Al confine tra Basilicata e Calabria si estende il bellissimo Parco Nazionale del Pollino che oltre alle bellezze naturalistiche, comprende anche diversi borghi, fra cui Rotonda. Rotonda può essere considerato il comune più a sud della Basilicata ed è proprio lui che ci ha ospitato durante l’educational tour “Lucania da Vivere” organizzato da “Marmo Melandro Viaggi” in collaborazione con “I Viaggi del Milione”. Un paese di circa 3000 anime che ha mantenuto le tradizioni e il folklore tipici della Lucania, ma che accoglie con gioia i turisti curiosi di scoprire queste zone.
Scorci di Rotonda (PZ)
Feste e tradizioni
Il racconto di Rotonda non può che iniziare dalla Festa dell’Abete, un rito arboreo che rappresenta il matrimonio tra un abete bianco e un faggio, che si svolge nel mese di giugno e che richiama in paese tutti coloro che sono andati a vivere altrove e tantissimi turisti, perché è così sentita che è un orgoglio sentirsi parte di questa festa. Un enorme palo svetta in centro ed è proprio qui che si svolgerà l’unione tra la parte maschile e quella femminile che vengono raccolte in zone differenti, distanti anche un centinaio di km per non creare incesti. Vengono poi trasportati a Rotonda con l’ausilio di diverse coppie di buoi e una volta arrivati a destinazione, si continua a fare festa.
I musei di Rotonda
Come in ogni comune che si rispetti, anche a Rotonda si possono visitare diversi musei: il MUGEPA – Museo Geopaleontologico merita sicuramente una visita, qui infatti potrete conoscere Mario, un enorme elefante di 4 metri che visse in queste zone un centinaio di migliaia di anni fa. La cosa particolare è che venne alla luce solo nel 1982 quando il Sig. Mario Calderelli, un paesano di Rotonda scoprì i resti durante dei lavori nella sua proprietà… e quindi l’enorme pachiderma prese il suo nome. In zona non fu l’unico ritrovamento perché poco distante vennero ritrovati i resti di un ippopotamo, sempre conservati al museo. Si tratta del luogo perfetto in cui fare un viaggio nella storia e comprendere la conformazione della zona.
MUGEPA Museo Geopaleontologico di Rotonda
Essendo all’interno del Parco Nazionale del Pollino, poteva forse mancare un museo a lui dedicato? Poco fuori dal cuore del paese si trova il l’Ecomuseo del Pollino che attraverso cartellonistica, riproduzioni e giochi interattivi racconta perfettamente la conformazione, la flora e la fauna del Parco Nazionale più esteso d’Italia. Nella parte alta di Rotonda invece si trova il Museo del Borgo dove scoprire qualche segreto di Rotonda, fra cui la storia delle sue due eccellenze: la melanzana rossa e il fagiolo bianco di Rotonda.
Cosa vedere nel paese di Rotonda
Non potete andarvene da Rotonda senza aver visto alcune delle iconiche fontane in pietra che testimoniano l’antica tradizione degli scalpellini, i portali dei palazzi antichi, le chiese e il panorama che si può ammirare dalla parte alta del borgo; dato che ci siete potreste anche raggiungere la croce per una veduta privilegiata. Ultimo ma non per importanza è il grande palo che ospita i due alberi della Festa dell’Abete.
Fontane di Rotonda
Escursioni partendo da Rotonda
Trovandosi proprio all’interno del Parco Nazionale del Pollino, Rotonda rappresenta il punto perfetto da dove partire per effettuare diverse escursioni in zona. Se cercate un’escursione facile e adatta anche ai meno allenati, non vi resta che partire dal centro e seguire il cartello che indica il Sentiero Paraturo. Appena usciti dal centro abitato vi immergerete nel verde, costeggiando il torrente Paraturo prima e scendendo diverse scale poi, raggiungerete laCascata del Demonio, davvero molto suggestiva.
Cascata del Demonio (o del Paraturo)
Nel periodo invernale invece, una ciaspolata a Piano Ruggio è imperdibile. Raggiungete il parcheggio di Piano Ruggio e da qui iniziate la scoperta del meraviglioso territorio ricoperto da una coltre bianca. Questi sono solo degli spunti, se siete amanti della natura avrete solo l’imbarazzo della scelta.
Laboratori esperienziali e tradizioni
Dopo aver riempito gli occhi di bellezza, è arrivato il momento di mettere le mani in pasta! Proprio così, abbiamo partecipato ad un laboratorio di cucina, dove la simpaticissima signora Maria ci ha insegnato a fare le laganeddre (tagliolini), la pasta tipica della zona che abbiamo poi condito con il famoso fagiolo bianco di Rotonda.
Laganeddre di Rotonda
Dopo la pasta è venuto il momento di fare la pizza, così sempre dietro alle indicazioni di Maria ci siamo improvvisati pizzaioli e devo dire che siamo stati davvero bravi. Per vivere appieno il territorio, i laboratori esperienziali sono perfetti e anche voi potrete provarli, vengono infatti organizzati per gli ospiti.
Dove dormire e mangiare
A Rotonda si respira un grande senso di ospitalità, dai paesani che ti fermano in piazza per fare due parole alla strutture ricettive. Io vi consiglio di alloggiare presso l’albergo diffuso Borgo Ospitale, dove la gentilezza regna sovrana. La struttura ha un nucleo centrale che affaccia sulla piazza e poi ha diverse camere anche nella parte alta del borgo, da dove godere di una vista spettacolare.
Albergo diffuso “Borgo Ospitale”
Se volete rilassarvi, vi consiglio il centro benessere con spa e massaggi. Altro aspetto importantissimo è quello legato al cibo e qui mi sento di consigliarvi “Pollino Divino” , un’enoteca davvero rifornita e curata nei minimi dettagli, il ristorante “La Rimissa” dove gustare prodotti tipici della tradizione lucana e la pizzeria “Zio Franklin” con delle ottime pizze e una proposta di pesce. Prima di lasciare Rotonda però, un pranzo in agriturismo non può mancare, quindi fate una tappa all’ “Agriturismo Campolerose” mentre quando andate a fare la ciaspolata, fermatevi al “Rifugio Fasanelli“.
Se amate le zone autentiche e non invase dal turismo di massa, Rotonda e il Parco Nazionale del Pollino fanno al caso vostro.
Il Parco Nazionale del Pollino custodisce bellezze uniche, oggi andiamo alla scoperta della Cascata del Demonio. Durante l’Educational “Lucania da Vivere” organizzato da “Marmo Melandro Viaggi” in collaborazione con “I Viaggi del Milione” ho avuto la possibilità di scoprire diverse zone e diverse attrazioni limitrofe al borgo di Rotonda ed essendo io un’amante delle cascate, non potevo non innamorarmene.
Cascata del Demonio (o del Paraturo)
Come raggiungere la cascata
L’escursione per raggiungere la Cascata del Demonio è davvero semplice e piacevole. Il sentiero che conduce di fronte al suo salto è il Sentiero Paraturo e parte direttamente dal centro del borgo di Rotonda. Vi consiglio quindi di lasciare l’auto qui e di seguire le indicazione sui cartelli. Dopo una piccola discesa iniziale avrete tutta una parte pianeggiante che costeggia il torrente Paraturo, attraversate poi il ponte e percorrete la piccola salita. In base al periodo in cui farete questo trekking, troverete sul percorso zone più fangose piuttosto che piccoli rami da scavalcare, ma non vi creeranno nessun tipo di problema. L’ultimo tratto invece prevede di scendere una scalinata e in men che non si dica vi ritroverete di fronte alla Cascata del Demonio con il suo salto di circa 15 metri.
Paesaggi lungo il sentiero Paraturo
La cascata
Immersa in una natura rigogliosa e in una gola calcarea, come un piccolo tesoro si svela al camminatore la cascata del Paraturo, conosciuta anche come Cascata del Demonio. Ma da dove viene questo nome? Una leggenda popolare narra la storia di un demonio che scelse proprio queste zone impervie e selvagge come proprio rifugio. Al contrario del nome, si tratta di un’escursione davvero piacevole e molto semplice, di circa 4 km, adatta per una gita domenicale immersa nella natura.
Ruderi di antichi mulini
Se ami le cascate e sei in Basilicata, non perderti quelle di San Fele.
Il trekking che vi propongo oggi ci porta alla vetta del monte Ventasso in provincia di Reggio Emilia.
Foliage al lago Calamone
Da dove prendere il sentierotrekking per il Ventasso
Il sentiero effettivo parte dal Lago Calamone, quindi dopo aver parcheggiato l’auto nel parcheggio di Ventasso Laghi raggiungete il lago e magari approfittatene per ammirarlo in tutto il suo splendore, soprattutto nel periodo autunnale, prima di iniziare il sentiero che vi porterà alla vetta del Ventasso. L’inizio del sentiero sarà proprio dopo il rifugio Venusta, sulla destra.
Veduta dal monte Ventasso
Il sentiero del trekking
Procedete dunque sul sentiero CAI 661 indicato sugli appositi segnali e iniziate la salita. Nella prima parte attraverserete una faggeta iniziando a salire di quota, fino ad arrivare in una zona pianeggiante, dove troverete un cartello con diverse indicazioni. Da qui mancano poco più di 30 minuti per arrivare a destinazione, potreste approfittarne per fare una piccola pausa. Poco dopo essere ripartiti vi ritroverete a dover affrontare una scelta: da questo punto infatti il sentiero è praticamente ad anello, proseguendo sulla destra prendete la via normale , più lunga e meno impegnativa, proseguendo sulla sinistra invece prendete la via diretta, più ripida, più corta e più panoramica perché si affaccia sul versante del lago Calamone.
Bivio trekking monte Ventasso
Entrambe portano allo stesso identico punto e cioè alla croce a 1727 m slm, potete anche optare per farne una all’andata e una al ritorno. Arrivati sulla vetta del Ventasso, godetevi il meraviglioso panorama, io ci sono stata ad ottobre e lo spettacolo del foliage era incredibile.
Croce monte Ventasso
Il dislivello totale è di circa 470m e il tempo stimato per l’intero anello è di circa 3 ore. Sulla via del ritorno, se volete vedere qualcosa di diverso, una volta giunti alla parte pianeggiante proseguite dritto e percorrete il sentiero CAI 667B che vi riporterà sempre al lago. Come ricompensa dopo la fatica, vi suggerisco un pausa pranzo o merenda al rifugio Venusta, con vista sul lago.
Veduta sul lago Calamone dal monte Ventasso
Un trekking non troppo impegnativo ma che regala soddisfazioni in ogni periodo dell’anno. Se cercate altri spunti in zona, potrebbe interessarvi il trekking alla Pietra di Bismantova o un itinerario nelle terre di Matilde di Canossa.
Ci sono cose che diamo per scontate o che non ci domandiamo mai nel corso di un’intera esistenza, tipo: “Dove si trova il centro d’Italia”? Ebbene sì, il nostro Stivale deve avere un centro ben preciso e questo punto è stato calcolato dall’Istituto Geografico Militare e si trova nei pressi di Narni, più precisamente a ridosso del ponte Cardona.
Centro Geografico d’Italia
Trekking per raggiungere il centro d’Italia
Per gli amanti dei trekking e non solo, questa è una camminata davvero imperdibile perché non conduce ad una vetta o ad un belvedere, ma proprio al centro d’Italia. La passeggiata è molto semplice e parte dal parcheggio del “Centro Geografico d’Italia” , lasciate l’auto, oltrepassate il cartello che indica questo punto ben preciso ed incamminatevi nel semplice sentiero che attraversa il bosco.
Inizio del sentiero
Quasi completamente pianeggiante, vi farà sentire immersi totalmente nella natura e strada facendo incontrerete delle strane creature, piccolissimi folletti che abitano le casette a ridosso del sentiero. Oltre a questi bizzarri personaggi, lungo la passeggiate incontrerete anche diversi pozzetti laterali, ossia le bocchette di un antico acquedotto romano, l’acquedotto Formina. Oltrepassata l’ultima curva, si intravede in lontananza il profilo di un ponte e proprio al suo fianco troverete il Centro Geografico dell’Italia peninsulare, indicato con un cippo in pietra con al centro un puntale in acciaio. Arrivati fin qui dovete assolutamente toccare con mano questo punto dal valore simbolico.
Il ponte Cardona
Fatte le foto di rito e toccato il ceppo (dicono che porti fortuna toccarlo), rivolgete lo sguardo sulla sinistra ai resti del ponte Cardona, un bellissimo ponte di epoca romana con un arco a tutto sesto, facente parte dell’acquedotto romano Formina.
Inizio del sentiero
Come raggiungere il punto di partenza
Raggiungere questo luogo simbolico è davvero semplice, recatevi a Narni e poi impostate sul navigatore “parcheggio Centro geografico d’Italia” e raggiungerete il luogo in cui lasciare l’auto. Qui troverete anche una piccola area picnic.
La grotta di San Pier Damiani è una destinazione perfetta per gli amanti dei trekking, non troppo impegnativa da raggiungere ma con un panorama mozzafiato.
Grotta San Pier Damiani
Percorso per raggiungere la grotta
Lasciate l’auto nel parcheggio del monastero di Fonte Avellana e tornate indietro sulla strada che avete percorso in macchina, prendete la strada asfaltata in salita e una volta raggiunta una curva a gomito proseguite ancora a sinistra. Percorrerete una carrareccia dalla quale ammirare il profilo del bellissimo monastero in tutta la sua estensione. Dopo circa una mezzoretta di cammino raggiungerete un muro di contenimento, proseguite sempre sulla strada principale, superate la seconda curva a gomito e rimanete sempre sulla strada fino ad arrivare ad una terza curva e al secondo muro di contenimento, qui prendete il sentiero a sinistra. Non potete sbagliarvi, seguite il cartello con le indicazioni.
Bivio per la grotta
Una volta arrivati qui se alzatelo sguardo al cielo, vedrete un foro sull’enorme parete di roccia, ecco, lei è proprio la vostra destinazione finale. Incamminatevi sul breve sentiero in salita e in men che non si dica sarete di fronte alla grotta di San Pier Damiani.
La grotta
La grotta si presenta come un’ampia cavità che ospita un altare in pietra e diverse croci create con i rami, dono dei pellegrini che vi sono passati. Io vi consiglio di fermarvi ed ammirare il panorama da questo punto di osservazione, visto che sarete completamente immersi nella natura; magari approfittatene per fare uno spuntino.
Panorama dalla grotta di San Pier Damiani
Storia della grotta di San Pier Damiani
Sembra che la grotta fosse il luogo in cui Pier Damiani si ritirava in preghiera nel periodo in cui ottenne il permesso di far parte della comunità degli eremiti avellaniti; in seguito ne divenne anche priore dal 1043 al 1057.
Interno grotta San Pier Damiani
Il percorso dal monastero di Fonte Avellana alla grotta è di circa 3 km, non troppo impegnativo ma molto suggestivo. Dopo questa piacevole camminata vi consiglio di visitare il bellissimo monastero e di fare una sosta alla sua foresteria.
Se vi dicessi “Percorso delle acque“, sapreste individuare la zona di cui sto parlando? Piccolo indizio: in questa regione potete trovare tantissimi percorsi per dei trekking e altrettante cascate o pozze naturali. Siamo nelle Marche e più precisamente a Pieve Torina, in provincia di Macerata.
Percorso delle acque di Pieve Torina
Il sentierodelle acque
A poca distanza dal centro di Pieve Torina parte il percorso delle acque, un semplice percorso da poter fare sia a piedi che in bicicletta di circa 4,5 km a tratta, che collega Pieve Torina al borgo di Fiume. Il percorso è totalmente pianeggiante, fatta eccezione giusto per 2/3 salite e proprio per questo è fattibile anche con bambini e passeggini.
Passerelle sul sentiero delle acque
La zona è molto suggestiva e rilassante, infatti la camminata costeggia il corso del torrente Sant’Angelo addentrandosi sempre più nel verde. Si attraversano ponti e passerelle in legno, si incontrano cascate e piccole piscine naturali ed è possibile fare una deviazione all’Eremo dei Santi. Alla fine del percorso invece, arriverete all’ antico mulino di Fiume, aperto al pubblico e visitabile.
Mulino ad acqua di Fiume
Percorso sensoriale
Il sentiero delle acque di Pieve Torina ha una sua particolarità: quasi all’inizio troverete un percorso sensoriale simile al percorso Kneipp delle spa, ma totalmente naturale. Toglietevi le scarpe e mettetevi alla prova camminando a piedi nudi sul fondale di sassi, in un’acqua gelida.
Percorso sensoriale Pieve Torina
Finita una vasca, una piccola superficie ricoperta di dischi in legno vi farà da passerella per entrare nella vasca successiva; più avanti invece incontrerete altre zone calpestabili ma dal fondo differente, questa volta senza acqua.
Percorso kneipp naturale
Come raggiungere il percorso delle acque
Per raggiungere questo sentiero vi basterà impostare sul navigatore “Percorsi delle acque di Pieve Torina” e arriverete proprio di fronte all’inizio della passeggiata, dove dal lato opposto della strada troverete un ampio parcheggio in cui lasciare l’auto.
Panorami percorso delle acque
Un piccolo e semplice percorso che racchiude storia e natura e che rigenera sia il corpo che la mente. Una leggenda narra che di qui passarono gli apostoli Pietro e Paolo. Se amate la natura e non impazzite per i percorsi più impegnativi, questo è proprio per voi, se invece cercate altri itinerari naturalistici in zona non perdetevi le Cascate di Sarnano, Li Vurgacci di Pioraco e Lu Vurghe.
Da poco tempo è stato inaugurato il Percorso degli Abati, insieme ad altri due nuovi sentieri nei pressi di Montelabbate. Partiamo proprio da quello degli Abati, più corto rispetto agli altri.
Castello di Montelabbate
Tappe del percorso degli Abati
Il percorso parte proprio dal centro di Montelabbate in provincia di Pesaro-Urbino e si sviluppa nelle campagne circostanti. Parcheggiate l’auto nei pressi del Municipio e guardando proprio questo edificio, dirigetevi verso destra sulla strada asfaltata in salita. Il percorso è contrassegnato dal simbolo bianco/fucsia, vi basterà seguire questo per non perdervi.
Segnale Percorso degli Abati
Piccolo tratto in salita sull’asfalto che vi condurrà in una zona residenziale, qui tenete la sinistra e vi ritroverete subito nel verde. Raggiunto il capanno verde degli asini alla vostra sinistra, proseguite dritto e iniziate a salire sul piccolo sentiero dal quale godrete di un bellissimo panorama su tutta la zona circostante e che vi condurrà ad un campo di ulivi. Qui tenetevi sulla sinistra e salendo un altro po’ avrete già raggiunto il Castello dove potrete riposarvi nell’area pic-nic. Prendete poi la carrareccia che in linea d’aria prosegue il sentiero che avete già percorso, per intenderci, una volta usciti del verde, non prendete né a destra né a sinistra ma proseguite dritto. Piacevole carrareccia immersa nel verde che vi condurrà fino ad un bivio, tenete la destra e costeggiate il campo mantenendo sempre la sinistra (cercate sempre i segnali sugli alberi) fino ad arrivare ad un campo di ulivi.
Paesaggi sul Percorso degli Abati
Qui cercate bene i segnali perché potrebbero essere più nascosti, quindi ricordatevi di non fare tutta la salita costeggiando il campo, ma prendete a sinistra e il percorso si farà pianeggiante. Giungerete quindi ad un altro bivio dove dovrete mantenere la destra e dopo una piccola salita vi ritroverete sulla strada asfaltata; qui prendete a sinistra e poco dopo guardate bene sulla destra e troverete un altro segnale. Percorrete la strada asfaltata e oltrepassate i blocchi per le auto, arrivando di nuovo verso una zona residenziale. Da questo punto in poi il percorso sarà tutto su asfalto, incontrerete prima qualche casa più isolata fino ad arrivare in mezzo ai palazzi. Vi ritroverete quindi alle porte del centro storico e una volta qui, dopo aver oltrepassato un’antica fontana e la chiesa sarete di nuovo di fronte al Municipio e avrete concluso il vostro giro ad anello.
Vedute durante il percorso
Info sul percorso degli Abati
Il percorso degli Abati è lungo circa 4 km con un dislivello di 150 metri e non presenta grandi difficoltà se non qualche tratto in salita. E’ un giro ad anello e non è fattibile con i passeggini. Consigliate le scarpe tecniche e l’acqua. Il giusto compromesso per una bella passeggiata nel verde, senza dover raggiungere zone troppo isolate.
Avete mai provato l’alpaca trekking?! Se amate gli animali è una di quelle esperienze che dovete assolutamente vivere. Si tratta di una passeggiata a contatto con la natura, accompagnati da alcuni degli animali più dolci che ci siano.
Alpaca trekking alla Contea della Terra di Mezzo
Come funziona l’alpaca trekking
Io ho provato questa bellissima esperienza nell’appennino reggiano grazie a “La Contea della Terra di Mezzo” situata a Carpineti in provincia di Reggio Emilia. La passeggiata ha una durata di circa 40 minuti e si è sempre accompagnai da una guida. Si parte dall’azienda agricola e percorrendo il sentiero che attraversa il bosco limitrofo, si raggiunge il punto panoramico da dove godere di una veduta mozzafiato e si ritorna al punto di partenza.
Alpaca trekking: a spasso con Nemo
Curiosità sugli alpaca
Prima di iniziare la vera e propria passeggiata, ci sarà un momento di avvicinamento al loro mondo, dove la guida racconterà curiosità e aneddoti su questi dolcissimi animali. Per esempio scoprirete che è vero che sputano, mai agli umani, ma solo fra di loro, che hanno un capobranco e che amano mangiare. Durante la passeggiata infatti vi ritroverete a vivere “una gara di forza” perché dovrete essere bravi a mantenere la loro testa in posizione sollevata, dato che tenderanno continuamente ad abbassarsi per mangiare. Scoprirete il loro complesso sistema digerente e tutte le proprietà e gli utilizzi della loro lana. La passeggiata viene effettuata con i soli esemplari maschi, mentre potrete ammirare le femmine pascolare in branco al punto di incontro. Non voglio svelarvi altro perché l’esperienza dell’alpaca trekking è davvero fantastica e deve essere vissuta in prima persona.
Alpaca trekking
Info utili
Le passeggiate vengono effettuate in qualsiasi periodo dell’anno, anche con la neve ( deve essere davvero magico) e per prenotare dovete contattare il 3773949424 o scrivere all’indirizzo la.contea.della.tdm@gmail.com Non occorre niente di particolare per la passeggiata, solo abbigliamento comodo e scarpe chiuse e adatte per camminare. L’unica cosa davvero fondamentale è il rispetto per questi dolcissimi animali. Per arrivare al punto di partenza seguite le coordinate che vi invieranno al momento della prenotazione, perché inserendo l’indirizzo direttamente vi ritroverete nell’altro stabilimento dell’azienda agricola. L’alpaca trekking è adatto a tutti, anche ai bambini che sono sicura apprezzeranno davvero tantissimo. Per non dimenticare l’esperienza vissuta, prima di andarvene potrete acquistare i prodotti realizzati con la lana degli alpaca.
Non mi resta che augurarvi “Buon alpaca trekking”.
Conoscete la spiaggia di Mezzavalle? Si tratta di una meravigliosa spiaggia incontaminata sulla riviera del Conero, un vero e proprio gioiellino raggiungibile con una bella camminata. Dopo avervi indicato i migliori sentieri trekking sul Conero, oggi vi porto a fare trekking a Mezzavalle.
Veduta della spiaggia di Mezzavalle
Mezzavalle: percorso trekking
Il percorso per raggiungere la spiaggia di Mezzavalle ha una pendenza importante e si snoda attraverso 9 tornanti che dal parcheggio sulla SP1 a ridosso della rotonda, conducono fino al mare. Purtroppo in questo sentiero sono frequenti gli interventi dei soccorritori, infatti se ci fate caso, in ogni cartello che segnala un tornante, sono indicati i numeri da chiamare in caso di necessità. Non vi dico questo per spaventarvi, anzi, ho deciso di scrivere questo articolo proprio per raccontare questa bellissima esperienza, ma anche per ricordarvi di indossare calzature adeguate. E’ vero che la destinazione finale è il mare, ma questo sentiero non può essere assolutamente percorso in ciabatte o con calzature aperte. Anche durante la mia passeggiata ho incontrato persone con calzature non idonee che in alcuni casi sono arrivate in fondo senza farsi male, ma questa è solo fortuna perché è davvero scosceso. Tornando al percorso, dal parcheggio al mare sarà poco più di 1 km e mezzo, quindi niente di preoccupante. Per la salita invece munitevi di una buona dose di pazienza.
Cartelli dei tornanti della spiaggia di Mezzavalle
La spiaggia di Mezzavalle
Alla fine della discesa vi troverete di fronte alla meravigliosa spiaggia di Mezzavalle, una delle spiagge più belle del Conero. I suoi sassi bianchi e la sabbia chiarissima accentuano il colore cristallino dell’acqua; alla vostra sinistra avrete la spiaggia della Vedova e della Scalaccia, mentre a destra potrete vedere Portonovo e la sua baia. La spiaggi è libera, ma ci sono sia un bagno pubblico che la doccia. In estate troverete anche un piccolo punto di ristoro, ma vi consiglio di scendere con cibo e bibite. Durante la salita, con la scusa di immortalare il panorama che muta a seconda dell’altezza di ogni tornante, potrete fare una sosta e riposarvi. Se amate le spiagge selvagge, la spiaggia di Mezzavalle è davvero imperdibile.
Ultimo tratto del sentiero per la spiaggia di Mezzavalle
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Amanti degli on the road, avete mai pensato ad un itinerario tra Germania e Repubblica Ceca?! Per questa volta lasciamo da parte la Germania più conosciuta, pur dovendo fare qualche tappa di avvicinamento, per andare alla scoperta della Svizzera Sassone e della Svizzera Boema. Tranquilli, non mi sono sbagliata, siamo in Germania, ma la zona che abbiamo scelto si chiama proprio Svizzera (Sassone e Boema, ma poi ci arriviamo). Vi avviso che sarà un itinerario principalmente naturalistico, quindi amanti dei trekking prendere nota.
Svizzera Sassone
Itinerario: le tappe
1 giorno: casa – Rovereto
Partendo dal centro Italia, il viaggio è parecchio lungo, quindi come prima tapa abbiamo deciso di fermarci in Italia e la scelta è ricaduta su Rovereto; non essendoci mai stata prima, vi dico che il viaggio è iniziato nel migliore dei modi perché questa città mi è davvero piaciuta. Non perdetevi Piazza Rosmini e i bellissimi palazzi storici e le antiche botteghe del centro. Prima di arrivare in città però abbiamo fatto una tappa al Santuario della Madonna della Corona, lasciando l’auto in località Spiazzi e percorrendo uno dei 3 possibili percorsi. Davvero bellissimo, merita una visita (e un articolo più dettagliato).
Santuario della Madonna della Corona
2 giorno: Rovereto –Monaco di Baviera
In auto presto per raggiungere la meta della seconda giornata: la famosissima Monaco di Baviera. Avendo poco più di mezza giornata per visitarla, le tappe imperdibili sono ovviamente Marienplatz con lo spettacolo alle 11-12-17 del Glockenspiel, il carillon dell’orologio (pensate che si tratta del più grande carillon d’Europa), il vecchio e il nuovo Municipio, il Duomo e il Giardino Inglese. Qui assisterete ad uno spettacolo davvero singolare: vedrete surfisti cavalcare le onde di un fiume.
Marienplatz Monaco di Baviera
Mentre passeggiate per il centro fate tappa alla Hofbrauhaus che definire solo un birrificio è forse riduttivo. La birra a Monaco è infatti molto più che una semplice bevanda, attorno ad essa gita un mondo intero. Ad ogni modo vi consiglio di fermarci a pranzo o a cena in una delle tantissime birrerie per respirare la tipica atmosfera bavarese. Il Residenz, il Palazzo Reale di Monaco è davvero meraviglioso e ospita al suo interno opere di differenti stili e periodi storici. Di sicuro prenderete la metropolitana, quindi vi consiglio di fare una sosta a Marienplatz ed ammirare questa fermata. Se avete più tempo a disposizione potete visitare il Museo della BMW e il castello di Nymphenburg.
3 giorno: Monaco – Lipsia
Come terza tappa abbiamo scelto la città di Lipsia che abbiamo raggiunto dopo diverse ore in auto tra temporali e cantieri stradali, ma per fortuna questa città è stata una vera e propria sorpresa. Personalmente non mi aspettavo tutta questa bellezza. Lipsia è la città della musica, oltre ad un itinerario della musica contrassegnato con un simbolo sul pavimento di fronte alle varie tappe, troverete rimandi continui al mondo musicale. Passeggiate per il centro storico ammirando Martkplatz, il vecchio Municipio, lo storico locale Auerbachs Keller che sembra aver ispirato l’opera di Goethe Faust, il commovente monumento in cui sorgeva la Sinagoga e la meravigliosa architettura dell’università di Lipsia in Augustusplatz. Le chiese di San Nicola e San Tommaso sono imperdibili e se avete ancora tempo fare un salto al Museo di Bach.
Università di Lipsia
4 giorno: Lipsia – Dresda
La quarta giornata è iniziata con una visita al paesino di Meissen, davvero caratteristico con le sue case colorate e il fiume che scorre poco fuori.
Meissen
Qui non potete perdervi una visita al castello, davvero magnifico e dopo una pausa pranzo alla storica birreria Schwerter Schankhaus, potreste fare come noi e partecipare ad una visita guidata alla fabbrica di porcellana, una vera e propria istituzione della zona. A pochi km di distanza abbiamo fatto un’altra tappa per ammirare un bellissimo faro, il Faro di Moritzburg. Dopo la semplice passeggiata per raggiungerlo, abbiamo deciso di fare tappa al Castello di Moritzburg e poi approfittarne per fare una pausa e rallentare un attimo prima di arrivare a Dresda.
Castello di Moritzburg
5-6-7 giorno: escursioni nei dintorni di Dresda
5 giorno: Malerweg e Ponte di Bastei
Per i tre giorni seguenti del nostro viaggio, abbiamo avuto una dimora stabile a pochi km da Dresda ( anche se alla fine non abbiamo fatto in tempo a visitarla). Abbiamo infatti raggiunto il punto più lontano del nostro viaggio arrivando nella Svizzera Sassone, la parte di Germania al confine con la Repubblica Ceca che ha dato il via all’intero viaggio. Sono stati tre giorni in natura, dedicati alla scoperta dei parchi nazionali, tra sentieri e monumenti. Ogni giorno ci spostavamo per raggiungere la meta prescelta, ma la sera rientravamo sempre in zona. Il primo giorno abbiamo percorso parte del Malerweg, descritto come il più bel trekking della Germania, un cammino che si sviluppa in 8 tappe; se vi recate all’ufficio turistico vi consegnano le credenziali da timbrare ad ogni tappa.
Ponte di Bastei Svizzera Sassone
Noi abbiamo prima ammirato il ponte di Bastei, il meraviglioso ponte di roccia alto 194 metri al confine con la Repubblica Ceca e poi abbiamo percorso parte del Malerweg al contrario, raggiungendo Pirna che solitamente è il punto di partenza. Visita alla cittadina, sosta merenda e da qui abbiamo preso il treno per rientrare.
6 giorno: Gorlitz e il ponte fra due nazioni
La seconda giornata alla scoperta della Svizzera Sassone ha visto come protagonista non solo la Germania ma anche la Polonia. Avete capito bene, c’è infatti una cittadina divisa in due da un ponte. Gorlitz, la parte tedesca e Zgorzelec la parte polacca. Dopo una passeggiata tra le carinissime viuzze tedesche e una visita alla Cattedrale di San Giacomo dove abbiamo avuto la fortuna di sentire suonare l’organo, abbiamo attraversato il ponte pedonale e messo piede in suolo polacco. Diciamo che questa è la peculiarità della città, su una sponda del fiume infatti vedrete le bandiere tedesche e sull’altra quelle polacche.
Ponte di Gorlitz
Dopo una piacevole pausa pranzo abbiamo ripreso la strada del ritorno facendo però una tappa nella cittadina di Bautzen.
7 giorno: trekking da Mezni Loukatra Svizzera Sassone e Svizzera Boema
Ed eccoci di nuovo in partenza per una giornata naturalistica lasciamo il nostro alloggio nei pressi di Dresda e varchiamo il confine con la Repubblica Ceca. A pochissimi km dal confine ci fermiamo, la località è Mezni Louka e da qui iniziamo il nostro trekking attraverso il parco nazionale alla scoperta della Svizzera Boema (anche in questo caso non mi sono sbagliata, è il nome della località). Si parte subito in 4 o in 5 perché dopo aver sceso innumerevoli gradini, ci ritroviamo al punto d’imbarco delle barchette che portano all’interno delle gole di Gole di Kamenice.
Gole di Kamenice
Paesaggio davvero incredibile e a tratti surreale; si è completamente immersi nella natura. Poi arriva il momento più faticoso, quello di risalire gli innumerevoli gradini e raggiungere a fatica la cima dove ci concediamo una pausa pranzo per riprenderci un po’. Nel pomeriggio ci aspetta un altro trekking per raggiungere l’imponente e meraviglioso arco di pietra diPravcicka Brana; lungo il tragitto attraversiamo anche punti di parco bruciati (lo scorso anno c’è stato un grosso incendio), ma la cosa che infonde la speranza è vedere la natura che riprende possesso dei suoi luoghi e in mezzo a tanto nero spuntano germogli e piantine di un verde brillante.
Arco di Pravcicka Brana
Rientro in hotel dove abbiamo cenato e poi ammirato il cielo stellato, perché essendo a ridosso del parco, l’inquinamento luminoso è praticamente nullo.
8 giorno: Mezni Louka -Ratisbona
Questa zona ci è piaciuta così tanto che abbiamo cambiato un po’ i piani e abbiamo deciso di dedicarle anche la mattinata, avventurandoci sul sentiero per raggiungere il Belvedere di Marina Skala. Diciamo che abbiamo iniziato anche questa giornata alla grande, la salita alla fine si fa sentire ma il panorama che si ammira da questa piccola costruzione è davvero indescrivibile ed è a 360°.
Belvedere di Marina Skala
Se volete dedicare l’intera giornata alla natura, una volta scesi da qui potrete imboccare il sentiero sul alto opposto e raggiungere un altro belvedere. Per noi purtroppo i tempi erano stretti ed era ora di ripartire. La sosta del pomeriggio è stata strepitosa, forse una delle mie preferite dell’intero viaggio. Siamo sempre in Repubblica Ceca e la cittadina di Karlovy Vary è davvero qualcosa di unico. Città termale, con fontane sparse su tutto il centro storico, completamente in stile liberty. Un colpo d’occhio pazzesco che mi ha fatto inevitabilmente pensare a come deve essere stata la vita qui nei primi del 1900. Questa tappa mi rimarrà per sempre scolpita nelle mente.
Karlovy Vary
Di nuovo in auto abbiamo ripreso la discesa e lasciato la Repubblica Ceca per rientrare in Germania e fermarci per la notte a Ratisbona.
9 giorno: Ratisbona – Innsbruck
La 9° giornata è stata dedicata alla scoperta della città tedesca di Ratisbona, che se devo essere sincera mi ha stupito positivamente. Curata, ordinata, con un sacco di storia attira sicuramente l’attenzione del turista, Si visita tranquillamente a piedi e il fatto di essere sulle sponde del Danubio le conferisce un’amosfera ancora più magica. Fate una passeggiata fino al ponte di pietra (Steinerne Brucke) che per circa 800 anni è stato l’unico ponte sul Danubio, fate un giro sull’isola di fronte e poi rientrate nel centro storico della città dove non potete assolutamente perdervi il Duomo, la Porta Praetoria, il Vecchio Municipio, la casa in cui visse Oskar Schindler e quella di Kepler che ospita il museo a lui dedicato. Ammirate gli scorci e magari gustatevi un hot dog alla Historiche Wurstkuchl, lo storico locale sul fiume in cui pranzavano i costruttori del ponte; sembra essere il più antico ristorante pubblico continuamente aperto al mondo.
Veduta di Ratisbona dal ponte di pietra
Dopo aver ammirato tutta questa bellezza (Ratisbona è una delle poche città tedesche originale, che ha subito pochi danni durante le guerre) è arrivato per noi il momento di ripartire perché la strada verso casa è ancora lunga e così abbiamo trascorso le successive ore in auto fino a raggiungere Innsbruck. Giusto il tempo di scendere dall’auto e arrivare in hotel e un super temporale ci ha accolto in città. L’imprevisto è alla base del viaggio, lo sa bene chi viaggia spesso e deve cambiare i piani, così a malincuore abbiamo dovuto abbandonare l’idea di visitare la carinissima città austriaca (che per fortuna avevamo già visto) e abbiamo ripiegato su un po’ di meritato relax in spa.
10 giorno: Innsbruck – Trento
Al nostro risveglio il temporale era solo un lontano ricordo, le temperature si erano rialzate nettamene e il sole splendeva su di noi… condizioni perfette per rimettersi in viaggio. Volendo spezzare un po’ la lunga tratta, abbiamo deciso di fermarci a Trento e concludere questo on the road di 10 giorni con una città italiana. Premetto che è stata davvero una toccata e fuga, il tempo necessario per poter ammirare il bellissimo Castello del Buonconsiglio (solo da fuori) e i suoi giardini, Piazza Duomo e il Duomo, le vie principali del centro e i suoi bellissimi palazzi.
Castello del Buonconsiglio di Trento
Il giusto tempo per farmi capire che dovrò tornarci con calma e scoprire ogni angolo di questa città. Una bella pausa pranzo e poi di nuovo in auto per la nostra ultima tappa di questo viaggetto di circa 3000 km ( tra Svizzera Sassone e Svizzera Boema) che ci ha riportato a casa.
Considerazioni finalisul viaggio tra Svizzera Sassone e Svizzera Boema
Questo viaggio è stato una vera scoperta, per me che non amo particolarmente documentarmi in modo minuzioso prima della partenza (ma per fortuna ho chi lo fa al posto mio e anche in modo egregio, grazie!) è stato una vera e propria sorpresa. La natura incontaminata, i castelli sfarzosi, l’unicità dei ponti (quello pedonale al confine e quello di pietra), la bellezza delle città e anche le molteplici problematiche (non pensate che sia sempre filato tutto liscio, non sarebbe un viaggio che si rispetti) che abbiamo saputo affrontare e risolvere, fanno di questo viaggio un’avventura indimenticabile.
Svizzera Sassone
Questo è un articolo riepilogativo per darvi un’idea dell’itinerario dell’on the road tra Svizzera Sassone e Svizzera Boema, ne seguiranno altri mirati e dettagliati. Se amate gli on the road, potrebbe interessarvi questo in Friuli Venezia Giulia.
Alla prossima avventura, viaggiatrice seriale.
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