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Italia

Basilicata, Italia

Itinerario di 4 giorni in Basilicata tra borghi e natura

Ogni regione italiana custodisce delle meraviglie, oggi vi porto alla scoperta di quelle della Basilicata con un itinerario di 4 giorni alla scoperta di borghi, tradizioni e natura in provincia di Potenza.
Ho avuto il piacere di partecipare all’Educational Tour “Viaggio Esperienziale in Basilicata” organizzato da Marmo Melandro Viaggi e Basilicata Turistica, in collaborazione con Maria Francesca Milione e le guide Caterina e Nicola.
Siete pronti a scoprire questa parte della Lucania? Andiamo!

Veduta di San Fele
Veduta di San Fele

Monti Li Foj e il Piano della Nevena

Il nostro punto di appoggio era a Picerno, al bellissimo Hotel Bouganville da dove siamo partiti il primo giorno per la nostra tappa naturalistica verso i Monti Li Foj e il Piano della Nevena. Si tratta di una meravigliosa faggeta in cui gli alberi sembrano toccare il cielo mentre sul manto di foglie a terra si vedono spuntare tantissimi ciclamini selvatici, gli unici fiori che riescono a crescere con queste condizioni.

Monti li Foj
Monti li Foj

Vi consiglio di passeggiare nella faggeta e di arrivare fino alla cima e godere del meraviglioso panorama.
A poca distanza si trova anche il Lago Scuro di Ruoti, un’altra tappa da fare prima di riposarsi nel grande prato in cui sono predisposti diversi barbecue dove cucinare e poter così trascorrere una piacevole giornata a contatto con la natura. Se vi trattenete fino a tardi poi, non perdetevi il tramonto sull’intera vallata.

Lago Scuro Ruoti
Lago Scuro Ruoti

In autunno sarà ancora più suggestivo con lo spettacolo del foliage.
Dopo la tappa naturalistica è arrivato il momento di quella culturale con una visita al paese di Picerno: da non perdere la torre e la chiesa.

Marsico Nuovo e Viggiano

Il secondo giorno è stato dedicato alla scoperta di Marsico Nuovo con le sue 13 chiese e la visita a due attività davvero imperdibili: il Pastificio e Biscottificio “Tre Spighe” e la “Farmacia Corleto”.
Fate una tappa al biscottificio e assaggiate i taralli biscottati, così chiamati perché subiscono una doppia cottura e dato che ci siete assaggiate anche i grissini e le altre prelibatezze.
Di tutt’altro genere la seconda visita, quella ad un’antica farmacia che la nipote dello storico farmacista ha trasformato in un museo… davvero meravigliosa.
Se siete amanti delle cose insolite, chiamate per prenotare una visita.
Per quanto riguarda le chiese invece, non perdetevi il Museo di Arte Sacra che ospita l’Ultima Cena di Giovanni Todisco, in una versione davvero interessante.
Degna di nota per quanto riguarda la facciata esterna e le colonne interne, la chiesa di San Gianuario Vescovo e Martire (Patrono di Marsico Nuovo).

Chiesa san Gianuario Marsico Nuovo
Chiesa san Gianuario Marsico Nuovo

Dopo un’ottima pausa pranzo abbiamo ripreso il nostro giro facendo una tappa a Viggiano.
Viggiano è il paese di Maria e della musica; da non perdere la Piazza San Giovanni con delle bellissime statue raffiguranti le Muse della Musica intente a suonare strumenti differenti, circondate dagli zampilli della fontana.

Proprio di fronte alla piazza, un’altra statua che no passa inosservata e che rappresenta il momento della processione con cui una volta l’anno la statua della Madonna Nera (protettrice della Basilicata e delle genti lucane) viene trasportata sul sacro Monte dove resterà per quattro mesi prima di rientrare in chiesa.
Ci siamo poi spostati nel centro vero e proprio del paese per visitare il bellissimo teatro “Francesco Miggiano” che inizialmente svolgeva la funzione di chiesa e di ospedale. Poco più avanti si trova la chiesa di Santa Maria alle Mura che ospita la statua della Madonna di cui vi ho parlato poco fa.
Di fronte all’ingresso si apre una meravigliosa piazza con un panorama spettacolare e sulla ringhiera di protezione si possono ammirare gli stemmi dei 131 comuni della Basilicata.

Veduta panoramica Viggiano
Veduta panoramica Viggiano

Inizialmente vi avevo parlato anche di musica, vi ricordate?
Già da qui si scorgono diversi indizi che rimandano al legame fra Viggiano e la musica, infatti sempre sulla ringhiera troverete la raffigurazione ripetuta di un suonatore di arpa, mentre sul portale antico posto davanti al belvedere, guardando con attenzione scorgerete raffigurata una piccola arpa.
Dopo tutti questi indizi, non abbiamo potuto fare altro che recarci al Museo della Musica di Viggiano.
In realtà si tratta del distaccamento del Conservatorio di Potenza dedicato solamente all’arpa.
L’arpa viggianese è una vera e propria eccellenza e unicità del luogo, pensate che tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 i musicanti viggianesi si recavano presso le edicole votive a suonare l’arpa; dovendola quindi trasportare non poteva essere troppo ingombrante ed è per questo che l’arpa viggianese ha dimensioni ridotte rispetto all’arpa classica ed è priva di pedali.

Cascate di San Fele e Palmenti di Pietragalla

Nella terza giornata abbiamo esplorato un’altra zona naturalistica, ovvero quella delle Cascate di San Fele.
Le cascate sono 10 e sono collocate a poca distanza l’una dall’altra, così da poter ammirarne diverse durante un trekking da queste parti.
In passato la zona era disseminata di mulini utilizzati per la cardatura della lana; lungo il sentiero infatti si possono notare i resti di alcuni di essi
.
Per quanto riguarda le cascate invece, noi abbiamo ammirato quella degli Innamorati, quella della Gualchiera e quella del Paradiso, il tutto in poche ore.

Cascate di San Fele - Cascata degli Innamorati
Cascate di San Fele – Cascata degli Innamorati

Se amate la natura vi consiglio di recuperare la mappa e di organizzare l’intera giornata alla scoperta di questo angolo di Basilicata davvero magnifico.
Nel pomeriggio abbiamo visitato Pietragalla famosa per i suoi palmenti.
Sapete cosa sono e per cosa venivano utilizzati? Si tratta di costruzioni scavate nel tufo utilizzate per la pigiatura e la fermentazione del vino. Ogni famiglia ne possedeva uno e faceva il proprio vino.
All’interno della costruzione ci sono tre vasche: una di pigiatura, una per la fermentazione e una per la tiratura.
I palmenti sono stati abbandonati dalle famiglie ed acquistati dal Comune e oggi è possibile visitare il Parco Urbano dei Palmenti.

Palmenti di Pietragalla
Palmenti di Pietragalla

Finita la visita al parco siamo saliti in paese dove abbiamo visitato le Rutt ( le grotte nel centro cittadino) utilizzate per la conservazione del vino.
Tappa alla chiesa Madre dedicata a San Nicola di Bari, al Palazzo Ducale e al Museo della Civiltà Contadina.

Avigliano e la Grancia

L’ultima giornata di questo itinerario alla scoperta della Basilicata l’abbiamo dedicato alla visita di Avigliano, il paese dell’artigianato.
Abbiamo potuto ascoltare la storia della Balestra o coltello dell’amore e vedere da vicino qualche pezzo realizzato dagli artigiani della zona, per poi catapultarci indietro nel tempo grazie alle creazioni di Annangela , una bravissima ricamatrice che a mano ricrea abiti del passato.
Oltre alla sua merceria, ha aperto un piccolo museo del ricamo in cui espone delle vere e proprie opere d’arte.
Sapete che la Basilicata è stata terra di briganti?! Per affrontare questo argomento abbiamo assistito ad uno spettacolo davvero meraviglioso e unico nel suo genere; nel Parco della Grancia, il primo parco storico rurale e ambientale d’Italia, abbiamo assistito alla “Storia Bandita” , una kermesse di teatro popolare e multimediale unico in Italia con più di 100 comparse.

Rappresentazione Storia Bandita al Parco della Grancia
Rappresentazione Storia Bandita al Parco della Grancia

Vi dico solamente che mi sono emozionata guardandolo e vi consiglio di cuore di vederlo; lo spettacolo viene ripetuto durante tutto il periodo estivo, se siete in zona è una di quelle cose che non potete assolutamente perdervi.
Con questa chicca finisce il nostro tour alla scoperta di questa bellissima regione che personalmente spero di conoscere in modo più approfondito perché ha tanto da offrire.

Dove dormire e dove mangiare

Se indicativamente decidete di fare il mio stesso giro, vi consiglio di pernottare all’Hotel Bouganville di Picerno, ottimo punto di partenza per visitare le zone limitrofe.
Per quanto riguarda il cibo, preparatevi ad assaporare tutti i piatti della tradizione da:
Agriturismo il Cerro 1848 – Picerno
Agriturismo Vignola – Marsico Nuovo
La locanda del Re – Filiano

Un ringraziamento a Marmo Melandro Viaggi e Basilicata Turistica, organizzatori di questo Educational Tour in collaborazione con Maria Francesca Milione e con le bravissime guide Caterina e Nicola.
Grazie anche a tutte le persone che ho incontrato e che mi hanno trasmesso l’amore per questa terra e a tutti i miei compagni di avventura senza i quali non sarebbe stata la stessa cosa.

Se siete amanti delle esperienze adrenaliniche, potete provare il Volo dell’Angelo.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.


Italia, Marche

Serrungarina fra storia e feste

L’entroterra marchigiano custodisce delle vere e proprie perle, come ad esempio Serrungarina.
Siamo a Colli al Metauro, in provincia di Pesaro-Urbino.
Pronti a scoprire i tesori di questa terra?

Cosa vedere a Serrungarina

Vi consiglio di inserire questo carinissimo borgo di 2500 abitanti all’interno di un itinerario alla scoperta dei borghi marchigiani.
Iniziate salendo la bellissima scalinata, fiore all’occhiello di Serrungarina e una volta raggiunta la cima, vi
ritroverete al cospetto del tiglio centenario, davvero maestoso e bellissimo. Spostatevi verso le mura e ammirate la visuale da quassù, davvero magnifica.
Proprio in questa piazzetta si trova anche la chiesa di S. Antonio Abate che custodisce due tele di notevole importanza: dietro l’altare maggiore si può ammirare una tela del Guerrieri, pittore di Fossombrone della scuola del Caravaggio raffigurante la Visitazione mentre sulla navata laterale si può ammirare l’Immacolata Concezione del Presutti da Fano.
Di fianco alla chiesa troviamo il Municipio che ospita una collezione di ceramiche donate dal maestro Bojani, direttore per oltre 20 anni del MIC di Faenza.

Profermo di Serrungarina
Profermo di Serrungarina

Curiosate tra i vicoli e cercate 2 targhe commemorative: a Serrungarina infatti nacquero due personaggi legati al mondo della Rai: Renata Cortiglioni che dedicò la sua vita al Coro di voci bianche e Massimo Pianforini, primo annunciatore Rai.
Una chicca da non perdere ma che viene aperta solo in occasione di feste e sagre è l’osteria “Vecchia Cantina” al cui interno oltre ovviamente a gustare vino, troverete un vero e proprio museo della Civiltà Contadina.
Prima di lasciare questo piccolo borgo con la forma di una torta, non potete non dirigervi verso il Profermo, una zona utilizzata in passato prima dell’ingresso in ospedale, una sorta di zona dedicata alla quarantena.
Oltrepassato l’arco, prendetevi qualche minuto per ammirare il panorama.

La Feste della Pera Angelica

Serrungarina è famosissima per la sua Pera Angelica, un frutto delicato, dolce e davvero gustoso che cresce in queste zone.
Essendo proprio una peculiarità, negli anni è nata la Festa della Pera Angelica per valorizzare e far conoscere questo prodotto di nicchia e quest’anno si svolgerà la XXVI edizione. Il periodo della festa è sempre la prima settimana di settembre, il momento di maturazione del frutto e quest’anno sarà il 2 e il 3 settembre.
Troverete il borgo in festa, stand gastronomici, convegni, il mercato della Pera Angelica e tanta musica.
Questo è un appuntamento da non perdere e potrebbe anche essere l’occasione per visitare il borgo.

Pera Angelica di Serrungarina
Pera Angelica di Serrungarina

Cosa visitare nei dintorni di Serrungarina

Dopo avervi parlato del borgo e del prodotto gastronomico per eccellenza, non mi resta che darvi qualche spunto col quale completare la visita.
A pochissimi km da Serrungarina trovate la frazione di Bargni che ospita un albergo diffuso e dopo esserci stata vi dico che è il posto perfetto se cercate pace e tranquillità.

Chiesa di Bargni
Chiesa di Bargni

Sembra di essere isolati dal resto del mondo e se cercate un ristorante gourmet dovete assolutamente provare L’Antica Osteria da Gustin (prenotate perché ha pochi coperti).

Veduta dall'Osteria Gustin di Bargni
Veduta dall’Antica Osteria da Gustin di Bargni

A pochissima distanza da qui trovate un altro paese davvero carinissimo che merita una visita; sto parlando di Pozzuolo, il borgo del silenzio con i suoi 30 abitanti che si godono la vita con un panorama da fare invidia e i ritmi lenti.
La zona offre anche molti spunti a livello naturalistico e il gruppo “I camminatori di Pozzuolo” è sempre pronto a mostrarvi le proprie bellezze.
Io sono rimasta affascinata dall’antico forno del paese ancora in funzione, che viene utilizzato per sfornare pizza e focaccia in occasioni di festa.
Parlando di feste, durante quelle natalizie Pozzuolo si trasforma nel paese del Natale… segnatevi anche questo appuntamento.

Veduta da Pozzuolo
Veduta da Pozzuolo

Come detto all’inizio, l’entroterra marchigiano custodisce dei piccoli tesori e se siete ancora curiosi di scoprire questa zona, potete proseguire il vostro tour con una visita a Saltara, al Beato Sante, al Museo del Balì o a Mombaroccio.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia, Marche

3 colazioni imperdibili tra Pesaro e Riccione

La colazione è un momento importante della giornata, quante volte l’avete sentito dire?!
Se anche voi come me, durante la settimana fate una normalissima colazione a casa e volete concedervi una coccola, magari durante il fine settimana, ecco 3 colazioni imperdibili tra Pesaro e Riccione.

Bistrò dell’ Hotel Excelsior di Pesaro

Che ne dite di una colazione a 5 stelle? Non capita mica tuti i giorni!! E invece potrebbe diventare la vostra nuova routine, perché la colazione al Bistrò dell’Hotel Excelsior, il 5 stelle di Pesaro, è aperta anche ai non ospiti.
Immaginatevi in una location super esclusiva a gustare le prelibatezze preparate dallo chef del Rossini Bistrot (locale assolutamente da provare).
Avrete solo l’imbarazzo della scelta fra dolci e salati, la giusta carica per affrontare poi una giornata di mare.
La colazione è a buffet (oltre qualche piatto caldo da poter ordinare) e ha un costo fisso.

Colazione al Bistrò dell'Hotel Excelsior di Pesaro
Colazione al Bistrò dell’Hotel Excelsior di Pesaro

Sac à Poche

Ora ci spostiamo a Riccione, anche se vi sembrerà di essere arrivati in un angolino di Francia quando metterete piede al Sac à Poche, una vera e propria chicca riccionese in cui gustare una pasticceria davvero superlativa.
Accomodatevi sotto un ombrellone all’esterno o in uno dei tavolini in veranda e concedetevi una giusta e meritata pausa.
La colazione è alla carta.

Sac à Poche Riccione
Sac à Poche Riccione

Botanic

Per concludere questa lista delle 3 colazioni imperdibili, ritorno a Pesaro, al Botanic, un nuovo locale in Viale Trieste in cui poter ritagliarsi un momento di relax gustando pancake, croissant dolci e salati, maritozzi e tantissime altre cosine.
Adoro la cura dei dettagli e il croissant crema e fragole non me lo toglierò più dalla mente.
La colazione è alla carta.

Colazione al Botanic di Pesaro
Colazione al Botanic di Pesaro

Che dite, vi ho fatto venir voglia di fare colazione?
Poi fatemi sapere se ne provate qualcuna.
Se amate i brunch, qui trovate qualche consiglio.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Trekking alla Scalaccia

Il Parco del Conero offre tantissimi sentieri per i trekking panoramici, oltre ovviamente a spiagge meravigliose.
Ho già testato qualche percorso un po’ di tempo fa, oggi ve ne faccio scoprire un altro, non troppo lungo ma che vi metterà alla prova.
Andiamo alla Scalaccia.

Veduta dal sentiero della Scalaccia
Veduta dal sentiero della Scalaccia

La Scalaccia: percorso trekking

Il percorso della Scalaccia, o sentiero 313, insieme alle varianti 313a e 313b costituisce il Sentiero delle Tre Valli.
Si tratta di un sentiero ad anello di circa 5 km, ma molto spesso viene utilizzato per raggiungere la spiaggia della Scalaccia.
Siamo a Pietralacroce (AN) e il punto di partenza è nei pressi del ristorante Osteria del Baffo, dove vi consiglio di fermarvi al ritorno.

Sentiero CAI 313
Sentiero CAI 313

Leggermente più avanti del ristorante, sulla sinistra incontrerete il cartello che indica l’inizio del sentiero; la prima parte è immersa nel verde e parecchio ombreggiata, mentre la seconda parte prevede la discesa di parecchie scale.
Prima di scendere le scale, troverete un bivio; se non siete interessati alla spiaggia ma volete percorrere l’intero sentiero, girate a sinistra per Santa Margherita.
Il percorso fino alla spiaggia non è troppo impegnativo, in 40 minuti raggiungerete la vostra meta, ma vi consiglio di indossare scarpe da trekking o calzature comunque chiuse.
Dopo un po’ di sana fatica, verrete ricompensati dalla bellezza della spiaggia.

Primo tratto sentiero della Scalaccia
Primo tratto sentiero della Scalaccia

La Scalaccia: la spiaggia

La spiaggia della Scalaccia è selvaggia, non attrezzata e non vi è nemmeno la possibilità di piantare l’ombrellone perché si tratta di roccia marnosa e scogli; è sicuramente una delle spiagge più selvagge e meno frequentate del Conero, adatta a chi ama la tranquillità e l’avventura.
Arrivati in fondo potrete ammirare le caratteristiche grotte tipiche della zona anconetana e rilassarvi con un bel bagno.
L’acqua è davvero pulita e la zona è adatta alle immersioni. Trovandosi proprio a ridosso della falesia, il sole scompare presto, quindi vi consiglio di andarci al mattino.
Vi lascio anche una bella scusa per poter fare delle soste durante la risalita: fermatevi ad ammirare il panorama, da qui la vista sulle grotte del Passetto fino all’Ascensore regala scorci indescrivibili.
Non dimenticatevi di portare acqua a sufficienza, giù non ci sono punti di ristoro.
Una volta risalita la parte di scalini, potrete decidere se scendere a destra al bivio e continuare il sentiero o proseguire dritto e dirigervi all’Osteria del Baffo per un bel pranzetto a base di pesce, con vista.

Spiaggia della Scalaccia
Spiaggia della Scalaccia

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Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

Mostra “Un certain – Robert Doisneau”

La città di Riccione ospita sempre delle bellissime mostre e in questo periodo non potete perdervi “Un Certain – Robert Doisneau” a Villa Mussolini.
Abbiamo tutti bisogno di un po’ di romanticismo in quest’epoca che sembra non conoscere più questo concetto e la mostra a Villa Mussolini ci aiuta sicuramente a ritrovarne un po’.

Bacio all'Hotel de Ville
Bacio all’Hotel de Ville

Robert Doisneau: l’uomo

Perché vi parlo di romanticismo?! Perché Robert Doisneau è l’autore del famosissimo “Bacio all’Hotel de Ville” che tutti almeno una volta nella vita hanno visto.
Egli fu uno dei più grandi fotografi del XX secolo, che attraverso la fotografia si avvicinò a mondi completamente opposti fra loro.
Pensate che per un periodo della sua vita fu il fotografo di Vogue, documentando quindi la vita dell’aristocrazia, della nobiltà e della Parigi che contava.
Ma abbandonato questo contesto e finite le ore di lavoro, amava vivere la periferia di Parigi, i luoghi dei più poveri e degli ultimi.
Un uomo pieno di contrasti che ha saputo cogliere ogni aspetto della città di Parigi.

Mostra "Un Certain - Robert Doisneau"
Mostra “Un Certain – Robert Doisneau”

La mostra: cosa aspettarsi

La mostra a Villa Mussolini è suddivisa in tre piani, si inizia con un video esplicativo della vita dell’artista per poi ammirare le fotografie recuperate dalla collezione privata, che ritraggono Doisneau insieme alla propria famiglia.
Al primo piano si incontra invece le parte dedicata alle botteghe e ai piccoli negozi, passando per la vita quotidiana dei parigini e del loro amore.
Qui infatti troverete la famosissima fotografia del Bacio all’Hotel de Ville e di altre scene romantiche.
Passiamo poi ai parigini, il soggetto prediletto di Robert Doisneau e ai bambini, che ha sempre amato immortalare.
Al piano superiore invece si possono ammirare le fotografie del periodo in cui lavorò per Vogue e quindi immortalò la mondanità in tutte le sue sfaccettature per finire con la sezione dedicata ai personaggi famosi, molti dei quali erano suoi amici.
Giusto per citarne qualcuno, Doisneau frequentava Jacques Prevert, Simone de Beauvoir, Pablo Picasso e Jean Cocteau.

Mostra Robert Doisneau a Riccione
Mostra Robert Doisneau a Riccione

La mostra: informazioni utili

La mostra Un Certain è curata dall’Atelier Robert Doisneau e realizzata a partire dalle stampe originali della sua collezione.
Un progetto voluto dalle figlie di Doisneau che hanno selezionato 143 fotografie in bianco e nero e a colori, realizzate nei 60 anni di attività dell’artista.
La mostra è ospitata a Villa Mussolini, è possibile acquistare i biglietti direttamente in villa, online sul sito e presso l’ufficio Iat a Riccione (Piazzale Ceccarini 11).
Fino al 10/9 la mostra sarà aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 23.
Dal 12/9 al 12/11 dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 20.
Il costo del biglietto è di 12 euro
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Mostra "Un certain"
Mostra “Un certain”

Una mostra davvero bellissima che vi consiglio di vedere, grazia alla quale vi teletrasporterete nella bellissima Parigi del secolo scorso.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

Museo Tattile Statale Omero

Se amate i musei alternativi, non potete perdere il Museo Tattile Statale Omero ad Ancona: un’esperienza tutta da vivere!!

Museo

La Mole Vanvitelliana di Ancona ospita questo particolare museo, unico nel suo genere.
Si tratta di un modello di eccellenza nello scenario delle opportunità culturali per non vedenti ed ipovedenti; è una realtà museale innovativa e di grande attrazione per tutti coloro che vogliono avvicinare o conoscere l’arte.
Il motto di questo museo è “Vietato non toccare”, qui l’esperienza è a 360°, le opere si possono, anzi si devono toccare.
Il Museo Tattile Statale Omero vanta più di 200 opere; copie in gesso e resina di sculture antiche e originali di sculture contemporanee.
Vi ritroverete a passeggiare tra la Venere di Milo, il modellino del Partenone e della Basilica di San Pietro. Fate poi un salto ad ammirare il David e la Pietà.
Ovviamente oltre ad ammirare, dovrete toccare con mano; si tratta di un museo unico, senza barriere che intende promuovere la fruizione multisensoriale del patrimonio culturale.
Il museo è il centro di formazione e ricerca promotore di mostre tattili di rilevanza nazionale e internazionale.

Museo Tattile Statale Omero
Museo Tattile Statale Omero

Divisione del Museo

Appena entrerete nel Museo Tattile Statale Omero, vi ritroverete a passeggiare fra le meraviglie del passato, principalmente arte classica; salendo le scale invece si arriva al piano dedicato all’arte contemporanea con opere di De Chirico, Marini, Martini, Messina e Vangi.
Sempre su questo piano ci sono spazi dedicati ad attività particolari, fruibili su prenotazione (vengono spesso organizzati anche eventi per famiglie).
Uscendo da questa ala e scendendo di un piano, si arriva alla sezione dedicata al design, aperta a dicembre 2021.
Qui potrete scoprire da vicino molti oggetti che diamo per scontati e che siamo abituati ad utilizzare nella quotidianità.

Museo Tattile Statale Omero arte classica
Museo Tattile Statale Omero arte classica

Storia del Museo

Il Museo Tattile Statale Omero nasce dalle idee e dalla volontà dei coniugi non vedenti Aldo Grassini e Daniela Bottegoni che da esperti viaggiatori si sono trovati troppe volte di fronte al divieto i toccare che per un non vedente equivale a non guardare.
Da qui prende vita questo museo, nato per promuovere l’integrazione delle persone con disabilità visiva ed accessibile a tutti.

Dove si trova il Museo

Dopo aver cambiato diverse sedi, dal 2014 il Museo Tattile Statale Omero è ospitato nelle settecentesche sale della Mole Vanvitelliana o Lazzaretto di Ancona.
L’edificio, progettato dall’architetto Luigi Vanvitelli sorge su un’isola artificiale pentagonale divisa dalla terraferma da un canale e collegata da 3 ponti.

Museo Tattile Statale Omero arte contemporanea
Museo Tattile Statale Omero arte contemporanea

Info utili

Il museo è aperto dal martedì al sabato, dalle 16 alle 18, la domenica e i festivi si aggiungono a questi orari anche delle ore al mattino, dalle 10 alle 13.
Nei mesi di luglio e agosto gli orari diventano 17-20 dal lunedì al sabato, più il mattino dalle 10 alle 13 la domenica e i festivi.

L’ingresso al Museo Omero è gratuito mentre quello alla collezione di design ha un costo di 5 euro (tranne la 1° domenica del mese in cui l’ingresso è gratuito).
Per ogni informazione potete telefonare al 3355696985 o scrivere una mail all’indirizzo prenotazioni@museoomero.it

Non mi resta che augurarvi una buona visita in questo bellissimo museo che ha anche l’importante scopo dell’inclusività.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia

Mille Miglia

Conoscete la Mille Miglia??!!Sicuramente sì!!!
Si tratta di una corsa automobilistica di lunga distanza, effettuata su strade aperte al traffico, ideata come gara unica ( e non a tappe) dal conte Aymo Maggi, Renzo Castagneto, il conte Franco Mazzotti e Giovanni Canestrini, in risposta alla mancata assegnazione a Brescia, loro città natale, del Gran Premio d’Italia.
Il primo percorso scelto fu a forma di “otto”, da Brescia a Roma e ritorno, su una distanza di circa 1600 km ( corrispondenti a 1000 miglia, da cui prende il nome).

Storia della Mille Miglia

Il primo percorso scelto fu a forma di “otto”, da Brescia a Roma e ritorno, su una distanza di circa 1600 km ( corrispondenti a 1000 miglia, da cui prende il nome).
Dopo l’enorme successo della gara, si decise di ripetere la prova negli anni successivi.
La prima edizione partì il 26 Marzo del 1927, con la partecipazione di 77 equipaggi e si disputò per altre 23 volte, dal 1927 al 1957 ( 13 edizioni prima della Seconda Guerra Mondiale e 11 dopo il 1947).
Dal 1977 la Mille Miglia rivive sotto forma di gara di regolarità per auto d’epoca.
La partecipazione è limitata alle vetture prodotte non oltre il 1957, che avevano partecipato ( o risultavano iscritte) alla corsa originale.

Mille Miglia a Pesaro
Mille Miglia a Pesaro

Il percorso fu modificato per 13 volte, ma ancora oggi ricalca quello della gara originale mantenendo costante il punto di partenza e di arrivo.

Mille Miglia a Pesaro

Vi starete chiedendo cosa centra tutto ciò, beh oggi questa bellissima competizione ha attraversato Pesaro e anche se non sono una super patita di motori, ho voluto vedere in prima persona questo spettacolo e devo ammettere che ne sono rimasta piacevolmente colpita!
Al traffico cittadino normale, che continuava la sua corsa imperterrito, si è aggiunto il passaggio di meravigliose auto d’epoca, così da creare, anche ad impatto visivo, un bellissimo “quadro”.
Auto del passato guidate da piloti che indossavano guantini e maschere per il vento, che si ritrovavano al fianco di enormi autobus dei nostri giorni.
Questi bolidi non sono affatto “arrugginiti”, sono delle vere e proprie saette tenute in perfetto stato.
Gran parte dei piloti erano stranieri e al loro passaggio salutavano in modo fiero tutte le persone che si erano radunate sul ciglio della strada per fare un salto nel passato.
In pochissimo tempo sono passate davanti ai miei occhi Ferrari, Porche, Mini, Balilla, Alfa Romeo e chi più ne ha più ne metta!
La Mille Miglia è stata un’istituzione del mondo delle corse automobilistiche, una gara leggendaria a cui oggi non si può che guardare con nostalgia.

Mille Miglia
Mille Miglia

Tappe

La Mille Miglia 2023 si svolge dal 13 al 17 Giugno, le tappe sono: Cervia, Roma, Parma, Milano e Brescia e corrono centinaia di  equipaggi provenienti da tante nazioni diverse; fra i partecipanti si registrano anche dei VIP.
Lo so che non si tratta di un vero e proprio viaggio, ma centinaia di persone provenienti da tutto il mondo approdano in Italia in questi giorni per partecipare a questa manifestazione….quindi non potevo perdermela!!

Auto della Mille Miglia
Auto della Mille Miglia

Al prossimo viaggio,
viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

Museo della piadina a San Giovanni in Marignano

Avete mai sentito parlare del Museo della Piadina?! Il primo Museo della Piadina al mondo è stato aperto da poco e si trova a San Giovanni in Marignano.
Siete curiosi di scoprire l’intero mondo del “Pane nazionale dei romagnoli”? Andiamo!!!

Tour Piadina Experience

Nel primo Museo della Piadina al mondo farete un vero e proprio viaggio nel mondo della piadina grazie al Tour Piadina Experience; sarà un viaggio immersivo, partendo dal Neolitico fino ai nostri giorni, scoprendo aneddoti e piccoli segreti.
In fin dei conti la piadina esiste da millenni e un video vi aiuterà a ripercorrere tutte le epoche storiche.
Ci sarà poi una parte dedicata interamente alle tradizioni contadine, con oggetti e utensili che molto probabilmente avrete già visto nelle case dei vostri nonni e che vi aiuteranno a comprendere la dimensione domestica, quando il sabato sera ci si riuniva tra amici con dell’ottima piadina e del buon vino… non occorreva altro se non la voglia di stare insieme.
Il museo è suddiviso in più aree, troverete una parte dedicata al legame tra “Piadina e Motori” perché è risaputo che i romagnoli amano la velocità e l’adrenalina.
Sognerete nella “Sala della Magia” dove vi verrà spiegata la magia che si rinnova ogni giorno e grazie alla quale, insieme al grano e agli altri elementi, si crea la nostra amata piadina.
Sono sicura che non vi dimenticherete facilmente della passeggiata sul Tunnel Panoramico da dove ammirare le fasi della produzione della piadina dall’impasto a riposo, fino ad arrivare alla cottura.
Poteva forse mancare il momento assaggio? Assolutamente no, quindi entreranno in gioco anche le vostre papille gustative.
Ormai l’avrete capito, vivrete un’esperienza a 360°.

Angolo Motori al Museo della Piadina
Angolo Motori al Museo della Piadina

Attività aggiuntiva: Mani in Pasta

Dopo aver partecipato al tour con tutte le nozioni relative alla piadina, avrete la possibilità di aggiungere un’attività molto divertente ovvero l‘esperienza “Mani in Pasta”.
Insieme alle Azdore Romagnole metterete letteralmente le mani in pasta partecipando ad un vero e proprio corso di Piadina e di Cassoncini Romagnoli che ovviamente poi vi gusterete, il tutto al ritmo di musica romagnola.
Secondo me non potete perdervela.

Museo della Piadina
Museo della Piadina

Osteria

Dopo aver ricevuto nozioni storiche, aver visto il processo produttivo, aver testato la vostra abilità come “Azdore” e aver assaggiato questa bontà, che ne dite di rilassarvi e gustarvi con calma una (o più) delle piadine classiche o piadine speciali dello chef dell’Osteria?!
Terminata la visita, pendete la scorciatoia scendendo dalla scivolo e vi ritroverete all’ingresso dell’Osteria, dove volendo potete anche acquistare i prodotti di Riccione Piadina direttamente nello shop.

Info e prezzi

E’ possibile prenotare un tour individuale nei giorni di giovedì e venerdì alle ore 11:30 o prenotare una visita guidata per un gruppo (minimo 15 persone).
Ma non è finita qui perché questa fantastica esperienza è pensata anche per i più piccoli attraverso una visita dedicata alle scuole.
La visita al museo più la degustazione ha un costo di 10€ per gli adulti mentre il laboratorio “Mani in Pasta” ha un costo aggiuntivo di 25€ e deve essere prenotato in anticipo.
Per tutte le info o le domande potete consultare il sito o mandare una mail a info@piadinaexperience.com o telefonare l 342652268.

Corner Shop Museo della Piadina
Corner Shop Museo della Piadina

Buona Piadina Experience a tutti voi!

Alla prossima esperienza,
viaggiatrice seriale.

Italia, Umbria

Festa dei Ceri a Gubbio

In Italia abbiamo tantissime feste popolari e quando posso cerco di parteciparvi.
Domenica scorsa ho finalmente coronato un mio piccolo sogno, considerando che erano anni che ci voleva andare.
“Dove” vi starete chiedendo e la risposta è molto semplice: a Gubbio per la Festa dei Ceri.
Se non conoscete la città dovete assolutamente visitarla, è un vero gioiellino e se in primavera potete partecipare a questa festa, in inverno non potete assolutamente perdervi l’accensione dell’Albero di Natale più grande del mondo.
Tornando a noi, la Festa dei Ceri ha origini lontanissime, arriva ai nostri giorni dal 1160 anno di morte del vescovo degli eugubini Ubaldo.
Egli fu una figura molto importante per la popolazione, molto amato in vita ed eternamente riconosciuto e celebrato.
I tre Ceri rappresentano le tre arti: Arte dei Muratori, Arte dei Merciari ed Arte dei Vetturali e vengono tutt’oggi portati a spalla dai ceraioli per le vie della città disputando una corsa.
Sono pesantissimi e costituiti di legno, con delle statue di sant’Ubaldo, san Giorgio e sant’Antonio Abate in cima ad ognuno.

La fatica dei ceraioli è davvero non quantificabile e durante il percorso si cambiano, come in una staffetta.
Le fasi più sentite della festa sono l’alzata e la corsa: la prima avviene alle 11:00 del 15 Maggio in Piazza Grande, mentre la corsa si svolge alle 18.00 e parte dopo la processione e la benedizione del Vescovo.
Quest’anno purtroppo pioveva e io (per mia fortuna) sono riuscita a prendere posto in Piazza Grande da dove ho potuto ammirare la parte più bella della corsa.
La gara infatti parte dalla “calata dei Neri”, nella parte più bassa della città e attraversando le principali vie raggiunge proprio la piazza, dove al segnale del sindaco i ceraioli iniziano la parte finale della corsa, eseguendo le tre “birate” (giri intorno alla piazza) acclamati e sostenuti da una grande folla composta dagli stessi ceraioli, dagli eugubini e dai tanti turisti che prendono parte a questa bellissima giornata.
La piazza si tinge dei tre colori principali: giallo, rosso e blu e l’aria di festa contagia tutti.
Ho atteso con tanta impazienza l’arrivo di queste immense sculture di legno che nel giro di pochi secondi sono sparite di nuovo dalla mia vista prendendo i tornanti per arrivare alla Basilica di sant’Ubaldo dove si conclude la corsa, ma vi assicuro che ne vale assolutamente la pena.
Il giorno della corsa dei Ceri è sempre il 15 Maggio, indipendentemente dal giorno della settimana.
La città ama e rispetta tantissimo questa tradizione popolare, considerate che è la più antica in Italia che non ha mai subito interruzioni.

Tutti gli edifici e le case si agghindano per l’occasione, appendendo alle finestre e ai balconi i vessilli colorati.

La festa in realtà è molto più lunga, nei giorni successivi si svolge la Fiera di sant’Ubaldo con oltre 250 espositori, la domenica dopo il 15 maggio si svolge la corsa dei Ceri mezzani che ripercorrono tutto il programma appena descritto; sono i Ceri dei giovani che aspirano un giorno a disputare la corsa principale.
L’ultima domenica di maggio si svolge il Palio della Balestra e il 2 giugno si concludono i festeggiamenti con la corsa dei Ceri piccoli, quelli dei bambini.
Segnatevelo in agenda per il prossimo anno, ne rimarrete affascinati.
Alla prossima festa,
Viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

Longiano: cosa fare nel bellissimo borgo romagnolo

Longiano è un bellissimo borgo romagnolo, incastonato tra le verdi colline fra le province di Rimini e Cesena. Ne avete mai sentito parlare?
Pur essendo piccino, racchiude al suo interno diversi musei davvero interessanti, ottimi ristoranti e una veduta davvero fantastica. Che dite, inizio ad illustrarvi cosa vedere?

Cortile Castello Malatestiano
Cortile Castello Malatestiano

Museo del territorio

Se avete l’animo nostalgico o semplicemente siete curiosi di scoprire utensili, giochi o quant’altro appartenuti ad epoche precedenti alla vostra, questo è il luogo giusto per voi.
Due interi piani divisi per categoria colmi di ogni più svariato oggetto proveniente dal passato.
Iniziamo con la stanza dei giochi dove la vostra attenzione sarà catturata da un magnifico esemplare di calciobalilla per poi passare alla stanza degli attrezzi o a quella degli utensili e oggetti di vita quotidiana.
Non mancano collezioni, macchine fotografiche, monete e locandine.
Nel giardino esterno poi troverete gli attrezzi legati alla vita contadina.
Un vero tuffo nel passato.
Il museo è gratuito ed è aperto il sabato, la domenica e i giorni festivi.

Fondazione Tito Balestra

Sempre nella parte alta del borgo trovate la Fondazione Tito Balestra; questa esposizione di arte moderna e contemporanea è ospitata all’interno del castello Malatestiano.

Castello Malatestiano Longiano
Castello Malatestiano Longiano

Vi consiglio di salire e come prima cosa di ammirare sia il panorama che il cortile del castello con varie installazioni e una vasca monumentale.
La collezione esposta all’interno invece vanta più di 2000 opere fra oli, opere di grafica e di scultura, più ovviamente le poesie di Tito Balestra.
Troviamo opere di Chagall, Goya, Matisse, De Pisis e di tanti altri.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 7 euro.

Fondazione Tito Balestra
Fondazione Tito Balestra

Museo italiano della ghisa

Una vera chicca è il Museo italiano della ghisa ospitato all’interno della ex chiesa di Santa Maria delle Lacrime. Qui potrete ammirare alcuni degli esempi più significativi dell’intera collezione.
Enormi candelabri in ghisa provenienti da diverse città italiane ed europee, mascheroni e fontane dai quali sgorgava l’acqua e infine diversi picchiotti per porta vi faranno fare un tuffo nel passato, anche grazie alle fotografie d’epoca che accompagnano gli oggetti esposti.
L’ingresso è gratuito e il museo è aperto il sabato, la domenica e i giorni festivi.

Museo italiano della ghisa
Museo italiano della ghisa

Rifugio bellico

Una volta usciti da qui, vi consiglio di percorrere il rifugio bellico che attraversa il paese e che diede rifugio a tantissime persone durante la guerra.
Il passaggio è libero e devo ammettere che è tenuto molto bene e che fa davvero effetto percorrerlo. Al suo interno una piccola esposizione di cimeli di guerra.

Rifugio bellico Longiano
Rifugio bellico Longiano

Museo d’Arte Sacra

Passiamo adesso dalla parte bellica a quella sacra, varcando le porte dell’Oratorio di San Giuseppe Nuovo.
Qui troverete diversi oggetti sacri, importanti opere d’arte, reliquie ed ex-voto.
Anche in questo caso l’ingresso è gratuito il sabato, la domenica e i giorni festivi.

Museo d'Arte Sacra
Museo d’Arte Sacra

Galleria delle maschere

Lasciando alle vostre spalle il castello e dirigendovi verso il teatro, non perdetevi la Galleria delle maschere. All’interno dell’ex convento di San Girolamo potete ammirare 31 bronzi raffiguranti le maschere della commedia dell’arte realizzate dall’artista Domenico Neri.
Ingresso gratuito sabato, domenica e festivi.

Galleria delle maschere
Galleria delle maschere

Per effettuare una visita completa di Longiano non perdetevi il Teatro Petrella, splendido esempio di teatro ottocentesco all’italiana” e il Santuario del Ss. Crocifisso che custodisce una duecentesca immagine di Cristo Crocifisso.

Longiano, borgo bandiera arancione è uno dei borghi più belli della Romagna e merita sicuramente una visita.

Cosa vedere nei dintorni

Dopo aver curiosato fra i musei e le stradine di Longiano, potete approfittarne per fare un giro a Cesena o a Forlì, mentre se amate i borghi vi consiglio Savignano sul Rubicone con la sua storia millenaria.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.