Il mio racconto della Malesia non poteva ritenersi concluso senza prima aver parlato di Batu Caves.
Dopo aver trascorso dei piacevolissimi giorni in un mare stupendo, prima alle Isole Perhentian e poi a Pom Pom Island e dopo aver attraversato un piccolo pezzetto di giungla, il viaggio ha preso un’altra piega.
Abbiamo visitato la città di Kuala Lumpur e una mezza giornata l’abbiamo dedicata alla visita di queste particolarissime grotte.
Batu Caves non è altro che una serie di grotte di origine calcarea all’interno delle quali sorge il più popolare santuario indù al di fuori dell’India.
Raffigurazioni all’interno della grotta
Questo complesso è situato a meno di 15 km a nord di K.L. ed è facilmente raggiungibile con un treno.
Al vostro arrivo la prima cosa che vedrete è un’imponente statua color oro raffigurante Murugan, una divinità hindù che con i suoi 42,7 metri d’altezza sembra voler proteggere l’intero luogo di culto.
Statua di Murugan
Varcando la soglia invece si entra completamente nel mondo indù, tutte le raffigurazioni e le immagini sono ispirate alle divinità venerate, colori accesi decorano le varie statue.
L’intero santuario è composto da tre grotte principali e per raggiungerle occorre percorrere 272 gradini.
Panoramica dei 272 gradini
Durante la salita verrete avvicinati da parecchi macachi (scimmiette) che a prima vista possono sembrare simpatici e mansueti, ma non fatevi ingannare, anzi prestate attenzione perché si impossessano molto velocemente di ogni oggetto.
Per fortuna la loro attenzione è catturata dalle varie offerte di frutta che i fedeli portano al santuario.
Macaco intento a mangiare
E’ sicuramente un luogo suggestivo e vale assolutamente la pena vederlo.
E così anche l’aspetto spirituale è stato affrontato in questo viaggio nella meravigliosa Malesia.
Al prossimi viaggio,
Viaggiatrice seriale.
Se vi dico California che ne pensate??!!
E’ arrivato il momento di raccontarvi la mia fantastica esperienza in questa terra unica, ma facciamo un passo alla volta, vi racconterò piano piano il mio viaggio che è stato breve ma molto molto intenso, a dimostrazione che anche in poco tempo si riescono a vedere tantissime cose!
La prima tappa è stata la bellissima San Francisco.
Questa città piace anche alle persone che non amano particolarmente gli Stati Uniti, infatti viene definita la più europea delle città americane….. e devo dire che non poteva esserci definizione più azzeccata, non sembra nemmeno di trovarsi negli USA.
Siamo arrivati nel tardo pomeriggio, quindi la vera e propria visita è iniziata il mattino seguente.
Già appena messo piede fuori dall’hotel si poteva respirare l’atmosfera della città, ma abbiamo iniziato subito alla grande la giornata recandoci nella zona delle famosissime case vittoriane ad Haight-Ashbury.
Sono le gemelle, le uniche nel loro genere rimaste nell’intera città; le avrete di sicuro viste in tantissimi film.
Questo quartiere è stato il centro del movimento hippie degli anni sessanta ed ancora oggi si possono notare elementi che lo dimostrano.
Un altro quartiere molto conosciuto è quello di Castro, considerato il cuore della comunità gay; qui fate una visita al Castro Theater, esempio di architettura coloniale.
Passeggiano ed ammirando le varie zone della città è arrivata l’ora di pranzo, così ci siamo diretti a Fisherman’s Wharf che ospita il famosissimo Pier 39: un centro commerciale costruito su un molo.
La zona è molto turistica, piena di gente ,di ristoranti e di chioschi che vendono frutti di mare e l’immancabile polpa di granchio.
La vera attrazione della zona però è rappresentata dai leoni marini della California spiaggiati sui pontili tutt’intorno al Pier 39; è una sosta da fare, ma se avete con voi una mascherina non è affatto una cattiva idea, diciamo che non emanano proprio un buonissimo odore!:-)
Qui vi sono diversi musei fra cui quello della Marina Militare ed è un ottimo punto per ammirare nelle giornate serene Alcatraz ed il Golden Gate Bridge.
Una volta ripartiti dalla pausa pranzo abbiamo raggiunto una meta davvero molto turistica: Lombard Street.
Magari il nome non vi dice niente, ma se vedete la foto capirete subito di cosa sto parlando: si tratta della strada più tortuosa del mondo grazie ai suoi 8 ripidi tornanti in cui la velocità massima consentita è di 8 km/h
E’ possibile percorrerla sia in automobile (solo in discesa)sia a piedi.
Dopo questa celebre tappa abbiamo percorso le strade della città senza seguire un filo logico e strada facendo abbiamo potuto ammirare il Transamerica Pyramid, il più alto grattacielo di San Francisco con la sua forma a piramide e poi varcando la porta d’accesso alla Chinatown siamo entrati nel più antico quartiere cinese americano.
Il nostro hotel si trovava vicinissimo ad Union Square dove abbiamo cenato e trascorso la serata.
Il giorno successivo è stato altrettanto ricco di visite: dopo colazione siamo subito partiti in pullman per l’escursione alla foresta Muir Woods, ma prima di arrivare abbiamo percorso il famosissimo Golden Gate Bridge.
Va specificato che San Francisco è quasi sempre avvolta da una coltre di nebbia, quindi è difficile poter ammirare il ponte in tutto il suo splendore, ma già solamente uno scorcio regala emozioni uniche.
Ha una tonalità arancione, chiamata arancione internazionale, scelta proprio perché lo rende più visibile nella nebbia.
Percorrerlo su un mezzo di trasporto è bello, ma poterlo ammirare da una certa distanza è tutta un’altra cosa.
E’ imponente e domina tutta la scena.
Dopo le varie foto di rito a questo famoso monumento abbiamo continuato il viaggio e siamo arrivati alla foresta di “Muir Woods” , il più grande bosco di sequoie sempreverdi nella zona di San Francisco.
L’impatto è veramente forte, considerate che sono alte in media una settantina di metri pur non essendo le sequoie giganti.
La foresta fa parte del Golden Gate National Recreational Aerea e la storia dice che nel 1905 un certo William Kent comprò la valle per 45.000 $ per preservarla al suo stato naturale e la donò al governo nel 1908.
Un percorso guidato attraversa l’intero parco e vi assicuro che ci si sente come delle minuscole formichine a cospetto di veri e propri giganti!
Dopo questa sosta naturalistica siamo tornati in un ambiente di mare e abbiamo visitato Sausalito, una famosa cittadina situata nella contea di Marin County.
San Francisco ci ha accolto di nuovo a braccia aperte e noi non potevamo assolutamente snobbare uno dei simboli della città : Il Cable Car e così siamo saliti quasi al volo e abbiamo ammirato la città da un’altra prospettiva.
Si tratta infatti del famosissimo trenino che percorre le varie strade della città, il quale molto spesso viene mostrato nelle fotografie con passeggeri in piedi nella parte esterna del mezzo: beh, un giro qui non si può non fare. Union Square ed i vari negozi in zona sono stati i nostri compagni per la fine della giornata e per il saluto a questa meravigliosa città che regala magnifici scorci sulla Baia e sul famoso ponte, perchè il giorno successivo abbiamo visitato Alcatraz…. ma questa è un’altra storia.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.
Il tempo vola…è già passato un mese dal mio viaggio a New York e oggi voglio condividere con voi il metodo per risparmiare (che non fa mai male) un pò di dollari ma senza rinunciare alle visite.
Solitamente, vuoi per il tempo a nostra disposizione, vuoi per il costo non economico del biglietto per l’ingresso in museo o attrazioni, ci ritroviamo a dover fare delle scelte a priori e a volte ce ne pentiamo perchè abbiamo lasciato fuori dal nostro itinerario un “must”.
Prima di partire mi sono informata un pò e ho trovato un’ottima soluzione.
Esiste il The New York Pass, una specie di abbonamento che consente di visitare a prezzi vantaggiosi più di 80 attrazioni.
Si può scegliere di attivarlo per differenti periodi ( da 1 giorno a 7 giorni) ed il costo si aggira fra gli 85 e i 200 dollari.
So che a primo impatto sembra una cifra esorbitante, ma vi assicuro che non è affatto così.
In media un biglietto di un museo ha un costo di almeno 25 dollari…. fate molto presto a raggiungere l’importo del Pass, ma riuscendo a visitare molto meno.
Con esso avete la possibilità di scegliere anche all’ultimo minuto cosa visitare, in alcune attrazioni infatti i titolari del pass hanno diritto di accesso prioritario,senza fare la fila.
Potete ammirare i meravigliosi musei, ma non solo, infatti vi sono anche offerte speciali come sconti su visite turistiche, ristoranti teatri e grandi magazzini.
Nelle attrazioni rientra anche il noleggio di un bicicletta per fare un giro dentro Central Park o per percorrere il famosissimo Brooklyn Bridge ma non è ancora finita qui:avrete l’imbarazzo della scelta sulle crociere, logicamente il pass copre il costo del biglietto.
Vi sono audiotour o anche tour a piedi per ammirare la Grande Mela.
Sconti sull’acquisto dei biglietti per gli spettacoli di Broadway e sconti su alcuni ristoranti.
Io ho adottato questa soluzione e mi sono trovata divinamente, uscivo da un’attrazione e rientravo in un’altra….cosa che non avrei fatto se avessi dovuto pagare ogni singolo biglietto.
L’acquisto e l’utilizzo è molto semplice: andate sul sito, acquistatelo e poi con la ricevuta di acquisto recatevi in una delle sedi indicate per il ritiro:in quel momento vi verrà consegnata anche una guida cartacea nella lingua da voi prescelta (c’è anche in italiano) con l’elenco e le descrizioni di tutte le attrazioni che rientrano nel New York Pass.
Esso si attiva dal momento del primo utilizzo nella prima attrazione e da lì in poi avrà una durata di 1,2,3,5 o 7 giorni.
Vi farà risparmiare denaro e tempo, e vi farà aumentare il numero delle attrazioni visitate.
Spero vi possa essere d’aiuto…..al prossimo viaggio,
viaggiatrice seriale.
Il Central Park di New York è il polmone verde della città e a giudicare dalla sua bellezza ed imponenza non sembra opera dell’uomo; in realtà è una zona artificiale, creata per il crescente bisogno dei cittadini di avere un luogo verde in cui staccare dal caos della città, in una zona in cui prima c’erano solo paludi e cave.
Molte persone si batterono per questa causa, uno fra i primi fu il poeta William Cullen Bryant, al quale è dedicato un altro parco della Grande Mela.
Central Park è magnifico in ogni stagione, la primavera con i suoi alberi fioriti e l’estate sono perfette per vivere il parco in bici, con i pattini o anche a piedi, in autunno si tinge tutto di giallo, arancione e marrone e una semplice passeggiata si trasforma in un momento spettacolare.
In inverno invece molto spesso tutto si tinge di bianco e in questa stagione il parco sfodera una vera e propria perla : la pista di pattinaggio sul ghiaccio!!! ( in realtà sono 2, una a nord e una a sud).
L’abbiamo vista in una quantità svariata di film e telefilm e forse – anzi sicuramente- influenzata da questo ho sempre desiderato di poterla vedere con i miei occhi.
Bellissima giornata per pattinare a Central Park
Quest’anno questo piccolo sogno si è realizzato e devo ammettere che appena i miei occhi hanno scorto del bianco in mezzo al verde, un po’ di emozione si è impossessata di me; ma solamente dopo un po’, quando ho realizzato che sarei riuscita ad incastrare gli orari e avrei potuto “tagliare” il ghiaccio con le lame dei miei pattini, il mio cuore ha iniziato a battere molto più forte.
Era il primo pomeriggio e c’era pochissima fila per fortuna; ho fatto lo scontrino, sia per l’ingresso che per il noleggio dei pattini, sono andata all’interno a ritirare il mio numero e in men che non si dica era in piedi su una lastra di ghiaccio all’interno di Central Park.
Vi assicuro che sembrava di essere proprio dentro ad un film e a mio avviso questa pista di pattinaggio supera nettamente quella di Rockefeller Center ( che è comunque bellissima).
Un piccolo sogno avverato…. vi consiglio di concedervi il tempo per una bella pattinata….non è una pista di pattinaggio qualunque, credetemi! E’ pura magia!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.
New York è una città magica, si sa, ma a Natale lo diventa ancora di più ed il merito è anche dei mercatini che si trovano per le vie della Grande Mela.
Quali sono i principali?!Quelli da non perdere?!
Sicuramente se siete in zona, dovete recarvi ad Union Square, dove la “cupola” dell’omonima fermata della metro è circondata da casette di legno decorate con i colori bianco e rosso che ospitano artigiani che vendono manufatti in legno, in lana, quadri e fotografie, bigiotteria… insomma tutto ciò che si può utilizzare come regalo.
Mercatini a Union Square
Mentre vi aggirate fra le casette potrete anche spizzicare qualcosa: cioccolata, waffel e tanto altro ancora.
Un altro mercatino da non perdere è senza dubbio quello di Bryant Park: qui le casette sono tutte verdi e gli esercenti vendono più o meno le stesse cose, ma la chicca di questo mercatino è la meravigliosa pista di pattinaggio collocata al centro del parco, affiancata da un bellissimo albero di Natale.
Mercatini a Bryant Park
Prima o dopo lo shopping non perdetevi l’occasione di indossare un paio di pattini e di tagliare il ghiaccio….davvero suggestivo.
Pista di pattinaggio a Bryant Park
Altra tappa natalizia è Columbus Circle, ad un’entrata di Central Park, dove ritroverete come colori principali il rosso ed il bianco… perfetti per la giusta atmosfera.
A Grand Central Terminal, questa volta al coperto, potrete aggirarvi fra due file di bancarelle disposte in un’ala dell’edificio….cercate souvenir e intanto riscaldatevi un po’.
La Grande Mela offre tantissime altre attrattive, ma se siete appassionati di mercatini non perdetevi assolutamente questi…. vi sentirete come dentro ad un film, parola mia – che li ho visitati e ho curiosato fra le bancarelle personalmente-!!
Buon Natale viaggiatori.
Al prossimo viaggio.
Viaggiatrice seriale.
Cosa non si fa per amore di un fidanzato/a, figlio, genitore o amico??!!
E’ una frase che “casca a pennello” anche nell’ambito dei viaggi.
Quante volte avete acconsentito alla scelta di una destinazione “X” perché era il sogno di un vostro caro?!
E quante volte qualcuno ha fatto lo stesso per voi?
Una volta poi in viaggio, la cosa si ripete, perché molto spesso ci troviamo di fronte a situazioni completamente differenti da quelle della nostra quotidianità e la prima frase che ci esce dalla bocca è :”facciamolo, quando ci ricapita?” “Mica ci torniamo domani, bisogna approfittarne”.
Ed è così che testiamo le cose più stravaganti e ci prestiamo ad esperienze fuori dal comune, come ad esempio farci mettere un serpente attorno al collo, assaggiare una pietanza “indescrivibile” o utilizzare un mezzo di trasporto inusuale.
Mungitura di una mucca
Molte volte sono proprio queste bizzarrie che attirano la nostra attenzione così tanto, da farci addirittura decidere la destinazione dell’intero viaggio.
Io mi ritengo molto fortunata, ho delle persone attorno a me che mi seguono nelle mie proposte un tantino fuori dal comune.
Logicamente non sono solo desideri espressi da me, a volte sono io quella che cede alle richieste altrui, non pensate male!
E voi?Che avete fatto di inusuale?!
Che viaggiatore sei??!!
Uno di quelli che ama qualsiasi destinazione, l’importante è partire?? Non ti muovi se prima non hai organizzato e pianificato ogni singola mossa e ogni singolo spostamento?!Magari facendo addirittura una schemino excel?
Oppure l’unica tua preoccupazione è l’alloggio e quindi passi in rassegna tutti gli hotel papabili e scegli ( senza badare a spese) quello più lussuoso e confortevole perché in vacanza si deve stare comodi??
Queste sono solo alcune delle tipologie di viaggiatori.
C’è chi deve organizzare viaggi con mezzi di trasporti su terra perché ha paura di volare o chi parte anche in bicicletta e si fa l’intero giro del mondo portandosi solo lo stretto necessario all’interno di una zaino.
C’è poi il viaggiatore ripetitivo, quello che ritorna insistentemente nello stesso luogo per più e più volte dicendo che è la sua destinazione perfetta.
E al contrario c’è chi non tornerebbe in un luogo già visto.
Io faccio parte di questa categoria.
Lo sapevo già da un po’, ma questo ultimo viaggio mi ha fatto capire che è proprio così: sono ritornata in diverse capitali più di una volta e mi sono accorta – ora più che mai- che purtroppo la seconda ( terza…) volta non apprezzo la destinazione come dovrei o semplicemente come avevo fatto la prima volta.
Ho bisogno di stupirmi e di rimanere letteralmente “a bocca aperta” , ho bisogno della sorpresa e ritornando in un luogo già visto purtroppo questo fattore non c’è, anche se a distanza di anni e quindi con modifiche evidenti, “quella fotografia” non catturerà la mia attenzione come dovrebbe.
Poi c’è chi fa viaggi solo in località di mare o chi visita solamente capitali e luoghi culturali.
C’è chi ama viaggiare ma allo stesso tempo è un peso e quindi non vede l’ora di tornare a casa e chi invece appena sente la parola “partiamo” recupera lo stretto necessario in men che non si dica e parte letteralmente all’avventura…. poi se ha dimenticato qualcosa lo comprerà strada facendo.
Ci sono i tipi da resort serviti e riveriti e ci sono i backpackers continuamente in movimento e di sicuro ci sono altre decine di tipologie di viaggiatori.
Si, sembriamo completamente diversi e invece in fin dei conti abbiamo tutti lo stesso amore incondizionato per IL VIAGGIO.
Voi chi siete???
Al prossimo viaggio,
viaggiatrice seriale.
New York si sa, può spaventare un pochino, soprattutto chi non ci ha mai messo piede e non ha una precisa idea di cosa aspettarsi; quindi non dovete farvi trovare impreparati su niente, nemmeno sul trasporto dall’aeroporto al centro città. I 3 aeroporti di NY sono il JFK, La Guardia e Newark. Mettiamo il caso che atterriate proprio in quest’ultimo, che dovete fare???!! Cercate innanzi tutto di scendere dall’aereo fra i primi, perché le file ai controlli sono sempre lunghissime e spesso gli sportelli operativi sono la metà di quelli presenti, quindi armatevi di pazienza. Per entrare negli USA occorre il passaporto elettronico e l’ESTA. Arrivato il vostro turno vi sentirete porre qualche domanda dal funzionario ( motivo del viaggio, periodo di permanenza, indirizzo di alloggio) dovrete fare il controllo delle impronte ( appoggiare le 4 dita della mano destra sull’apposito lettore) e vi verrà scattata una foto…. fatto ciò potrete realmente realizzare di essere entrati negli USA. Ritirate il bagaglio ( che sarà già arrivato dopo i tempi dei controlli) e dirigetevi verso il mezzo di trasporto che vi condurrà alla Grande Mela. Qui le opzioni sono diverse: una corsa in taxi costa circa 80 dollari ( più la mancia), se vi sembra troppo potete optare per il bus che costa sicuramente meno, ma dopo le 9 ore abbondanti di viaggio non so se è la cosa più indicata. Ci sono gli Shuttle o minivan, dei pulmini che caricano persone fino a riempire tutti i posti e poi vi lasciano davanti al vostro hotel, in questo modo essendo in tanti (11 persone) si ammortizza il costo della corsa, ma potrete correre il rischio di dover aspettare parecchio prima che parta o di allungare il tragitto fra i vari hotel prima di raggiungere il vostro; altrimenti c’è il treno ( che io ho preso quest’ultima volta e che vi consiglio). All’interno dall’aeroporto dovete prendere l’AirTrain, un trenino che esce dalla struttura dell’aeroporto fermandosi nei vari parcheggi fino ad arrivare alla stazione aeroportuale.
Qui fate un biglietto alla macchinetta (c’è sempre comunque il personale che vi aiuta) e con 12 dollari e 40 cents raggiungerete in circa 20 minuti il cuore della Big Apple, Penn Station. Da qui a seconda della vostra destinazione potete prendere la metro o un taxi. Ho voluto parlarvene perché se io l’avessi saputo lo scorso anno, avrei sicuramente approfittato del tempo a mia disposizione in uno scalo e sarei riuscita a fare una toccata e fuga in centro, al posto di passare 5 ore in aeroporto! 🙁 Quindi ritengo possa essere utile essere informati!!! E’ così semplice raggiungere il centro che quasi non sembra vero…… e invece stiamo parlando di New York City!!! Ben arrivati….. adesso inizia il bello! Al prossimo viaggio, viaggiatrice seriale.
Se vi chiedo di dirmi la città dell’amore per eccellenza, che rispondete??!! Parigi naturalmente!!
Su questa meravigliosa città devo ancora scrivere pur essendoci stata già tre volte, ma devo ammettere che mi rimane molto difficile, è “una macchina” di emozioni e ancora non ho trovato le parole giuste per raccontarvela.
Oggi però non potevo non rivolgerle almeno un pensiero, in quanto proprio oggi 24 novembre 2014 sarebbe stato il 150° compleanno dell’artista bohemien Henri De Toulouse Lautrec, noto pittore francese che creò anche i famosi manifesti pubblicitari per l’inimitabile Club Moulin Rouge di Parigi.
Sembra anche che avesse qui un posto riservato durante i cabaret e gli spettacoli.
Vorrei focalizzare l’attenzione proprio su questo luogo che ha fatto parlare di se per anni e anni ( ancora se ne parla), le cui pareti hanno visto talmente tante cose che noi non possiamo nemmeno immaginare.
Costruito del 1885, si trasformò in locale da ballo solo nel 1889, quando aprì i battenti il Bal du Moulin Rouge, lanciando in tutta Parigi e in seguito in tutto il mondo il mito delle sue ballerine di can-can vestite con colori sgargianti particolarmente snodate.
Erano gli anni della Belle Epoque e la bravura del pittore Toulouse Laurec ingrandì il mito.
Nel corso degli anni il quartiere di Pigalle e lo stesso mulino persero entusiasmo e lucentezza, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Logicamente ritrovarsi davanti al ” Mulino Rosso” non regala più le stesse emozioni di una volta e forse le aspettative sono molto alte (soprattutto se si arriva da una recente visione del film che ne descrive gli anni di maggiore sfarzo) e potrebbero essere deluse…. ma io vi consiglio di provarlo personalmente, vale la pena di essere visto con i propri occhi e poi trarrete le somme.
Io tendenzialmente non amo tornare in città già visitate, ma a Parigi è impossibile resistere, così quando ci sono tornata per la terza volta ho voluto vedere qualche aspetto nuovo….. e sono andata ad uno spettacolo al Moulin Rouge.
Tanti dicono che è solamente il fantasma di se stesso, io non sono d’accordo.
Dopo aver cenato in un delizioso ristorante lì vicino, io e il mio ragazzo ci siamo messi in coda per entrare in questo storico edificio e devo dire che l’affluenza non mancava (sicuramente erano tutti turisti come me, ma che c’è di male??!!).
La cosa negativa è che non si possono scattare fotografie all’interno, ma io ho memorizzato tutto ciò che ho visto! 🙂
Già all’ingresso si possono ammirare le locandine dei vecchi spettacoli, poi una scalinata porta all’ingresso principale, sormontato da un enorme lampadario luccicoso e dopo aver mostrato i biglietti, si aprono delle enormi tende e si torna indietro di più di 100 anni.
Tavolini e sedie disposti tutt’intorno al palco ( anche troppo ammassati per i miei gusti, ma d’altronde ai giorni d’oggi è solamente una macchina per fare soldi) ospitano i clienti del club tutti emozionati ed impazienti di assistere ad un meraviglioso spettacolo.
Calano le luci, si apre il sipario e bravissimi ballerini ( non solo donne) si alternano in svariate coreografie…. tutte molto belle, anche se il momento più atteso, è inutile dirlo, è quello del tipico can-can con abiti colorati come la bandiera francese.
Come detto in precedenza si è sicuramente trasformato in un business, ma entrando lì, si riesce realmente ad immaginare il fasto e la grandezza dei tempi della Belle Epoque…quindi ( se trovate un biglietto non troppo costoso) vi consiglio di andarci.
Al prossimo viaggio,
viaggiatrice seriale.
Anche il mondo dei viaggi ha i suoi “must have”, uno fra i tanti è senza dubbio New York!
Esuberante, intensa, ricca di stile e di vitalità: non esiste altro posto simile alla Grande Mela.
Personalmente non ero attratta da questa destinazione, prima di andarci avrei fatto sicuramente altri viaggi, poi mi è capitata fra le mani un’offerta veramente imperdibile e così sono partita.
Grazie, grazie, grazie…. non finirò mai di ringraziare quella benedetta offerta che mi ha permesso di scoprire un luogo magico, di essere protagonista dei vari film che avevo visto solo in tv, di mischiarmi fra i veri newyorkesi e di sentirmi una di loro per qualche giorno.
Non avevo scritto finora di questa meta perché mi rimane molto difficile spiegarla, fa parte di quelle destinazioni che tutti “conosciamo” dai racconti dei nostri amici, dai libri… insomma sappiamo cosa aspettarci ( anche se poi la realtà è 10.000 volte meglio) e quindi non so da dove partire….proprio per questo farò parlare le emozioni!!!Siete pronti?!?
Immaginatevi l’Empire State Building che lascia la sua impronta nello spettacolare skyline insieme all’inimitabile Chrysler.
Immaginatevi di rilassarvi a Central Park, il polmone verde di Manhattan o di attraversarlo in bicicletta o sui rollerblade, non prima però di esservi sentiti piccini come delle formiche a Times Square, dove ogni cosa è luminosa e fugace.
La maestosità di Central Park
L’ombelico della Grande Mela è qualcosa di unico, per non parlare di Broadway... se siete amanti del teatro è la vostra fine, spettacoli più variegati vi attenderanno.
Ma che dire della 5th evenue?! Il sogno di ogni donna …e della maggior parte degli uomini, inutile negarlo: anche chi solitamente non ama fare shopping ( non necessariamente sulla 5th evenue – beati voi se potete- ma ovunque) a New York non potrà fare a meno, sentirà il richiamo degli acquisti.
E che dire di Tiffany?! Questo sì, è il sogno di tutte le donne: ricevere un regalo o farsi un auto-regalo in quel negozio è inimitabile, lo stesso oggetto acquistato in un altro Tiffany in giro per il mondo non avrà lo stesso valore affettivo….e poi si può sempre prendere un croissant d’asporto e imitare la meravigliosa Audrey Hepburn, sarebbe una colazione alternativa.
Giallo, giallo,giallo…. è questo il colore che vedrete maggiormente, solo colonne di taxi vi affiancheranno durante le vostre passeggiate.
Si, New York deve essere vissuta a piedi, solo così potrete ammirare il meglio della città.
Logicamente la metro è necessaria per raggiungere determinate zone, ci mancherebbe altro!! 🙂
Allontanatevi un po’ dal mondo dei balocchi, fate una capatina al Financial District, vi sentirete per un attimo il Di Caprio della situazione e se ci riuscite fate una foto sotto la statua del toro.
Brooklyn Bridge
Cambiate ambientazione e concedetevi una lunga ma piacevolissima passeggiata sull’inconfondibile Brooklyn Bridge, magari al tramonto, così quando tornate indietro potete ammirare tutto lo skyline della città illuminata…toglie il fiato da quanto è bello.
Meraviglioso slyline
Tranquilli, non mi sono dimenticata del simbolo di NY per eccellenza, prendete il traghetto e andate alla Statua della Libertà (per fare la visita interna occorre prenotare molto in anticipo, ma a mio parere è già sufficiente scendere sull’isolotto e poterla ammirare da sotto) così da ammirarla da un’angolazione diversa e per tornare fermatevi a Ellis Island e lasciatevi trasportare indietro negli anni al tempo dei primi immigrati che dovevano per forza passare di qui per accedere al Nuovo Mondo.
Statua della Libertà
Siete amanti dell’arte?!
Allora avrete solo l’imbarazzo della scelta: MoMa, Guggenheim Museum ( e altre decine) e se vi piace anche la scienza non perdetevi l’American Museum of Natural History, ad attendervi all’ingresso ci sarà lo scheletro di un immenso dinosauro.
Il punto strategico di arrivo e partenza merita senza dubbio una visita: recatevi a Grand Central Terminal il “crocevia di un milione di storie private, cuore della più grande città della nazione” sotto al quale corrono 52 km di binari.
Visita immancabile è al World Trade Center, per non dimenticare…. quando ci sono stata io era ancora un cantiere, ora è terminato e deve essere assolutamente visto.
E poi che dire dei meravigliosi quartieri che spaziano da Greenwich Village a Brooklyn, dal Bronx al Queens… dipende sempre quanto tempo avete a disposizione.
Io ho fatto anche un saltino – anzi un’intera partita- allo Yankee Stadium per farmi un’idea di una delle più grandi passioni dei newyorkesi e devo dire che anche se non conoscevo mezza regola, è stato uno spettacolo molto piacevole.
Yankee Stadium
E poi?! E poi boh, ci sono miliardi di altre cose, come vi ho già detto è troppo difficile raccontare questa città, ad ognuno provoca una sensazione diversa!!
Una cosa da citare sono i negozio di M&M… noccioline ricoperte ovunque, enormi tubi interi ripieni di queste squisitezze vi attenderanno negli shops insieme ai gadget più vari.
Times Square
Se andate sotto Natale poi le attrazioni si moltiplicano, la sola atmosfera natalizia rende tutto magico e una pattinata nella pista di pattinaggio allestita a Rockfeller Center potrebbe essere la ciliegina sulla torta .
Rockfeller Center
Una capatina a Little Italy e a Chinatown è d’obbligo.
Fatevi avvolgere dalle nuvole di fumo che di tanto in tanto escono dall’asfalto ( non sono gli alieni, ma solo i fumi della metro) e acquistate almeno un hot-dog da un venditore ambulante, andate al Radio City Music Hall e visitate la New York public Library con i suoi 15 milioni di libri.
Lo so, non sono stata proprio utile perché non vi ho fatto un vero e proprio itinerario, ma la Grande Mela va vissuta di petto, queste sono le cose che secondo me non potete perdervi e che io sono riuscita a vedere in una settimana, ma la vostra storia a New York potete scriverla solo voi.
Vi dico solo che non vedo l’ora di ritornarci!!!!
E’ una città pazzesca in ogni stagione, ogni periodo dell’anno le regala qualcosa di unico e inimitabile….
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.
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