Campania, Italia

Caserta: itinerari oltre la Reggia

Quando sentiamo parlare di Caserta, la prima cosa a cui pensiamo è inevitabilmente la Reggia, ma la città campana ha tantissime altre attrazioni e oggi voglio proprio proporvi un itinerario insolito di Caserta.

La città di Caserta è strettamente collegata a Luigi Vanvitelli che progettò qui una delle opere di maggiore interesse architettonico e ingegneristico del XVIII secolo: l’Acquedotto Carolino.

Acquedotto Carolino Caserta
Acquedotto Carolino Caserta

Lungo circa 38 km, venne costruito per l’approvvigionamento dell’acqua al Palazzo Reale, alla città che si stava sviluppando attorno ad esso e anche a San Leucio.
Vi consiglio di ammirarlo da diversi punti di vista, iniziando con una veduta panoramica dall’alto sul tratto dei Ponti della Valle (la veduta migliore l’avrete dalla strada che conduce al Santuario di San Michele), da dove potrete ammirare i 3 livelli di arcate incastonate nel verde della natura.
Avvicinandovi poi ai Ponti della Valle, vicino ad un tornante svetta un cancello che delimita la parte superiore del camminamento sulla terza arcata, potete fermarvi e dare un’occhiata al lungo camminamento a diversi metri d’altezza.
Purtroppo questo percorso è accessibile solamente durante le visite guidate incentrate sull’Acquedotto Vanvitelliano, ma merita comunque un’occhiata anche da fuori.
Scendendo ancora arriverete proprio sotto l’enorme arco con le targhe dedicate a Carlo di Borbone e a sua moglie, l’aggettivo carolino deriva proprio da qui.
Ultimo punto per ammirarlo è quello di fianco al Monumento Ossario ai Caduti Garibaldini, parcheggiate l’auto e avvicinatevi agli enormi archi, vi sentirete piccolissimi.
Pensate che ancora oggi rifornisce acqua ad alcune fontane della Reggia.
Per me è davvero affascinante, anzi vi confesso che è la mia attrazione preferita di questo giro di Caserta insolita.
Facciamo un passo indietro e ritorniamo sulla strada da dove ammirare la veduta panoramica dell’acquedotto, proprio quella strada vi condurrà al Santuario di San Michele e Sanata Maria del Mont.
Siamo nel comune di Maddaloni e il santuario risale ai tempi dei Longobardi, fu proprio la Principessa Teodora a sviluppare il culto dell’Arcangelo.

Santuario San Michele e Santa Maria del Monte a Maddaloni
Santuario San Michele e Santa Maria del Monte a Maddaloni

La leggenda narra che l’Arcangelo apparve ad un pastorello al quale espresse il desiderio di costruire una piccola cappella; il ragazzo una volta tornato in paese raccontò il fatto alla popolazione che si mise subito all’opera.
Sembra che in questo Santuario ci passò anche San Francesco di Assisi durante il suo viaggio verso Capua. La struttura è piccina ma molto suggestiva e il panorama che si ammira da lassù è davvero meraviglioso.
Dopo una rilassante pausa pranzo, magari tornando a Caserta, per il pomeriggio potreste prendere in considerazione Casertavecchia.

Borgo di Casertavecchia
Borgo di Casertavecchia

Casertavecchia è un carinissimo borgo medievale, dove staccare la spina e passeggiare per i suoi vicoli senza una meta precisa, ma godendosi l’atmosfera che si respira in questo luogo. E’ così chiamata perché prima che Carlo di Borbone decidesse di costruire la Reggia di Caserta, questo borgo rappresentava il principale centro urbano della zona. Qui ogni angolo regala scorci suggestivi, forse è proprio per questo che venne scelto come location per le riprese della scena del matrimonio della fiction l’Amica Geniale, lo sapevate? Da non perdere la Cattedrale di San Michele e la chiesa dell’Annunziata.
Arrivati a questo punto della giornata potreste rientrare in città e approfittarne per fare una visita al Duomo o al Museo Diocesano, oppure anche un aperitivo mi sembra un’ottima idea.

Per la seconda giornata vi propongo una piccola trasferta fino Santa Maria Capua Vetere per visitare qualcosa di davvero unico, che vi lascerà senza parole ovvero l’Anfiteatro Campano.
Ci sarebbe tantissimo da raccontare in merito, ma cercherò di limitarmi alle informazioni principali, con l’invito di approfondire in autonomia la storia, perché è veramente molto molto interessante.
Iniziamo col dire che questo anfiteatro è antecedente persino al Colosseo (non la costruzione che vediamo oggi ma quella antecedente sempre ubicata qui), ed è proprio qui che ebbe origine la rivola di Spartaco ( sembra infatti che si allenasse qui). Secondo solo al Colosseo per grandezza, con la sua pianta ellittica poteva ospitare fino a 60.000 spettatori.

Anfiteatro Campano Santa Maria Capua Vetere
Anfiteatro Campano Santa Maria Capua Vetere

Subito dopo l’ingresso è possibile visitare un piccolo museo dei gladiatori mentre avvicinandovi all’edificio, vi consiglio di cercare a terra una linea ad arco tracciata a terra, questa serviva come “modello” per tagliare le pietre della giusta dimensione per poi essere incastrate sapientemente così da formare i vari archi. Passeggiate all’interno dell’arena ma anche all’esterno, sotto le gallerie coperte che permettevano l’afflusso rapido della folla e poi non perdetevi assolutamente i sotterranei. Questi luoghi riescono a teletrasportarvi indietro nel tempo, da qui attraverso botole e montacarichi salivano nell’arena i gladiatori, le belve e le scenografie.
Dopo un’immersione nella storia, direi che una bella pausa pranzo potrebbe fare al caso vostro, dopo la quale vi consiglio di recarvi a Casolla, il paese delle collere.
Sapete cosa sono le collere?! Sono semplicemente le vecchie fabbriche in cui veniva prodotta la colla.
Questo borgo ne vantava tantissime, alcune delle quali sono arrivate ai nostri giorni. E’ molto semplice riconoscerle, perché hanno una forma insolita. Guardate le normali costruzioni e alzando gli occhi noterete la parte superiore davvero insolita, molto alta e con delle altissime aperture. La colla si ricavava dagli scarti animali e poi veniva messa ad essiccare in questi solai dove il sole penetrava proprio da queste grandi aperture. E’ stato davvero interessante scoprire questo aspetto relativo alla storia economica, sociale e architettonica del territorio. La colla di Casolla era così rinomata che veniva utilizzata persino alla Reggia di Caserta per gli arredi e per i vari cantieri borbonici.

Collèra di Casolla
Collèra di Casolla

Terminerei la giornata con una bella passeggiata di fronte alla Reggia, magari al tramonto prima di gustare le prelibatezze della cucina casertana.

C’è un importante luogo a Caserta che sprigiona un fascino infinito ovvero il Belvedere di San Leucio.
Si tratta di un complesso monumentale nato nel XVIII secolo per volontà di Ferdinando di Borbone che aveva il sogno di costituire una comunità autonoma incentrata sulla produzione della seta.
Il complesso infatti era composto da tre unità distinte: la fabbrica della seta, gli Appartamenti Reali e i Giardini Reali.

San Leucio
San Leucio

Nel 1778 venne costituita la Real Colonia di San Leucio con apposite leggi e regole valide solo per questa comunità, come ad esempio il fatto che ai lavoratori venisse assegnata una casa all’interno della colonia o l’istituzione della prima scuola moderna dell’obbligo d’Italia o la diminuzione delle ore di lavoro rispetto agli standard europei.
Tutti questi incentivi portarono a San Leucio maestranze non solo locali ma anche estere, le quali lavorando insieme crearono un prodotto eccellente.
La visita a San Leucio comprende i locali della fabbrica della seta dove si possono ammirare le diverse fasi della lavorazione e soprattutto gli storici ed enormi macchinari e la visita agli Appartamenti Reali. Il Re Ferdinando di Borbone era molto legato a questo sito e ne fece un esperimento sociale fondato sulla meritocrazia e sulla parità di genere, davvero all’avanguardia.
Oggi San Leucio, come la Reggia di Caserta e l’Acquedotto Carolino è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
Dopo questo viaggio tra colonie e sete vi consiglio una visita ad un borgo (quasi) fantasma: Vairano Patenora.
Anche in questo caso, dalla parte superiore godrete di un panorama eccezionale, mentre passeggiando nel borgo potrete ammirare la natura che si riprende possesso piano piano di tutto lo spazio.
A Vairano il prodotto tipico è il lupino gigante e io ho avuto il piacere di conoscere da vicino questo legume, ammirare la pianta in fiore e anche il suo frutto, prima di assaggiarlo direttamente.
Oltre all’aspetto storico ed architettonico infatti, è molto bello conoscere prodotti e piatti tipici della tradizione locale e io non posso fare altro che ringraziare la signora Anna che ci ha fatto entrare nel suo mondo.

Castello Vairano Patenora
Castello Vairano Patenora

Questo è solo un ipotetico itinerario alla scoperta della Caserta meno conosciuta, la Caserta oltre la Reggia, ma da come ho potuto capire i tesori in queste zone non sono ancora finiti e io non vedo l’ora di poter approfondire la cosa.
Per gli appassionati di natura e trekking ho intravisto parecchia segnaletica di sentieri CAI, ma non avendoli fatti non sono in grado di consigliarveli, ma era giusto informarvi della loro presenza, così da poter alternare natura e storia.

Come qualsiasi viaggio che si rispetti, la parte dedicata all’alloggio e all’enogastronomia è sempre molto importante e a mio avviso la si può considerare una vera parte integrante del viaggio, per questo ho deciso di scrivere un articolo dedicato a questi temi che uscirà a breve.

A questo punto non mi resta che invitarvi a scoprire la Caserta più insolita, la Caserta oltre la Reggia.

Alla prossima avventura
Viaggiatrice seriale