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Emilia romagna, Italia

Labirinto della Masone: il più grande del mondo

Vi siete mai cimentati ad uscire da un labirinto?
A Fontanellato, in provincia di Parma, sorge il Labirinto della Masone, il labirinto più grande del mondo.

Storia del labirinto della Masone

Il labirinto ha aperto le sue porte nel 2015, voluto e progettato da Franco Maria Ricci insieme agli architetti Bontempi e Dutto.
Interamente realizzato con piante di bambù di differenti altezze (da 30 cm a 15 metri) e differenti specie, circa 200.000 esemplari, copre circa 7 ettari di terreno.
I viali del labirinto sono belli ampi e l’altezza delle canne di bambù occulta la visuale, così da non riuscire a scorgere la giusta via.

Piramide al centro del labirinto
Piramide al centro del labirinto

Lo scopo di questo immenso gioco è quello di raggiungere la piramide posta al centro; lungo il cammino si incontrano diversi pannelli con la storia dei labirinti in tutto il mondo e con delle cartine che aiutano a capire indicativamente come muoversi.

Interno della piramide del labirinto della Masone
Interno della piramide del labirinto della Masone

E’ un luogo perfetto non solo per i bambini ma anche per gli adulti che si impegnano in una gara contro il tempo.
Una volta raggiunta la piramide (simbolo di Fede), ci si può rilassare e contemplare la struttura dai divanetti posti sotto al portico.

Non solo labirinto: mostre ed esposizioni

La Fondazione Franco Maria Ricci, in questa sede di Fontanellato, oltre al meraviglioso labirinto della Masone ospita anche spazi culturali per più di 5000 metri quadrati.

Mostra Fondazione Franco Maria Ricci
Mostra Fondazione Franco Maria Ricci

Prima o dopo aver percorso il labirinto, immergetevi nell’arte e nella storia, fra i pezzi unici, i quadri di notevole importanza, la storica Jaguar di Franco Maria Ricci e le tante mostre temporanee.

Jaguar di Franco Maria Ricci
Jaguar di Franco Maria Ricci

Non perdetevi inoltre la biblioteca che sopita tutti i libri curati da Franco Maria Ricci durante gli anni della sua attività.
Subito dopo il complesso principale e prima di addentrarvi nel labirinto, vi consiglio di salire sulla Torre del Belvedere, così da avere una veduta panoramica di tutta la zona.

Info utili per visitare il labirinto

Il labirinto della Masone è aperto tutto l’anno tranne il martedì, da Aprile a Ottobre dalle 10:30 alle 19, mentre da Novembre a Marzo è aperto dalle 9:30 alle 18:00.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 18 euro (gratuito fino ai 6 anni e 10€ dai 6 ai 12 anni) e con il bracciale che vi verrà consegnato all’ingresso, sarà possibile entrare ed uscire dalla zona illimitate volte nel corso della giornata.
Il biglietto include anche l’ingresso al Museo e alle mostre.

Veduta del Labirinto della Masone dell'alto
Veduta del Labirinto della Masone dell’alto

Per i visitatori sono presenti un ristorante, una caffetteria, un bookshop e due eleganti suits.
Per i bambini vengono organizzati particolari eventi, come anche per le scuole.
L’ingresso è consentito con la prenotazione online, l’acquisto in loco è possibile ma in base alle disponibilità.

L’esperienza al Labirinto della Masone la consiglio veramente a tutti, si tratta di un percorso in cui inoltrarsi e perdersi, per fantasticare e riflettere.
Qualche ora di tempo per staccare la spia da tutto e tutti.

“Se commetti un errore sei costretto a tornare sui tuoi passi e a tentare un altro cammino”.
Questo racchiude il senso del labirinto e della vita stessa.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

In collaborazione con il Labirinto della Masone

Se siete appassionati di labirinti vi lascio l’articolo sul labirinto di mais.

Italia, Lombardia, Piemonte

Escursione in canoa sul Lago Maggiore

La voglia di esperienze all’aria aperta si sente sempre più, avete mai provato la canoa canadese?
Complice l’arrivo imminente della primavera, la voglia di trascorrere del tempo in natura aumenta, quindi oltre ai soliti trekking di cui vi parlo spesso, oggi alzo il livello spostandoci sul lago.

Canoa canadese con Pollo Surf Experience

La canoa canadese è il mezzo perfetto per fare un’escursione al lago, ma anche al fiume o nelle zone costiere perché al contrario del kayak non ci si bagna visto che si pagaia sempre e solo da una parte senza troppi spostamenti.
Qualche giorno fa ho avuto il piacere di approcciarmi a questa attività grazie alla Pollo Surf Experience e a Raccontiamo l’Italia.
Marco, la nostra guida, ci ha dato tutte le dritte del caso, ci ha fatto indossare una sorta di calosce così da evitare di bagnarci al momento della discesa e ci ha accompagnato in questa bellissima esperienza.
Partendo da Angera che si trova in Lombardia, abbiamo prima ammirato l’Isolino Partegora, anzi l’abbiamo proprio circumnavigato, per poi dirigerci verso Arona che si trova in Piemonte.
Senza grandi sforzi, in circa 20-25 minuti siamo passati dalla Lombardia al Piemonte.

In canoa canadese sul Lago Maggiore
In canoa canadese sul Lago Maggiore

Una volta qui, siamo sbarcati, abbiamo fatto un giretto per il borgo e siamo riusciti anche ad infilarci una pausa caffè prima di riprendere a solcare le acque del Lago Maggiore.
L’esperienza dura circa 2 ore ed è adatta a tutti, anche a chi non è troppo sportivo o non si è mai approcciato a questa disciplina.
La Pollo Surf Experience organizza escursioni su tutti i laghi della zona, ma anche rafting, lezioni di windsurf e tante altre attività sportive.
Per tutte le informazioni consultate la pagina.

Cosa vedere ad Angera e Arona

Se come me farete l’esperienza in canoa canadese sul Lago Maggiore tra Arona e Angera, prima o dopo non perdetevi una visita ai borghi sul lago.
Arona è una località molto rinomata, il suo lungolago pullula sempre di gente, fra le sue stradine potete trovare negozi di un certo livello e dulcis in fundo potrete soddisfare anche il alto religioso con una visita al Colosso di San Carlo Borromeo, una statua così immensa che viene chiamata anche il “Sancarlone
Dedicata all’arcivescovo milanese San Carlo Borromeo, per due secoli fu la statua più alta del mondo.
Ad Arona troverete anche i resti di una vecchia rocca.

Lungolago di Arona
Lungolago di Arona

Per quanto riguarda Angera invece, da non perdere assolutamente la magnifica Rocca Borromeo che da uno sperone di roccia domina la sponda meridionale del Lago Maggiore.
La rocca è visitabile e ospita al suo interno il Museo della Bambola e del Giocattolo.

Veduta di Angera
Veduta di Angera

Una gita sul Lgo Maggiore è proprio perfetta per la stagione che sta arrivando, cimentatevi in una delle attività proposte dalla Pollo Surf Experience per poi rilassarvi nei borghi lacustri.

Grazie a Marco, Barbara e Giada per la compagnia.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.

P.S: in zona vi consiglio anche una tappa al Lago d’Orta.

Italia, Marche

Pesaro: scoprire la città con le visite guidate teatralizzate

Pesaro, provincia della regione Marche ha vinto da pochi giorni il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2024, che dite, andiamo a conoscerla in anteprima?

Visite guidate teatralizzate a Pesaro

Il modo migliore per visitare una città è sempre quello di affidarsi ad una guida locale, così da non perdere nessuna attrazione importante ma allo stesso tempo recarsi negli angoli più nascosti e ascoltare storie locali.
La visita che voglio proporvi è molto coinvolgente, non aspettatevi un’infinità di date e rimandi storici, voglio proporvi una visita semiseria della città, grazie alle visite guidate teatralizzate.

Visita teatralizzata con Rossini
Visita teatralizzata a Pesaro con Rossini

Cosa sono le visite teatralizzate?

La formula della visita teatralizzata affianca una guida professionista ad un attore che vestirà i panni dei maggiori personaggi della città per raccontarvi in maniera più leggera gli aneddoti e la storia di Pesaro.
Questa tipologia di visita è rivolta ad un pubblico eterogeneo perché anche i bambini si divertiranno un mondo a seguire i racconti di un personaggio venuto dal passato, mentre gli adulti acquisiranno tutte le informazioni ma in maniera più gioiosa e meno pesante.
Le visite teatralizzate vengono effettuate ogni settimana da maggio a settembre, ed essendo gestite dall’Associazione albergatori di Pesaro, trovate tutte le info sul loro sito.
La loro durata è di circa due ore.

Pesaro: dove alloggiare

Venendo proprio al discorso degli alberghi, la città vanta decine di alberghi per ogni esigenza e per tutte le tasche.
Tutti però sono accomunati da alcuni fattori: si trovano principalmente sul lungomare e questo significa che si trovano a 10 minuti di camminata dal centro storico, vantano tutti un’ottima professionalità e offrono diverse tipologie di servizi.

Parete di libri Musei Civici Pesaro
Parete di libri Musei Civici Pesaro

Pesaro: cosa vedere

Pesaro, città dei motori, della musica, del mobile, della bicicletta e ora anche della cultura, offre tantissime opportunità al turista; ovviamente in estate il mare richiama la maggior parte dell’interesse, ma a pochissimi km di distanza si trovano alcuni dei borghi più belli d’Italia come Gradara, Fiorenzuola di Focara e Montefabbri.
Per quanto riguarda i musei avrete l’imbarazzo della scelta, dalla Casa natale di Gioachino Rossini ai Musei Civici, dal Museo Nazionale Rossini alla Domus romana dell’Abbondanza.
Un consiglio che mi sento di darvi però, è quello di ammirare la città anche all’esterno, passeggiando in centro storico con il naso all’insù: non perdetevi la fontana dei tritoni e il Palazzo Ducale in Piazza del Popolo, il meraviglioso Teatro Rossini e la famosissima Palla di Pomodoro.

Palla di Pomodoro
Palla di Pomodoro

La zona del lungomare e del porto merita una menzione a parte, non perdetevi una passeggiata su Viale Trieste.
Sapete che a Pesaro è possibile vedere sia l’alba che il tramonto sul mare in un particolare periodo dell’anno?
Le attrazioni non sono finite, vi invito a scoprirle in prima persona, ma non dimenticatevi le Officine Benelli per ripercorrere più di 100 anni di storia attraverso le moto.

Visita teatralizzata con Dante
Visita teatralizzata con Dante

Le visite teatralizzate sono veramente un modo perfetto per andare alla scoperta di Pesaro e Urbino, ogni tour tematico ha una partenza differente, per essere subito vicino ai luoghi più significativi di ciascun personaggio che si andrà ad approfondire.
Non vi resta che scegliere fra Rossini, Dante, Benelli, Ruggeri, Raffello o Federico da Montefeltro in base all’argomento che volete approfondire.
Per tutti i dettagli e le informazioni consultate il sito di APAhotels.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Si ringrazia APA Hotels per l’invito all’Educational tour “Ciao ti presento Rossini … e non solo!”

Italia, Piemonte

Zipline Lago Maggiore: esperienza adrenalinica

Avete mai provato l’esperienza della Zipline? Se siete dei viaggiatori avventurosi, che vogliono cimentarsi in esperienze particolari, non potete esimervi dal farlo.
Oggi vi porto sul Lago Maggiore ad Aurano dove sorge la Lago Maggiore Zipline.

Zipline Lago Maggiore: di cosa di tratta

La Zipline Lago Maggiore è adrenalina pura, se volete provare la sensazione di volare a 120 km/h per quasi 2 Km appesi ad un cavo d’acciaio, siete nel posto giusto.
Potete anche scegliere come volare, distesi simulerete maggiormente il volo, seduti avrete più margine di manovra, potrete ruotare a 360° e osservare il panorama da ogni angolazione.
In entrambi i casi la vista è eccezionale, nelle giornate limpide si vede benissimo il Lago Maggiore.
Inoltre è possibile volare sia singolarmente che in coppia.

In volo sulla zipline Lago Maggiore
In volo sulla zipline

Zipline Lago Maggiore: come funziona

Il punto di accoglienza e la biglietteria coincidono con il punto di arrivo della zipline, quindi recatevi ad Alpe Segletta, lasciate l’auto e andate in biglietteria a fare l’accettazione.

Biglietteria e ristorante Zipline Lago Maggiore
Biglietteria e ristorante Zipline Lago Maggiore

Svolte tutte le procedure burocratiche, verrete accompagnati con una navetta dalla parte opposta della valle dove vi verrà fornita tutta l’attrezzatura, verrete imbragati e spiccherete il volo!
Per circa 1 minuto e mezzo volerete a 350 metri d’altezza, ammirando gli alberi sotto di voi e poi come per magia sarete di nuovo alla biglietteria.

Zipline Lago Maggiore: ristorante

Di fianco alla biglietteria della zipline si trova un bellissimo ristorante, la Batua, con delle vetrate che affacciano su un panorama meraviglioso.
Vi consiglio quindi di fermarvi per mangiare qualcosa o anche solo per un caffè a fine esperienza, così da trasformare l’adrenalina che avrete in corpo in qualcosa di più rilassante.

Zipline: costi e orari

La zipline Lago Maggiore è aperta da Marzo a Novembre (in alcuni mesi solo nel fine settimana), il costo del biglietto per un adulto è di 38 €.
Vi consiglio di acquistare il biglietto online sul loro sito.

Zipline: come arrivare

Per raggiungere la zipline ci sono due strade, una abbastanza piccola (che vi calcolerà il navigatore in automatico) che si immerge completamente nella natura della valle e una un po’ più grande.
Vi consiglio di prendere questa se volete evitare una strada di montagna con tornanti, ovvero la provinciale che da Verbania porta a Piancavallo.
Una volta arrivati al belvedere di Piancavallo manca davvero poco, prendete per Alpe Segletta e seguite la segnaletica.

Vi ho convinto a volare come uccelli? sono sicura che mi ringrazierete perché l’esperienza è davvero bellissima.
Se volete completare la giornata con un’altra esperienza, i ragazzi della zipline noleggiano anche e-bike per esplorare la zona, chiedete in biglietteria.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.

P.S.: se vi piacciono le zipline, leggete anche l’articolo sulla zipline nelle Filippine e il Volo dell’Angelo in Basilicata.

Emilia romagna, Italia

Votigno di Canossa e le terre di Matilde

Ci sono donne che hanno fatto la storia ma purtroppo non vengono ricordate. Matilde di Canossa per fortuna non è rimasta nella penombra, ma la sua forza e la sua storia sono arrivate fino ai giorni nostri.

Borgo di Votigno di Canossa
Borgo di Votigno di Canossa

Matilde di Canossa: la storia

Per ripercorrere la storia di Matilde di Canossa dobbiamo recarci a Mantova dove nacque nel 1046, figlia di Bonifacio III marchese di Toscana e Beatrice di Lorena. Fu il suo bisnonno Adalberto a dare il via alla dinastia dei Canossa che vide il suo massimo splendore proprio sotto la guida di Matilde e che purtroppo però durò solo per 4 generazioni e si interruppe con lei.
Ebbe due matrimoni, combinati e non celebrati per amore e una sola figlia che morì in tenera età.
Matilde passò alla storia come la “contessa guerriera”, infatti non si tirò mai indietro in nessuna circostanza.
In molti dipinti viene raffigurata con una bellissima chioma rossa e la cintura da guerriera.

Terre di Canossa: Castello di Canossa

Il mio itinerario alla scoperta delle terre di Canossa non poteva iniziare che dal Castello di Canossa, quello in cui Matilde si recava quando era fuori città.
Oggi del castello non rimane quasi nulla, solamente una parte del Tempio di Sant’Apollonio, ma nel museo adiacente potrete ripercorrere la storia di Matilde.

Castello di Canossa
Castello di Canossa

Un grande arazzo raffigurante l’imperatore Enrico IV ricorda che proprio al Castello di Canossa si svolse l’episodio del “perdono di Canossa”.
Papa Gregorio VII aveva scomunicato l’imperatore e proprio qui, con Matilde come mediatrice ci fu la revoca della scomunica dopo che Enrico IV rimase tre giorni sulla neve, a piedi nudi, vestito di soli panni di lana.
La storia però non si concluse così, ma la “guerra” fra impero e papato continuò a lungo: l’imperatore riacquisì i suoi poteri, il Papa venne esiliato e fu proclamato un antipapa.
Il costo del biglietto è di 4 euro e il castello è aperto dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 16.00, il sabato e la domenica fio alle 17:00.

Terre di Canossa: Castello di Rossena

A soli 4 km da l castello di Canossa sorge il Castello di Rossena.
Vi anticipo che mi è piaciuto davvero tanto, ma dovete considerare che non è mai diventato un castello nobiliare con funzione abitativa, ma mantenne sempre una funzione bellica.
Grazie alla sua posizione strategica, da dove si riusciva a dominare e controllare un territorio davvero ampio, era uno dei castelli a difesa di quello di Canossa.

Castello di Rossena
Castello di Rossena

In tempi più recenti divenne di proprietà di una donna olandese, infatti visitandolo si ritrovano dei rimandi all’Olanda, come per esempio delle ceramiche.
Oggi ospita un ostello con circa 40 posti letto ed è utilizzato anche come location per matrimoni.
Leggenda narra che le stanze del castello siano abitate dal fantasma di Everelina, figlia di un vassallo di Matilde di Canossa, che per sottrarsi alle nozze con un uomo che non amava, scelse di morire gettandosi nel dirupo.
Il biglietto d’ingresso è di 5 euro, ( 4 se presentate il biglietto del castello di Canossa), le visite sono solo guidate e su prenotazione.

Terre di Canossa: Torre di Rossenella

Proprio di fronte al castello di Rossena, sorge la Torre di Rossenella che svolgeva una funzione segnalatrice.
Potete lasciare l’auto nel parcheggio del cimitero e prendere la stradina sulla destra che in pochi minuti vi condurrà sotto la torre. Visitabile solo esternamente, vanta una posizione strategica, offrendo scenari meravigliosi.

Torre di Rossenella
Torre di Rossenella

Terre di Canossa: Votigno di Canossa

Dopo aver fatto un tuffo nella storia, passiamo al lato più spirituale.
A Votigno di Canossa, famoso borgo medievale, sorge La Casa del Tibet con annesso museo (biglietto museo 3 €).
Nel 1999 il Dalai Lama in persona visitò questo luogo.

La casa del Tibet Votigno di Canossa
La casa del Tibet Votigno di Canossa

Qui si respira un’atmosfera di pace e tranquillità essendo completamente immerso nella natura.
Il borgo nacque sempre ai tempi di Matilde per dare rifugio ai soldati, mentre oggi è un luogo in cui vengono celebrati matrimoni.
Il piccolo agglomerato di case ospita al centro una grande scacchiera, immortalata da tutti i visitatori.
L’ingresso al borgo è limitato da un cancello in ferro, ma non vi è alcun biglietto d’ingresso.

Votigno di Canossa
Votigno di Canossa

Terre di Canossa: sentieri naturalistici

Come detto in precedenza, questi luoghi sono immersi nel verde e la zona offre tantissimi sentieri per trekking.
Lo scorso anno è stato anche inaugurato un nuovo sentiero: la Via Matildica del volto santo che collega Mantova a Lucca.
Sempre in zona una tappa imperdibile è la Pietra di Bismantova.
Se invece amate le città, on vi resta che fare un giro a Reggio Emilia.

Io sono rimasta affascinata dalla storia di Matilde di Canossa e spero di aver incuriosito anche voi.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

Panchina gigante e altre opere vicino Montefabbri

Il piccolo e carinissimo borgo di Montefabbri rientra fra i Borghi più belli d’Italia e offre vedute eccezionali sul Montefeltro. Mi era così piaciuto che ne avevo già parlato in un articolo.
Oggi voglio invece accompagnarvi in un viaggio artistico poco fuori da Montefabbri, fra sculture di animali e panchine giganti.

La panchina gigante di Montefabbri

Dopo aver visitato il borgo, scendete sulla strada principale a piedi e aguzzate la vista: appena intravedete una piccola piazzola di sosta all’altezza di una curva, volgete lo sguardo poco più in basso e vedrete una macchia fucsia, ovvero la panchina gigante posizionata poco dopo.
Essa fa parte del progetto delle Big Bench nato nelle Langhe e dona un fascino diverso alla zona.
E’ facile salirci e dalla sua seduta potrete ammirare un meraviglioso panorama; se siete appassionati di panchine giganti, trovate la lista sul sito.

Panchina gigante di Montefabbri
Panchina gigante di Montefabbri

Opere del Montefeltro: “Il pensiero è più veloce dell’azione”

Ripartendo da Montefabbri con direzione Urbino, dopo pochi km sulla destra incontrerete una bellissima scultura di Gianni Calcagnini intitolata “Il pensiero è più veloce dell’azione”.
L’opera è imponente e davvero molto bella, ma è il suo significato che apprezzo maggiormente.
Ritrae una cavalla araba nata da un vortice di vento, quindi impossibile da fermare e domare che salta il globo e vuole rappresentare la libertà senza confini.
La puledra guarda a nord e non avrà mai il sole negli occhi, perciò non si fermerà mai, guarderà sempre avanti. affinché il pensiero possa spingersi lontano alla ricerca di nuovi orizzonti.
Un inno alla libertà che solo un grande viaggiatore poteva interpretare in questo modo.
La scultura si trova all’interno della tenuta dei Santi Giacomo e Filippo.

Opera "Il pensiero è più veloce dell'azione"
Opera “Il pensiero è più veloce dell’azione”

Opere del Montefeltro: “Verso nuovi lidi”

Proseguendo sempre in direzione Urbino, sempre sul alto destro della strada, dopo pochi km incontrerete un’altra opera di Gianni Calcagnini intitolata “Verso nuovi lidi”.
Si tratta di un’opera realizzata per la maggior parte in ferro, raffigurante un’oca migratrice nel momento in cui apre le ali e raccoglie le energie per prendere il volo.
E’ consapevole che ci saranno difficoltà e ostacoli da superare, ma ha una meta da raggiungere e non si fermerà fino a quando non arriverà a destinazione.
Anche in questo caso il messaggio che lancia è davvero bellissimo.
Inoltre l’oca, come il avallo descritto in precedenza, hanno anche il ruolo di incuriosire il passante e farlo fermare. Una volta sceso dall’auto per ammirare le opere, si renderà conto della bellezza dei territori del Montefeltro.

Opera "Verso nuovi lidi"
Opera “Verso nuovi lidi”

Un breve itinerario da aggiungere alla visita di Urbino o alle zone limitrofe.
Quando l’arte si unisce alla natura, nascono composizioni eccezionali.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia

L’Isola dell’Amore di Goro

L’Isola dell’Amore, i viaggiatori più romantici la devono conoscere assolutamente.

Come raggiungere l’Isola dell’Amore di Goro

L’Isola dell’Amore di Goro si trova nel Parco del Delta del Po, proprio al confine fra Emilia Romagna e Veneto ed è raggiungibile con il traghetto partendo dalla località di Bacucco.
Raggiunto il punto di attracco – lo riconoscerete dalle macchine parcheggiate sull’argine del fiume – in 5 minuti di navigazione sarete sull’isola.

Traghetto per raggiungere l'Isola dell'Amore
Traghetto per raggiungere l’Isola dell’Amore

Il traghetto ha un costo di 5 euro andata e ritorno e potete prenotarlo chiamando il numero 0533778608 : effettua la traversata sia per i clienti del ristorante sia per chi vuole solo fare un giro sull’isola.

Il faro dell’Isola dell’Amore

Sull’Isola dell’Amore di Goro è presente anche un faro che rende l’atmosfera ancora più romantica.
Il faro risale al 1950, quando venne sostituita la “vecchia lanterna” del 1800.
Ristrutturato nel 2021, ospita sia un ristorante che un hotel.
Per ogni tipo di prenotazione potete consultare il sito.

Faro sull'Isola dell'Amore
Faro sull’Isola dell’Amore

L’Isola dell’Amore

L’isola prende questo nome grazie alla poesia e alla magia che si respira, infatti è l’ultimo lembo di terra che separa il fiume dal mare.
In questa zona del Parco Naturale del Delta del Po gli scenari sono davvero tutti molto suggestivi.
L’isola nel 2007 è stata inserita da Legambiente fra le 13 migliori spiagge italiane, infatti questo luogo così tranquillo in inverno, in estate si popola di persone.
Un altro aspetto romantico è quello delle minicrociere, infatti delle motonavi percorrono la costa fino ad arrivare all’Isola dell’Amore per poi proseguire in altre zone della laguna.

Tramonto sull'Isola dell'Amore
Tramonto sull’Isola dell’Amore

Se siete in zona e volete fare un’escursione alternativa o trascorrere una serata romantica non vi resta che organizzare il tutto.

P.S: Goro è famosissima per le sue vongole, non dimenticate di mangiarvi uno spaghettino.


Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

Visita di Ancona particolare: alla scoperta di Ancona sotterranea

L’escursione che vi sto per raccontare unisce la storia allo spirito d’avventura. Avete ma i fatto una visita ai sotterranei di una città? Andiamo alla scoperta di Ancona sotterranea.

Escursione: Ancona sotterranea

Questa suggestiva escursione si effettua solo accompagnati dalle guide e previa prenotazione, ha un costo di 10 euro e dura circa due ore. La visita si divide in due parti: la prima è introduttiva e spiega tutta la storia degli acquedotti e dei sotterranei con l’aiuto di pannelli esplicativi mentre la seconda parte è quella più avventurosa: muniti di caschetto, pila frontale e stivali, si scende ad un livello sotterraneo, percorrendo a piedi la zona sotto Piazza Stamira.

Cunicoli di Ancona sotterranea
Cunicoli di Ancona sotterranea

E’ davvero tutto molto affascinante e suggestivo, gli stivali servono perché l’acqua è sempre presente, può solo variare il livello a seconda delle piogge.
Seguendo la guida si possono osservare cisterne, pozzi, cunicoli e persino una cascata.

Cascata sotterranea di Ancona
Cascata sotterranea di Ancona

Storia dell’acquedotto di Ancona

La visita con l’associazione Ancona Sotterranea si effettua in alcune parti dell’acquedotto che è stato – dove possibile – esplorato e mappato dagli speleologi.
Oggi purtroppo non è possibile percorrere l’intera rete originale perché in alcuni tratti è crollata.
L’acquedotto di Ancona è interamente scavato nella roccia e il suo fine principale era quello di portare acqua al porto della città, molto utilizzato sin dal passato.
Una figura importantissima dell’acquedotto era il fontaniere, anzi i fontanieri, perché erano due, uno per la parte alta e uno per la parte bassa. Essi erano i manutentori dell’acquedotto, gli unici a conoscere ogni cosa di questa opera, infatti tenevano proprio il segreto. Non esistevano documenti scritti e l’uno non conosceva i segreti dell’altro. Le informazioni si tramandavano solo di padre in figlio, come si tramandava allo stesso modo il mestiere.
L’ultimo fontaniere, il Sig. Ugo Menghini, negli anni ’80 dietro autorizzazione del sindaco della città, svelò i segreti che custodiva sull’acquedotto e grazie ad alcune ricerche scoprì la “Chioccia “, una grossa cisterna nella quale arrivano più rami e dalla quale ne ripartono altri, uno smistatore praticamente. Il nome che venne dato alla cisterna, venne preso da un’antica leggenda locale.
Studi più recenti ipotizzano che possano esserci tre “Chiocce”, considerando la differente capienza d’acqua dal punto di partenza a quello di arrivo. L’acquedotto rispecchia la forma del 1870 circa, tranne l’ultima parte che è stata ricostruita dopo la guerra, mentre la cisterna potrebbe risalire al periodo romano o addirittura a quello precedente.
La città di Ancona ha sempre utilizzato un’importante quantità di acqua, in passato infatti veniva svolta qui la lavorazione della porpora, processo che richiedeva persino diverse vasche di decantazione.

Punto di ritrovo per la visita di Ancona sotterranea
Punto di ritrovo per la visita di Ancona sotterranea

Non voglio svelarvi altre curiosità, le scoprirete durante la visita ad Ancona Sotterranea.
Dopo aver partecipato a questa bellissima escursione, potete dare un’occhiata a qualche altro scorcio di Ancona.
Se invece siete appassionati di opere idriche, vi consiglio una visita alla Botte dei Varano o all’acquedotto romano di Pesaro.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

La Botte dei Varano e le altre opere idriche di Serravalle di Chienti

Oltre ai musei e ai palazzi nobiliari, cosa si può visitare durante la visita ad una città o ad un borgo? Avete mai pensato alle opere idriche?
Oggi vi porto a Serravalle di Chienti, in provincia di Macerata, a fare un viaggio nel tempo grazie alle opere idriche della zona.
Dopo aver ascoltato la storia dell’Acquedotto Romano di Pesaro, devo ammettere che sono sempre molto curiosa.

La Botte dei Varano

Nella seconda metà del XV secolo, Giulio Cesare Varano signore di Camerino, fece costruire da ingegneri idrici fiorentini, la Botte dei Varano a Serravalle di Chienti.
Si tratta di un emissario artificiale avente lo scopo di bonificare l’altopiano di Colfiorito in modo tale da avere più terreno possibile da destinare all’agricoltura.

La Botte dei Varano
La Botte dei Varano


La lunghezza del condotto è di circa 500 metri e le acque raccolte, ancora oggi, formano il fiume Chienti. Per l’epoca si trattava di un’importantissima opera, pensate che è stata utilizzata per più di 500 anni, fino al 1997, quando a causa del terremoto che colpì la zona, vennero fatte altre scelte.
Il nome “Botte dei Varano” è collegata alla forma a botte del condotto e ovviamente al cognome di colui che la fece costruire.
Dopo alcuni lavori di restauro, questa meravigliosa struttura è stata resa visitabile, ma solo su prenotazione.

Esterno de la Botte dei Varano
Esterno de la Botte dei Varano

Impianto moderno

Come accennato in precedenza, il terremoto del 1997 “mandò in pensione” la Botte dei Varano che venne sostituita da un condotto parallelo, che scorre a pochi metri di distanza avente la stessa funzione.

Nuovo condotto
Nuovo condotto

Ovviamente il fascino e la bellezza non sono gli stessi, ma la cosa principale è la sua funzione, quindi ancora oggi le acque che scorrono al suo interno formano il fiume Chienti.
Durante i lavori per la realizzazione della nuova opera idrica è stata fatta una bellissima scoperta: proprio nello stesso punto, sorge da millenni un antico condotto romano.

Il collettore romano

Come sempre, quando si parla di opere idriche, c’è quasi sempre lo zampino dei romani; furono proprio loro, nel I secolo a.C. a costruire nella medesima zona il primo condotto con la funzione di mantenere costante il livello delle acque del lago della città di Plestia.

Collettore romano di Serravalle di Chienti
Collettore romano di Serravalle di Chienti

Interamente costruito in travertino e lungo circa 800 metri, sembra che operò per circa 700 anni. E’ alto circa 2 metri ed ha un’inclinazione costante dello 0,2%.
Venne scoperto durante i lavori per la realizzazione del nuovo impianto e infatti oltre alla parte d’ingresso, dove venivano convogliate le acque dalla palude, l’unica altra parte visibile è quella che incrocia la nuova opera idrica.

Collettore romano
Collettore romano

Un tuffo nel passato attraverso le opere idriche è un modo alternativo per scoprire una determinata zona.
Per poter ammirare i 3 condotti, è possibile partecipare ad una visita guidata con l’Associazione GMP Gaia.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Umbria

La Calamita Cosmica di Foligno

Amate i luoghi e le attrazioni insoliti e fuori dal comune? Io sono alla ricerca continua di nuove chicche e oggi vi consiglio la Calamita Cosmica.

Calamita Cosmica Foligno
Calamita Cosmica Foligno

La Calamita Cosmica: di cosa si tratta

La Calamita Cosmica dell’artista Gino De Dominicis è considerata una delle più importanti testimonianze della scultura italiana del XX secolo.
Dal titolo dell’opera, il visitatore se non si documenta, non sa esattamente cosa aspettarsi.
Beh, vi dico che anche chi ha una vaga idea di cosa ritrovarsi davanti, rimarrà senza parole.

Opera Calamita Cosmica
Opera Calamita Cosmica


La Calamita Cosmica è un’opera realizzata nel più assoluto segreto intorno al 1988 e rappresenta uno scheletro umano con un lungo naso a becco di uccello, uno dei temi ricorrenti delle opere di De Dominicis.
E’ lunga 24 metri, larga 9 metri e alta quasi 4 metri e si può ammirare sia dal piano terra che dall’alto, così da avere la visuale completa,
Ma da dove prende il nome?
La Calamita Cosmica è un’asta dorata che parte da una delle falangi della mano, una sorta di magnete indirizzato all’universo.
E’ stato rappresentato il profondo collegamento tra terra e cielo.

Calamita Cosmica
Calamita Cosmica


Dopo essere stata esposta nei principali musei italiani ed europei, dal 2011 l’opera è esposta permanentemente a Foligno presso la ex chiesa della Santissima Trinità dell’Annunziata.
Se siete in zona non perdetevela perché vi garantisco che è davvero insolita e molto affascinante.

Dove vedere la Calamita Cosmica

Ci troviamo a Foligno e l’opera è custodita all’interno della ex chiesa della Santissima Trinità in Annunziata. Gli orari di apertura variano fra estate ed inverno, per ogni informazione contattare i numeri 0742-621022 o 3408678214.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.