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Cosa fare in una settimana in Repubblica Dominicana

Spiaggia bianca, mare cristallino e sole cocente…..di solito cerco questi elementi in inverno, quando voglio fuggire dal nostro freddo pungente e invece ho replicato anche in estate questa volta!
Ebbene sì, ho trovato una super offerta con la Level per raggiungere la Repubblica Dominicana e non ci ho pensato due volte.
Durata totale del soggiorno una settimana, con arrivo e partenza dall’aeroporto di Punta Cana.
I taxi hanno dei prezzi davvero molto alti, ma essendo arrivati di notte non avevamo altra scelta.
Abbiamo suddiviso il soggiorno in due parti, la prima metà l’abbiamo trascorsa a Bayahibe e la seconda a Punta Cana.
In entrambe le parti ci sono una miriade di villaggi, non avrete che l’imbarazzo della scelta.
Sono partita un po’ spaventata, di solito sono molto tranquilla ma parlando in generale di questa destinazione con chi ci era già stato, non riscuotevo pareri troppo positivi, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza.
Devo dire che i primi due giorni mi guardavo abbastanza sospettosa in giro, poi per fortuna ho capito la realtà che mi circondava e mi sono sciolta, godendomela alla grande.
Per farla breve vi sconsigliano assolutamente di girare al di fuori dei villaggi e per due come noi, che non amano particolarmente la vita da villaggio era abbastanza problematica la cosa….vi dico solo che ci siamo ritrovati a girare in motorino!
Andiamo in ordine,arrivo in serata a Punta Cana e trasferimento a Bayahibe.
Il secondo giorno ci siamo goduti la vita da villaggio, in effetti ci eravamo fatti un bel viaggetto e per ammortizzare il fuso abbiamo trascorso la giornata fra bagni, tintarella,relax, tuffi in piscina, foto e cocktail.

Playa Dominicus

Il terzo giorno è stato a dir poco spettacolare, abbiamo fatto l’escursione all’isola di Saona, un vero paradiso naturale.
Tutti i resort organizzano vari tipi di escursione, quindi non dovete fare altro che prenotare quella che preferite al massimo un giorno prima e loro si occuperanno di tutto.
A bordo di un catamarano abbiamo raggiunto quest’isola  cosparsa di palme, con la sabbia come borotalco e un’acqua a dir poco cristallina.L’escursione comprendeva anche il pranzo, quindi dopo un po’ di bagni ci siamo avvicinati tutti al buffet preparato dall’equipaggio per gustare un pranzo a base di pollo, pesce, verdura e frutta. Al ritorno invece eravamo con una lancia, abbiamo fatto una sosta alle piscine naturali e poi ritorno al resort verso le 17:00.

Isla Saona

Devo essere sincera nel dirvi che essendo l’escursione più gettonata, l’isola è piuttosto popolata,ma non potete perdervela per nulla al mondo.
Il terzo giorno dovevamo spostarci verso Punta Cana, così abbiamo optato per un’escursione che si effettuava là, usufruendo del transfer dell’escursione per raggiungere la nostra meta successiva.
L’escursione comprendeva 3 attività in una: siamo stati divisi in 3 macro gruppi e a turno ogni gruppo ne effettuava una, fino a praticarle tutte.
Noi abbiamo iniziato con un bel giro in lancia.
Avete presente quelle barchette tipiche dei film di 007, sulle quali lui fugge o insegue il nemico?!Ecco, eravamo proprio noi a guidarle,seguendo una sorta di pista in acqua. Ad un certo punto le guide ci hanno dato l’ok per cambiare il pilota e siamo ripartiti.Inizialmente me la facevo un po’ sotto per essere sinceri, poi mi sono proprio divertita.Quando si è alla guida l’adrenalina sale di brutto.
La seconda attività è stato lo scuba, con una cintura con i pesi e una maschera collegata a delle bombole di ossigeno, ci siamo calati a circa 4 metri di profondità per ammirare il mondo sommerso. Fa sempre un certo effetto a chi non pratica sub, ma è un’attività sicura, adatta anche ai bambini.
Per finire poi abbiamo fatto del semplice snorkeling, ammirando il tutto dal pelo dell’acqua.
Non volendo il nostro nuovo alloggio era proprio dietro al luogo dell’attività, così in men che non si dica avevamo già fatto il nuovo check in.
Questa volta non eravamo in un resort all inclusive, ma in un villaggetto con la sola colazione, per questo a cena siamo usciti e ci siamo gustati della buonissima carne alla brace.
Quarto giorno in un luogo diverso, dopo aver fatto un giro di perlustrazione sulla spiaggia e aver consumato la colazione a bordo piscina – una piscina carinissima, me ne sono innamorata- siamo usciti e abbiamo noleggiato un motorino.

Con tutte le accortezze del caso e muovendosi sempre rispettando le regole del posto, vi consiglio di fare come noi e muovervi autonomamente, restando nella zona abbastanza turistica.
A bordo del nostro bolidino, dopo circa 30 km in direzione nord, abbiamo raggiunto Playa Macao.
Completamente diversa dalle precedenti, questa spiaggia ha la sabbia color oro, un sacco di palme e il mare agitato, non a caso abbiamo trovato anche una scuola di surf.

Scuola di surf a Playa Macao

Non è un luogo troppo turistico, ma frequentato molto dai locali che amano posizionarsi all’ombra degli alberi e consumare dell’ottimo pesce ordinandolo dai chioschi e ristorantini al di là della strada.

Playa Macao

Logicamente ci siamo adeguati anche noi e dopo una bella passeggiata e qualche foto abbiamo deciso di pranzare, con del pesce logicamente.
Il giorno successivo il tempo non era bellissimo, così abbiamo deciso di optare per l’escursione in buggy: esperienza davvero divertente.

Escursione in buggy

Si tratta di una macchinina dalle grandi ruote, praticamente senza carrozzeria, adatta per i percorsi sterrati. Sempre con un’escursione organizzata abbiamo raggiunto il punto di partenza e l’avventura è iniziata. Ci siamo subito ricoperti di fango, ma è anche questo parte del divertimento. Il giro prevede delle soste fra cui la visita ad un cenote dove è possibile fare un bel bagno nelle acque gelide. Anche qui si effettua il cambio pilota e vi posso garantire che mi sono divertita come una pazza.
Il penultimo giorno è stato davvero bello,sempre a bordo del nostro motorino e in seguito a bordo di un taxi (perché non è consentito entrare in motorino)abbiamo raggiunto Playa Juanillo.
E’ considerata una delle spiagge più belle al mondo e non stento a crederci.

Playa Juanillo

Sabbia bianca e soffice come il borotalco,acqua azzurro-verde e le immancabili palme.Purtroppo in estate l’acqua è più calda e per questo motivo si depositano sulla battigia le alghe, ma non è una situazione invivibile, basta andare un po’ più al largo e il problema è risolto.
La spiaggia ha diverse aree attrezzate con lettini e ombrelloni (non economiche purtroppo), zone di spiaggia libera e baretti.
A questo luogo è legata una carinissima leggenda.
I giorni sono davvero volati, così siamo arrivati all’ultimo giorno, ma avendo il volo alla sera dopo cena, ce lo siamo goduto tutto.
Come il primo giorno, abbiamo concluso la vacanza gustandoci una giornata di relax in villaggio fra spiaggia, lettino e piscina.
La Repubblica Dominicana non mi aveva mai attratto particolarmente, la collegavo esclusivamente ad una vacanza da villaggio e invece mi ha sorpreso e mi è piaciuta davvero tanto, così tanto che ci tornerei volentieri per andare alla scoperta della parte nord dell’isola.
Un piccolo neo negativo invece sono i prezzi, è molto più cara rispetto ad altri paesi caraibici:una  cena fuori costa praticamente come in Italia.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

America, Mondo

La leggenda sulla nascita di Playa Juanillo

Una leggenda direttamente dai Caraibi la volete ?!?
Bene, allora vi racconterò come nacque Playa Juanillo……
Si narra che, molti anni fa, dopo una forte tempesta, una sirena incontrò una nave senza direzione, occupata da un solo marinaio : Little John, un uomo duro, alto,forte e bello con barba e capelli rossi.
La sirena con le sue canzoni lo guidò fino a questa spiaggia dove incontrò un villaggio Taino; gli abitanti del villaggio lo accolsero a braccia aperte.

L’amore che Little Jonh provava per la sirena era così forte che decise di non ripartire e di stabilirsi in questa spiaggia.
La gente del villaggio non parlava inglese, ma Little John era così grato a tutti gli abitanti che sentiva il bisogno di comunicare con loro, così propose: “Potete chiamarmi Juanillo“.
Juanillo divenne molto famoso nel villaggio, aprì un ristorante dove tutti andavano a mangiare e soprattutto a far festa.
Dopo questo enorme successo, il capo del villaggio battezzò l’intera spiaggia Juanillo.
Detto questo vi garantisco che Playa Juanillo è una vera meraviglia,assolutamente da visitare.

Alla prossima leggenda,
Viaggiatrice seriale.

Mondo

Siate viaggiatori collaborativi e non fate perdere tempo

Per viaggiare bisogna saper stare al mondo!
Scusate ma anche durante questo viaggio ho assistito a scene indecenti.
Per viaggiare bisogna avere la mente aperta, è un dato di fatto.
Bisogna essere pratici e collaborativi,soprattutto di questi tempi.
E’ più che giusto che i controlli di sicurezza aumentino, considerando le notizie che sentiamo tutti i giorni.
Quindi rispettate quelle poche regole e non fate perdere tempo.
Semplicemente se vi viene chiesto di imbarcare la valigia anche se avete un bagaglio a mano, imbarcatela e non fate storie.
Se vi viene chiesto di togliere le scarpe ai controlli, fatelo senza brontolare oltre.
Se venite fermati ai controlli e dovete attendere 5 minuti che vi facciano il tampone, passando una sottile striscia di carta sui vostri vestiti e all’interno dei vostri bagagli, facilitate le operazioni senza dare in escandescenza.
Queste sono alcune delle cose più comuni che potrebbero succedervi:in quest’ultimo viaggio io le ho fatte tutte e non sono affatto impazzita.
Viaggiare presuppone il rispetto di determinate regole, necessita una grande capacità di adattamento, collaborazione e cooperazione.
Ogni giorno nel mondo transitano migliaia di voli e tutto quello che ci viene richiesto è necessario.
Siate viaggiatori del mondo, mi rivolgo soprattutto ai miei connazionali – mi costa molto additare proprio il “mio gruppo” , ma guarda caso gli italiani vogliono sempre fare di testa loro….. se non potete o non ci riuscite, evitate di viaggiare.
Scusate lo sfogo, ho scritto tutto di getto perché avevo veramente bisogno di farlo….ritardo della partenza del volo per colpa di un italiano che non voleva assolutamente imbarcare il suo bagaglio perché a suo dire costava 4 mila euro, ha insultato hostess e comandante, a quest’ultimo si è avvicinato un po’ troppo faccia a faccia per sottolineare la frase “non sapete chi sono io” e tanto ancora, finché la polizia non l’ha costretto a lasciare l’aereo…..tutto questo è costato un ritardo di mezz’ora a tutti gli altri viaggiatori,vi sembra giusto?
Viaggiatrice seriale

Europa, Mondo

Alla scoperta della Galizia: Vigo e le isole Cies

Vigo è mare,
Vigo è buon cibo,
Vigo è un centro storico curato,
Vigo è un’uscita con amici a mangiare tapas,
Vigo è Spagna.
Sono partita col dire cosa ha rappresentato per me questa città perché prima di partire mi sono documentata un po’ e le impressioni generali non erano troppo buone.
Bisogna essere sinceri nel dire che a Vigo non si respira quella spensieratezza nell’aria che si può trovare in altre città spagnole ma non per questo la scarterei a priori.
La scelta è ricaduta qui per un motivo molto semplice: ho trovato un volo low cost molto economico e no me lo sono fatto scappare.
Avevo a disposizione tre giorni pieni che ho sfruttato veramente al massimo.
Al mattino del primo giorno abbiamo preso un traghetto dal porto – vicinissimo al centro – per raggiungere le Isole Cies.
Dopo circa 50 minuti di navigazione abbiamo raggiunto questo parco naturale che è apparso ai nostri occhi quasi incantato.
Erano circa le 10 del mattino ed eravamo i primi ad arrivare, l’atmosfera era ancora ovattata, come se l’isola si dovesse ancora svegliare.

La grande spiaggia che accoglie chi arriva era ancora deserta e il vento soffiava forte.
In effetti non siamo stati molto fortunati, per essere fine giugno faceva parecchio freddo, così al posto di crogiolarci al sole, ne abbiamo approfittato per visitare l’isola e i suoi angoli nascosti.

Di ritorno nel pomeriggio a Vigo, ne abbiamo approfittato per fare un giretto in centro e infilarci anche un po’ di shopping. In generale non mi dedico a questa attività quando sono via, ma mettetevi nei miei panni: in Spagna nel periodo dei saldi, impossibile resistere!
Sabato sera la città si è popolata, il centro con tutte le sue taperie pullulava di gente ed è stato un vero piacere sia per gli occhi che per il palato saltare da un locale all’altro, da una piazzetta all’altra.
Domenica mattina a bordo di un treno in 50 minuti abbiamo raggiunto la famosa città di Santiago de Compostela.

Rimango dell’avviso che percorrere il cammino ed arrivare al cospetto della Cattedrale contando solo su sé stessi è tutta un’altra esperienza, molto più forte,molto più bella e molto più viva.
Ma era troppo vicino a Vigo per non approfittarne, così mi sono persa fra i suoi vicoletti e prima di entrare a visitare la Cattedrale, mi sono seduta sotto i portici ad ammirare i pellegrini che arrivavano e quindi concludevano in quel momento un’esperienza unica.

 

Vi giuro che mi è venuta la pelle d’oca e mi sono emozionata facendo solo da spettatrice….la prossima volta sarò dall’altra parte.
Conoscete la storia di Santiago de Compostela?!
Praticamente ne l punto in cui è stata trovata la tomba di San Giacomo è stato costruito un piccolo tempio che nel corso degli anni  stato ampliato fino a diventare la Cattedrale che vediamo noi.
Dopo San Pietro sembra essere il 2° luogo di culto per i pellegrini cristiani.

Visita interna della Cattedrale, visita a qualche museo, pranzo e in men che non si dica siamo saliti di nuovo su un comodo e pulito treno per ritornare a Vigo.
La seconda sera abbiamo optato per un ristorante di buon livello, arredato in modo eccentrico e con dei piatti super.
Se vi capita prenotate un tavolo a La Trastienda del Cuatro.
Ultimo giorno di vacanza per noi e fortunatamente è tornato il caldo.
Stessa tratta del primo giorno per raggiungere le Isole Cies dove ci siamo concessi una bellissima giornata di mare.

 

Il sole picchiava ma essendo oceano l’acqua è sempre stata freddissima.
Ma che acqua ragazzi!Impossibile non tuffarsi.
Le spiagge belle sono tante e noi ne abbiamo visitate più di una; pensate che Praia das Rodas è stata considerata dal The Guardian la spiaggia più bella del mondo…..vi lascio sognare ad occhi aperti.
Da non perdere anche Figueiras (spiaggia nudista) e quella di Nosa Senora.

L’isola non offre solo mare, così prima di ritornare sulla terra ferma ne abbiamo approfittato per fare una bella camminata, raggiungere uno dei suoi fari e un belvedere davvero suggestivo.

 
L’ultima notte  abbiamo pernottato in un hotel 4 stelle, così di ritorno dalle isole ci siamo goduti la spa nell’attico…..che meraviglia ragazzi.
 

Sono stati 3 giorni intensi che ci hanno fatto scoprire un’altra parte di Spagna che mi è piaciuta molto: la Galizia.
Se siete in cerca di bei luoghi e buon cibo, ma non avete voglia di una meta troppo turistica, ecco la soluzione per voi.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

 

Europa

Londra e le carte di credito contactless

L’ultimo soggiorno a Londra mi ha insegnato tanto.
Se vi dico carte di credito contactless, sapete di cosa sto parlando?
Logicamente non ci sono solo a Londra, sono arrivate già da tempo anche da noi!
Si tratta delle ultime carte di credito, appunto “senza contatto”, perché devono semplicemente essere avvicinate ad un terminale abilitato e il pagamento avviene in automatico.
Non occorre porgerle a nessuno, rimarranno sempre nelle vostre mani.
Per riconoscere  se siete in possesso di una carta contactless dovete solo verificare che ci sia il relativo disegnino impresso sopra.

Fatto questo excursus generale, volevo parlavi delle linee ferroviarie e della metro di Londra.
Siamo sempre abituati a recarci alle macchinette automatiche, cercare la tratta che ci interessa, stampare il biglietto e infine utilizzarlo per fa si che la porta automatica si apra.
Quando vedevo passare la gente che appoggiava una tesserina sul lettore, ho sempre pensato si trattasse di un abbonamento o di carte ricaricabili.
Fino a poco fa sicuramente era così, oggi invece quella tesserina non è altro che una carta di credito contactless.
Il sistema recepisce tutti i dati necessari, la vostra stazione di entrata e la vostra stazione di uscita (dovrete ripassare la carta di credito) e vi addebiterà il costo del biglietto direttamente sulla vostra carta di credito: la tariffa è la stessa delle macchinette automatiche per i biglietti, senza aggiunta di interessi o spese.
Addirittura se fate più corse in una giornata e il costo conveniente è quello dell’abbonamento giornaliero, vi verrà addebitato quell’importo.
Una grandissima comodità, un gran risparmio di tempo e nessuna possibilità di errore.
Perché vi dico questo?
Perché io avevo stampato con il “vecchio metodo” il mio biglietto, una tratta esistente e quando sono andata per entrare il biglietto non mi consentiva l’accesso e sapete perché? Perché quella tratta era momentaneamente chiusa,ma la macchinetta non era stata aggiornata e mi aveva stampato il biglietto regolarmente.
Il risultato è stato che mi sono dovuta recare all’ufficio reclami, mi hanno stornato il biglietto e me ne hanno fatto uno aggiuntivo, ho dovuto pagare una differenza e  ho perso del tempo.
Quindi sponsorizzo completamente questo nuovo modo di pagamento, decisamente migliore.
Se per quanto riguarda i treni avete ancora la possibilità di scegliere, per quanto riguarda i bus non è così.
Non potrete acquistare il biglietto fuori, non potrete pagare in cash e nemmeno con una normale carta di credito……quindi se avete in previsione uno spostamento in bus controllate di avere una carta di credito contactless.
Per la maggior parte dei viaggiatori non dirò nulla di nuovo, ma ho voluto scrivere questo post perché ancora nel 2020 conosco persone (grandi e vaccinate come si suol dire) che non hanno ancora una carta di credito! Aiuto!!!!!
Spero di esservi stata utile!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Asia, Mondo

Zip-line nelle Filippine: la mia esperienza

La tranquillità non fa per me, ormai lo sapete anche voi.
In ogni località che visito – o quasi- cerco sempre un’esperienza alternativa, diciamo pure qualcosa di adrenalinico.
Nelle Filippine è stato la zip-line.
Sapete di cosa sto parlando?
Si tratta di percorrere, imbragati e appesi ad una carrucola, un cavo di acciaio che collega nella maggior parte dei casi due montagne.
A volte può esserci un fiume sotto,altre volte solo alberi….lo scenario cambia in base o dove ci si trova.
Diciamo che per me è stato amore a prima vista, l’ho provato per la prima volta in Costa Rica e poi mi sono cimentata anche nel volo dell’angelo in Basilicata e sono state due esperienze magnifiche.
Detto ciò torniamo nelle Filippine, dove si possono trovare diverse zip-line.
Nell’isola di Bohol per esempio è molto bella e suggestiva quella del Loboc Eco Adventur Park sul fiume Loboc.

Qui la discesa è orizzontale, per intenderci vi troverete sdraiati sulla pancia e avrete le gambe sempre appoggiate all’imbragatura.
Il costo non è affatto alto (circa 7 euro)e si fanno due “lanci”,uno per andare e l’altro per tornare al punto di partenza.
Si “vola” sopra il fiume Loboc che è già una meraviglia di per sé, quindi potrete ammirare tutte le sfumature di verde, sia della vegetazione che del fiume.

L’altra zip-line che ho provato invece si trova nell’isola di Palawan, vicino a El Nido.
Qui lo scenario è differente, volendo si può fare anche un solo lancio perché poi è possibile tornare indietro via terra ed è possibile lanciarsi sia in orizzontale (come prima ), sia “a sedere”lasciando le gambe libere nel vuoto.
Ma la cosa sorprendente è il luogo, ci si lancia sul mare!
Questa zip-line si trova nella spiaggia di Las Cabanas: dirigetevi nella parte finale della spiaggia e seguite le indicazione per la zip-line,altrimenti se vi fate accompagnare da un tricycle, dovrete affrontare una bella salita per raggiungere il punto di partenza.
Anche qui verrete imbragati, vi verrà spiegato come comportarvi e il gioco è fatto: inizia l’avventura.

Per me è stato bellissimo, il percorso è più lungo dell’altro e trovarsi sopra quell’acqua così cristallina è stato meraviglioso!

Potete ritornare indietro sempre tramite la zip-line o facendo una passeggiata, in quanto arriverete in un isolotto di fronte alla spiaggia principale, collegato ad essa da una lingua di sabbia.
Mi dispiace solo per chi soffre di vertigini perché è un’esperienza unica,troppo bella!!!!
Direi che i video parlano da soli! 😉
Alla prossima avventura,
Viaggiatrice seriale.

Asia, Mondo

Itinerario di 10 giorni nelle Filippine

Lo scorso mese ho realizzato uno dei miei più grandi sogni:visitare le Filippine.
Dopo diversi tentennamenti e tante ricerche ci siamo decisi a prenotare per il mese di marzo,che indicativamente insieme a febbraio dovrebbe essere il migliore.
Diciamo che nessuno ha la sfera di cristallo e qualche acquazzone ci ha fatto compagnia.
Volevo però dirvi che si trovano tariffe molto convenienti per raggiungere Manila,probabilmente troverete un volo a/r dall’Italia a meno di 400,00 € e considerando la notevole distanza è davvero ottimo.
Altro consiglio che mi sento di darvi è di lasciare a casa la valigia e di viaggiare con un bello zaino,per tutti gli spostamenti sarà molto più comodo.
Beh,per me è inevitabile spostarsi,considerate che le isole sono più di 7000…non vorrete mica stare tutto il tempo in una sola isola?!
Io sarei voluta rimanere ancora tanto tempo,ma come sempre le mie ferie sono risicate e quindi mi devo accontentare,ma ne è valsa assolutamente la pena.
Come ultima dritta prima di parlare dell’itinerario volevo dirvi che non occorre nessun visto se si visitano per turismo e non è richiesta nessuna vaccinazione particolare; la moneta nazionale è il peso filippino ma fare bancomat sarà davvero impegnativo quindi se non soggiornate in zone turistiche vi consiglio di fare una bella scorta di cash prima di partire all’avventura.
Detto ciò arriviamo alla parte interessante:il mio itinerario di 10 giorni nelle Filippine (vi lascio giusto il racconto del viaggio in breve,poi farò post dettagliati sulle singole località).
Il viaggio con la V maiuscola è iniziato da Milano nel nostro caso a bordo di un volo Oman Air che dopo aver fatto scalo a Muscat ci ha portato a Manila.
Siamo arrivati in tarda serata,giusto il tempo di prenderci un gelato in un piccolo supermercato e distrutti dal volo ci siamo addormentati in un hotel vicino l’aeroporto che avevamo prenotato da casa,appena abbiamo toccato il cuscino!
Il mattino appena svegli siamo subito tornati in aeroporto -uno differente,questa volta quello relativo ai voli interni- e siamo partiti alla volta di El Nido.
Durante il volo di circa 1 ora e 50 minuti sono sempre stata con la faccia letteralmente appiccicata al finestrino perché lo spettacolo che si mostrava ai miei occhi era davvero meraviglioso: isolette,alternate a isole più grandi emergevano dall’acqua circondate da un azzurro accecante che lasciava il posto ad un bianco/oro della sabbia.
L’aeroporto di arrivo è davvero caratteristico,la pista di atterraggio sembra una nostra strada a due corsie:appena abbiamo messo piede a terra sono arrivate 3 jeepney – delle vecchie grandi jeep adibite a pulmino,molto in voga nelle Filippine- che ci hanno condotto all’edificio principale.
Controlli e ritiro dei bagagli e subito fuori ad attenderci c’era il tricycle mandato dal nostro hotel a prenderci.
Qualche km di strada sterrata prima di arrivare all’asfalto e poco dopo eravamo a destinazione.
Giusto il tempo di fare il check-in e siamo subito ripartiti a bordo di un altro triciclo alla volta di Napcan Beach, il punto più distante dell’isola del nostro itinerario.
L’impatto è stato pazzesco:sole,acqua cristallina,spiaggia bianchissima e pranzo con i piedi direttamente sulla sabbia a metà marzo……quasi un sogno.

Napcan Beach

Diciamo che il viaggio effettivo è iniziato il giorno seguente,quando abbiamo partecipato ad uno dei quattro principali tour che organizzano escursioni alla scoperta dell’arcipelago.

Big Lagoon

Posso dirvi senza ombra di dubbio che per me è stato il giorno più bello in assoluto.
Il tour A prevede l’escursione a bordo di una bangka – tipica imbarcazione filippina- e l’approdo in diverse isole/spiagge che sono :Big Lagoon, Small Lagoon, Secret Lagoon, Shimizu Island e 7 Commando Beach...una più bella dell’altra.
L’esperienza di attraversare a bordo di una canoa la Big Lagoon mi resterà per tutta la vita.
Acqua verde,turchese,trasparentissima in netto contrasto con le rocce spioventi ricoperte di vegetazione che si gettano a capofitto in acqua creano uno scenario difficile da descrivere.
Il ritorno è previsto per le 16:30-17:00 circa, così si ha tempo da dedicare ad altre attività:noi abbiamo deciso di andare ad ammirare il tramonto a Las Cabanas Beach.
Il giorno successivo è stato molto simile,ma questa volta abbiamo optato per il tour C che tocca Helicopter Island, Star Beach, Hidden Beach e Secret Beach…..anche questa volta una più bella dell’altra.

L’unico inconveniente è stato il morso di una medusa che mi ha provocato oltre ad un pò di dolore anche una certa preoccupazione.
Questa volta l’ora del tramonto non l’abbiamo trascorsa in spiaggia ma nella terrazza del nostro resort cullati dalle onde del mare mentre ci gustavamo un meraviglioso massaggio rilassante.
La sera,come le precedenti ci siamo recati in uno dei localini sulla spiaggia,dove prima di sederti scegli il pesce che vuoi oltre a scegliere il tipo di cottura e poi non ti resta che rilassarti e gustarti l’ottima cena con i piedi direttamente sulla sabbia e le onde del mare che si increspano davanti ai tuoi occhi.
E’ arrivata per noi l’ora di lasciare l’isola di Palawan, ma siccome il volo era verso l’ora di pranzo, ne ho approfittato per provare la zipline nella spiaggia di Las Cabanas Beach:se capitate a El Nido è un’esperienza che non potete assolutamente perdervi!
Vi lancerete letteralmente sul mare,infatti il punto di arrivo è nell’isolotto di fronte…….che bellezza ragazzi!!!
E dopo questa botta di adrenalina mi sono concessa un bagno nelle limpide acque della spiaggia ancora semi deserta vista l’ora per poi salutare definitivamente questa bellissima isola e recarmi in aeroporto per prendere il volo per Cebu.
Una volta atterrati su quest’isola ci siamo diretti al porto dove abbiamo preso un aliscafo per Tagbilaran nell’isola di Bohol.
La giornata è praticamente volata a causa dei vari trasferimenti,ma prima dell’orario di cena abbiamo raggiunto il nostro bellissimo resort ad Alona Beach e così è iniziata la seconda parte del viaggio.
Il mattino successivo purtroppo pioveva,così abbiamo iniziato la giornata con un ottimo massaggio e poi appena il sole ha fatto capolino abbiamo sfruttato la meravigliosa piscina a sfioro che dava sulla spiaggia.
Abbiamo deciso di noleggiare uno scooter per essere più autonomi e così siamo andati alla scoperta di Panglao,abbiamo visitato una fattoria biologica,siamo andati alla ricerca delle spiagge più belle per i giorni successivi fin quando non abbiamo visto una distesa di stelle marine,tutto merito della bassa marea.
Anche se non soggiornate in uno dei lussuosi resort sulla spiaggia,è possibile effettuare l’ingresso giornaliero pagando 1000 pesos a testa (meno di 20,0 €) grazie ai quali avrete accesso alla piscina,ai lettini e a tutti i servizi in generale e inoltre avrete un credito di 635 pesos da poter spendere nei ristoranti/bar della struttura.
La giornata è trascorsa all’insegna del relax, ma non sono mancati di sicuro i bagni e lo snorkeling….per poi terminare con un tramonto infuocato di rosa!

L’ottavo giorno del mio itinerario nelle Filippine credo sia stato quello che ho amato di più, pieno di disavventure che però si sono concluse nei migliore dei modi.
A bordo del nostro scooter siamo andati alla scoperta dell’isola di Bohol che offre tantissime attrattive a livello naturalistico.
Abbiamo percorso circa 110 km per ammirare le Chocolate Hills,le risaie, i tarsi -piccolissimi primati locali- il fiume Loboc e una natura rigogliosa che cambiava davanti ai nostri occhi km dopo km.

Loboc River

L’itinerario è bellissimo e ricchissimo, ma noi eravamo presi da altro:abbiamo bucato il motorino ben 2 volte,la carta di credito è stata “mangiata” dalla macchinetta e non avevamo abbastanza soldi da poter fare tutte le attività che avevamo deciso di fare in precedenza…..ma anche con queste disavventure è stata una super giornata perché abbiamo scoperto l’altruismo e la generosità delle persone,siamo arrivati a destinazione e guaio dopo guaio li abbiamo risolti tutti.

Chocolate Hills

Che avventura ragazzi!
Il giorno successivo sono partita in motorino da sola perché volevo assolutamente fare la zipline sul fiume Loboc e anche in questo caso ne è valsa la pena.

Zipline sul fiume Loboc

Altra avventura in motorino perché anche se questa volta non ho bucato,mi sono presa un bel acquazzone che però mi ha abbandonato per fortuna nell’isola di Bohol e arrivata di nuovo a Panglao mi sono recata in spiaggia dove ho trascorso l’intera giornata.
L’ultimo giorno su quest’isola l’abbiamo inaugurato con una visita a Hinagdanan Cave, una grotta simile ad un  cenote messicano, dove abbiamo fatto anche un bel bagno.
Atmosfera davvero suggestiva.
Ultimi bagni in queste acque davvero meravigliose,ultimi giri in tricycle e trasporto in aeroporto da dove abbiamo preso il volo per Manila.
Abbiamo scelto di non dedicare nessun giorno alla visita della capitale perché avevamo davvero poco tempo a disposizione e volevamo sfruttarlo tutto al mare.
Una volta arrivati a Manila e dopo aver lasciato i bagagli in hotel però, erano ancora le 18:00 così abbiamo deciso di buttarci letteralmente nel traffico caotico della città e a bordo di un taxi abbiamo raggiunto la parte storica della capitale.
Abbiamo fatto una visita notturna accompagnati su una bicicletta da un ragazzetto che ci faceva anche da guida e con questo ricordo abbiamo salutato queste isole meravigliose con la speranza di ritornarci presto perché sono un vero incanto,hanno tantissimo da offrire e soprattutto ancora non sono state invase dal turismo di massa.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

America

Cosa vedere ad Atlanta

L’abbiamo tutti sentita nominare Atlanta,non perché sia una città imperdibile, ma perché vanta un altissimo numero di scali aerei e il suo aeroporto è il più trafficato del mondo per numero di passeggeri!
Si si, avete proprio capito bene!
Io personalmente non vi consiglierei di andare in vacanza ad Atlanta, per intenderci, ma in alcuni casi invece vi consigliere di sceglierla come meta.

Ad esempio io l’ho scelta quando per altri motivi mi è saltato un viaggio, mi trovavo a Miami ed il tempo era brutto da no poter andare al mare, così cercando un volo economico per visitare qualcosa di nuovo, Atlanta si è rivelata la soluzione migliore.
I voli interni infatti costano davvero poco,così ho deciso di dedicare a questa città due giorni e una notte, giusto il tempo di varcare personalmente il suo aeroporto e visitare le attrazioni principali.
Un’altra occasione per visitarla è in concomitanza di un lungo scalo, approfittatene! 🙂
Bene,torniamo alle indicazioni utili:  cosa visitare ad Atlanta?


Il World of Coca Cola

Chi non conosce la Coca Cola?Nessuno praticamente! Quindi un po’ di curiosità c’è sicuramente.
Dovete sapere infatti che la famosissima bevanda è stata creata proprio in questa città da un farmacista di nome Pemberton nel 1892.

Questa struttura è letteralmente presa d’assalto dai turisti, nel mio turno ci saranno state almeno 15 nazionalità diverse…e non esagero.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 16 dollari.
La visita è guidata e sarete sempre seguiti dal personale, all’entrata vi verrà regalata una bottiglietta di Coca Cola che vi accompagnerà per tutto il tempo.Si parte dalla sala con tutto il materiale pubblicitario utilizzato nei vari decenni, dagli orsetti ai camion con Babbo Natale,dalle biciclette alle pompe della benzina.
Poi potrete fare una foto ricordo con il famoso orso bianco,visitare la mostra d’arte,ma soprattutto potrete degustare le varie bevande suddivise per continente prodotte dal marchio (dovete sapere infatti che i gusti delle varie popolazioni sono diversi, quindi le bevande si differenziano).
Una cosa davvero molto ma molto carina è la spiegazione storica dell’invenzione della bevanda, potrete mettervi alla prova e cercare di indovinare le quantità esatte degli ingredienti che compongono la Coca Cola!!!!
Mettetevi alla prova con i giochi interattivi.

Prima di uscire vi verrà regalata un’altra bottiglietta sempre come regalo.


Centennial Olympic Park

Nel 1996 le Olimpiadi si tennero proprio nella città di Atlanta e venne pensata una parte come punto di incontro per i visitatori e gli spettatori dei giochi,destinato poi a rimanere parte integrante della città.
Oggi troverete un bellissimo parco pubblico,dove rilassarvi e staccare un po’ la spina.
Da non perdere la Fontana degli Anelli  con getti d’acqua e luci interattive che raffigura i 5 cerchi olimpici e dove nelle giornate più calde i bambini si divertono a sguazzare.

Tutto intorno troverete una moltitudine di bandiere di tante nazioni diverse e disseminate nel parco noterete diverse sculture sempre inerenti al tema dei giochi.
Io mi sono divertita a cercare i nomi degli atleti italiani che vinsero qualche medaglia!

Questa visita ve la consiglio davvero,merita.
Di fronte al parco è stata posizionata un’enorme ruota panoramica.


Martin Luter King Jr. National Historic Site

Ad Atlanta nacque Martin Luter King nel 1929.
A mio avviso non si può non fare  una visita a tutta la zona dove il leader contro la segregazione razziale mosse i suoi primi passi.
Si tratta di un percorso pedonale che vi farà toccare le maggiori tappe, partite dal museo (con ingresso ad offerta) che riassume con pannelli e fotografie tutta la sua storia, visitate la sua casa natale, la chiesa dove fece il suo famosissimo discorso “I have a dream” fino ad arrivare alla sua tomba posizionata insieme a quella della moglie al centro di una piscina.

CNN Studio Tours

In città potrete sentirvi dei veri e propri giornalisti della CNN, agli studios infatti potrete fare un tour guidato sentendovi per qualche ora un vero collaboratore.

Io non l’ho fatto personalmente,mi sono limitata ad una foto davanti alla gigantesca scritta!


Casa di Margaret Mitchell

Chi non conosce il romanzo “Via col Vento” ? Impossibile anche in questo caso.
Non so se lo sapete,ma venne scritto da Margaret Mitchell, cittadina di Atlanta, che lascio’ la sua attività da giornalista per dedicarsi alla letteratura,scrivendo uno dei romanzi più conosciuti di sempre, dal quale venne tratto anche un film.
Ad Atlanta potrete visitare la sua casa, ammirando la sua macchina da scrivere e l’intero ambiente in cui prese forma tutta la storia.

Acquario della Georgia

Nella stessa area del museo della Coca Cola troverete altre strutture,una delle quali ospita l’acquario della Georgia, il più grande della nazione.
Viene indicato come una delle attrazioni immancabili della città, con più di 100.000 creature, lo spettacolo dei delfini e la vasca più capiente del mondo.


The Center for Civil and Human Rights 

Questo museo è il primo luogo al mondo in cui i visitatori possono conoscere la storia del movimento americano per i  diritti civili, i movimenti contemporanei dei diritti umani e il loro collegamento.

Dove mangiare?

Essendoci stata davvero poco tempo, ho solo un posto che mi sento di consigliarvi assolutamente: si chiama Max Lager’s Wood-Fired e si tratta di una birreria-ristorante che offre delle birre artigianali ottime e una carne super! Buon rapporto qualità/prezzo.

Ecco secondo me come trascorrere delle ottime ore ad Atlanta! 🙂
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Europa

10 cose da fare ad Anversa

Viaggio parecchio, questo è vero ma non torno spesso in un luogo già visitato eppure mi sto girando il Belgio in luongo e in largo! 🙂
La scusa è molto semplice: avere un’amica che vive lì e trovare voli a prezzi davvero stracciati!
Dopo aver visitato Bruxelles e Bruges la prima volta, Mons la seconda volta, aver assistito ad un meraviglioso concerto a Courtrai ed essere arrivata anche a Gand….questa volta è toccato ad Anversa.
Anversa o Antwerpen è la capitale delle Fiandre ed è davvero meritevole di una visita.
A mio avviso le città belghe si assomigliano un pò tutte, poi però in ognuna trovi quella particolarità che te la rende unica.

Cosa fare ad Anversa?

Il mio tour è iniziato con una passeggiata lungo la via dei negozi, ammirando (solo dall’esterno) i negozi delle grandi firme, fino ad arrivare alla stazione centrale. Essendo in macchina non sono arrivata direttamente qui,ma dato che vale una visita l’ho inserita nell’itinerario. Costruita in stile liberty nord europeo, si presta molto bene a belle fotografie.

Subito dietro la stazione si trova il vecchio zoo.Premetto che non sono un’amante del genere- infatti non sono entrata- ma ammiratelo dall’esterno perché è uno zoo storico,che nasceva proprio a ridosso del centro storico e ha un’atmosfera davvero particolare.

La passeggiata è continuata raggiungendo il punto cardine della nostra giornata e cioè la casa-museo di Rubens. Dovete infatti sapere che il famosissimo pittore visse in questa città per diverso tempo e tutt’oggi si possono trovare molti suoi capolavori.Come sapete non sono un’amante nemmeno dei musei ma questo merita.

Pranzo fast rigorosamente a base di patatine belghe e salsiccia belga (molto simile al wurstel), tipico, economico e molto gustoso! 🙂
Andare in Belgio e non mangiare le patatine è un sacrilegio!

Il pomeriggio è proseguito con una tappa alla Piazza del Mercato Grote Markt-,davvero elegante, raffinata, suggestiva e molto bella.

I palazzi sono meravigliosi (anche se non sono originali, ma molte copie a causa del grande incendio) e al centro potrete ammirare la fontana che raffigura il legionario romano che riuscì ad uccidere il terribile gigante. Vi consiglio di leggere la leggenda davvero carina.

La tappa successiva è stato il lungo fiume e soprattutto il vecchio castello medievale che si affaccia sulle acque.Prima della grande entrata potrete ammirare  un’altra statua del gigante e leggere le diverse leggende sui pannelli laterali.
Essendo pianeggiante la zona si presta molto bene ad un bel giro in bicicletta.

Dando le spalle al fiume siamo ritornati verso il centro e per un soffio siamo riusciti ad entrare nella bellissima cattedrale della città in stile gotico, che ospita al suo interno anche opere di Rubens prima che iniziasse al funzione e chiudessero le porte.

La luce iniziava ad affievolirsi, così dopo aver ammirato qualche negozietto, ci siamo concessi una piccola pausa con annesso assaggio in una delle tante cioccolaterie: tappa immancabile!
Dovete sapere che solo qui potrete trovare sia i cioccolatini sia i biscottini a forma di mano,tutto legato alla leggenda della città che narra dell’amputazione della mano del gigante.

E così in qualche ora sono riuscita a conquistarmi un altro piccolo pezzetto di Belgio! 🙂
E mi sono fatta anche una bella foto sulla mano gigante che funge da panchina.

Se avete diverso tempo e volete visitare altro oltre a Bruxelles questa è un’ottima scelta. E’ una città davvero bella.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

Europa

La casa-museo di Rubens ad Anversa

Non so se lo sapete,ma Anversa è la città di uno dei più famosi pittori fiamminghi di tutti i tempi: Pieter Paul Rubens.
In realtà nacque in Germania e visse diversi anni anche in Italia durante i quali apprese molto studiando l’arte del Rinascimento e quella classica romanica, ma viene sempre collegato alla città belga di Antwerp.
Qui oggi potrete visitare la sua casa trasformata ora in una casa-museo.

Si tratta di una villa seicentesca su più piani, con diverse stanze, un bel portico e un giardino.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 8€ e si può acquistare nell’edificio proprio di fronte alla casa.
Una volta al suo interno si segue un percorso obbligato,toccando tutte le stanze.

Inizialmente si può ammirare proprio lo stile di vita dell’epoca, si passa per la grande cucina dove spicca un grande camino, intorno al quale il pittore amava riunirsi con i suoi amici e vicini.
Proseguendo con le stanze si possono ammirare diverse opere, molte delle quali non sono di Rubens.

Dovete infatti sapere che Rubens fu uno dei pochi artisti a raggiungere una grande fama  non dopo la sua morte, ma bensì durante la sua vita e così all’apice della sua carriera ebbe così tante commissioni da non riuscire a portarle a termine tutte, per questo creò una bottega circondandosi di collaboratori fidati,che reputava all’ altezza del compito.
Spesso lui faceva i bozzetti, li lasciava poi dipingere da quest’ultimi e solo alla fine lasciava un suo tocco personale,condividendo il lavoro già fatto o modificando la tela.
All’interno della sua casa troverete opere dei suoi alunni,copie delle sue opere e anche qualche originale.
Non rimarrete di sicuro impassibili di fronte al suo autoritratto,che riconoscerete al volo in quanto è davvero famoso.

Rubens non amava dipingere autoritratti,sembra infatti che ne fece davvero pochissimi,forse solamente quattro.
Oltre alla casa l’edificio ospitava anche il suo studio, dove lavorava e ospitava i suoi clienti, i quali molte volte erano aristocratici e reali.
Essi si recavano lì proprio per vedere i progressi relativi ai lavori da loro commissionati.
E’ una visita interessante, ne vale la pena.
All’ingresso vi forniranno anche una mini guida cartacea che spiega dettagliatamente ogni opera.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.