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Non smettere mai di viaggiare, anche quando….

Non smettere mai di viaggiare, anche quando…..
gli imprevisti diventano più difficili da superare.
Chi viaggia spesso, si è sicuramente trovato di fronte a diversi tipi di problemi, oggi vi racconto le mie esperienze, a tratti tragicomiche.
Il primo volo oltreoceano della mia vita è stato battezzato con un bel overbooking; praticamente hanno venduto più biglietti dei posti effettivi del velivolo e arrivati a due persone prima di noi, la signorina al check-in ci ha gentilmente comunicato che non saremmo partiti quel giorno. Tranquilli, il giorno successivo eravamo sul volo per Miami.
Diciamo che il mio rapporto con questa città non è dei più fortunati, la seconda volta che ci sono stata ho ritirato il bagaglio completamente distrutto.
Questi però sono episodi di poco conto, di quelli che capitano a tutti continuamente.
Passiamo al viaggio alle Maldive, meta sognata da tanti che però non era nei miei piani, ma grazie ad una super offerta ci è entrata di diritto.
Ecco, quella volta sono partita con un pò di raffreddore- sai quante altre volte mi è successo – che però si è trasformato in febbre alta durante il volo.
Ragazzi, praticamente deliravo in aereo, in più avevo anche uno scalo da fare e vi assicuro che lo ricordo come uno dei voli più brutti in assoluto.
Praticamente mi sono fatta il primo giorno alle Maldive  a letto.

Che mi dite dello smarrimento bagagli?!
A me è capitato nel volo di ritorno da Londra, ma essendo il viaggio terminato, diciamo che gli inconvenienti sono stati pochi.
Un’altra volta invece è andata molto peggio: viaggio itinerante di gruppo in Sud Africa…. il bagaglio non è stato mai imbarcato ed è rimasto a Bologna.
All’arrivo, quando ce ne siamo accorti e siamo andati al desk lost and found, dopo varie ricerche ci hanno comunicato proprio questa cosa.
Il bagaglio sarebbe ripartito il giorno seguente con lo stesso nostro volo, ma il piccolissimo problema era il fatto di essere un viaggio itinerante e quindi viaggiando un giorno in ritardo, il bagaglio ci avrebbe sempre inseguiti, non raggiungendoci mai.
Per farla breve,  ho acquistato lo stretto necessario nei vari aeroporti e mi sono fatta prestare qualcosa…il bagaglio è arrivato due giorni prima della partenza!
Aumentiamo il grado di gravità.
Viaggio nelle Filippine, il sogno di una vita.
Io vengo morsa da una medusa – che sarà mai direte voi -, e invece no, perché lì ci sono anche quelle velenose e tutti erano super allarmati, per fortuna non era nulla di grave ma ho avuto più paura degli sguardi preoccupati degli altri che del morso stesso.
Per due giorni profumavo di aceto visto che mi hanno fatto tenere sui tentacoli tatuati sulla mia gamba, una garza imbevuta di aceto…che per fortuna è stato successivamente sostituito dall’aloe.
Ma le Filippine ci hanno riservato tantoooooo altro.
Giorno di escursione in motorino per raggiungere una zona naturalistica. Partiamo con i soldi che avevamo, convinti di prelevare strada facendo.Acquazzone immenso subito dopo la partenza, che ci ha fatto fare una sosta non prevista sotto la tettoia di una casa, tanto era forte.
Il primo ATM non mi erogava denaro, il secondo nell’altro paese nemmeno, al terzo mi si avvicina la guardia della banca spiegandomi che tutti gli ATM riconoscevano solo carte filippine e che l’unico che facesse al mio caso era nella capitale ….ovviamente dalla parte opposta rispetto ala nostra direzione.
Tentiamo nel paese ancora dopo, in un ATM diverso da quelli visti in precedenza, che ha la brillante idea di mangiarci la carta di credito (per fortuna non viaggiamo mai con una sola carta).
Riprendiamo il viaggio e arrivati all’interno della foresta cosa succede?!Buchiamo la gomma posteriore del motorino.
Vedendoci in difficoltà, ci affianca un ragazzo in motorino a sua volta, che è stato la nostra salvezza.
Ci ha scortato fino al primo meccanico (non si riconoscono facilmente, sono praticamente uomini che maneggiano con motorini ma che io personalmente avrei scambiato per persone nelle proprie abitazioni che lavoravano sui propri mezzi).
La cosa fondamentale è stata la traduzione, il nostro amico salvatore parlava inglese, ma gli abitanti di questi paesini rurali assolutamente no. Praticamente a corto di soldi abbiamo dovuto comprare  la camera d’aria da uno e pagare poi il lavoro del meccanico.
Ringraziamo e ripartiamo, dopo 5 minuti di orologio – non sto esagerando – buchiamo di nuovo. Mi sarei messa a piangere, vi giuro.
Come un’apparizione ritorna il nostro amico che stava facendo il nostro stesso percorso, questa volta lascia a noi la sua moto e lui spinge a mano il nostro motorino fino al prossimo meccanico. Stessa procedura di prima, spendendo addirittura qualcosa in più – a loro dire la camera d’aria precedente era di bassissima qualità – e io come facevo a capirlo?- quindi si è subito bucata e questa, essendo di buona qualità costava maggiormente.
Riprendiamo il cammino, arriviamo finalmente a destinazione e ci rilassiamo un po’…anche se un altro bel temporale decide di farci compagnia.
Ci dirigiamo al ristorante, nell’attesa che tornasse il sole e ovviamente studiamo benissimo il menù ordinando senza ombra di dubbio il piatto più economico, ma almeno riusciamo a pranzare.
Il nostro itinerario prevedeva un’altra sosta poco più avanti ma il mio compagno di viaggio non ha voluto sentire ragioni e abbiamo ripreso la via del ritorno. Strada facendo avremmo dovuto fare una bella zip-line sul fiume, ci dirigiamo verso la cassa e come gradita sorpresa ci comunicano che non accettano carte di credito (luogo frequentato solo da turisti, perché accettarle mi chiedo io?) e così restiamo lì a roderci il fegato guardando tutti gli altri volare nel vuoto.
Abbiamo fatto bene i conti e i soldi ci bastano per fare benzina, raggiungiamo la capitale e assaliamo letteralmente l’ATM. Nonostante tutto non ci siamo abbattuti, abbiamo toccato con mano la generosità dei filippini e io -solo io- il giorno successivo mi sono rifatta 60 km in motorino per andare a fare la zip-line!!!!
Mai abbattersi, cercate sempre la soluzione e andate avanti.
Come ultimo regalino dalle Filippine il mio compagno di viaggio si è riportato a casa un’infezione all’orecchio, che fortuna eh!!!!?’La vera fortuna è stata averla contratta l’ultimo giorno di viaggio e aver rinunciato solo ad un’uscita per avvistare i delfini, se l’avesse presa i primi giorni sarebbe stato un vero disastro.
Ovviamente questa è solo la prima parte del racconto delle disavventure in viaggio, a breve le altre!
E voi cosa avete dovuto affrontare?
Al prossimo racconto,
Viaggiatrice seriale.

America

E’ iniziato tutto così: il mio primo viaggio on the road alla scoperta della Florida!

Viaggiare fa parte di me, è una cosa a cui non potrei mai rinunciare, mi fa sentire viva e libera.
Ho iniziato piano piano e da quel primo viaggio non mi sono più fermata….. così dicono! 🙂
Nel corso degli anni però ho ampliato maggiormente gli orizzonti, ho preso in considerazione diversi tipi di viaggio, fino a quello in solitaria.
Non so se l’affermazione “ampliare gli orizzonti” vada proprio bene, forse è l’esatto contrario, nel senso che mi sto appassionando molto anche alle meraviglie che ho non lontano da casa, non per forza devo fare almeno 8 ore d’aereo per essere soddisfatta (anche se logicamente questi viaggi non mancano).
Sono del parere che ogni esperienza e ogni luogo visitato ci lascia qualcosa, è sempre un arricchimento anche se, essendo obiettiva, ci sono viaggi che ho apprezzato molto poco e viaggi che ho amato particolarmente.
Al momento non vi dico da chi è occupato il primo gradino del podio, ma vi parlo di un viaggio che rappresenta molto per me, il mio primo viaggio “on the road“, alla volta della Florida.

Avevamo già fatto dei viaggetti, nulla in confronto a questo, week-end lunghi in capitali europee al massimo.
Vivere Miami con la sua eccentricità, per poi percorrere miglia e miglia in macchina fino a raggiungere Key West con il suo stile inconfondibile. Toccare con mano il punto più a sud degli USA, il punto più vicino a Cuba per poi ripartire e percorrere la costa ovest fino a Naples dove ho ammirato uno dei tramonti sul mare più belli in assoluto.
Salire ancora verso nord e raggiungere la capitale del divertimento con i suoi tantissimi parchi giochi:Orlando!
Spassarsela un pu’ lì per poi tornare di nuovo a Miami e goderci gli ultimi giorni di relax al mare.
Sì, è stato un viaggio indimenticabile per la bellezza dei luoghi che abbiamo visitato ma soprattutto per il viaggio in sé: è stato il nostro “battesimo” ed essendocela cavata con il noleggio auto, l’autostrada (che non è proprio proprio uguale alla nostra), i vari spostamenti, i vari alloggi ed un incontro ravvicinato con la polizia, abbiamo capito che tutto ciò faceva per noi e che non ci saremmo più fermati! 🙂
I modi di viaggiare sono tantissimi e le destinazioni infinite, l’importante è andare.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

P.S.: mi sono dimenticata una tappa della Florida: le Everglades con le paludi e gli alligatori.