La mia scoperta del territorio continua.
Oggi vi porto a conoscere un luogo incantato, davvero bello e completamente a contatto con la natura.
Ci troviamo nella regione dell‘Emilia Romagna, in provincia di Forli-Cesena per la precisione e andiamo alla Cascata dell’Alferello.
Il perchè del suo nome è molto semplice, infatti questa meraviglia naturale non è altro che il salto che compie il torrente Alferello.
Cascata dell’Alferello
Come punto di riferimento posso darvi la più conosciuta Bagno di Romagna, arrivati qui la strada è davvero semplice fino al paese di Alfero da dove, seguendo le indicazioni arriverete al parcheggio.
Lasciata l’auto vi aspetta una bella passeggiata di circa 20-25 minuti , relativamente impegnativa prima di arrivare alla cascata; vi consiglio di portare delle scarpe e di non farla in infradito perchè in certi punti è un pò ripida.
Attraverserete in questo modo il bosco,sarà una camminata piacevole in qualsiasi stagione, ma soprattutto in estate godrete di una bella aria fresca.
La cascata dell’Alferello è davvero bellissima, vi ritroverete ad ammirarla a bocca aperta.
La zona è ottima per una gita fuori porta,con annesso pic-nic, molti infatti la prendono come alternativa al mare.
Le sue acque sono fresche, è possibile fare il bagno nelle vasche naturali con l’acqua bassa, è possibile tuffarsi in certi punti dove il livello dell’acqua sale ed è davvero bellissimo passare sotto il getto diretto della cascata.
Cascata dell’Alferello
Noi avevamo il pranzo al sacco,così dopo aver apprezzato la cascata sotto ogni sfumatura, abbiamo divorato i nostri panini adagiati sulle rocce e ci siamo rilassati in un luogo davvero perfetto.
In piena estate è una meta presa un pò d’assalto, quindi a seconda del mese in cui decidete di andare potreste trovare più o meno gente.
La cascata è anche detta cascata delle Trote per via dell’abbondante quantità di pesci presenti nelle sue acque.
Se fate un gita verso Bagno di Romagna allungate un pò la strada per ammirare con i vostri occhi questo angolo di natura con il suo salto di circa 30 metri.
Come ultimo consiglio vi dico di portarvi dei sandali o delle scarpette da scoglio, gli spostamenti in acqua saranno molto più semplici.
Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice Seriale.
Facciamo un salto indietro nel tempo di più di 2000 anni e teletrasportiamoci ai tempi dei romani.
Roma -la città eterna- secondo me è anche la città meravigliosa,ineguagliabile.
Detto questo però dobbiamo tenere presente che l’Impero Romano era vastissimo e si estendeva in ogni direzione;probabilmente proprio nelle vostre città ci sono dei segni del loro passaggio.
Da me sì, infatti Pesaro nacque con il nome di Pisaurum nel 184 a.c. , a metà strada fra Senagallica (Senigallia) e Ariminum (Rimini) proprio nel passaggio della Via Flaminia, strada che conduceva direttamente a Roma.
La città aveva logicamente la tipica forma di una urbs romana, con il cardo e decumano che si intersecavano creando il foro, l’attuale Piazza del Popolo. Parallele a queste due assi, si svilupparono altre strade,creando così un reticolato,ovvero il cuore della città.
Nel 2004-2005, durante alcuni scavi per la costruzione di un garage, poco lontano dalla piazza venne fatta una grandissima scoperta:una domus romana.
Dopo anni di restauri e lavori, oggi il sito è visitabile e a mio avviso molto suggestivo.
Ci troviamo in Via dell’Abbondanza, chiamata così sin dal passato proprio per la ricchezza dei suoi abitanti.
Anche la Domus Romana apparteneva ad una famiglia agiata, probabilmente ad un ricco commerciante.
Scendendo di circa 4 metri dal livello della strada di oggi, si sono ritrovati resti romani,che nel corso degli anni sono stati ricoperti da un impianto termale, a sua volta ricoperto da alcune tombe che hanno lasciato il posto a pali e capanne con tetti di paglia nel Medioevo ed a un vasaio e al suo laboratorio nel Rinascimento.
Appena entrerete nel complesso,vedrete delle illustrazioni che mostrano proprio la stratificazione nel corso degli anni.
Ma torniamo al periodo romanico e alla domus di Pesaro.
La vostra attenzione sarà subito attratta dai mosaici pavimentali,segno evidente della grande ricchezza della famiglia.
Mosaici pavimentali
Una domus aveva un atrium, ambiente principale della casa attorno al quale si aprivano tutte le stanze, e un peristilium, uno spazio aperto con colonnato,abbellito da alberi da frutto e giochi d’acqua.
Voi durante la visita sarete proprio qui, nel peristilium.
Logicamente non troverete i resti di tutto quello che vi ho descritto ma vedrete solo i mosaici pavimentali, dei resti di alcune colonne e dei resti delle mura perimetrali della casa.
Tre video proiettati vi teletrasporteranno a quell’epoca, durante una tipica mattina nella domus, quando il padrone di casa si alzava e rendeva omaggio agli antenati in una sorta di piccolo templietto, per chiedere protezione per sè e per tutto l’edificio.
Immaginatevi poi di rilassarvi riscaldati da un tiepido sole nel cortile esterno che si affaccia sulle pareti delle stanze color giallo ocra e rosso, affrescate secondo la moda dell’epoca e quindi senza prospettiva.
Plastico dell’edificio originale
Dopo la proiezione dei video avrete del tempo per ammirare i mosaici e delle teche contenenti gli oggetti di varie epoche ritrovati durante gli scavi.
Questo sito rientra fra quelli aderenti alla domenicalmuseo durante la quale potrete entrare gratuitamente, altrimenti il prezzo del biglietto è di 10 euro, con il quale potrete accedere anche ai Musei Civici e alla casa di Rossini.
Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice seriale.
Una bella giornata a contatto con la natura,un po’ di sano movimento e l’assenza totale di connessione internet e rete telefonica.
Se è questo che cercate, dovete replicare la mia giornata di sabato scorso alla Diga di Ridracoli: siamo in provincia di Forlì-Cesena.
Il paesaggio è meraviglioso ed è possibile visitare il lago anche con un’escursione in battello, ma io ho optato per la versione dinamica e cioè con un bel giro in canoa.
Il costo totale è di 15 euro a persona per un’escursione di circa due ore nel lago, dopo la quale avrete tutto il tempo a vostra disposizione per riposarvi,scattare fotografie o visitare il museo dell’acqua (l’ingresso è compreso nel biglietto).
Per partecipare al giro in canoa è necessario prenotare (nella pagina facebook potete trovare i numeri utili) in anticipo e le escursioni vengono effettuate da maggio a metà agosto.
Munitevi di costume,crema solare,cappellino,scarpette da scoglio e fotocamera e siete pronti per l’avventura.
Il punto di incontro è sempre all’entrata in basso dove si lasciano le auto, possibilmente almeno una mezzoretta prima della partenza del giro, poi raggiungerete il punto più alto della diga a bordo di una navetta, percorrerete tutta la diga, le due gallerie successive e a questo punto inizierete ad intravedere diverse pagaie,segno che siete arrivati a destinazione.
Non è possibile uscire nel lago in autonomia, ma il gruppo sarà sempre accompagnato da una guida che illustrerà le bellezze e le peculiarità del territorio in base alla stagione.
Saliti sulla canoa (da due), ci abbiamo impiegato non più di cinque minuti per capire bene i movimenti e ci siamo completamente abbandonati al cospetto della natura.
Immaginatevi un silenzio disarmante, rotto solo dal rumore degli uccelli,una natura rigogliosa, le canoe che tagliano la superficie colore verde acqua del lago e niente altro.
Davvero una bellissima esperienza che consiglio di fare a tutti, grandi e piccini.
Il lago poi offre anche altro, il già citato giro in battello, dei percorsi trekking per raggiungere il rifugio in cui gustare succulenti piatti (sempre previa prenotazione) ed escursioni in notturna per ammirare le stelle.
Qualunque opzione scegliate, godetevi il lago.
Alla prossima escursione,
Viaggiatrice seriale.
Camminare mi piace, se poi sono immersa nella natura è ancora meglio.
Ultimamente mi sto dedicando alla scoperta di luoghi raggiungibili dopo qualche km a piedi e ogni volta ne rimango sempre più affascinata.
La scorsa domenica è stata la volta del lago di Fiastra e delle Lame Rosse.
Ci troviamo in provincia di Macerata e vi assicuro che in zona potete trovare diversi luoghi molto interessanti, ma torniamo alla nostra camminata.
Raggiungete il paesino di Fiastra,se non vi siete organizzati già da casa fermatevi a fare qualche panino con un ottimo ciauscolo dalla signora dell’alimentari, salite di nuovo in macchina e continuate sulla strada principale; dopo poco troverete un’indicazione sulla sinistra per le Lame Rosse,svoltate lì e fiancheggiate la sponda del lago per un pezzetto fino ad arrivare al punto di partenza del sentiero.
Il lago è abbastanza grande e lungo e per questo regala degli scorci bellissimi che variano a seconda del riflesso della luce.
Pur essendo artificiale la sua bellezza richiama molti turisti – e non solo- :circondato da boschi e monti è un luogo ideale per trascorrere una piacevole giornata di relax sulle sue rive provviste di lettini e ombrelloni.
Si trova a 685 metri sul livello del mare ed è all’interno del Parco Naturale dei Monti Sibillini.
Se siete sportivi e non amate troppo crogiolarvi al sole, il lago offre tantissime possibilità: dalla canoa al parapendio, dal tiro con l’arco ai vari tipi di pesca…avrete l’imbarazzo della scelta.
Inutile dire che la zona offre tantissimi percorsi naturalistici, io mi sono avventurata fino alle Lame Rosse.
Il percorso non è difficile,ho visto tanti bambini quando ci sono andata io e indicativamente in poco più di un’ora di cammino si arriva di fronte al meraviglioso spettacolo delle Lame Rosse.
Si può partire sia dal belvedere della Ruffella che dalla diga; il percorso è lungo circa 7 km.
Inizialmente è sterrato,poi si passa in un sentiero completamente all’ombra che attraversa il bosco fino ad arrivare all’ultimo tratto di salita sulla ghiaia.
L’ultimo tratto è quello che si accusa forse un po’ di più, ma la bellezza del paesaggio invoglia chiunque a raggiungere la “vetta”.
Le Lame Rosse sono formazioni composte di ghiaia e argilla, erose nei secoli dagli agenti atmosferici fino a modellarle a forma di pinnacoli.
Il loro colore rosso risalta tantissimo con l’azzurro del cielo, il bianco della ghiaia e il verde del bosco….vi assicuro che lo spettacolo è davvero unico.
La natura è capace di creare opere meravigliose e noi abbiamo l’obbligo di rispettarla, quindi è buon senso non fermarsi sotto a queste formazioni ma ammirarle dalla parte opposta e soprattutto non erodere maggiormente il suolo smuovendo e facendo precipitare a valle la ghiaia, sia nel rispetto degli altri escursionisti che della natura.
Concedetevi una ricompensa gustando i vostri panini mentre ammirate questa parte dei Monti Sibillini a dir poco fantastica.
Al prossimo trekking,
Viaggiatrice Seriale.
Liberate la mente, abbattete ogni pregiudizio, ampliate le vostre vedute…. è il primissimo consiglio che vi lascio se volete visitare La Scarzuola.
Per me è stata un’esperienza incredibile, bellissima ma ho assistito a delle scene assurde (persone ignoranti e maleducate che si sono recate qui senza nemmeno sapere cosa aspettarsi e pretendendo che la loro visione delle cose fosse l’unica corretta),è per questo che prima di tutto dovete seguire queste indicazioni.
Se come me vi documentate un po’ prima della vostra visita, vedrete che è un argomento ricorrente.
Perché? Vi starete chiedendo!
Semplicemente perché il proprietario di questo posto incredibile è un vero personaggio e dal momento che entrate in casa sua dovete stare al gioco….e mi sembra anche giusto.
Detto ciò vi consiglio assolutamente un visita alla città ideale di Buzzi, è una meraviglia per gli occhi.
Verrete accompagnati in una visita guidata di circa 1 ora e mezza da Marco (proprietario) che cercherà di condurvi in un viaggio parallelo, dandovi una visione delle cose molto diversa da quella che siamo abituati ad avere.
Io ho condiviso molti suoi pensieri, ma se così non fosse per voi, vi consiglio di concentrarvi sulla bellezza del posto, già solo quella vale la visita.
Veniamo alle indicazioni pratiche: La Scarzuola si trova a Montegabbione in provincia di Terni, l’ultimo tratto di strada è sterrato, il biglietto d’ingresso costa 10 euro a persona ed è necessario prenotare la visita (con un po’ di anticipo vista l’affluenza).
Nel 1218 San Francesco d’Assisi fondò un convento francescano in questo luogo e costruì una capanna con una pianta palustre chiamata Scarza, dalla quale deriva l’attuale nome.
Dopo essere stato per secoli un luogo religioso, venne acquistato nel 1956 dall’architetto milanese Tomaso Buzzi che lo restaurò e lo trasformò in una sorta di macchina teatrale.
Le scenografie infatti venivano create per essere poi, una volta terminate, smontate di nuovo e trasformate in altre scene.
Viene definita la città ideale, per via di una parte della costruzione che vuole proprio rappresentare il concetto appena descritto:sembra che Buzzi l’abbia vista in sogno e voluta ricreare.
La visita ha un lato molto profondo per chi lo vuole cogliere: si spazia dall’io cosmico all’io terreno, si affronta il tema del potere e della collettività.
La guida è un erede dell’architetto milanese,alla morte di quest’ultimo ereditò questo luogo magnifico e gli diede la sua impronta, ma seguì anche i bozzetti ritrovati di Tomaso Buzzi per creare questa bellezza che noi possiamo ammirare oggi.
Non mi soffermo troppo nei dettagli e negli argomenti trattati perché è un’esperienza che deve essere vissuta in prima persona, ma ricordate bene di aprire la mente, non giudicare Marco ma prendere spunto dalle sue riflessioni.
Vi ho incuriosito?Se ancora non vi basta vi posso dire che farete un viaggio virtuale su un vascello accompagnati da alcune muse, entrerete nella bocca della balena,ammirerete la torre di Babele e contemplerete il tempo.
Passeggerete in un bellissimo giardino,ascolterete discorsi molto diversi da quelli che sentite normalmente e vi ritroverete inevitabilmente a riflettere su quelle parole.
Una bella esperienza difficile da raccontare a parole.
Al prossimo viaggio (reale o virtuale),
Viaggiatrice seriale.
Sabato mattina:non sei partita per il ponte ma non hai intenzione nemmeno di rimanere a casa a poltrire per più giorni,così decidi di partire in macchina e di scovare qualche tesoro a pochi km di distanza.
Una bella gita fuori porta è quello che ci vuole!
Fatta questa premessa corro subito a raccontarvi la mia giornata di ieri.
Sono partita in auto da Pesaro,direzione Roma per intenderci,ma per noi questo significa attraversare l’appennino, poter svoltare per l’Umbria,per la Toscana o semplicemente restare nelle Marche.
La mia scelta è stata proprio l’ultima,restare nella mia regione e scoprire qualcosa di nuovo.
Prima sosta d’obbligo al Furlo,ci sarò stata 100 volte ma se ci passo davanti ho la forte necessità di fermarmi,il paesaggio è davvero meraviglioso.
Le acque del fiume Candigliano che attraversano la gola sono di un verde acqua acceso,il sole riflette sul pelo dell’acqua e il verde della vegetazione in questo periodo è brillante più che mai.
Risalita in auto ho percorso qualche altro km fino ad arrivare a Cagli- sempre in provincia di PU- una volta qui mi sono diretta a Pieia, un piccolo borgo di antiche case alle pendici del Monte Nerone.
La strada è stretta e tortuosa,ma niente di preoccupante.Quando raggiungete la piccola chiesetta potete parcheggiare la macchina e iniziare l’avventura.
Vi consiglio di fare prima un giretto nel paesino ammirando le case in pietra e il panorama circostante.
A questo punto attraversate la strada,raggiungete un’area pic-nic provvista di tavoli e prendete il sentiero sulla destra – ve lo dice una che si è fatta una gran scarpinata nel lato sbagliato,facendo una gran fatica prima di arrivare alla meta,ma gustando altri panorami mozzafiato-.
Questo sentiero è molto tranquillo, dopo circa 15-20 minuti di camminata troverete alla vostra sinistra l’imponente arco diFondarca.
Si tratta di una vasta caverna a cui nel corso dei secoli è caduto il tetto,creando questo scenario suggestivo.
Al nostro arrivo c’era un gruppo di persone che si cimentava in arrampicata,il luogo infatti si presta molto.
Lo spettacolo è davvero ammirevole, cespugli,alberi e piante sono riusciti a crescere in ogni crepa della roccia,se alzate lo sguardo verso il cielo potrete ammirare il grande “cratere” che una volta fungeva da riparo alla caverna e l’arco è lì che spicca,facendo da cornice alle nuvole che si muovono.
Vi consiglio di attraversarlo perchè dall’altro lato la visuale è migliore, continuate a salire e dopo aver attraversato il fondo della caverna,uscite da un piccolo passaggio nella roccia,così da arrivare nella parete opposta.
Qui è possibile continuare il cammino fino ad arrivare proprio fin sopra l’arco.
Una camminata non troppo impegnativa,ma che regala scenari unici.
Nella via del ritorno poi,verso la fine del sentiero,fermatevi un secondo ad ammirare il piccolo borgo di Pieia che sorge proprio sulla roccia.
Il mio tour alla scoperta dei borghi marchigiani continua e questa volta sono stata a Corinaldo.
In realtà non è la prima volta per me, ci sono già stata ma sempre in occasione della famosa festa di Halloween che si tiene in questo comune in provincia di Ancona e quindi non ho mai potuto apprezzare appieno le sue bellezze.
Anche questa volta la mia presenza era legata ad una festa, per la precisione la festa dei Folli all’interno della quale si teneva anche la crazy run, ovvero una corsa di 5 km attorno alle mura del borgo.
Perche crazy vi starete chiedendo?In primis per essere inerente con il tema della festa,ma anche perchè era una corsa colorata,i partecipanti erano cosparsi di colore dalla testa ai piedi:una bella esperienza!
Tornando a Corinaldo, non posso che spendere parole positive-anzi positivissime- non a caso è stato inserito fra i borghi più belli d’Italia e nel 2007 si è addirittura conquistato il primo posto.
Dalla sua altezza di circa 200 metri sul livello del mare si scorge un bellissimo panorama sulla campagna circostante e soprattutto sui vigneti:la zona infatti è famosa per la produzione del Verdicchio.
Vi consiglio di non perdervi le deliziose cantine e osterie all’interno delle mura.
Perdetevi invece fra le sue viuzze strette e lasciatevi inebriare dal profumo dei fiori posti ad abbellire le facciate in mattoncini.
L’interno delle mura è davvero suggestivo,edifici e palazzi storici magnificamente restaurati attireranno la vostra attenzione, come le varie chiese.
Da non perdere assolutamente è il pozzo collocato sulla grande scalinata: forse si tratta dell’immagine che per eccellenza rappresenta Corinaldo.
Salendo i gradini,indicativamente a metà,svoltate a sinistra e andate a dare un’occhiata alla facciata della casa di Scuretto….scoprirete una simpatica storia.
La cinta muraria,di origine medievale è considerata una delle meglio conservate di tutte le Marche ,da non perdere anche i merli a coda di rondine della torre dello Scorticatore e delle altre torri conservate benissimo.
A Corinaldo si può cogliere un aspetto storico grazie alla struttura del borgo,un aspetto gioioso grazie alle tante iniziative proposte nel corso dell’anno,un aspetto culinario non indifferente grazie ai prodotti tipici della zona come vino e olio e un aspetto religioso: qui nacque infatti Santa Maria Goretti, martirizzata nel 1902.
Come avrete capito questo bellissimo borgo marchigiano soddisfa svariate esigenze,non vi resta che visitarlo personalmente…..e poi scendendo per qualche km arriverete direttamente al mare!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.
PS: qui si svolge la più antica rievocazione storica della provincia di Ancona, la contesa del pozzo della polenta…potrebbe essere l’occasione giusta per visitarlo.
Parto sempre molto volentieri alla scoperta di qualche bel borgo italiano,spesso anche senza sapere precisamente la destinazione….è la strada che decide per me!
Ieri,domenica di aprile soleggiata, era la giornata giusta per aggiungere un tassello alla mia collezione.
Questa volta il mio bolidino si è diretto verso la bellissima Umbria e di conseguenza non avevo che l’imbarazzo della scelta.
Scartando i borghi già visitati,quelli troppo fuori mano,quelli che non mi ispiravano e così via….ho raggiunto Spello.
Ne avevo sentito parlare sempre bene e sapevo anche che rientrava fra i borghi più belli d’Italia, ma ho voluto controllare di persona e confermo quello che si sente dire: è un vero gioiellino.
A circa 15 km di distanza dalla famosissimi Assisi,si trova questo borgo carinissimo,curato nei minimi particolari,dove regna la tranquillità.
Spello è famosissima per le sue infiorate (quest’anno la manifestazione si terrà nei giorni 17-18 giugno), manifestazioni religiose in cui vengono creati dei veri e propri tappeti di fiori,utilizzando sia esemplari freschi dai colori più vivaci,sia esemplari essiccati.
I fiori sono una parte molto importante del borgo,non solo in queste occasioni ma sempre:girando per le viuzze noterete ovunque un tocco di colore che crea scorci davvero suggestivi.
Ho scoperto che si svolge anche una gara chiamata “finestre,balconi e vicoli fioriti” durante la quale ogni famiglia lascia libero sfogo alla propria fantasia creando delle piccole opere d’arte.
Da visitare assolutamente la Collegiata di Santa Maria Maggiore, al cui interno è possibile ammirare affreschi del Pinturicchio …. che meraviglia!
Dopo aver deliziato gli occhi di tanta bellezza,vi consiglio di dirigervi verso il belvedere perché pensare di affrontare la salita dopo pranzo sarà di sicuro molto più faticoso.
Una volta arrivati in cima abbiamo goduto di un panorama non indifferente,una vista da togliere il fiato.
La tappa successiva è stato il Palazzo Urbani, o meglio il suo loggiato con il ballatoio ligneo con tettoia.
E’ arrivata l’ora di pranzo e dopo essere passati davanti ad un’infinità di enoteche,alimentari e ristorantini che pubblicizzavano le specialità della zona, non ce la siamo sentita di ripartire senza prima assaggiare qualche prelibatezza.
Seduti attorno ad una botte che fungeva da tavolino e scaldati dal sole abbiamo gustato un tagliere di affettati locali, bruschette miste e torta al testo…ho ancora l’acquolina.
Ultimo giretto generale,ammirando anche la torre dell’orologio e poi di nuovo in macchina per raggiungere la destinazione successiva……Spoleto!
Ah, dimenticavo di dirvi che poco prima di raggiungere Spello abbiamo fatto una mini sosta per visitare Villa Fidelia,nata come villa di campagna, fuori le mura, dove i nobili trascorrevano la stagione estiva;edificio bello e imponente,anche se l’aspetto migliore è sicuramente il grande giardino all’italiana che con il tempo ha sicuramente perso gran parte del suo fascino.
Venezia l’ho sempre amata, ma ogni volta che ci torno è come se fosse la prima….i miei occhi si trasformano a cuoricino.
Dopo qualche anno di assenza, ho trascorso ben due fine settimana consecutivi in questa bellissima città e ho cercato di scorgere particolari meno vistosi,percorrere calle meno trafficate e soprattutto camminare con gli occhi e il naso all’insù.
Ho avuto la fortuna di partecipare ad una visita guidata e mi si è aperto davvero un mondo,la mia visione di Venezia è stata totalmente stravolta e io adoro scoprire lati nascosti e storie andate perdute.
Proprio perché questa esperienza mi ha stravolto positivamente, mi sembra giusto condividere alcune informazioni con voi,siete pronti? La ricchezza della Repubblica di Venezia
La Repubblica di Venezia resistette per più di mille anni e il segreto è molto semplice: i nobili (che di solito non si sporcavano le mani nemmeno per riscuotere denaro) a Venezia lavoravano in prima persona aumentando la ricchezza della città;per lo più erano commercianti.
Se devo farvi un esempio per farvi capire la ricchezza della città,paragonata ai giorni nostri,vi dico che equivaleva (indicativamente) a quella della Città del Vaticano. Gli austriaci cambiarono completamente la struttura di Venezia
Venezia venne venduta agli austriaci da Napoleone.Essi apportarono moltissimi cambiamenti alla città.
In precedenza vi erano circa 100 canali, gli austriaci ne interrarono circa la metà modificando completamente la struttura di Venezia.Le “strade” erano i canali e di conseguenza le entrate principali dei meravigliosi palazzi si affacciavano tutte sull’acqua;apportando queste modifiche, queste entrate non vennero (quasi) più utilizzate e le porte che prima erano di servizio e davano sulla parte posteriore del palazzo diventarono quelle principali (da dove entriamo oggi).
I canali interrati divennero delle vie a tutti gli effetti e tutt’oggi si distinguono dalle vie originali (calle) perché molto più grandi (e anche con un nome differente).
Originariamente i ponti servivano per accedere ai palazzi, dopo questo cambiamento acquisirono la funzione di attraversare il canale collegando più strade;originariamente non erano provvisti di una sorta di parapetto laterale,cosa che invece venne aggiunta in seguito e tramandata fino ai nostri giorni.
Ultimo ponte veneziano
In tutta la città di Venezia è rimasto un solo ponte veneziano,gli altri sono tutti ponti austriaci.
Venezia non è costruita sull’acqua
Sfatiamo una volta per tutte questa idea che Venezia sia stata costruita sull’acqua: non è così.
La laguna rappresentava un grande vantaggio per chi la conosceva,i popoli invasori non sapevano come muoversi in un terreno così difficile e di conseguenza non riuscivano a conquistarla.Fu per questo motivo che la laguna venne popolata, ma essendo un luogo paludoso e inadatto allo sviluppo di una comunità,vennero fatte diverse e grandissime opere di bonifica.
Una volta capito il metodo migliore, vennero costruite le prime abitazioni…..sempre con mattoni perché molto più leggeri rispetto ad altri materiali,ma sulla terraferma (bonificata) e non sull’acqua,quindi le case di Venezia non sono palafitte,ma sono case a tutti gli effetti.
Il metodo di costruzione poi però è particolare,come detto in precedenza si cercava di creare una struttura più leggera possibile…avete mai notato che le case non hanno i balconi?Perché?Sempre per questione di peso.In alcuni casi si vedono dei mini balconcini,ma non i soliti che siamo abituati a vedere.
L’acqua è stagnante?
Assolutamente no.L’acqua dei canali di Venezia risente del fenomeno delle maree e di conseguenza si alza e si abbassa volte al giorno e quindi è in continuo movimento.
Uno dei canali di Venezia
Chiese di Venezia
Fateci caso,spesso non riuscirete a trovare l’ingresso delle chiese!Perché?!Semplicemente perché sempre per questioni di spazio non potevano essere edifici isolati, ma vennero costruite abitazioni tutt’intorno e quando dico tutt’intorno intendo dire anche sui 4 lati.
Chiesa completamente inglobata dalle case
Esistono chiese che si intravedono solo da lontano, per via del campanile,poi avvicinandosi si rimane un po’ spaesati fin quando non si realizza di dover entrare da una porta normalissima,attraversare “uno strato” di case e finalmente si arriva a destinazione.Addirittura anche la chiesa di San Marco non ha tutti i lati liberi…fateci caso!
Il Carnevale
Sapete che inizialmente il carnevale durava 5 mesi?Non dovete pensare ad un periodo di festa ma piuttosto ad un periodo in cui era consentito mascherarsi. Perché vi starete chiedendo?Semplicemente perché vivere su un’isola non era facile, il concetto di privacy era praticamente inesistente e per ovviare a questo problema è stato escogitato questo stratagemma.
I Casinò
Sapete come si dice casa in veneziano?La risposta è Ca’. E piccola casa? La risposta è Casin. I casin erano generalmente strutturati su tre piani,il primo era il magazzino con i grandi archi dove le imbarcazioni riuscivano ad arrivare senza problemi e scaricavano le merci, il terzo era dedicato al reparto notte con le camere e il piano centrale era quello in cui si svolgeva la vita sociale.Piano piano a Venezia si sviluppò il gioco d’azzardo e al contrario del resto d’Europa divenne legale ed in città arrivarono anche tanti stranieri spinti da questa possibilità.I piani centrali delle case quindi,di giorno accoglievano la vita famigliare/commerciale, la sera si trasformavano in stanze da gioco dove vi erano collacati tavolini illuminati solo da candele e dove si accomodavano uomini dal volto coperto da una maschera e costretti e rimanere in silenzio:ecco come e dove nacquero i casinò.
Questo fu un altro aspetto che contribuì all’incremento della ricchezza della città.
Giacomo Casanova
Anche qui il mito che si è creato intorno a questo personaggio non è proprio veritiero,anzi.
Oggi usiamo il termine casanova per indicare un dongiovanni,che prova piacere nella conquista e una volta raggiunto l’obiettivo cambia bersaglio.Giacomo ebbe un sacco di donne,ma sembra che si innamorasse realmente di tutte, è che semplicemente poi non andava a buon fine.Sembra che intrattenesse relazioni epistolari con molte di esse e che addirittura cercò di sposarsi per ben 5 volte.
Era una persona molto intelligente,scrittore,poeta e filosofo al contrario di quello che si pensa.
Avrei tanti altri racconti e segreti da svelarvi, ma al momento mi fermo qui!:-)
Logicamente si tratta di riassunti,su riassunti su riassunti della storia…le vicende si sono verificate in un lasso di tempo molto ampio,ma mi sembrava giusto darvi almeno un’idea.
Io sono rimasta completamente affascinata,non vedo l’ora di partecipare ad un’altra visita così interessante e scoprire qualche altro segreto!
Piano piano sto trasformando i miei sogni nel cassetto in realtà.
La scorsa settimana ne ho realizzato un altro in una città meravigliosa,ineguagliabile e che mi emoziona ogni volta: Venezia.
Premetto che ogni angolo,ogni scorcio ha davvero qualcosa di unico e tornarci per la seconda,terza volta ti permette di guardare tutto con occhi diversi,di avere un atteggiamento molto più rilassato e come dice una mia amica,di camminare con lo sguardo verso l’alto e non verso il basso alla ricerca della via giusta da seguire.
Detto ciò vi voglio accompagnare in un luogo davvero unico nel suo genere, la prima volta che ne ho sentito parlare ho subito detto:prima o poi ci andrò.
Siete appassionati di libri?Amate le librerie?
Allora non potete assolutamente perdervi questa chicca.
Si tratta della Libreria Acqua Alta, situata in Calle Lunga Santa Maria Formosa,facile da raggiungere.
Dovete abbandonare la vostra idea di libreria,aprite la mente e immaginatevi libri,riviste,vecchie enciclopedie,mappe e chi più ne ha più ne metta collocate non nei classici scaffali ma all’interno di una gondola, vasche da bagno, canoe e cose simili.
La quantità di volumi è davvero impressionante,non credo sia molto facile cercare qualcosa di specifico.
Lasciatevi ammaliare dall’atmosfera, spingetevi fino in fondo alla stanza di destra e sedetevi su una vecchia poltrona ad ammirare l’acqua del canale che passa proprio lì,
uscite nel giardino e salite i gradini della scala fatta di libri o rifugiatevi nell’altro angolino romantico con un tavolino in ferro e una parete composta interamente da libri.
E’ un luogo davvero unico e meraviglioso nella sua particolarità, è infatti considerata una delle 10 librerie più belle del mondo.
Avrete anche la compagnia dei gatti del proprietario che si aggirano fra i tanti volumi.
Io fossi in voi la inserirei nella lista delle cose da vedere!
Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice Seriale.
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