Italia, Toscana

Alloggi insoliti: la casa sull’albero di Fattorie di Celli

Alzi la mano chi da bambino non sognava una casa sull’albero.
Impossibile vedere “mani alzate”, in realtà era un sogno di tutti e io finalmente – anche se con diversi anni di ritardo – ho realizzato il sogno di dormire in una casa sull’albero.

Nuvola, la casa sull'albero di Fattorie di Celli
Nuvola, la casa sull’albero di Fattorie di Celli

In provincia di Arezzo e più precisamente a Poppi, nel cuore delle Foreste Casentinesi, tra Toscana ed Emilia Romagna si trova un luogo da sogno: Fattorie di Celli.
Questo è il luogo perfetto in cui staccare la spina e isolarsi dal mondo.
Potrete scegliere fra diversi alloggi insoliti come le bubbles, la torre o la casa sull’albero.
E come ciliegina sulla torta, nel cuore della tenuta troverete una meravigliosa spa in cui rilassarvi. Un vero sogno!

Spa Fattorie di Celli
Spa Fattorie di Celli

Come faccio a spiegarvi Nuvola, la casa sull’albero di Fattorie di Celli?
Non esagero se vi dico che vi sembrerà di sognare perché in realtà possiamo dire che le case sono due, unico ingresso ma ben 2 camere matrimoniali, un bellissimo bagno, un cucinino e un tavolo da pranzo e per finire una veduta davvero meravigliosa.

Veduta dalla casa sull'albero
Veduta dalla casa sull’albero

Vi sembrerà di toccare il cielo con un dito essendo al livello degli alberi o anche sopra.
Tutto curato nei minimi dettagli, di una bellezza indescrivibile, ma la vera chicca sono le vetrate della casa sull’albero; molte pareti infatti sono costituite da vetri così da fondere l’interno della stanza con il paesaggio circostante e dare all’ospite la sensazione di dormire letteralmente sugli alberi.
La parte esterna con i balconi e una super rete con un maxi cuscino è il luogo perfetto in cui gustare un caffè o leggersi un libro.
Ma le sorprese non finiscono qui, al mattino vi verrà recapitata all’ingresso una scatola in legno contenente la vostra colazione che potrete tranquillamente gustare a letto, accomodati al tavolo con una vista indescrivibile o direttamente all’esterno.

Colazione
Colazione

Che dite, vi ho incuriosito?!
Io ho amato tutto dall’inizio alla fine e non esagero nel dirvi che si tratta di uno degli alloggi più belli in cui abbia mai pernottato.

Per vivere al meglio questo viaggetto, vi consiglio di prenotare un’escursione con Casentino Escursioni per scoprire le foreste sulle due ruote.
Non perdetevi l’Eremo di Camaldoli, un ottimo pranzo alla Locanda dei Baroni o al Cafè del Parco e per finire un giretto a Poppi per ammirare il suo castello.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale

Europa

Keukenhof: visita al più grande parco di fiori a bulbo del mondo

Cari amici viaggiatori, sono rientrata da pochi giorni da un weekend al di sopra delle mie aspettative, non credevo assolutamente di poter restare così affascinata e soddisfatta dopo la mia visita in Olanda.
La prima cosa essenziale da dire è che l’Olanda non è solo Amsterdam, magari non lo facciamo volontariamente ma credo che questo accostamento avvenga nella maggior parte delle nostre menti.
Avevo visitato Amsterdam qualche anno fa e mi era piaciuta, ma questo weekend è stato una vera riscoperta.
Sono partita il venerdì pomeriggio e il lunedì all’ora di pranzo avevo di nuovo appoggiato i piedi sul suolo italiano, ma vi assicuro che sono bastati.
Ho ricevuto la proposta da una mia amica che vive in Belgio e dato che per me ogni meta che non ho già visto vale un viaggio, ho subito accettato! 🙂
Il motivo  fondamentale della nostra visita era la fioritura dei tulipani e la visita al Keukenhof, un giardino botanico situato nei pressi di Lissa, considerato il più grande parco di fiori a bulbo del mondo. Ci aspettavamo tanta gente, ma una volta arrivati nel parcheggio siamo rimasti di stucco, non potete immaginare la quantità di macchine presenti. Un po’ spaventati per la troppa confusione ci siamo diretti alle casse e dopo aver pagato il biglietto siamo finalmente entrati in questo mondo fantastico.
Il parco è talmente grande – 32 ettari – e ben organizzato che non ci si rende conto realmente della gente presente, il tutto fila liscio, non troverete code o ingorghi.
Uno dei motivi di tanta affluenza è anche il fatto che il parco è aperto al pubblico solamente per due mesi all’anno, quest’anno dal 20 Marzo al 11 Maggio 2025.
I dati parlano della fioritura di 7 milioni di bulbi piantati a mano, 4 milioni e mezzo dei quali sono tulipani di oltre 100 varietà, mentre i restanti sono giacinti e narcisi.
Presi dall’euforia iniziale non si fa altro che scattare fotografie, ma ben presto ci si rende conto che non vi è “gruppo” di fiori più bello dell’altro, tutto il parco è una meraviglia. All’interno ci sono inoltre diverse zone espositive con esposizioni temporanee di fiori, che valgono assolutamente una visita… io sono rimasta sconcertata dal padiglione delle orchidee: indescrivibile!!
Oltre fiori a perdita d’occhio, troverete un lago “attraversabile” a  piedi su lastre circolari, un mulino a vento, statue e canali. Diciamo che almeno tre ore vi serviranno per fare un giro abbastanza completo, ma tranquilli, se siete stanchi o affamati ci sono diversi punti di ristoro.
E’ un qualcosa di veramente unico, assolutamente da vedere anche per chi non ama alla follia i fiori.
Appena usciti da lì poi, facendo solo qualche centinaio di metri lungo la strada, ci siamo ritrovati davanti a interminabili campi in fiore, quelli propri autentici e non all’interno di un parco, forse una visione ancora più bella  di questo periodo dell’anno, file di diversi colori che si affiancavano creando una tipica immagine da cartolina.

Meravigliosa distesa di tulipani in fiore

Una volta lasciato questo ambiente fiabesco, siamo ripartiti in macchina e abbiamo raggiunto Zandvoort, la città in cui avremmo pernottato. La scelta della località è stata fatta semplicemente perché comoda in relazione alla distanza dal parco e dalla città che volevamo visitare il giorno successivo. E come capita spesso, la casualità aiuta…. senza saperlo abbiamo raggiunto una località balneare sul Mare del Nord, ricchissima di locali sulla spiaggia, uno più bello dell’altro, che fanno assolutamente presumere che in estate sia completamente presa d’assalto. Essa è infatti l’unica località balneare dei Paesi Bassi a possedere una stazione ferroviaria e per fare un salto nel passato è stata anche la sede del circuito automobilistico dove si è corso il Gran premio d’Olanda di F1 in passato.
Locali che cucinano un pesce ottimo e case magnifiche che danno proprio sul mare, tutte provviste di una grande finestra sulla facciata principale dalla quale ammirare il mare; sempre dalla stessa poi abbiamo potuto ammirare gli interni e gli arredamenti di queste villette: magnifici. Sicuramente un agglomerato di seconde case, le case estive”… beati i proprietari.
Dopo aver fatto una passeggiata rilassante sulle coste del Mare del Nord, abbiamo deciso si cenare al De Haven, uno dei locali sopracitati: ottimo filetto di merluzzo e uno splendido piatto di cozze e capesante, per non parlare del pazzesco tris di dolci, ve lo consiglio vivamente.

Le case affacciate sul Mare del Nord

Per il giorno successivo avevamo un programma abbastanza dettagliato da rispettare, così siamo partiti di buonora e poco dopo abbiamo raggiunto la città di Haarlem.
Purtroppo il tempo non è stato clemente, così abbiamo fatto un giretto sotto la pioggia,; la cittadina è molto carina, ma comunque i luoghi di maggiore interesse sono collocati tutti intorno alla piazza del Mercato Grande, nonché centro della città.
Su di essa si affaccia un capolavoro dell’architettura gotica, la Chiesa Grande di san Bavone che possiede due primati: è la più grande chiesa d’Olanda e la più alta dei Paesi Bassi; al suo interno da non perdere assolutamente il grande organo.
Da qui ci siamo sposati poi a Leiden, in italiano Leida è una città universitaria e si trova sul vecchio Reno. Tipica città olandese attraversata da diversi canali che rendono anche una semplice passeggiata qualcosa di unico: Ovunque mi girassi vedevo un simbolo di due chiavi incrociate e non capivo cosa fosse, così per evitarvi la medesima cosa vi dico già che è chiamata anche la “città della chiave”. Qui nacquero Rembrandt e Jan Steen e logicamente in molti musei e pinacoteche sono conservate le loro opere.

Uno dei canali di Leida

Dopo aver curiosato e passeggiato fra i piccoli vicoli ci siamo messi di nuovo in marcia e abbiamo raggiunto Breda.
Diciamo che qui si respira tutta un’altra atmosfera, lo stile della città è molto simile alle precedenti ma qui c’era gente, gente, gente e ancora gente, forse perché era domenica pomeriggio, non so.
Tutti i baretti e le caffetterie della piazza con tavolini all’aperto erano occupati, forse era complice anche il bel tempo (per fortuna il mal tempo era rimasto alle spalle).
In passato era una  città fortificata, infatti appena si arriva si possono ammirare le mura a ridosso del fiume; il centro e la piazza sono luoghi carini, ma vi è anche un castello, un grande parco e il Begijnhof.
In città ci sono anche diversi musei, ma dipende sempre dal vostro tempo, noi abbiamo fatto una toccata e fuga, se voi pernottate lì o comunque decidete di trascorrerci diverso tempo, vedrete che le  attrazioni non mancheranno.
Con la terza città visitata in un solo giorno la nostra visita in Olanda è terminata, ma sono rientrata a casa molto ma molto soddisfatta, forse è proprio vero che quando non ti aspetti niente rimani sempre maggiormente sorpreso.
Sicuramente rimarranno nella mia memoria i piccoli paesini che abbiamo attraversato in macchina, sembrano oasi di pace e tranquillità, circondati da verde e organizzati al meglio.
Beh del Keukenhof che dire, è veramente difficile spiegarlo a parole….dovete assolutamente assistere alla fioritura dei tulipani olandesi e vi renderete conto di che cosa sto parlando.
Olanda, un paese da scoprire!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Visto che la fioritura ha un tempo limitato, non vi resta che cercare voli economici e partire!!!

Feste e Sagre in Italia

Musei gratis in Italia la prima domenica del mese

Oggi ho proprio una bella notizia per voi, soprattutto per gli amanti dell’arte.
Qualche mese fa ha preso vita una bellissima iniziativa chiamata “Domenica del Museo” che permetterà a tutti di entrare gratis in diversi musei o siti archeologici statali italiani ogni prima domenica del mese.
E’ l’occasione giusta, da prendere al volo per visitare le bellezze architettoniche del nostro paese, dai musei alle gallerie fino ai giardini.

Magari è la volta buona che visitiamo le bellezze che abbiamo vicino a casa e che non abbiamo ancora avuto modo di ammirare.
Le strutture che prendono parte a questa iniziativa sono più di 400 e potrete consultare l’elenco sul sito del  Ministero dei Beni Culturali.
Date un’occhiata e decidete la vostra visita… la prossima apertura infatti sarà proprio domenica 2 marzo.
Buon divertimento,
Viaggiatrice seriale.

Europa

Carnevale di Mentone: Fete du Citron

Al confine fra Italia e Francia (a soli 3,5 km dall’Italia) sorge la città di Menton conosciuta dai più per il Carnevale di Menton o Fete du Citron.
Mentone è infatti famosa per i suoi limoni.

Carnevale di Menton

Nel mese di Febbraio, la città si popola grazie al bellissimo carnevale, molto molto particolare visto che i carri allegorici sono costituiti di agrumi.
L’evento si svolge in diverse fasi: la domenica si tiene la sfilata dei carri allegorici nel lungomare e l’ingresso è a pagamento (16 euro gli adulti e 8 euro i bambini), mentre dal giorno successivo all’inaugurazione, presso i Giardini Biovès, di fronte al Casinò, si possono ammirare le installazioni fisse.
Enormi installazioni dominano il viale, pensate che a volte servono più di 140 tonnellate di agrumi per realizzarle.
Ogni anno il tema cambia, quest’anno ad esempio é “Da Olimpia a Mentone”.
I giovedì sera poi, si svolge la parata illuminata sulla Promenade du Soleil, mentre in determinate sere vengono illuminati anche i Giardini Biovès donando alle installazioni un’aria magica.
Si sviluppano inoltre diversi eventi collaterali, come per esempio la fiera dell’artigianato e il salone delle orchidee.
Passeggiando per le viuzze invece, incontrerete i vari produttori locali che sfoggiano il loro tesoro.

Carnevale di Mentone
Carnevale di Mentone

Come e quando nasce il Carnevale di Menton

Nel 1928 un albergatore locale organizzò una mostra di fiori e agrumi nei giardini del suo hotel per aumentare il numero di visitatori.
L’evento ebbe così tanto successo che negli anni successivi venne riproposto in piazza.
Essendo nel pieno della Belle Epoque, la zona era frequentata da persone facoltose che venivano a svernare in Costa Azzurra, così il comune decise di voler conferire all’evento un’impronta tipicamente locale, in modo tale da rilanciare il turismo.
Fu così che nel 1934 nacque la Sagra del Limone e quest’anno si festeggia la 91° edizione.

Giardini Biovès Mentone
Giardini Biovès Mentone

Curiosità sugli agrumi

Il limone di mentone è molto pregiato e per le decorazioni dei carri vengono utilizzati agrumi provenienti da altre zone.
I frutti utilizzati per le installazioni non vengono cestinati ma rivenduti ad un prezzo consono a cittadini e turisti.

La Fete du Citron mi sembra un’ottima scusa per visitare la Costa Azzurra fuori stagione.
Se siete amanti del Carnevale, questo non potete assolutamente perdervelo, come anche quello di Venezia e di Fano.
Per tutti i dettagli consultate il sito.

Alla prossima scoperta.
viaggiatrice seriale.


Feste e Sagre in Italia, Italia, Marche

Il Carnevale di Fano

A carnevale ogni scherzo vale….ma io al momento sono serissima nel descrivervi una grande festa di carnevale dove i vostri piccoli si divertiranno un sacco, ma anche voi farete altrettanto.
Perché è così, il carnevale è sinonimo di allegria e di spensieratezza, un’occasione in cui si possono indossare i panni del proprio personaggio preferito o fare un balzo nel passato al tempo di dame e cavalieri o addirittura fino ai tempi della preistoria. L’altra parola indispensabile è DOLCEZZA: castagnole, cresciole, frittelle e quantità industriali di caramelle e dolciumi in genere.
La manifestazione carnevalesca di cui vi parlerò oggi è quella di Fano.
Il motto è: bello da vedere e dolce da gustare! 
Carri allegorici, maschere, musica e quintali di dolciumi per uno spettacolo unico e indimenticabile.
Qui si fondono cultura, mostre, teatro, arte e gastronomia….e l’ingresso ha un costo di 15 euro, ma volendo si può salire sui palchi e sulle tribune dove occorre pagare un biglietto differente.

Carro Rossini

Il getto, è senza dubbio il punto di forza del carnevale di Fano.
Ogni anno quintali di caramelle e cioccolatini piovono dai carri allegorici durante le sfilate.

Carro Frida Kahlo

Un altro elemento assolutamente originale del carnevale fanese è il caratteristico Pupo. Si tratta di una maschera che rappresenta sotto forma di caricatura i personaggi più in vista della città e che insieme alla “Musica Arabita” vanta una lunga tradizione nella storia del carnevale di Fano.
Quest’ultima è una spiritosa banda musicale, nata nel 1923, che utilizza strumenti di uso comune quali barattoli di latta, caffettiere e  brocche per produrre un’allegra musica, (detti batanaj) in perfetta sintonia con il clima allegro che si respira.

Musica Arabita

Le sfilate dei carri allegorici, tradizionalmente realizzati in cartapesta dagli abili maestri carristi fanesi, si concludono con un giro assolutamente suggestivo: quello della luminaria, una vera e propria festa di luci e colori.
I carri sono delle vere e proprie opere d’arte, appena finisce il carnevale i maestri ricominciano subito a lavorare per costruire i carri per l’anno successivo, i particolari di ogni soggetto sono curati nei minimi dettagli e la loro grandezza è impressionante.
Solitamente ogni anno  c’è un ospite d’onore in tribuna, generalmente  un personaggio dello spettacolo o comunque conosciuto: quest’anno ci sarà Massimo Boldi, mentre il pupo è stato dedicato a Jannik Sinner.
Tutte le domeniche mattina invece si tiene il carnevale dei bambini, un momento completamente dedicato ai più piccoli, con animazione, musica e tanti laboratori creativi.
Il Carnevale di Fano ha addirittura una sua maschera: El Vulòn, ovvero un personaggio che ama ostentare manie di grandezza- Guardatevi bene intorno, lo riconoscerete dalle ali, dal monocolo e da quel sorrisetto beffardo.
Il Carnevale di Fano è una festa veramente bella, alla quale partecipano persone da ogni parte del mondo!
Se non ci siete mai stati, quest’anno dovete assolutamente partecipare… sono tornati anche i fuochi pirotecnici al Pincio!!!
Le sfilate saranno nei giorni 16-23 febbraio e 2 marzo.
Buon Carnevale a tutti!
Viaggiatrice seriale.

P.S.: munitevi di una bella borsa, potreste tornare a casa con un bel bottino (dolcissimo)!
P.P.S.: Le sfilate iniziano alle 15:00

Feste e Sagre in Italia, Italia, Veneto

Il Carnevale di Venezia

Venezia, Venezia, difficile renderle giustizia con semplici parole, Venezia deve essere vissuta in prima persona per essere compresa.
Oggi però voglio parlarvi di un periodo in particolare, in cui la città risplende particolarmente, in cui è sulla bocca di tutti ed è percorsa da cittadini di tutto il mondo (non che di solito non lo sia, ma molto più del normale), un periodo in cui tutti possono essere diversi dal solito e indossare i panni altrui: Il Carnevale!
Il carnevale ha tradizioni antichissime che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dall’inverno alla primavera anche se documenti scritti ci fanno ricollocare questa meravigliosa, in cui per pochissimi giorni l’anno anche i ceti più umili potevano burlarsi pubblicamente dei ricchi indossando una maschera sul volto al 1094. Ebbene si, sono trascorsi più di 900 anni.
Un tempo i veneziani abbandonavano i propri lavori per dedicarsi totalmente ai divertimenti.
La storia del carnevale veneziano è immensa, trova annate di maggiore risalto e altre di minore, ma senza dubbio il secolo che più di ogni altro rese Venezia un luogo dalle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo fu il settecento; la città era allora il mondo di Giacomo Casanova, un mondo superficiale, festante e galante.
Col passare degli anni poi prevalse il lato romantico della laguna, facendo diventare Venezia meta di artisti, scrittori, musicisti ed avventurieri …

Potrei stare qui per ore a raccontare i vari periodi storici e i cambiamenti legati ad essi ma il carnevale è sempre restato un punto fermo, tanto da arrivare fino ai giorni nostri. In un certo senso lo spirito carnevalesco non abbandona mai la città
Io sono sempre rimasta affascinata da tutto ciò, così ho voluto testare di persona e vedere l’atmosfera che si respira in queste giornate di festa e devo dire che non sono rimasta affatto delusa.
Bisogna mettere in conto che si avrà a che fare con una quantità di persone indescrivibile, un angolo di pace non si riuscirà a trovare in tutta la città, ma è anche questo il bello.
Io ho trascorso due giorni a Venezia, pernottando in un b&b molto vicino a Piazza San Marco, che avendo prenotato per tempo aveva un prezzo più che accessibile.
Scesi dai vaporetti si entra subito nel clima di gran festa, maschere e bellissimi abiti vi circonderanno, non vedrete altro. Sembra quasi di essere tornati indietro nel tempo quando si vedono passeggiare coppie a braccetto che sfoggiano abiti delle migliori sartorie, per non parlare poi delle ingombranti parrucche sia maschili che femminili. In mezzo a tutto ciò però ci sono anche vestiti contemporanei che ci fanno tornare ai nostri giorni.
Solitamente il carnevale dura circa 3 settimane e le giornate di particolare interesse sono senza dubbio le domeniche, giorno in cui vengono organizzate le maggiori manifestazioni, come il volo dell’angelo, il concorso della maschera più bella, varie rappresentazioni teatrali e visite guidate.
Sicuramente non è il momento migliore per visitare la città e godere appieno della sua bellezza, ma non è nemmeno impossibile in quanto il tutto si concentra maggiormente in Piazza San Marco, quindi basta allontanarsi leggermente, magari fare un giro in gondola per i suggestivi canali o ammirare il Ponte di Rialto.
La città è talmente bella ed affascinante che in ogni periodo regala momenti indimenticabili.
Il carnevale sicuramente aiuta a sognare un po’!! Secondo me va vissuto almeno una volta nella vita …
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

La Stradomenica di Pesaro

Pesaro, che ha appena terminato il suo anno da Capitale italiana della Cultura 2024 ha tantissime attrazioni e attività di cui andare fiera.
Siete mai stati nella città marchigiana? Ecco cosa non perdere durante una visita alla città natale di Gioachino Rossini.
La 3° domenica del mese si svolge la Stradomenica.

Parete di libri Musei Civici di Pesaro
Parete di libri Musei Civici di Pesaro

Stradomenica: di cosa si tratta?

La Stradomenica è un evento che si svolge ogni 3° domenica del mese, dove oltre al mercato cittadino al mattino e al mercato dell’antiquariato al pomeriggio, prendono vita altri appuntamenti.
Si tratta della giornata perfetta per visitare le maggiori attrazioni della città, risparmiando un pochino, cosa che non guasta mai. Durante questa giornata infatti, acquistando la tessera Pesaro Cult al costo di 3 euro, si avrà accesso a diversi musei.

Tessera Pesaro Cult
Tessera Pesaro Cult

Quali musei rientrano nella Stradomenica?

Parlando dei musei compresi nella giornata della Stradomenica, non posso che partire da Casa Rossini, la casa natale del famoso compositore pesarese Gioachino Rossini. Fate poi un salto indietro nel tempo fino ad arrivare al tempo dei Romani con una visita alla Domus dell’Abbondanza; la Pesaro Cult permette l’accesso anche al Museo Nazionale Rossini in cui poter apprendere svariate informazioni sul compositore e ai Musei Civici in cui ammirare bellissimi quadri e ceramiche.

Domus dell'Abbondanza di Pesaro
Domus dell’Abbondanza di Pesaro

Per gli appassionati di motori è imperdibile la visita alle Officine Benelli, mentre personalmente vi consiglio la Sinagoga, una vera chicca di Pesaro.
Gli appassionati di bicicletta non possono perdersi il Museo della Bicicletta a Palazzo Gradari mentre gli appassionati d’arte apprezzeranno di sicuro il Centro Arti Visive Pescheria.
Lasciando il centro storico raggiungete in auto la località di Santa Maria dell’Arzilla, dove visitare la Casa-museo di Giovanni Gentiletti.

Sinagoga di Pesaro
Sinagoga di Pesaro

Che ne dite? A me sembra l’occasione giusta per andare a scoprire i tesori di Pesaro.
Ricordate che la Stradomenica si svolge ogni 3° domenica del mese.

Alla prossima avventura,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Trekking alla grotta di San Pier Damiani

La grotta di San Pier Damiani è una destinazione perfetta per gli amanti dei trekking, non troppo impegnativa da raggiungere ma con un panorama mozzafiato.

Grotta San Pier Damiani
Grotta San Pier Damiani

Lasciate l’auto nel parcheggio del monastero di Fonte Avellana e tornate indietro sulla strada che avete percorso in macchina, prendete la strada asfaltata in salita e una volta raggiunta una curva a gomito proseguite ancora a sinistra.
Percorrerete una carrareccia dalla quale ammirare il profilo del bellissimo monastero in tutta la sua estensione.
Dopo circa una mezzoretta di cammino raggiungerete un muro di contenimento, proseguite sempre sulla strada principale, superate la seconda curva a gomito e rimanete sempre sulla strada fino ad arrivare ad una terza curva e al secondo muro di contenimento, qui prendete il sentiero a sinistra.
Non potete sbagliarvi, seguite il cartello con le indicazioni.

Bivio per la grotta
Bivio per la grotta

Una volta arrivati qui se alzatelo sguardo al cielo, vedrete un foro sull’enorme parete di roccia, ecco, lei è proprio la vostra destinazione finale.
Incamminatevi sul breve sentiero in salita e in men che non si dica sarete di fronte alla grotta di San Pier Damiani.

La grotta si presenta come un’ampia cavità che ospita un altare in pietra e diverse croci create con i rami, dono dei pellegrini che vi sono passati.
Io vi consiglio di fermarvi ed ammirare il panorama da questo punto di osservazione, visto che sarete completamente immersi nella natura; magari approfittatene per fare uno spuntino.

Panorama dalla grotta di San Pier Damiani
Panorama dalla grotta di San Pier Damiani

Sembra che la grotta fosse il luogo in cui Pier Damiani si ritirava in preghiera nel periodo in cui ottenne il permesso di far parte della comunità degli eremiti avellaniti; in seguito ne divenne anche priore dal 1043 al 1057.

Interno grotta San Pier Damiani
Interno grotta San Pier Damiani

Il percorso dal monastero di Fonte Avellana alla grotta è di circa 3 km, non troppo impegnativo ma molto suggestivo.
Dopo questa piacevole camminata vi consiglio di visitare il bellissimo monastero e di fare una sosta alla sua foresteria.

Alla prossima camminata,
viaggiatrice seriale.

Italia

Aielli, il borgo murales dell’Abruzzo

I borghi che riprendono vita grazie ad opere di riqualificazione sono in aumento e a tal proposito oggi vi porto ad Aielli, il borgo murales dell’Abruzzo.

Aielli, il borgo dei murales d'Abruzzo
Aielli, il borgo dei murales d’Abruzzo

Siamo nel 2017, quando per la prima volta nel piccolo borgo in provincia dell’Aquila si svolge Borgo Universo, un festival artistico che ha ottenuto ormai un riscontro internazionale, trasformando il piccolo paese nel Borgo dei murales d’Abruzzo.

Borgo Universo è un festival di street art che si tiene ogni anno ad Aielli e grazie al quale il borgo si arricchisce di opere; oggi indicativamente si possono ammirare circa 40 murales, facilmente rintracciabili grazie alla mappa che trovate sui vari pannelli.
La cosa bellissima è che ogni opera ha un legame stretto con il territorio e la sua storia, andando più in profondità scoprirete che in ogni murales c’è un pezzetto d’Abruzzo.
Gli artisti che contribuiscono all’incremento dei murales di Aielli sono di fama internazionale.

Aielli
Aielli

Vi svelo una piccola curiosità: i primi murales che furono realizzati avevano tutti un tema comune e cioè l’astronomia, perché vi starete chiedendo?!
La risposta è semplice, Aielli è legatissima a questo argomento, proprio qui infatti nacque nel 1856 Filippo Angelitti e il borgo possiede inoltre un osservatorio astronomico.

Murale di Aielli
Murale di Aielli

Se siete amanti di street art non potete perdervi una visita ad Aielli, il piccolo borgo della Marsica che ha raggiunto una notorietà internazionale.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale

PS: se amate i murales, non perdetevi Satriano di Lucania, San Giovanni in Persiceto, Braccano e Calcio e Covo.

Feste e Sagre in Italia, Italia, Marche

Sagra dell’Uva di Cupramontana

Conoscete la capitale del Verdicchio?!
La risposta è Cupramontana! Ci troviamo nelle Marche, in provincia di Ancona e l’intera zona circostante è dedicata alla produzione del prelibato vino.
Si tratta di una vera e propria eccellenza, pensate che lo si omaggia anche con la bellissima Sagra dell’Uva.

81° Sagra dell'Uva di Cupramontana

Sagra dell’Uva di Cupramontana

Questa festa ha origini antiche, siamo arrivati alla 86° edizione.

Carri allegorici 

Non trovo parole migliori per descrivere il tutto che tradizione e amore per le proprie radici.
La Sagra ha una durata di 4 giorni, dal giovedì alla domenica (3-6 ottobre) ed è stato sempre così, sin dalla prima edizione durante la quale sfilavano i carri trainati dai buoi addobbati con grappoli d’uva, alcuni dei quali venivano poi lanciati alla folla.
Questa tradizione è sopravvissuta con il passare degli anni, ovviamente si è adeguata ai nostri giorni e si è trasformata nella sfilata dei carri allegorici della domenica pomeriggio.
Per i cuprensi è forse il momento più atteso dell’intera manifestazione in quanto le 5 contrade di Cupramontana si sfidano andando in scena ognuna sul proprio carro, rigorosamente a tema Verdicchio, creato dal nulla dalle sapienti mani dei cittadini.

Dettaglio di un carro allegorico

Dettaglio di un carro allegorico

Ho potuto ammirare insieme ad altri blogger i carri in anteprima e oltre alla bellezza e all’imponenza, la cosa che ho percepito maggiormente è stata la passione e la dedizione dei cuprensi. Sono tutti volontari che dedicano gran parte del proprio tempo libero (da fine agosto circa fino a poche ore prima della sfilata) alla realizzazione della propria opera, coinvolgendo anche i ragazzi più giovani e trasmettendo loro questa tradizione.

Palio della pigiatura

Il sabato invece si svolge la gara della pigiatura dell’uva tra i borghi limitrofi ed è un momento davvero particolare a cui assistere: immaginatevi uomini all’interno di grosse vasche contenenti quintali d’uva che fanno del loro meglio per pigiarne il più possibile nel tempo prestabilito.

Degustazioni e stand 

Essendo il Verdicchio il re della festa, in tutte le giornate è stra-presente, potrete acquistarlo nei vari stand o partecipare alle Degustazioni in Piazzetta dove diverse cantine propongono i propri prodotti….insomma vi assicuro che c’è l’imbarazzo della scelta.

Degustazioni in Piazzetta

Degustazioni in Piazzetta

MIG -Musei in Grotta

Vi consiglio di non perdere una visita al Mig – Musei in Grotta che personalmente ho trovato davvero interessante. La location è bellissima e ospita al suo interno il Museo dell’Etichetta, con esposizione di circa 1000 etichette di vino provenienti da tutto il mondo (l’intera collezione ne vanta circa 10000); pensate che in Europa sono solo due i musei di questo tipo.
Finita l’esposizione delle etichette, si passa alla zona che racconta la storia della Sagra dell’Uva attraverso i manifesti pubblicitari di ogni singola edizione: un tuffo nel passato meraviglioso.

Vecchio manifesto della sagra dell'uva di Cupramontana

Vecchio manifesto della sagra dell’uva di Cupramontana

Le sale adiacenti ospitano La strada del gusto, illustrando un percorso fra eccellenze, prodotti, sapori e trazioni. Infine troverete l’Infopoint dove poter richiedere materiale informativo o acquistare prodotti locali. Subito fuori è stato allestito l’Horto dei Semplici, uno spazio in cui vengono coltivate le vecchie erbe medicinali….proprio nel punto in cui sorgeva l’orto monastico. Vi ho solo detto che la location è fantastica, ma non vi ho detto che era un antico monastero…..non vi resta che visitarlo di persona.
Un ringraziamento ad Erik per tutte le informazioni dettagliate.

Concerti

La Sagra dell’Uva negli anni ha acquisito molta popolarità, arrivano infatti tantissimi pullman da tutta Italia per partecipare ad una festa con radici antiche ma nettamente attuale e uno dei motivi sono anche i concerti. In tutte le edizioni infatti si esibiscono cantanti di fama nazionale ,per allietare con il canto una serata già abbondantemente piacevole grazie al Verdicchio e a tutta l’atmosfera che si respira.

Ora non resta che pensare alla 84° edizione …fatelo anche voi, segnatevi questo appuntamento in agenda perché ne vale assolutamente la pena.
Un grazie di cuore a Sara e a Giorgia per averci accompagnato in questa scoperta.

Alla prossima sagra,
Viaggiatrice seriale.

P.S.: la zona è perfetta per staccare la spina, per una vacanza a contatto con la natura e per un turismo enogastronomico e sportivo, se cercate un alloggio vi consiglio Cupramontana Accoglie.