilia Romagna.
E’ stata una giornata particolare, con dei compagni insoliti per un viaggetto: i miei genitori.
Del tempo da trascorrere insieme, ecco come definirei la giornata.
Avevo in mente una destinazione, ma strada facendo abbiamo fatto delle soste solamente guidati dal sesto senso.
Direzione Cesena, con una prima tappa a Sarsina, la città del famoso commediografo latino Tito Maccio Plauto.

La cittadina ha origini veramente antiche, fu fondata da popolazioni umbre fra il Vi ed il IV secolo a.C. e ancora oggi si possono ammirare resti del passato nel Museo Archeologico, anche se il punto d’interesse maggiore è senza dubbio la Basilica Concattedrale di San Vicinio.
Da un inizio di giornata con impronta storica, abbiamo completamente cambiato tema e dopo un pranzo al sacco a Bagno di Romagna ci siamo avventurati nel Sentiero degli Gnomi della cittadina.
Si tratta di un percorso gratuito che parte dai giardini pubblici e si immerge nella foresta e permette di ammirare le case dei piccoli abitanti guidati dalla  storia del villaggio.

Natura  e magia si fondono in un connubio perfetto, adatto non solo ai più piccini, ma davvero piacevole ad ogni età.
Oltre agli gnomi, Bagno di Romagna merita una visita; rinomata soprattutto per le acque termali, riserva piacevoli scorci e una bella basilica.
Abbandonato il lato magico, abbiamo ripreso l’auto per raggiungere l’Eremo di Camaldoli e così immergerci in un aspetto religioso.
Il monastero,fondato da San Romualdo nell’anno 1012 è tuttora abitato da monaci e vanta una bellissima chiesa in stile barocco.

Non ancora sazi di conoscenza, ci siamo diretti a La Verna, ma abbiamo potuto ammirare il complesso solamente dall’esterno in quanto era terminato l’orario di visita; così abbiamo già in mente la meta per una prossima gita fuori porta.
L’itinerario si è svolto tutto all’interno dell’appennino tosco-romagnolo che io non conoscevo assolutamente:un vero spettacolo della natura.
Le nostre sono solamente alcune delle tappe possibili durante un giro alla scoperta della zona, ma vi assicuro che è stato davvero difficile sceglierle in quanto il luogo offre tantissimi spunti.
So già che la prossima volta dovrò tornare per vedere il Monte Fumaiolo e la cascata di Alfero o la diga di Ridracoli…. c’è l’imbarazzo della scelta!
Davvero una bella domenica.
Alla prossima avventura,
Viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

Il castello di Montebello e la leggenda di Azzurrina

Sapete come nasce una leggenda?!

Da una storia vera.
La dinamica è grosso modo quella del famoso gioco “telefono senza fili”.
Delle persone si posizionano una di fianco all’altra, il primo sussurra una frase all’orecchio del vicino e così via; all’ultima persona la frase non arriverà mai identica all’originale, ma con delle modifiche.
Detto ciò, rechiamoci in provincia di Rimini, al castello di Montebello di Torriana, più conosciuto come il castello di Azzurrina.
Castello di Montebello
La poderosa rocca, nel borgo chiamato un tempo Mons Belli, domina l’intera valle del Marecchia e offre ai visitatori uno scorcio meraviglioso; casa, rifugio e nascondiglio per centinaia di anni, è arrivata ai giorni nostri ancora intatta, racchiudendo in se misteri, tesori e storie.
E’ possibile effettuare sia visite diurne, che notturne, ma sappiate che si tratta di due cose differenti, vengono trattati aspetti diversi.
Armata di coraggio, una sera ho coinvolto un mio amico e ci siamo recati a Mons Belli, proprio per una visita notturna.
Lasciatevi trasportare dall’immaginazione.
Castello di Montebello
La strada per arrivare alla rocca è già parte integrante dell’atmosfera che troverete dopo, curve e tornanti poco illuminati vi aspettano prima di arrivare al borgo sormontato dal castello in cima ad un’altura.
Giusto una ventina di scalini e vi ritroverete davanti al cancello d’ingresso, fate il biglietto e via che inizia in bello.
Una guida vi farà viaggiare nel tempo, illustrandovi le varie particolarità del castello.
La rocca mostra evidenti segni di ristrutturazione, che coincidono poi con le differenti epoche storiche, intuibili dalla diverse tipologie di pietre utilizzate per la costruzione del castello.
La visita inizia dal cortile esterno per poi salire attraverso una piccola scala in pietra, con gli scalini completamene diversi l’uno dall’altro – pare fosse un trabocchetto per gli eserciti nemici che riuscivano ad entrare nella rocca – che conduce al camminamento esterno attraverso il quale si raggiunge l’altra ala dalla costruzione e dal quale si può ammirare l’intera vallata del Marecchia.
Durante la visita notturna si affronta soprattutto l’aspetto paranormale della rocca, si trattano gli aspetti più scuri del medioevo e si parla dello svolgimento delle ricerche sul paranormale.
Eccoci proprio in una sala che ha visto al suo interno diversi fenomeni strani, se così possiamo chiamarli.
Vi troverete davanti ad un tavolo ovale che in alcune occasioni ha persino levitato.
Nella sala successiva invece, davanti ad una specie di grande armadio, il custode del castello, durante le fasi abituali di pulizia della stanza ha visto materializzarsi una figura a testa all’ingiù e sul soppalco in legno si può notare ancora un’impronta.
Logicamente non vi svelo tutto, altrimenti vi rovino la sorpresa.
Sappiate che altre stanze riservano altre storie simili.
Ma veniamo alla famosa leggenda legata a questo luogo: la storia di Azzurrina.
Nell’anno 1375 il castello era abitato da Ugolinuccio e dalla sua famiglia; la sua bambina era diversa dalle altre,aveva i capelli e la pelle bianchi in quanto era albina e la madre, per proteggerla cercava di scurirle i capelli con una tintura naturale, la quale però non ebbe l’effetto sperato e la bambina si ritrovò con i capelli azzurri.
Il suo nome era Deline (o Guendalina) e trascorreva le giornate giocando nel castello con una palla di stracci, fino al 21 giugno dello stesso anno, quando scomparve nel nevaio e non se ne ebbe più notizia.
La storia venne tramandata oralmente e si trasformò pino piano in leggenda, arricchendosi di piccoli dettagli.
Ogni anno, proprio il 21 giugno si sentono degli strani rumori nel castello…che fosse proprio la bambina? A voi il responso.
Il castello è meta di visite sia da parte di persone che credono in fenomeni paranormali, sia di persone scettiche, le sue porte sono aperte a tutti….fateci una visita, secondo me merita davvero.
La visita notturna non è indicata ai bambini, con loro andateci di giorno e vi gusterete i particolari architettonici e storici per terminare comunque con la leggenda di Azzurrina.
Il costo del biglietto è di 9€ per la visita notturna e 8€ per quella diurna.
Alla prossima leggenda,
Viaggiatrice seriale.
Emilia romagna, Italia

Estate in Riviera Romagnola: Riccione

“Romagna, Romagna mia
lontan da te
non si può star……”
La riviera romagnola è pronta ad accogliere tutti i turisti per iniziare alla grande la stagione estiva!
Ieri pomeriggio ho fatto una passeggiata a Riccione e ho trovato una città diversa dal solito: Viale Ceccarini infatti si è vestito di verde e di fiori colorati, un grande tappeto erboso sul quale passeggiare e fare shopping ricopre la famosissima passeggiata di Riccione.

Durante il percorso incontrerete anche la foresta magica, la casa delle farfalle, il ponte tibetano e tante altre attrazioni, soprattutto dedicate ai bambini.
Se volete riposarvi troverete delle carinissime panchine sempre rivestite con il manto erboso.

Il Greenpark rappresenta il luogo d’incontro ideale per ospiti di ogni età, dai ragazzi che si incontrano per poi dirigersi nelle più famose discoteche romagnole, alle famiglie con bambini che vogliono semplicemente fare una passeggiata rilassante.
I 15.000 metri quadrati di erba non ricoprono solo la via principale, ma l’intero centro creando un effetto davvero suggestivo.
Meravigliosi negozi di marche famose fiancheggiano tutto il viale.
Ma non posso non parlarvi del lungomare: è prontissimo e aspetta solo voi!

La passeggiata è davvero molto bella, curata nei minimi particolari con aree di sosta, tavoli e panchine intervallati ogni tanto da sculture, le spiagge sono all’apice della loro bellezza ed efficienza: lettini, ombrelloni e campi sportivi sono già operativi al 100%.

Se volete invece rilassarvi non dimenticate che vi attendono anche le terme o il bellissimo parco Perle d’acqua Park creato con le preziose e salutari acque di Riccione Terme: un’oasi di piacere e relax immersa nel verde a due passi dal mare.

Per i buongustai poi ci sarà che l’imbarazzo della scelta, ma la regina indiscussa è sicuramente la piadina romagnola!!!
Insomma non mi resta che invitarvi a Riccione!!!!
Dai che l’estate è alle porte!!!!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

Museo casa Pascoli

VIAGGIARE… quanti significati può assumere questa parola, e soprattutto quante emozioni crea.
Si può viaggiare anche nella storia, non occorre necessariamente percorrere km e km per raggiungere una nuova destinazione.
Molte volte guardiamo lontano senza nemmeno accorgerci delle bellezze che ci circondano.
Grazie alla domenica al museo ho scoperto realtà vicino a me molto interessanti e ieri ne ho visitata una.
Se vi cito questi versi, a chi pensate?!

“O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna”

Ebbene si, stiamo parlando del grandissimo Giovanni Pascoli.

Ieri mi sono recata a San Mauro Pascoli, suo paese natale e ho visitato la sua casa nativa.
La casa è stata trasformata nel Museo Casa Pascoli ed è accessibile dal martedì alla domenica dalle 09.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00.
Il costo del biglietto è veramente irrisorio, è di soli 2 €.
Giovanni Pascoli nacque nel 1855 nella casa di San Mauro di Romagna, dove visse con i suoi 9 fratelli ed i genitori fino all’età di 7 anni, quando iniziò a frequentare il collegio di Urbino.
In molte sue poesie si ritrovano cenni relativi al periodo della sua spensierata infanzia vissuta in questa casa e si nota il forte attaccamento alla sua famiglia e alla sua terre d’origine.
Nel Museo Casa Pascoli è possibile ammirare la cucina che è rimasta completamente fedele a come era un tempo, in quanto è l’unica stanza che non ha subito danni causati dalla seconda guerra mondiale; la camera da letto dove è conservata l’antica culla in legno del poeta e lo studio che Pascoli aveva a Bologna quando era professore di Letteratura Italiana all’Università.

Camera da letto con culla del poeta

Oltre a queste stanze principali, vi è un’importante mostra fotografica che spiega i rapporti di parentela e le vite dei famigliari del poeta.
In particolar modo, al piano terra, di fronte alla cucina, la stanza – che una volta era la sala da pranzo della famiglia Pascoli- ospita un’esposizione dedicata ai fratelli Pascoli svelando, ad esempio, tramite le lettere che si scambiavano, lati nascosti delle loro personalità.
L’attenzione è catturata soprattutto dal fratello Giuseppe, definito non proprio come una brava persona, che durante la propria vita fu artefice di diverse invenzioni, come ad esempio il contatore dell’acqua.
Le pareti ospitano ritagli, articoli di giornale, vecchie fotografie, vecchi compiti in classe, lettere degli amici, schizzi e prime stesure delle famosissime opere e tanto altro ancora relativo al grande poeta.
Terminata la visita alla casa,recatevi nel bel giardino adiacente ed ammirate le varie specie botaniche a cui Pascoli dedicò i suoi versi.

Veduta della casa dal giardino

Legato a tutto ciò, poco distante si trova un altro luogo molto caro al poeta: Villa Torlonia.
Il padre di Pascoli, Ruggero,amministrò per un periodo (fino alla sua morte, avvenuta per avvelenamento) la Torre ed i possedimenti dei Principi Torlonia e per questo motivo Giovanni trascorse giornate spensierate in questo meraviglioso luogo.

Villa Torlonia

Non mi voglio dilungare troppo sulla vita del poeta, ma vi assicuro che è una visita veramente interessante, se capitate in zona mettetelo in agenda! 🙂
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

P.S.: per tutti i dettagli consultate la pagina.

Emilia romagna, Italia

Cesenatico fra storia e modernità

E’ luglio e tutti abbiamo voglia di sole, di mare e di caldo…………..
Bene, oggi parliamo di una località adattissima a trascorrere le vacanze estive, ma è anche un’ottima meta solo per un weekend, giusto per staccare la spina.
Sentire già solo la parola “romagna” mi teletrasporta in spiaggia, è un connubio che non riesco a scindere.
Oggi andremo alla scoperta di Cesenatico, un comune nella provincia di Forlì-Cesena, stazione balneare e grande meta turistica nella Riviera Romagnola, fra Rimini e Ravenna.
Sin dal passato è stata una meta prescelta soprattutto dai turisti tedeschi; tutt’oggi richiama un gran flusso di persone e un posto davvero carino dove soggiornare è il Ricci Family Resort, un’attività che è arrivata alla 3 generazione, creata negli anni 50 da nonno Augusto e gestita oggi dai nipoti……. ma ci sono già pronti anche i pronipoti per continuare la tradizione di famiglia.
La scelta di questa città per la sua stazione balneare è ormai assodata, ma Cesenatico offre anche tanti luoghi di interesse, primo fra tutti il porto-canale, realizzato nel 1500 da un progetto originale di Leonardo Da Vinci che rappresenta la Cesenatico storica, mentre il grattacielo edificato negli anni 50 sul lungomare rappresenta la Cesenatico moderna.

Fra le due zone vi sono luoghi d’interesse come la casa che diede pernottamento a Giuseppe e Anita Garibaldi, un percorso archeologico, il museo della marineria, di cui fanno parte alcune imbarcazioni ormeggiate al porto-canale e lo Spazio Pantani, un museo con cimeli del campione del ciclismo.
La città è piena di vita, in estate per gli ovvi motivi legati al mare ed in inverno richiama persone grazie al suggestivo presepe che viene allestito nel periodo natalizio all’interno della barche ormeggiate al porto-canale.
E’ facilmente raggiungibile dai vicinissimi aeroporti di Forlì e di Rimini, e dal poco distante aeroporto di Bologna; è inoltre un ottimo punto di partenza per escursioni sia in Emilia Romagna che nelle Marche (Ravenna, San Marino, Comacchio), per escursioni enogastronomiche spostandosi leggermente verso l’interno e per visite al patrimonio artistico della bella Italia come Venezia e Firenze.
Le due qualità che preferisco in assoluto però sono l’ospitalità del popolo romagnolo e la gastronomia….che mangiate!!!!
Amici che dite, Cesenatico può fare al caso vostro?!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

Presepi…di sabbia

Non è detto che più ci si allontani da casa più la destinazione sia meritevole, a volte basta spostarsi di pochissimo e vedere cose eccezionali.
Dato che siamo ancora nel periodo natalizio, perché non andare alla ricerca di qualche presepe?!
Bene, ne ho trovato uno davvero alternativo, è fatto di sabbia e non rappresenta precisamente la classica scena della natività che siamo abituati ad ammirare.
Dobbiamo dirigerci a Torre Pedrera, una località della riviera a nord di Rimini. In riva al mare, custodita sotto una struttura coperta per proteggerla dagli agenti atmosferici si trova una vera e propria opera d’arte, costruita con 300 metri cubi di sabbia finemente lavorata dalle mani esperte di 4 artisti scultori di livello internazionale che in soli 23 giorni hanno realizzato un vero capolavoro lungo 24 metri e alto fino a 5 metri.
Il soggetto è ispirato al famosissimo regista riminese Federico Fellini, quindi vi troverete davanti ad un’enorme pellicola cinematografica con i soggetti dei suoi film più famosi, come ad esempio la Dolce Vita e Amarcord.

La cura dei dettagli fa rimanere veramente a bocca aperta. Al centro del percorso si può trovare logicamente la scena della natività affiancata da un lato dai Re Magi e dall’altro da Fellini.
Prima di entrare nella struttura coperta, potete ammirare un’altra scultura raffigurante un imponente faro realizzato direttamente sulla spiaggia e lasciato solo alle intemperie.
Vi consiglio vivamente di andare ad ammirare questa meraviglia che fra pochi giorni sarà distrutta.
Nella stessa giornata potete visitare anche il presepe – sempre di sabbia- di Rimini, collocato sul lungo mare nella zona del porto. Anche questo è sempre ispirato a Fellini, ma non ritrae scene dei suoi celebri film, bensì colloca la scena della natività in un luogo in cui “convivono” alcuni dei più famosi monumenti del mondo, dal Ponte di Rialto al Chrysler, da una chiesa turca al più antico cinema di Rimini, il tutto sempre sotto l’occhio attento del regista riminese.
In una sala adiacente è stata allestita una pista di pattinaggio sul ghiaccio, mentre uscendo vi troverete di fronte ad una grande ruota panoramica.
Questa è un’ottima idea per trascorrere una giornata sotto le feste.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Feste e Sagre in Italia, Italia

Mondaino fra sagre e storia

Ehi viaggiatori, vi piacciono i paesini medievali arroccati?!
Oggi vi porto alla scoperta di Mondaino, nell’entroterra riminese, situato su una rigogliosa collina della valle del fiume Conca, a pochi km dal confine con le Marche.
Fin dall’antichità la zona è sempre stata ricca di selvaggina e soprattutto di daini, tanto che è arrivato fino ai nostri giorni il “Palio del Daino”, una rievocazione rinascimentale che si tiene a cavallo del ferragosto di ogni anno. La manifestazione è imperdibile per la ricostruzione storica, l’ambientazione e per l’aspetto culinario e vede contendersi il palio fra le contrade del paese.
Altra festa rilevante è quella del “Fossa, Tartufo e Venere“, un mercato di prodotti tipici di Mondaino e dintorni. E’ in questo periodo che si sfossa il pecorino, tradizione tipica romagnola e riminese. Durante questa festa, Mondaino celebra i tartufi bianchi delle colline riminesi e il formaggio di fossa, due eccellenze del suo territorio.
Per le vie del paese si trovano inoltre bancarelle con prodotti dell’artigianato locale, mentre in piazza ci saranno concerti e spettacoli della tradizione.

Veduta dal borgo di Mondaino

E’ un’ottima occasione per visitare questo bellissimo borgo, con la sua piazza fra le più belle e caratteristiche della romagna che si presenta con l’inconsueta forma semicircolare e i suoi diversi conventi disseminati qua e là.
Il borgo aveva anche un ponte levatoio, oggi solo percepibile attraverso le travi di sostegno, mentre la merlatura ghibellina della rocca è tutt’ora visibile.
Dalla sua altezza è possibile ammirare la campagna dell’entroterra riminese.
Potete scegliere Mondaino come punto di appoggio per effettuare una visita anche agli altri borghi confinanti, come Montegridolfo, Montefiore Conca, Montecalvo in Foglia e altri ancora….ma questo è un altro discorso!!
Buona visita e buona mangiata a Mondaino.
Al prossimo weekend,
viaggiatrice seriale.

P.S.: per gustare ottime pietanze vi consiglio l’enoteca la Cantinetta del Pellegrino, situata proprio sulla sinistra della porta principale del paese.
P.P.S: interessante è la visita alla grotta dove vengono stagionati i formaggi di fossa…..ma vi dico già da ora che l’odore è davvero forte, attrezzatevi a dovere! 🙂