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Borghi dei Monti Dauni: cosa vedere

Quando la Puglia chiama, io rispondo.
Questa volta ho scoperto una zona tutta nuova per me, quella dei Monti Dauni. Ci troviamo in provincia di Foggia., proprio al confine con la Campania, la Basilicata e il Molise.
Grazie al press tour “Orsara di Puglia: sentieri, profumi e sapori dei Monti Dauni” organizzato dalla Coopertaiva Frequenze e dal Comune di Orsara di Puglia, ho scoperto diversi comuni e diversi gioiellini.
Siete pronti per il primo borgo?

Bovino

Il borgo di Bovino in passato era molto conosciuto per il brigantaggio,si diceva infatti che coloro che sapevano di dover attraversare il Vallo di Bovino, facevano testamento prima di partire proprio per il fatto di poter essere attaccati dai briganti.
In questa zona vivevano i Guevara, conti di Bovino e sul ponte romano del borgo venne costruita la stazione di posta, una sorta di albergo per coloro che percorrevano la linea ferroviaria Napoli-Foggia.
Proprio per colmare le richieste di cibo della stazione, venne costruito un mulino.
Oggi è stato trasformato in un museo e merita assolutamente una visita.
Tutto nacque da un palazzo storico del 1810, ovvero la casa del mugnaio, sotto la quale venne ritrovato un vecchio mulino del 1600 con una sola macina. Non essendo sufficiente per la lavorazione dei cereali degli abitanti e per gli ospiti della stazione, venne abbandonato e costruito quello a due palmenti con pietra proveniente dalla Francia, talmente dura che non si scheggiava e non lasciava residui negli sfarinati.

Lo Moleno d’acqua del Ponte 

I due palmenti, ovvero le due macine erano utilizzate distintamente, una per gli sfarinati destinati agli uomini e una per quelli destinati agli animali, così da non contaminare gli elementi.
Il funzionamento è davvero particolare e affascinante, la quantità di acqua per mettere in moto le macine è davvero impressionante, quindi se capitate a Bovino dovete fermarvi a Lo Moleno d’acqua del Ponte.

La potenza dell’acqua per azionare le macine del mulino

Troja

Continuando la scoperta della Daunia, ci siamo fermati a Troja.
Inutile fare giri di parole, la sua Concattedrale è incredibile.
Dovete sapere che Federico II ebbe un rapporto sempre molto conflittuale con questa città che è sempre stata fedele al papato e quindi contro l’imperatore.
L’abside della Cattedrale però è federiciano.
Degno di nota è sicuramente l’enorme rosone romanico a 11 raggi che rappresentano i discepoli di Cristo meno Giuda e che svetta sulla facciata principale.

Facciata della Concattedrale di Troja

La struttura a 3 navate ospita 12 colonne che probabilmente rappresentano gli Apostoli.
Una volta usciti dalla Concattedrale fate una piccola sosta alla Pasticceria Casoli e chiedete di assaggiare la passionata: non vorrete più andarvene.

La passionata della Pasticceria Casoli

Si tratta di un dolcetto locale, rivisitato anche in più varianti….ma la classica è ottima.

Orsara di Puglia

Eccoci arrivati nel borgo che ci ha ospitato e che abbiamo vissuto anche durante la manifestazione Orsara in Fiore.
Orsara è sempre stata “contesa” fra Puglia e Campania, fino a qualche anno fa era infatti in provincia di Avellino.
Nasce come accampamento romano e aveva il compito di controllare il traffico.
L’origine del nome sembra derivi dal fatto che in zona si trovasse una famiglia di orsi, confermato dal fatto che anche sullo stemma del paese è raffigurato questo animale.
Da non perdere la Grotta di San Michele.

Grotta di San Michele

Visitata sin dall’antichità dai pellegrini della Via Francigena; essa è collegata alla Chiesa di San Michele, costruita nel 1527 a navata unica e illuminata da vetrate istoriate.
Lasciando alle spalle il complesso di San Michele, dirigetevi verso il centro storico e ammirate i fantastici scorci che offrono i vicoleti;

Vicoli di Orsara di Puglia

ad un tratto la parte storica lascerà spazio a quella moderna, vi troverete di fronte ai murales realizzati per il progetto Colors.
Se amate la natura, concedetevi una passeggiata al Bosco Acquara, poco distante da Orsara.

Deliceto

Ed eccoci arrivati all’ultimo borgo del nostro tour dei Monti Dauni: Deliceto dove vivono circa 4000 abitanti chiamati delicetani.
Che cosa vedere vi starete chiedendo?
Partiamo dalla Chiesa di Sant’Antonio fondata dai marchesi che trovarono sepoltura proprio al suo interno. Quì non potete non  notare un magnifico e particolarissimo organo a canne datata 1775.

Organo del 1775

Adiacente alla chiesa sorge il vecchio convento, iniziato nel 1521 e terminato del 1660.
Piccola curiosità: lo sapevate che la famosa canzone “Tu scendi dalle stelle” che tutti abbiamo cantato è stata scritta proprio a Deliceto da Sant’Alfonso?!

Convento di Sant’Antonio a Deliceto

Continuiamo la visita del borgo e visitiamo la Chiesa di Sant’Anna e Morti, non gestita da religiosi ma dai confratelli della Confraternita di Sant’Anna e Morti.
Oltre alle diverse chiese, Deliceto vanta anche un castello che negli anni ha variato differenti mansioni.
Il Castello Normanno-Svevo racchiude in sè gran parte della storia del borgo e durante la visita non potete non apprezzare la straordinaria visuale su tutto Deliceto ma ben oltre, fino a scorgere il Gargano.

Veduta del Castello di Deliceto

Anche da qui una bella tappa naturalistica è consigliata: dirigetevi al Bosco Macchione e immergetevi nella natura.

Sapete benissimo che parlando di Puglia è impossibile non dedicare una spazio all’argomento cibo e vino; durante questo tour ho toccato con mano tante realtà e ho assaggiato in prima persona tante prelibatezze che mi sento in dovere di scrivere un articolo a parte.
Devo però presentarvi fin da subito una colonna portante di Orsara di Puglia, Peppe Zullo, conosciuto come lo “Chef contadino”.

Peppe Zullo nel suo orto-giardino

Abbiamo visitato i suoi rinomati locali, abbiamo pernottato in uno di questi e abbiamo assaggiato dei piatti meravigliosi…. per non parlare poi della sua simpatia e ospitalità!
Tranquilli, a breve vi svelerò tutto.
Questa zona di Puglia meno conosciuta e meno turistica mi ha davvero sorpreso e sinceramente vi consiglio di visitarla, ne vale di sicuro la pena.
Un ringraziamento agli organizzatori, alla giunta del comune di Orsara di Puglia e a tutti coloro che ci hanno fatto sentire come a casa.
Alla prossima avventura,
Viaggiatrice Seriale.