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Italia, Marche, Trekking

Trekking alle cascate di Sarnano

Amanti delle cascate, anche secondo voi hanno molto fascino non solo in estate ma anche nelle altre stagioni?
Oggi vi propongo un trekking autunnale alle cascate di Sarnano.

Come arrivare alle cascate di Sarnano

Per raggiungere le cascate di Sarnano, occorre arrivare proprio al borgo di Sarnano in provincia di Macerata, una volta qui vi consiglio di lasciare l’auto o nel parcheggio di fronte al liceo scientifico o nel parcheggio di Largo Bozzoni.
Le cascate infatti sono vicinissime al centro e la camminata può partire comodamente da qui.

Trekking alle cascate di Sarnano: Cascata dell’Antico Molino

Grazie ad un’azione di riqualifica del territorio, sono stati sistemati i sentieri delle cascate perdute.
Tutte le cascate sono facilmente raggiungibili, ma non con passeggini o carrozzine.
Vi consiglio di iniziare da quella dell’Antico Molino che é la più vicina.

Cascata dell'Antico Molino
Cascata dell’Antico Molino

Seguite la segnaletica e prendete il sentiero sulla destra. Camminate su un tappeto di foglie cadute di vari colori, passando davanti ai resti del vecchio mulino da cui prende il nome la cascata.
Seguendo sempre il percorso indicato, in 5 minuti sarete al cospetto della cascata dell’Antico Molino. Il suo salto é di circa 12 metri e l’ambiente è davvero meraviglioso. Se ci andate in estate approfittatene per rinfrescarvi un po’.

Trekking alle cascate di Sarnano: Cascata de Lu Vagnatò

Continuando la Via delle Cascate Perdute, così chiamato perché due delle tre cascate furono per diverso tempo irraggiungibili, completamente immerse nella natura ci si dirige verso la seconda cascata.
Tornate indietro sulla strada percorsa in precedenza fino ad arrivare all’incrocio con la Strada Provinciale, dirigetevi verso sinistra, attraversate la strada e poco dopo troverete le indicazioni per la cascata di fianco ad una casa rosa. Prendete la strada che costeggia la casa e seguite la segnaletica.

Cascata de Lu Vagnatò
Cascata de Lu Vagnatò

Incontrerete una piccola chiesetta molto suggestiva, dovete sapere infatti che qui si incrociano la Via Lauretana e il Cammino Francescano della Marca. Dopo poco incontrerete il sentiero che conduce alla seconda cascata, quella de Lu Vagnatò, così chiamata per la piscina naturale che una volta arricchiva maggiormente questo angolo immerso nella natura. Scendete le scale e arrivate proprio a toccare l’acqua della cascata.

Trekking alle cascate di Sarnano: Cascatelle dei Romani

Un’altra mezzoretta di cammino e avrete raggiunto la terza cascata.
Dalla seconda cascata, seguite il piccolo sentiero indicato, immerso nel verde e una volta arrivati alla chiesetta della Madonna dei Quattro Occhi, svoltate a destra fino alla fine della strada e poi a sinistra. Poco dopo troverete la solita segnaletica che vi indicherà la direzione per le Cascatelle Dei Romani, seguite il sentiero, superate la casa e sulla sinistra troverete un pannello informativo e subito dietro la terza cascata della Via delle Cascate Perdute.

Cascatelle dei Romani
Cascatelle dei Romani

Scenari davvero meravigliosi per gli amanti della natura e delle camminate.
Una volta arrivati a questo punto avrete due possibili alternative fra cui scegliere: dirigervi verso il centro di Sarnano e ammirare il borgo o proseguire in mezzo alla natura e raggiungere le Pozze dell’ Acquasanta e la Cascata del Pellegrino.

Se amate le cascate non perdetevi quelle di Borgo Pace.

Alla prossima escursione,
viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

Cascate di Borgo Pace

Nell’entroterra marchigiano sorge il piccolo paese di Borgo Pace, conosciuto soprattutto dai centauri che si dirigono verso Bocca Trabaria. Io vi porto alla scoperta del lato naturalistico di Borgo Pace.

Sentiero del Carbonaio

Partendo proprio dal centro, lascate piazza de Pino alle vostre spalle, girate a sinistra e poi subito a destra dove troverete diversi segnali del CAI. Prendendo la salita sulla sinistra, intraprenderete il Sentiero del Carbonaio, illustrato strada facendo da diversi pannelli esplicativi sulla raccolta del legno e su tutto il processo fino ad arrivare alla produzione del carbone. Il sentiero non è troppo impegnativo, ma dipende dal periodo in cui decidete di farlo. Io ad inizio estate, in una giornata assolata ho patito parecchio il caldo, ve lo consiglio per la primavera o l’autunno.

Panorami sul sentiero del carbonaio
Panorami sul sentiero del carbonaio

Piccoli tratti sono riparati dal bosco, ma la gran parte del sentiero è aperto. Le salite non mancano, ma i panorami ripagano di tutta la fatica. Dopo qualche km incontrerete anche dei bivi con altri sentieri. Io ho optato per scendere verso Case di Sant’Andrea, avvistando lungo il percorso i ruderi dell’omonima Torre. A fine sentiero si arriva in uno spiazzo dove viene accatastata la legna e finalmente si trasforma in carbone.

carbonaia
Carbonaia

Oltrepassate l’agglomerato di vecchie case e proseguite sulla strada asfaltata alla vostra destra. Dopo poco arriverete di fronte ad un ponte , non oltrepassatelo ma prendete il sentiero sulla destra per arrivare alla cascata e rinfrescarvi un po’.

Le cascate di Borgo Pace

Nei pressi di Borgo Pace, il fiume Auro genera diverse cascate . La mia preferita è proprio quella che si raggiunge dal sentiero di fianco al ponte, la strada è brevissima e costeggia il fiume. Se siete fortunati e trovate poca gente, potete posizionarvi sui sassi sopra alla cascata, grandi e relativamente comodi. Da qui sarà semplice scendere per fare un ottimo bagno nella piscina naturale che crea la cascata.

Cascata di Borgo Pace
Cascata di Borgo Pace

Le piscine naturali più frequentate sono invece poco più avanti nella direzione opposta. Le trovate molto facilmente perché sul ciglio della strada vedrete diverse auto parcheggiate. Qui il fiume Auro, lungo il suo corso crea piscine e piccole cascatelle, ottime per rinfrescarsi in una giornata estiva. Non manca però nemmeno una sorgente termale, indicata da un cartello proprio sul ciglio della strada. Se non siete ancora stanchi di cascate, andando verso Sant’Angelo in Vado troverete quella del Sasso.

Alla prossima scoperta,

Viaggiatrice seriale.

America

Cascate del Niagara :come visitarle

Tutti abbiamo desiderato almeno una volta, vedere dal vivo le Cascate del Niagara, ne sono convinta e sapete perché? Perché rappresentano le cascate per eccellenza. Divise tra due stati – Stati Uniti e Canada-, richiamano ogni anno un’infinità di turisti.

Come raggiungere le Cascate del Niagara

E’ possibile visitarle da entrambi gli stati, sia sul lato statunitense che su quello canadese; da entrambe le parti, la cittadina da cui partono le visite ha lo stesso nome, ovvero Niagara Falls ( Niagara Falls Ontario e Niagara Fallo New York). Le due città più vicine sono Buffalo e Toronto, anche se è possibile fare escursioni anche da New York…anche se i km sono davvero tanti.

Natura delle Cascate del Niagara

Come detto in precedenza, probabilmente le Cascate del Niagara sono le più famose al mondo e vantano anche un altro primato: sono le più grandi cascate dell’America settentrionale e fra le più grandi del mondo intero. La cosa particolare però è che il loro salto è di “soli” 52 metri. Prendono il nome dal fiume Niagara che collega il lago Ontario con il lago Eire. Le cascate sono praticamente 3:

  • Le Horseshoe Falls sul lato canadese
  • Le American Falls sul alto americano
  • Le Bridal Veil Falls (cascate a velo nuziale) che toccano entrambi gli stati.
Cascate del Niagara
Cascate del Niagara

Versante canadese delle cascate

Io ho inserito questa visita all’interno di un tuor canadese e ho pernottato proprio sul suolo canadese, senza oltrepassare il confine. Da quello che so, la parte canadese è molto più attrezzata a livello di strutture ricettive e luoghi d’interesse…a mio avviso si tratta di una sorta di Las Vegas. Mi avevano avvisato, ma se devo essere sincera l’impatto è stato davvero forte: il lato consumistico e commerciale è davvero predominante e proprio a ridosso di questa meraviglia naturale. Non avrete che l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda ristoranti e locali.

Come ammirare le Cascate del Niagara

Dopo aver fatto una passeggiata e scattato un’infinità di fotografie, il modo migliore per ammirare questo luogo è un giro in barca. L’Hornblower Niagara, ovvero il tuor in battello fra le cascate è di sicuro un’attività imperdibile a mio avviso. Ci si avvicina prima all’American Falls e alla cascata a velo nuziale, per arrivare poi sotto, anzi dentro all’enorme ferro di cavallo delle Horseshoe Falls. Mamma mia che emozione!!! Ci si sente davvero minuscoli di fronte alla potenza della natura! E’ uno spettacolo davvero emozionante e di sicuro divertente…. tornerete bagnati fradici nonostante l’immancabile impermeabile che vi forniranno ad inizio visita.

Sul battello delle cascate del Niagara
Sul battello delle cascate del Niagara

La notte poi tutto si trasforma, le cascate vengono illuminate con colori differenti e tutto assume un’atmosfera magica. In alcuni giorni della settimana (venerdì e domenica quando ci sono andata io) si aggiunge un ulteriore evento: alle 10 di sera inizia lo spettacolo dei fuochi d’artificio sulle cascate….imperdibili se pernottate in zona.

Cascate del Niagara di notte
Cascate del Niagara di notte

Se poi volete vivere un’esperienza davvero indimenticabile, ci sono anche voli in elicottero sulle cascate, ma non so dirvi di più perché ho optato per la versione terrestre e acquatica. Per ammirare questo spettacolo naturale dall’alto, potete salire sulla Skylon Tower e riempire gli occhi di bellezza. Al prossimo viaggio, Viaggiatrice seriale.

Se siete amanti di cascate, le Cascate Vittoria sono una vera meraviglia.

Africa

Cascate Vittoria: uno spettacolo della natura

Non necessariamente i luoghi più belli che abbiamo visto devono essere all’interno del nostro viaggio preferito.
Ci sono luoghi che da soli meritano un viaggio, anche se poi nel complesso ne abbiamo fatti di migliori.
Per me questo vale per le Cascate Vittoria.
Con questo non voglio dire che il mio viaggio in Zambia-Botswana e Sudafrica sia stato brutto, anzi tutto il contrario ma non è riuscito a superare il mio preferito al momento.
Detto ciò posso assicurarvi che vedere dal vivo le Victoria Falls è qualcosa di unico e veramente emozionante.

Noi siamo atterrati a Livingstone e da lì abbiamo raggiunto il nostro resort dal quale si raggiungevano le cascate a piedi!Sì, avete capito proprio bene, a piedi!
Una super location!
La prima cosa che abbiamo sentito quando siamo arrivati in camera è stato il boato dell’acqua che non ci ha più abbandonato per tutto il soggiorno….è diventato una parte di noi.
Non ci hanno mai abbandonato nemmeno le nuvole di vapore e l’arcobaleno che si creavano sopra al salto.
Il mattino siamo usciti dalla camera e dopo una camminata di circa 15 minuti siamo arrivati all’ingresso del parco.
Inutile dire che man mano che ci si avvicina il rombo dell’acqua si fa sempre più forte…..ti entra nel cuore.
Già dal primo scorcio dal quale si riescono a vedere si resta letteralmente senza parole, si intravede letteralmente un muro d’acqua di dimensioni esagerate che si getta nel vuoto ma è solo l’inizio.

L’arcobaleno funge da cornice a questo spettacolo.
Continuando sul sentiero si arriva in uno spiazzo, sembra quasi di essersi allontanati dalle cascate perché vi troverete di fronte ad una massa d’acqua che sembra un fiume, abbastanza calma e senza nessun salto nel vuoto.
Semplicemente si è prima del salto, dove si può ammirare la larghezza della cascata, dove il rumore cresce e da dove l’arcobaleno non ha più segreti ma si mostra interamente.

La parte più emozionante, adrenalinica e suggestiva è dalla parte opposta.
Camminando (non tanto) arriverete di fronte al salto e rimarrete davvero senza parole!
Via a scattare fotografie….ci si rende conto di essere davanti ad un vero capolavoro della natura.

Il tutto è circondato da una rigogliosa vegetazione che rende ancora più “naturale” l’ambiente; per capirci, non è stato modificato o ancora peggio deturpato per una questione turistica; è stato solamente creato un percorso agibile.
Ad un certo punto si è così vicini al salto che occorre indossare un impermeabile altrimenti si finisce per fare una vera doccia.
Gli spruzzi arrivano violentemente, regalando la sensazione di far parte di tutto quello spettacolo.

Poco più avanti si arriva al posto perfetto per i più temerari, un piccolo ponte che dà l’impressione di dirigersi proprio nel cuore della cascata, dove chi vi mette piede viene completamente bagnato come un pulcino…..ma una volta arrivati lì è il caso di “rischiare” un po’, che ne dite? 🙂

Avrete addosso così tanta acqua e così tanto rumore nelle orecchie che vi renderete conto di essere quasi storditi e di riuscire a tenere gli occhi aperti a fatica……ma che emozione!
Ritornando su un terreno meno ostico potrete raggiungere un piccolo spiazzo dal quale ammirare un altro scorcio su un ponte rialzato tantissimi metri.

Bene, come detto inizialmente questo è uno di quei luoghi che vale un viaggio intero (almeno dal mio punto di vista).
Sarò breve, ma due parole sulla loro scoperta mi sembrano d’obbligo.
David Livingstone, esploratore e medico britannico partì per una missione in Africa e nella metà del 1800,esplorando una zona dell’entroterra africano si ritrovò di fronte a questo scenario indescrivibile.
Quando ci penso mi vengono i brividi; non oso immaginare come si debba essere sentito!Wow!
Il loro nome è stato un omaggio dell’esploratore all’allora regina d’Inghilterra.
Ci sarebbe da dire tantissimo altro su questo grande personaggio che dedicò in seguito la sua vita all’Africa dove finì i propri giorni.

Il suo corpo venne riportato in Inghilterra, più precisamente riposa nell’Abbazia di Westminster ma privo del suo cuore che rimase in Zambia.
Io ho lasciato un pezzettino del mio cuore alle Cascate Vittoria, questo è sicuro.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Italia, Marche

Escursione fra cascate e mostri di roccia a Li Vurgacci di Pioraco

Prendere la macchina e partire senza una meta precisa, ma con una buona amica… a volte sono questi i viaggi più belli.
La mia escursione giornaliera, in realtà aveva una meta ben precisa e dopo circa 150 km da casa sono arrivata a destinazione.
Ci troviamo nelle Marche, in provincia di Macerata per affrontare il percorso de “Li Vurgacci” di Pioraco.
Si tratta di un percorso poco conosciuto, immerso nel bosco lungo le gole create dal fiume Potenza; qui troverete cascate, fosse e grotte create da anni e anni di erosione… una passeggiata immersi nel verde della natura, attraverso dei camminamenti realizzati in legno che vi permetteranno di osservare resti di età romana, cascate e non solo.

E’ possibile intraprendere la passeggiata da entrambi i sensi, noi abbiamo scelto di partire dall’alto e poi scendere…. come prima cosa abbiamo incontrato un punto panoramico con una croce dal quale si può ammirare l’intero paesino di Pioraco, scendendo nella boscaglia dopo pochi minuti il nostro sguardo è stato completamente rapito da una cascata, seguita subito dopo il ponte da un’altra cascata.

Questo punto merita veramente tante fotografie…. si è immersi nel bosco e si sente solo il rumore dell’acqua che scorre e degli animali che lo popolano, pur essendo a pochi km dall’abitato.
Ripreso il cammino, ci siamo fermate poco dopo perché con nostra grande sorpresa avevamo già raggiunto il nostro luogo di interesse, la zona con le strane sculture nella roccia, i cosiddetti mostri de Li Vurgacci che in realtà sono opere dell’artista locale Antonio Ciccarelli.
Se scendete giusto tre scalini vi sentirete tantissimi occhi addosso, tutte le creature che hanno “preso vita” dalla roccia vi staranno guardando!

Dietro ad esse il fiume Potenza continua beato il suo corso.
Eccoci di nuovo a scattare foto su foto e una volta ripartite abbiamo ripreso le passerelle ed i ponti sospesi ammirando oltre alla vegetazione, una parete romana e pareti calcaree fino ad arrivare alla fine della boscaglia. (Vi troverete una cartiera sulla vostra destra che effettivamente stona un po’ con la sensazione di pace respirata fino a poco prima, ma logicamente per poter funzionare ha bisogno di acqua corrente).
Un biker incontrato lì vicino ci ha detto che tutte le strade portano alla fossa dei mostri, quindi potete stare tranquilli e scegliere il percorso che più vi affascina.
A questo punto potete decidere di tornare indietro o di proseguire e raggiungere il paese; in questo caso troverete alla vostra sinistra una grande parete per arrampicate.
Il percorso pedonale è percorribile in  circa un’ora, quindi una volta finito vi consiglio di fare un giro anche nel paesino di Pioraco, non perdetevi il Chiostro Municipale.

Si tratta di una visita che non richiede troppo tempo, da abbinare magari ad altri itinerari, come Camerino o Matelica.
Non sono solo i grandi viaggi oltre oceano a regalare forti emozioni…. anche i piccoli borghi come questo hanno il loro perché.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Friuli Venezia Giulia, Italia, Trekking

Itinerario di una settimana nel nord del Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia è una regione davvero magnifica, forse un po’ sottovalutata.
Ormai dovreste sapere che amo le mete meno turistiche e così quest’anno ho deciso di dedicare le mie ferie di agosto proprio alla scoperta di questa regione.

Itinerario di una settimana in Friuli Venezia Giulia: cosa fare

A grandi linee, questo è stato il mio itinerario in Friuli Venezia Giulia, ma vi assicuro che le cose da vedere sono molte ma molte di più.

Giorno 1: Portogruaro e Palmanova

Anche se non sono ancora in Friuli Venezia Giulia, Portogruaro è stata la mia pima tappa, proprio per spezzare un po’ il viaggio.
Siamo in Veneto, in provincia di Venezia e devo ammettere che l’influenza veneziana si percepisce tutta. Si respira un’atmosfera quasi fatata con tutti i canali che solcano la città.
Fate un giro panoramico, non perdetevi i Molini di S. Andrea, il Palazzo dei Cento e l’Oratorio Madonna della Peschiera.
Lasciato il Veneto, sono approdata in Friuli Venezia Giulia e come prima tappa ho scelto Palmanova, la città fortezza a forma di stella.
Da una veduta aerea si riesce a distinguere molto bene la sua particolare forma, pensate che uno dei fossati, il terzo, venne fatto costruire per volere di Napoleone.
Vi consiglio di intraprendere uno dei tre sentieri che percorrono il perimetro per ammirare le mura del vecchio fossato. Ovviamente da vedere la Piazza Grande, con le statue dei Provveditori, le varie porte di accesso e l’acquedotto.

Giorno 2: Barcis

Devo ammettere che il mio itinerario è molto incentrato sulla natura e sulle camminate, con qualche tappa in città.
Parlando di natura, il secondo giorno è iniziato con una bella dose di verde al Lago di Barcis.

Lago di Barcis
Lago di Barcis

Colori meravigliosi e camminata davvero piacevole quella del Sentiero del Dint che si immerge completamente nel bosco raggiungendo poi un belvedere da dove si può ammirare tutto il lago dall’alto.
E’ possibile poi percorrere un tratto della vecchia strada della Valcellina e attraversare anche un ponte tibetano.
Nel pomeriggio mi sono spostata poi alla Diga del Vajont dove ho partecipato ad una bellissima visita guidata.
Giretto per Casso, il piccolo borgo sopra la diga e cena a Spilimbergo; vi consiglio di visitarla di giorno perché merita davvero con i suoi palazzi affrescati.

Giorno 3: Valvasone, Polcenigo e Sacile

La giornata è iniziata con una visita a Valvasone, uno tra i borghi più belli d’Italia.
Di origine medievale, oggi è nota per le dimore cinquecentesche e il suo centro molto curato.
Mi sono poi spostata a Polcenigo per ammirare la Sorgente del Gorgazzo.

Sorgene del Gorgazzo
Sorgente del Gorgazzo

Difficile spiegare a parole lo spettacolo che offre la natura. Immaginatevi una sorgente di un azzurro intenso, quasi come un cenote messicano, sul fondo della quale è stata posizionata una statua di Cristo, perfettamente visibile visto la limpidezza dell’acqua.
Pomeriggio completamente dedicato a Sacile. Di sicuro molto più famosa di altre località visitate, è una vera chicca.

Sacile
Sacile

Chiamata “Il giardino della Serenissima” offre degli scorci meravigliosi, dalla Piazza del Popolo al ponte sul Livenza.

Giorno 4: Laghi di Fusine

Giornata completamente dedicata alla natura, in uno degli ambienti più belli che abbia mai visto.

Lago di Fusine
Lago di Fusine

I Laghi di Fusine lasciano davvero senza parole. Passeggiata sui sentieri che collegano quello inferiore a quello superiore, pausa pranzo all’ombra dei grandi alberi e poi di nuovo in cammino per raggiungere il Rifugio Zacchi.

Rifugio Zacchi
Rifugio Zacchi

Preparatevi a faticare un pochino, ma la ricompensa in cima sarà davvero ottima. Oltre alla vista meravigliosa, i piatti del rifugio rimettono in sesto chiunque.

Giorno 5: Venzone e Sauris

Tutti mi dicevano di non perdere assolutamente Venzone e anche io oggi lo dico a voi. E’ assolutamente imperdibile. Rasa al suolo dal terremoto del 1979 è stata completamente ricostruita ed è l’esempio di come con l’impegno l’uomo può fare cose straordinarie. Da non perdere una visita all’imponente Duomo e alle famose Mummie di Venzone.

Venzone
Venzone

Il pomeriggio invece l’ho trascorso a Sauris fra camminate per il paese e al lago. Ho anche fatto una tappa in un’azienda agricola che coltiva mirtilli e frutti rossi, cosa che non non mi era mai capitata prima d’ora.

Lago di Sauris
Lago di Sauris

Per i più coraggiosi, a Sauris è possibile fare la Zip-Line sul lago.

Giorno 6: Paluzza e Trekking delle Trincee

Da amante dei trekking non potevo perdermi questa esperienza davvero toccante a livello umano. Ho raggiunto il confine con l’Austria e lasciato l’auto al Passo di Monte Croce da dove parte il sentiero delle trincee, un percorso della Grande Guerra.
Non è facilissimo, ci sono circa 500 m di dislivello e si arriva a 1800 metri di altezza ma è un’esperienza indimenticabile. Il sentiero è abbastanza stretto ma nulla di esagerato e strada facendo cambiano i panorami. Ad un certo punto si nota un grande masso con delle scritte degli alpini, non si è ancora arrivati ma occorre proseguire. Vi sembrerà di entrare in una sorta di conca dove si allarga a perdita d’occhio un immenso prato fiorito.

Sentiero delle trincee
Sentiero delle trincee

Salite ancora e sarete quasi arrivati alle prime trincee. Occorre arrampicarsi su una scala di legno con i gradini un po’ ripidi per raggiungere proprio le trincee.
Questa prima parte è relativa alle trincee austriache, proseguendo si arriva anche al Trincerone italiano, infatti i due fronti erano distanti solo una decina di metri tra loro. Dire che passeggiare in questi luoghi faccia effetto non rende minimamente giustizia alle emozioni che si possono provare camminando nelle trincee, entrando nelle gallerie di collegamento o rendendosi conto delle condizioni un cui vivevano i soldati.
A me è piaciuto tantissimo e se siete in zona è un trekking da non perdere.

Giorno 7: Chiusaforte, il comune delle cascate

Ultima giornata di ferie dedicata completamente alle cascate. Con la prima è scattato un colpo di fulmine, la Cascata di Repepeit lascia senza fiato pur non avendo un salto moto alto, ma le sue acque limpide che si gettano nel fiume e il ponte che le fa da cornice ne aumentano la bellezza. E’ stata poi la volta del sentiero del Fontanone che mi ha permesso di raggiungere la Cascata di Goriuda.

Cascata di Goriuda
Cascata di Goriuda

Semplicissimo e davvero corto, vi condurrà dinnanzi ad un salto davvero alto, di circa 80 metri che si getta in un laghetto verde dalla forma circolare. La particolarità di questa cascata è che oltre ad ammirarla da diverse angolazioni, è possibile anche passare dietro al rigoglioso salto d’acqua ed ammirarla dalla parte opposta. Il sentiero infatti passa proprio dietro alla cascata ed è imperdibile passare e prendere qualche schizzo per rinfrescarsi.
Ottima pausa pranzo a ridosso dell’ingresso del sentiero del fontanone a base di prodotti tipici e poi di nuovo in cammino alla scoperta di un’altra cascata.
Qui abbiamo raggiunto livelli di bellezza indescrivibili, più difficile da trovare (prendetevi la cartina delle cascate al ristorante o scaricatela) la Cascata Cjalderon è un vero capolavoro della natura. Due cascate gemelle che si gettano in una piscina dai colori cristallini.

Cascata del Cjalderon
Cascata del Cjalderon

Chiusaforte è il comune delle cascate, ne troverete 13, una più bella dell’altra.

E così, con negli occhi la bellezza di questa meraviglia della natura e nel cuore tutti i ricordi dei giorni precedenti e i nuovi incontri fatti lungo il cammino, è terminata la mia vacanza alla scoperta del Friuli Venezia Giulia che mi ha davvero fatto innamorare. Sono sicura che ci tornerò presto per andare alla scoperta di un’altra zona di questa bellissima regione.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Emilia romagna, Italia, Toscana, Trekking

Cascata di Moraduccio: trekking e bagno

Sull’Appennino Tosco-Emiliano si trova la Cascata di Moraduccio, che ovviamente non mi sono fatta sfuggire e ho visitato per poi aggiungerla alla lista di cascate viste che si sta allungando sempre più. Siamo già in Toscana, in provincia di Firenze anche se solo per pochi km rispetto all’Emilia Romagna.
La cascata di trova a Moraduccio, se venite da sud dovete prendere l’uscita di Imola per poi proseguire proprio per Moraduccio. Lasciate l’auto sulla strada e prendete via Castiglioncello che scende alla cascata, dopo circa 300 m sarete già arrivati a destinazione.
La zona sul fiume Santerno è molto ampia, dopo aver attraversato un ponte vi troverete in una spiaggetta di sassi proprio di fronte alla cascata, scegliete il vostro posto e rilassatevi in questo ambiente naturale. Il salto della cascata è di circa 20-30 metri e si getta sulle acque del fiume creando innumerevoli piscine naturali.

Cascata di Moraduccio
Cascata di Moraduccio


La zona è perfetta per rinfrescarsi in una giornata estiva, le acque del fiume sono basse e calme e consentono di spostarsi facilmente. La cascata Rio dei Briganti o meglio conosciuta come la Cascata di Moraduccio è davvero scenografica e merita una visita. Ho scoperto poi che questa zona è famosa per le grigliate, infatti arrivando ho sentito nell’aria un buon odore di carne … anche poco sotto la cascata troverete una zona adibita a barbecue. Immergetevi, stendetevi al sole e godetevi la giornata.

Passeggiata al borgo fantasma di Castiglioncello

Per gi amanti delle passeggiate di borghi fantasma, c’è una tappa obbligatoria: il paese abbandonato di Castiglioncello.
Proseguite sulla strada che vi ha condotto alla cascata, oltrepassate il ponte e continuate dritto su una grande strada di ghiaia.

Ponte che porta alla cascata di Moraduccio
Ponte che porta alla cascata di Moraduccio

Ad un certo punto vedrete la strada che continua con una curva sulla destra o un sentiero sulla sinistra, entrambi portano al borgo abbandonato.
Devo ammettere che è davvero affascinante questo luogo in cui la natura ha ripreso possesso di tutti gli spazi invadendo gli interni delle case abbandonate. Gli edifici sono conservati abbastanza bene ma vi sconsiglio di entrare al loro interno, non si sa mai.

Resti del borgo fantasma
Resti del borgo fantasma


Alla fine della strada che attraversa l’agglomerato di case sorge ancora la chiesa co il suo campanile completamente ricoperto di verde.
Castiglioncello ha origini lontane e sembra che sia stato abbandonato quando venne variata la viabilità e costruita una nuova strada molto più comoda della mulattiera che lo ha isolato. Dopo la Seconda Guerra Mondiale venne proprio abbandonato.
Da lassù si gode di un panorama meraviglioso, vi consiglio di andare alla scoperta di qualche bello scorcio prima di prendere la strada del ritorno.

Castel del Rio: visita al borgo

Se vi recata alla Cascata di Moraduccio una tappa d’obbligo è sicuramente il borgo medievale di Castel del Rio.
Piccolino e curato nei minimi dettagli vi piacerà sicuramente.
La sua rocca ospita il Museo della Guerra e il Ponte degli Alidosi, a schiena d’asino è davvero meraviglioso.

Ponte degli Alidosi
Ponte degli Alidosi

Fate un giretto per le vie della parte storica e poi scendete verso il ponte e il fiume dove potrete terminare la giornata con un aperitivo o una cena al chiosco sul fiume.

Castel del Rio
Castel del Rio


Ottimo itinerario per una gita fuori porta sull’Appennino Tosco-Emiliano.

Alla prossima scoperta,
viaggiatrice seriale.

Italia, Umbria

Rasiglia, il borgo dei ruscelli

Sulle colline umbre, a più di 600 metri slm sorge il borgo di Rasiglia, un luogo in cui il tempo si è fermato. Si tratta di un borgo di origine medievale che ha da sempre improntato la sua esistenza in relazione all’acqua. Conosciuto anche come la piccola Venezia o il borgo dei ruscelli, regala scorci davvero suggestivi grazie ai ruscelli che scorrono fra le case.

Rasiglia
Rasiglia

Come raggiungere Rasiglia

Trovandosi in provincia di Perugia e sotto il comune di Foligno è davvero facile da raggiungere, Trattandosi di un piccolo borgo non aveva la capacità necessaria ad ospitare tutte le auto che circolano oggi, ma troverete dei nuovi parcheggi segnalati proprio alle porte d’ingresso,

Cosa fare a Rasiglia

Vi consiglio di fare una passeggiata nel borgo guidati solo dal vostro istinto, ammirate le case affiancante dai ruscelli, disposte ad anfiteatro, raggiungete il mulino e osservate il lavatoio. Sulle pareti sono affisse vecchie fotografie delle donne del borgo che aiutano ad immaginare i frammenti di vita quotidiana degli anni passati.

Foto di vita quotidiana sulle pareti di Rasiglia
Foto di vita quotidiana sulle pareti di Rasiglia

Proseguite la passeggiata fino ad incontrare le cascatelle e poi fermatevi in uno dei locali per gustare qualche prodotto tipico. Dopo esservi riposati potete fare una bella passeggiata per raggiungere i resti del Castello dei Trinci, famiglia proprietaria di alcune abitazioni e di diverse attività che grazie allo sfruttamento dell’acqua hanno garantito la vita di tutta la comunità.

Resti del Castello dei Trinci a Rasiglia
Resti del Castello dei Trinci a Rasiglia

Oggigiorno è possibile ammirare solo i resti delle mura del castello e delle due torri difensive minori, oltre al rudere del mastio. Nel 1997 Rasiglia fu colpita dal terremoto e solo grazie al lavoro dei suoi abitanti oggi possiamo ammirarla curata in tutti i particolari, è proprio per la sua bellezza che negli ultimi anni è diventata una tappa imperdibile da includere in un itinerario in Umbria.

Ruscelli di Rasiglia
Ruscelli di Rasiglia

Cosa vedere nei dintorni

Nelle vicinanze potete visitare Foligno, Spello, Spoleto, Assisi e Perugia.

Alla prossima scoperta, viaggiatrie seriale.

Italia, Marche

Braccano, il borgo dei murales

Un po’ di colore mette sempre di buon umore, che ne dite di fare un giro nel borgo dei murales marchigiano? Siamo a Braccano, il borgo dei murales in provincia di Macerata alle pendici della Riserva del Monte San Vicino e del Canfaito. Passeggiando per il borgo, si incontrano decine di murales che ravvivano le facciate delle case.

Murales di Braccano
Murales di Braccano

Come nasce il borgo dei murales

Per valorizzare il borgo, nel 2001 l’Amministrazione Comunale ha commissionato all’Accademia di Belle Arti di Urbino, Macerata e Brera e a numerosi artisti internazionali diversi murales che sono poi diventati la vera attrattiva. Infatti durante una visita a Braccano, incontrerete diversi turisti che si aggirano tra le viuzze intenti a scovare qualche macchia di colore.

Il lupo di Braccano
Il lupo di Braccano

Tra case, fienili e muretti si contano circa 60 opere, alcune molto belle e altre di un livello inferiore. I miei preferiti sono il lupo e la donna dagli occhi verdi.

Braccano il borgo dei murales
Braccano il borgo dei murales

Escursioni da Braccano: Gola di Jana

Come già detto in precedenza, Braccano vanta una posizione strategica a livello naturalistico, è infatti considerato un ottimo punto di partenza per camminate nel verde. Una passeggiata davvero semplice e adatta anche ai bambini è quella che conduce alla Gola di Jana.

Gola di Jana
Gola di Jana

Attraversate tutto il paese, oltrepassate il ponte e dopo le ultime case vi ritroverete ad un bivio, prendete a sinistra (troverete già i cartelli con le indicazioni) e dopo pochi metri troverete un piccolo parcheggio. Io ad esempio ho fatto anche questo tratto a piedi, dista circa 15 minuti dal borgo.

Indicazioni per la Gola di Jan
Indicazioni per la Gola di Jana

Una volta qui, prendete il sentiero a sinistra e poi al bivio tenete la strada principale (a destra) e vi ritroverete in un mondo incantato: completamento immersi nel verde. Dovrete guadare tre o quattro volte il ruscello e nel giro di 20 minuti sarete di fronte alla cascata (è piccolina e dipende dalla quantità d’acqua del ruscello, non aspettatevi un salto alto) incorniciata dalle pareti di roccia a strapiombo.

Cascata alla Gola di Jana
Cascata alla Gola di Jana

Io ho avuto la fortuna di non incontrare nessuno e sono sincera nel dirvi che questo posto mi ha rapita. Volendo, con l’aiuto di una corda fissata alla parete destra, si può proseguire per poco e arrivare sopra la cascata dove troverete una piscinetta naturale e una seconda cascatella.

Un altro percorso in zona, ma un po’ più lungo è quello della Forra Bocca De Pecu, oppure potreste dirigervi verso l’Abbazia di Roti. Prima della camminata per immagazzinare energie o al vostro ritorno, vi consiglio una sosta al Bar Murales, il punto di ristoro di Braccano in cui gustare i prodotti tipici. Se siete amanti dei borghi dei murales, non potete perdervi Dozza e Saludecio. Al prossimo viaggio, viaggiatrice seriale.

Italia, Marche, Trekking

L’Eremo dei Frati Bianchi di Cupramontana

Un luogo immerso nella pace e nella natura nelle Marche è sicuramente il bellissimo Eremo dei Frati Bianchi. Era da tanto che volevo visitare questo luogo speciale e finalmente posso depennare un’altra voce dalla mia lista. Ci troviamo a Cupramontana in provincia di Ancona.

Eremo dei Frati Bianchi
Eremo dei Frati Bianchi

Come raggiungere l’Eremo dei Frati Bianchi

Raggiungere l’Eremo dei Frati Bianchi è davvero semplice: provenendo da nord prendete l’uscita dell’autostrada Ancona (Jesi) e continuate in direzione Cupramontana. Prima di raggiungere il borgo svoltate a destra su via Eremo della Romita e pochi metri dopo troverete il cartello con le indicazioni per l’Eremo. Lasciate l’auto nel piccolo parcheggio o lungo il ciglio della strada e iniziate la vostra camminata in salita all’interno del bosco sacro. La camminata non è lunga e vi condurrà all’Eremo (non è possibile raggiungerlo in auto).

Il bosco dell’eremo

Anche il sentiero per raggiungere l’eremo è davvero bello e suggestivo, si passeggia all’interno del bosco che custodisce un’importante varietà di piante, tanto da poter istituire un’area floristica protetta, la 16° delle Marche. La strada di ghiaia costeggia il Fosso dei Corvi che crea lungo il tragitto delle bellissime cascatelle.

Bosco dei Frati Bianchi
Bosco dei Frati Bianchi

L’Eremo dei Frati Bianchi

Finita la strada immersa nel bosco, si rimane letteralmente senza parole quando alla vista compare l’immagine dell’Eremo dei Frati Bianchi, preceduto da un enorme prato fiorito con al centro una fontana. Sembra di aver raggiunto un tesoro al centro di una foresta. La struttura imponente in mattoncini domina tutta la visuale, le finestrelle azzurre donano un tocco di colore e le grotte laterali riportano indietro nel tempo.

Eremo dei Frati Bianchi
Eremo

Questo è il percorso più breve per raggiungere l’eremo, ma è possibile arrivarci anche dalla parte opposta seguendo il Percorso Blu da Cupramontana. Se si arriva da questo lato, non si ha l’immagine che siamo soliti vedere come prima cosa, ma a mio avviso è ugualmente affascinante perché si esce dal bosco e si attraversa l’antica porta che conduceva al complesso.

Porta d'ingresso al complesso dell'Eremo dei Frati Bianchi
Porta d’ingresso al complesso venendo dal bosco

Oltrepassatela e giratevi, avrete l’impressione di poter chiudere il bosco fuori.

Storia dell’Eremo dei Frati Bianchi

L’Eremo dei Frati Bianchi fu fondato nel XI secolo da San Romualdo e deve il suo nome al candido colore del saio indossato dai Camaldolesi. A San Romualdo venne anche dedicata una delle grotte ricavate nella parete di arenaria, il luogo in cui sorgevano le celle dei monaci.

Grotte dell'Eremo dei Frati Bianchi
Grotte dell’Eremo dei Frati Bianchi

Il suo nome originale sembra essere Eremo delle grotte del Massiccio, proprio perché tutto prese vita da questa parete rocciosa che però essendo friabile e poco solida, nel corso degli anni divenne poco sicura, così i monaci costruirono un nuovo eremo non lontano dalle grotte.

Passeggiata attorno all’eremo

Se amate immergervi nel verde, dopo aver ammirato l’eremo, il chiostro e le grotte, potete fare una passeggiata ad anello che vi ricondurrà sempre all’eremo. Tornate indietro sulla strada di ghiaia e imboccate il sentiero sulla destra che si addentra nel bosco seguendo l’indicazione “S. Giovanni”. Dopo qualche minuto avvolti dal verde, uscirete allo scoperto su un belvedere da dove nelle giornate limpide si scorgono i Sibillini. Continuate la strada in salita fino alla casa, proseguite e raggiungete la strada asfaltata. Una volta qui, svoltate a destra e percorrete qualche metro sull’asfalto, dopo aver oltrepassato il cartello Cupramontana riprendete una strada di ghiaia sulla destra e vi ritroverete sul Percorso Blu che vi condurrà di nuovo all’eremo.

Cosa vedere nei dintorni dell’Eremo dei Frati Bianchi

La zona è ricca di eremi e abbazie, quindi non perdetevi l’Eremo dei Frati Neri e l’Abbazia di S. Elena con i meravigliosi daini al suo fianco. Se invece volete visitare un borgo, fermatevi a Cupramontana e a Serra San Quirico.

Daini dell'Abbazia di S. Elena
Daini dell’Abbazia di S. Elena

Se siete appassionati di eremi non perdetevi l’Eremo di Camaldoli.

Al prossimo viaggio, Viaggiatrice Seriale.